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mercoledì 15 luglio 2020

Agrinsieme: contributi agricoli obbligatori, tardiva emanazione DM ha creato notevoli disagi per pagamento prima rata '20


ROMA - “In prossimità della scadenza del 16 luglio 2020, termine ultimo per il pagamento della prima rata dei contributi agricoli obbligatori a carico di coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali dovuti per l’anno 2020, moltissimi operatori lamentano forti disagi legati all’espletamento delle pratiche; tali problematiche sono dovute, in particolare, ai ritardi nell’emanazione del decreto ministeriale recante i criteri per la definizione dei contributi obbligatori, che hanno fatto conseguentemente slittare la predisposizione sul portale INPS dei modelli F24 con causale LAA (lavoratori agricoli autonomi) per i pagamenti”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, che ha scritto alle istituzioni competenti per chiedere una proroga del termine suddetto.

“La ristrettezza delle tempistiche - spiega il Coordinamento - unita a diverse problematiche di carattere tecnico, quali interruzioni di servizio del sistema, sta creando non poche difficoltà nei processi legati al controllo e alla stampa del modello necessario alla predisposizione della prima rata dei contributi LAA entro il termine del 16 luglio”.

“Da più parti del Paese, inoltre, ci giungono segnalazioni di ulteriori difficoltà legate alla stampa dei documenti necessari e al conseguente invio al pagamento entro il termine indicato, a causa dell’enorme afflusso di utenti all’interno del portale, anch’esso dovuto ai ritardi nell’emanazione del decreto ministeriale”, aggiunge il coordinamento che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

“Alla luce di quanto esposto, riteniamo di grande importanza accordare una congrua proroga così da permettere alle nostre sedi di effettuare gli adempimenti previdenziali e contributivi previsti senza dover gravare in modo oneroso sulle aziende; nell’impossibilità di arrivare a una soluzione di questo tipo, chiediamo in subordine di non applicare sanzioni in caso di ritardo nei pagamenti”, conclude Agrinsieme.

venerdì 10 luglio 2020

Copagri: DL Rilancio, in attesa delle semplificazioni, segnali importanti a favore dell’agroalimentare


“Con il ‘DL Rilancio’ vengono messe in campo una serie di importanti misure a beneficio dell’intero comparto agroalimentare del Paese, messo a dura prova dall’emergenza Coronavirus; nel testo approvato oggi dall’aula di Montecitorio, migliorato rispetto alla proposta iniziale, trovano spazio molte proposte avanzate dalla Confederazione per dare ristoro ai produttori”. Lo afferma il presidente della Copagri Franco Verrascina, dopo l’approvazione alla Camera del ddl di conversione del DL con misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, cosiddetto ‘DL Rilancio’, che dovrà ora passare il vaglio del Senato per il via libera definitivo, prima della scadenza del 18 luglio.

“L’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro di alcune filiere agricole, tra le quali quelle agrituristiche e florovivaistiche, che risultano tra le più colpite dall’emergenza COVID-19, così come l’istituzione del Fondo emergenziale per le filiere in crisi con una dotazione di 90 milioni di euro per il 2020 sono misure certamente condivisibili, che garantiranno una boccata d’ossigeno ai tanti produttori agricoli danneggiati dalla chiusura del canale HoReCa e dal blocco dell’export durante la fase di lockdown”, evidenzia Verrascina.

“Particolarmente rilevante è poi l’intervento sul versante della liquidità e del credito agricolo, per favorire il quale il testo reca il trasferimento all’ISMEA di 30 milioni di euro per il 2020 destinati alla concessione di prestiti cambiari a tasso zero in favore del settore agricolo; pur apprezzando la ratio di tale necessaria misura, la riteniamo ancora insufficiente a soddisfare le reali esigenze di credito del comparto primario”, commenta il presidente.

“Tra i numerosi altri interventi contenuti nel testo, citiamo l’istituzione del Sistema di certificazione della sostenibilità della filiera vitivinicola, il contributo a fondo perduto per il finanziamento di processi produttivi innovativi e l’incremento del Fondo di solidarietà nazionale per gli interventi indennizzatori a tutela delle filiere in crisi per le gelate accorse tra il 24 marzo e il 3 aprile 2020”, aggiunge Verrascina.

“In attesa di conoscere i contenuti del cosiddetto ‘DL Semplificazioni’ e delle annunciate misure relative all’erogazioni dei contributi pubblici nel settore dell’agricoltura, portando avanti il sempre più necessario lavoro per slegare il primario dai numerosi lacci e lacciuoli che ne impediscono e rallentano la ripresa, diventa ora fondamentale accelerare il più possibile con l’emanazione dei numerosi decreti attuativi previsti dal ‘DL Rilancio’”, conclude il presidente della Copagri.

Agrinsieme: Grano duro, con DM per ripartizione fondo si vanno finalmente a dare risposte concrete al comparto


“Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale recante le modalità di ripartizione del Fondo per il grano duro si vanno finalmente a dare risposte concrete alla filiera grano-pasta, che nonostante le tante difficoltà legate all’emergenza Coronavirus ha continuato a lavorare con grande senso di responsabilità, assicurando il costante e regolare rifornimento degli scaffali durante il lockdown”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, esprimendo soddisfazione per la pubblicazione del decreto del Mipaaf, che stanzia 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021, e 2022, oltre ai residui di stanziamento relativi all’esercizio finanziario 2019, pari a ulteriori 10 milioni di euro.

“Si tratta di un testo molto atteso dal mondo agricolo e ripetutamente sollecitato da Agrinsieme e che, nonostante la tardiva pubblicazione, andrà a premiare le aziende agricole che hanno sottoscritto contratti di filiera triennali entro il 31 dicembre 2019, anche attraverso cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori, con un contributo fino a 100 euro per ettaro coltivato a grano duro, per un massimo di 50 ettari”, spiega il Coordinamento.

