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giovedì 19 settembre 2019

Olivicoltura pugliese, Copagri: "Accelerare per far arrivare sul territorio i fondi stanziati"

POTENZA - “È prioritario continuare a lavorare per far sì che le risorse stanziate dal Governo per far fronte all’emergenza causata dalla Xylella fastidiosa arrivino al più presto sul territorio e vadano a compensare le ingenti perdite in termini di mancato reddito per i tantissimi produttori colpiti; tali fondi vanno inoltre indirizzati in maniera prioritaria alle attività legate all’espiante e al reimpianto, che interessano oltre 10 milioni di alberi”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina intervenendo alla riunione programmatica sul Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia, svoltasi oggi al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali alla presenza del ministro Teresa Bellanova e del sottosegretario Giuseppe L’Abbate.

“Parallelamente, come giustamente evidenziato dal Ministro durante la riunione, è fondamentale puntare con sempre maggiore determinazione sulle possibilità offerte dalla ricerca e dell’innovazione, mettendo da parte le polemiche e facendo squadra nell’interesse del comparto olivicolo pugliese, messo letteralmente in ginocchio dalla Xylella fastidiosa, che unitamente ad altre fitopatie, alle conseguenze dei cambiamenti climatici e a prezzi di mercato che non consentono neanche di coprire i costi di produzione, ha messo a dura prova la tenuta di un comparto fiore all’occhiello dell’agroalimentare regionale e nazionale”, ha aggiunto il presidente della Copagri.

“Ricordo, infatti, che quello olivicolo è un settore che conta oltre 350mila imprese e rappresenta il 13,59% del totale delle aziende agricole italiane, per un valore della produzione di circa 4 miliardi di euro l’anno; bisogna quindi accelerare con gli investimenti per la rigenerazione del patrimonio olivicolo della Puglia, tenendo sempre bene a mente che più passa il tempo e maggiore è il numero di imprese che esce dal mercato”, ha concluso Verrascina.

mercoledì 11 settembre 2019

Copagri: Nomine Ue, "buon lavoro al Commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski"


POTENZA - “Inviamo i nostri migliori auguri di buon lavoro al nuovo Commissario europeo all’Agricoltura Janusz Wojciechowski, che siamo sicuri saprà mettere a frutto il grande lavoro portato avanti in sede di Parlamento Europeo e nella Corte dei Conti dell’UE, puntando con decisione sull’innovazione e sulla ricerca, con il fine ultimo di sostenere le imprese agricole, favorire il ricambio generazionale e contribuire in maniera decisa alla difesa del reddito degli agricoltori dell’Unione Europea; è a lui, infatti, che spetterà il delicato compito di gestire la riforma della PAC e la partita delle ricadute agroalimentari della Brexit”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina dopo che la Presidente eletta della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha reso noto l’elenco dei componenti della nuova squadra designata a guidare l’esecutivo comunitario, che dovrà ora ottenere la fiducia del Parlamento Europeo, prima di essere formalmente nominata dal Consiglio UE.

“Siamo inoltre certi che Wojciechowski sarà egregiamente coadiuvato nel suo lavoro dal nuovo Commissario europeo al Commercio Phil Hogan, che porterà con sé la grande esperienza maturata nella passata legislatura, durante la quale si è occupato del portafoglio agricolo, approfondendo, fra l’altro, numerosi dossier riguardanti i trattati commerciali internazionali”, aggiunge il presidente della Copagri.

“Vogliamo inviare un particolare augurio al nuovo Commissario europeo agli Affari economici e monetari Paolo Gentiloni, la cui nomina rappresenta senza dubbio un motivo di grande vanto per il nostro Paese, che si trova per la prima volta nella sua storia a gestire il portafoglio economico”, conclude Verrascina.

lunedì 2 settembre 2019

Osservatorio Cibi e Territori: "L'Unione Coltivatori al Parco della Grancia, percorsi, incontri, seminari"

POTENZA - Secondo i primi risultati di un’indagine sui consumi degli italiani che verrà presentata nel corso dell’evento in Basilicata, due responsabili d’acquisto su dieci sono attenti ai richiami territoriali sui packaging, espressi sotto forma di immagini paesaggistiche, abiti e attrezzi della tradizione italiana: sono richiami che hanno un forte potere evocativo, molto più profondo del generico Made in Italy, proprio perché connesso alla memoria profonda di un Paese, come l’Italia, a vocazione contadina.

Cosi' si presenta la manifestazione per la presentazione dell' ''Osservatorio Cibi, Produzioni e Territori'', il prossimo 7 settembre che ha come tema il cibo e i territori. Esperti di ambiente e territorio, sociologi, ricercatori e agricoltori “riscoprono” il valore dell’identità territoriale tra i “briganti” del Parco Nazionale della Grancia, il più grande Parco Storico Rurale e Ambientale d’Italia, che si estende su una superficie di 50 ettari alle spalle di Brindisi Montagna, borgo storico della Basilicata.

Organizzato dall' Unione Coltivatori Italiani (Uci) con l'Eurispes e l'Universita' Mercatorum, si svolgera' sabato 7 settembre dalle ore 10 presso il Castello Fittipaldi-Antinori a Brindisi Montagna, in provincia di Potenza, la giornata di seminari, incontri e percorsi gastronomici iniziando con un seminario dedicato alla ''Identita' territoriale, agricoltura e mercati. Seguiranno laboratori, spettacoli, percorsi ludici ed enogastronomici per conoscere il Parco storico e rurale della Grancia il tutto nell' ambito del festival che nei mesi estivi richiama l'attenzione di migliaia di persone.

Ci sara' spazio, alla fine della giornata, per uno spettacolo teatrale popolare con ''La storia bandita'', un affresco storico che ripropone in chiave epica il periodo delle insorgenze e del Brigantaggio post-unitario nel Sud Italia.

Mario Serpillo, Presidente UCI e componente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sottolinea come «Parlare di territorio oggi è riduttivo. Noi volgiamo il nostro sguardo su qualcosa di più ampio, di metafisico. Territorio, produzioni, cultura e persone sono aspetti diversi di un medesimo concetto, l’identità. Che è fenomeno complesso, costituito su vari livelli, che parte da lontano nel tempo. Siamo qui per ricordarlo e celebrarlo, consapevoli del fatto che può essere proprio questa la nostra forza, il nostro tratto distintivo. Noi vogliamo ricordare per innovare, sviluppare e celebrare. Credo che il compito dell’Osservatorio debba essere questo».

