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martedì 8 settembre 2020

Turismo, Giordano (Ugl):”Il Covid-19 nel materano ha accentuato la crisi del settore”


"Le ripercussioni economiche della pandemia, il panico e il timore legato al coronavirus sta distruggendo l’economia italiana. I numeri sono impressionanti: Venezia perde il 40%, la Riviera romagnola crolla del 60-70%, crisi nera per la montagna in Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte.

Sconcertano i dati riportati dall'Istat secondo cui 6 aziende su 10 del settore temono per la propria sopravvivenza. La percentuale sale al 57,8% per le imprese dell'alloggio e al 66,5% per quelle della ristorazione. A pesare in particolar modo è il crollo dei consumi che rischia di mettere in ginocchio un comparto il cui potenziale, considerato l'indotto, vale circa 150 miliardi di euro. Non solo le regioni del nord sono interessante da questo triste fenomeno ma anche il territorio, da Matera a tutta la fascia Jonica/metapontina”.

E’ quanto sostiene Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’Ugl di Matera per il quale, “il Governo aiuti le imprese con tutti gli ammortizzatori sociali perché a causa dell’emergenza coronavirus sono andati in fumo migliaia di posti di lavoro. Il turismo nel territorio materano, già in difficoltà per la mancanza di politiche adeguate, è apparso da subito in ginocchio davanti alla pioggia di disdette e crollo delle prenotazioni dove l’Ugl non ha potuto, in tempi non sospetti, che denunciare la preoccupazione per una situazione che rischiava di diventare disastrosa per l’economia italiana e lucana in particolare.

Il fallimento di misure insignificanti come il bonus vacanze purtroppo è stato evidente a tutti. Ancora si continua con le paure e incertezze, dove a stagione quasi terminata in serio rischio sono tutte le attese e potenzialità della costa e degli operatori economici del Metapontino, con i dati preoccupanti sulle conseguenze negative del coronavirus sulla nostra economia in diversi settori: dall’alberghiero alla ristorazione. Dati negativi Istat che hanno inciso in maniera significativa sul turismo la cui importanza è fondamentale in termini di ricchezza generata e numero di occupati. La gravità della situazione impone una riforma organica volta a rilanciare l'intero settore attraverso defiscalizzazione e incentivi, implementando altresì le risorse da destinare a fondo perduto alle imprese.

E’ stata una mazzata per il turismo materano, il Governo intervenga: è necessario – prosegue Giordano – agire subito per salvaguardare l’occupazione, con misure che vadano a tutelare tutte le categorie produttive, dalla Città dei Sassi a Policoro, Nova Siri, Scanzano, Metaponto, senza dimenticare gli altri centri della collina e della montagna materana.

Chiediamo al Governo nazionale, considerata la situazione di estrema gravità, di adottare provvedimenti per l’emergenza, sospendendo il pagamento di tasse, contributi e mutui ed estendendo l’area d’intervento dei fondi di integrazione salariale senza nessuna esclusione: è necessario un intervento urgente, in caso contrario, la maggior parte delle imprese saranno costrette addirittura a chiudere definitivamente i battenti.

La continua psicosi dall’effetto Coronavirus sta distruggendo tutto: nulla ad oggi stà frenando i due simboli del Metapontino come Pitagora ed Ercole senza che possano darci una mano”.

Per Giordano, “aspettiamo da settembre a marzo sulla riva dello Jonio, come ripete un antico adagio della filosofia indiana per sperare su una piccola ventata occupazionale. In attesa di capire l’evoluzione legata alla diffusione del Coronavirus – conclude il sindacalista -, per l’Ugl è essenziale limitare i danni devastanti del turismo. Ne và di mezzo l'eccellenza del Made in Italy”.

giovedì 3 settembre 2020

Coronavirus Fca Melfi, Ugl: ”La Regione Basilicata attivi screening e tamponi”

POTENZA - “L’Ugl non chiede a priori stop negli stabilimenti in cui si paventano casi di positività al coronavirus, o con addetti entrati in contatto con persone contagiate al di fuori del posto di lavoro consapevoli del grande senso di responsabilità e ragionevolezza richiesto a ognuno di noi per superare questo difficile momento.

Occorre però evidenziare che, in un settore strategico come quello dell’Fca Melfi con 7 contagi accertati da Covid-19 all’interno dello stabilimento destano preoccupazione tra i dipendenti e l’Ugl: per tanto chiediamo alla Regione Basilicata che attivi screening e tamponi ritenendo che alcune attività lavorative debbano essere presidiate costantemente.