“Particolare soddisfazione si esprime poi per il positivo segnale lanciato dal Dicastero delle Politiche agricole, che con tale testo ha inteso individuare un criterio di premialità per i sottoscrittori dei contratti di filiera, rilanciando e rafforzando in tal modo un assunto più volte espresso da Agrinsieme, secondo il quale ogni sforzo deve essere congiunto, deve puntare a un obiettivo comune e deve portare benefici a ogni anello della filiera, a partire dai produttori”, prosegue il Coordinamento che riunisce Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

“Condividere le professionalità e unire gli sforzi, infatti, è l’unico metodo per affrontare le complesse problematiche legate al primario del Paese e, in particolare, alla filiera grano-pasta, vera e propria ambasciatrice del Made in Italy nel mondo; tutto ciò, va nella direzione già intrapresa dal coordinamento con la Filiera del grano duro-pasta, che raccoglie i maggiori protagonisti del mondo cerealicolo legato al duro e del mondo della ricerca”, conclude Agrinsieme.

mercoledì 8 luglio 2020

Potenza: in Prefettura riunione del Tavolo di coordinamento regionale contro il caporalato


POTENZA - Presieduto dal Prefetto Annunziato Vardè si è riunito ieri nel Palazzo del Governo di Potenza, il Tavolo di coordinamento regionale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

All’incontro hanno partecipato oltre al Prefetto di Matera Aregentieri, il Vice Presidente Fanelli e il Consigliere Quarto della Regione Basilicata, i Sindaci delle aree interessate, il Presidente della Provincia di Matera, i rappresentanti provinciali delle Forze dell’Ordine di Potenza e Matera, il Comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Potenza, il Capo dell’Ispettorato territoriale del Lavoro di Potenza - Matera, i Direttori generali delle Aziende Sanitarie di Potenza e Matera, i Direttori provinciali dell’INPS, i segretari delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e gli esponenti delle associazioni datoriali di categoria e del volontariato sociale.

L’organismo è stato convocato al fine di concordare, in tempo utile per l’avvio del periodo di raccolta dei prodotti ortofrutticoli stagionali, l’adozione delle misure più idonee atte sia a garantire un’adeguata accoglienza dei lavoratori stranieri nel territorio regionale - segnatamente nell’Alto Bradano e nel Metapontino - sia a prevenire la creazione di insediamenti abusivi, anche alla luce delle attività di prevenzione al diffondersi dell’epidemia da Covid-19, nonché per contrastare il fenomeno di utilizzo irregolare o illecito della manodopera.

Il Prefetto Vardè , sulla scorta di quanto attuato nello scorso anno, ha annunciato la costituzione di una task force per assicurare il migliore coordinamento dei servizi di contrasto al fenomeno del caporalato, sia sotto il profilo della prevenzione che ai fini dell’applicazione delle sanzioni in caso di violazioni. 
 
Per l’area del metapontino, il Prefetto di Matera ha rilevato che la presenza di lavoratori migranti regolari, integrati con le comunità locali, è cospicua e diffusa durante tutto l’anno, per l’intensiva coltivazione di diverse tipologie di prodotti ortofrutticoli.

Ha, altresì, illustrato la proposta di sottoscrizione di un protocollo d’intesa finalizzato alla operatività di una piattaforma informatica in grado di favorire l’incontro tra offerta e domanda di lavoro nello specifico settore.

Nel fornire le notizie richieste dal Prefetto Vardè, il Consigliere Quarto ha precisato che sono in corso le procedure amministrative per la realizzazione di un Centro di accoglienza temporaneo dei lavoratori extracomunitari nell’immobile di proprietà regionale sito nel Comune di Palazzo San Gervasio, nonché per l’individuazione di strutture ricettive nei Comuni di Venosa, Lavello e Scanzano Jonico.

Il Direttore Generale dell’ASP ha confermato l’istituzione di un “punto salute” dedicato ai lavoratori extracomunitari nel Comune di Palazzo San Gervasio entro la prima metà del mese di agosto.
Tutti i componenti del Tavolo sono intervenuti sull’argomento per apportare, ognuno per la parte di specifica competenza, il proprio contributo.

In conclusione, su proposta del Prefetto Vardè, è stata concordata l’istituzione di un front office del Centro per l’impiego presso il CAMS di Palazzo San Gervasio e assicurata, tramite il progetto PASIM, l’organizzazione dei servizi di trasporto dei lavoratori dai luoghi di domicilio ai luoghi di lavoro.

martedì 7 luglio 2020

Potenza: convocato il tavolo regionale di coordinamento contro il caporalato


POTENZA - Si comunica che il Prefetto di Potenza, Dr. Annunziato Vardè, ha convocato martedì 7 luglio alle ore 11,00 una riunione del Tavolo regionale di coordinamento contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

All’incontro sono stati invitati a partecipare, oltre ai Vertici della Regione Basilicata ed al Prefetto di Matera, i Presidenti delle due province, i Sindaci dell’alto Bradano e del Metapontino, le Forze territoriali di Polizia, le Organizzazioni Agricole e Sindacali e tutti gli Enti e le Associazioni di volontariato interessati.

sabato 4 luglio 2020

Maltempo: tromba d'aria si abbatte sulla collina materana aumentando conto danni coronavirus



MATERA - “La violenta tromba d’aria abbattutasi due giorni fa sulla zona della collina materana ha causato ingenti danni alle strutture, scoperchiando capannoni, stalle e addirittura tetti di abitazioni, senza ovviamente risparmiare le tante coltivazioni in campo; tra le produzioni agricole più colpite risultano al momento i cereali, gli oliveti, i vigneti, le colture orticole, i frutteti e le serre, con perdite stimate nell’ordine del 40-60% della produzione”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino, che ha subito allertato l’assessore regionale all’agricoltura Francesco Fanelli.

“Abbiamo subito messo al lavoro i tecnici per raccogliere le segnalazioni dei nostri associati, così da poter quantificare le perdite e comunicarle alle istituzioni preposte e procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli”, spiega Minichino.

