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mercoledì 1 aprile 2020

Fials Potenza: Abbiamo chiesto di elevare il livello d’igiene e pulizia nell'Ospedale San Carlo di Potenza


Il 31 Marzo la Fials ha chiesto all' A.O. R San Carlo, attraverso il Rappresentante per la sicurezza dei lavoratori, una verifica della dotazione dei Dispositivi di Protezione Individuali, dei presidi raccomandati e della formazione per gli operatori della ditta appaltatrice per la Pulizia. Questi lavoratori sono, a nostro avviso, parte integrante dell'Azienda ospedaliera.

Interveniamo al loro fianco, su segnalazioni da parte degli stessi operatori, perché ogni giorno sono impegnati nel Presidio Ospedaliero. E' auspicabile che ci sia stata un'adeguata formazione sui rischi a cui sono esposti lavorando in Ospedale.

Le molte segnalazioni pervenute in merito alla carenza di mascherine e di altri dispositivi sono davvero preoccupanti. Ci dicono che sia stata assegnata una sola “mascherina ” da sostituire solo in caso di rottura o danneggiamento. Le diverse mascherine hanno una durata limitata: in buone condizioni, per le chirurgiche è di 4 ore per le altre di 8 ore. Non si può quindi immaginare che ne venga assegnata una sola per lunghi periodi di tempo, .

In questo periodo di emergenza è indispensabile, per la tutela e il rispetto della salute di tutta la comunità dell'Ospedale San Carlo di Potenza, garantire tutto il materiale e la formazione, necessari a svolgere un delicato e vitale lavoro. Non dimentichiamoci mai che si parla di VITE UMANE e non di fredde statistiche, che si tratti di Pazienti o di Operatori sanitari.

La Fials a più riprese ha chiesto di elevare il livello d’igiene e pulizia nell'ambito del Presidio Ospedaliero; Sarebbe opportuno che l'Azienda ospedaliera con i suoi responsabili alzasse il livello di attenzione e di verifica delle prestazioni rese dalla ditta appaltatrice.

Acli Potenza: Domande per il bonus: sito Inps bloccato


A nulla è valso anticipare l’inizio dell’attività alle 6 di stamattina: da stamattina gli operatori del Patronato Acli di Potenza stanno vanamente tentando di caricare sul sito dell’Inps le domande per l’accesso al bonus di 600 euro previsto dalla normativa.

“il sito dell’Inps – spiega il presidente provinciale delle Acli Emanuele Abbruzzese – resta in perenne attesa e restituisce alla fine un messaggio di errore invitando a ripetere la procedura. Davvero inconcepibile”.

“Siamo sicuramente in una situazione eccezionale – prosegue Abbruzzese – ma sarebbe normale che anche l’Inps ne tenesse conto adottando strumenti straordinari per evitare questi gravi disservizi. Siamo tempestati di richieste e di sollecitazioni da parte degli aventi diritto a cui è difficile spiegare quello che sta succedendo”.

Il bonus di 600 euro spetta a lavoratori autonomi (commercianti, artigiani e coltivatori diretti), liberi professionisti non iscritti a casse di previdenza obbligatoria, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori stagionali e dello spettacolo: una platea molto ampia soprattutto per le zone rurali dell’interno lucano.

“L’annuncio di avere la somma accreditata entro il 15 aprile – conclude il presidente delle Acli di Potenza – ha creato un clima di corsa al bonus ed a nulla valgono le rassicurazioni circa le disponibilità future per soddisfare tutte le richieste. Continuiamo, con non pochi sacrifici, a svolgere un servizio indispensabile per i cittadini ma è davvero impossibile lavorare tra incudine e martello”.

FCA, Spera (Ugl):”Terminato l’incontro con i vertici con presenza di Pietro Gorlier e Pietro De Biasi”


“L’Ugl prende atto responsabilmente che FCA ha confermato tutti gli investimenti e produzione nel nostro paese. Per PSA si continua a dialogare per il perfezionamento”.

E’ quanto fa sapere Antonio Spera, segretario nazionale dell’Ugl metalmeccanici al termine dell’incontro in video conferenza con i vertici aziendali.

“Per quanto riguarda l’apertura dei stabilimenti, FCA ha dichiarato di attenersi alle disposizioni del Governo, che tutti i lavoratori entreranno in fabbrica con serenità, si avranno i massimi livelli di protezione in ogni sito, ed inoltre ci sono anche aziende FCA che inizieranno a produrre materiale sanitario per i lavoratori e che metteranno a disposizione anche del nostro paese. L’apertura dei stabilimenti Italiani, probabilmente non sarà contemporaneamente dappertutto ma, per ogni sito si valuteranno le condizioni ottimali come si è sempre fatto. L’Ugl auspica, sempre che ci siano le condizioni garanti per la salute di tutti i dipendenti, che le prime aperture possano avvenire subito dopo le festività pasquali. FCA inoltre, fa sapere di avere la certezza sui diversi punti di riferimento a garanzia per la sicurezza dei lavoratori e nei luoghi di lavoro dopo aver messo in campo diverse misure precauzionali. L’azienda – conclude il segretario Spera – ha ampliato e messo in campo anche una nuova copertura assicurativa in ambito sanitario con FASIF per i lavoratori colpiti dal virus Covid-19. Attualmente sono collocati in SmartWorking 15.000 lavoratori FCA”.

lunedì 30 marzo 2020

Coronavirus, ai Comuni della Basilicata circa 4,5 milioni per solidarietà alimentare. CISL: "Serve coordinamento tra misure"

La Cisl sollecita un maggiore coordinamento tra i provvedimenti nazionali e regionali in materia di sostegno alle fasce sociali più deboli, duramente colpite dall'emergenza coronavirus. È in corso di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale l'ordinanza del dipartimento della Protezione civile che assegna 400 milioni di euro ai Comuni per la distribuzione di buoni spesa o generi alimentari e di prima necessità attraverso un primo incremento del fondo di solidarietà comunale. Il riparto è determinato, per il 20 per cento delle risorse, in base alla popolazione residente in ciascun Comune e dalla distanza tra il valore del reddito pro-capite di ciascun Comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione. In base allo schema di riparto allegato all'ordinanza ai Comuni della Basilicata andranno quasi 4,5 milioni di euro. Ogni Comune pubblicherà sul proprio sito istituzionale l'elenco degli esercizi commerciali autorizzati e potrà anche aprire un conto corrente per raccogliere donazioni. Saranno gli uffici dei servizi sociali comunali a individuare la platea dei beneficiari e il valore del contributo da assegnare ai nuclei familiari, con priorità per quelli non assegnatari di altre misure di sostegno pubblico.

