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giovedì 10 ottobre 2019

Precari Regione, Fisascat e Uiltucs spingono per stabilizzare dipendenti Consedin con requisiti decreto Madia


POTENZA - Sbloccare la stabilizzazione dei precari che possono beneficiare del decreto Madia. A chiederlo sono Emanuela Sardone della Fisascat e Donato Rosa della Uiltucs. I due sindacalisti fanno riferimento ai circa 120 lavoratori attualmente impiegati a tempo indeterminato dalla RTI avente come capofila la Consedin (società che si occupa di consulenza e assistenza tecnica per la Regione Basilicata) e che in precedenza avevano lavorato alle dirette dipendenze della Regione come precari. "Si tratta di persone laureate - spiegano Sardone e Rosa - che, oltre ad aver maturato una ormai non breve esperienza professionale, provengono da vari percorsi di selezione pubblica: ciò significa che possono esercitare il diritto alla stabilizzazione in base al decreto Madia. Purtroppo - continuano i sindacalisti della Fisascat e della Uiltucs - tale diritto resta sulla carta in mancanza dell'analisi dei fabbisogni da parte della Regione e soprattutto delle verifiche annuali che al momento non risultano esser state ancora effettuate, passaggio necessario a quantificare il numero di possibili stabilizzazioni".

"Nella regione che, insieme a Calabria e Sicilia, detiene nell'Unione europea il poco invidiabile primato negativo per numero di laureati occupati - continuano Sardone e Rosa - diventa un fatto di credibilità della politica avviare la stabilizzazione di chi possiede i requisiti previsti dalla normativa vigente. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto la convocazione di un tavolo per il prossimo 21 ottobre che dovrà anche affrontare e risolvere i problemi legati al regolamento interno della Consedin in materia di flessibilità oraria. Abbiamo intrapreso questa battaglia nell'ottobre del 2017 e continueremo a batterci per la dignità di questi lavoratori dalle elevate competenze e capacità professionali; risorse umane che qualche illuminato riformatore pensò bene di 'esternalizzare' in regime di appalto quinquennale, arrivando addirittura a proporre di assumerli con contratto di lavoro individuale a tempo determinato per un anno prorogabile e con inquadramento non conforme alle mansioni da loro svolte, operazione che riuscimmo a sventare". Intanto, prosegue il confronto sul contratto di secondo livello: "Ci stiamo lavorando - concludono i sindacalisti di Fisascat e Uiltucs - e contiamo di arrivare in tempi ragionevoli alla definizione di un accordo su premio di risultato, parità di genere e banca ore solidali".

sabato 5 ottobre 2019

Nadef, Gambardella (Cisl): "Governo timido su politica economica e rilancio del Mezzogiorno"


"La nota di aggiornamento del documento di economia e finanza è eccessivamente timida e rischia perciò di non sortire alcun effetto sulla congiuntura non positiva dell'economia, in particolare quella del Mezzogiorno". A dirlo è il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella. "Ci aspettavamo - spiega il sindacalista - ben altra discontinuità con il precedente governo su temi cruciali per la crescita e l'occupazione, come il rilancio degli investimenti, lo sblocco delle infrastrutture, la riduzione delle tasse sui redditi fissi e sul lavoro. La sterilizzazione dell'Iva e una più incisiva lotta all'evasione fiscale sono segnali certamente da apprezzare, ma permane la mancanza di slancio e una specifica strategia per il Sud che vada oltre la consueta retorica e i generici impegni".

"Anche questa volta - lamenta Gambardella - la questione del Mezzogiorno appare marginale rispetto alle linee di indirizzo di politica economica del governo. Manca, in particolare, un impegno circostanziato nelle risorse e negli obiettivi strategici sulla carenza di infrastrutture per la nostra regione che, da auspicata cerniera logistica del Sud, si sta lentamente riscoprendo un'isola completamente bypassata dalle grandi reti di interconnessione. La Basilicata ha bisogno di trasversalità e di investimenti per il potenziamento delle reti materiali e immateriali per tornare al centro del Mezzogiorno".

"Sarebbe quanto mai auspicabile - aggiunge il segretario della Cisl - da parte del governo regionale la richiesta dell'apertura immediata di uno specifico tavolo nazionale sul ruolo che la Basilicata dovrà ricoprire nei processi di sviluppo del Mezzogiorno. Nei prossimi giorni consegneremo un documento, elaborato insieme a Cgil e Uil, con cui individuiamo i percorsi e gli obiettivi per uno sviluppo sostenibile del territorio. L'obiettivo è aprire un immediato confronto con la giunta regionale e rappresentare la nostra visione programmatica di sviluppo", conclude Gambardella.

giovedì 3 ottobre 2019

Total, Cgil Cisl Uil: "Accordo con Regione su investimenti senza confronto sindacale"


"Apprendiamo dalla stampa che sarebbe stato raggiunto un accordo tra Regione e Total su un programma aggiuntivo di investimenti per 50 milioni di euro in dieci anni. Questo non è il modello di concertazione che ci aspettavamo dalla giunta Bardi". È critica la reazione dei segretari generali di Cgil Cisl Uil di Basilicata, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro, che accusano il governo regionale di mettere in pratica "una strategia tesa a oscurare le forze sindacali e a considerare il confronto con i corpi intermedi una mera appendice della democrazia. La scelta di costituire un imprecisato fondo di investimento è perciò da considerarsi una soluzione non concordata, né discussa, assunta in beata solitudine da Regione e Total senza il benché minimo confronto con Cgil Cisl Uil che pure possono vantare in proposito il merito di aver costretto la compagnia francese a sedersi al tavolo delle trattative e ragionare su un complessivo patto di sito che vincolasse l'avvio delle estrazioni a precisi impegni su tre fronti: lavoro per i disoccupati lucani, tutela dell'ambiente e investimenti".

"Nel giro di pochi mesi - continuano i leader di Cgil Cisl Uil - siamo passati dalla discussione sulla 'magna charta' ai conciliaboli tra Regione e Total con il rischio di creare un'inedita alleanza tra il custode dell'interesse pubblico e un legittimo portatore di interessi privati. L'esito di tale alleanza è un patto vago e fumoso che potrebbe consegnare le chiavi della programmazione alla Total, che potrà gestire a proprio piacimento la metà dei fondi, e non recepisce alcuna delle indicazioni prospettate al governatore Bardi nell'unico incontro sul tema con Cgil Cisl Uil, vale a dire: investimenti per avviare la strategia di decarbonizzazione, un piano per la tutela ambientale e il monitoraggio della salute e della sicurezza nell'ambito di un accordo di sito per regolare con equità i trattamenti salariali e le condizioni di lavoro degli addetti diretti e indiretti di Tempa Rossa e disciplinare in modo stringente i cambi d'appalto, infine un impegno concreto per favorire l'occupazione delle maestranze locali".

