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domenica 11 agosto 2019

Incidente acciaierie Arvedi, Spera (Ugl):” I morti sul lavoro, collana senza fine”


“Grave incidente nelle acciaierie cremonesi Arvedi, il secondo mortale che accade in pochissimo tempo. L’Ugl più volte aveva denunciato le carenti misure di sicurezza sul lavoro all’interno della fabbrica alle autorità competenti, ma dopo le continue segnalazioni l’azienda risponde con il licenziamento del delegato. E' una strage. Messa in conto. Per risparmiare e fare profitto. Fatalmente”.

Dura è la condanna del Segretario Generale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio Spera su quanto accaduto nelle acciaierie Arvedi dove un operaio fiorentino di 54 anni, Alessandro Rosi, dipendente di una ditta esterna, è morto mentre un altro, Lorenzo Tamarindo, è stato portato in condizioni critiche in ospedale.

“Lo ribadiamo ad alta voce, come sempre: bisogna che gli organi preposti intervengano per fare chiarezza sull’accaduto in maniera ferma, non è possibile che venga messo a repentaglio la vita dei lavoratori ogni giorno. Possiamo ripercorrere tutte le fasi che, sempre di più, in questi anni si mettono in piedi per l’occasione, la rabbia, lo sdegno il facile compianto e la solidarietà iniziale, la chiamata in causa degli ordini vigilanti. L’Ugl – prosegue il segretario - non si fermerà mai a concludere che ormai siamo carne da macello, che quando usciamo di casa al mattino l’incidente non è più un accidente ma un rischio calcolato e misurato. Se venisse confermata la causa dove secondo una prima ricostruzione, due gru stavano spostando una trave d'acciaio che si è staccata schiacciando la cabina della gru, noi tutti chiediamo all’azienda: era a norma, venivano rispettati tutti i parametri legislativi per la sicurezza sul posto di lavoro, vi erano in atto tutti i dispositivi regolamentari che ciò poteva scongiurarsi? Attendiamo risposte! Nelle acciaierie cremonesi Arvedi non c’è sicurezza e chi tenta di far uscire una piccola parola viene immediatamente licenziato come avvenuto al nostro rappresentante Ugl: ma non ci facciamo intimorire da nessuno – tuona forte e chiaro Spera -, i nostri legali sono già a lavoro a tutela del sindacalista e di tutti i dipendenti.

Ci auspichiamo che venga fatta luce sull’accaduto e non passi per inosservato anche questa volta. Sarebbe assurdo dopo che abbiamo sollecitato infinitamente l’azienda e gli enti per la messa in sicurezza dei posti di lavoro. Ormai all’interno dell’azienda si vive un muro di omertà: chi parla e denuncia i livelli di scarsissima sicurezza viene licenziato, chi deve vigilare non vigila e chi dovrebbe garantire la sicurezza non garantisce! Questo è il quadro agghiacciante che denuncia l’Ugl metalmeccanici da circa un anno. I morti sul lavoro sono una collana senza fine. Diminuiscono quando c'è crisi, si lavora di meno, e magari si rischia anche di più. Una collana infinita che ogni giorno ci consegna la sua pietra. Ci si abitua, si pensa alla fatalità. E chi dovrebbe far installare sistemi di sicurezza, far rispettare le normative, può rifugiarsi all’ombra confortevole della fatalità. Che manda assolti i responsabili e sottoterra gli innocenti. Noi non lo permetteremo. Siamo vicini alla famiglia del giovane deceduto – conclude il segretario Antonio Spera – e auguriamo una pronta guarigione a Tamarindo, collega portato in condizioni critiche in ospedale”.

venerdì 9 agosto 2019

Gambardella (Cisl): "Sui fondi comunitari bisogna cambiare logica"


di Enrico Gambardella (Segretario generale della Cisl Basilicata)

A partire dal mese di settembre prenderà il via la discussione sulla prossima programmazione comunitaria per il periodo 2021-2027. Sarà un appuntamento cruciale per il futuro della nostra regione che nel corso degli ultimi anni ha visto progressivamente compromessa quella reputazione di buona capacità amministrativa che aveva consentito in passato di fare della Basilicata un punto di riferimento a livello continentale, almeno in termini di programmazione delle risorse, un po' meno sul piano dell'efficacia della spesa e dell'impatto sulle variabili di contesto. Proprio l'assenza di un sistematico e puntuale monitoraggio dei risultati ha finito alla lunga per depotenziare l'impatto dei fondi strutturali, soprattutto dal punto di vista occupazionale e della competitività del tessuto produttivo locale.

In vista del prossimo ciclo di programmazione, è intenzione della Cisl proporre di adottare il saldo occupazionale quale variabile critica per valutare l'efficacia della spesa e la capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati in sede di pianificazione di ogni singolo bando. Bisogna, insomma, passare dalla logica della mera rendicontazione alla valutazione d'impatto pre e post scelte di programmazione. Una linea, la nostra, che è coerente con l'impostazione che da sempre la Commissione europea ha impresso alle politiche di programmazione delle risorse comunitarie, anche se non sempre con la necessaria insistenza, specie nei confronti di quelle Regioni che hanno palesato nel corso degli anni evidenti difficoltà amministrative e inaccettabili ritardi, nonché un discutibile impiego di risorse per obiettivi sistematicamente non misurabili quando non evanescenti.

Si tratta, in altri termini, di impostare un cambiamento culturale e amministrativo nelle politiche di programmazione che metta al centro la reale incidenza della spesa sulla qualità della vita delle persone. Un obiettivo che non può prescindere dal protagonismo delle parti sociali e da un loro coinvolgimento non rituale o, peggio, notarile nell'ambito dei comitati di sorveglianza. Il confronto con il partenariato economico-sociale - in linea con il dettato dei regolamenti europei e gli indirizzi della Commissione - va reso sistematico e in grado di incidere concretamente sulle scelte, non solo generali, anche dotando i soggetti costitutivi del partenariato di un'adeguata struttura di assistenza tecnica. Del resto, anche a livello nazionale è sempre più matura la consapevolezza del ruolo delle parti economiche e sociali nella definizione degli obiettivi e delle misure.

In coerenza con il Patto per la fabbrica che prevedeva anche un lavoro congiunto sui fondi europei, nelle scorse settimane Cgil Cisl Uil e Confindustria hanno concordato un documento comune in vista della definizione dell’Accordo di partenariato 2021-2027 indicando quegli elementi che considerano essenziali per una buona definizione del quadro d’insieme in vista della nuova programmazione dei fondi FESR ed FSE+. In tale documento si sottolinea che il dialogo con le parti economiche e sociali è uno degli elementi chiave per l’attuazione dell’intera politica di coesione e si propone un documento sulle regole del partenariato in cui siano esplicitati i principi del coinvolgimento dei soggetti economici e sociali durante tutto il ciclo della programmazione.