“Contestualmente, abbiamo chiesto alla Regione Basilicata di adoperarsi nell’immediato per una celere verifica dei danni; considerata, infatti, il grave stato di crisi in cui il comparto primario versava già prima dell’emergenza Coronavirus, auspichiamo un rapido intervento affinché si possa valutare la possibile dichiarazione dello stato di calamità naturale e la conseguente attuazione di tutte le misure previste dalla normativa regionale e nazionale”, conclude il presidente della Copagri Basilicata.

giovedì 11 giugno 2020

Copagri: Coronavirus, dare priorità a ristoro danni e carenze liquidità, partendo da comparti più colpiti


“I problemi delle filiere agricole del Paese non nascono con il Coronavirus e non si esauriranno con il concludersi della pandemia; per questo, oltre ai necessari interventi da attuare nel breve-medio periodo per dare ossigeno ai produttori, bisogna ragionare su una vera e propria ristrutturazione del settore. Nel far ciò, bisogna dare priorità ai comparti più colpiti dall’emergenza, tenendo sempre ben presente che l’agricoltura ha risentito fortemente della contrazione delle attività dell’industria, dei trasporti, del turismo e della chiusura del canale HoReCa, che hanno danneggiato in particolare il florovivaismo, la zootecnia da carne e da latte, i settori del vino, dell’olio e dell’ortofrutta, senza contare gli agriturismi”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina intervenendo in audizione in Commissione Agricoltura del Senato in relazione all'affare assegnato sulle problematiche inerenti alla crisi delle filiere agricole causate dall’emergenza Coronavirus.

“Per questo chiediamo di: rafforzare lo strumento della cambiale agraria, aumentandone il plafond; stabilire la destinazione delle risorse stanziate con il DL Rilancio per il sostegno delle filiere in crisi; assicurare liquidità alle aziende, attraverso la rinegoziazione in non meno di 25 anni di mutui e altri finanziamenti in essere al 1° marzo 2020; istituire un tavolo permanente per il ‘rilancio della crescita’, così da valutare l’efficacia delle misure messe in campo; estendere le agevolazioni contributive per i territori montani particolarmente svantaggiati a tutti i datori di lavoro del settore agricolo; includere i fabbricati rurali tra i destinatari dell’ecobonus, così da dare un contributo importante anche in termini ambientali”, ha suggerito il presidente.

“L’agricoltura, oltre alla grave situazione interna, paga lo stato di profonda incertezza sui mercati internazionali, dove sconta le numerose restrizioni imposte da diversi paesi e le conseguenze della lunga chiusura che ha caratterizzato i canali commerciali, colpendo maggiormente le produzioni ad elevato contenuto qualitativo”, ha fatto notare Verrascina.

“Nonostante gli interventi contenuti nei recenti provvedimenti del Governo, infatti, con i quali è stato messo in campo un impiego di risorse pubbliche senza precedenti, le imprese agricole hanno bisogno di azioni immediate con il minimo peso burocratico, così da garantire la sopravvivenza del primario e sostenere l'occupazione e il reddito dei lavoratori. Due sono le principali linee direttrici di quest’azione: il ristoro dei danni economici subiti e l’ottimizzazione degli interventi per sopperire alla grave carenza di liquidità dei produttori agricoli, superando le problematiche legate all’erogazione del credito, che continuano a persistere e a gravare sull’agricoltura”, ha concluso il presidente della Copagri.

lunedì 8 giugno 2020

Copagri: Coronavirus, il patto per l’export ci permette di guardare con maggiore fiducia alla fase 3


“Il Patto per l’Export, redatto nell’ambito dei lavori della Cabina di regia per l’Italia internazionale e siglato oggi alla Farnesina, ci dà modo di guardare alla fase post-Coronavirus come un’opportunità di crescita, di consolidamento e di sviluppo del Paese. Nel testo, che accoglie diverse proposte avanzate dalla Copagri per la ripartenza dell’agroalimentare nazionale, trovano spazio numerosi interventi che dimostrano come si stia finalmente cominciando a comprendere la strategicità del comparto primario, che nella difficile fase della pandemia ha continuato a lavorare con grande senso di responsabilità, assicurando il regolare e costante rifornimento degli scaffali e delle tavole degli italiani”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina intervenendo alla cerimonia di firma del Patto per l’Export, svoltasi oggi al Ministero degli Affari Esteri alla presenza di numerosi esponenti di Governo.

“Condividiamo molti dei pilastri strategici individuati nel Patto per l’Export come prioritari per il rilancio dell’agricoltura; accogliamo con particolare soddisfazione il forte investimento per la comunicazione e per la promozione all’estero delle nostre filiere, delle nostre specialità agroalimentari e del nostro know-how, così come le misure riguardanti la promozione dell’eCommerce, il rafforzamento della partecipazione delle PMI al sistema fieristico e il potenziamento delle risorse pubbliche per contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati a favore dell’internazionalizzazione delle imprese e delle start-up dei giovani imprenditori”, ha evidenziato Verrascina.

“Molto promettenti sono poi le azioni individuate per contribuire a conquistare nuovi mercati, che mirano al contempo a difendere e promuovere quelli storici; in questa ottica guardiamo con favore alla creazione di un unico portale pubblico di accesso ai servizi per l’export, con un utilizzo personalizzato per settori e mercati prioritari, e all’inserimento di sei esperti di agricoltura nella rete diplomatico-consolare italiana, che avranno il non semplice compito di ottimizzare il lavoro delle Ambasciate nella promozione del Made in Italy nel mondo”, ha aggiunto il presidente della Copagri.

“Vale la pena di ricordare che, nonostante un sistema per l’internazionalizzazione delle imprese non sempre efficiente e spesso prigioniero di pastoie burocratiche, l’agroalimentare nazionale nel 2019 ha esportato prodotti per un valore di circa 45 miliardi di euro, dando un concreto e significativo apporto alla crescita del PIL”, ha concluso Verrascina.

giovedì 4 giugno 2020

Copagri Basilicata: fauna selvatica, situazione cinghiali è fuori controllo


“Continuiamo a ricevere allarmate segnalazioni da parte dei nostri soci, che ci riferiscono di ingenti danni causati dalla fauna selvatica alle coltivazioni; ci riferiamo in particolare ai cinghiali, che arrivano in branchi di 20 elementi, o anche più, e distruggono tutto ciò che si trovano davanti, causando danni ingenti ai vigneti, ai seminati e a tutte le coltivazioni in campo”. Ne dà notizia il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino, spiegando che “la situazione nella Regione è ormai fuori controllo, tanto che sono sempre più numerosi gli avvistamenti di cinghiali addirittura nei centri cittadini, come avvenuto recentemente nel capoluogo”.

