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mercoledì 13 novembre 2019

Maltempo, Legacoop: istituzione tavolo monitoraggio e riconoscimento stato di calamità


Massima prontezza per risolvere le criticità urgenti, messa in sicurezza delle aziende e, subito, l’istituzione di un tavolo per il monitoraggio e la valutazione dei danni subiti dagli agricoltori e per le relative misure di risoluzione. È quanto chiede il presidente di Legacoop Basilicata, Innocenzo Guidotti, che manifesta a nome dell’organizzazione assoluta vicinanza e solidarietà alle popolazioni del materano e del metapontino colpite dall’ondata di maltempo che si è abbattuta in queste ore nella zona. “Le cooperative e gli imprenditori agricoli del Metapontino – sottolinea Guidotti – registrano danni ingenti che, già da un primo riscontro, ne mettono seriamente a rischio la tenuta”. “Chiediamo pertanto – conclude il presidente regionale di Legacoop – di valutare il riconoscimento immediato dello stato di calamità per le zone colpite, auspicando un pronto intervento da parte del Governo nazionale e di quello regionale per definire le tempestive azioni di sostegno agli agricoltori dell’area”.

venerdì 8 novembre 2019

La Fials sul blocco dei nulla osta tra Aziende Sanitarie Regione


La Fials Basilicata chiede un intervento da parte dell’Assessore alla Salute - a dichiarare è la Segretaria Regionale della Fials Luciana Bellitti- per il mancato rilascio del nulla osta per mobilità e/o comandi tra le stesse Aziende Sanitarie delle Basilicata (in particolare l'Ospedale San Carlo, l'ASM di Matera e il CROB), nonostante la presenza di valide graduatorie o percorsi di reclutamento avviati non concedono ai dipendenti facenti richiesta i nulla osta.

La Bellitti dichiara che i meccanismi di rigidità in atto nel concedere i nulla osta da parte delle Aziende penalizza i dipendenti che manifestano la volontà di avvicinarsi al luogo di residenza (per motivi familiari ed anche professionali ecc.), perdendo occasioni che probabilmente non si ripeteranno più.

Stiamo assistendo anche blocchi difronte a richieste di assegnazione temporanea in entrata a sostegno della maternità e paternità (art. 42/bis d.lgs 151/2001); Si segnalano anche dinieghi o lungaggini inutili per i cambi compensativi.

I dipendenti appartenenti alle categorie protette, che per motivi di salute inoltrano domanda di mobilità compensativa per avvicinarsi alle proprie famiglie per essere più facilmente assistiti, sono sottoposti ad attese estenuanti poiché i dirigenti, pur di trattenerli in servizio, rimandano le responsabilità e le decisioni tra i vari uffici (ufficio legale e personale).

Il paradosso è che, le aziende spesso, sono già in possesso di graduatorie delle stesse figure professionali che ne fanno richiesta, per cui si potrebbero contestualmente provvedere alla sostituzione del personale in uscita o risolvere con altre procedure di reclutamento, purtroppo invece di fare rete in un Sistema Sanitario che attraversa mille difficoltà le Aziende citate viaggiano a senso unico senza un minimo di condivisione e supporto reciproco per il reclutamento del personale a garanzia di una sanità lucana che dia riposte ai cittadini.

La Segreteria Fials della Regione Basilicata, come afferma Luciana Bellitti, fa un appello all’Assessore Leone al fine d’intervenire per garantire ai lavoratori il diritto ad avvicinarsi alle loro famiglie, ai luoghi di residenza, tenendo conto anche delle spese economiche che mensilmente sostengono (fitti esosi, viaggi, ecc.) e problematiche familiari e di salute da affrontare.

Siamo fiduciosi che la Regione Basilicata porgerà la necessaria attenzione ai fini della tutela e del benessere dei lavoratori a servizio della nostra Sanità.

giovedì 7 novembre 2019

Petrolio, Carella (Femca Cisl): Regione apra confronto con sindacati o portiamo disoccupati in piazza


"Sul petrolio la Regione è in fase di stallo". È quanto sostiene il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, che lamenta il mancato coinvolgimento dei sindacati ai tavoli negoziali con le compagnie petrolifere. "In particolare su Tempa Rossa è stato dilapidato un lavoro faticoso di mesi che - secondo Carella - andava completato con le opportune integrazioni. Per l’attuale governo regionale, invece, il sindacato quasi non esiste, viene sistematicamente escluso dalle varie trattative, col risultato che siamo in una situazione di impasse e si corre anche il rischio di creare una frattura tra i tre Comuni principalmente interessati a Tempa Rossa e il resto della regione. Per scongiurare una tale prospettiva - continua Carella - è necessario convocare un tavolo congiunto con le organizzazioni sindacali confederali e di categoria per un confronto costruttivo nell'interesse dei lucani. Insieme bisogna costruire un progetto industriale per la crescita dell'intera regione senza commettere gli errori fatti in Val d'Agri con Eni. Occorre creare delle linee guida sulla sicurezza, sulle relazioni con le comunità, sui perimetri contrattuali da rispettare nelle aziende dell'indotto che devono essere prioritariamente quelli dell'azienda madre con l'obiettivo di evitare i fenomeni di dumping contrattuale che si sono verificati in Val d'Agri. Bisogna puntare sulla crescita del tessuto industriale e dell'occupazione con la localizzazione di aziende solide che un colosso come Total può condizionare ad investire in Basilicata, in particolare in settori ad elevata tecnologia e di prospettiva come le energie rinnovabili e la chimica verde. Il diritto al lavoro è un diritto di tutti, non solo di chi è residente nei tre principali Comuni. Diversamente al sindacato non resterà altro che invitare il popolo lucano e tutti i disoccupati della regione a scendere in piazza per rivendicare quello che la costituzione italiana pone a fondamento della Repubblica: il lavoro".

