POTENZA - Anche in Basilicata la Fnp Cisl porta nei territori l’Agenda della dignità, la piattaforma di proposte che il sindacato dei pensionati intende sostenere anche in vista della prossima legge di bilancio. Quattro i grandi capitoli: pensioni, fisco, un nuovo patto per la cura, sistema sanitario e famiglie. Un’agenda che nasce dai bisogni raccolti ogni giorno nelle sedi e nei recapiti della Fnp e che tiene insieme la tutela delle persone anziane con quella delle famiglie e delle nuove generazioni. Sul fronte delle pensioni, la Fnp chiede di rendere stabile la rivalutazione, detassare le tredicesime, rafforzare e ampliare la quattordicesima e costruire maggiori garanzie previdenziali per i giovani, insieme al rilancio della previdenza complementare, al contrasto del divario pensionistico tra donne e uomini e al riconoscimento previdenziale del lavoro di cura. In materia di fisco, la proposta è di portare dal 19 al 30% la detrazione delle spese sanitarie per gli over 70, prevedere un rimborso anche per gli incapienti ed equiparare le detrazioni tra pensionati e lavoratori dipendenti. Centrale nel documento programmatico della Fnp Cisl è il nuovo patto per la cura, con la piena attuazione della riforma sulla non autosufficienza, il raddoppio in tre anni del fondo dedicato, un’assistenza domiciliare adeguata ai bisogni, più posti accreditati nelle strutture e meno liste d’attesa, il pieno riconoscimento dei caregiver familiari e un forte investimento nelle professionalità sociali e sociosanitarie. Infine, su sanità e famiglie, la Fnp rivendica la riduzione delle liste d’attesa, l’adeguamento della soglia di reddito per l’esenzione E01 dal ticket, l’incremento del Fondo sanitario nazionale, il rafforzamento della sanità territoriale e della prevenzione, più sostegno alla genitorialità e risorse contro la povertà.
«Per la Basilicata questa agenda non è un elenco di rivendicazioni astratte – spiega il segretario generale della Fnp Cisl Basilicata Giuseppe Amatulli – ma la fotografia di ciò che vediamo ogni giorno: una regione fatta di tanti piccoli comuni delle aree interne, dove la popolazione invecchia, i giovani partono e la presenza dei servizi essenziali viene progressivamente meno. In questo contesto di forte frammentazione sociale e territoriale, la dignità di un anziano dipende dalla possibilità concreta di avere un medico, un infermiere, un servizio domiciliare vicino a casa, senza dover percorrere decine di chilometri o contare solo sulla rete familiare, che spesso non c’è più». Tema questo che è stato al centro del recente convegno sull’assistenza territoriale promosso dalla Cisl, proprio insieme alla federazione dei pensionati, a Tito. «Case e Ospedali di comunità, Centrali operative territoriali, infermiere di famiglia, telemedicina, sono tutti strumenti importanti, ma in Basilicata – avverte Amatulli – funzioneranno solo se saranno pensati per un territorio disperso, con collegamenti difficili e comunità piccole. Non bastano le strutture: servono personale, integrazione reale tra sociale e sanitario e una presa in carico che raggiunga anche l’ultimo paese dell’area più interna e isolata della regione».
Secondo la Fnp Cisl la stessa sfida riguarda l’attuazione della nuova legge sulla non autosufficienza: «Punti unici di accesso, valutazione multidimensionale, progetti di assistenza individualizzati, sostegno ai caregiver – osserva Amatulli – rischiano di restare sulla carta se gli Ambiti sociali territoriali e i piccoli Comuni non avranno risorse, competenze e una regia regionale forte. Per questo sollecitiamo la Regione a fare della non autosufficienza una priorità vera, costruendo con le parti sociali una rete di servizi capace di accompagnare le persone e le famiglie, e di evitare che il luogo in cui si vive diventi un fattore di disuguaglianza». E per animare il confronto, la Fnp ha messo nero su bianco le sue proposte: «L’Agenda della dignità non è solo l’agenda dei pensionati, ma una proposta organica che vuole tenere insieme le generazioni. La porteremo nel confronto con le istituzioni regionali e locali e tra le persone, con iniziative pubbliche in tutto il territorio lucano. Perché dietro ogni scelta su pensioni, sanità e non autosufficienza ci sono persone, famiglie e diritti, e in una regione come la nostra quelle scelte impatteranno sul futuro delle nostre comunità», conclude Amatulli.

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