Non è il momento di allarmismi e per questo ringraziamo lo spirito di sacrificio e di senso del dovere di migliaia di lavoratori e lavoratrici del grande stabilimento lucano automobilistico”.

Così dichiarano il Segretario regionale metalmeccanici, Florence Costanzo e il segretario della federazione di Potenza, Giuseppe Palumbo per i quali, “parliamo di circa 15000 dipendenti, siamo preoccupati e non allarmati: certo, ci sono casi già accertati all’interno della fabbrica ma – tuonano forte i sindacalisti – l’Ugl è molto indispettita da un atteggiamento passivo della governance lucana che nulla sta’ facendo nel garantire la sicurezza tra i lavoratori, anche in una situazione di emergenza come quella che stiamo ancora vivendo dove di queste ore potremmo anche apprendere che ancora altri ed alcuni lavoratori rientrando dalle vacanze hanno contratto il virus.

Noi non possiamo dimenticare di tutelare e salvaguardare la salute e sicurezza di chi deve lavorare per garantire sostegno economico alla propria famiglia oltre che far ripartire il sistema produttivo lucano, come nel settore Fca. Dalla task force regionale apprendiamo solo comunicazioni che un ennesimo lavoratore della Fca di San Nicola di Melfi è risultato positivo al tampone al quale si era sottoposto dopo essere entrato in contatto, nei giorni scorsi, con un suo collega di lavoro.

Dalla regione - aggiungono Costanzo e Palumbo – vogliamo l’assunzione di azioni rapide e efficaci capaci di contenere e debellare i contagi all’interno dello stabilimento Fca di San Nicola di Melfi e che metta in atto un vero programma di screening per tutte le maestranze. L’Ugl l’ho ha da sempre chiesto e ribadito ma finora, non ha avuto seguito e si fa orecchie da mercante.

Saranno in migliaia i lavoratori che torneranno a riprendere la produzione, tra tanti potrebbe essercene qualcun’altro che, incautamente, potrebbe aver contratto il virus e di conseguenza potrebbe essere potenzialmente infetto.

Chiediamo alla Regione Basilicata di mettere in campo la sorveglianza clinico-epidemiologica e diagnostica. Fca sta facendo sforzi per rendere sicuro il proprio stabilimento, e ci sta riuscendo.
Come sindacalisti però è nostro dovere lanciare un appello a tutti gli addetti che operano e chiunque abbia contatti con gente terza deve immediatamente essere dotato di ogni dispositivo di protezione adeguato ad intervenire per casi strettamente urgenti.

Noi Ugl – concludono i segretari Lucani – affermiamo che si lavori con i massimi livelli di protezione per gli operai, tutelando la salute dei lavoratori ad ogni costo: importante ora agire con responsabilità ed innalzare i livelli di sicurezza promuovendo la diffusione dei test sierologici o i tamponi anche agli asintomatici a rischio, come ha raccomandato l’Organizzazione mondiale della sanità”.

martedì 1 settembre 2020

Acciaieria Jindal, Ugl :”A Piombino tutto tace”


“Nell’ultimo incontro svoltosi in video call organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico tra direzione aziendale Jindal e le organizzazioni sindacali Nazionali e Territoriali, nonostante anche all’ora l’azienda non presentò nessun nuovo piano industriale chiedendo ancora altri 15 giorni, ad oggi trascorsi abbondantemente tre mesi, non si registra nessuna novità in merito.

Riteniamo che il tempo sia scaduto, ravvediamo incapacità operativa sia del Governo che della Jindal mentre come a Taranto anche a Piombino susseguono ed evidenziamo eventi e seri problemi legati alla sicurezza dei lavoratori”.

Dura è la presa di posizione del Segretario Nazionale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera e di Daniele Francescangeli, Vice Segretario Nazionale con delega alla siderurgia per i quali, “ad oggi solo numeri su contenziosi tra vecchia e nuova proprietà ma di piani industriali, neppure l’ombra. 

Non vogliamo e non saremo noi dell’Ugl a creare allarmismi, ci sembrerebbe che il gruppo Jsw non cerchi di onorare accordi presi e per Piombino non ci sia nessun forno elettrico e nessuna produzione di acciaio.

Se pur il Governo ha ribadito nei vari incontri e interlocuzioni con la proprietà, dava la disponibilità impegnandosi con partecipazioni sia economici che logistici per il rilancio delle acciaierie di Piombino – aggiungono Spera e Francescangeli -, per l’Ugl sembrerebbe un film già visto, purtroppo: solo un cieco non può subdolare quanto sarebbero inquietanti le varie nomine per le acquisizioni e interessi per le varie acciaierie italiane.