Il nostro auspicio è che - date anche le premesse e le aspettative di cambiamento suscitate dalla nuova giunta regionale - si possa presto aprire una discussione sulla futura programmazione, a partire dalla definizione di una sorta di 'statuto del partenariato' in cui siano esplicitati diritti e doveri e istituzionalizzato un paradigma di governance in cui le parti economiche e sociali non sono più chiamate - come in passato - a prendere atto delle misure già assunte, ma a contribuire in modo incisivo alla definizione degli obiettivi, alla scelta delle variabili di performance e alla misurazione dei risultati.

venerdì 2 agosto 2019

Servizi AOR San Carlo, Fisascat Cisl: "Ennesimo accordo che danneggia i lavoratori"


Ieri nuovo incontro in Prefettura sui servizi esternalizzati dell’AOR San Carlo di Potenza. Sotto osservazione sia la situazione nel lotto n. 1, aggiudicato al Consorzio Nazionale Servizi, sia l'assegnazione ufficiale del lotto n. 2 alla ditta Serenissima Ristorazione (già attiva sul lotto) che impiegherà, in base all'accordo sottoscritto oggi, 59 addetti nel trasporto vitto così ripartiti: 52 (erano 57 gli aventi diritto alla clausola sociale ma 5 sono fuori usciti per raggiungimento dei requisiti pensionistici) più altri 7 operatori provenienti dalla platea del primo lotto.

"Sebbene tale accordo, per il momento, sembrerebbe assicurare le attuali condizioni contrattuali - spiega la segretaria della Fisascat Cisl, Aurora Blanca - noi ci siamo astenuti dal firmarlo confermando la linea tenuta durante il cambio d'appalto del lotto n. 1. La nostra decisione - continua la sindacalista - è motivata dal fatto che l'accordo in realtà peggiora le condizioni dei lavoratori in quanto si è data la possibilità a Serenissima di applicare un contratto collettivo meno oneroso, ovviamente a tutto danno dei lavoratori, a fronte dell'assunzione di ulteriori 7 unità rivenienti dalla platea del primo lotto. È appena il caso di ricordare che il CNS, in quanto aggiudicatario del lotto n.1, avrebbe dovuto assumere sin da subito l'intera platea oggetto di clausola sociale pari a 198 addetti. Invece, anche in quel caso, fu permesso all'azienda di giocare al ribasso con una proposta di sole 240 mila ore e l’assunzione di sole 145 unità, a fronte delle oltre 300 mila ore da contrattualizzare e 198 addetti stabiliti negli atti di gara".

Per Blanca "anche in questo caso si è consumata l’ennesima mortificazione della dignità umana. Fa specie - continua la segretaria della Fisascat - che finanche istituzioni di garanzia, come Prefettura e Regione, che dovrebbero assicurare il rispetto dei principi di legalità e trasparenza, considerino normale che una trattativa tra le parti possa riscrivere gli atti di gara e consentire alle ditte aggiudicatarie condizioni più favorevoli e un vantaggio economico indebito che va a discapito del diritto al lavoro e alla salute. Appare inoltre quanto mai inedito che con i soldi dei contribuenti si paghino servizi non effettuati o a tariffe maggiori e non rispondenti al costo del personale. Ricordiamo che trattasi di prestazioni labour intensive dove il costo del personale rappresenta oltre il 70 per cento del costo totale. Per questo ci riserviamo di attivare ogni azione che riterremo necessaria a tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini-contribuenti", conclude la segretaria della Fisascat Cisl.

giovedì 1 agosto 2019

Trasporto Fca, Giordano (Ugl) scrive al Presidente Marrese



“L’Ugl chiede al Presidente della Provincia di Matera avv. Piero Marrese di essere urgentemente convocata per trovare le adeguate e giuste soluzioni ai tanti operai che dai paesi materani viaggiano quotidianamente e da anni con pullman obsoleti e inoltre trovare le giuste soluzioni per tutti quelli che dovranno raggiungere anche nel mese d’agosto la Fca di Melfi”.

Lo chiede il segretario generale dell’Ugl di Matera, Pino Giordano per il quale, “vogliamo dare giuste indicazioni al Presidente affinché troviamo insieme i giusti rimedi per i tanti dipendenti che immettendosi in viaggio dalla mattina alle ore 02,30, viaggiano con pullman veramente disastrosi, pericolosi, obsoleti e insicuri ed inoltre, sottoporremo al Presidente, come l’Ugl ha sempre fatto, che venga scongiurato che ad agosto i nostri lavoratori provenienti da paesi del materano che da 27 anni contribuiscono alla produzione nel sito automobilistico, non raggiungano il proprio posto di lavoro con le loro autovetture con tutti i rischi e pericoli che le strade lucane insidiano. Non si vorrebbe davvero il ripetersi di un disagio a ‘senso unico’: nel senso che sull’altro versante della regione, la regione Puglia, l’attività del servizio di autolinee prosegue tutti gli anni normalmente idem, per la Provincia di Potenza. L’auspicio dell’Ugl – aggiunge il segretario – è che dalla Provincia di Matera, a tutte le Istituzioni Lucane competenti, ed in tempo utile, si organizzino risolvendo tale problema in tempo giusto. Alle tante questioni da esporre al Presidente – prosegue il sindacalista – sarà utile affrontare in via definitiva la questione trasporto operai della Fca dove l’Ugl, da sempre, si batte affinché siano risolte le tante e incresciose questioni legate al trasporto, operai dai paesi del materano da/per la zona industriale di S. Nicola di Melfi. In particolar modo, per il problema pullman ‘ortopedici’ che non possono essere messi in circolo per ben 1200 Kilometri a giorno e la questione nel mese di agosto e festivi dove per anni si è dovuto far comprendere alle Istituzioni che, Fca Melfi in questi particolari periodi non chiude, ma sospende l’attività produttiva: regolarmente va comunque a lavoro tutto quel personale comandato a svolgere attività particolari e che sono in tantissimi: manutentori, pompieri, personale dell’indotto, addetti linea per inventari e prove. Insomma, un piccolo esercito di operai che, sempre grazie alla Fca, anche in quei periodi lavora e ancora in 27 anni alle Istituzione non siamo riusciti a farlo comprendere. L’esponente dell’Ugl proporrà a Marrese, “nell’ottica del risparmio nei bilanci degli enti, che le autolinee interessate al servizio predispongano per quel periodo, autobus più piccoli oppure di accorpare qualche pullman con altri delle direttrici maggiori: basterebbero due pulmini, uno che parta da Nova Siri direzione Fca Melfi via SS Bradanica, uno che parta da Montalbano Ionico direzione Fca Melfi via SS Basentana e il problema è risolto. Per questo – conclude Giordano – chiediamo di essere convocati dal Presidente Marrese”.