“La questione è resa ancor più grave dal fatto che ci troviamo alle porte della stagione della raccolta per molte coltivazioni e che tali problematiche vanno ad aggiungersi alle non poche difficoltà legate alla pandemia del Coronavirus, andando a erodere ulteriormente la già provata redditività dei produttori agricoli”, prosegue Minichino.

“Per tali ragioni, facciamo appello alla Regione Basilicata affinché si adoperi con urgenza per accelerare quanto possibile le procedure e le tempistiche necessarie al riconoscimento e al risarcimento dei danni; ci rivolgiamo, in particolare, al vicepresidente della Regione e assessore all’agricoltura Francesco Fanelli, al quale chiediamo di farsi promotore presso il Mipaaf di un confronto finalizzato alla sempre più improcrastinabile individuazione di una soluzione legislativa certa e immediata che possa andare nella direzione di risolvere, o quantomeno contenere, il grave problema dei danni causati all’agricoltura dalla fauna selvatica”, suggerisce il presidente della Copagri Basilicata.


“Non è più rinviabile, infatti, l’avvio di un serio piano per la gestione controllata delle specie faunistiche invasive, che oltre a rappresentare un concreto pericolo per le produzioni agricole, comportano problematiche di carattere igienico-sanitarie e mettono a rischio la pubblica incolumità, come dimostrano numerosi tristi episodi di cronaca”, rimarca Minichino.


“Nella sola Basilicata, ad esempio, parliamo di un problema che, secondo recenti stime dell’Osservatorio regionale degli habitat naturali, popolazioni faunistiche e biodiversità del dipartimento regionale all’Ambiente, dipende dall’azione pressoché indisturbata di oltre centomila cinghiali”. conclude.

sabato 30 maggio 2020

Copagri: DL rilancio, maxi-manovra imponente, ma non basta a garantire ripartenza agricoltura


“Per garantire un rilancio reale e strutturato dell’intero settore primario, pesantemente colpito dalla pandemia del Coronavirus, pur se in misura differente tra i vari comparti produttivi, sono necessari da una parte interventi nel breve periodo che diano immediato ossigeno ai produttori e dall’altra iniziative che guardino al medio-lungo periodo e assicurino la tenuta dell’agricoltura”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina intervenendo in audizione in Commissione Bilancio della Camera nell'ambito dell'esame del DDL di conversione del DL con misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, cosiddetto “DL rilancio”.

“Per questo riteniamo prioritario: istituire un tavolo permanente al Mipaaf con lo scopo di favorire e monitorare costantemente la ripartenza del sistema produttivo agricolo del Paese; intervenire per rafforzare lo strumento della cambiale agraria, così da dare liquidità immediata alle imprese agricole; introdurre misure a favore della sostenibilità ambientale delle imprese agricole, anche attraverso l’estensione per il 2021 del cosiddetto ‘Bonus verde’; rinegoziare il debito accumulato dai produttori agricoli”, ha suggerito il presidente.

“Pur apprezzando l’impostazione della maxi-manovra del Governo, infatti, con la quale vengono messi in campo 55 miliardi di euro a sostegno del rilancio del Paese, riteniamo che lo stanziamento a favore del comparto primario da solo non basti a tamponare le ingenti perdite in termini di fatturato fatte registrare da moltissimi comparti e da numerosi produttori e soprattutto a garantirne il rilancio”, ha aggiunto Verrascina.

“Quanto alle misure per il primario, si esprime particolare apprezzamento, fra le altre, per il rifinanziamento dei fondi di garanzia, così come per l’istituzione presso il Mipaaf del Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi, ma anche per il differimento dell’entrata in vigore delle cosiddette plastic tax e sugar tax, per la soppressione delle clausole di salvaguardia dell’IVA e per gli interventi specificatamente destinati al comparto vitivinicolo, al settore zootecnico e a quello agrituristico, tutte misure da noi ripetutamente caldeggiate”, ha proseguito.

“Diventa ora fondamentale accelerare il più possibile con l’emanazione dei necessari decreti attuativi previsti dal ‘DL rilancio’ e finalizzare quanto prima l’annunciato testo con seri e concreti interventi in materia di semplificazione e sburocratizzazione, portando avanti il lavoro per slegare il primario dai numerosi lacci che ne impediscono e rallentano la ripresa”, ha concluso il presidente della Copagri.

venerdì 15 maggio 2020

Agricoltura, Cavallo (Fai Cisl Basilicata): "Bene norma sul lavoro sommerso, più diritti significa contrastare l'illegalità"

POTENZA - “La regolarizzazione dei braccianti irregolari è una misura di civiltà che consente a tanti lavoratori impegnati in agricoltura di vedere riconosciuti dei diritti a fronte del loro fondamentale contributo alla filiera agroalimentare, specie in questa fase". Il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, saluta favorevolmente la decisione del governo di inserite nel "decreto rilancio" una specifica misura per la regolarizzazione dei rapporti di lavoro sommerso. "Da tempo come Fai chiedevamo una misura di questo tipo - commenta Cavallo - per sottrarre centinaia di lavoratori migranti impegnati nella nostra regione alla mano invisibile del caporalato e allo sfruttamento. È un primo passo verso una politica di inclusione che deve ora affrontare con determinazione il tema dell'accoglienza, argomento su cui in Basilicata si scontano ancora ritardi".