Dai segretari delle tre confederazioni sindacali arriva l'invito al governo regionale "a non scegliere la strada dell'autosufficienza della politica, delle trattative segrete, della propaganda autoreferenziale, bensì a consolidare la prassi del confronto preventivo con il sindacato confederale che rappresenta l'unico sicuro interlocutore rappresentativo di tutte le istanze sociali espresse dalle comunità, perché in gioco ci sono gli interessi generali dei lucani e del territorio.

"Nel merito - spiegano Summa, Gambardella e Vaccaro - vogliamo che si recuperi e ammoderni il contratto di sito, soprattutto in materia di ambiente, di sanità e di occupazione e che si eviti il dumping contrattuale. Puntiamo a riformulare quelle che sono le regole contrattuali, stabilendo meglio i perimetri e recuperando soprattutto l’occupazione locale. Riteniamo che sia necessario puntare a una capacità di sviluppo che passi anche attraverso un processo di decarbonizzazione, un progetto per le bioplastiche e i parchi fotovoltaici. Chiediamo risposte occupazionali per i cittadini della Basilicata e lavoro per le imprese locali. La Total deve chiudere alcune partite rimaste aperte, anche attraverso una compensazione da riconoscere alle aziende agricole che sono state penalizzate".

"Quanto al tema delle risorse aggiuntive per noi si deve procedere nella direzione di un fondo di sviluppo secondo uno schema in cui le compagnie petrolifere devono partecipare e contribuire allo sviluppo della nostra regione. Uno strumento che può assicurare il futuro delle nostre comunità avviando a soluzione le emergenze sociali, su tutte la povertà, il reinserimento dei lavoratori troppi vecchi per essere richiamati a lavoro e troppo giovani per essere collocati in pensione, il blocco della fuga dei giovani. Il tema per la Total, come accadrà per Eni, è uno solo: rendere disponibili risorse finanziarie adeguate a realizzare attività produttive e di lavoro. Non è un 'ricatto': è un richiamo alla responsabilità perché nessuno, tanto più chi produce ricchezza estraendo idrocarburi dal nostro territorio, può pensare di fuggire quando le risorse energetiche saranno prosciugate. Siamo di fronte ad una storica fase di svolta rispetto al passato per preparare la transizione energetica finalizzata al superamento delle risorse fossili e, con le rinnovabili, all’avvio del modello di sviluppo eco-sostenibile", concludono i segretari di Cgil Cisl Uil.

domenica 29 settembre 2019

La Fials sulle reali iniziative salva precari


Circolano in questi giorni manifesti e documenti - è quanto scrive il Segretario Provinciale di Potenza della Fials Giuseppe Costanzo-di alcune organizzazioni sindacali che preannunciano iniziative a tutela dei precari della Sanità pubblica lucana, che, anche a parere dei nostri esperti e tecnici di diritto del lavoro, sono soltanto propaganda.

Mai, per Costituzione, una Legge regionale potrà disporre la proroga dei contratti a termine oltre il limite massimo di Legge (nazionale) dei 36 o dei 24 mesi (a seconda dei casi) .

Mai, per Costituzione, una Legge regionale potrà prorogare l’efficacia di graduatorie di concorso, violando il limite fissato dalla Legge nazionale.

Mai, per Costituzione, una legge regionale potrà attuare percorsi di stabilizzazione sulla base della legge (nazionale) 208/2015, art. 1, comma 543 che, di fatto, non ha più attuazione, tanto è vero che le ultime stabilizzazioni sono state disposte sulla base della c.d. Riforma Madia, anno 2017 (Dlgs. 75/2017).

Costanzo, rileva che si tratta di manifesti e documenti insostenibili ed insufficienti dal punto di vista del diritto che creano nei precari – le cui richieste di stabilizzazione sono legittime – false illusioni, senza alcun utile aiuto e contributo.

La Segreteria Fials ritiene che tutte queste iniziative propagandistiche violano, a parere dei nostri esperti di diritto del lavoro, numerosi principi fondamentali della Costituzione (artt. 2, 3, 97, 117, etc.) nella materia del coordinamento della finanza pubblica, del superamento dei limiti fissati dalla legge nazionale per l’instaurazione di rapporti di lavoro flessibile, nel travalicare il tetto della spesa sostenuta per le medesime finalità, nei rapporti di competenza tra legge nazionale e legge regionale.

SERIETA’ E SOSTENIBILITA’ E’ CIO’ CHE FIALS PROPONE A TUTELA DEI PRECARI

L’iniziativa della FIALS è nel senso, invece, della sostenibilità giuridica di quel che propone a tutela dei precari e non di propaganda.

Lo dimostra, tra l’altro, il risaputo ed apprezzato impegno della FIALS che ha saputo, tramite gli stessi tecnici ed esperti di diritto del lavoro, ottenere una serie di sentenze di stabilizzazione a favore di precari dal Tribunale del lavoro di Potenza, unici nel loro genere.

Come FIALS, commenta il dirigente Sindacale, senza retorica e propaganda, si muove verso la strada delle istituzioni nazionali (la competenza per queste iniziative non e’ della Regione, ma del Legislatore statale; il dipendente precario deve essere correttamente informato su questo) attraverso, innanzitutto, provvedimenti che dispongano il differimento dei termini del requisito dal 31 dicembre 2017 al 31 dicembre 2019, previsto dalla Riforma Madia ai fini della stabilizzazione.

Cio’ garantirebbe un serio e corretto atto di giustizia specie a favore di tutti quei precari che hanno realizzato i 36 mesi dopo il 31 dicembre 2017 e che potrebbero legittimamente – e meritatamente - essere assunti a tempo indeterminato.

E’ già in fase di concreto -conclude Costanzo- approfondimento la scelta di chiedere con urgenza un provvedimento in questo senso al Parlamento che inserisca, ad esempio, nel D.L. 101 in discussione al Senato questa seria – e non propagandistica – iniziativa salva precari. A seguito del necessario approfondimento, la FIALS aggiornerà nuovamente i dipendenti precari.

sabato 28 settembre 2019

Es Italia – Dxc Technology, Ugl:”Nulla di fatto”


“A seguito degli incontri presso il Ministero del Lavoro e la richiesta di un ulteriore confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’azienda ha disertato il tavolo delle trattative non rispondendo all’invito per continuare la negoziazione per scongiurare i sempre più probabili 36 licenziamenti di fine settembre p.v.. Siamo molto rammaricati della situazione, l’interruzione dei tavoli negoziali da parte della D.A. è sempre un fatto negativo. Naturalmente non lasceremo nulla di intentato in difesa dei lavoratori e lavoratrici”.