"La Basilicata, in considerazione della distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun Comune e il valore medio nazionale - spiega la segretaria regionale della Cisl Luana Franchini - sarà destinataria di significative risorse che richiederanno un impegno serio e notevole da parte del personale degli uffici dei servizi sociali. Appare necessario massimizzare ogni sforzo da parte dei Comuni nella direzione della garanzia dei servizi sociali ai cittadini, potenziando risorse umane e smart working, cosi come appare necessario creare un coordinamento tra misure straordinarie regionali, la card preannunciata dal governatore Bardi e misure straordinarie nazionali per fare in modo che i bisogni diffusi siano tutelati in maniera organica ed efficace. Questo richiede, come più volte ribadito, un’azione di regia e di capacità di gestione dei processi dei provvedimenti da parte della Regione Basilicata per mettere a sistema le tante capacità, le tante risorse e le tante generose disponibilità che provengono dai 131 Comuni lucani", conclude Franchini.

Covid-19, Spera (Ugl):”Evitare che le regioni diventino ‘lebbrosari’”


“Siamo ancora nel pieno dell'epidemia o forse non siamo ancora arrivati e certamente le misure in scadenza il 3 aprile inevitabilmente saranno allungate. I tempi non li deciderà, come è sempre accaduto, il Consiglio dei Ministri bensì il propagarsi della pandemia che sembrerebbe ancora ad esso imporsi sulla diffusione. I sacrifici fatti dalle aziende, dalle famiglie e dai lavoratori di queste settimane sono seri mentre la politica della maggioranza e il Governo vanno nel panico, pensano più alla visibilità che a quello che serve in questo momento”.

Forte è quanto sostiene Antonio Spera, segretario nazionale Ugl Metalmeccanici il quale ribadisce che, “in questo momento parlare di qualsiasi riapertura, fabbriche, scuole o che chi sia, è inopportuno e irresponsabile. Tutti noi vogliamo tornare alla normalità, ma prima dobbiamo riaccendere un interruttore per volta. Ancora, come Ugl, supplichiamo di far arrivare il materiale di protezione alle fabbriche, far partire il tracciamento e i tamponi, preparare il Sud per una recrudescenza sui giovani che ci sarà comunque, se apri a tutti. Certa politica in Italia continua a parlare per slogan, la verità è che abbiamo un Governo e una classe dirigente che non è pronta per affrontare la prima vera emergenza della nostra generazione. Se l'autonomia la lasciamo fare da soli – continua Spera - certamente ogni regione farebbe meglio: oggi siamo ancora a organizzare il Paese su mascherine e ventilatori se pur l'organizzazione della Sanità è regionale; se il Governo non avesse ridotto la sanità all’osso con tagli sproporzionati, avremmo ospedali molto più organizzati, depositi forniti anche abbastanza pieni e grandi sui territori. In Italia - aggiunge il sindacalista – per l’Ugl circa il 10 % dei contagiati accertati sono operatori sanitari, sono tantissimi gli asintomatici ma positivi ai quali viene negato l'accertamento con tampone. Questa inopinabile percentuale determina, purtroppo, una diffusione paurosa dei contagi, in considerazione degli inevitabili contatti degli incolpevoli ed ignari ‘untori’. Il Governo ancora è in tempo, deve imporre a tutte le regioni che le autorità sanitarie si adoperino rapidamente all'attivazione di uno screening ripetuto su tutti, imponendo pedissequamente l'isolamento anche dei positivi asintomatici, al fine di evitare che le regioni diventino lebbrosari. Il Governo – conclude Spera - deve adeguarsi ad una cabina di regia, ascolti il sindacato, dia retta a tutti i partiti e faccia le cose che servano al Paese”.

sabato 28 marzo 2020

Copagri Basilicata: Coronavirus, non rinunciamo alle tradizioni pasquali e acquistiamo prodotti locali


“In un momento estremamente delicato quale quello che il Paese sta attraversando, dove la pandemia del COVID-19, o Coronavirus, sta letteralmente stravolgendo ogni nostra consuetudine, facciamo nostro l’appello della ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova a non rinunciare alle tradizioni. Ci troviamo, infatti, in vista delle festività della pasqua, nelle quali solitamente si raggiunge il picco dei consumi di carne ovina, e invitiamo pertanto i consumatori ad acquistare prodotto locale; consumare carne fresca, infatti, anche se in piccole porzioni, è fondamentale per sostenere concretamente un settore di fondamentale importanza per l’economia regionale quale quello della pastorizia”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino, spiegando che i consumi di carne sono in netto calo e che negli allevamenti del territorio lucano si registrano già notevoli disagi.

“Dobbiamo andare avanti tutti insieme, all’unisono, impedendo al Coronavirus di bloccare o modificare le nostre abitudini di consumo, con particolare riferimento a quelle legate alle nostre tradizioni; voglio infatti ricordare, come evidenziato dalla nostra campagna social #LAgricolturaNonSiFerma, che i produttori agricoli e gli allevatori continuano a lavorare con grande senso di responsabilità e nell’interesse di tutti i cittadini, assicurando una regolare presenza dei prodotti agroalimentari sugli scaffali della grande distribuzione”, aggiunge il presidente della Copagri Basilicata.

giovedì 26 marzo 2020

Coronavirus, Ugl Matera: ”Sanitari e Forze di Polizia non hanno sufficienti protezioni”.

