Liste d’attesa, Vizziello: al via il nuovo Piano nazionale



''È ufficialmente in vigore il nuovo Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa. L’obiettivo è quello di rendere meno complicata la vita ai cittadini che necessitano di una visita medica o di un esame di laboratorio e che si trovano di fronte il muro dei lunghi tempi di erogazione di una prestazione sanitaria. Gli strumenti attraverso cui raggiungerlo sono l’unificazione in un solo Cup di tutta l’offerta sanitaria regionale e soprattutto la previsione che quando non c’è posto, spetta all’azienda sanitaria trovare una soluzione al problema, senza che il cittadino sia costretto a telefonare a tutte le strutture per effettuare una visita o un accertamento diagnostico”.

E’ quanto afferma, in una nota, il Capogruppo di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello che così commenta la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 26 agosto del nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa 2026-2028.

“Far confluire in un solo sistema di prenotazione, il CUP, tutta l’offerta sanitaria regionale (ospedali pubblici, strutture territoriali, strutture private accreditate e libera professione intramuraria) è un fatto oggettivamente positivo - sottolinea Vizziello - come è lodevole stabilire che quando il cittadino chiama il CUP e non trova posto nei tempi indicati sulla ricetta, spetta all’azienda sanitaria o ospedaliera risolvere il problema di una mammografia che il medico di base ha prescritto con priorità breve, cioè da farsi entro 10 giorni e rispetto alla quale il CUP fornice la prima data disponibile a un anno”.

“A tal riguardo il nuovo Piano prevede che sia lo stesso sistema sanitario a trovare una soluzione - sottolinea Vizziello - contattando l’assistito, a cui formulare una proposta di appuntamento entro 5 giorni in caso di prescrizione con priorità breve, dieci giorni in caso di prescrizioni di visite differibili, 15 giorni in caso di prescrizioni di accertamenti diagnostici differibili e trenta giorni in caso di prescrizioni con priorità programmabile. Il problema è che i cosiddetti percorsi di tutela, cioè la possibilità per il cittadino di eseguire una prestazione presso una struttura privata o in intramoenia qualora il Cup indichi una data non compatibile con la classe di priorità riportata sulla prescrizione, sono previsti in Italia sin dal 1998, grazie al famoso decreto legislativo n° 124, e questa previsione di legge non ha impedito a tutt’oggi che alcune regioni li osservino ed altre li ignorino”.

"Anche l’unificazione delle agende di prenotazione di tutte le strutture sanitarie regionali è prevista dal Decreto Schillaci del 2024 - ricorda Vizziello - ma la sua effettività è stata condizionata dalla diversa capacità delle Regioni di integrare agende, strutture e professionisti. Il tema vero è quindi quello di far passare il nuovo PNGLA 2026-2028 dalla carta alla realtà e inserire le agende di prenotazione delle strutture private accreditate nel CUP non equivale ad aumentare l’offerta regionale di prestazioni sanitarie, perché le strutture sanitarie accreditate agiscono nell’ambito di accordi contrattuali con le Regioni, con determinati volumi e tetti di spesa e se il budget loro assegnato si esaurisce a luglio o ad agosto, difficilmente i cittadini godranno di un numero maggiore di prestazioni”.

“La legge assegna alla Basilicata 4 mesi per adeguare il proprio Piano regionale sulle liste d’attesa - conclude Vizziello - e l’Assessore Latronico deve comprendere che un problema come quello delle liste d’attesa nella sanità non si può risolvere con la propaganda, perché necessita di grandi alleanze, con i cittadini, con il personale sanitario e con le strutture private accreditate”.

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