Crisi, Bochicchio: occorrono fatti e un piano straordinario

 

“Dai presidi degli autotrasportatori alle porte di Potenza e nel Metapontino alla mobilitazione di oggi a Lavello, dall’assemblea degli studenti del liceo ‘Quinto Orazio Flacco’ sul caro vita alle mozioni presentate nei Consigli comunali, come a Rapolla, dalla Basilicata arriva un messaggio chiaro. La gente non accetta più promesse. Chi protesta chiede di poter lavorare senza rimetterci, sostenere le spese e garantire un futuro ai propri figli. Sono ragioni sacrosante alle quali Regione e Governo devono rispondere con aiuti immediati e un piano straordinario di ripresa”. Lo dichiara il capogruppo socialista in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, che prosegue: “Agricoltori, autotrasportatori e commercianti rinunciano spontaneamente a giornate di lavoro perché temono di perdere ancora di più continuando in queste condizioni. La loro difficoltà riguarda tutta la comunità, perché i maggiori costi di produzione e trasporto si trasferiscono sui prezzi e riducono il potere d’acquisto delle famiglie".

"Servono sostegni per il gasolio agricolo, pagamenti tempestivi delle somme dovute alle imprese e misure accessibili a chi rischia di fermarsi. Al Governo nazionale - sottolinea Bochicchio - chiediamo interventi duraturi sul costo dei carburanti e sostegno all’autotrasporto, alla Giunta regionale di attuare rapidamente gli impegni assunti. I socialisti sono al fianco di chi protesta e chiedono una riduzione stabile del peso fiscale sui carburanti e una strategia energetica che dia certezze a cittadini e imprese. Gli aiuti immediati devono accompagnarsi a un piano straordinario di ripresa, capace di sostenere le attività produttive e i redditi delle famiglie. Basta con le narrazioni rassicuranti che stridono con la realtà”.

“Occorre affrontare – evidenzia il Consigliere regionale - anche le cause internazionali della crisi. Le guerre in Ucraina e in Iran e l’instabilità in Medio Oriente pesano sui costi dell’energia e sugli approvvigionamenti, con conseguenze che arrivano alle nostre imprese e alle nostre case. I socialisti hanno richiamato la necessità del dialogo e del rispetto del diritto internazionale, sottolineando che la sola risposta militare non può assicurare la risoluzione dei problemi. Il Governo italiano e l’Unione europea devono dare priorità alla diplomazia e al negoziato, assumendo un’iniziativa più forte per trovare soluzioni concordate. Occorre tutelare gli interessi dell’Italia e di chi lavora e produce. Le scelte compiute devono essere valutate alla luce delle conseguenze sull’occupazione, sulle imprese e sulle spese delle famiglie”.

“È ora di cambiare strada. Chi manifesta in Basilicata e in tutta la Penisola – conclude Bochicchio – chiede risultati, risorse e decisioni immediate. Difendere il lavoro e il reddito delle famiglie significa intervenire sull’emergenza e avere il coraggio di rimettere in discussione scelte di politica internazionale che hanno imposto costi pesanti alle popolazioni europee senza avvicinare una soluzione dei conflitti. Restare ancorati a posizioni della ‘fermezza’ non aiuta né chi vive nelle aree di guerra né chi ne subisce le conseguenze economiche e sociali”.


 

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