“Se la comunicazione di questi ultimi giorni relativa alla epidemia è gravemente fuorviante, i numeri più contenuti di contagio al Nord rischiano di cancellare del tutto il fatto che non solo la crisi non è in via di soluzione, ma che al Sud sta per esplodere in maniera drammatica. E ne è la prova che i numeri salgono: altri due contagi da Coronavirus in Basilicata, un medico di Policoro e un’infermiera di Rotondella, entrambi in servizio all’ospedale di Policoro (MT). Forte è il grido d’allarme indirizzato alla Prefettura di Matera e alla Regione Basilicata. I medici, il personale sanitario, denunciano l’assenza di materiale protettivo per chi è a contatto con i malati di Covid-19 i quali segnalano alla Ugl che, in radicale violazione del Decreto Legge n. 6 del 28 febbraio 2020, ancora non sono stati forniti ai medici in generale i dispositivi individuali di sicurezza contro l’epidemia da virus COVID-19 (in particolare mascherine FFP3, occhiali protettivi, camice usa e getta)”.

I segretari provinciali dell’Ugl Matera Pino Giordano, e Antonio Epifania della federazione Chimici, intervengono sulla problematica segnalata per i quali, “probabilmente non è compreso bene il momento drammatico che il territorio materano sta attraversando. Potrebbero essere molti di più i medici, infermieri e operatori materani contagiati: è necessario eseguire subito tamponi per tutto il personale ospedaliero, per i medici di famiglia e tutte le Forze dell’Ordine che affrontano quotidianamente l'emergenza-urgenza in genere e non solo al COVID correlata. Ed è proprio nel seguire quel giusto protocollo prioritario per la prevenzione!

Al Prefetto, l’Ugl si rivolge – continuano Epifania e Giordano – nel chiedere di non perdere più tempo: l’ospedale di Matera, ‘Madonna delle Grazie’, di Policoro ‘Papa Giovanni II’, gli studi medici e le Caserme, potrebbero divenire bombe ad orologeria; I prossimi dieci/quindici giorni saranno da noi un inferno, potremmo essere alla vigilia di una espansione gravissima del contagio, al limite della sostenibilità. Non vogliamo creare e suscitare allarmismo, ma ci preoccupiamo della salute di tutti e siamo già in netto ritardo; I sanitari e Forze dell’Ordine sono a contatto con tantissima utenza molto spesso defedata e, se tali operatori per giuramento di Ippocrate e Fedeltà alla Bandiera potrebbero essere martiri, i pazienti che trattano non devono subire. Bisogna avere il coraggio di effettuare a tutti, test per confrontarci con un dato più aderente alla realtà e non mendace, siamo in una fase paragonabile ad una vera e propria guerra che impone a tutti il massimo della serietà, del rigore senza nasconderci tra le bugie. Loro tutti, che si stanno spendendo per garantire i servizi di prima necessità e devono essere ‘Garanti’ per il diritto alla salute, l’Ugl ‘pretende’ che vengano ‘urgentemente’ assicurate e forniti idonei dispositivi di sicurezza nonché l’adozione di ogni provvedimento necessario, allo scopo di tutelare senza indugio, non solo la loro incolumità, ma anche quella dei prossimi assistiti. Nel Materano, da Matera a Policoro, ricordiamo, abbiamo sanitari che con senso di responsabilità ed abnegazione lavorano incessantemente e senza mascherina. L’Ugl Matera - concludono – se il Governo è assente, invita la Regione e la Prefettura di Matera a fornire ai medici, sanitari e operatori di Polizia, il materiale previsto di protezione senza ancora attendere”.

mercoledì 25 marzo 2020

La cooperazione non si ferma e Granarolo rassicura i soci: continuiamo a raccogliere il latte conferito


È scontato che la filiera agroalimentare rientri tra le attività produttive essenziali individuate dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri in questo momento di grave emergenza. La cooperazione non si ferma e garantisce il proprio contributo ad affrontare questa fase di pesante difficoltà in particolare per il comparto caseario. Pertanto, in un periodo di forte compressione del mercato, il gruppo Granarolo tutto e la cooperativa Granlatte, aderente a Legacoop, conferma il conferimento del latte da parte dei suoi 27 soci e delle due cooperative lucane, Agricola Risorgimento e Marmo Platano.

“In pieno spirito cooperativo, siamo impegnati in uno sforzo importante per consentire ai nostri allevatori di continuare a produrre anche a fronte di un crollo di consumi di latte fresco senza precedenti – assicura Gianpiero Calzolari, presidente di Granlatte-Granarolo – consapevoli che all’interno della cooperativa sono numerosi gli allevatori impegnati, anche nel Mezzogiorno, nell’adeguamento delle strutture a fronte di importanti investimenti in parte sostenuti dalle misure comunitarie”.

Il settore caseario ha subito un forte rallentamento. I provvedimenti assunti per tutelare la salute hanno inevitabilmente comportato la chiusura di bar, tavole calde, ristoranti, pizzerie, gelaterie e mense, abituali consumatori di latte, panna e formaggi freschi. L’horeca, ovvero il settore della distribuzione all’industria alberghiera, ai ristoranti, ai caffè, che assorbe anche una fetta significativa della produzione di latte, è praticamente chiuso. “Anche se questa nuova situazione ha messo in difficoltà la gestione della flotta di automezzi refrigerati, la nostra priorità è la raccolta presso i nostri allevatori del latte prodotto, trasformarlo presso i nostri stabilimenti e consegnarlo alla distribuzione organizzata – continua Calzolari – che sta però assorbendo soltanto una parte del latte che non è più destinata verso i consumi fuori casa poiché le famiglie, per le note difficoltà per la spesa domestica, orientano i loro acquisti verso prodotti a vita più lunga”. In Basilicata si conferiscono a Granlatte 367mila quintali di latte all’anno che vengono poi lavorati nello stabilimento di Gioia del Colle. “Dal mese di aprile – conclude Calzolari – siamo impegnati a ritirare dai nostri soci lucani ulteriori 120 quintali di latte al giorno”.