È quanto dichiarano il Segretario Generale dell’UGL Metalmeccanici, Antonio Spera e il Segretario Uglm di Roma, Alessio Morelli.

Per i sindacalisti, “Non è comprensibile che una grande azienda si tiri indietro e non accetti il confronto con le Oo.Ss. in ragione del fatto che, la situazione economica aziendale risulti non negativa e si è disposti ad erogare 30 mensilità per l’incentivo all’uscita. Abbiamo richiesto come delegazione Ugl Metalmeccanici la moratoria di 30 giorni in quanto, ad ottobre p.v. è prevista la presentazione del piano industriale in modo da avere indicazioni sullo stato di salute finanziario/economico della DXC e valutare, contestualmente, l’ipotesi proposta per ora di pochi, del possibile passaggio dei 36 lavoratori presso la controllata della DXC. Confidiamo nel buonsenso e nel rispetto dei ruoli – concludono Spera e Morelli -, l’Ugl auspica la riapertura del tavolo negoziale per il bene dei lavoratori, delle lavoratrici e dell’Azienda stessa”.

sabato 21 settembre 2019

Rinnovo Rsu Iscot Melfi. L’Ugl è il primo sindacato


“L’Ugl Igiene Ambientale Basilicata è il primo sindacato alle elezioni Rsu nell’azienda ISCOT Italia di Melfi (PZ) che con la propria lista ottiene un eccellente risultato consentendo l’elezione di 2 Rsu su 3. Risultano eletti, Biagio Caprioli e Deborah Altavela”.

E’ quanto fa sapere il segretario provinciale dell’Ugl Potenza, Giuseppe Palumbo dichiarando: “Grande soddisfazione per un risultato straordinario che premia il lavoro svolto in tutti questi anni all’interno del gruppo ISCOT, soprattutto nel sito produttivo di Melfi. La nostra organizzazione viene suffragata grazie a tutti i candidati che per la prima volta hanno dato modo di presentare la lista Ugl in tale azienda, e non possiamo che - conclude Palumbo – essere grati ai tanti dipendenti che hanno dato delega a poterli rappresentare dove siamo convinti di non deludere le loro aspettative”.

Precari Arpab, Gambardella (Cisl). "Prorogare i contratti e procedere con i concorsi"


Il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, torna a sollecitare la proroga dei contratti di somministrazione dei 55 precari dell'Arpab attestati sul masterplan e contemporaneamente a dare avvio alle procedure concorsuali per la copertura dei posti vacanti nella pianta organica dell'ente. "Finalmente abbiamo appurato che l'Arpab presenta un fabbisogno di 82 unità per completare la pianta organica, risorse umane e professionali che sono necessarie per dare all'ente quell'autorevolezza, indipendenza e capacità d'intervento che sono spesso mancate in passato", spiega Gambardella, sottolineando che "aver fatto chiarezza sul fabbisogno è un primo tassello di una più ampia strategia che deve avere come approdo la piena e incondizionata operatività tecnica dell'Arpab. Lo stesso masterplan - continua il segretario della Cisl - nasceva proprio dall'esigenza di sopperire in via straordinaria alla perdurante carenza di risorse umane dell'ente e di dare risposte su un tema delicato, quale è quello delle estrazioni petrolifere, che continua a suscitare più che fondate preoccupazioni nelle popolazioni locali per il ripetersi di incidenti e anomalie, come dimostrano gli ultimi accadimenti al centro olio di Viggiano".

"In ragione di tali esigenze - continua Gambardella - non trova alcuna giustificazione il conflitto tra assessorato e Arpab che rischia di ampliare il deficit di credibilità delle istituzioni. Oggi serve in tutti gli interlocutori senso di responsabilità e allo stesso tempo il rispetto dei ruoli e delle competenze, senza confondere il piano dell'indirizzo politico con quello tecnico-scientifico alla luce del fatto che quando in passato questi due piani si sono intrecciati, gli esiti, come è noto, sono stati nefasti per tutti gli attori in campo. Perciò riteniamo impraticabile qualsiasi confronto di merito finché non sarà risolto il contenzioso politico tra Regione e Arpab, in modo da rendere chiare le responsabilità. Per la Cisl l'affidabilità degli interlocutori è un prerequisito irrinunciabile per giungere a soluzioni credibili e sostenibili che - è bene ricordarlo a chi esercita a vario titolo ruoli pubblici - riguardano la vita concreta delle persone. Per quanto ci riguarda - conclude Gambardella - continueremo a lavorare per salvaguardare le professionalità del masterplan e per chiudere dopo decenni di abusi la triste pagina del precariato pubblico e delle platee ad uso e consumo della politica. Per la Cisl voltare pagina significa aprire la strada dei concorsi pubblici per dare al sistema pubblico lucano energie nuove e nuove competenze".

giovedì 19 settembre 2019

Rinnovo metalmeccanici: "Ugl Metalmeccanici e Fismic Confsal per un contratto che garantisca aumenti, no alle discriminazioni"

POTENZA - La Ugl Metalmeccanici e la Fismic Confsal sono gli unici sindacati italiani che fin dall'origine legano la partecipazione dei lavoratori al buon andamento gestionale delle aziende.

La Ugl Metalmeccanici e la Fismic Confsal ritengono che il compito principale di un Contratto Nazionale di Lavoro sia quello di contemperare diritti e doveri dei lavoratori e delle aziende nei confronti dei lavoratori, ma quello ancora più importante, soprattutto in questa fase economica e sociale, deve essere la valorizzazione delle risorse umane e del lavoro industriale.

Pertanto "crediamo che la piattaforma rivendicativa debba iniziare con un segnale forte e inequivocabile che faccia recuperare ai lavoratori una parte dei sacrifici che quotidianamente svolgono. II prossimo deve essere un contratto di compensazione salariale" dichiarano congiuntamente il segretario generale Uglm Spera e il segretario generale Fismic Di Maulo.

Sulla base di una forte condivisione di valori fondamentali, i due sindacati hanno deciso di convergere sui contenuti di un'unica piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici da discutere tra i quadri sindacali e nei luoghi di lavoro, per inviare il testo comune alla controparte Federmeccanica e Assistal al termine della consultazione.