Sono previsti i saluti di Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata; Francesco Fanelli, Assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata; Gerardo Larocca, Sindaco di Brindisi Montagna; Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes mentre gli interventi sono di Nicola Manfredelli, Presidente del Parco della Grancia e Presidente regionale Uci Basilicata; Giovanni Cannata, Presidente dell’Osservatorio e Magnifico Rettore dell’Universitas Mercatorum; Alberto Mattiacci, Direttore dell’Osservatorio e Presidente del Comitato Scientifico dell’Eurispes; Ettore Bove, Professore Ordinario di Economia e Politica Agroalimentare presso l’Università della Basilicata; Pino Aprile, giornalista e scrittore. Conclude: Mario Serpillo, Presidente Uci Nazionale e Componente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio.

sabato 31 agosto 2019

Agrinsieme Basilicata: Petrolio, coinvolgere le organizzazioni agricole negli incontri con le compagnie


“In relazione all’incontro svoltosi nei giorni scorsi tra il Presidente della Regione Vito Bardi, gli assessori all’Ambiente Gianni Rosa e alle Attività produttive Francesco Cupparo e i vertici di una nota compagnia petrolifera, durante il quale è stata paventata la possibilità di investire in attività alternative al petrolio in settori sostenibili, evidenziamo con fermezza che tutte le questioni ambientali trattate in tale sede vanno a incidere trasversalmente sul comparto primario; vale la pena di ricordare, infatti, che in gioco ci sono tantissimi ettari di terreni nella Val D’Agri così come nella Valle del Sauro. In ragione di ciò, non si può prescindere dal fare un serio ragionamento sulle ricadute, innegabili e inevitabili, sul settore agricolo e sulle produzioni agroalimentari delle suddette scelte e degli investimenti che ne faranno seguito”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

“In ragione di quanto esposto, chiediamo che nel corso dei prossimi incontri, a partire da quello che si terrà la prossima settimana, vengano coinvolti anche i rappresentanti delle organizzazioni di categoria agricole, così come il Vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e Forestali Francesco Fanelli; visto, infatti, il concreto rischio di ricadute sul primario, vero e proprio vanto dell’economia regionale, riteniamo di fondamentale importanza che l’agricoltura venga annoverata a pieno titolo tra gli argomenti oggetto dei tavoli di confronto tra l’amministrazione regionale e le compagnie petrolifere”, rimarca Agrinsieme Basilicata.

martedì 30 luglio 2019

Copagri: Piano per il sud, "Il primario può essere il volano della ripresa economica e del rilancio del meridione"


ROMA - “Il rilancio del Meridione, attraverso uno specifico Piano concordato con le parti sociali, è una necessità sempre più improcrastinabile, dettata dai segnali di forte crisi che vengono dal Sud del Paese. Ben venga, quindi, l’inserimento nella prossima manovra economica di un organico ‘Piano per il Sud’ che vada a intervenire sulle tante criticità che insistono sul Mezzogiorno, quali l’alto tasso di disoccupazione, con il dato record di quella giovanile, il crollo del PIL pro capite, il forte deficit infrastrutturale, sia con riferimento alle reti fisiche che a quelle digitali, il calo dell’export e la frenata fatta registrare dalla crescita del numero delle imprese”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina, intervenendo al tavolo di confronto con le parti sociali sul Piano per il Sud, svoltosi a Palazzo Chigi alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Quello che a nostro avviso bisogna fare a livello politico, inoltre, è continuare a lavorare per andare a rovesciare il triste paradigma comune che vede il Sud del Paese come un peso e andare invece nella direzione di considerare il nostro Mezzogiorno come una risorsa ineguagliabile, in termini ad esempio di turismo, ma anche e soprattutto in ragione delle numerose eccellenze agroalimentari che esso esprime e che sono un vero e proprio vanto del Made in Italy nel Paese, in Europa e nel mondo”, ha aggiunto Verrascina.

“In tal senso, possiamo e dobbiamo considerare il grande ruolo giocato dal primario del Meridione, che se adeguatamente supportato può rappresentare il vero volano di una sicura ripresa economica, nonché un elemento di coesione sociale, fondamentale per la tenuta dei territori, e in modo particolare di quelli svantaggiati”, ha continuato il presidente della Copagri.

“Un ‘Piano per il Sud’ non può quindi prescindere da misure che favoriscano l’accesso al credito delle aziende agricole e il supporto all’internazionalizzazione, così come da interventi per la semplificazione e per la sburocratizzazione; analoga attenzione andrà destinata al ricambio generazionale e alla gestione delle risorse idriche”, conclude Verrascina.

mercoledì 24 luglio 2019

Leggieri (M5S) sull'accordo Eni-Coldiretti


POTENZA - Il memorandum sull’agricoltura siglato da Eni e Coldiretti è un vero e proprio paradosso, il supporto da parte di Eni del marchio lanciato all’inizio del 2019 da Coldiretti e che si chiama “Io sono lucano”, più che rilanciare l’agricoltura lucana, potrebbe definitivamente affossarla.

Con la franchezza di chi può parlare liberamente perché non deve chinare la testa dinanzi a nessun padrone o amico, posso affermare che la presenza di Eni in questa nostra meravigliosa terra ha assunto i caratteri di una colonizzazione, un’invasione barbarica che ha portato solo povertà ed emigrazione. A fronte di un prezzo altissimo pagato dalla Regione in termini di salute pubblica e devastazione del territorio, i vantaggi economici sono stati veramente pochi e limitati a poche persone. Certo, qualcuno ha avuto grossi vantaggi, ma questo qualcuno è la stessa Eni e qualche politico lucano che deve le sue fortune proprio all’amicizia con certe lobbies.

Eni in Basilicata paga royalties ridicole, le più basse al mondo e che ha tutta la convenienza a restare a queste condizioni nella nostra terra. È un dato questo che va ricordato, anche se non è l’aspetto economico della vicenda a interessarmi di più. Per onore di verità, però, non si può nascondere ai cittadini lucani che i benefici della occupazione del nostro territorio sono tutti per Eni e che nessuno degli accordi siglati ormai 20 anni or sono è stato rispettato dalla compagnia del cane a sei zampe. Nessuno di noi ha l’anello al naso e nessuno di noi è ancora disposto a farsi prendere in giro. Come non siamo disposti più a credere alla favola che ci vuole raccontare l’amministratore delegato di Eni quando afferma che le sue priorità sono ambiente e salute, agricoltura sostenibile. Da quando sono iniziate le attività estrattive in Val d’Agri le aziende agricole della zona si sono dimezzate. Questo semplice dato serve a rendere l’idea dell’impatto devastante che Eni e le altre multinazionali del petrolio hanno avuto. A fronte di questo calo impressionante delle attività agricole della Val D’Agri, il ritorno occupazionale determinato dall’industria del petrolio per la nostra Regione è stato molto misero.