Le Istituzioni non hanno fatto e continuano a non fare nulla – tuonano forte e chiaro i sindacalisti -, abbiamo solo assistito a vari contenziosi di Jindal che mentre si affrontasse la problematica su Piombino aveva il pensiero all’acquisizione dell’Ilva di Taranto; complici dell’affare, i Governi di centro sinistra, con gli indiani i quali non mantenendo impegni e accordi di programma, mettono in repentaglio il futuro occupazionale di circa 2000 dipendenti tra acciaieria e indotto.

Per tali dipendenti, ancora oggi regge il sistema economico di sussidiarietà ma non sappiamo ancora per quando mentre, gli indiani finiranno per prosciugare la nostra nazione, proseguiranno andando avanti come carri armati per i loro affari, all’Italia non resterà che inginocchiarsi restando orfana del sistema e produzione acciaio: nella totale e indifferenza delle Istituzioni dove del resto regna il solo condizionamento di dichiarazioni e proclami.

Dal 2018, l’acciaieria di Piombino è di Jindal e comunque ancora il sito è attivo.

Riteniamo che un atteggiamento dubbioso sul futuro è irresponsabile e non corretto nei confronti del territorio e delle maestranze, perché si continua a produrre e non far conoscere anche dati importanti, come i piani produttivi futuri: ovviamente generano anche una forte incertezza rispetto a possibili stop impiantistici che metterebbero in rischio anche la stessa incolumità dei dipendenti nel fornire assistenza e manutenzione.

L’Ugl chiede un incontro urgente con il Governo e Jindal, sosterremo che il proseguo di tali atteggiamenti aziendali, nonché di queste modalità di gestione e relazionali, non fa altro che alimentare preoccupazioni, dubbi ed incertezze tra i lavoratori generando un clima lavorativo caratterizzato da diffidenza e non serenità nelle attività quotidiane.

Riteniamo - concludono Spera e Francescangeli - che i lavoratori di Piombino meritino altri atteggiamenti, comportamenti più seri e coerenti da parte dell’attuale management”.

lunedì 31 agosto 2020

Scuole paritarie: Cgil, Cisl e Uil Basilicata: A rischio l'anno scolastico senza i contributi statali


In relazione al mancato pagamento dei contributi alle scuole paritarie intervengono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Basilicata, che evidenziano il disagio delle famiglie e le ripercussioni sui lavoratori, sui docenti e sul personale ausiliari, nonché sulle condizioni economiche delle scuole che potrebbero addirittura portare al rinvio dell'apertura o anche alla chiusura di qualcuna delle stesse scuole. Infatti, appare singolare che, a fronte del pensionamento del dirigente responsabile della
Ragioneria territoriale dello Stato, fatto per sua natura ampiamente preannunciato, non si sia subito definito l’insediamento del sostituto per impedire la paralisi di attività tanto importanti in un ente dello Stato titolare del trasferimento delle risorse statali a enti pubblici e privati. Spesso accade che quella che può apparire, superficialmente, una banale inefficienza amministrativa nasconda conseguenze ben più gravi come la perdita di posti di lavoro, la chiusura di imprese, l’interruzione di servizi di beneficio della collettività ecc.

Fatti come questo concorrono a ridurre la capacità amministrativa e di governance della Basilicata e alimentano le convinzioni sulla marginalità del territorio lucano inducendo, erroneamente, a pensare che la maggiore efficienza si possa trovare in misure di trasferimento e di accorpamento amministrativo con altre regioni. Non vorremmo che quella che, oggi, ci appare solo come una strana e straordinaria ‘disattenzione’ possa essere, invece, propedeutica ad aggiungere un’altra ‘tacca’ alla lunga lista delle direzioni dei soggetti di rappresentanza dello Stato che, in Basilicata, da regionali sono diventate
interregionali.

sabato 29 agosto 2020

Fca Melfi, Ugl:”Buone notizie per il sito Lucano


“Buone notizie sul fronte Fca Melfi. In data odierna, 28 agosto, si è, infatti, tenuta la riunione con l'esecutivo sindacale dello stabilimento, tra cui l’Ugl metalmeccanici, dove è scaturita la presa d’atto che si da seguito di un picco della domanda dei tre modelli e di un trend positivo sulle versioni ibride per il mese di settembre: Fca attende la piena saturazione sulla linea Jeep Renegade e 500X con 20 turni settimanali, sulla linea Compass/Renegade ibride strutturata su dieci turni, quattro sabati in straordinario sul primo turno. L’Ugl auspica che questo trend positivo prosegua mettendo alle spalle i brutti periodi trascorsi dalla Pandemia”.