Potenza lì; 03 aprile 2019.

venerdì 26 luglio 2019

Edilizia, La Torre (Filca): "Delibera Cipe dimentica la Basilicata"


"Ad un primo sommario esame di quanto deliberato ieri dal Cipe non ci sarebbero buone notizie per la Basilicata". È quanto dichiara il segretario generale della Filca Cisl Basilicata, Michele La Torre, che aggiunge. "Nel lungo elenco di opere riportato nella delibera non c'è traccia della nostra regione. Eppure - continua il sindacalista - sono molte le opere già finanziate che andrebbero sbloccate. Cito, tra tutte, il Distretto G che rappresenta la regina delle incompiute. Ci saremmo aspettati un segnale almeno su questa importante infrastruttura al servizio dell'agricoltura, anche per capire se esiste o meno il rischio di un disimpegno delle risorse stanziate, posto che neanche l'ultima riunione dell'osservatorio regionale sulle opere pubbliche ha sciolto questo nodo, ma evidentemente nel governo sono prevalsi interessi e territori che pesano di più nelle dinamiche politiche nazionali. Da lucano trovo pertanto - conclude La Torre - del tutto ingiustificato l'ottimismo espresso dal presidente del consiglio Conte e mi auguro che una più incisiva azione del governo regionale possa contribuire a modificare un quadro che ci vede sempre sfavoriti rispetto ad altre regioni".

Fca, Evangelista su nuovi stop ad agosto


La direzione aziendale di Fca ha comunicato al comitato esecutivo del consiglio delle Rsa nuove fermate che si aggiungono a quelle già comunicate in precedenza come “chiusura collettiva estiva” dal 4 agosto al 25 agosto. Alla luce dell’attuale situazione tecnica, organizzativa e produttiva e tenuto conto degli andamenti di mercato, l’attività lavorativa nella fabbrica di Melfi sarà sospesa: dalle 22 di venerdì 2 agosto alle 6 di domenica 4 agosto; dalle 6 alle 14 di lunedì 26 agosto; dalle ore 6 di sabato 31 agosto alle 6 del 1° settembre. La copertura avverrà tramite il contratto di solidarietà per i lavoratori già interessati dall'ammortizzatore sociale, mentre per gli altri lavoratori (supporto tecnico, staff amministrativo e gestionale) si ricorrerà agli istituti previsti dal contratto. Per il segretario generale della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, "dopo la pausa estiva inizierà con le prime preserie la fase di avvicinamento a quella che possiamo definire la terza rivoluzione industriale di Melfi con le versioni ibride della Renegade e sopratutto la messa in produzione del nuovo modello Compass. A San Nicola si sta aprendo una pagina nuova in linea con i processi di trasformazione che stanno interessando l'industria dell'automobile e l'intero settore della mobilità a livello globale. I 7 mila lavoratori di Melfi e i loro colleghi dell'indotto sono pronti a raccogliere la sfida dell'innovazione tecnologica e delle nuove forme di mobilità".

giovedì 25 luglio 2019

Contrattazione aziendale, Basilicata prima in Italia per valore del premio medio annuale


Con un premio medio annuo lordo di 1.660 euro la Basilicata stacca per un'incollatura il Molise (1.590 euro) e si posiziona al vertice della graduatoria nazionale dei premi di produttività erogati e detassati. Lo rileva uno studio della Cisl sulla contrattazione di secondo livello basato sui dati forniti dal ministero dell'economia sulla tassazione dei redditi dei lavoratori dipendenti nel 2017. Un primato che si spiega con la presenza di grandi gruppi industriali ma anche di piccole e medie imprese in cui il sindacato è riuscito a insediare una consolidata esperienza di contrattazione aziendale: aziende come Fca, Barilla, Ferrero, Traversud, Politex, etc. per citare alcuni dei casi più noti. Un vero exploit se si pensa che il valore medio nazionale del premio aziendale si ferma a 1.270 euro, ovvero 390 euro in meno. Le regioni settentrionali presentano valori medi più bassi della media nazionale (ad esempio 1.110 euro in Emilia Romagna e 1.080 euro in Veneto) per effetto - spiegano i ricercatori - di una maggiore presenza della contrattazione di secondo livello nelle piccole e medie aziende che erogano premi di risultato più bassi.

L'incidenza delle grandi aziende sul valore medio dei premi emerge anche dalla lettura dei dati su base provinciale. Infatti, la provincia di Potenza, dove maggiore è la concentrazione di grandi aziende, con un premio medio erogato e detassato nel 2017 pari a 1.711 euro (+14% rispetto al 2016), perde sì il primato nazionale ma resta comunque sul podio dietro alle province di Frosinone e Foggia. La provincia di Matera si conferma al 12° posto con un premio medio di 1.472 euro, in crescita del 25 per cento rispetto al 2016. Una tendenza positiva che i ricercatori della Cisl spiegano con il miglioramento delle performance aziendali ma soprattutto con una sensibile ripresa della contrattazione aziendale, dopo anni di crisi e di contrattazione difensiva, stimolata dai nuovi incentivi fiscali a vantaggio dei lavoratori: i premi di risultato, infatti, dal 2016 sono tassati con un'aliquota sostitutiva del 10 per cento.

Anche nella classifica dei percettori in rapporto agli occupati la Basilicata, con 17.656 percettori di premi detassati, pari al 27 per cento dei dipendenti delle imprese attive, si conferma ai vertici della graduatoria nazionale: questa volta, però, si piazza seconda dietro al Molise. Come era lecito aspettarsi, anche in questo caso è la provincia di Potenza a trainare la regione: il potentino si posiziona 11° nella classifica nazionale dei territori con un incidenza dei percettori sugli occupati del 31 per cento; più indietro Matera che occupa il 61° posto con un'incidenza del 18 per cento.

Il segretario generale aggiunto della Cisl Basilicata, Gennarino Macchia, e i segretari generali delle federazioni di categoria dell'industria Fai, Femca, Filca e Fim (rispettivamente Vincenzo Cavallo, Francesco Carella, Michele La Torre e Gerardo Evangelista) così commentano i risultati della ricerca: "Questi dati ci dicono che la contrattazione collettiva aziendale, dove viene esercitata e dove le condizioni dell’impresa lo permettono, ha saputo sfruttare le opportunità legate gli incentivi fiscali. In questo senso il primato della Basilicata assume ancora più valore perché ottenuto grazie al lavoro della nostra prima linea sindacale, delle Rsu e delle Rsa che con costanza e tenacia sono riuscite ad affermare la pratica della contrattazione di secondo livello. Resta il fatto che la struttura economica e produttiva del paese, fortemente caratterizzata da piccole e medie imprese, non permette di cogliere a pieno e in modo maggiormente diffuso la leva fiscale incentivante. Si tratta di un limite che solo una contrattazione territoriale innovativa potrà colmare. Ci preoccupano le forti differenze territoriali, in particolare tra Nord e Sud, circa la percentuale di lavoratori beneficiari. È evidente che la popolazione lavorativa che più riesce a cogliere i vantaggi della minore tassazione è quella a medio reddito, proprio perché maggiormente occupata nelle aziende che svolgono una sostanziosa contrattazione aziendale. Si tratta di continuare a impegnarci nella contrattazione decentrata per cogliere appieno questo sostegno e di rilanciare i frutti di una contrattazione di produttività favorevole sia all’impresa che ai lavoratori rivendicando una 'tassazione zero' che possa ulteriormente incentivare la stessa".