Lo scopo è quello di riuscire ad ottenere un rinnovo contrattuale che abbia al centro un importante aumento della paga base (9% nel triennio pari ad un aumento sulla media di 167,56 €) in grado di far recuperare ai lavoratori la perdita del potere d'acquisto, avere maggiore flessibilità negli orari di lavoro, maggiori tutele contro gli infortuni sul lavoro. Si richiede inoltre l'allargamento del Fondo Cometa a tutti i lavoratori a carico dell'azienda, l'introduzione di un secondo gestore per l'assistenza sanitaria integrativa (Metasalute) al fine di togliere il monopolio.

"È molto importante che si sia trovata convergenza su un unico testo da inviare alla controparte in quanto viene a crearsi in questo modo un forte fronte comune che potrà battersi con maggiore forza contro qualunque tentativo di discriminazione e si potrà lavorare affinché tutti i lavoratori abbiano un contratto migliore" concludono i leader dei sindacati Uglm e Fismic.

sabato 14 settembre 2019

Ugl Matera: “Ferrosud fitta il ramo d’azienda”


“Si apprende da fonti vicine al management della Ferrosud che l’azienda ha intenzione di vendere il ramo ad una società pugliese. Tale operazione consentirebbe, di ripartire con la produzione con un nuovo soggetto giuridico, quindi senza il vessillo dei creditori di Ferrosud e questo, è quanto si percepisce dalle stesse fonti”.

Per Pino Giordano, segretario provinciale dell’Ugl Matera, “il nuovo management, se è vero quanto riferito, intenderebbe in tal modo risolvere il problema del rispetto degli impegni assunti nei confronti dei creditori anche a sfregio degli accordi transattivi avviati in fase di concordato preventivo, sostanzialmente aggirando l’ostacolo, consentendo alla ‘proprietà’ di non ricapitalizzare la società. Tale soluzione – continua il segretario -, al netto della correttezza giuridico-fiscale, sembrerebbe risolvere il problema contingente del rischio di istanze fallimentari, ma per l’Ugl è da verificare se potrà risolvere il problema della liquidità aziendale, necessaria per portare avanti la produzione delle commesse in essere, di quelle ancora da avviare e degli investimenti per valorizzare e potenziare il sito produttivo Materano. Paradossalmente non ci è dato sapere, infatti, se il piano industriale del nuovo management oltre a prevedere la esternalizzazione dei lavori in essere, preveda anche un potenziamento del sito lucano e la assunzione di nuove unità lavorative. Ad ogni modo ci preoccupa la mancanza di comunicazioni da parte dell’azienda, il ritorno al contratto di solidarietà, il mancato pagamento dello stipendio di agosto nei confronti dei lavoratori, ed il silenzio delle altre sigle sindacali, che solo fino a qualche settimana fa avevano occupato lo stabilimento per non inviare i lavoratori in altri siti produttivi ed in regolare trasferta, ossia per problemi molto meno gravi. Inoltre, nelle prossime settimane, il Tribunale di Arezzo e di Potenza si esprimeranno su questioni dirimenti per il futuro di Ferrosud:

In particolare, il 24 settembre il tribunale di Arezzo si esprimerà sulla richiesta di revoca all’ing. Malena dell’incarico di custode delle azioni di Ferrosud; il 1 ottobre il tribunale di Potenza si esprimerà sulla richiesta di Revoca della chiusura del concordato preventivo; il 2 ottobre sempre il tribunale di Potenza si esprimerà sul ricorso presentato dall’Ing. Ingusci con procedura d’urgenza (ex art. 700) per l’annullamento della delibera del 16/8/2019, con la quale, arditamente, si nominava il nuovo consiglio di amministrazione. Alla luce di tali scadenze – conclude Giordano - , ci viene il sospetto che l’urgenza voluta del nuovo management nel procedere con cambi di assetti societarie e ipotesi di vendita o fitto di ramo d’azienda, possano nascondere un disegno potenzialmente distrattivo. Naturalmente l’Ugl si augura il contrario nell’interesse dei lavoratori e delle comunità locali. Invita pertanto le autorità competenti a vigilare con attenzione sulle attività messe in campo dal nuovo management di Ferrosud restando comunque molto critica verso quei soggetti responsabili che non hanno consentito che giuste iniziative potevano essere consumate in tempo utile e non ora che, oramai, si gioca una partita ben oltre i tempi supplementari, ai calci di rigore e non ci risparmiamo a lanciare una ‘stoccatina’ a tutte le Istituzioni e a tutti i livelli per non essere stati in grado di prendere di petto la situazione e, per non vigilare ancora su quanto di sporco si stà consumando alle spalle di circa 70 lavoratori”.

Copagri: Mipaaf, buon lavoro al sottosegretario Giuseppe L’Abbate


“Voglio inviare i migliori auguri di buon lavoro al sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L’Abbate, con il quale si completa la squadra di lavoro del Mipaaf, e al contempo ringraziare Alessandra Pesce per la proficua collaborazione di questi mesi”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina dopo l’odierna riunione del Consiglio dei Ministri, che ha nominato i nuovi sottosegretari che giureranno lunedì a Palazzo Chigi.

“Al nuovo sottosegretario, che conosce bene la materia grazie alla sua esperienza maturata nelle scorse legislature a Palazzo Montecitorio, voglio ricordare che sono tante e sempre più stringenti le sfide che attendono il comparto primario, alle prese con le numerose emergenze che lo affliggono, quali la Xylella fastidiosa e la cimice asiatica, e problematiche che si trascinano da tempo, come le questioni legate alla redditività, alla semplificazione, alla sburocratizzazione e ai necessari investimenti sul versante delle infrastrutture e della ricerca”, conclude Verrascina.



sabato 7 settembre 2019

Giordano (Ugl) su psichiatria Ospedali Asm


“Ci rivolgiamo direttamente all’assessore regionale alla Salute e politiche sociali Dott. Rocco Luigi Leone e al direttore generale ASM, dr. Joseph Polimeni in relazione alla psicosi, alle paure, alle domande dei pazienti e operatori sulla paventata ennesima annunciata chiusura dello storico reparto di Psichiatria dell’Ospedale ‘Papa Giovanni Paolo II’ di Policoro: per l’Ugl ha dell’incredibile. Nell’imbarazzante silenzio di tutte le Istituzioni, di tutti i partiti e di tutti i Sindacati, si starebbe permettendo un vero e proprio scempio ai danni sia del nosocomio che dell’intera collettività?”