Per Cavallo "dare diritti a chi non ne ha non equivale a sottrarli ad altri, ma significa togliere terreno all'economia illegale che prospera proprio dove non si sono diritti e vige la legge della giungla. Adesso la sfida è continuare l'impegno per una nuova governance del mercato del lavoro agricolo coinvolgendo attivamente le parti sociali e gli enti bilaterali territoriali, a partire dalla organizzazione dei corridoi verdi e dalla organizzazione di un sistema dignitoso di ospitalità. L'obiettivo deve essere incentivare il lavoro agricolo di qualità e coltivare una cultura permanente della legalità contro ogni forma di sfruttamento e di concorrenza sleale partendo dalle scuole. Il futuro delle nostre filiere agroalimentari - conclude Cavallo - si gioca sulla qualità del lavoro, sulla trasparenza delle produzioni e sulla sostenibilità ambientale ed etica delle imprese agricole".

lunedì 27 aprile 2020

Covid-19, Coldiretti: da crollo petrolio tagli su 85% spesa


ROMA - Il crollo delle quotazioni del petrolio deve fare sentire il suo effetto anche sulla spesa degli italiani con il minor costo dei carburanti in un Paese come l’Italia dove l`85% dei trasporti commerciali avviene per strada. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla caduta libera dei prezzi del petrolio Wti per effetto delle speculazioni e della pandemia.

L’andamento del greggio è destinato a contagiare l’intera economia con effetti sulla competitività delle imprese in una situazione in cui la logistica in Italia – sottolinea la Coldiretti - arriva ad incidere fino dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura. Il contenimento dei prezzi del carburante è atteso in una situazione in cui per effetto dell’emergenza si stanno verificando tensioni sul costo dei trasporti per le difficoltà dei camion a viaggiare a pieno carico all’andata e al ritorno in conseguenza del blocco di molte attività produttive. Questo – conclude la Coldiretti - comporta infatti un aggravio dei costi di trasporto per unità di prodotto che hanno portato a far lievitare l’incidenza del trasporto su gomma sul prezzo finale allo scaffale.

martedì 21 aprile 2020

Covid-19, Copagri: ''Per superare mancanza di manodopera agricola abbassare il costo del lavoro

(Pixabay)
ROMA - Quello della mancanza di manodopera agricola è un problema serio e reale per il comparto primario, che va affrontato con urgenza vista l’imminente necessità per i lavori preparatori agricoli di pieno campo e per la raccolta dei prodotti in serra. Chiediamo pertanto al Governo di intervenire quanto prima, partendo ad esempio dal DL ‘Cura Italia 2’ o cosiddetto ‘DL aprile’, abbassando il costo del lavoro almeno fino alla fine del 2020; un intervento di decontribuzione previdenziale, infatti, potrebbe a nostro avviso rappresentare un argine alla carenza di manodopera nel comparto agricolo”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina intervenendo al Tavolo di confronto tra le parti sociali convocato dalle ministre del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo e delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Teresa Bellanova in relazione alla pandemia del COVID-19, o cosiddetto Coronavirus. Il Tavolo tornerà a riunirsi nella settimana corrente.

“Nella grave e delicata situazione che sta attraversando il Paese, che sta avendo ripercussioni a macchia d’olio sull’intero comparto primario, bisogna equiparare la decontribuzione previdenziale delle aziende agricole a quella delle imprese situate in aree svantaggiate, ad esclusione di quelle montane, andando quindi ad abbassare il costo del lavoro”, ha rimarcato Verrascina.

“Non dobbiamo poi dimenticare che, oltre alle nuove problematiche sorte in seguito alla Pandemia del Coronavirus, che ha stravolto le abitudini di consumo degli italiani, minato sensibilmente la redditività dei produttori agricoli e ridotto le esportazioni agroalimentari e gli ingressi dei lavoratori stranieri, la situazione della manodopera agricola deve fare i conti con altre annose e tragiche questioni, quali le condizioni dei trasporti e degli alloggi”, ha continuato il presidente.

“Accanto alle misure decontributive, è poi necessario continuare a lavorare per semplificare il più possibile l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro in agricoltura, puntando con decisione su sistemi istituzionali di intermediazione della manodopera agricola, quali piattaforme informatiche pubbliche e trasparenti che vadano a coinvolgere tutti i potenziali interessati, partendo dai disoccupati, dai cassaintegrati e dai percettori del reddito di cittadinanza, e procedere con la regolarizzazione degli stranieri con il permesso di soggiorno scaduto e con possibilità di avere un contratto di lavoro”, ha concluso Verrascina.

giovedì 9 aprile 2020

Agrinsieme Basilicata: Zootecnia, 25mila capi ovicaprini invenduti per la contrazione dei consumi


POTENZA - “In vista delle imminenti festività pasquali, durante le quali tradizionalmente si hanno le quantità maggiori di consumo di carni ovicaprine, chiediamo al presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e all’assessore regionale all’agricoltura Francesco Fanelli di adoperarsi per intervenire a sostegno del comparto, in sofferenza a causa della pandemia del COVID-19, o cosiddetto Coronavirus, che ha contribuito sensibilmente alla contrazione dei mercati”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, che stima per la prossima Pasqua un calo delle vendite superiore al 25%, con un invenduto di circa 25mila capi in tutta la Regione e ripercussioni maggiori sugli allevamenti di piccole e medie dimensioni, che rappresentano la spina dorsale del comparto regionale.

“Alle difficoltà legate alla contrazione dei mercati, dovuta alle misure restrittive che hanno portato al blocco della circolazione e alla chiusura di tutto il canale Ho.Re.Ca., si aggiungono quelle derivanti dall’import di prodotto estero e dal concomitante calo dei prezzi riconosciuti agli allevatori; ad oggi, il prezzo della carne viva di agnello si aggira tra i 2,50€ e i 2,90€ al chilogrammo, pari a circa la metà delle quotazioni del medesimo periodo dello scorso anno”, fa notare Agrinsieme Basilicata, chiedendo interventi che garantiscano, nell’ambito del Psr Basilicata 2014-2020, una immediata liquidità agli allevamenti.