Unico interesse di Eni è il profitto e questo viene prima di tutto. Prima della salute dei cittadini, prima del rispetto dell’ambiente, dell’agricoltura, prima persino del rispetto delle regole, come le vicende giudiziarie locali stanno ampiamente dimostrando. Il 23 aprile 2019 il dott. Francesco Curcio, Procuratore della Repubblica di Potenza, ha comunicato la chiusura delle indagini a carico di tredici persone (tra cui 5 membri, pubblici ufficiali, facenti parte del CTR, Comitato Tecnico Regionale) e di una persona giuridica, l’ENI S.p.A, per i reati di disastro ambientale, abuso d’ufficio, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale. Le notizie ufficiali e i dati a disposizioni (alcuni già confermati dalla stessa ENI S.p.A.) ci dicono che in 16 anni sono stati contaminati e compromessi 26 mila metri quadri su un’area di 180 mila intorno al COVA (Centro Oli Val d’Agri); secondo la Magistratura sono state smaltite irregolarmente oltre 854 mila tonnellate di sostanze altamente inquinanti e pericolose.

Come già ribadito in un’interrogazione dal mio collega Gianni Perrino ritengo fondamentale conoscere quali azioni sono state messe in campo dalla Regione Basilicata per attuare quanto previsto dalla delibera 62/2019 che autorizza l’ufficio legale regionale a intraprendere ogni azione utile per ottenere un risarcimento dei danni da parte di ENI e congiuntamente a costituirsi in giudizio nei procedimenti a carico dell’azienda.

Bardi e la sua maggioranza a trazione leghista mettano al primo posto la salute, l’ambiente e il futuro davvero sostenibile della nostra meravigliosa regione e dei suoi cittadini di fronte alle pressioni e alle richieste che arrivano dalla multinazionali del petrolio, ENI in primis. Così in una nota Gianni Leggieri, consigliere regionale M5S Basilicata.

mercoledì 17 luglio 2019

Cillis (M5s): "La Commissione Agricoltura della Camera in Basilicata"


POTENZA - La Commissione Agricoltura della Camera ha visitato in Basilicata alcune eccellenze vitivinicole del Vulture: Cantine del Notaio, Cantina di Venosa e Terre degli Svevi per poi ascoltare i rappresentanti dell'Enoteca Regionale Lucana e dei Consorzi Aglianico del Vulture e Vini Matera DOC

L'incontro è stato organizzato, sia perché per il mondo della produzione vitivinicola questo è un'anno cruciale (confronto sulle regole nazionali e comunitarie, riforma dell'O.C.M. vitivinicola, revisione degli accordi in ambito dell'organizzazione mondiale del commercio) e sia perché dopo un periodo di spinta alla realizzazione di nuovi impianti di vigneti - anni in cui la vite sembrava la coltura che poteva dare un reddito certo agli agricoltori delle nostre aree interne - il mercato invece ha subìto un rallentamento che, negli operatori, genera sconforto e incertezza per il futuro.

Al Presidente Gallinella ed ai componenti della Commissione Agricoltura della Camera, è stato consegnato dal dr. Paolo Montrone un documento corposo in cui gli operatori del settore, oltre a rappresentare la situazione del comparto vitivinicolo lucano e ad esporre i problemi del settore e la progressiva flessione dei consumi (stimata all'interno dei confini UE in circa 750 mila ettolitri anno), hanno anche proposto “misure” che in Commissione Agricoltura approfondiremo con la doverosa attenzione, per poi re-incontrarci e continuare il tavolo di confronto al fine di dare concrete soluzioni agli operatori di questo settore trainante per l'economia e l'immagine della Basilicata e del nostro Paese, che danno occupazione e che anche nel nostro territorio dovranno continuare a credere nel fare impresa

Ringrazio il Presidente della Commissione Agricoltura della Camera Filippo Gallinella e i colleghi Chiara Gagnarli e Pasquale Maglione per essere venuti in Basilicata ed anche il senatore Lomuti e il consigliere regionale Leggieri presenti alle visite e al tavolo di confronto. Così Luciano CILLIS (M5S) Portavoce alla Camera, componente della XIII Commissione (Agricoltura).

giovedì 11 luglio 2019

Copagri Puglia sui danni della grandinata

BARI - “Nella giornata di ieri una violenta e intensa grandinata si è abbattuta sulla Puglia, colpendo pesantemente tutto il versante adriatico della Regione; chicchi di grandine grandi come palline da golf hanno compromesso quasi irrimediabilmente le coltivazioni di angurie e meloni, prossime alla raccolta, e non hanno ovviamente risparmiato i frutteti, per i quali si segnalano notevoli danni”. Lo rende noto il presidente della Copagri Puglia Tommaso Battista, che ha raccolto le segnalazioni di alcuni associati.

“Parliamo di due colture che erano state tra le poche a salvarsi dai gravi danni già causati dalle perturbazioni che hanno imperversato tra maggio e giugno sulla Puglia, che sono andati ad aggiungersi a quelli legati a una lunga serie di problematiche che da tempo insistono sul primario regionale”, osserva il presidente, spiegando che la grandinata ha colpito, in particolare, tutta la zona che va da Polignano a Brindisi Sud.

“A maggio e giungo - ricorda Battista - ad essere state seriamente colpite erano state le aree del tarantino e del barese e le loro principali colture ortofrutticole, nonché i mandorleti; le forti piogge e le conseguenti alluvioni avevano danneggiato, in particolare, le ciliegie precoci e medio precoci e le varietà che stavano per arrivare sui mercati”.

“Ci siamo immediatamente attivati per raccogliere le segnalazioni dei nostri associati, così da poter avanzare una prima stima delle perdite, che già sembrano essere ingenti, e poterle di conseguenza comunicarle alle istituzioni preposte, in modo da procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli”, prosegue il presidente della Copagri Puglia, esortando i comuni interessati e la Regione ad avviare con la massima urgenza una serie di sopralluoghi per verificare i danni.

mercoledì 10 luglio 2019

Approvata mozione per proteggere il grano e la pasta italiana

ROMA - Oggi la Camera ha approvato una mozione di cui sono primo firmatario e ne sono particolarmente orgoglioso perché il Governo si è impegnato ad imprimere un deciso segnale di svolta al settore cerealicolo e in particolare del frumento duro.