mercoledì 18 marzo 2020

Cgil Cisl Uil al governatore Bardi: negozi chiusi alle 18 e di domenica per consentire pulizia e sanificazione


Le segreterie regionali di Cgil Cisl Uil e di Filcams Fisascat Uiltucs in una nota indirizzata al presidente della giunta regionale Vito Bardi sollecitano l'adozione di un provvedimento che stabilisca la chiusura domenicale e festiva e la riduzione dell'orario di apertura fino alle 18 dei supermercati e degli esercizi commerciali di generi alimentari e diversi per consentire la pulizia e la sanificazione dei locali a tutela della salute dei lavoratori e dei consumatori. Per i sindacati servono ulteriori misure di contenimento, come l'obbligo di chiusura domenicale degli esercizi e la limitazione dell'orario giornaliero di apertura a 12 ore, così come richiesto ieri anche dalle federazioni nazionali al presidente del Consiglio in vista dell'approvazione del decreto cosiddetto "Cura Italia".

Una richiesta che i sindacati giustificano con la necessità di applicare quanto previsto dal protocollo sulla sicurezza firmato da governo e parti sociali il 14 marzo scorso che prevede per le attività commerciali di beni di prima necessità la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni. Per i sindacati "gli attuali orari di apertura, 7 giorni su 7, per 12, 14 e talvolta 16 ore giornaliere impediscono, di fatto, un’accurata pulizia quotidiana e la sanificazione periodica nelle modalità previste dalla circolare del ministero della Salute n. 5443/2020 e successive integrazioni".

Inoltre, sempre secondo i sindacati, tale situazione "impedirebbe alle maestranze di usufruire dei giusti riposi, ovvero dei tempi necessari per il recupero delle energie psico-fisiche, che potrebbe comportare una diminuzione delle difese immunitarie, come dimostrato dagli studi sul di-stress. Appare evidente pertanto che tale condizione - concludono - determina ulteriori situazioni di rischio, sia per il personale dipendente, sia per i fruitori degli esercizi commerciali".

mercoledì 26 febbraio 2020

Aql, Femca e Uiltec pronte a dichiarare lo stato di agitazione


POTENZA - Femca Cisl e Uiltec pronte a dichiarare lo stato di agitazione in Acquedotto Lucano e fanno appello al prefetto di Potenza affinché sblocchi la situazione. In una nota la due sigle sindacali dichiarano che "Aql fa ancora finta di non capire e continua ad alimentare polemiche tra lavoratori e organizzazioni sindacali con il solo scopo di raggiungere l'obiettivo prefissato che di certo porterà Aql sempre più in deficit. Nonostante i vari solleciti fatti alla Regione per una convocazione che possa portare ad una possibile soluzione, Aql ha convocato un incontro per il 4 marzo, incontro al quale non ci saremo per dare seguito a quanto detto a più riprese, ovvero che fosse necessario attivare prima il tavolo regionale. Se non ci sarà un convocazione da parte della Regione - minacciano Femca e Ultec - siamo già pronti a dichiarare lo stato di agitazione e a richiedere una convocazione in prefettura. Siamo certi che il presidente Bardi, nonostante i grossi problemi che sta affrontando in questo momento particolare, riuscirà a convocare l'incontro da tempo richiesto".

martedì 18 febbraio 2020

Fca, Spera (Ugl):”riparte Torino con nuove produzioni”