Medici, Ugl: ”Un nuovo contratto dopo anni d’attesa”

(Paolo Francesco Capone - Segretario Generale Ugl)

“Pino Giordano ha incontrato il suo Segretario Generale Ugl, Paolo Francesco Capone nella sede Nazionale di Roma consegnando una relazione sul piano delle proposte, delle idee e della visione di sviluppo che si possono applicare sul territorio materano. Durante l’incontro, al leader nazionale sono stati esposti i contenuti che l’Ugl da sempre, e grazie a Capone, ha fatto bandiera per soddisfare il più possibile le esigenze e le istanze dei lavoratori che rappresenta”.

E’ quanto ha dichiarato il segretario provinciale dell’Ugl di Matera, Pino Giordano per il quale, “con il Segretario si è discusso su temi ricorrenti le tante problematiche, dalla desertificazione del territorio, del problema agricolo, della sanità, dell’ambiente, dell’occupazione, dell’economia delle famiglie, dalla viabilità, della Ferrosud, sulle tante vertenze dell’aziende del mobile imbottito, Tecnoparco, sui lavori di dissesto idrogeologico, sicurezza delle scuole. Và fatto tutto il possibile per rilanciare ciò che può essere la programmazione e futuro della provincia, delle azioni da mettere in campo e di come risolvere le tante criticità. E proprio sul tema Sanità – prosegue Giordano – il S.G. Capone ha comunicato delle novità da lui apprese da fonti governative sul nuovo contratto della dirigenza sanitaria, dopo anni di attese e rinvii vari, finalmente per i medici è divenuto realtà per i quali, erano gli unici dirigenti pubblici rimasti senza rinnovo di contratto per oltre 10 anni ed hanno avuto l’atteso rinnovo contrattuale, con la firma di stanotte.

La situazione in cui versano i lavoratori della sanità è stata veramente e per decenni inaccettabile – hanno condiviso Capone e Giordano –: solo questo Governo con coraggio ha affrontato e risolto immediatamente, attraverso il rinnovo del contratto fermo da anni, per ridare la giusta dignità lavorativa alla categoria”.

mercoledì 24 luglio 2019

Fim Fiom Uil su contrattazione di secondo livello indotto Fca Melfi



POTENZA - FIM FIOM UILM Basilicata insieme alle RSU dell'indotto FCA di Melfi, avvieranno un percorso referendario, così come definito negli attivi unitari dei delegati, che si espliciterà nelle assemblee che si terranno in tutte le aziende alla presenza delle segreterie regionali, nel periodo dal 26 al 28 agosto 2019 per l'approvazione della piattaforma rivendicativa per il rinnovo del premio di risultato.

Il percorso democratico è la strada che FIM FIOM UILM hanno scelto al fine di avere una piattaforma condivisa che riconosca a tutte le lavoratrici e i lavoratori dell'indotto FCA uguali salari e diritti, in questo senso condannano fermamente gli atteggiamenti puramente strumentali di alcune sigle sindacali tesi solo a dividere i lavoratori, generando confusione.

Al termine del percorso referendario le OO.SS. metteranno in campo tutte le azioni necessarie al fine di accelerare il riconoscimento del nuovo PDR a tutte le lavoratrici e i lavoratori, partendo dal consolidamento del salario percepito negli anni precedenti.

martedì 16 luglio 2019

Cisl Basilicata, First e Felsa sostengono l’Action Week


I Segretari generali di Cisl Basilicata, FIRST, FELSA sostengono l’ ACTION WEEK – stabilizzazione subito - del coordinamento precari ANPAL servizi, operatori che svolgono attività di assistenza tecnica presso il Ministero del Lavoro, le Regioni, i Centri per l’impiego e gli attori del sistema dell’istruzione, ma una premessa fondamentale per offrire servizi di qualità, diritti sociali e politiche attive del lavoro, consiste proprio nella stabilità occupazionale.

Proprio mentre il 17 luglio prossimo si sottoscriveranno le convezioni bilaterali tra Regioni ed Anpal Servizi, avviando la contrattualizzazione di nuovi 2.980 precari denominati come navigator, altri precari cesseranno il loro contratto di collaborazione per scadenza contrattuale.

In questa settimana tutti gli assessori al Lavoro delle Regioni saranno sensibilizzati sull’importanza del lavoro di assistenza tecnica che gli operatori da anni svolgono. Gli assessori regionali si sono impegnati ad esprimere nei prossimi giorni una nuova presa di posizione pubblica a favore della tutela contrattuale.

Dotare l’assistenza tecnica di Anpal Servizi di una pianta organica stabile è il presupposto fondamentale per garantire i diritti agli utenti dei Centri per l’Impiego, ai disoccupati, ai beneficiari del Reddito di Cittadinanza e di tutte le politiche attive del lavoro.

Anche in Basilicata poco meno di 20 operatori sono impegnati da anni attraverso Anpal Servizi a fornire assistenza tecnica al sistema di formazione, orientamento, alternanza scuola- lavoro anche a supporto dei Centri per l’ impiego regionali; recenti notizie confermano quello che da anni la Cisl sostiene in tutte le sedi istituzionali e pubbliche, il sistema regionale del lavoro, della formazione e dell’orientamento in Basilicata è contraddistinto da carenze gravi tali da non riuscire a garantire i livelli essenziali di prestazioni, al punto che addirittura si chiudono dei Centri per l’ impego per mancanza di dipendenti e quindi si interrompe un pubblico servizio.

Cisl, First e Felsa si uniscono alla mobilitazione dei precari Anpal Servizi e chiedono con fermezza all’ Assessore al Lavoro della Regione Basilicata di provvedere con urgenza a predisporre misure di stabilizzazione dei lavoratori precari del settore Lavoro e formazione per rafforzare l’ organico esistente, al fine di garantire i livelli essenziali delle prestazioni in una terra con tali tassi di disoccupazione che richiedono un immediato piano per il lavoro e per lo sviluppo dei servizi e delle attività produttive, senza atti concreti si resta solo fermi alle dichiarazione di principio, mentre il tasso demografico e produttivo della Basilicata continua inesorabilmente a diminuire.

mercoledì 26 giugno 2019

Whirlpool, Spera (Ugl): “Resta oscuro il destino di Napoli, pronti al confronto tecnico”.