E’ quanto afferma il segretario provinciale dell’Ugl Metalmeccanici di Potenza, Giuseppe Palumbo per il quale, “ il nostro augurio è che si prosegua in piena salita produttiva nella consapevolezza che ora si aprano le porte al rilancio vendita settore auto delle concessionarie. Come sito automobilistico, Melfi rappresenta la fabbrica dove Fca ha effettuato investimenti più importanti: i lavoratori sanno che ci aspettano sfide importanti, sono pronti a sfidare il mercato e preparati per sfornare la produzione della versione europea della Jeep Compass sulla stessa piattaforma e con la stessa tecnologia PHEV utilizzati per la Jeep Renegade. Ecco perché come sindacato ora dobbiamo rispettare un tale investimento che va tenuto in alta considerazione, presupponendo, come organizzazione sindacali, di guadagnare tempo perso dal Covid-19 e restare in concomitanza con gli impegni presi per gli impianti e dunque a vantaggio del personale. A detta dell’Ugl - prosegue Palumbo - i provvedimenti attuati oggi dalla Direzione rappresentano un valore aggiunto poiché il piano va a toccare il nostro polo industriale Fca Melfi. l’impianto gode della priorità, i dipendenti sono carichi e pronti ma, non è l’unico di interesse per il sindacato, convinto a reclamare maggiore spazio e opportunità in ottica nazionale.

Oggi sia il Governo sia la governance lucana devono sostenere tale politica di rilancio. In gioco migliaia di lavoratori, i quali potrebbero e devono abbandonare i ricorsi di qualunque sorta di ammortizzatori sociali, abbondantemente sopportati dai metalmeccanici melfitani. Altra buona notizia: ci potevano essere ancora problemi seri per i lavoratori FCA Melfi se non sarebbe intervenuta tempestivamente l’Assessore Regionale della Basilicata alle Infrastrutture, l’Arch. Donatella Merra. Le Ugl Matera e Potenza con i segretari Pino Giordano e Giuseppe Palumbo hanno incontrato la responsabile regionale Merra, sensibilizzandola, su un eventuale disservizio che poteva avvenire nell’attuazione dei 20 turni produttivi di Fca con le Autolinee Nolè per le tratte San Nicola di Melfi zona Ind.le – verso Matera/Ferrandina e Nova Siri. Nel precisare che lo stabilimento FCA Melfi effettuasse il turno di produzione dalle ore 22.00 del sabato con termine turno alle ore 06.00 della domenica e, dalle ore 14.00 alle ore 22.00 della stessa, abbiamo riferito all’assessore Merra che solo le autolinee Nolè avevano comunicato verbalmente agli utenti che non garantivano altre corse aggiuntive a quelle già programmate dal servizio ossia, il viaggio di andata del sabato ore 22.00 veniva regolarmente effettuato ma, il viaggio di ritorno per la mattinata di domenica da Melfi non veniva effettuato causa ricadente giorno festivo: così per la domenica ore 14 rientro ore 22.00.

Un vero paradosso, che per l’Ugl – continuano Giordano e Palumbo – si trattasse di sospensione servizio pubblico di linea che solo tale azienda avrebbe effettuato mentre, altre concessionarie garantivano regolarmente il rientro dei lavoratori nei loro paesi di partenza. L’assessore Merra, che và il nostro e di tutta l’utenza, un grande ringraziamento, appresa la notizia si è immediatamente prodigata a richiamare l’azienda Nolè al rispetto delle regole, ha fatto ripristinare il tutto, scongiurando veramente che se l’Ugl non segnalava la questione si venisse a creare appunto disagio notevole all’utenza e allo stabilimento più grande della Basilicata: in poche parole i dipendenti della FCA, domenica mattina smontando dal turno di notte di sabato e domenica pomeriggio/sera, non sarebbero potuti recarsi a Melfi e rientrare nei loro paesi poiché Nolè non sarebbe stato presente con i propi mezzi per riprenderli. Grazie a Merra tutto è rientrato nella normalità e ne và dato atto dell’immensa sensibilità sui problemi trasportistici e dei lavoratori”.

FCA Melfi a pieno regime, con straordinario


Si è tenuta nella giornata di ieri una riunione tra la FCA e l’esecutivo di Stabilimento.

