Consigliamo al Presidente Bardi e all’Assessore Latronico di mettere da parte i toni trionfalistici con cui hanno commentato le risultanze dell’ultimo Report Agenas sulle liste d’attesa, perché quello che Bardi e Latronico definiscono come un risultato straordinario della Basilicata è, in realtà, un primato fasullo, dal momento che la nostra regione concentra in 'classe P', cioè programmabile, e quindi erogabile entro 120 giorni, l’85,6% delle prime visite specialistiche. Molto facile risultare primi quando si hanno a disposizione, proprio come nel caso della Basilicata, 120 giorni per erogare una visita medica, molto più difficile primeggiare quando la gran parte delle prescrizioni reca “la classe di priorità U”, ovvero: deve essere erogata entro 72 ore o “la classe di priorità B”, ovvero: deve essere garantita entro 10 giorni". E’ quanto affermano, in una nota, i consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello, che così commentano i nuovi dati Agenas sul rispetto dei tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie da parte delle Regioni d’Italia nei primi nove mesi dell’anno in corso.
“Il bollettino Agenas elaborato sulla base delle segnalazioni fornite dalle regioni alla piattaforma nazionale - sottolinea Vizziello - registra un miglioramento delle performance in quasi tutte le regioni italiane, anche se restano fuori, nel senso che non vengono erogate nei tempi fissati dalla legge, qualcosa come 4 milioni di prestazioni, tra visite mediche ed accertamenti diagnostici”.
“Ma il vero nodo - precisa Vizziello - resta quello dell’appropriatezza prescrittiva, dal momento che la media italiana delle ricette per prime visite con classe di priorità P, cioè erogabile entro 120 giorni, è pari al 35 per cento, mentre in Basilicata quel dato è superiore all’85 per cento e in Toscana, al contrario, si ferma al 4 per cento. Questa estrema variabilità nel ricorso all’indicazione in ricetta della classe P dovrebbe indurre a maggiore cautela nel rivendicare primati che, nei fatti, si rivelano farlocchi dal momento che appare davvero difficile sostenere che la Basilicata sulle liste d’attesa è più virtuosa della Toscana che per erogare le prime visite specialistiche si prende, in prevalenza, 3 o 10 giorni e non 120 giorni, come fa la Basilicata”.
“Al di là dei numeri, che se oggetto di attenta valutazione restituiscono una realtà della nostra regione molto meno rosea di quella prospettata dal Presidente Bardi e dall’Assessore Latronico - dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale Angelo Chiorazzo - la condizione di grave disagio dei lucani che non riescono a soddisfare le proprie esigenze di salute a causa delle liste d’attesa è testimoniata dalla rinuncia alle cure di 60 mila cittadini e dal ricovero in strutture sanitarie di altre regioni di 21 mila lucani”.
“Le liste d’attesa sono un fenomeno complesso – concludono Chiorazzo e Vizziello - che potrà essere risolto solo mettendo da parte la propaganda e promuovendo una pluralità di azioni sinergiche in grado di valorizzare il ruolo del personale sanitario da sempre impegnato a dare risposta alle necessità di cura dei cittadini”.

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