È il settore che produce un'eccellenza dell'agroalimentare italiano: la pasta.

È un settore che conosco, purtroppo in forte crisi ma grazie all'approvazione della mozione, il Governo è stato impegnato a porsi al fianco dell'intera filiera cerealicola e, per superare la crisi del settore cerealicolo (in particolare del grano duro), il Governo è stato impegnato ad attuare anche una serie di interventi, tra cui:

- intraprendere con urgenza ogni utile iniziativa volta a rimuovere le criticità che caratterizzano il comparto della cerealicoltura nazionale anche alla luce di dinamiche internazionali di mercato spesso sfavorevoli che, incidendo negativamente sui fattori di debolezza strutturale, peggiorano le condizioni economiche ed occupazionali delle aziende cerealicole;

- attivare gli interventi previsti dal Piano cerealicolo nazionale, nonché mettere a punto una sua revisione alla luce delle mutate condizioni di mercato, dotandolo di adeguate risorse finanziarie;

- sostenere e incentivare lo strumento dei contratti di filiera al fine di tutelare il reddito dei produttori e di promuovere una più equilibrata distribuzione della produzione sul territorio nazionale;

- rafforzare la tutela e la protezione delle produzioni nazionali di grano duro di qualità che costituiscono alcune delle più note eccellenze del made in Italy a livello globale;

- incentivare il ricorso alla contrattazione tra le imprese e la premialità delle produzioni sulla base della qualità ottenuta, anche attraverso l'istituzione di un Tavolo di lavoro composto da rappresentati del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo e delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative, al fine di individuare percorsi condivisi volti a favorire tutte quelle soluzioni idonee a migliorare l'equilibrio di mercato e la trasparenza nella rilevazione e formazione di prezzi;

- fronteggiare l'inadeguatezza del sistema produttivo nazionale del grano duro attraverso il sostegno alla ricerca scientifica finalizzata al miglioramento della qualità nella fase della coltivazione, nonché alla realizzazione di impianti idonei a consentire uno stoccaggio corretto e differenziato in funzione della qualità della materia prima;

- valutare la possibilità, in via sperimentale e per un ridotto margine di tempo, vista la situazione emergenziale determinatasi, di assumere iniziative di competenza volte a consentire la continuità operativa delle aziende cerealicole.

Le tematiche dell'agroalimentare sono un tassello fondamentale per la crescita economica del nostro Paese.

Ora però dobbiamo mettere insieme caratteristiche originali e prestazioni superiori (rispetto ai concorrenti), contenendo i costi di produzione e al tempo stesso minimizzando l'impatto del sistema produttivo sulla salute e sull'ambiente. Lo dobbiamo alle migliaia di aziende che fanno del grano e della pasta italiana la punta di diamante del nostro made in Italy.

martedì 9 luglio 2019

Copagri: "Mais, bene insediamento al Mipaaft del tavolo tecnico nazionale di settore"


ROMA - “Accogliamo con estremo favore l’odierno insediamento al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo del Tavolo tecnico nazionale del settore mais, presieduto dal Sottosegretario all’agricoltura Franco Manzato e comprendente rappresentanti delle Regioni, delle organizzazioni agricole e del mondo della ricerca”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina dopo l’avvio al Dicastero dell’agricoltura dei lavori del Tavolo di filiera.

“Il mais è una materia prima strategica, un cereale di fondamentale importanza per l’agricoltura, la zootecnia e le produzioni agroalimentari di maggiore prestigio del nostro Paese; in ragione di ciò, dobbiamo e vogliamo contrastare il trend che ci ha portato ad avere bassi livelli di autoapprovvigionamento e per far questo vogliamo tenere la barra dritta sull’innovazione, e in particolare sulle opportunità offerte dalla genetica e dalla ricerca agronomica, prestando grande attenzione alla questione legata al reddito”, sottolinea il presidente.

“Quella maidicola, infatti, è la prima coltura nazionale sia in termini di produzione, con una media che si aggira intorno agli 8 milioni di tonnellate, che di rese, con circa 10 tonnellate ad ettaro, e ha un ruolo chiave in riferimento a numerose produzioni nazionali di eccellenza; basti pensare, ad esempio, alle numerose produzioni a Indicazione Geografica che sono strettamente connesse a tale comparto”, aggiunge Verrascina.

“Ci auguriamo ora che nell’ambito di tale Tavolo si arrivi a concordare in tempi celeri un Piano di settore che possa contribuire a concertare, concordare e indirizzare al meglio le strategie per il sostegno e per il rilancio della filiera maidicola, interessata da un brusco calo delle superfici coltivate e da una conseguente riduzione della produzione che vanno necessariamente invertiti nell’interesse dei produttori agricoli del nostro Paese”, conclude il presidente della Copagri.

giovedì 4 luglio 2019

Copagri Basilicata: grano duro, remunerazioni sono ancora inferiori ai costi di produzione


POTENZA - “C’è ancora troppa distanza tra i prezzi del grano duro riconosciuti agli agricoltori e i costi di produzione che gli stessi devono sostenere e che rimangono più elevati; per questo è necessario puntare con sempre maggiore decisione sulla strada della qualità, cercando al contempo di andare a sfruttare tutte le possibilità offerte dagli accordi di filiera, per conseguire risultati più soddisfacenti dal punto di vista del reddito, e dalle reti di imprese agricole e industriali, nell’interesse reciproco e nel meccanismo della competitività e della collaborazione. L'aggregazione, infatti, è fondamentale per conseguire migliori risultati in termini di reddito”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino in occasione della fase finale della campagna di mietitura e a proposito degli esiti del Tavolo della filiera grano-pasta svoltosi nei giorni scorsi al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.

“La contrazione della produzione nazionale di grano per l’annata in corso, in linea con quella mondiale, vede un calo delle superfici coltivate pari al 6,5% che porterà ad una superficie impiegata a grano duro di circa 1,2 milioni di ettari; tale contrazione, unita alle problematiche causate dalle condizioni metereologiche, che hanno portato forti piogge, grandinate ed escursioni termiche non indifferenti, e alla difficile situazione dei prezzi di mercato del grano, i quali si aggirano su remunerazioni decisamente inferiori ai costi di produzione, non fa altro che aggravare il forte deficit del nostro Paese, dove la produzione nazionale non riesce a soddisfare la domanda. Il rischio concreto è che venga tagliato fuori dal mercato un numero sempre maggiore di produttori agricoli”, prosegue il presidente della Copagri Basilicata.