La FCA ha dichiarato per il mese di settembre la piena saturazione sulla linea Jeep Renegade e 500X con venti turni settimanali, inoltre sulla linea Compass/Renegade ibride strutturata su 10 turni, 4 sabati in straordinario sul primo turno.

Questa comunicazione scaturisce a seguito di un picco della domanda dei tre modelli e di un trend positivo sulle versioni ibride per il mese di settembre. Ovviamente, auspichiamo che questo trend positivo prosegua.

Dopo anni lo stabilimento di Melfi, oltre ad essere ritornato nella sua piena capacità produttiva, utilizza anche il lavoro straordinario; questa notizia conferma ancora una volta il grande lavoro fatto in questi anni che è stato un lavoro di sacrificio e lungimiranza, che ha messo il sito di Melfi al centro di un progetto globale che da attuazione vera al piano industriale di FCA; ma oggi più che mai, al netto delle notizie positive, c’è bisogno, partendo dalla richiesta fatta pochi giorni fa alla Regione Basilicata, di un piano straordinario legato all’emergenza Covid che metta in sicurezza tutti i lavoratori con screening sierologici e tamponi rapidi e che accompagni tutto quello che abbiamo fatto in queste settimane con il protocollo sulla sicurezza di aprile.

Oggi l’area industriale di Melfi, con questo picco di volumi, ha bisogno di essere attenzionata insieme al suo indotto che sta vedendo in queste ore anche l’affacciarsi di lavoratori somministrati.FCA, sotto nostra sollecitazione, ha anche confermato che da lunedì partirà un confronto serrato sull’organizzazione del lavoro che possa permettere di affrontare al meglio la gestione di questi volumi.

Le Organizzazioni Sindacali ritengono che siamo sulla strada che per anni abbiamo auspicato e riteniamo inoltre che con un lavoro sinergico tra le istituzioni, vedi ad esempio l’Accordo di Sviluppo sottoscritto in sede governativa nello scorso mese di Dicembre, si possa stabilizzare una crescita che permetta anche in futuro di essere centrali nelle strategie del gruppo FCA.

FIM UILM FISMIC AQCF

venerdì 28 agosto 2020

Incendi, Gambardella: "Campagna antincendio boschivo sia prorogata fino al 15 settembre"




Estendere fino almeno fino al 15 settembre la campagna antincendio boschivo. Lo chiede alla giunta regionale è il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, che considera "l'attuale scadenza della campagna del 31 agosto del tutto inappropriata in considerazione del fatto che il persistente clima caldo e siccitoso costituisce un rischio elevato per l'innesco di incendi. Solo nella giornata di ieri - osserva Gambardella - sono stati effettuati più di 50 interventi in tutta la regione, il numero più alto dall'inizio della stagione".

"Per il numero uno della Cisl "non è possibile scaricare in questa fase tutto il peso della prevenzione e del contrasto degli incendi boschivi, tutt'ora numerosi e in alcuni casi di grande portata, sulle spalle degli organici ordinari dei vigili del fuoco, già notoriamente sottodimensionati rispetto alla complessità del territorio lucano e alle ben note difficoltà dei collegamenti stradale, specie per le aree interne della regione. Perdere a partire dal 1° settembre per insufficienza di risorse economiche due squadre in provincia di Potenza e altrettante nel materano - avverte Gambardella - significherebbe mettere seriamente a repentaglio la continuità di un fondamentale presidio del territorio".

"La proroga di ulteriori due settimane della campagna antincendio boschivo - aggiunge il sindacalista - consentirebbe invece un più capillare controllo del territorio, soprattutto nella fondamentale fase della prevenzione e dell'allerta che, notoriamente, deve essere la più tempestiva possibile per rendere efficace gli interventi, in un contesto in cui il fattore tempo è spesso la variabile decisiva per scongiurare fenomeni dalle conseguenze potenzialmente devastanti, anche nel tempo, per il nostro patrimonio boschivo e per un territorio storicamente fragile e soggetto al dissesto idrogeologico".

martedì 25 agosto 2020

Lavoro, Ugl Basilicata: ”Ripartenza con sistema Sced-Cov”


“La Ugl Basilicata non ha mai abbaiato alla luna, non ha mai creato allarmismi inutili. La Regione Basilicata in tempo di lockdown ha risposto, per la sua capacità, in maniera soddisfacente al contenimento dei contagi da Coronavirus. Ora, saranno in migliaia i lavoratori che torneranno nelle aziende a riprendere la produzione, tra tanti cittadini potrebbe essercene qualcuno che, incautamente, potrebbe aver contratto il virus e di conseguenza potrebbe essere potenzialmente infetto. Chiediamo alla Regione Basilicata di mettere in campo il sistema già sperimentato altrove dello Sced-Cov, ossia la sorveglianza clinico-epidemiologica e diagnostica. Se serva, anche con il coordinamento del neo Dipartimento della Facoltà di Medicina dell’ateneo lucano in collaborazione dell’assessorato alla Sanità”.