Petrolio, Amatulli (Cisl): "Basta allo scontro di fazione, si lavori insieme nell'interesse del popolo lucano"


"Sul tema del petrolio sta accadendo quanto avevamo previsto: senza concertazione la politica annaspa. Ora subito un tavolo con le parti sociali per fare fronte comune nei confronti delle compagnie petrolifere e pretendere investimenti e lavoro". Così il segretario generale aggiunto della Cisl Basilicata, Giuseppe Amatulli, che bolla come "surreale il dibattito politico sul rinnovo della concessione Eni. Con il rimpallo delle responsabilità tra vecchia e nuova giunta - commenta Amatulli - non si va da nessuna parte e soprattutto non si fanno gli interessi del popolo lucano. In tempi non sospetti abbiamo evidenziato a più riprese i limiti di una gestione priva di una visione strategica di lungo periodo. Abbiamo criticato aspramente il modo in cui sono state impiegate le royalties e l'eccessiva timidezza che la politica locale ha tenuto nei confronti delle compagnie. Abbiamo anche invocato insieme a Cgil e Uil con interventi e documenti un cambio di marcia per fare della risorsa petrolifera una leva per attivare nuovi investimenti produttivi e posti di lavoro in settori collaterali. Di questo lavoro di elaborazione e proposta abbiamo lasciato ampie tracce. Ora è il momento di essere uniti perché divisi si perde. Per questo sollecitiamo ancora una volta il governo regionale a riaprire il tavolo del confronto con le forze sociali uscendo dalla logica dell'autosufficienza e dell'autoreferenzialità della politica. Nel 'Manifesto per il lavoro e la Basilicata 2030' che Cgil Cisl Uil hanno lanciato lo scorso 18 ottobre in un bagno di folla senza precedenti nella storia recente del movimento sindacale lucano - continua il segretario aggiunto della Cisl - abbiamo posto come priorità proprio la questione energetica con la richiesta rispetto agli accordi ventennali in scadenza tra Stato, Regione ed Eni di andare al di là delle autorizzazioni e di ragionare in termini di distretto energetico, anche attraverso la razionalizzazione delle royalties. Dunque, si mettano da parte le polemiche - conclude Amatulli - e si lavori insieme nell'interesse dei lucani".

martedì 5 novembre 2019

Recesso Ex Ilva, Spera (Ugl):“Il Governo si faccia garante”


“Il gigante dell'acciaio Arcelor-Mittal ha annunciato il recesso dall'ex Ilva e per l’Ugl siamo fortemente preoccupati: rivendichiamo rispetto e diritti, a tutela dei lavoratori che rappresentiamo”.

Lo dice Antonio Spera, segretario generale UGL Metalmeccanici alla notizia dell’abbandono e risoluzione del contratto da parte della Arcelor-Mittal.

“E’ sempre indispensabile la convocazione presso il ministero dello Sviluppo Economico e la presenza del ministro Patuanelli - prosegue Spera - affinché mai come d’ora si avvii un confronto e mettere in campo un atto di responsabilità nei confronti del polo siderurgico più grande d’Europa. La nostra o.s. Ugl ha come obiettivo quello di garantire il rispetto degli investimenti per l’ambientalizzazione del sito di Taranto e tutti i livelli occupazionali, come previsto dall’accordo del 2018 ossia che la Arcelor-Mittal acquisiva (o meglio, affittava) tutte le attività di Ilva Spa: vale a dire, oltre all'acciaieria tarantina, anche gli insediamenti di Novi Ligure e Cornigliano. Arcelor-Mittal non ha voluto aspettare, – conclude il sindacalista Spera – e i motivi del recesso sembrerebbero legati all'eliminazione della ‘protezione legale’ dal 3 novembre necessaria alla società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando la comunicazione di recesso. Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione e lo sconcerto per l'annuncio da parte di Arcelor Mittal del disimpegno sull'azienda. Non si perda tempo: il territorio e i migliaia di lavoratori Italiani hanno bisogno di risposte e certezze sul loro futuro”.

sabato 26 ottobre 2019

Magneti Suspension System Melfi, Fontana (Ugl):”Auspichiamo saturazione occupazionale”

MELFI - Presso la Magneti Suspension System Italy S.p.A. dello stabilimento di Melfi (PZ) si sono incontrate la Direzione Aziendale e le OO.SS. territoriali. L’Ugl metalmeccanici era rappresentata da Michele Fontana.

“Come previsto nell’accordo dl 29 gennaio c.a., per il personale dello stabilimento di Melfi , è stato prorogato il contratto di solidarietà in essere, per il periodo dal 01 febbraio al 31 dicembre 2019. L’azienda – dichiara il sindacalista Fontana – nel corso dell’incontro, ha confermato gli investimenti volti alla allocazione produttiva, presso lo stabilimento di Melfi (PZ), dei componenti legati alla produzione dei nuovi prodotti Jeep Compass e Jeep Renegade PHEV, illustrando altresì gli investimenti e le attività in corso di realizzazione dedicate alle produzioni per i nuovi componenti. In condivisione con l’azienda, per l’Ugl è anche necessaria indicare che tali attività costituiscono la premessa necessaria per dare corso all’avvio della salita produttiva dei componenti legati alla produzione dei nuovi prodotti per la Jeep Compass, che avverrà a partire dal prossimo mese di marzo 2000 in relazione alle richieste di del cliente, quelle per la messa in produzione dei componenti legati alla produzione per la Jeep Renegade PHEV, veicolo ibrido elettrico plug-in. Considerando i segnali dell’andamento vendite del mercato – prosegue Fontana – e di un’ulteriore contrazione della domanda nella fase finale del corrente anno che potranno dal luogo ad effetti negativi aggiuntivi sugli ordini dello stabilimento di Melfi (PZ) di Marelli Suspension System Italy S.p.A., si manifesterebbe l’esigenza di implementare efficacemente le attività di messa in produzione dei componenti legati ai nuovi modelli prodotti e necessiterebbe dare corso nei mesi finali dell’anno a sospensioni dell’attività che determinano allo stato un incremento dei lavoratori temporaneamente in esubero. Per tanto si è concordato con l’Azienda che per ciascun lavoratore coinvolto nel contratto di solidarietà la percentuale di riduzione massima dell’orario di lavoro ordinario contrattuale, sarà complessivamente pari al 60% come media del personale interessato: per ciascun lavoratore la percentuale di riduzione complessiva dell’orario di lavoro non può essere superiore al 70% nell’arco del periodo di stipula del CDS. L’Ugl Metalmeccanici unitamente alle altre OO.SS. metteranno in campo, come previsto dall’accordo, tutte le azioni affinché si garantisca la maturazione dei ratei dei lavoratori. Sarà una nuova svolta e –conclude Fontana – a parere Ugl, terminerà un periodo di sacrifici, poiché gli impegni e relativi investimenti che si stanno realizzando, lasciano pensare a positivo per tutto il sito e l’indotto industriale di San Nicola di Melfi”.