“Parlare oggi di stabilimenti attivi che producono in gran parte per l’esportazione, e’ una responsabilità enorme più che mai, in un settore industriale che ne ha risentito fortemente della crisi e che, grazie alle nuove politiche d’investimento del gruppo, riparte alla grande. Un piano di investimenti di FCA per l’Italia importante, l’Ugl ne plaude già ad iniziare per il Polo produttivo di Torino dove si sviluppa ulteriormente con nuovi progetti nell’area della sostenibilità e si consolida con il raggiungimento di importanti traguardi operativi. Nel comprensorio di Mirafiori, FCA installerà Solar Power Production Units con pannelli fotovoltaici per una superficie di 150 mila metri quadrati in grado di produrre 15 MW di elettricità, contribuendo alla riduzione delle emissioni per oltre 5.000 tons di CO2 e fornendo energia sostenibile per la carica dei modelli elettrificati prodotti nel sito. Installazione di 850 colonnine di ricarica nell’intero polo di Torino”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera per il quale, “un avvio importantissimo dove condividiamo ciò che per il gruppo Fca, tutta l’Italia e’ fondamentale. Si incomincia dal sito piemontese di Mirafiori in particolare, con 750 punti di ricarica destinati ai parcheggi dipendenti. Avviata la produzione di Maserati Ghibli con motorizzazioni ibride. In questo modo si sta dando seguito agli investimenti contenuti nella presentazione del piano di investimenti FCA 2019-2021 per l’Italia il 29 novembre a Torino, che comprende tredici modelli FCA totalmente nuovi o aggiornati in modo significativo, oltre a versioni elettrificate di 12 modelli nuovi o esistenti, inclusi i prodotti Maserati, con la nuovissima versione elettrica annunciata della Fiat 500 che sarà prodotta a Mirafiori: le pre-serie della 500 BEV, destinate ai test di prodotto e processo, sono già in circolazione in vista dell’inizio della produzione nel mese di Giugno p.v.. Di notevole importanza per l’Ugl – prosegue Spera -, è l’avviata assunzione di un centinaio di profili specializzati per coprire bisogni legati al lancio dei nuovi prodotti, previste complessivamente risorse finanziarie per 5 miliardi di euro. Dopo avere presentato, in collaborazione con Terna, lo sviluppo a Mirafiori del più grande polo V2G (Vehicle-to-Grid), che ha l’obiettivo di arrivare a connettere un’intera flotta di 700 vetture elettriche (500 BEV), collegate ad una infrastruttura di ricarica bidirezionale che sarà in grado di mettere a disposizione alla rete una potenza di 25 Megawatt per servizi di bilanciamento energetico, FCA annuncia oggi altri due progetti strategici: Installazione di Solar Power Production Units a Mirafiori, con pannelli fotovoltaici installati sui tetti di diversi edifici per una superficie totale di 120.000 metri quadrati e a copertura di 1.750 parcheggi (30.000 metri quadrati), in grado di produrre 15 MW di elettricità, contribuendo alla riduzione delle emissioni per oltre 5.000 tons di CO2 e fornendo energia sostenibile per la carica dei modelli elettrificati prodotti nel sito. Una gamma mai così completa, con motori benzina e diesel, trazione posteriore e integrale, dove Fca ha dato un peso concreto nella ricercatezza nei materiali e soluzioni tecniche d’eccellenza sfornando una gamma di automobili nuova di successo, che sicuramente di volta in volta sarà concetto di auto leader italiana per design, prestazioni, comfort, eleganza e sicurezza: una nuova storia industriale – prosegue Spera –, si vanno a ufficializzare i piani per la gamma di prodotti nuovi ed elettrificati anche a Modena, Cassino e Torino (Mirafiori e Grugliasco) che rientrano nel maxi investimento che il gruppo FCA ha deciso di destinare. È un momento strategico nel settore dell’automotive, questi progetti si aggiungono ai piani di rafforzamento previsti per le eccellenze presenti nel Polo di Torino nel settore delle tecnologie e del miglioramento continuo dei processi produttivi. Tra queste il Centro di Competenza ‘Additive manufacturing’, che, a supporto di ingegneria e progettazione, sviluppa una serie di metodiche e tecnologie di fabbricazione in cui il prodotto è realizzato con la deposizione o fusione di materiale strato dopo strato, senza la necessità di stampi o attrezzamenti intermedi, e il World Class Manufacturing Development Center con la propria Academy, che conta circa 5.000 persone formate ogni anno e 80mila ore di formazione erogata. I nuovi progetti di sostenibilità andranno ad inserirsi velocemente nel piano investimenti di prodotto che stanno procedendo a marcia spedita e che stanno completamente cambiando il volto manifatturiero del Polo produttivo di Torino in un grande polo d’eccellenza dell’elettrificazione sia in campo nazionale che internazionale. Per questo è importante la scommessa Fca, noi saremo forti sostenitori: un tale investimento ritenendo come organizzazione sindacale di essere in linea con gli impegni assunti per gli stabilimenti e quindi a vantaggio dei lavoratori. L’Ugl – conclude il sindacalista - crede che sia un valore aggiunto per l’Italia poiché il piano và a interessare tutti i siti industriali del nostro paese dove attraverso il lancio dei nuovi prodotti e a questi innovativi progetti per l’elettrificazione, il 2020 sarà certamente un anno estremamente importante per il futuro del Gruppo”.

giovedì 30 gennaio 2020

Ugl:”Festa del Tesseramento 2020 in Basilicata”


“Il 15 gennaio c.a. è stato presentato a Roma il nuovo logo Ugl dal Segretario Generale Francesco Paolo Capone. In quella occasione, la Confederazione ha individuato il 1° febbraio 2020 come la giornata della Festa del Tesseramento, avente lo scopo di distribuire le tessere Ugl ai dirigenti sindacali e agli iscritti; tale iniziativa avrà luogo in tutta Italia. In Basilicata, organizzato unitariamente dalle segreterie territoriali di Matera e Potenza, sabato p.v. l’evento si svolgerà presso la sede dell’Ugl a Potenza di via Mazzini 79, dalle ore 11.15 alle ore 12.45: vedrà la partecipazione della Segretaria Confederale, responsabile Nazionale dell’Ufficio Politiche del Welfare, pari opportunità e terzo settore Ugl, d.ssa Petillo Ornella.

Sarà un momento di incontro e di confronto con tutti i dirigenti lucani Ugl, donne e uomini che quotidianamente si impegnano sul territorio per la tutela dei diritti dei lavoratori”.

venerdì 24 gennaio 2020

Trasporti, Giordano (Ugl): ”Marrese risolverà il problema che si ripete ad ogni minima occasione?”

“Siamo alle solite, Egregio Presidente della Provincia di Matera Avv. Piero Marrese, apprezzando il suo impegno sull’annosa questione dei pullman di cui giornalmente gli utenti dei comuni della provincia usufruiscono, esterniamo le incresciose situazioni che attanagliano il sistema trasportistico: un problema che si ripete ad ogni minima occasione compreso a Pasqua, a Natale e durante il mese di agosto. Il trasporto per gli operai degli stabilimenti Fca Melfi e Barilla, non viene assicurato. Ora, e non ultima, la presa di posizione dell’A.D. delle autolinee Nolè, il quale con tanto di avviso all’utenza e in piena vista, comunica che delle corse saranno sospese a decorrere da lunedì p.v.. Come di consueto, anche per quest’ennesima volta l’Ugl ha chiesto alle istituzioni interessate di non sospendere il servizio”.