E’ quanto emerso nell’ambito dell’incontro odierno del direttivo regionale dell’Ugl Basilicata metalmeccanici svoltosi nella sede Provinciale dell’UglM, presieduto dal Segretario regionale metalmeccanici, Florence Costanzo e dal segretario Utl Potenza, Giuseppe Palumbo.

“Garantire la sicurezza tra i lavoratori, anche in una situazione di emergenza come quella che stiamo ancora vivendo dove di queste ore è notizia che alcuni lavoratori rientrando dalle vacanze hanno contratto il virus, non possiamo dimenticare di tutelare e salvaguardare la salute e sicurezza di chi deve lavorare per garantire sostegno economico alla propria famiglia oltre che far ripartire il sistema produttivo lucano, come nel settore metalmeccanico. Tante aziende stanno facendo sforzi per rendere sicuri i propri stabilimenti, e ci stanno riuscendo, le difficoltà maggiori si riscontrano nelle imprese piccole, dove in molti casi è obiettivamente impossibile distanziare i lavoratori. Secondo un bilancio calcolato dalla federazione Ugl Potenza – proseguono Costanzo e Palumbo - sono circa 20mila i metalmeccanici della provincia che sperano di poter riprendere e non stare a casa. L’Ugl non chiede a priori stop negli stabilimenti in cui si paventano casi di positività al coronavirus, o con addetti entrati in contatto con persone contagiate al di fuori del posto di lavoro. Ma, consapevoli del grande senso di responsabilità e ragionevolezza richiesto a ognuno di noi per superare questo difficile momento – aggiungono -, occorre però evidenziare che, in un settore strategico come quello dell’industria metalmeccanica, alcune attività lavorative debbano essere presidiate costantemente e per questo ringraziamo lo spirito di sacrificio e di senso del dovere di migliaia di lavoratori e lavoratrici del settore della Pmi e grande stabilimento lucano FCA Melfi: e a tal proposito si è appena concluso l’incontro tra la Direzione Aziendale FCA e il Comitato della sicurezza in merito ai casi Covid-19 tornati dalle vacanze. L'azienda ha illustrato le misure di contenimento messe in campo dopo i casi accertati di Positività al Coronavirus di alcuni lavoratori rientrati dalle vacanze e ha provveduto, a sue spese, a far sottoporre a tampone le persone che, secondo le indagini effettuate, sono state a contatto con i lavoratori in questione. Inoltre la Direzione Aziendale ha comunicato all’Ugl ed alle altre Oo.Ss. che nella dotazione igienizzante consegnata ai lavoratori a inizio turno, verrà sostituita la tipologia dei guanti. Come parte del Comitato della Sicurezza Ugl, abbiamo chiesto all'Azienda di prestare maggiore attenzione affinché tutte le misure come da protocollo d'intesa vengano rispettate. Come sindacalisti però è nostro dovere lanciare un appello affinché i centri di maggior affollamento lavorativo, vengano dove possibile presidiati al minimo e sia consentito il lavoro in smart working da casa. Si può fare, si deve fare. Allo stesso modo tutti gli addetti che operano e chiunque abbia contatti con gente terza deve immediatamente essere dotato di ogni dispositivo di protezione adeguato ad intervenire per casi strettamente urgenti . Noi Ugl – concludono i segretari Lucani – affermiamo che subito si torni al lavoro con i massimi livelli di protezione per gli operai, tutelando la salute dei lavoratori ad ogni costo: importante ora agire con responsabilità ed innalzare i livelli di sicurezza promuovendo la diffusione dei test sierologici o i tamponi anche agli asintomatici a rischio, come ha raccomandato l’Organizzazione mondiale della sanità”.

sabato 22 agosto 2020

Covid-19, Giordano (Ugl):”Avviare prestazioni di specialistica ambulatoriale a distanza”


“È chiaro, evidente a tutti, che anche nel territorio materano l’emergenza sanitaria si sia trasformata in una vera e propria emergenza economica ed occupazionale. Attendiamo risposte concrete e non ulteriori limitazioni alla libertà di produrre o di muoversi. L’impressione dell’Ugl è che si voglia far leva, alimentare ulteriormente le paure dei cittadini per distogliere l’attenzione dalle responsabilità di un Governo che sembra più di interessarsi al mantenimento delle poltrone dei Ministri perdendo il vero problema che il Covid-19 ha creato discostanti dal concreto contatto con la realtà”.