venerdì 25 ottobre 2019

Petrolio, Agrinsieme Basilicata: "inaccettabile che comparto primario continui a essere ignorato"


POTENZA - “È inaccettabile che un comparto di primaria importanza per l’economia regionale, come senza dubbio è quello primario, continui a essere messo in secondo piano nei tavoli delle trattative tra la Regione Basilicata e le compagnie petrolifere, che continuano a svolgersi in vista dell’avvio delle attività estrattive senza il minimo coinvolgimento delle organizzazioni professionali agricole. Per questa ragione ci vediamo costretti a reiterare la nostra richiesta di incontro con gli assessori all’agricoltura Francesco Fanelli e all’ambiente Gianni Rosa, ai quali non nascondiamo il nostro disappunto per il mancato confronto, da noi più volte sollecitato. Ci appelliamo anche al presidente della Regione Vito Bardi, al quale ricordiamo le tante promesse fatte durante la campagna elettorale, quando ha assicurato la massima attenzione verso il settore primario e il massimo coinvolgimento delle organizzazioni agricole”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e che rappresenta l’80% delle aziende agricole lucane e l’intero mondo della cooperazione agroalimentare, con il 75% della Produzione Lorda Vendibile agricola.

“A nostro avviso, infatti, non si possono continuare a ignorare le evidenti e innegabili ricadute sull’ambiente, sulla salute, sull’alimentazione e sull’agricoltura appunto; ricordiamo per l’ennesima volta, quindi, che la ‘questione petrolifera’ va a incidere trasversalmente sul comparto primario e che in gioco ci sono tantissimi ettari di terreni nella Val D’Agri, così come nella Valle del Sauro”, evidenzia il Coordinamento regionale.

“In relazione, quindi, al concreto rischio di ricadute sul primario, vero e proprio vanto dell’economia regionale, riteniamo di fondamentale importanza che l’agricoltura venga annoverata a pieno titolo tra gli argomenti oggetto dei tavoli di confronto governativi, così come di quelli tra l’amministrazione regionale e le compagnie petrolifere”, conclude Agrinsieme Basilicata, che è pronta a scendere in piazza per protestare davanti alla sede della regione e dell’assessorato.

giovedì 10 ottobre 2019

Precari Regione, Fisascat e Uiltucs spingono per stabilizzare dipendenti Consedin con requisiti decreto Madia


POTENZA - Sbloccare la stabilizzazione dei precari che possono beneficiare del decreto Madia. A chiederlo sono Emanuela Sardone della Fisascat e Donato Rosa della Uiltucs. I due sindacalisti fanno riferimento ai circa 120 lavoratori attualmente impiegati a tempo indeterminato dalla RTI avente come capofila la Consedin (società che si occupa di consulenza e assistenza tecnica per la Regione Basilicata) e che in precedenza avevano lavorato alle dirette dipendenze della Regione come precari. "Si tratta di persone laureate - spiegano Sardone e Rosa - che, oltre ad aver maturato una ormai non breve esperienza professionale, provengono da vari percorsi di selezione pubblica: ciò significa che possono esercitare il diritto alla stabilizzazione in base al decreto Madia. Purtroppo - continuano i sindacalisti della Fisascat e della Uiltucs - tale diritto resta sulla carta in mancanza dell'analisi dei fabbisogni da parte della Regione e soprattutto delle verifiche annuali che al momento non risultano esser state ancora effettuate, passaggio necessario a quantificare il numero di possibili stabilizzazioni".

"Nella regione che, insieme a Calabria e Sicilia, detiene nell'Unione europea il poco invidiabile primato negativo per numero di laureati occupati - continuano Sardone e Rosa - diventa un fatto di credibilità della politica avviare la stabilizzazione di chi possiede i requisiti previsti dalla normativa vigente. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto la convocazione di un tavolo per il prossimo 21 ottobre che dovrà anche affrontare e risolvere i problemi legati al regolamento interno della Consedin in materia di flessibilità oraria. Abbiamo intrapreso questa battaglia nell'ottobre del 2017 e continueremo a batterci per la dignità di questi lavoratori dalle elevate competenze e capacità professionali; risorse umane che qualche illuminato riformatore pensò bene di 'esternalizzare' in regime di appalto quinquennale, arrivando addirittura a proporre di assumerli con contratto di lavoro individuale a tempo determinato per un anno prorogabile e con inquadramento non conforme alle mansioni da loro svolte, operazione che riuscimmo a sventare". Intanto, prosegue il confronto sul contratto di secondo livello: "Ci stiamo lavorando - concludono i sindacalisti di Fisascat e Uiltucs - e contiamo di arrivare in tempi ragionevoli alla definizione di un accordo su premio di risultato, parità di genere e banca ore solidali".

sabato 5 ottobre 2019

Nadef, Gambardella (Cisl): "Governo timido su politica economica e rilancio del Mezzogiorno"


"La nota di aggiornamento del documento di economia e finanza è eccessivamente timida e rischia perciò di non sortire alcun effetto sulla congiuntura non positiva dell'economia, in particolare quella del Mezzogiorno". A dirlo è il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella. "Ci aspettavamo - spiega il sindacalista - ben altra discontinuità con il precedente governo su temi cruciali per la crescita e l'occupazione, come il rilancio degli investimenti, lo sblocco delle infrastrutture, la riduzione delle tasse sui redditi fissi e sul lavoro. La sterilizzazione dell'Iva e una più incisiva lotta all'evasione fiscale sono segnali certamente da apprezzare, ma permane la mancanza di slancio e una specifica strategia per il Sud che vada oltre la consueta retorica e i generici impegni".