Il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano scrive al Governatore Provinciale Marrese, ricordando che, “siamo all’inizio del nuovo anno, con i festeggiamenti finali di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 andrebbero incrementati notevolmente il numero dei mezzi di trasporto pubblico. Così non avviene restando il tutto allo stato attuale, con il ripetersi dei tanti eventi disagianti che quotidianamente si verificano. La misura è colma, noi ripetiamo incessantemente che è troppa la sopportazione di studenti, operai, famiglie che quotidianamente usufruiscono dei pochi e obsoleti mezzi di trasporto pubblico. Caro Presidente Marrese finora nulla è cambiato: precisamente nell’avviso all’utenza, l’.A.D . della Nolè specifica a chiari lettere che, ‘in relazione alle seguenti Autolinee dei servizi aggiuntivi esclusi dal contratto di appalto Co.Tra. B. e non oggetto di proroga al 31/03/2020, determinate linee tra cui Ferrandina/Fca e Nava Siri/Fca Melfi Corse Festive (Primo e secondo turno), a causa della mancanza di Titolo Autorizzativo non pervenutogli da parte dell’Ente Provincia di Matera, l’azienda sospenderà il trasporto creando dei notevoli disagi all’utenza. La stessa Nolè – prosegue Giordano – aggiunge nell’avviso pubblicamente che il disagio, imputabile alla indifferenza degli Organi preposti, ha sollecitato l’Ente provinciale di Matera e tale per conoscenza agli Enti regionali del Trasporto preposti per competenza. Caro Presidente Marrese, l’Ugl Matera è stanca di queste ‘tarantelle carnevalesche’, sopprimere delle determinate corse significa non dare la possibilità a centinaia di operai che dovranno essere presenti normalmente a lavoro, i manutentori, i sorveglianti, i pompieri, gli addetti alla sicurezza industriale e quel personale necessario per particolari attività. Siamo alle solite, un problema che si ripete: il trasporto da e per la provincia di Matera a Melfi, direzione stabilimenti Fca e Barilla, da lunedì 27 non è assicurato. Non ci sembra davvero giusto che si debba gravare così pesantemente sulle già provate forze dei lavoratori. E’ davvero un disagio a ‘senso unico’: nel senso che sull’altro versante della regione, la provincia di Potenza, il servizio di autolinee prosegue normalmente la sua attività. Perché questa disparità territoriale a discapito dei viaggiatori materani privati di un’opportunità che ad altri lavoratori non è venuta meno? chiede con evidente amarezza l’Ugl. Le ristrettezze economiche in cui versa l’ente Provincia di Matera sono note. Per cui, l’Ugl ha chiesto di trovare soluzioni alle enormi difficoltà che i lavoratori pendolari devono affrontare per raggiungere il proprio posto di lavoro. Siamo sicuri – conclude Giordano – che Marrese, Presidente della Provincia di Matera, persona seria e affidabile, con urgenza della questione risolverà anche tale problema”.

venerdì 17 gennaio 2020

Fit Cisl: "Cosa aspetti Bardi a istituire il nuovo osservatorio permanente sulla mobilità?"


"Se il presidente Bardi pensa di poter governare il sistema lucano dei trasporti con scelte calate dall'alto che si ripercuotono negativamente sulla vita dei lavoratori, sappia che troverà la ferrea opposizione della Fit Cisl". È quanto riporta una nota della Fit Cisl Basilicata. "La politica non può decidere da sola il futuro del trasporto e dei lavoratori. Questo non lo diciamo noi, ma l'art. 20 della legge regionale n. 22/98, che ha istituito l'osservatorio permanente per la mobilità. Ebbene, a ben dieci mesi dalle elezioni regionali, il presidente della giunta regionale non ha ancora provveduto ad emanare il decreto di costituzione del nuovo osservatorio. Forse perché teme il confronto con le forze sociali rappresentante nell'osservatorio?".

"Al presidente Bardi ricordiamo inoltre che il compito del sindacato è quello di creare migliori condizioni per i lavoratori; e questo lo può fare anche tramite quanto previsto dall'art. 40 della Costituzione, ovvero quel diritto allo sciopero che non verrà mai meno in questo Paese che resta, pur sempre, una delle più solide democrazie al mondo. Senza dimenticare che la libertà di scioperare è già ampiamente disciplinata nel nostro ordinamento dalla legge 146/90 che regola modi e termini delle astensioni dal lavoro nei servizi pubblici essenziali; ogni altra limitazione, pensata o sommessamente desiderata da una classe politica priva di autorevolezza ma piena di sterile arroganza, non può che essere rispedita al mittente. Un fatto è certo: le dichiarazioni che purtroppo siamo stati costretti a sentire in questi giorni non saranno un deterrente convincente per quelle libere espressioni del sindacato che pongono al centro del proprio agire la salvaguardia dei diritti dei lavoratori e la dignità degli autoferrotranvieri lucani".

mercoledì 15 gennaio 2020

Gambardella (CISL): "La politica abbandoni l'autoreferenzialità e risconosca il valore della partecipazione"

di Enrico Gambardella - Segretario generale della CISL Basilicata

Il discorso del presidente Bardi nella conferenza stampa di inizio anno si è caratterizzata per il tono roboante e autoreferenziale e per il ricorso insistente e a tratti ingenuo a quella idea di cambiamento che però stentiamo a ravvisare negli atti di governo. È invece di tutta evidenza il completo black out delle relazioni con le parti sociali. Nella maggioranza di governo qualcuno ha volutamente scambiato la nostra richiesta di dialogo e di confronto sulle tante emergenze che riguardano la nostra regione come la volontà di invadere il campo della politica: nulla di più sbagliato. Compito del sindacato e più in generale dei corpi sociali intermedi non è decidere al posto di chi ha ricevuto un mandato democratico dai cittadini ma di arricchire di contenuti e proposte le scelte che la politica ha il dovere di prendere nell'interesse della comunità.

Come è stato giustamente evidenziato dai più autorevoli osservatori di cose politiche, più volte il presidente Bardi ha ripetuto nel corso delle sue dichiarazioni, in maniera oserei dire quasi ossessiva, la parola cambiamento; eppure, stentiamo a ravvisare in quasi un anno di gestione quella svolta che era stata annunciata all'indomani delle elezioni regionali: al contrario ravvisiamo una sostanziale continuità, in particolare nel metodo di governo, improntato a quei criteri di autoreferenzialità e autosufficienza che abbiamo giustamente e ripetutamente stigmatizzato in passato. Dietro la cortina fumogena del cambiamento si cela in realtà una sostanziale e preoccupante paralisi dell'azione del governo regionale, impegnato più ad occupare postazioni di sottogoverno che ad affrontare e risolvere i problemi che attanagliano la nostra regione.