“Alla luce di quanto dichiarato da Whirlpool e nonostante alcune rassicurazioni, resta oscuro il destino del sito di Napoli e, di conseguenza di tutte le aziende e delle centinaia lavoratori dell’indotto preoccupati, poiché non si riesce neanche a capire se la fabbrica continuerà a produrre lavatrici”.

Questo il commento del segretario generale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, al termine del confronto avvenuto oggi al Mise, al quale ha partecipato insieme al coordinatore nazionale Ugl in Whirpool, Franceso Armandi, al segretario Ugl Metalmeccanici di Napoli, Ciro Esposito, e alle rsu.

“Partendo dalle parole del ministro Di Maio che ha dichiarato la disponibilità del Governo ad aprire un confronto sulle perdite illustrate da Whirlpool e ad intervenire, l’Ugl Metalmeccanici si dichiara assolutamente pronta a fare la propria parte e a contribuire ad una soluzione, purché vera”.

“L’azienda ha confermato i 250 milioni di investimenti – riferisce Spera – come da piano industriale, ha dichiarato che la situazione di Napoli è ‘sfidante’ ma che non ha alcuna intenzione di lasciare il sito, continuando a investire e volendo aprire una discussione tecnica, alla luce delle perdite pari a circa 20 milioni nell’anno 2018, alla flessione delle vendite di lavatrici dovuta alla concorrenza dominata da produzioni cinesi che di fatto hanno portato al crollo del mercato”.

“Nei prossimi giorni – conclude Spera – si riunirà un tavolo tecnico di confronto tra azienda governo e organizzazioni sindacali per affrontare tutti questi importanti nodi”.

venerdì 14 giugno 2019

Il 21 giugno assemblea Generale di Federmeccanica e di Confindustria Taranto


TARANTO - Quest’anno, per la prima volta, le assemblee generali di Federmeccanica e di Confindustria Taranto si svolgono in maniera condivisa, il prossimo 21 giugno dalle ore 15.30 a Taranto.

L’industria metalmeccanica italiana si incontra con gli imprenditori tarantini all’interno di ArcelorMittal per ragionare sull’Acciaio, materia prima dell’Industria e sulle Imprese manifatturiere, materia prima del Paese.

Federmeccanica ha scelto Taranto e il suo grande impianto siderurgico nella consapevolezza che chi rappresenta l’industria metalmeccanica italiana non può chiamarsi fuori da una delle più complesse questioni industriali e sociali che riguardano il Paese e in modo profondo i tarantini. Una scelta coerente con il decalogo intitolato “Impegno.” presentato da Federmeccanica un anno fa. Un testo nel quale ogni singola riga e ogni capitolo esprimono la volontà di ricercare sempre una sintesi positiva tra le ragioni dell’Impresa e quelle della Persona e della sua Comunità.

Federmeccanica condivide con gli imprenditori tarantini una tensione ideale che spinge all’azione e all’assunzione di responsabilità nei confronti del grande progetto di rinnovamento industriale avviato da ArcelorMittal la cui importanza assume un valore paradigmatico per l’intero Paese.

Se Taranto vince, vince il Mezzogiorno. Se il Mezzogiorno vince, vincono l’Italia, il lavoro, l’impresa e il progresso sociale

PROGRAMMA ASSEMBLEA GENERALE – 21 GIUGNO 2019

ORE 15.30 APERTURA LAVORI • SALUTI

Matthieu Jehl, Vice Presidente e Amministratore Delegato ArcelorMittal Italia;

Rinaldo Melucci, Sindaco Taranto;
Giovanni Gugliotti, Presidente Provincia Taranto;
Cosimo Borraccino, Assessore Sviluppo Economico Regione Puglia;

RELAZIONI

Alberto Dal Poz, Presidente Federmeccanica;
Vincenzo Cesareo, Presidente Confindustria Taranto;

INTERVENTO

S.E.R. Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto e Presidente Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace Conferenza Episcopale Italiana;

CONCLUSIONI
Vincenzo Boccia, Presidente Confindustria

giovedì 13 giugno 2019

Domani sciopero generale di otto ore dei metalmeccanici


POTENZA - Si sono concluse le assemblee in fabbrica di Fim Fiom Uilm in vista dello sciopero generale di otto ore del settore metalmeccanico in programma domani. I sindacati parlano di "grande partecipazione" dei lavoratori che "hanno dimostrato interesse e partecipato attivamente al dibattito sui punti proposti". Sono previste tre manifestazioni a Napoli (dove sarà presente una delegazione dalla Basilicata), Firenze e Milano.

A Napoli il corteo partirà da Piazza Mancini alle 10 e attraverserà Corso Umberto, Piazza Borsa, Via San Felice, Via Diaz e Piazza Matteotti dove si terrà il comizio finale con la leader nazionale della Fiom, Francesca Re David. Per l'occasione le segreterie regionali di Fim Fiom Uilm hanno predisposto alcuni bus speciali che partiranno da Matera, Potenza e Melfi alla volta del capoluogo campano.

A Milano, invece, la manifestazione sarà chiusa dal leader della Fim, Marco Bentivogli, mentre a Firenze toccherà al segretario della Uilm, Rocco Palombella. Fim Fiom Uilm lanciano un appello a governo e imprese per sbloccare l'impasse del comparto industriale, come dimostra il brusco calo registrato nell'automotive. Tra le principali proposte del sindacato: il rilancio del sistema industriale e degli investimenti pubblici e privati, il sostegno all’occupazione e ai salari e la riforma degli ammortizzatori sociali. Per Fim Fiom Uilm “gli ultimi provvedimenti fatti dal governo non vanno nella direzione di creare lavoro e sviluppo”.