"Anche questa volta - lamenta Gambardella - la questione del Mezzogiorno appare marginale rispetto alle linee di indirizzo di politica economica del governo. Manca, in particolare, un impegno circostanziato nelle risorse e negli obiettivi strategici sulla carenza di infrastrutture per la nostra regione che, da auspicata cerniera logistica del Sud, si sta lentamente riscoprendo un'isola completamente bypassata dalle grandi reti di interconnessione. La Basilicata ha bisogno di trasversalità e di investimenti per il potenziamento delle reti materiali e immateriali per tornare al centro del Mezzogiorno".

"Sarebbe quanto mai auspicabile - aggiunge il segretario della Cisl - da parte del governo regionale la richiesta dell'apertura immediata di uno specifico tavolo nazionale sul ruolo che la Basilicata dovrà ricoprire nei processi di sviluppo del Mezzogiorno. Nei prossimi giorni consegneremo un documento, elaborato insieme a Cgil e Uil, con cui individuiamo i percorsi e gli obiettivi per uno sviluppo sostenibile del territorio. L'obiettivo è aprire un immediato confronto con la giunta regionale e rappresentare la nostra visione programmatica di sviluppo", conclude Gambardella.

giovedì 3 ottobre 2019

Total, Cgil Cisl Uil: "Accordo con Regione su investimenti senza confronto sindacale"


"Apprendiamo dalla stampa che sarebbe stato raggiunto un accordo tra Regione e Total su un programma aggiuntivo di investimenti per 50 milioni di euro in dieci anni. Questo non è il modello di concertazione che ci aspettavamo dalla giunta Bardi". È critica la reazione dei segretari generali di Cgil Cisl Uil di Basilicata, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro, che accusano il governo regionale di mettere in pratica "una strategia tesa a oscurare le forze sindacali e a considerare il confronto con i corpi intermedi una mera appendice della democrazia. La scelta di costituire un imprecisato fondo di investimento è perciò da considerarsi una soluzione non concordata, né discussa, assunta in beata solitudine da Regione e Total senza il benché minimo confronto con Cgil Cisl Uil che pure possono vantare in proposito il merito di aver costretto la compagnia francese a sedersi al tavolo delle trattative e ragionare su un complessivo patto di sito che vincolasse l'avvio delle estrazioni a precisi impegni su tre fronti: lavoro per i disoccupati lucani, tutela dell'ambiente e investimenti".

"Nel giro di pochi mesi - continuano i leader di Cgil Cisl Uil - siamo passati dalla discussione sulla 'magna charta' ai conciliaboli tra Regione e Total con il rischio di creare un'inedita alleanza tra il custode dell'interesse pubblico e un legittimo portatore di interessi privati. L'esito di tale alleanza è un patto vago e fumoso che potrebbe consegnare le chiavi della programmazione alla Total, che potrà gestire a proprio piacimento la metà dei fondi, e non recepisce alcuna delle indicazioni prospettate al governatore Bardi nell'unico incontro sul tema con Cgil Cisl Uil, vale a dire: investimenti per avviare la strategia di decarbonizzazione, un piano per la tutela ambientale e il monitoraggio della salute e della sicurezza nell'ambito di un accordo di sito per regolare con equità i trattamenti salariali e le condizioni di lavoro degli addetti diretti e indiretti di Tempa Rossa e disciplinare in modo stringente i cambi d'appalto, infine un impegno concreto per favorire l'occupazione delle maestranze locali".

Dai segretari delle tre confederazioni sindacali arriva l'invito al governo regionale "a non scegliere la strada dell'autosufficienza della politica, delle trattative segrete, della propaganda autoreferenziale, bensì a consolidare la prassi del confronto preventivo con il sindacato confederale che rappresenta l'unico sicuro interlocutore rappresentativo di tutte le istanze sociali espresse dalle comunità, perché in gioco ci sono gli interessi generali dei lucani e del territorio.

"Nel merito - spiegano Summa, Gambardella e Vaccaro - vogliamo che si recuperi e ammoderni il contratto di sito, soprattutto in materia di ambiente, di sanità e di occupazione e che si eviti il dumping contrattuale. Puntiamo a riformulare quelle che sono le regole contrattuali, stabilendo meglio i perimetri e recuperando soprattutto l’occupazione locale. Riteniamo che sia necessario puntare a una capacità di sviluppo che passi anche attraverso un processo di decarbonizzazione, un progetto per le bioplastiche e i parchi fotovoltaici. Chiediamo risposte occupazionali per i cittadini della Basilicata e lavoro per le imprese locali. La Total deve chiudere alcune partite rimaste aperte, anche attraverso una compensazione da riconoscere alle aziende agricole che sono state penalizzate".

"Quanto al tema delle risorse aggiuntive per noi si deve procedere nella direzione di un fondo di sviluppo secondo uno schema in cui le compagnie petrolifere devono partecipare e contribuire allo sviluppo della nostra regione. Uno strumento che può assicurare il futuro delle nostre comunità avviando a soluzione le emergenze sociali, su tutte la povertà, il reinserimento dei lavoratori troppi vecchi per essere richiamati a lavoro e troppo giovani per essere collocati in pensione, il blocco della fuga dei giovani. Il tema per la Total, come accadrà per Eni, è uno solo: rendere disponibili risorse finanziarie adeguate a realizzare attività produttive e di lavoro. Non è un 'ricatto': è un richiamo alla responsabilità perché nessuno, tanto più chi produce ricchezza estraendo idrocarburi dal nostro territorio, può pensare di fuggire quando le risorse energetiche saranno prosciugate. Siamo di fronte ad una storica fase di svolta rispetto al passato per preparare la transizione energetica finalizzata al superamento delle risorse fossili e, con le rinnovabili, all’avvio del modello di sviluppo eco-sostenibile", concludono i segretari di Cgil Cisl Uil.

domenica 29 settembre 2019

La Fials sulle reali iniziative salva precari


Circolano in questi giorni manifesti e documenti - è quanto scrive il Segretario Provinciale di Potenza della Fials Giuseppe Costanzo-di alcune organizzazioni sindacali che preannunciano iniziative a tutela dei precari della Sanità pubblica lucana, che, anche a parere dei nostri esperti e tecnici di diritto del lavoro, sono soltanto propaganda.