Lo riferisce il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano a margine dell’incontro dell’esecutivo territoriale tenutosi nella Città dei Sassi.

Per il sindacalista, “la proroga dello stato di emergenza fino a autunno prolungato appare un provvedimento sproporzionato considerate le criticità in cui versa anche la Regione Basilicata. Quanto finora disposto dal Presidente della Giunta regionale di Basilicata, Vito Bardi nell’adottare provvedimenti per il contenimento del rischio di contagio da Covid-19, trova l’Ugl Matera in sintonia con l’ordinanza n.32 del 14 agosto, sulla permanenza domiciliare per 14 giorni per i residenti in Basilicata che rientrano da viaggi all’estero (ivi compresi i rientri da Croazia, Grecia, Spagna e Malta) e dove restano comunque valide le disposizioni introdotte in materia dal DPCM dello scorso 7 agosto relativamente alla quarantena dei viaggiatori provenienti da Paesi extra-Schengen. A tal proposito come Ugl, nell’ambito collaborativo, chiediamo alla Giunta Regionale di non abbassare la guardia su protocolli medici da mettere in campo necessariamente a fine estate. Ci sentiamo di indicare nell’ambito sanitario, che anche in Basilicata si avviino le prestazioni di specialistica ambulatoriale a distanza. La televisita in tal senso potrebbe semplificare l'accesso alle cure ed ai controlli clinici in situazione di sicurezza per il paziente e l'operatore sanitario. Siamo preoccupati per il lavoro incessante dei medici e operatori sanitari – prosegue Giordano – dove a settembre la ripresa dell'attività ambulatoriale programmata in presenza potrebbe comportare importanti limiti organizzativo-strutturali quali:

- le postazioni di pre-triage con annesse problematiche logistiche (spazi ridotti dove fare attendere o visitare i pazienti) ;

- necessità di ridurre le "potenziali occasioni di contagio (sanificazione ambientale dopo ogni prestazione e mantenimento del distanziamento sociale) L'impiego della telemedicina può rivelarsi particolarmente utile per le diverse finalità sanitarie, sfruttando l'immediatezza della trasmissione telematica per scambiare informazioni cliniche all’interno della rete sanitaria lucana agevolando la gestione e le terapie di pazienti. Molte Regioni già lo hanno sperimentato con successo, l'idea dell’Ugl di attivare la televisita (telemedicina) per molte branche ambulatoriali è utilissima dove si potrebbe abbattere molto arretrato e ridurre la lista d'attesa. Problemi, facilmente risolvibili anche attingendo a esperienze consolidate in Italia:

- minima strutturazione tecnico amministrativa;

- garanzie per quanto riguarda la privacy.

Precisiamo – conclude Giordano – quanto da noi sostenuto è previsto anche in una delle tante ordinanze del Presidente Bardi: i professionisti ci sono nel nostro territorio, mettiamoli solo in condizioni ottimali di poter lavorare e bene per la salute di tutti”.

Ieri a Melfi si è tenuto l'attivo dei delegati della FIM

Ieri a San Nicola di Melfi si è riunito l'attivo dei delegati Fim della Fca in vista del 24 agosto, una data cerchiata in rosso dal sindacato perché segna l'avvio della ripresa produttiva nella più importante fabbrica lucana in un momento importante ma delicato. "Le previsioni ci inducono alla prudenza", ha detto parlando ai delegati il segretario generale della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, sottolineando che "il momento è particolare e la strada è in salita, tuttavia c'è fiducia nel fatto che, con il nuovo corso improntato su auto di gamma medio-alta e a motorizzazione ibrida ed elettrica, Melfi possa lasciarsi alle spalle la crisi, la cassa integrazione e ogni altra conseguenza dello shock sanitario. Sappiamo che nel contesto in cui ci troviamo c’è ancora molto da fare, però ci sono le condizioni per recuperare quote di mercato. Ci aspettiamo un miglioramento progressivo entro fine anno, ma l’ottimizzazione la potremmo raggiungere nei primi mesi del 2021".