lunedì 10 giugno 2019

Uglm: il coraggio di andare contro corrente nell’interesse dei lavoratori


MATERA - Il giorno 14 giugno è stato proclamato uno sciopero generale dei metalmeccanici, che secondo chi lo ha indetto, non nasce in polemica con le politiche attuate dal governo bensì dalla volontà di riportare al centro dell’agenda dello stesso azioni volte al rilancio del lavoro e degli investimenti. La Ugl metalmeccanici non ci crede, pensa che sia il solito sciopero, strumentale, contro un governo non allineato ai poteri forti dell'Europa, delle Banche e della turbofinanza , che di fatto impediscono all’Italia di sviluppare politiche sociali finalizzate al rilancio dell’economia negando nei fatti una dignità ai lavoratori e ai cittadini Italiani. Non riusciamo a comprendere, come negli anni passati non ci sia stata analoga mobilitazione, quando precedenti governi hanno massacrato l’articolo 18, hanno introdotto il Job Act ed ancora prima, con la legge Fornero, e la sua scellerata riforma delle pensioni, avevano condannato i lavoratori a lavorare fino a 67 anni e oltre. Cambiare le regole pensionistiche senza gradualità, ha creato un disastro sociale, negando l’uscita di tantissimi lavoratori anziani ed impedendo quindi un ricambio generazionale. Non sono scesi in piazza quando altri governi hanno consentito ad aziende italiane di delocalizzare le loro attività in maniera selvaggia, dopo aver goduto per anni di decine di milioni di euro di finanziamenti pubblici, lasciando tanti lavoratori in mezzo alla strada. Oggi, un governo diverso dai precedenti, ha introdotto nel sistema pensionistico “Quota100”, che consente volontariamente di poter andar in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Questa manovra, oltre a dare la possibilità a lavoratori logori di anticipare la loro pensione, libera tanti posti di lavoro creando opportunità per tantissimi giovani disoccupati. Il decreto dignità, riduce a 24 mesi i contratti a tempo determinato e di fatto ne riduce la precarietà. La proposta della flat tax, favorirà, da un lato, le aziende che potranno finalmente ritornare ad investire e ad assumere, e dall'altro lato, le famiglie con reddito fino a 50 mila euro, che avranno più soldi per rilanciare l'economia attraverso i consumi senza gravare sulle aziende e sul costo del lavoro. Per questi motivi La Ugl nata il 24 marzo 1950, come sindacato libero, partecipativo e non condizionato da nessuno che nel suo statuto si rifà all’art. 46 della costituzione e nelle proprie scelte antepone l’interesse dei lavoratori non parteciperà allo sciopero del 14 giugno.

venerdì 7 giugno 2019

Bentivogli (Fim Cisl) su FCA, Renault


Il confronto tra FCA e Renault per una possibile fusione che avrebbe dato luogo al terzo gruppo al mondo di automotive, era già partito in modo squilibrato. La colpevole quanto ingiustificata e totale assenza del governo italiano, ha disallineato il confronto tra i due gruppi. Da una parte con Renault che aveva dalla sua, oltre alla partecipazione dello Stato al 15% il governo impegnato in prima linea con il primo ministro Macron e il Ministro delle Finanze Le Maire, per l’l’Italia solo l’azionista privato senza il minimo interesse, né dichiarazioni di interesse alla partita da parte del Ministro dello Sviluppo Economico né tantomeno del premier Conte. Questo ha creato le condizioni per un confronto del tutto proteso per parte francese. Una vicenda che ha dell’incredibile, è pazzesco che Palazzo Chigi non abbia minimamente accarezzato l’idea di partecipare al confronto per un’operazione industriale così delicata quanto importante sul piano industriale che economico, a livello nazionale e globale per gli impatti che avrebbe avuto sull’intero settore e sulla prospettiva.

Come Fim Cisl abbiamo in questi giorni più volte sollecitato un intervento del governo italiano, ma senza nessuna risposta. Parigi ha cominciato a strafare, a dettare la linea su svalutazione azionaria di Fca, posti di lavoro, volumi di produzione e management, con tanto di Presidente e amministratore delegato. Ieri sera eravamo al pre-accordo mentre il governo italiano non se ne è neanche accorto. Il nazionalismo francese da una parte e l’assenza del Governo Italiano hanno fatto saltare tutto spingendo gli azionisti di Fca a ritirare l’offerta.

Le nozze tra i due gruppi si possono ancora salvare, non credo sia tutto finito, anche se non è facile recuperare. Questa operazione serviva alla nostra industria e a quella francese, con la quale abbiamo in essere molti accordi, perché in qualunque modo la si voglia vedere i consolidamenti in questo settore in questi anni ci saranno. Se non sarà Fca per Renault sarà un altro, ma sarà fondamentale per la tenuta e la competitività del settore nel nostro paese.

Il punto è che anche su eventuali altre partite il governo deve avere un ruolo, come d’altra parte avviene nel resto del mondo. In Italia invece su lavoro e industria c’è un disinteresse generale ad oggi livello politico, così rischiamo di rimanere dei moscerini in mezzo a tanti più grossi di noi. Non penso che sia tutto finito. Lo stop dell’intesa e la reazione della Borsa forse aiuterà ma servirà che Parigi metta da parte il suo nazionalismo, solo allora la trattativa può riprendere. Ma non senza la presenza di un interlocutore politico italiano.

giovedì 6 giugno 2019

Carella (Femca Cisl) sulla Zes jonica


"La firma del decreto istitutivo della Zes jonica, dopo un lungo e proficuo lavoro preparatorio, è senza ombra di dubbio una novità positiva per il rilancio delle attività produttive e del lavoro nel nostro territorio, ma occorre incardinare questa reale opportunità dentro un più vasto e ambizioso piano di sviluppo industriale". Così il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, secondo cui "le condizioni di favore sul piano fiscale da sole non basterebbero ad attrarre nuovi investitori perché oggi la competitività delle imprese si gioca nel medio-lungo periodo sull'innovazione tecnologica e sulla qualità del capitale umano. Allo stesso tempo va affrontata e risolta l'annosa questione delle bonifiche per restituire alla piena fruibilità la Valbasento tutelando la salute dei lavoratori e dei cittadini. Per questo chiediamo alla Regione di accompagnare questo processo con misure coerenti di politica industriale adottando una visione di sistema e superando la logica della politica economica a compartimenti stagni. Ovviamente - mette in guardia il sindacalista - l'istituzione della Zes non deve esaurire l'impegno del governo sul Mezzogiorno che nel primo anno di legislatura è stato parziale, discontinuo e piuttosto deficitario. Di qui la scelta di Cgil Cisl Uil di tenere il 22 giugno a Reggio Calabria una grande manifestazione nazionale per rimettere il Sud al centro dell'agenda politica del governo", conclude il segretario della Femca Cisl.

mercoledì 5 giugno 2019

Opere pubbliche: La Torre (Filca Cisl) chiede convocazione osservatorio regionale


POTENZA - Mentre a Palazzo Madama prosegue l'esame del decreto sblocca cantieri - che dovrebbe essere licenziato con le ultime modifiche dall'aula del Senato nella giornata di domani - il segretario generale della Filca Cisl Basilicata, Michele La Torre, sollecita la convocazione dell'osservatorio regionale dei contratti pubblici e l'apertura di un tavolo di confronto politico con la nuova giunta regionale per un esame della situazione delle opere pubbliche in Basilicata. "La richiesta di convocare l'osservatorio - spiega La Torre - si giustifica con la necessità di capire, in particolare, che fine farà il Distretto G e per una panoramica sulla messa in sicurezza della Potenza-Melfi e del tratto tra Grassano e Metaponto della Basentana, nonché sul completamento del raccordo Potenza-Sicignano".