Mai, per Costituzione, una Legge regionale potrà disporre la proroga dei contratti a termine oltre il limite massimo di Legge (nazionale) dei 36 o dei 24 mesi (a seconda dei casi) .

Mai, per Costituzione, una Legge regionale potrà prorogare l’efficacia di graduatorie di concorso, violando il limite fissato dalla Legge nazionale.

Mai, per Costituzione, una legge regionale potrà attuare percorsi di stabilizzazione sulla base della legge (nazionale) 208/2015, art. 1, comma 543 che, di fatto, non ha più attuazione, tanto è vero che le ultime stabilizzazioni sono state disposte sulla base della c.d. Riforma Madia, anno 2017 (Dlgs. 75/2017).

Costanzo, rileva che si tratta di manifesti e documenti insostenibili ed insufficienti dal punto di vista del diritto che creano nei precari – le cui richieste di stabilizzazione sono legittime – false illusioni, senza alcun utile aiuto e contributo.

La Segreteria Fials ritiene che tutte queste iniziative propagandistiche violano, a parere dei nostri esperti di diritto del lavoro, numerosi principi fondamentali della Costituzione (artt. 2, 3, 97, 117, etc.) nella materia del coordinamento della finanza pubblica, del superamento dei limiti fissati dalla legge nazionale per l’instaurazione di rapporti di lavoro flessibile, nel travalicare il tetto della spesa sostenuta per le medesime finalità, nei rapporti di competenza tra legge nazionale e legge regionale.

SERIETA’ E SOSTENIBILITA’ E’ CIO’ CHE FIALS PROPONE A TUTELA DEI PRECARI

L’iniziativa della FIALS è nel senso, invece, della sostenibilità giuridica di quel che propone a tutela dei precari e non di propaganda.

Lo dimostra, tra l’altro, il risaputo ed apprezzato impegno della FIALS che ha saputo, tramite gli stessi tecnici ed esperti di diritto del lavoro, ottenere una serie di sentenze di stabilizzazione a favore di precari dal Tribunale del lavoro di Potenza, unici nel loro genere.

Come FIALS, commenta il dirigente Sindacale, senza retorica e propaganda, si muove verso la strada delle istituzioni nazionali (la competenza per queste iniziative non e’ della Regione, ma del Legislatore statale; il dipendente precario deve essere correttamente informato su questo) attraverso, innanzitutto, provvedimenti che dispongano il differimento dei termini del requisito dal 31 dicembre 2017 al 31 dicembre 2019, previsto dalla Riforma Madia ai fini della stabilizzazione.

Cio’ garantirebbe un serio e corretto atto di giustizia specie a favore di tutti quei precari che hanno realizzato i 36 mesi dopo il 31 dicembre 2017 e che potrebbero legittimamente – e meritatamente - essere assunti a tempo indeterminato.

E’ già in fase di concreto -conclude Costanzo- approfondimento la scelta di chiedere con urgenza un provvedimento in questo senso al Parlamento che inserisca, ad esempio, nel D.L. 101 in discussione al Senato questa seria – e non propagandistica – iniziativa salva precari. A seguito del necessario approfondimento, la FIALS aggiornerà nuovamente i dipendenti precari.

sabato 28 settembre 2019

Es Italia – Dxc Technology, Ugl:”Nulla di fatto”


“A seguito degli incontri presso il Ministero del Lavoro e la richiesta di un ulteriore confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’azienda ha disertato il tavolo delle trattative non rispondendo all’invito per continuare la negoziazione per scongiurare i sempre più probabili 36 licenziamenti di fine settembre p.v.. Siamo molto rammaricati della situazione, l’interruzione dei tavoli negoziali da parte della D.A. è sempre un fatto negativo. Naturalmente non lasceremo nulla di intentato in difesa dei lavoratori e lavoratrici”.

È quanto dichiarano il Segretario Generale dell’UGL Metalmeccanici, Antonio Spera e il Segretario Uglm di Roma, Alessio Morelli.

Per i sindacalisti, “Non è comprensibile che una grande azienda si tiri indietro e non accetti il confronto con le Oo.Ss. in ragione del fatto che, la situazione economica aziendale risulti non negativa e si è disposti ad erogare 30 mensilità per l’incentivo all’uscita. Abbiamo richiesto come delegazione Ugl Metalmeccanici la moratoria di 30 giorni in quanto, ad ottobre p.v. è prevista la presentazione del piano industriale in modo da avere indicazioni sullo stato di salute finanziario/economico della DXC e valutare, contestualmente, l’ipotesi proposta per ora di pochi, del possibile passaggio dei 36 lavoratori presso la controllata della DXC. Confidiamo nel buonsenso e nel rispetto dei ruoli – concludono Spera e Morelli -, l’Ugl auspica la riapertura del tavolo negoziale per il bene dei lavoratori, delle lavoratrici e dell’Azienda stessa”.

sabato 21 settembre 2019

Rinnovo Rsu Iscot Melfi. L’Ugl è il primo sindacato


“L’Ugl Igiene Ambientale Basilicata è il primo sindacato alle elezioni Rsu nell’azienda ISCOT Italia di Melfi (PZ) che con la propria lista ottiene un eccellente risultato consentendo l’elezione di 2 Rsu su 3. Risultano eletti, Biagio Caprioli e Deborah Altavela”.

E’ quanto fa sapere il segretario provinciale dell’Ugl Potenza, Giuseppe Palumbo dichiarando: “Grande soddisfazione per un risultato straordinario che premia il lavoro svolto in tutti questi anni all’interno del gruppo ISCOT, soprattutto nel sito produttivo di Melfi. La nostra organizzazione viene suffragata grazie a tutti i candidati che per la prima volta hanno dato modo di presentare la lista Ugl in tale azienda, e non possiamo che - conclude Palumbo – essere grati ai tanti dipendenti che hanno dato delega a poterli rappresentare dove siamo convinti di non deludere le loro aspettative”.