È quanto si legge in una nota diffusa dal segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano. “Siamo alle solite, ci si gira ancora attorno al problema? Sembrerebbe che 2 dirigenti dell’U.O. Psichiatria di Policoro, stiano in imminente pensionamento: ciò, per voce di qualche pseudo organizzatore operativo si tanno diffondendo paure sia per gli ammalati, sia per i familiari, sia per chi ci lavora, di immediata chiusura del reparto. Noi – continua il sindacalista Ugl – in altri episodi, fummo definiti dal Direttore Sanitario, dott. Annese, coloro che abbaiano alla luna e continuando nell' abbaiare, vogliamo sapere se quanto da noi adesso nuovamente denunciato corrisponda a verità e se sia normale che un reparto sempre pieno di ammalati, rischi la chiusura. Perché chiudere? Oggi si vogliono creare allarmismi tra gli operatori, gli ammalati, il territorio e la nuova classe politica. La vicenda è paradossale, nasconde un qualcosa di sconosciuto, ci piacerebbe conoscere: a chi gioverebbe chiudere tale reparto, cari assessore Leone e D. G. Polimeni? Perché non si fanno avvisi a tempo indeterminato e/o chiedere la disponibilità di altri dirigenti medici? Sarebbe inaccettabile, in considerazione del fatto che l’attività svolta da tutte le unità è sempre in attivo”. Il sindacato Ugl lancia un chiaro monito sul rischio di ridimensionamento: “L’ospedale ‘Giovanni Paolo II°’ è un bene di tutti e come tale va difeso da tutte le forze sociali del territorio. Noi faremo la nostra parte. Se altri sindacati non si stanno accorgendo su quanto si sta consumando a discapito del territorio, dell’ammalato e dei tanti dipendenti, l’Ugl accende i riflettori sul futuro dell’ospedale e chiede garanzie per la struttura i cui alti livelli di assistenza medica vengono riconosciuti ed apprezzati anche dalle regioni limitrofe. La psichiatria deve rimanere ed essere potenziata, così come va consolidata la presenza di tutte le UU.OO., reparti fiore all’occhiello di quest’ospedale. Ed al contempo è necessario aumentare il numero di personale impiegato, si tratta di un ospedale che lavora sempre in emergenza e dove si riversano tanti pazienti in più, da quando sono state chiuse altre strutture sanitarie sia in Basilicata che in Calabria. E, senza che l’Ugl intenda trascurare minimamente Matera città capitale della cultura 2019, dove solo grazie a Leone si è scongiurato ancora una volta di scippare un reparto con una storia importante sul territorio. 

L’Ugl vuole rammentare che l’unica motivazione allora fornita dalla Asm per giustificare la chiusura della Psichiatria a Matera fù la carenza di medici a Policoro, quindi gli psichiatri di Matera andavano a sopperire le carenze di organico a Policoro. Se ancora vogliamo continuare con questa logica si dovrebbero chiudere diverse Unità Operative oppure si potrebbe trasformare l’ospedale Madonna delle Grazie e il Papa Giovanni XXIII in Poliambulatori. La segreteria Ugl allerta tutti, abbaierà alla luna su queste eventuali scelte riservandosi di inviare subito una nota all'assessore regionale Rocco Leone e al Prefetto di Matera Demetrio Martino in cui preannuncia eventuali stati di agitazione e si chiede un incontro urgente. Alla classe politica del materano e metapontino diciamo di essere reattivi su quanto l’Ugl grida: com’è possibile che negli ultimi 10 anni, più di 20 medici specialisti in genere hanno preferito la mobilità verso altre sedi? Perché non proviamo a chiederglielo? Il direttore sanitario di presidio Asm da quanto tempo non mette piede nel nosocomio Jonico? Si fida dei suoi riferimenti yes man che probabilmente nascondono la reale verità sull’ospedale. L’Ugl difende con forza l’operato dei due ospedali d’eccellenza perché offrono un servizio prezioso alla popolazione oltre a garantire posti di lavoro in città e in periferia: considerata l’importanza – conclude Giordano -, siamo certi che il problema psichiatria trattasi di una probabile volontà degli attuali dirigenti e amministratori Asm”.

sabato 31 agosto 2019

Cnh Industrial, Spera (Ugl):”Iveco, chiarezza e confronto su ipotesi spin-off”



“Se le voci sempre più consistenti riguardo il futuro di Iveco, società specializzata nella produzione di veicoli industriali e autobus, divenissero realtà sull’ipotesi di Cnh che starebbe valutando opzioni strategiche per Iveco, tra cui spin-off o aggregazione con un concorrente, saremmo fortemente preoccupati. Vogliamo chiarezza e a tal riguardo chiediamo a Cnh urgente convocazione per esaminare una decisione, ormai conosciuta, prima dell’annuncio e presentazione del business plan”.

E’ quanto dichiara il Segretario Generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera su strategia Cnh-Iveco, il quale aggiunge che, “sarebbero coinvolti gli stabilimenti di Brescia e Suzzara (Mn), Bolzano, Torino e altre sedi per un totale di 6350 lavoratori su un tale scorporo. Chiediamo chiarezza – continua il sindacalista – per un’operazione Iveco che vedrebbe coinvolgere la galassia Cnh Industrial. L’Ugl è disponibile da subito affinché si apra un confronto chiarificatorio sulle prospettive di tale azione, prima dell'annuncio che – conclude Spera - potrebbe arrivare martedì 3 settembre p.v. nel Capital Markets Day, in programma alla Borsa di New York, quando saranno rese ormai note le strategie del gruppo”.

venerdì 30 agosto 2019

Scuola, Giordano (Ugl) su caro spesa per libri scolastici


“Siamo a fine vacanze estive ma non possiamo trascurare il nuovo inizio dell’anno scolastico 2019/2020. Puntuale torna il problema del caro-libri: nella provincia di Matera in difficoltà 7 famiglie su 10 e circa il 70% delle famiglie subirà l'aumento dei prezzi per i materiali scolastici. Bisognerebbe ridurre i costi, sempre eccessivi, dei libri scolastici e sarebbe opportuno dotare tutti gli studenti di un tablet o di un I - pad (acquistati dalle famiglie ma ordinati in gran numero in modo da poter ottenere uno sconto) su cui scaricare libri in formato e-book o pdf, più economici e più leggeri”.