"Abbiamo accolto favorevolmente le parole del presidente Bardi sulla necessità di recuperare il gap infrastrutturale che zavorra lo sviluppo della nostra regione - aggiunge il segretario della Filca - ma allo stesso tempo non possiamo non soffermarci sul fatto che il decreto sblocca cantieri, così come è scritto, rischia di non sbloccare niente e di alimentare illegalità e contenziosi, ovvero l'esatto contrario di quello che servirebbe per snellire i procedimenti e accorciare i tempi tra la progettazione e la cantierizzazione delle opere".

La Torre auspica un chiarimento anche sul ventilato slittamento di alcune importanti opere stradali in Basilicata, circostanza denunciata nei giorni scorsi da alcune forze politiche di opposizione: "Il rinvio di lavori per un valore di oltre 700 milioni di euro - spiega - sarebbe il colpo finale ad un settore già in forte sofferenza. L'osservatorio sui contratti pubblici è il luogo naturale per affrontare i problemi e trovare le soluzioni più appropriate per rilanciare un comparto che rappresenta il 10 per cento dell'economia regionale, ma - conclude il segretario della Filca Cisl - la gravità della situazione impone un confronto politico con le forze sociali sulla strategia e sugli obiettivi che la giunta Bardi intende perseguire in materia di opere pubbliche".

martedì 4 giugno 2019

A Matera si l'assemblea della Fim Cisl


MATERA - L'ipotesi di fusione tra Fca e Renault irrompe nel dibattito sindacale lucano. L'argomento è stato all'attenzione dei delegati dell'assemblea organizzativa della Fim Cisl Basilicata che si è tenuta questa mattina a Matera. I lavori sono stati introdotti dal segretario generale Gerardo Evangelista alla presenza del segretario nazionale, il tarantino Valerio D'Alò (tra i protagonisti della vertenza Ilva), e del numero uno della Cisl lucana, Enrico Gambardella.

A metà del mandato congressuale del 2017, il sindacato metalmeccanico della Cisl ha riunito i propri quadri e delegati per fare il punto della situazione in una fase in cui le aspettative ma anche gli interrogativi legati alla fusione Fca-Renault convivono con un panorama industriale in affanno, come dimostrano le tante vertenze aperte, alcune delle quali da tempo sul tavolo del ministero dello sviluppo economico: da Ferrosud a Firema, da Blutec a Cmd.

Sullo sfondo, l'insoddisfazione per la politica economica del governo che ha spinto i sindacati metalmeccanici a proclamare per il 14 giugno uno sciopero generale di settore. La Fim contesta, in particolare, l'assenza di una strategia di politica industriale in grado di accompagnare i processi di trasformazione tecnologica e di integrazione globale che stanno investendo l'industria italiana, con riflessi importanti anche per l'industria lucana.

"L'ipotesi di fusione tra Fca e Renault - ha spiegato Evangelista a margine dell'assemblea - indica che l'integrazione globale delle catene di valore degli attuali costruttori è un passaggio necessario in un settore che impone investimenti colossali in tecnologia e innovazione continua dei processi e dei prodotti. Dentro questo scenario, però, noi vogliamo capire i risvolti per l'occupazione nei nostri stabilimenti e l'impatto che si potrebbe determinare sulla filiera della componentistica".

"Per questo crediamo che in un'operazione di tale portata - ha aggiunto il sindacalista - il governo non possa stare alla finestra e tenere due linee politiche divergenti. Serve un confronto sul futuro dell'industria automotive nazionale e una strategia di politica industriale che metta al centro le persone e le competenze così come stanno facendo altri paesi europei. L'obiettivo - conclude il segretario regionale della Fim - deve essere quello di costruire una vera cittadinanza fondata sul lavoro e sul saper fare".

Anche per il segretario generale della Cisl lucana Gambardella "il governo deve tenere sulla vicenda un profilo attivo, anche se le fibrillazioni di queste ore in seno alla maggioranza non ci inducono all'ottimismo. Altri governi europei, a partire da Francia e Germania, si stanno muovendo in questa direzione con i rispettivi costruttori nazionali. Non credo che la soluzione prospettata da alcuni ambienti di governo di un ingresso dello Stato nella futura alleanza tra Fca e Renault sia la soluzione più appropriata. Noi crediamo che il compito del pubblico sia quello di creare le condizioni per favorire gli investimenti e la competitività del sistema paese e di tutelare l'occupazione nelle fabbriche italiane. Su questo punto il governo finora ha balbettato. Per questo - ha concluso il numero uno della Cisl Basilicata - diventa ancora più urgente aprire il confronto con le parti sociali su politiche industriali, innovazione e formazione continua".

lunedì 3 giugno 2019

Ferrosud, Giordano (Ugl) ricevuto dall’ad Ingusci


MATERA - “Attualmente la posizione della Ferrosud è serena con i pagamenti delle spettanze nei confronti di tutti i dipendenti. E' stato attivato un piano di risanamento della situazione debitoria verso i fornitori entro Dicembre 2019 mentre il 70%, riferito al 2018, è stato pagato. Ora si deve solamente lavorare in tranquillità e rilanciare il sito di Matera”.

E’ quanto emerso dall’incontro appena terminato tra il segretario provinciale dell’ugl Matera, Pino Giordano e l’Amministratore Delegato della Ferrosud, Ing. Antonio Ingusci svoltosi nella sede dello stabilimento in via Appia Antica della Zona Jesce.

L’A.D. Ingusci, ha documentato al segretario Ugl che, “Per il 2019 la situazione economica verso i fornitori è regolare. A seguito di nuove commesse prese con regolari contratti stipulati presso le località di Santhià (VC), Vicenza e Santa Maria La Bruna (NA) si necessita di personale Ferrosud da inviare in trasferta e la conseguente assunzione di elettromeccanici, tecnici e elettronici, che dovranno seguire corso di formazione accreditati presso Trenitalia. Attualmente ci sono n 10 carrozze in lavorazione oltre ad altre 2 che stanno per essere ultimate. I tempi di revamping di ogni carrozza sono di Max 180 giorni. Attualmente la Ferrosud, per far transitare nuove carrozze a seguito delle commesse acquisite ( EA Volturno e Ansaldo Breda), resta in attesa dello sblocco dell'utilizzo dello snodo ferroviario da Casal Sabini allo stabilimento Ferrosud. Il paradosso per il mancato utilizzo è legato alla mancanza della stipula di un contratto di assicurazione a carico del Consorzio Industriale più volte sollecitato. Attualmente le carrozze ferroviarie riescono ad arrivare su trasporto eccezionale su gomma con notevoli aggravi di costi a carico della Ferrosud. Ringrazio il segretario generale della Ugl di Matera, pino Giordano: ci è venuto a trovare presso la nostra sede per capire le problematiche ed entrarne nel merito. Per quanto riguarda la partecipazione ad un bando regionale per efficentamento energetico la Ferrosud resta in attesa e continua a farsi carico delle spese di consumo per l'andamento della produzione”.