Precari Arpab, Gambardella (Cisl). "Prorogare i contratti e procedere con i concorsi"


Il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, torna a sollecitare la proroga dei contratti di somministrazione dei 55 precari dell'Arpab attestati sul masterplan e contemporaneamente a dare avvio alle procedure concorsuali per la copertura dei posti vacanti nella pianta organica dell'ente. "Finalmente abbiamo appurato che l'Arpab presenta un fabbisogno di 82 unità per completare la pianta organica, risorse umane e professionali che sono necessarie per dare all'ente quell'autorevolezza, indipendenza e capacità d'intervento che sono spesso mancate in passato", spiega Gambardella, sottolineando che "aver fatto chiarezza sul fabbisogno è un primo tassello di una più ampia strategia che deve avere come approdo la piena e incondizionata operatività tecnica dell'Arpab. Lo stesso masterplan - continua il segretario della Cisl - nasceva proprio dall'esigenza di sopperire in via straordinaria alla perdurante carenza di risorse umane dell'ente e di dare risposte su un tema delicato, quale è quello delle estrazioni petrolifere, che continua a suscitare più che fondate preoccupazioni nelle popolazioni locali per il ripetersi di incidenti e anomalie, come dimostrano gli ultimi accadimenti al centro olio di Viggiano".

"In ragione di tali esigenze - continua Gambardella - non trova alcuna giustificazione il conflitto tra assessorato e Arpab che rischia di ampliare il deficit di credibilità delle istituzioni. Oggi serve in tutti gli interlocutori senso di responsabilità e allo stesso tempo il rispetto dei ruoli e delle competenze, senza confondere il piano dell'indirizzo politico con quello tecnico-scientifico alla luce del fatto che quando in passato questi due piani si sono intrecciati, gli esiti, come è noto, sono stati nefasti per tutti gli attori in campo. Perciò riteniamo impraticabile qualsiasi confronto di merito finché non sarà risolto il contenzioso politico tra Regione e Arpab, in modo da rendere chiare le responsabilità. Per la Cisl l'affidabilità degli interlocutori è un prerequisito irrinunciabile per giungere a soluzioni credibili e sostenibili che - è bene ricordarlo a chi esercita a vario titolo ruoli pubblici - riguardano la vita concreta delle persone. Per quanto ci riguarda - conclude Gambardella - continueremo a lavorare per salvaguardare le professionalità del masterplan e per chiudere dopo decenni di abusi la triste pagina del precariato pubblico e delle platee ad uso e consumo della politica. Per la Cisl voltare pagina significa aprire la strada dei concorsi pubblici per dare al sistema pubblico lucano energie nuove e nuove competenze".

giovedì 19 settembre 2019

Rinnovo metalmeccanici: "Ugl Metalmeccanici e Fismic Confsal per un contratto che garantisca aumenti, no alle discriminazioni"

POTENZA - La Ugl Metalmeccanici e la Fismic Confsal sono gli unici sindacati italiani che fin dall'origine legano la partecipazione dei lavoratori al buon andamento gestionale delle aziende.

La Ugl Metalmeccanici e la Fismic Confsal ritengono che il compito principale di un Contratto Nazionale di Lavoro sia quello di contemperare diritti e doveri dei lavoratori e delle aziende nei confronti dei lavoratori, ma quello ancora più importante, soprattutto in questa fase economica e sociale, deve essere la valorizzazione delle risorse umane e del lavoro industriale.

Pertanto "crediamo che la piattaforma rivendicativa debba iniziare con un segnale forte e inequivocabile che faccia recuperare ai lavoratori una parte dei sacrifici che quotidianamente svolgono. II prossimo deve essere un contratto di compensazione salariale" dichiarano congiuntamente il segretario generale Uglm Spera e il segretario generale Fismic Di Maulo.

Sulla base di una forte condivisione di valori fondamentali, i due sindacati hanno deciso di convergere sui contenuti di un'unica piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici da discutere tra i quadri sindacali e nei luoghi di lavoro, per inviare il testo comune alla controparte Federmeccanica e Assistal al termine della consultazione.

Lo scopo è quello di riuscire ad ottenere un rinnovo contrattuale che abbia al centro un importante aumento della paga base (9% nel triennio pari ad un aumento sulla media di 167,56 €) in grado di far recuperare ai lavoratori la perdita del potere d'acquisto, avere maggiore flessibilità negli orari di lavoro, maggiori tutele contro gli infortuni sul lavoro. Si richiede inoltre l'allargamento del Fondo Cometa a tutti i lavoratori a carico dell'azienda, l'introduzione di un secondo gestore per l'assistenza sanitaria integrativa (Metasalute) al fine di togliere il monopolio.

"È molto importante che si sia trovata convergenza su un unico testo da inviare alla controparte in quanto viene a crearsi in questo modo un forte fronte comune che potrà battersi con maggiore forza contro qualunque tentativo di discriminazione e si potrà lavorare affinché tutti i lavoratori abbiano un contratto migliore" concludono i leader dei sindacati Uglm e Fismic.

sabato 14 settembre 2019

Ugl Matera: “Ferrosud fitta il ramo d’azienda”


“Si apprende da fonti vicine al management della Ferrosud che l’azienda ha intenzione di vendere il ramo ad una società pugliese. Tale operazione consentirebbe, di ripartire con la produzione con un nuovo soggetto giuridico, quindi senza il vessillo dei creditori di Ferrosud e questo, è quanto si percepisce dalle stesse fonti”.