Lo sostiene il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano il quale aggiunge che: “senza interventi, si spenderanno 200 euro in più rispetto allo scorso anno. I libri dovrebbero essere di proprietà della scuola e dati in dotazione agli studenti all'inizio dell'anno scolastico, con l'impegno di essere restituiti in buone condizioni alla fine dello stesso. Non sarebbe possibile applicare una politica diversa per evitare tale sistema gravoso sulle famiglie? In Gran Bretagna – prosegue Giordano - usano questo sistema dei libri di proprietà scolastica, perfino nelle scuole private, dove è anche possibile ottenere borse di studio del valore del 100% delle tariffe per studenti meritevoli che provengono da famiglie disagiate. Mentre in Italia le norme e i tetti di spesa non sono mai aggiornati da parte del Ministero dell'Istruzione. Sempre più segnalazioni di rincari giungono all’Ugl da diverse famiglie, secondo le quali spenderanno in più, rispetto allo scorso anno, per mandare i figli a scuola. Ecco un esempio: una cifra media per un alunno di primo liceo è pari a 799 euro per l'acquisto di libri e dizionari. I quaderni, la cancelleria e tutto il materiale scolastico dovrebbe essere anch’esso fornito dalla scuola. La spesa preoccupante riguarda i libri scolatici (42%), la cancelleria e gli accessori (31%) e gli abbonamenti ai mezzi pubblici (20%). Allora l’Ugl consiglia – conclude il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Giordano – per risparmiare, evitando la stangata ed ammortizzando le spese, di acquistare libri usati, di rivolgersi alla grande distribuzione organizzata, o di acquistare i testi da librerie online e vigilare sul rispetto delle norme da parte degli istituti scolastici”.

Morti sul lavoro, Gambardella (Cisl): "Per fermare la strage servono misure straordinarie e nuove regole"


"Dopo l'ennesimo incidente costato la vita a due operai le dichiarazioni di cordoglio e i generici impegni non bastano più: siamo in emergenza e occorrono misure urgenti e straordinarie per fermare questa inaccettabile strage di vite umane". Così il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, che, nell'esprimere il cordoglio di tutta la Cisl alle famiglie delle vittime, invita le istituzioni preposte a mettere sotto osservazione la sicurezza nel ciclo dei rifiuti, teatro di numerosi incidenti negli ultimi anni. "In occasione dello sciopero generale di un anno e mezzo fa - aggiunge il sindacalista - rivendicammo misure concrete sul versante della prevenzione degli infortuni, specie nei settori statisticamente più esposti, ma è del tutto evidente che a legislazione invariata il problema non è affrontabile. Per questo mi appello alle forze politiche che si accingono a formare il nuovo governo a riprendere il tema della sicurezza sul lavoro per farne il perno di un rinnovato impegno sul fronte dei diritti sociali. Il diritto al lavoro sicuro è il primo e più importante di questi diritti. Il ripetersi di infortuni dall'esito mortale impone nuove regole in considerazione del fatto che quelle vigenti si stanno dimostrando evidentemente insufficienti a garantire la sicurezza e la salute di chi lavora".

Incidente Aliano, Giordano (Ugl):”Basta!! Basta morti sul lavoro”


“L’Ugl Matera esprime il suo cordoglio alle famiglie dei due operai morti ad Aliano (MT), all'interno di una vasca in una discarica per rifiuti speciali non pericolosi. Tristezza rivolge a nome di tutta l’o.s. Ugl, il segretario provinciale di Matera, Pino Giordano per il quale, “siamo fiduciosi e certi che gli accertamenti in corso da parte dei carabinieri faranno subito e piena luce sulle cause dei decessi. Siamo in presenza di un’ennesima grande tragedia sul posto di lavoro. Nel 2018 sono state 1133 le cosiddette ‘morti bianche’, più 104 rispetto all’anno precedente. Purtroppo, i dati Inail confermano che la strage nel 2019 continua: anche nei primi 6 mesi gli incidenti sul lavoro con esito mortale erano 248, valore che drammaticamente e drasticamente è salito. Per questo, dobbiamo promuovere una maggiore cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e una formazione degli operai più adeguata, soprattutto dove il rischio di infortuni è elevato. L’Ugl, appunto incessantemente e ininterrottamente, coinvolge i giovani in vari tour con #Lavorarepervivere volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste fenomeno e che tale cultura parta già come materia scolastica. L’Unione Generale del Lavoro – conclude Giordano – si stringe forte alle famiglie dei due operai cinquantenni scesi in quel maledetto pozzo di decantazione profondo circa 30 metri, chiusa da tempo ma spesso ispezionata: i due operai oggi non sono più risaliti. Non è possibile continuare a morire sul posto di lavoro con una ‘costanza’ agghiacciante. ‘Lavorare per vivere’ per mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul triste fenomeno e per dire basta alle morti sul lavoro”.

mercoledì 28 agosto 2019

Destinazione Over35, Ial Basilicata: "Impegni non mantenuti dalla Regione, così i giovani vanno via"


In una lettera indirizzata all'assessore regionale al Lavoro, Francesco Cupparo, lo Ial Basilicata, ente di formazione della Cisl, lamenta il mancato avvio del bando "Destinazione Over35 - Percorsi di politiche del lavoro e di inclusione attiva". "A circa un mese dall’ultimo confronto con i vertici dell’ufficio Politiche del lavoro della Regione Basilicata - denuncia il responsabile dello Ial Basilicata, Luigi De Fino - restano solo vaghe promesse e impegni non mantenuti a discapito dei tanti disoccupati soprattutto giovani e disabili che continuano a non essere formati e assisti nella ricerca di una occupazione”.

“Abbiano richiesto l’attuazione della legge di riforma dei centri per l’impiego, ad un anno dall'accreditamento regionale ai servizi per il lavoro, Pass Basilicata Lavoro, di agenzie private come lo Ial. Tali strutture dovrebbero assistere, formare, istruire e aiutare nella ricerca di un lavoro. Per questi servizi - continua De Fino - abbiamo investito in strutture logistiche e team di esperti; abbiamo avviato procedure di qualità e certificazioni linguistiche e informatiche; abbiamo inoltre avviato network per il matching tra domanda e offerta di lavoro con aziende su tutto il territorio nazionale e con multinazionali; infine, abbiamo creato piattaforme per la creazione di progetti di auto-impiego".

Per il responsabile dello Ial "i progetti ci sono, le risorse finanziarie anche, pari a 5,4 milioni di euro. Ora aspettiamo che la politica si svegli e risponda, non solo a noi, ma soprattutto a tanti disoccupati e a migliaia di giovani che, stanchi di aspettare, scelgono di andare via dalla nostra regione".

martedì 27 agosto 2019

Polo museale regionale: la Cisl Basilicata lancia una petizione contro il decreto Bonisoli


POTENZA - La Cisl di Basilicata lancia una petizione per sollecitare la sospensione del provvedimento del Mibac che sopprime il polo museale della Basilicata e istituisce la direzione territoriale di Puglia e Basilicata delle reti museali. Lo annuncia il segretario generale Enrico Gambardella che, insieme a Giuseppe Bollettino, segretario generale della federazione dei lavoratori pubblici, sta mettendo a punto i dettagli della campagna di raccolta firme. "Nell'anno di Matera Capitale Europea della Cultura - commenta il segretario della Cisl - trovo demenziale la soppressione del polo museale lucano che in questi anni ha saputo esprimere livelli di assoluta eccellenza nella programmazione culturale della regione, sia in termini di tutela del patrimonio storico e artistico, sia dal punto di vista della sua valorizzazione economica, come dimostrano le eccellenti mostre di livello internazionale organizzate a Matera e non solo”.