Il segretario Ugl Giordano, nel ringraziare l’A.D. Ferrosud, ing. Antonio Ingusci ha dichiarato che:”invitiamo la governance politica affinché si discuta sulla situazione nella quale si trova lo stabilimento Ferrosud di Matera e che oggi, grazie al nuovo investimento e caparbietà di Ingusci, si è evitato il fallimento e relativa chiusura di una fabbrica lucana che da oltre 40 anni produce carrozze ferroviarie e costituisce un importante presidio produttivo che ha dato occupazione fino a 800 lavoratori. L’Ugl sarà fortemente collaborativa e propositiva verso questa nuova gestione manageriale ma, rimane comunque critica verso quei soggetti responsabili che negli anni non hanno consentito che giuste iniziative potevano essere consumate in tempo utile e non ora che Ingusci si trova a giocare una partita ben oltre i tempi supplementari, ai calci di rigore, pur di salvare il sito e tutti i lavoratori”.

sabato 1 giugno 2019

Cantieri e infrastrutture: Cisl, indispensabili per crescere


MATERA - “Misurarsi con il tema delle infrastrutture significa richiamare tutte le sfide più importanti di questa stagione: quella dell’occupazione e della coesione nazionale, dello sviluppo e della crescita, della competitività e della produttività di sistema, dei servizi alla persona e dei diritti sostanziali di cittadinanza. Chiedere una svolta sul tema delle reti, specialmente nelle aree deboli del Sud, significa ricostruire il Patto sociale che lega lo Stato alle comunità, ai cittadini, ai territori”. Lo ha detto Luigi Sbarra, Segretario Generale aggiunto della Cisl, intervenendo a Bari al convegno ‘Infrastrutture e rete’ organizzato dalla Cisl Puglia e dalla Filca Cisl Puglia.

“Sono centinaia i cantieri piccoli, medi e grandi tenuti in ostaggio per ragioni che ancora nessuno ha capito - ha aggiunto -. Opere pubbliche che con la dovuta volontà politica possono essere sbloccate senza difficoltà, dando lavoro a oltre 400 mila persone e rilanciando domanda aggregata, specialmente nelle aree deboli. Non servono formule magiche, e di certo non serve la deregulation e la liberalizzazione degli appalti, il ritorno alle pratiche odiose del massimo ribasso e la destrutturazione dell’Anac, come prefigurato dal Decreto sblocca cantieri, che con un recente emendamento presentato in Parlamento potrebbe congelare per due anni il Codice degli Appalti. La Cisl sostiene con tutta la forza la battaglia della Filca contro un’involuzione legislativa che rischia di mettere sotto scacco sicurezza, legalità, trasparenza, certezza delle regole, dignità e qualità del lavoro”.

Nella sua introduzione ai lavori, ai quali hanno partecipato il Segretario generale della Filca Cisl Puglia, Antonio Delle Noci, Franco Spinelli, Segretario generale Fit Cisl Puglia, Nicola Bonerba, Presidente regionale Ance, Giuseppe Marta, Direttore Territoriale Produzione RFI Bari, Giovanni Giannini, Assessore Trasporti e Lavori Pubblici Regione Puglia e Franco Turri, Segretario generale Filca Cisl Nazionale, Daniela Fumarola ha evidenziato che “le leve economiche che spesso si interconnettono tra loro possono creare sviluppo aggiuntivo in Puglia, creare occupazione consolidare, qualificare, aggiornare il lavoro che c’è e recuperare al lavoro tutti coloro che sono stati espulsi dai processi produttivi”. Turri e Delle Noci, hanno spiegato che “in Italia ci sono oltre 600 cantieri bloccati, dei quali 50 in Puglia. Farli ripartire, con risorse già disponibili, vuol dire favorire l’economia nazionale e ridare fiato al settore che ha perso 800 mila addetti dall’inizio della crisi, oltre 40 mila in Puglia. Il Decreto sblocca cantieri non solo non farà ripartire nessuna opera ma è un vero regalo alla criminalità, perché vanifica il lavoro svolto fino ad ora sul fronte della legalità in edilizia, settore notoriamente a rischio di infiltrazioni mafiose”. “Una buona politica infrastrutturale – ha incalzato Spinelli – deve porre al centro i fabbisogni dei cittadini e delle imprese e promuovere le infrastrutture come strumento per soddisfare la domanda di mobilità di passeggeri e merci, attraverso interventi utili allo sviluppo economico e proporzionati ai bisogni, evitando strozzature di capacità e ‘colli di bottiglia’ per connettere aree eterogenee del territorio: città, poli industriali, aeroporti, porti”. “Sono convinto delle sollecitazioni della giornata – ha detto Bonerba – e dei benefici a cascata delle infrastrutture messe in rete sia dal punto di vista sociale che di attrattività economica per le imprese”. Anche il Direttore Marta ha sottolineato che “il modello efficiente sul quale Rfi sta molto puntando in Puglia prevede l’interconnessione delle infrastrutture e dei differenti vettori. È la strada giusta per la crescita e lo sviluppo dei nostri territori”.

L’Assessore Giannini ha invece posto l’accento sul fatto che la Regione Puglia “rilevate le difficoltà degli Enti locali e delle stazioni appaltanti – spesso Province, Comuni e altre strutture pubbliche – ha potenziato le competenze di asset mettendosi a disposizione per attività di supporto nella progettazione, nella predisposizione dei bandi di gara per poter velocizzare i tempi. Ma non sempre abbiamo le risposte che ci aspetteremmo. Agli imprenditori chiediamo di avere un atteggiamento meno litigioso perché spesso le gare per infrastrutture finiscono con ricorsi che ritardano l’aggiudicazione, ciò porta via tempo, fa male alla collettività e impedisce di portare sviluppo e crescita”. Ad oggi, secondo i dati illustrati durante il convegno, nella nostra regione possiamo contare su un sistema portuale con 3 porti principali (Bari, Brindisi, Taranto) e 6 porti minori; c’è poi l’interporto di Bari, ci sono oltre 1.500 chilometri di rete ferroviaria, 12 mila chilometri di rete stradale con 2 importanti nodi autostradali, Bari e Foggia, e 4 aeroporti: Bari e Brindisi, internazionali, più Foggia e Grottaglie. Ma tutto questo non basta. Bisogna mettere in rete queste opere, come recita il titolo della nostra iniziativa. E tanto c’è ancora da fare. Il completamento dell’alta velocità ferroviaria Napoli-Bari, ad esempio, sarà un primo piccolo passo in avanti verso il recupero di questo gap, perché che ci consentirà di raggiungere la Capitale in meno tempo, e quindi di avvicinarci al resto dell’Italia e all’Europa.