“In ragione di ciò, guardiamo con favore alla necessaria istituzione di una Commissione unica nazionale, che sulla scia di quanto già avviene in altri comparti possa contribuire a riequilibrare i rapporti di forza all’interno della filiera, garantendo al contempo una maggiore trasparenza dei meccanismi alla base della formazione dei prezzi. La centralità della remunerazione equa di tutti i componenti della filiera è infatti un elemento imprescindibile”, conclude Minichino.

martedì 2 luglio 2019

Copagri sugli accordi su commercio e investimenti Ue-Vietnam


POTENZA - “Gli accordi commerciali, così come la semplificazione e la regolamentazione del commercio mondiale, sono fondamentali per poter sfruttare le enormi possibilità offerte dal mercato, ma vanno declinati in maniera tale da non penalizzare un comparto a favore di un altro. Così non sembra essere nel caso dell’accordo commerciale appena chiuso tra l’UE e il Vietnam, che pur non mancando di elementi di positività, quali il riconoscimento di numerose indicazioni geografiche comunitarie e l’eliminazione di dazi per alcune produzioni d’eccellenza del nostro Paese, quali pasta, pollo, carni, prodotti lattiero-caseari e vini, che attualmente scontano tariffe che vanno dal 20% al 40%, rischia di penalizzare fortemente, fra gli altri, il nostro comparto risicolo, a fronte dell’ingresso concesso al Paese asiatico di circa 80mila tonnellate di prodotto a dazio zero”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina dopo la firma ad Hanoi di due accordi commerciali di libero scambio e per la protezione degli investimenti, che prevedono una graduale eliminazione del 99% dei dazi doganali tra l’Unione Europea e il Vietnam entro i prossimi 7 anni.

“Ribadiamo, come già affermato in riferimento ad altri accordi commerciali, che a nostro avviso il comparto primario non può essere sempre l’agnello da sacrificare sull’altare del commercio internazionale a vantaggio di altri settori”, prosegue il presidente, ricordando che gli accordi UE-Vietnam non entreranno in vigore prima della fine dell'anno, dopo l'approvazione in sede di Consiglio e di Parlamento Europeo.

“Dopo aver reintrodotto con molta fatica la clausola di salvaguardia sulle importazioni di riso ‘indica’ da Cambogia e Myanmar, i nostro produttori rischiano ora di doversi nuovamente confrontare con gli squilibri di mercato causati dalle importazioni da paesi asiatici, nei quali la produzione è caratterizzata da profonde differenze in termini di condizioni di lavoro e di salubrità”, aggiunge Verrascina.

“Ricordiamo, infatti, che nell’Unione Europea le esportazioni di riso sono crollate nel 2018 del 37,6% in valore, mentre le importazioni, sempre nello stesso periodo, sono aumentate del 14,4%, portando la bilancia commerciale a una percentuale negativa pari al 24,5%; un andamento molto simile si è verificato in Italia, paese che è il primo produttore comunitario di riso, dove nel 2018 l’export è calato di quasi 8000 tonnellate, mentre l’import è aumentato di circa 3000 tonnellate. A livello globale, il Vietnam è il 24° partner commerciale dell’Italia al di fuori dell'Unione Europea e importa nel nostro Paese beni per circa 2,5 miliardi di euro, a fronte di esportazioni nazionali pari a circa 1,2 miliardi di euro”, conclude il presidente della Copagri.

Leggieri (M5S): "Ho partecipato all’importante Sagra delle Albicocche di Rotondella"

POTENZA - Ho partecipato con grande interesse alla XII edizione della Sagra delle Albicocche di Rotondella, svoltasi lo scorso 29 giugno. Si tratta di un evento che è diventato ormai una tradizione consolidata nel panorama della produzione agricola lucana.

Il focus delle discussioni si è incentrato soprattutto sulle tante potenzialità ancora inespresse del settore e sulla forte crisi di mercato che è in atto in questo momento che ha portato i prezzi di vendita a non superare i 0,25 €/kg, a cui si sono aggiunte le calamità naturali che hanno duramente colpito il metapontino nelle ultime settimane.

Nel pomeriggio dei sabato ho preso parte ai lavori del convegno "Il mercato dell'albicocca tra presente e scenari futuri", al quale ha partecipato Duccio Caccioni del CAAB, Centro Agro Alimentare di Bologna, insieme ad altri operatori del settore ortofrutticolo lucano.

Nel corso del convegno si è discusso di accordi di filiera, marketing, valorizzazione e turismo legati al territorio, oltre che della crisi di mercato in cui versa oggi il settore. Crisi che potrebbe attenuarsi grazie alle conseguenze che porta con sé l’approvazione alla Camera della proposta di legge contro le aste a doppio ribasso e la vendita sottocosto dei prodotti agroalimentari.

Concordo pienamente con quanto sottolineato dai componenti del M5S della Commissione Agricoltura della Camera. “Con l’approvazione di questa proposta di legge, facciamo un passo importante, in attesa del via definitivo del Senato, per mettere fine a una pratica nel mondo dell’agroalimentare che mette in seria difficoltà le nostre imprese agricole e in particole i fornitori che rappresentano la parte più vulnerabile della filiera.”

Viene finalmente introdotto il divieto dell'utilizzo delle aste elettroniche a doppio ribasso per l’acquisto di prodotti agricoli e agroalimentari, che stracciano il prezzo dei prodotti alimentari, a discapito di tutto il settore agricolo. Con questa legge, chi non rispetterà il divieto, verrà sanzionato e l'accordo sarà nullo. Inoltre, l’uso del sottocosto di prodotti alimentari freschi e deperibili è ammessa solo nei casi si registri dell'invenduto a rischio di deperibilità o di operazioni programmate e concordate con il fornitore, che in ogni caso verrà tutelato, perché introdotto il divieto di imporgli la perdita. Tra l'altro grazie a questo provvedimento la funzione di controllo e sanzionatoria viene trasferita all'ICQRF, Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, garantendo così maggiore efficienza.

In questo modo garantiamo il giusto prezzo al produttore, valorizziamo le nostre imprese, difendendole da pratiche sleali che danneggiano tutto il settore. Tuteliamo i lavoratori da un lato e i consumatori dall'altro, che hanno in questo modo maggiori garanzie di qualità. Così in una nota Gianni Leggieri, consigliere regionale M5S Basilicata.

lunedì 24 giugno 2019

Copagri Basilicata: profondo cordoglio per il tragico incidente di Miglionico (MT)


MATERA - La Copagri Basilicata si stringe intorno alle famiglie dei due produttori agricoli di Pomarico (MT) scomparsi sabato 22 giugno a causa di un tragico e sfortunato incidente sul lavoro accaduto a Miglionico, contrada Basento, in provincia di Matera.