“In ragione di ciò, chiediamo alla Regione di attivarsi sulla falsa riga di quanto recentemente fatto per il comparto lattiero-caseario, per il quale è stato previsto un aiuto straordinario e immediato agli allevatori per il mancato ritiro del latte alla stalla. Le proposte che abbiamo avanzato in occasione della recente riunione del tavolo verde sono sostanzialmente tre: il ritiro del prodotto finalizzato alla donazione agli indigenti; l’erogazione di un contributo pari al differenziale tra le quotazioni attuali, crollate in seguito al drastico calo dei consumi, e quelle dello scorso anno; l’individuazione di risorse utili a consentire agli allevatori di mantenere gli agnelli e venderli in un secondo momento”, conclude il Coordinamento regionale.

martedì 7 aprile 2020

Agrinsieme: Coronavirus, agricoltori esclusi da DL liquidità


POTENZA - “La gran parte delle aziende agricole sembra al momento essere esclusa dalla platea dei beneficiari del cosiddetto DL liquidità, approvato durante l’ultima riunione del Consiglio dei ministri, proprio nel momento in cui all’agricoltura viene richiesto il massimo sforzo produttivo per il Paese”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, a margine del vertice dei ministri durante il quale è stato dato il via libera a un Decreto-Legge con disposizioni urgenti per il sostegno alla liquidità delle imprese e all’esportazione.

“Da una prima lettura della bozza attualmente in circolazione, infatti, sembra emergere chiaramente come per misurare l’entità del finanziamento si faccia riferimento solo al bilancio delle aziende, documentazione che è predisposta solo da una parte delle aziende agricole, mentre per altre è prevista una fiscalità diversa; stesso discorso vale per il Fondo per le piccole e medie imprese-PMI, che non opera a garanzia delle imprese agricole” rimarca il Coordinamento, ad avviso del quale “si rende, quindi, necessario che nel DL liquidità venga contemplato e adeguatamente alimentato il Fondo Ismea che opera in agricoltura, in quanto allo stato attuale l’agricoltura sembra per la gran parte esclusa dagli interventi proposti”.

“A nostro avviso si tratta di una grave dimenticanza e, pertanto, chiediamo l’inserimento di tutte le aziende agricole italiane tra i beneficiari di questa misura. Gli agricoltori, in questo momento di emergenza, sono le fondamenta del Paese, perché consentono quotidianamente l’approvvigionamento di cibo fresco a tutti i cittadini e non possono essere assolutamente lasciati indietro”, conclude Agrinsieme.

venerdì 13 marzo 2020

Copagri: Coronavirus, il drastico calo delle vendite rischia di mettere in ginocchio il comparto lattiero-caseario

POTENZA - “Condividiamo le preoccupazioni evidenziate da Assolatte, a cui abbiamo già dato la nostra piena e totale disponibilità a fare squadra e lavorare unitariamente in difesa dell’agroalimentare nazionale, e in particolare del comparto lattiero-caseario, che sta già pagando i primi effetti dell’emergenza COVID-19, o cosiddetto Coronavirus, che è ormai a tutti gli effetti una pandemia. Stiamo ricevendo tantissime segnalazioni dai nostri associati, che si ritrovano a dover gestire eccedenze di prodotto che non viene ritirato a causa del drastico calo delle vendite; i problemi maggiori, al momento, sembrano concentrati in Lombardia, Lazio e Basilicata e riguardano il latte vaccino e quello bufalino, anche se ci attendiamo nel breve periodo un peggioramento del quadro generale”. Lo afferma il presidente della Copagri Franco Verrascina, dando voce alle preoccupazioni dei tantissimi allevatori che sull’intera Penisola si trovano con percentuali di prodotto invenduto che in alcuni casi raggiungono addirittura il 90%.

“Quasi la metà dei nostri allevatori ha i frigoriferi pieni; diverse centrali e caseifici hanno già cominciato a interrompere i conferimenti, poiché non c’è grande richiesta di prodotto, ad eccezione di quello destinato alla grande distribuzione”, spiega il presidente della Copagri, facendo notare che “la situazione è grave, tanto da rischiare seriamente di mettere in ginocchio il comparto lattiero-caseario”.

“Abbiamo inoltre ricevuto segnalazioni di caseifici che acquistano latte a prezzi stracciati, andando così ad approfittare della drammatica situazione venutasi a creare e cagionando un ulteriore danno ai produttori, che con grande sacrificio e senso di responsabilità stanno continuando a lavorare nell’interesse dei cittadini assicurando la presenza del prodotto sugli scaffali; ricordiamo, infatti, che stiamo parlando di un settore che, per motivazioni intrinseche, non ha la possibilità di chiudere i battenti, se non a titolo definitivo”, aggiunge Verrascina.

“E’ pertanto fondamentale fare squadra con tutti gli attori della filiera, partendo dalle istituzioni e passando per l’industria, i produttori e la distribuzione, così da individuare possibili soluzioni che vadano ad attenuare le difficoltà dei tantissimo agricoltori e allevatori del nostro Paese”, conclude il presidente della Copagri.

venerdì 14 febbraio 2020

Copagri: Cambiamenti climatici, aumentano temperature medie e calano drasticamente piogge


POTENZA - “A causa del cambiamento climatico, i cui effetti sono sempre più evidenti e difficilmente negabili, si stima che entro il 2050 nella parte meridionale del continente europeo si verificheranno cali produttivi generalizzati, che raggiungeranno picchi del 50% per le rese delle coltivazioni con semina in asciutta, come cereali e colture da rinnovo, oltre a un conseguente e diffuso calo del reddito dei produttori agricoli; basti pensare a quanto accaduto nel recente passato nel Sud Italia, dove il forte abbassamento delle temperature, che ha fatto seguito a un inverno anomalo caratterizzato da condizioni primaverili e precipitazioni quasi assenti, ha messo a serio rischio tutte le principali coltivazione in campo, ovvero fragole, agrumi, pesche e albicocche”. Lo sottolinea la Copagri sulla base di quanto emerso durante l’odierna riunione dei presidenti regionali.