“Risulta difficile – continua Gambardella - comprendere come si intenda costruire un’efficiente rete locale integrata di musei per la valorizzazione del patrimonio diffuso sul territorio costituendo dei poli interregionali che avranno competenze su un’area vastissima e disomogenea anche nell’ambito dell’offerta museale e culturale. Preoccupa nello specifico l’intenzione di ridurre il peso della diretta gestione dei siti museali (da Venosa a Grumento, passando per Melfi e Metaponto), oltre che la concreta possibilità di governare processi gestionali e strategici che interessano territori non solo molto vasti, ma anche con caratteristiche, esigenze e prospettive di sviluppo totalmente differenti. Tanto per capirci, le attuali distanze, ad esempio tra Grumento e Matera, con la sede dirigenziale a Bari si raddoppierebbero”.

Per il segretario della Cisl lucana “sopprimere con un tratto di penna il polo museale regionale offende la professionalità e la dignità di tanti bravi professionisti e di un'intera regione che sulla valorizzazione del proprio patrimonio culturale ha scelto di fondare un pezzo importante del suo futuro; allo stesso tempo rappresenta l'ennesimo attacco perpetrato contro l'autonomia della Basilicata, riflesso di una malcelata volontà di dissoluzione della nostra regione che abbiamo visto all'opera in molte occasioni negli ultimi anni. Inoltre, le problematiche legate agli uffici interregionali assumono un rilievo di carattere economico e sociale se si pensa che il provvedimento ministeriale prevede anche l’accorpamento del segretariato regionale che, sebbene perda le competenze in materia di tutela (che tornano a Roma alla direzione generale), mantiene comunque la funzione di stazione appaltante, con la gestione di appalti e contratti fino a 5 milioni che non graviterà più in Basilicata ma in Puglia, con un serio problema per garantire la partecipazione di ditte e aziende del territorio lucano”.

“Per questo – annuncia Gambardella - intendiamo promuovere una raccolta firme insieme alla Cisl Fp, la federazione dei lavoratori del pubblico impiego. Il nostro obiettivo è coinvolgere i lavoratori, le altre sigle sindacali, le forze politiche, le associazioni imprenditoriali e quelle che si occupano di cultura nella mostra regione per ottenere uno stop alla esecuzione del decreto Bonisoli, un provvedimento che la Cisl considera inutile, irragionevole e dannoso, animato da ragioni tutt’altro che razionali mirate al solo scopo di ridurre le direzioni regionali per aumentare il numero dei dirigenti ministeriali”, conclude il sindacalista.

domenica 11 agosto 2019

Incidente acciaierie Arvedi, Spera (Ugl):” I morti sul lavoro, collana senza fine”


“Grave incidente nelle acciaierie cremonesi Arvedi, il secondo mortale che accade in pochissimo tempo. L’Ugl più volte aveva denunciato le carenti misure di sicurezza sul lavoro all’interno della fabbrica alle autorità competenti, ma dopo le continue segnalazioni l’azienda risponde con il licenziamento del delegato. E' una strage. Messa in conto. Per risparmiare e fare profitto. Fatalmente”.

Dura è la condanna del Segretario Generale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio Spera su quanto accaduto nelle acciaierie Arvedi dove un operaio fiorentino di 54 anni, Alessandro Rosi, dipendente di una ditta esterna, è morto mentre un altro, Lorenzo Tamarindo, è stato portato in condizioni critiche in ospedale.

“Lo ribadiamo ad alta voce, come sempre: bisogna che gli organi preposti intervengano per fare chiarezza sull’accaduto in maniera ferma, non è possibile che venga messo a repentaglio la vita dei lavoratori ogni giorno. Possiamo ripercorrere tutte le fasi che, sempre di più, in questi anni si mettono in piedi per l’occasione, la rabbia, lo sdegno il facile compianto e la solidarietà iniziale, la chiamata in causa degli ordini vigilanti. L’Ugl – prosegue il segretario - non si fermerà mai a concludere che ormai siamo carne da macello, che quando usciamo di casa al mattino l’incidente non è più un accidente ma un rischio calcolato e misurato. Se venisse confermata la causa dove secondo una prima ricostruzione, due gru stavano spostando una trave d'acciaio che si è staccata schiacciando la cabina della gru, noi tutti chiediamo all’azienda: era a norma, venivano rispettati tutti i parametri legislativi per la sicurezza sul posto di lavoro, vi erano in atto tutti i dispositivi regolamentari che ciò poteva scongiurarsi? Attendiamo risposte! Nelle acciaierie cremonesi Arvedi non c’è sicurezza e chi tenta di far uscire una piccola parola viene immediatamente licenziato come avvenuto al nostro rappresentante Ugl: ma non ci facciamo intimorire da nessuno – tuona forte e chiaro Spera -, i nostri legali sono già a lavoro a tutela del sindacalista e di tutti i dipendenti.

Ci auspichiamo che venga fatta luce sull’accaduto e non passi per inosservato anche questa volta. Sarebbe assurdo dopo che abbiamo sollecitato infinitamente l’azienda e gli enti per la messa in sicurezza dei posti di lavoro. Ormai all’interno dell’azienda si vive un muro di omertà: chi parla e denuncia i livelli di scarsissima sicurezza viene licenziato, chi deve vigilare non vigila e chi dovrebbe garantire la sicurezza non garantisce! Questo è il quadro agghiacciante che denuncia l’Ugl metalmeccanici da circa un anno. I morti sul lavoro sono una collana senza fine. Diminuiscono quando c'è crisi, si lavora di meno, e magari si rischia anche di più. Una collana infinita che ogni giorno ci consegna la sua pietra. Ci si abitua, si pensa alla fatalità. E chi dovrebbe far installare sistemi di sicurezza, far rispettare le normative, può rifugiarsi all’ombra confortevole della fatalità. Che manda assolti i responsabili e sottoterra gli innocenti. Noi non lo permetteremo. Siamo vicini alla famiglia del giovane deceduto – conclude il segretario Antonio Spera – e auguriamo una pronta guarigione a Tamarindo, collega portato in condizioni critiche in ospedale”.

venerdì 9 agosto 2019

Gambardella (Cisl): "Sui fondi comunitari bisogna cambiare logica"


di Enrico Gambardella (Segretario generale della Cisl Basilicata)

A partire dal mese di settembre prenderà il via la discussione sulla prossima programmazione comunitaria per il periodo 2021-2027. Sarà un appuntamento cruciale per il futuro della nostra regione che nel corso degli ultimi anni ha visto progressivamente compromessa quella reputazione di buona capacità amministrativa che aveva consentito in passato di fare della Basilicata un punto di riferimento a livello continentale, almeno in termini di programmazione delle risorse, un po' meno sul piano dell'efficacia della spesa e dell'impatto sulle variabili di contesto. Proprio l'assenza di un sistematico e puntuale monitoraggio dei risultati ha finito alla lunga per depotenziare l'impatto dei fondi strutturali, soprattutto dal punto di vista occupazionale e della competitività del tessuto produttivo locale.