“Si tratta di una dolorosa scomparsa che riporta ancora una volta l’attenzione sull’importanza di continuare a impegnarsi per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro puntando sulla necessaria formazione e informazione”, afferma il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino, esprimendo il profondo cordoglio della federazione lucana per la drammatica scomparsa dei due fratelli agricoltori.

“Erano nostri grandi amici, nonché lavoratori impeccabili e produttori agricoli che avevano davvero a cuore l'agricoltura”, ricorda Minichino.

martedì 11 giugno 2019

Acqua, ambiente e agricoltura… continua il viaggio del 'Treno del pensiero'


Fare il punto sulle buone pratiche che permettono la raccolta e il recupero dell’acqua, parlare delle tecniche di riutilizzo delle acque reflue, approfondire le origini dell’agricoltura mediterranea, agricoltura che da sempre ha avuto un grande rispetto della risorsa idrica e del suo parsimonioso utilizzo, questi gli argomenti all’ordine del giorno del secondo viaggio “ Acqua, ambiente e agricoltura: un nesso sostenibile” del “Treno dei pensieri” in programma il prossimo 15 giugno.

L’iniziativa organizzata da La Verde via, vede, anche per questo secondo viaggio, la realizzazione di una manifestazione itinerante che lambendo i territori della Puglia e della Basilicata offre la possibilità ai viaggiatori di riflettere su temi di grande modernità che toccano le esistenze dell’intera umanità e questo avendo come obiettivo quello di realizzare un viaggio esperienziale finalizzato ad informare, divertire e intrattenere il visitatore sia sui temi inerenti la sostenibilità, sia culturali.

Marcello Mastrorilli, Direttore del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) di Bari e Presidente del Centro italiano per lo studio dei fertilizzanti (Ciec), intervenendo durante la conferenza che si terrà nell’ex Convento di S. Francesco ad Irsina, affronterà il tema della gestione sostenibile dell’acqua parlando delle buone pratiche, dal sapore di antico ma quanto mai moderne, di utilizzo della risorsa. I “Bottini”, patrimonio rupestre di Irsina del XVII sec., consistono in cunicoli sotterranei che seguendo l’andamento della falda acquifera captano acqua dal sottosuolo depositandola in vasche di decantazione dove, dopo un processo di purificazione, la stessa viene incanalata fino alla settecentesca fontana esterna.

Per Mastrorilli questa è una tecnica che può essere ripetuta anche in altre aree efficientandola con tecnologie più avanzate. Importante, e sempre avendo come obiettivo quello di salvaguardare la risorsa “acqua”, è anche l’utilizzo sul territorio di tecniche di aridocoltura per immagazzinare acqua nel terreno e poi trasferirla dalle stagioni più piovose alle stagioni meno piovose oltre alla necessità di tutelare le colture locali non sconfinando in allevamenti superintensivi che necessitano di risorse idriche non compatibili con quelle locali, si veda ad esempio il caso degli ulivi tradizionali che successivamente all’emergenza Xylella vengono ora sostituiti da ulivi immuni idroesigenti.

Una seconda giornata inserita in un progetto che nasce dalla percezione che per ridurre la povertà, la disoccupazione e le disuguaglianze, proteggere l’ambiente terrestre e marino, contrastare i cambiamenti climatici, migliorare la qualità della vita dei cittadini fornendo anche infrastrutture adeguate, punti questi sanciti dall’Agenda 2030 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) quali Obiettivi di sviluppo sostenibile, bisogna partire dai territori ristabilendo quel collegamento ancestrale con la propria Terra, curandola e rispettandola come una mamma fa con il proprio bambino che è la cosa più importante che possiede.

Per prenotare il vostro posto sul “Treno del pensiero” contattare Marcella Signorile (3338187350)

lunedì 3 giugno 2019

'Grow!', il 13 giugno a Matera incontro con i ministri Centinaio e Lezzi


MATERA - Le regioni del Mezzogiorno, pur rappresentando grandi bacini di produzione agroalimentare, non spiccano tra le regioni top exporter e questo anche a causa dell’orografia che caratterizza i traffici commerciali del territorio; l’export agroalimentare del Meridione, infatti, è ‘geograficamente’ concentrato nei mercati di prossimità e raggiunge solo in minima parte i mercati più distanti. Anche in ragione di ciò, l’export agroalimentare delle regioni del Mezzogiorno, seppur in aumento nell’ultimo decennio, è cresciuto ad un tasso inferiore rispetto a quello delle regioni del Nord: nel decennio 2008-2018, infatti, a fronte di una crescita dell’export delle regioni settentrionali pari al 62% circa, quello delle regioni meridionali è aumentato ‘solo’ del 46%, arrivando a superare di poco i 7 miliardi di euro di export nel 2018.

Muove da queste premesse il terzo appuntamento di “Grow!”, l’Action Tank del coordinamento di Agrinsieme che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, che si terrà giovedì 13 giugno 2019, dalle 9:30 nel Palazzo Viceconte di Matera, in Via S. Potito 7. L’incontro, che vedrà gli interventi del Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio e del Ministro per il Sud Barbara Lezzi, sarà incentrato sull’importanza delle infrastrutture materiali e immateriali del Meridione per la competitività dell’agricoltura italiana nel contesto comunitario e globale.

I collegamenti, i trasporti, la digitalizzazione e il sistema idrico del Meridione saranno solo alcune delle tematiche al centro dello studio “Il sistema infrastrutturale a servizio dell’agricoltura italiana: focus territoriale Mezzogiorno”, realizzato da Nomisma per Agrinsieme, che sarà presentato per l’occasione dal responsabile dell’Area Agricoltura e Industria Alimentare della società di ricerca Denis Pantini.

A questo importante appuntamento, come già avvenuto nei precedenti, parteciperà una corposa delegazione di rappresentanti delle aziende e degli organi territoriali delle associazioni facenti parti del Coordinamento, i quali avranno la possibilità di rappresentare le proprie istanze direttamente alle istituzioni. Alla giornata di lavori interverranno, oltre al coordinatore nazionale di Agrinsieme Franco Verrascina e ai copresidenti del coordinamento Dino Scanavino, Massimiliano Giansanti e Giorgio Mercuri, il coordinatore della Commissione agricoltura della Conferenza delle Regioni Leonardo Di Gioia, l’assessore all’agricoltura della Regione Basilicata Francesco Fanelli, l’assessore all’agricoltura della Regione Siciliana Edy Bandiera, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Ugo Patroni Griffi e il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio.

