"Ci sono buone notizie sulle riserve idriche accumulate negli invasi lucani. Rispetto alla situazione vissuta lo scorso anno possiamo guardare con maggiore serenità ai prossimi mesi, con Camastra, Monte Cotugno e Pertusillo che dispongono complessivamente di circa 215 milioni di metri cubi di acqua, un livello nettamente superiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025. Ma proprio la crisi che abbiamo attraversato ci impone di non abbassare la guardia e di utilizzare questa fase per accelerare sugli investimenti".
Lo dichiara il capogruppo socialista in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, che prosegue: "Dighe, reti e schemi idrici sono infrastrutture strategiche per lo sviluppo della Basilicata. L'acqua non è soltanto un servizio essenziale per le famiglie, è una condizione indispensabile per l'agricoltura e per le attività produttive. Le precipitazioni possono aiutarci, ma non possono sostituire gli investimenti".
"Vanno riconosciuti - sottolinea Bochicchio - i passi avanti sullo schema Basento-Bradano, con il collegamento tra gli invasi di Acerenza e Genzano arrivato alla fase conclusiva e la firma del contratto per il Distretto G, un intervento da circa 50 milioni di euro destinato al potenziamento delle infrastrutture irrigue dell'Alto Bradano. Ma proprio ciò che abbiamo vissuto deve spingerci ad accelerare sulle altre opere strategiche e, tra queste, sulla diga del Rendina. La diga del Rendina è forse l'esempio più evidente. Già nel 2023 è stato ufficializzato un finanziamento di 113 milioni e 716 mila euro nell'ambito del PNIISSI. Il progetto prevede di restituire all'invaso una capacità di circa 20 milioni di metri cubi. Nel luglio scorso la Regione ha comunicato l'affidamento degli interventi preliminari di rimozione della vegetazione, con attività previste da agosto. Ed è importante utilizzare le parole esatte, perché si tratta di interventi preliminari e propedeutici alle successive lavorazioni sullo sbarramento. È un passo avanti importante. Ma non siamo ancora alla conclusione del recupero della diga. Il territorio aspetta da decenni che quell'invaso torni pienamente utilizzabile e quindi dobbiamo vigilare perché dalla fase preliminare si passi senza nuovi rallentamenti alla realizzazione dell'intervento principale".
"Il Rendina - aggiunge il Capogruppo socialista - è un'infrastruttura determinante per il Lavellese, il Vulture-Melfese e più complessivamente per la piana dell'Ofanto, una delle aree più importanti dell'agricoltura lucana. Dopo la crisi dello scorso anno è ancora più evidente quanto sia necessario restituire a questo territorio una capacità di accumulo di circa 20 milioni di metri cubi. Non possiamo chiedere alle nostre aziende agricole di programmare investimenti, innovare ed essere competitive senza garantire la disponibilità della risorsa idrica".
"Nel gennaio scorso sono stati inoltre candidati al PNIISSI diciotto interventi per oltre 700 milioni di euro, tra i quali il nuovo collegamento tra la diga di Acerenza e il potabilizzatore di Potenza e altri interventi sugli schemi idropotabili, irrigui e industriali. È positivo avere progetti e programmazione, ma dopo quello che abbiamo vissuto dobbiamo trasformare i progetti in finanziamenti e i finanziamenti in opere. Il Rendina, il completamento degli interventi sul Basento-Bradano, le interconnessioni e l'ammodernamento delle reti devono essere parte di una stessa strategia. La maggiore disponibilità di acqua di oggi - conclude Bochicchio - deve servire a prepararci alle difficoltà di domani, perché mettere in sicurezza la risorsa idrica significa mettere in sicurezza una parte fondamentale del futuro agricolo e produttivo della Basilicata".
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