“Nell’ultimo secolo le temperature medie sono cresciute sensibilmente, a fronte di una contestuale drastica riduzione delle piogge del 5% circa, e sono al contempo aumentati gli eventi climatici estremi, primi fra tutti le siccità e le gelate, legati a doppio filo alla tropicalizzazione del clima e a fenomeni di dissesto idrogeologico e di consumo dei suoli, che non hanno fatto altro che aggravare la situazione dell’agricoltura”, osserva la Confederazione.

“Proprio l’agricoltura, nel prossimo futuro, rischia secondo recenti dati di perdere tra il 20% e il 60% della produzione, con particolare riferimento a coltivazioni quali cavolfiori, broccoli, sedani e finocchi, tra le prime a pagare il conto del climate change. Anche l’apicoltura è sempre più esposta alle bizze del clima e sconta una grande debolezza verso alcune delle peggiori calamità naturali provenienti dall’estero, la cui introduzione e diffusione è favorita proprio dai cambiamenti climatici”, aggiunge la Copagri.

“E’ sempre più urgente dotare il primario del nostro Paese di una vera e propria strategia per la mitigazione degli effetti del climate change; tale piano deve puntare con decisione sulla gestione sostenibile del suolo, al fine di contrastare i cambiamenti climatici e di favorire le diverse funzioni connesse alle attività economiche e ai servizi ecosistemici, quali ad esempio la regolazione del clima, la cattura e lo stoccaggio del carbonio, il controllo dell’erosione e dei nutrienti, la regolazione della qualità dell’acqua, la protezione e la mitigazione dei fenomeni idrologici estremi e la conservazione della biodiversità. Contestualmente andranno introdotte colture migliorate e ‘adattate’ ai cambiamenti climatici, puntando con sempre maggiore decisione e convinzione sulla ricerca e sull’innovazione e favorendo lo sviluppo dell’agricoltura di precisione”, suggerisce il presidente della Copagri Franco Verrascina.

martedì 11 febbraio 2020

Sulla rivista internazionale “Sustainability” una ricerca Unibas

POTENZA - La Basilicata rappresenta un “laboratorio a cielo aperto” per lo studio dello sviluppo degli insediamenti agricoli, in una sorta di “archeologia industriale” legata all’agricoltura. L’Università della Basilicata ha condotto in questo ambito delle ricerche per l’utilizzo delle nuove tecnologie satellitari per la tutela delle strutture e del paesaggio rurale, pubblicate sulla rivista scientifica “Sustainability”, dal titolo “Vernacular farm buildings and rural landscape: a geospatial approach for their integrated management”, realizzato dal docente dell’Ateneo lucano, Pietro Picuno, e dai ricercatori Dina Statuto e Giuseppe Cillis.

L’articolo è stato anche scelto dal comitato editoriale della rivista quale copertina del primo numero del 2020: “Sustainability” è una delle più importanti riviste scientifiche internazionali nel settore della sostenibilità delle azioni antropiche sull’ambiente e, con un Impact Factor pari a 2.592, si colloca sul segmento più elevato del relativo settore bibliometrico. I ricercatori del Laboratorio di Costruzioni Rurali e Territorio Agroforestale – Scuola SAFE dell’Università della Basilicata, attraverso i sistemi di rilevazione più innovativi, hanno raccolto e collegato tra loro diverse informazioni multidisciplinari sulle caratteristiche specifiche di ogni edificio agricolo, inclusi dati spaziali di elevata qualità liberamente disponibili sul Geoportale della Regione Basilicata. Queste informazioni si sono rivelate pertanto di grande aiuto per la tutela di fabbricati e paesaggi dotati di un elevato valore culturale e ambientale. Nell’articolo sono state così esplorate le potenzialità dei GIS per l’analisi dell’effetto dei fabbricati rurali sul paesaggio circostante, impiegando come caso di studio le masserie della Basilicata, una regione dell’Italia meridionale ricca di edifici di elevato valore storico e culturale, che si è rivelata così un vero e proprio “laboratorio all’aperto”.

I risultati della ricerca sono stati quindi posti all’attenzione della comunità scientifica internazionale, anche grazie alla loro pubblicazione: questo ha consentito di presentare la Basilicata quale caso esemplare per una gestione sostenibile dell'importante patrimonio culturale, rappresentato dai fabbricati agricoli tradizionali e dal circostante paesaggio rurale, anche ai fini di una loro valorizzazione attraverso attività di turismo sostenibile. “Riteniamo che aver prescelto il nostro articolo, tra i 442 pubblicati nel primo numero del 2020 – ha spiegato il professor Picuno - per rappresentare i contributi innovativi che la comunità scientifica mondiale sta conducendo sull’argomento della sostenibilità, costituisca motivo di grande interesse e soddisfazione per l’Università della Basilicata che ha, in questa maniera, presentato il proprio territorio all’attenzione della comunità scientifica mondiale”.

Le costruzioni rurali hanno infatti consentito lo sviluppo delle attività agricole avvenuto nel corso dei secoli, svolgendo un ruolo di primo piano nella formazione del paesaggio rurale. Soprattutto nei paesi dell’Europa mediterranea, i fabbricati per l’agricoltura sono stati infatti realizzati sulla base delle necessità delle attività agricole proprie del territorio circostante, impiegando tecniche costruttive tradizionali, tipiche delle popolazioni locali. Tuttavia, considerando l'abbandono delle campagne avvenuto negli ultimi decenni, con gli agricoltori che si sono trasferiti in residenze più confortevoli ubicate nei vicini insediamenti urbani, le costruzioni rurali storiche sono state spesso abbandonate, causando una conseguente perdita del patrimonio storico-culturale del territorio rurale e delle sue tradizioni.

mercoledì 18 dicembre 2019

Leggieri (M5S): "Stop cannabis light, un danno per gli agricoltori lucani"


POTENZA - In Senato il nostro emendamento alla Legge di Bilancio, presentato da Matteo Mantero e altri senatori della maggioranza, che avrebbe permesso la commercializzazione della Canapa industriale con un livello di THC inferiore allo 0.5%, quindi, sottolineo, una sostanza assolutamente non stupefacente, che ha creato migliaia di posti di lavoro, soprattutto nel settore agricolo, è stato dichiarato inammissibile dalla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Con questa decisione si mette a rischio un settore nel quale in Italia trovano occupazione circa 12 mila persone, nel quale operano 1500 imprese che riescono a generare fatturati di centinaia di milioni di euro. Si mette a repentaglio anche un indotto importante per la nostra economia, perché si tratta di un mercato nuovo che ha bisogno di essere supportato, non affossato dalle visioni miopi e retrograde.