A questo terzo appuntamento di “Grow!”, l’innovativa piattaforma attraverso la quale Agrinsieme intende mettere a disposizione dei decisori pubblici e dei propri associati un innovativo laboratorio di riflessione sulle policy che influenzano il futuro del settore, farà seguito, nei prossimi mesi, un incontro analogo durante il quale l’attenzione sarà dedicata alla situazione infrastrutturale del Settentrione del Paese.

venerdì 31 maggio 2019

"Dalla Tunisia rischio contaminazione da macchia nera degli agrumi italiani"


ROMA - Non solo dalla Tunisia importiamo ben 162 mila kg di arance, concorrenziali con la nostra stessa produzione nazionale di agrumi, ma il rischio è che insieme al frutto coltivato in nord Africa, si importi anche il pericoloso fungo Phyllosticta citricarpa. Comunemente conosciuto come “fungo macchia nera”, perché crea sugli agrumi una macchia nera che ne vieta la commercializzazione.

È un pericoloso patogeno che ha già contaminato il Sudafrica, l'Argentina, l'Uruguay e il Brasile, Paesi per i quali esiste già un blocco importazione per evitare la diffusione del patogeno anche in Europa.

In caso di contaminazione, al danno, si aggiungerebbe anche la beffa per il comparto agro-alimentare nazionale, già vessato dall’emergenza Xylella, dal virus “tristeza”, dal moscerino killer, dal cinipide del castagno e da tre anni climatici disastrosi che hanno determinato una situazione economica insostenibile per le aziende agricole. Già ampiamente vessate da una serie di pratiche burocratiche fastidiose e dai danni economici creati dall'embargo verso la Russia, che nel 2018 è costato 2,5 miliardi di euro.

A prima firma del deputato M5S Luciano Cillis, componente della Commissione agricoltura, è stata pertanto presentata una interpellanza al ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, al fine di capire la dimensione del problema, i rischi possibili e le azioni preventive già eventualmente fatte.

Il fungo patogeno, ha affermato il Ministero, «è stato intercettato negli scorsi mesi di marzo e aprile dalle competenti autorità fitosanitarie francesi, in 7 spedizioni di frutti di agrumi provenienti dalla Tunisia (arance e limoni)», tanto da dover subito rafforzare i controlli su tutti i quantitativi importati. Al momento, ha ancora precisato il Ministero, «si sta interagendo anche con il Comitato fitosanitario permanente della Commissione europea a Bruxelles, mentre la Tunisia ha interrotto le esportazioni in maniera precauzionale, riservandosi di fornire dettagliate informazioni in merito alle indagini che sta conducendo in tutte le sue aree produttive di agrumi».

Le indagini tunisine saranno seguite anche dalla Commissione europea, al fine di valutare la situazione, il rischio fitosanitario e l'efficacia delle misure previste, prima di valutare «l’adozione di precise misure fitosanitarie all’importazione di agrumi dalla Tunisia, in aggiunta a quelle già in vigore per i frutti di agrumi provenienti dagli altri Paesi terzi contaminati». Così in una nota Luciano Cillis, Portavoce M5S, Camera dei Deputati.

mercoledì 29 maggio 2019

Copagri: maltempo, da maggio anomalo danni e disagi


POTENZA - “La nuova ondata di maltempo autunnale, che si è abbattuta e che sta continuando a imperversare sulla Penisola, non ha fatto altro che aggravare ulteriormente il già pesante bilancio dei danni causati alle principali produzioni agricole del Paese, per le quali si preannunciano notevoli disagi”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina, ad avviso del quale “l’agricoltura è in ginocchio”.

“Un maggio anomalo, infatti, caratterizzato da forti piogge e grandinate, nonché da un brusco abbassamento delle temperature, ha interessato molte aree del Paese, da Nord a Sud, danneggiando a macchia di leopardo le principali colture ortofrutticole. A soffrirne anche il comparto zootecnico, a causa delle intense precipitazioni che hanno compromesso, in alcuni irrimediabilmente, la fienagione”, precisa il presidente della Copagri, spiegando che “la Confederazione è al lavoro per raccogliere le segnalazioni dei propri associati, così da poter quantificare le perdite e comunicarle alle istituzioni preposte e procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli”.

I PRINCIPALI DANNI REGIONE PER REGIONE

In Lombardia forti grandinate e vere e proprie bombe d’acqua hanno colpito tutta la zona dell’alto Oltrepò Pavese, e in particolare l’area della Valle Versa, aggravando il conto dei danni causati dai fenomeni temporaleschi di inizio e metà maggio e portando a richiedere lo stato di calamità naturale. In Veneto tutti i raccolti sono a rischio, dal cerealicolo al vitivinicolo e dal foraggero all’ortofrutticolo, con ripercussioni anche a livello qualitativo che si temono in particolare per le coltivazioni di ciliegie, piselli, mais e autunno invernine.

Per il Friuli-Venezia Giulia si registrano problemi enormi sul mais, legati all’asfissia, e in alcuni casi all’impossibilità di procedere nelle semine programmate; compromessi i raccolti di orzo, ormai destinato unicamente a diventare biomassa, e quelli di frumento tenero, per i quali si prevedono ulteriori problematiche nel caso in cui non si riesca ad entrare in campo per fare i trattamenti.

Situazione particolarmente grave in Emilia-Romagna, dove dopo la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale della Protezione Civile, è stata dichiarata l’allerta rossa in tutta la zona centrale e si attendono ulteriori esondazioni. Nel Lazio, dopo le forti piogge di fine 2018 e la siccità dei primi mesi del 2019, si registrano disagi legati all’allettamento e alla percentuale proteica del frumento, in ragione del fatto che il maltempo ha in molti casi impedito la seconda o terza concimazione, che è quella strategica. Problematiche di particolare rilievo si riscontrano anche in Campania, con danni alle ortofrutticole e alle ciliegie, ma anche a pomodori, nespole e albicocche; le forti grandinate verificatesi hanno interessati i vigneti e gli oliveti dell’avellinese e del beneventano e i noccioleti dell’Irpinia, con danni elevati ancora da stimare nel dettaglio.