Per Pino Giordano, segretario provinciale dell’Ugl Matera, “il nuovo management, se è vero quanto riferito, intenderebbe in tal modo risolvere il problema del rispetto degli impegni assunti nei confronti dei creditori anche a sfregio degli accordi transattivi avviati in fase di concordato preventivo, sostanzialmente aggirando l’ostacolo, consentendo alla ‘proprietà’ di non ricapitalizzare la società. Tale soluzione – continua il segretario -, al netto della correttezza giuridico-fiscale, sembrerebbe risolvere il problema contingente del rischio di istanze fallimentari, ma per l’Ugl è da verificare se potrà risolvere il problema della liquidità aziendale, necessaria per portare avanti la produzione delle commesse in essere, di quelle ancora da avviare e degli investimenti per valorizzare e potenziare il sito produttivo Materano. Paradossalmente non ci è dato sapere, infatti, se il piano industriale del nuovo management oltre a prevedere la esternalizzazione dei lavori in essere, preveda anche un potenziamento del sito lucano e la assunzione di nuove unità lavorative. Ad ogni modo ci preoccupa la mancanza di comunicazioni da parte dell’azienda, il ritorno al contratto di solidarietà, il mancato pagamento dello stipendio di agosto nei confronti dei lavoratori, ed il silenzio delle altre sigle sindacali, che solo fino a qualche settimana fa avevano occupato lo stabilimento per non inviare i lavoratori in altri siti produttivi ed in regolare trasferta, ossia per problemi molto meno gravi. Inoltre, nelle prossime settimane, il Tribunale di Arezzo e di Potenza si esprimeranno su questioni dirimenti per il futuro di Ferrosud:

In particolare, il 24 settembre il tribunale di Arezzo si esprimerà sulla richiesta di revoca all’ing. Malena dell’incarico di custode delle azioni di Ferrosud; il 1 ottobre il tribunale di Potenza si esprimerà sulla richiesta di Revoca della chiusura del concordato preventivo; il 2 ottobre sempre il tribunale di Potenza si esprimerà sul ricorso presentato dall’Ing. Ingusci con procedura d’urgenza (ex art. 700) per l’annullamento della delibera del 16/8/2019, con la quale, arditamente, si nominava il nuovo consiglio di amministrazione. Alla luce di tali scadenze – conclude Giordano - , ci viene il sospetto che l’urgenza voluta del nuovo management nel procedere con cambi di assetti societarie e ipotesi di vendita o fitto di ramo d’azienda, possano nascondere un disegno potenzialmente distrattivo. Naturalmente l’Ugl si augura il contrario nell’interesse dei lavoratori e delle comunità locali. Invita pertanto le autorità competenti a vigilare con attenzione sulle attività messe in campo dal nuovo management di Ferrosud restando comunque molto critica verso quei soggetti responsabili che non hanno consentito che giuste iniziative potevano essere consumate in tempo utile e non ora che, oramai, si gioca una partita ben oltre i tempi supplementari, ai calci di rigore e non ci risparmiamo a lanciare una ‘stoccatina’ a tutte le Istituzioni e a tutti i livelli per non essere stati in grado di prendere di petto la situazione e, per non vigilare ancora su quanto di sporco si stà consumando alle spalle di circa 70 lavoratori”.

Copagri: Mipaaf, buon lavoro al sottosegretario Giuseppe L’Abbate


“Voglio inviare i migliori auguri di buon lavoro al sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L’Abbate, con il quale si completa la squadra di lavoro del Mipaaf, e al contempo ringraziare Alessandra Pesce per la proficua collaborazione di questi mesi”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina dopo l’odierna riunione del Consiglio dei Ministri, che ha nominato i nuovi sottosegretari che giureranno lunedì a Palazzo Chigi.

“Al nuovo sottosegretario, che conosce bene la materia grazie alla sua esperienza maturata nelle scorse legislature a Palazzo Montecitorio, voglio ricordare che sono tante e sempre più stringenti le sfide che attendono il comparto primario, alle prese con le numerose emergenze che lo affliggono, quali la Xylella fastidiosa e la cimice asiatica, e problematiche che si trascinano da tempo, come le questioni legate alla redditività, alla semplificazione, alla sburocratizzazione e ai necessari investimenti sul versante delle infrastrutture e della ricerca”, conclude Verrascina.



sabato 7 settembre 2019

Giordano (Ugl) su psichiatria Ospedali Asm


“Ci rivolgiamo direttamente all’assessore regionale alla Salute e politiche sociali Dott. Rocco Luigi Leone e al direttore generale ASM, dr. Joseph Polimeni in relazione alla psicosi, alle paure, alle domande dei pazienti e operatori sulla paventata ennesima annunciata chiusura dello storico reparto di Psichiatria dell’Ospedale ‘Papa Giovanni Paolo II’ di Policoro: per l’Ugl ha dell’incredibile. Nell’imbarazzante silenzio di tutte le Istituzioni, di tutti i partiti e di tutti i Sindacati, si starebbe permettendo un vero e proprio scempio ai danni sia del nosocomio che dell’intera collettività?”

È quanto si legge in una nota diffusa dal segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano. “Siamo alle solite, ci si gira ancora attorno al problema? Sembrerebbe che 2 dirigenti dell’U.O. Psichiatria di Policoro, stiano in imminente pensionamento: ciò, per voce di qualche pseudo organizzatore operativo si tanno diffondendo paure sia per gli ammalati, sia per i familiari, sia per chi ci lavora, di immediata chiusura del reparto. Noi – continua il sindacalista Ugl – in altri episodi, fummo definiti dal Direttore Sanitario, dott. Annese, coloro che abbaiano alla luna e continuando nell' abbaiare, vogliamo sapere se quanto da noi adesso nuovamente denunciato corrisponda a verità e se sia normale che un reparto sempre pieno di ammalati, rischi la chiusura. Perché chiudere? Oggi si vogliono creare allarmismi tra gli operatori, gli ammalati, il territorio e la nuova classe politica. La vicenda è paradossale, nasconde un qualcosa di sconosciuto, ci piacerebbe conoscere: a chi gioverebbe chiudere tale reparto, cari assessore Leone e D. G. Polimeni? Perché non si fanno avvisi a tempo indeterminato e/o chiedere la disponibilità di altri dirigenti medici? Sarebbe inaccettabile, in considerazione del fatto che l’attività svolta da tutte le unità è sempre in attivo”. Il sindacato Ugl lancia un chiaro monito sul rischio di ridimensionamento: “L’ospedale ‘Giovanni Paolo II°’ è un bene di tutti e come tale va difeso da tutte le forze sociali del territorio. Noi faremo la nostra parte. Se altri sindacati non si stanno accorgendo su quanto si sta consumando a discapito del territorio, dell’ammalato e dei tanti dipendenti, l’Ugl accende i riflettori sul futuro dell’ospedale e chiede garanzie per la struttura i cui alti livelli di assistenza medica vengono riconosciuti ed apprezzati anche dalle regioni limitrofe. La psichiatria deve rimanere ed essere potenziata, così come va consolidata la presenza di tutte le UU.OO., reparti fiore all’occhiello di quest’ospedale. Ed al contempo è necessario aumentare il numero di personale impiegato, si tratta di un ospedale che lavora sempre in emergenza e dove si riversano tanti pazienti in più, da quando sono state chiuse altre strutture sanitarie sia in Basilicata che in Calabria. E, senza che l’Ugl intenda trascurare minimamente Matera città capitale della cultura 2019, dove solo grazie a Leone si è scongiurato ancora una volta di scippare un reparto con una storia importante sul territorio. 