In vista del prossimo ciclo di programmazione, è intenzione della Cisl proporre di adottare il saldo occupazionale quale variabile critica per valutare l'efficacia della spesa e la capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati in sede di pianificazione di ogni singolo bando. Bisogna, insomma, passare dalla logica della mera rendicontazione alla valutazione d'impatto pre e post scelte di programmazione. Una linea, la nostra, che è coerente con l'impostazione che da sempre la Commissione europea ha impresso alle politiche di programmazione delle risorse comunitarie, anche se non sempre con la necessaria insistenza, specie nei confronti di quelle Regioni che hanno palesato nel corso degli anni evidenti difficoltà amministrative e inaccettabili ritardi, nonché un discutibile impiego di risorse per obiettivi sistematicamente non misurabili quando non evanescenti.

Si tratta, in altri termini, di impostare un cambiamento culturale e amministrativo nelle politiche di programmazione che metta al centro la reale incidenza della spesa sulla qualità della vita delle persone. Un obiettivo che non può prescindere dal protagonismo delle parti sociali e da un loro coinvolgimento non rituale o, peggio, notarile nell'ambito dei comitati di sorveglianza. Il confronto con il partenariato economico-sociale - in linea con il dettato dei regolamenti europei e gli indirizzi della Commissione - va reso sistematico e in grado di incidere concretamente sulle scelte, non solo generali, anche dotando i soggetti costitutivi del partenariato di un'adeguata struttura di assistenza tecnica. Del resto, anche a livello nazionale è sempre più matura la consapevolezza del ruolo delle parti economiche e sociali nella definizione degli obiettivi e delle misure.

In coerenza con il Patto per la fabbrica che prevedeva anche un lavoro congiunto sui fondi europei, nelle scorse settimane Cgil Cisl Uil e Confindustria hanno concordato un documento comune in vista della definizione dell’Accordo di partenariato 2021-2027 indicando quegli elementi che considerano essenziali per una buona definizione del quadro d’insieme in vista della nuova programmazione dei fondi FESR ed FSE+. In tale documento si sottolinea che il dialogo con le parti economiche e sociali è uno degli elementi chiave per l’attuazione dell’intera politica di coesione e si propone un documento sulle regole del partenariato in cui siano esplicitati i principi del coinvolgimento dei soggetti economici e sociali durante tutto il ciclo della programmazione.

Il nostro auspicio è che - date anche le premesse e le aspettative di cambiamento suscitate dalla nuova giunta regionale - si possa presto aprire una discussione sulla futura programmazione, a partire dalla definizione di una sorta di 'statuto del partenariato' in cui siano esplicitati diritti e doveri e istituzionalizzato un paradigma di governance in cui le parti economiche e sociali non sono più chiamate - come in passato - a prendere atto delle misure già assunte, ma a contribuire in modo incisivo alla definizione degli obiettivi, alla scelta delle variabili di performance e alla misurazione dei risultati.

venerdì 2 agosto 2019

Servizi AOR San Carlo, Fisascat Cisl: "Ennesimo accordo che danneggia i lavoratori"


Ieri nuovo incontro in Prefettura sui servizi esternalizzati dell’AOR San Carlo di Potenza. Sotto osservazione sia la situazione nel lotto n. 1, aggiudicato al Consorzio Nazionale Servizi, sia l'assegnazione ufficiale del lotto n. 2 alla ditta Serenissima Ristorazione (già attiva sul lotto) che impiegherà, in base all'accordo sottoscritto oggi, 59 addetti nel trasporto vitto così ripartiti: 52 (erano 57 gli aventi diritto alla clausola sociale ma 5 sono fuori usciti per raggiungimento dei requisiti pensionistici) più altri 7 operatori provenienti dalla platea del primo lotto.

"Sebbene tale accordo, per il momento, sembrerebbe assicurare le attuali condizioni contrattuali - spiega la segretaria della Fisascat Cisl, Aurora Blanca - noi ci siamo astenuti dal firmarlo confermando la linea tenuta durante il cambio d'appalto del lotto n. 1. La nostra decisione - continua la sindacalista - è motivata dal fatto che l'accordo in realtà peggiora le condizioni dei lavoratori in quanto si è data la possibilità a Serenissima di applicare un contratto collettivo meno oneroso, ovviamente a tutto danno dei lavoratori, a fronte dell'assunzione di ulteriori 7 unità rivenienti dalla platea del primo lotto. È appena il caso di ricordare che il CNS, in quanto aggiudicatario del lotto n.1, avrebbe dovuto assumere sin da subito l'intera platea oggetto di clausola sociale pari a 198 addetti. Invece, anche in quel caso, fu permesso all'azienda di giocare al ribasso con una proposta di sole 240 mila ore e l’assunzione di sole 145 unità, a fronte delle oltre 300 mila ore da contrattualizzare e 198 addetti stabiliti negli atti di gara".

Per Blanca "anche in questo caso si è consumata l’ennesima mortificazione della dignità umana. Fa specie - continua la segretaria della Fisascat - che finanche istituzioni di garanzia, come Prefettura e Regione, che dovrebbero assicurare il rispetto dei principi di legalità e trasparenza, considerino normale che una trattativa tra le parti possa riscrivere gli atti di gara e consentire alle ditte aggiudicatarie condizioni più favorevoli e un vantaggio economico indebito che va a discapito del diritto al lavoro e alla salute. Appare inoltre quanto mai inedito che con i soldi dei contribuenti si paghino servizi non effettuati o a tariffe maggiori e non rispondenti al costo del personale. Ricordiamo che trattasi di prestazioni labour intensive dove il costo del personale rappresenta oltre il 70 per cento del costo totale. Per questo ci riserviamo di attivare ogni azione che riterremo necessaria a tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini-contribuenti", conclude la segretaria della Fisascat Cisl.