In Puglia ad essere state seriamente colpite dalle forti piogge e dalle conseguenti alluvioni sono state le aree del tarantino e del barese e le loro principali colture ortofrutticole, nonché i mandorleti; danneggiate, in particolare, le ciliegie precoci e medio precoci e le varietà che stanno per arrivare sui mercati. In Basilicata le notevoli precipitazioni e i forti temporali hanno aggravato il conto dei danni, danneggiando quasi tutte le colture ortofrutticole in campo e colpendo in particolar modo pesche, nettarine e albicocche. In Sicilia le foraggere, già in enorme ritardo, sono state distrutte dal maltempo, causando seri problemi di approvvigionamento alle aziende zootecniche; chi aveva già provveduto allo sfalcio, si trova ora un prodotto in marcescenza inadatto all’alimentazione animale.

sabato 18 maggio 2019

De Cillis (M5S): "Decreto Emergenze, risposte concrete per il rilancio dei settori agricoli e ittici"

POTENZA - Con la conversione del decreto legge n 27 concernente il Rilancio dei settori agricoli e ittici in crisi e il sostegno alle imprese agroalimentari del 2019 al Senato il 15maggio 2019, si iniziano a dare risposte concrete ad un comparto, quello primario, fortemente in crisi.

All’interno dei 14 articoli, cui la commissione agricoltura della Camera ed in particolare il gruppo parlamentare M5S ha fortemente inciso attraverso l’impostazione di una risoluzione riguardante il comparto lattiero caseario e con l’istituzione dell’indagine conoscitiva sulla tematica della Xylella, vengono sviluppate misure mirate ai settori lattiero caseari (artt.1-5) olivicolo-oleario (artt 6-8) agrumicolo (art 9).

Oltre al carattere di aiuto straordinario che contraddistingue questo decreto, notevole importanza assume il valore strutturale che molti provvedimenti portano con sé.

Il mondo del latte made in Italy (ovino, vaccino e caprino) vengono sostenuti per la prima volta attraverso una tracciabilità totale: mensilmente sul Sian (sistema informativo unificato di servizi del comparto agricolo, agroalimentare e forestale) parallelamente a quanto già previsto per l’olio e il vino, i primi acquirenti saranno tenuti a registrare i quantitativi di latte ovino e caprino dei singoli produttori nazionali e i quantitativi di latte e dei prodotti lattiero caseari semilavorati importati da paesi Ue o extra comunitari. Inoltre le aziende che producono prodotti lattiero caseari saranno tenute a registrare mensilmente sempre nello Sian i quantitativi di ciascun prodotto fabbricato, i quantitativi di ciascun prodotto ceduto e le giacenze di magazzino.

Il controllo e le eventuali sanzioni saranno affidate all’ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari) in collaborazione con le autorità locali.)

Vengono previste misure fondamentali per il contenimento della diffusione del batterio Xylella che oramai è alle porte della provincia di Bari e che potrebbe dilagare nelle regioni limitrofe come la Basilicata, mettendo ulteriormente in ginocchio la produzione di olio lucano.

All’art 10 quater si indirizzano in maniera chiara, forse per la prima volta, i rapporti commerciali nell’ambito della filiera agroalimentare:

I contratti sulla cessione dei prodotti agricoli stipulati in forma scritta dovranno avere una durata non inferiore ai 12 mesi, verranno elaborati i costi medi di produzione da ISMEA mensilmente e la mancanza di almeno una delle condizioni richieste dall’articolo 168 paragrafo 4 del regolamento UE n 1308/2013 , nel caso sia fissato dall’acquirente un prezzo significativamente inferiore ai costi medi elaborati da ISMEA costituirà in ogni caso una pratica commerciale sleale. Tale pratica comporta una sanzione amministrativa pecuniaria dell’impresa acquirente fino al 10% del fatturato realizzato nell’ultimo esercizio, il tutto sarà vigilato dall’autorità garante dalla concorrenza.

Un provvedimento fondamentale per un comparto che vede nella difficoltà da parte dei produttori primari nel valore reale delle proprie produzioni il tallone d’Achille più importante.

Altre sfide però si intravedono all’orizzonte e rappresentano nodi importanti da sciogliere per l’intero comparto:

l’aggregazione reale tra i produttori, unico strumento in grado di fare massa critica sia nella contrattazione di tutti gli input necessari per fare impresa, sia per proporsi con maggiore forza rispetto alla grande distribuzione;

la programmazione delle produzioni in modo da evitare riversamenti di grandi quantitativi di prodotti sul mercato quando quest’ultimo risulta già saturo e che quindi per la legge dell’equilibrio tra domanda e offerta, impone prezzi poco vantaggiosi;

un miglior uso della Pac per la gestione dei rischi in agricoltura che negli anni a venire rappresenteranno il vero punto di svolta, tra la sopravvivenza di un territorio o il collasso economico dello stesso.

martedì 14 maggio 2019

La Chiesa di Matera vicina agli agricoltori del metapontino


MATERA - Le inclementi condizioni atmosferiche di domenica e lunedì 12 e 13 maggio, che hanno interessato tutta l’Italia, non hanno risparmiato la zona del metapontino procurando ingenti danni all’agricoltura. Una grandinata violenta, che in alcuni punti ha raggiunto i 15 centimetri, ha devastato una vasta zona, compromettendo il raccolto di frutta e grano. Intere piantagioni del materano, in particolare nei comuni di Pisticci, Bernalda, Montalbano e Scanzano Jonico - già cariche di frutti, pesche e albicocche - hanno subito danni irreversibili, tanto da indurre gli amministratori locali a chiedere il riconoscimento di calamità naturale.

L’Arcivescovo mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, con i parroci delle zone interessate, si è reso vicino agli amministratori, e per il loro tramite, a tutta la popolazione e agli imprenditori agricoli che vedono i loro sforzi, il loro lavoro e i loro investimenti così gravemente compromessi.

La natura che è madre, talvolta si ribella agli abusi che la devastano, pensiamo agli stravolgimenti climatici per effetto del surriscaldamento del clima sul pianeta. Per una sorta di interdipendenza tra tutte le zone della Terra, gli effetti negativi dell’inquinamento si manifestano qua e là procurando devastazione e distruzione.

Nell’esprimere vicinanza alle popolazioni colpite, soprattutto agli agricoltori, la Chiesa di Matera–Irsina incoraggia tutti a ritentare, a ricominciare confidando nell’aiuto di Dio, delle Istituzioni perché diano i sussidi necessari, e nell’impegno di tutti a salvaguardare il Creato, la Casa comune, da qualsiasi forma di abusi.

Le tradizioni religiose delle nostre comunità nel passato hanno fatto ricorso all’intercessioni dei Santi per chiedere la grazia della pioggia nei momenti di siccità, dobbiamo riprendere queste tradizioni di fede perché si ricrei un’alleanza virtuosa tra uomo e natura, tra lavoro e sviluppo, tra sacrificio e bellezza.