Ciò che conta è il lavoro e la capacità di produrre reddito; e siccome in questo primo anno di governo non si sono prodotti né posti di lavoro, né reddito, non si può parlare di cambiamento, se non in termini puramente astratti e retorici. Chi ha il mandato popolare di governare deve portare risultati, non vane parole; deve saper affrontare con la necessaria determinazione - quella determinazione che è finora mancata - i tanti focolai di crisi nella nostra regione: dallo sfacelo del tessuto industriale (Ferrosud, etc.) alla crisi del sistema creditizio, fino alle problematiche dei percettori del reddito minimo di inserimento. Non ce ne voglia il presidente Bardi, ma le azioni di questo governo - forse anche per la patente inesperienza del vertice - non hanno finora dato risposte a questo genere di problematiche, se non fumose promesse di nuovi investimenti o l'annuncio di fantomatici aeroporti, senza che sia stato messo nel frattempo in sicurezza il fragile sistema viario regionale.

Probabilmente, la scelta di sottrarsi al confronto con le parti sociali - con buona pace delle linee guida raccomandate dalla stessa Unione europea in fatto di partenariato economico e sociale - è il segnale di chi, avendo consapevolezza di quanto gracile e debole sia la proposta politica, si rifugia in roboanti proclami perdendo di vista ciò che invece è essenziale e necessario fare subito. Cgil Cisl Uil hanno in più occasioni offerto ai governi che si sono succeduti al timone di questa regione un contributo di analisi e proposte mirate, espressione di una cultura politica che, scevra dal consenso a breve termine, si fonda sulla consapevolezza che i problemi della società contemporanea non si possono risolvere con la bacchetta magica, né con la pretesa autosufficienza delle istituzioni in ragione di una visione assolutistica del mandato elettorale, e che il governo della cosa pubblica è una quotidiana e faticosa opera di mediazione e cucitura di interessi legittimi; un'opera che, a nostro avviso, non può prescindere dal riconoscimento di quei soggetti sociali che legittimamente rappresentano quegli interessi e che, in modo altrettanto legittimo, ambiscono a fare del confronto e della partecipazione uno strumento di reale democrazia.

mercoledì 13 novembre 2019

Maltempo, Legacoop: istituzione tavolo monitoraggio e riconoscimento stato di calamità


Massima prontezza per risolvere le criticità urgenti, messa in sicurezza delle aziende e, subito, l’istituzione di un tavolo per il monitoraggio e la valutazione dei danni subiti dagli agricoltori e per le relative misure di risoluzione. È quanto chiede il presidente di Legacoop Basilicata, Innocenzo Guidotti, che manifesta a nome dell’organizzazione assoluta vicinanza e solidarietà alle popolazioni del materano e del metapontino colpite dall’ondata di maltempo che si è abbattuta in queste ore nella zona. “Le cooperative e gli imprenditori agricoli del Metapontino – sottolinea Guidotti – registrano danni ingenti che, già da un primo riscontro, ne mettono seriamente a rischio la tenuta”. “Chiediamo pertanto – conclude il presidente regionale di Legacoop – di valutare il riconoscimento immediato dello stato di calamità per le zone colpite, auspicando un pronto intervento da parte del Governo nazionale e di quello regionale per definire le tempestive azioni di sostegno agli agricoltori dell’area”.

venerdì 8 novembre 2019

La Fials sul blocco dei nulla osta tra Aziende Sanitarie Regione


La Fials Basilicata chiede un intervento da parte dell’Assessore alla Salute - a dichiarare è la Segretaria Regionale della Fials Luciana Bellitti- per il mancato rilascio del nulla osta per mobilità e/o comandi tra le stesse Aziende Sanitarie delle Basilicata (in particolare l'Ospedale San Carlo, l'ASM di Matera e il CROB), nonostante la presenza di valide graduatorie o percorsi di reclutamento avviati non concedono ai dipendenti facenti richiesta i nulla osta.

La Bellitti dichiara che i meccanismi di rigidità in atto nel concedere i nulla osta da parte delle Aziende penalizza i dipendenti che manifestano la volontà di avvicinarsi al luogo di residenza (per motivi familiari ed anche professionali ecc.), perdendo occasioni che probabilmente non si ripeteranno più.

Stiamo assistendo anche blocchi difronte a richieste di assegnazione temporanea in entrata a sostegno della maternità e paternità (art. 42/bis d.lgs 151/2001); Si segnalano anche dinieghi o lungaggini inutili per i cambi compensativi.

I dipendenti appartenenti alle categorie protette, che per motivi di salute inoltrano domanda di mobilità compensativa per avvicinarsi alle proprie famiglie per essere più facilmente assistiti, sono sottoposti ad attese estenuanti poiché i dirigenti, pur di trattenerli in servizio, rimandano le responsabilità e le decisioni tra i vari uffici (ufficio legale e personale).

Il paradosso è che, le aziende spesso, sono già in possesso di graduatorie delle stesse figure professionali che ne fanno richiesta, per cui si potrebbero contestualmente provvedere alla sostituzione del personale in uscita o risolvere con altre procedure di reclutamento, purtroppo invece di fare rete in un Sistema Sanitario che attraversa mille difficoltà le Aziende citate viaggiano a senso unico senza un minimo di condivisione e supporto reciproco per il reclutamento del personale a garanzia di una sanità lucana che dia riposte ai cittadini.

La Segreteria Fials della Regione Basilicata, come afferma Luciana Bellitti, fa un appello all’Assessore Leone al fine d’intervenire per garantire ai lavoratori il diritto ad avvicinarsi alle loro famiglie, ai luoghi di residenza, tenendo conto anche delle spese economiche che mensilmente sostengono (fitti esosi, viaggi, ecc.) e problematiche familiari e di salute da affrontare.