Voglio sottolineare e precisare che la vendita di canapa industriale non ha nulla a che vedere con lo spaccio di droghe, perché si tratta di sostanze assolutamente non stupefacenti. Quindi Salvini e i suoi accoliti evitino di gettare fumo negli occhi ai cittadini italiani, creando confusione a solo scopo propagandistico. Altro che Stato spacciatore!

Salvini dovrebbe sapere che l’8 agosto del2019 la Regione Veneto, governata dalla Lega, emanava la legge regionale a sostegno e promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale e agroalimentare della canapa Il Veneto è quindi una Regione spacciatrice? No, perché ripeto la Cannabis per cui è lecita la coltivazione non è assolutamente una sostanza psicotropa.

Voglio ricordare che anche la regione Basilicata ha voluto cogliere questa grande opportunità per il settore agricolo e l’indotto, grazie a una legge “Promozione della coltivazione della canapa (cannabis sativa) per scopi produttivi e ambientali” proposta dal mio collega, Gianni Perrino, e approvata durante la scorsa legislatura.

Come sottolineato nella proposta di legge “La pianta è caratterizzata da una straordinaria versatilità: utilizzabile per uso industriale, tessile, alimentare, oleario, cosmetico, energetico, nella bioedilizia e per depurare terreni da metalli pesanti e altre contaminazioni. La impellente necessità di svincolare il sistema industriale dalle sostanze di origine fossile, nonché il dovere di rilanciare l’agricoltura, vero settore di importanza strategica per la nostra regione, impone di volgere lo sguardo verso questo tipo di coltura ecosostenibile e in grado di garantire un reddito agli agricoltori”. Altro che propaganda becera!

Io credo che sia giusto che lo Stato intervenga rapidamente, regolamentando questo settore con un disegno di legge ad hoc, garantendo quindi una sicurezza alle migliaia di piccole imprese, soprattutto fondate e gestite da giovani, che operano nel mercato della canapa industriale. Così in una nota Gianni Leggieri, consigliere regionale M5S Basilicata.

giovedì 14 novembre 2019

Maltempo, Copagri: "l’ondata autunnale aggrava la situazione del primario meridionale"


POTENZA - “L’ondata di maltempo autunnale che si è abbattuta sulla parte meridionale della Penisola e che sta continuando a imperversare sul Paese, con veri e propri nubifragi, non ha fatto altro che aggravare ulteriormente il già pesante bilancio dei danni causati alle principali produzioni agricole, per le quali si preannunciano notevoli disagi”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina, in relazione alle allerte meteo diffuse dalla Protezione Civile e in attesa di due nuovi cicloni in arrivo nei prossimi giorni, che dovrebbero interessare anche l’area centro-settentrionale della Penisola.

“Le situazioni più critiche sul versante agricolo si registrano nelle regioni del Sud, con l’allerta rossa diramata in Basilicata, Calabria e Sicilia e quella arancione in Puglia”, precisa il presidente, spiegando che “la Confederazione è al lavoro per raccogliere le segnalazioni dei propri associati, così da poter quantificare le perdite e comunicarle alle istituzioni preposte e procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli”.

“Di fronte al sempre più frequente ripetersi di questi fenomeni climatici estremi, purtroppo sempre meno sporadici e isolati e dovuti anche ai cambiamenti climatici, ribadiamo nuovamente l’importanza del ruolo degli agricoltori quali custodi del territorio e presidio dell’ambiente, anche e soprattutto per il contrasto al dissesto idrogeologico e per la manutenzione delle piante, delle aree verdi urbane e dei terreni di scolo”, aggiunge Verrascina.

I PRINCIPALI DANNI REGIONE PER REGIONE - In Basilicata le problematiche maggiori si concentrano nel metapontino, sferzato da forti piogge e venti che hanno distrutto quasi completamente le strutture agricole fisse e mobili, interessando in particolare le celle di raccolta della frutta e le serre e causando ovviamente gravi danni alla rete infrastrutturale e ai fabbricati rurali. Da una prima ricognizione nella stessa zona, risultano quasi irrimediabilmente compromesse le produzioni in atto di agrumi, frutta e olive, queste ultime in fase di raccolta.

In Calabria, invece, i maggiori danni si riscontrano nel lametino, dove un ciclone mediterraneo, caratterizzato da forti venti che hanno superato i 100km/h e piogge intense, ha scoperchiato le serre e i tendoni, danneggiando gravemente le colture frutticole, con particolare riferimento agli agrumi, e quelle orticole. Le intense piogge hanno allagato molte piantagioni di agrumi in tutta l’area Jonica Reggina. Nel crotonese diverse aziende zootecniche sono state addirittura costrette ad evacuare il bestiame a causa delle avverse condizioni meteo.

In Sicilia, dopo il disastroso nubifragio dello scorso anno, che aveva sommerso chilometri e chilometri di campagna e messo in ginocchio moltissime aziende agricole, azzerando la produzione di ortofrutta, agrumi e ortaggi, si registrano nuovi gravi danni alle produzioni ortofrutticole e al settore olivicolo. Quasi tutte le aree interne della Regione sono sommerse dalle acque, che hanno causato sensibili disagi, oltre a frane e smottamenti.

In Puglia, dopo le violente grandinate estive e le gelate di maggio e giugno, che avevano colpito tutto il versante adriatico della Regione compromettendo le coltivazioni di angurie e meloni prossime alla raccolta e non risparmiando le colture ortofrutticole, ci sono chilometri di campi sommersi dall’acqua, che rende impossibile le semine autunnali e amplia la già lunghissima lista dei disagi al settore olivicolo. I problemi maggiori sembrano concentrarsi nel tarantino, e in particolare al confine con la Basilicata.