L’Ugl vuole rammentare che l’unica motivazione allora fornita dalla Asm per giustificare la chiusura della Psichiatria a Matera fù la carenza di medici a Policoro, quindi gli psichiatri di Matera andavano a sopperire le carenze di organico a Policoro. Se ancora vogliamo continuare con questa logica si dovrebbero chiudere diverse Unità Operative oppure si potrebbe trasformare l’ospedale Madonna delle Grazie e il Papa Giovanni XXIII in Poliambulatori. La segreteria Ugl allerta tutti, abbaierà alla luna su queste eventuali scelte riservandosi di inviare subito una nota all'assessore regionale Rocco Leone e al Prefetto di Matera Demetrio Martino in cui preannuncia eventuali stati di agitazione e si chiede un incontro urgente. Alla classe politica del materano e metapontino diciamo di essere reattivi su quanto l’Ugl grida: com’è possibile che negli ultimi 10 anni, più di 20 medici specialisti in genere hanno preferito la mobilità verso altre sedi? Perché non proviamo a chiederglielo? Il direttore sanitario di presidio Asm da quanto tempo non mette piede nel nosocomio Jonico? Si fida dei suoi riferimenti yes man che probabilmente nascondono la reale verità sull’ospedale. L’Ugl difende con forza l’operato dei due ospedali d’eccellenza perché offrono un servizio prezioso alla popolazione oltre a garantire posti di lavoro in città e in periferia: considerata l’importanza – conclude Giordano -, siamo certi che il problema psichiatria trattasi di una probabile volontà degli attuali dirigenti e amministratori Asm”.

sabato 31 agosto 2019

Cnh Industrial, Spera (Ugl):”Iveco, chiarezza e confronto su ipotesi spin-off”



“Se le voci sempre più consistenti riguardo il futuro di Iveco, società specializzata nella produzione di veicoli industriali e autobus, divenissero realtà sull’ipotesi di Cnh che starebbe valutando opzioni strategiche per Iveco, tra cui spin-off o aggregazione con un concorrente, saremmo fortemente preoccupati. Vogliamo chiarezza e a tal riguardo chiediamo a Cnh urgente convocazione per esaminare una decisione, ormai conosciuta, prima dell’annuncio e presentazione del business plan”.

E’ quanto dichiara il Segretario Generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera su strategia Cnh-Iveco, il quale aggiunge che, “sarebbero coinvolti gli stabilimenti di Brescia e Suzzara (Mn), Bolzano, Torino e altre sedi per un totale di 6350 lavoratori su un tale scorporo. Chiediamo chiarezza – continua il sindacalista – per un’operazione Iveco che vedrebbe coinvolgere la galassia Cnh Industrial. L’Ugl è disponibile da subito affinché si apra un confronto chiarificatorio sulle prospettive di tale azione, prima dell'annuncio che – conclude Spera - potrebbe arrivare martedì 3 settembre p.v. nel Capital Markets Day, in programma alla Borsa di New York, quando saranno rese ormai note le strategie del gruppo”.

venerdì 30 agosto 2019

Scuola, Giordano (Ugl) su caro spesa per libri scolastici


“Siamo a fine vacanze estive ma non possiamo trascurare il nuovo inizio dell’anno scolastico 2019/2020. Puntuale torna il problema del caro-libri: nella provincia di Matera in difficoltà 7 famiglie su 10 e circa il 70% delle famiglie subirà l'aumento dei prezzi per i materiali scolastici. Bisognerebbe ridurre i costi, sempre eccessivi, dei libri scolastici e sarebbe opportuno dotare tutti gli studenti di un tablet o di un I - pad (acquistati dalle famiglie ma ordinati in gran numero in modo da poter ottenere uno sconto) su cui scaricare libri in formato e-book o pdf, più economici e più leggeri”.

Lo sostiene il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano il quale aggiunge che: “senza interventi, si spenderanno 200 euro in più rispetto allo scorso anno. I libri dovrebbero essere di proprietà della scuola e dati in dotazione agli studenti all'inizio dell'anno scolastico, con l'impegno di essere restituiti in buone condizioni alla fine dello stesso. Non sarebbe possibile applicare una politica diversa per evitare tale sistema gravoso sulle famiglie? In Gran Bretagna – prosegue Giordano - usano questo sistema dei libri di proprietà scolastica, perfino nelle scuole private, dove è anche possibile ottenere borse di studio del valore del 100% delle tariffe per studenti meritevoli che provengono da famiglie disagiate. Mentre in Italia le norme e i tetti di spesa non sono mai aggiornati da parte del Ministero dell'Istruzione. Sempre più segnalazioni di rincari giungono all’Ugl da diverse famiglie, secondo le quali spenderanno in più, rispetto allo scorso anno, per mandare i figli a scuola. Ecco un esempio: una cifra media per un alunno di primo liceo è pari a 799 euro per l'acquisto di libri e dizionari. I quaderni, la cancelleria e tutto il materiale scolastico dovrebbe essere anch’esso fornito dalla scuola. La spesa preoccupante riguarda i libri scolatici (42%), la cancelleria e gli accessori (31%) e gli abbonamenti ai mezzi pubblici (20%). Allora l’Ugl consiglia – conclude il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Giordano – per risparmiare, evitando la stangata ed ammortizzando le spese, di acquistare libri usati, di rivolgersi alla grande distribuzione organizzata, o di acquistare i testi da librerie online e vigilare sul rispetto delle norme da parte degli istituti scolastici”.