Siamo fiduciosi che la Regione Basilicata porgerà la necessaria attenzione ai fini della tutela e del benessere dei lavoratori a servizio della nostra Sanità.

giovedì 7 novembre 2019

Petrolio, Carella (Femca Cisl): Regione apra confronto con sindacati o portiamo disoccupati in piazza


"Sul petrolio la Regione è in fase di stallo". È quanto sostiene il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, che lamenta il mancato coinvolgimento dei sindacati ai tavoli negoziali con le compagnie petrolifere. "In particolare su Tempa Rossa è stato dilapidato un lavoro faticoso di mesi che - secondo Carella - andava completato con le opportune integrazioni. Per l’attuale governo regionale, invece, il sindacato quasi non esiste, viene sistematicamente escluso dalle varie trattative, col risultato che siamo in una situazione di impasse e si corre anche il rischio di creare una frattura tra i tre Comuni principalmente interessati a Tempa Rossa e il resto della regione. Per scongiurare una tale prospettiva - continua Carella - è necessario convocare un tavolo congiunto con le organizzazioni sindacali confederali e di categoria per un confronto costruttivo nell'interesse dei lucani. Insieme bisogna costruire un progetto industriale per la crescita dell'intera regione senza commettere gli errori fatti in Val d'Agri con Eni. Occorre creare delle linee guida sulla sicurezza, sulle relazioni con le comunità, sui perimetri contrattuali da rispettare nelle aziende dell'indotto che devono essere prioritariamente quelli dell'azienda madre con l'obiettivo di evitare i fenomeni di dumping contrattuale che si sono verificati in Val d'Agri. Bisogna puntare sulla crescita del tessuto industriale e dell'occupazione con la localizzazione di aziende solide che un colosso come Total può condizionare ad investire in Basilicata, in particolare in settori ad elevata tecnologia e di prospettiva come le energie rinnovabili e la chimica verde. Il diritto al lavoro è un diritto di tutti, non solo di chi è residente nei tre principali Comuni. Diversamente al sindacato non resterà altro che invitare il popolo lucano e tutti i disoccupati della regione a scendere in piazza per rivendicare quello che la costituzione italiana pone a fondamento della Repubblica: il lavoro".

Petrolio, Amatulli (Cisl): "Basta allo scontro di fazione, si lavori insieme nell'interesse del popolo lucano"


"Sul tema del petrolio sta accadendo quanto avevamo previsto: senza concertazione la politica annaspa. Ora subito un tavolo con le parti sociali per fare fronte comune nei confronti delle compagnie petrolifere e pretendere investimenti e lavoro". Così il segretario generale aggiunto della Cisl Basilicata, Giuseppe Amatulli, che bolla come "surreale il dibattito politico sul rinnovo della concessione Eni. Con il rimpallo delle responsabilità tra vecchia e nuova giunta - commenta Amatulli - non si va da nessuna parte e soprattutto non si fanno gli interessi del popolo lucano. In tempi non sospetti abbiamo evidenziato a più riprese i limiti di una gestione priva di una visione strategica di lungo periodo. Abbiamo criticato aspramente il modo in cui sono state impiegate le royalties e l'eccessiva timidezza che la politica locale ha tenuto nei confronti delle compagnie. Abbiamo anche invocato insieme a Cgil e Uil con interventi e documenti un cambio di marcia per fare della risorsa petrolifera una leva per attivare nuovi investimenti produttivi e posti di lavoro in settori collaterali. Di questo lavoro di elaborazione e proposta abbiamo lasciato ampie tracce. Ora è il momento di essere uniti perché divisi si perde. Per questo sollecitiamo ancora una volta il governo regionale a riaprire il tavolo del confronto con le forze sociali uscendo dalla logica dell'autosufficienza e dell'autoreferenzialità della politica. Nel 'Manifesto per il lavoro e la Basilicata 2030' che Cgil Cisl Uil hanno lanciato lo scorso 18 ottobre in un bagno di folla senza precedenti nella storia recente del movimento sindacale lucano - continua il segretario aggiunto della Cisl - abbiamo posto come priorità proprio la questione energetica con la richiesta rispetto agli accordi ventennali in scadenza tra Stato, Regione ed Eni di andare al di là delle autorizzazioni e di ragionare in termini di distretto energetico, anche attraverso la razionalizzazione delle royalties. Dunque, si mettano da parte le polemiche - conclude Amatulli - e si lavori insieme nell'interesse dei lucani".

martedì 5 novembre 2019

Recesso Ex Ilva, Spera (Ugl):“Il Governo si faccia garante”


“Il gigante dell'acciaio Arcelor-Mittal ha annunciato il recesso dall'ex Ilva e per l’Ugl siamo fortemente preoccupati: rivendichiamo rispetto e diritti, a tutela dei lavoratori che rappresentiamo”.

Lo dice Antonio Spera, segretario generale UGL Metalmeccanici alla notizia dell’abbandono e risoluzione del contratto da parte della Arcelor-Mittal.

“E’ sempre indispensabile la convocazione presso il ministero dello Sviluppo Economico e la presenza del ministro Patuanelli - prosegue Spera - affinché mai come d’ora si avvii un confronto e mettere in campo un atto di responsabilità nei confronti del polo siderurgico più grande d’Europa. La nostra o.s. Ugl ha come obiettivo quello di garantire il rispetto degli investimenti per l’ambientalizzazione del sito di Taranto e tutti i livelli occupazionali, come previsto dall’accordo del 2018 ossia che la Arcelor-Mittal acquisiva (o meglio, affittava) tutte le attività di Ilva Spa: vale a dire, oltre all'acciaieria tarantina, anche gli insediamenti di Novi Ligure e Cornigliano. Arcelor-Mittal non ha voluto aspettare, – conclude il sindacalista Spera – e i motivi del recesso sembrerebbero legati all'eliminazione della ‘protezione legale’ dal 3 novembre necessaria alla società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando la comunicazione di recesso. Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione e lo sconcerto per l'annuncio da parte di Arcelor Mittal del disimpegno sull'azienda. Non si perda tempo: il territorio e i migliaia di lavoratori Italiani hanno bisogno di risposte e certezze sul loro futuro”.