Il segretario lucano dei metalmeccanici della Cisl si aspetta "un cambio di marcia importante per lo stabilimento di Melfi grazie ai nuovi prodotti e alle nuove tecnologie implementate sulla gamma, ma il vero valore aggiunto lo daranno i lavoratori di Melfi che rappresentano il cuore pulsante di uno degli stabilimenti più produttivi e innovativi in Europa, e non solo. L'impegno e la professionalità dei lavoratori vanno di pari passo alle necessarie trasformazioni aziendali e tecnologiche. Ovviamente - ha aggiunto Evangelista - il ritorno alla normalità significa anche adattarsi ai nuovi protocolli sanitari a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. La partecipazione del sindacato in questa fase ha consentito di individuare più soluzioni ai problemi quotidiani che in una fabbrica si incontrano, per questo siamo convinti che il confronto negoziale è la strada maestra per dare risposte positive ai lavoratori".

Resta, per la Fim, la nota dolente di una politica locale e nazionale che si occupa poco di industria: "Il ruolo strategico dello stabilimento Fca di Melfi colloca la Basilicata in una dimensione industriale importantissima per l’intero paese. La nuova sfida di Fca sull'elettrico va sostenuta dal governo Italiano attraverso strategie mirate, come stanno facendo altri paesi come Francia e Germania che hanno messo in campo una politica industriale per accompagnare le trasformazioni in corso nel settore della mobilità. Per sostenere la transizione ecologica e tecnologica bisogna anche pensare all’indotto e ai suoi lavoratori investendo in nuove tecnologie, in una migliore organizzazione del lavoro e alla formazione continua ai lavoratori per garantire un livello di competenze adeguato alla sfida tecnologica".

Per il segretario della Fim "ognuno deve fare la propria parte, a partire dalla Regione e dalle Province che sul tema dei trasporti devono garantire un adeguato e sicuro servizio per tutti i lavoratori dell’area industriale di Melfi. Ora c’è bisogno anche di concludere subito i lavori dell’adeguamento e messa in sicurezza della Potenza-Melfi. Oggi sarebbe impensabile immaginare la nostra regione senza Fca, ecco perché anche le istituzioni locali devono crederci di più e investire su servizi e infrastrutture per far crescere tutta l’economia che ruota intorno alla grande fabbrica lucana". Evangelista ha anche parlato della fusione tra Fca e Psa: "Pur non entrando nel merito della logica della fusione e delle strategie dei due gruppi, è chiaro che per le due società raggiungere l’obiettivo è raggiungere la massa critica per essere protagonisti a livello mondiale. Per noi restano fondamentali le prospettive industriali e occupazionali".

lunedì 10 agosto 2020

SIULP e FNS CISL sul centro di accoglienza migranti Old West a Ferrandina Scalo



Al Sig. Presidente della Regione Basilicata
Dott. Vito BARDI

Al Sig. Prefetto di Matera
Dott. Rinaldo ARGENTIERI

Al Sig. Questore di Matera
Dott. Luigi LIGUORI

OGGETTO: Criticità immigranti OLD WEST Ferrandina - Scalo (MT).

Un Giano bifronte continua a custodire le porte del Viminale

L’aumento esponenziale di approdi di migranti sulle nostre coste sta mettendo a prova la tenuta dell’apparato SICUREZZA – SANITA’. Detta situazione, data la mancanza di uomini, espone a
stressanti carichi di lavoro il personale addetto, ponendo i mezzi e la logistica degli uffici della
Questura di Matera, dei Commissariati e del Distaccamento Vigili del Fuoco di Ferrandina, allo stremo
delle forze. A nostro avviso pregiudica i diritti del personale e la capacità operativa degli altri settori
dell’attività di Polizia, del Soccorso Pubblico, compromettendo la tenuta del sistema della sicurezza
e dei servizi al cittadino.

Com’è noto in questi giorni scorsi nella provincia di Matera, Ferrandina Scalo, con provvedimento
ministeriale, la Prefettura di Matera si è fatto carico circa la sistemazione di un centinaio di cittadini
di nazionalità Tunisina, condotti presso la struttura alberghiera “OLD WEST”, in prossimità della
strada statale 407 BASENTANA, strada ad alta intensità di traffico e con mezzi pubblici in transito,
per le necessarie attività di routine.

A seguito dell’emergenza Covid-19 in una struttura alberghiera non si può gestire nessuno in
quarantena, dato che alcuni ospiti sono già risultati positivi ai controlli; poiché molti ospiti escono
abitualmente indisturbati, la struttura è inadeguata creando potenziali problematiche di sicurezza
sanitaria.

A seguito delle recenti fughe dal suddetto ALBERGO, si avvalora la tesi sostenuta da sempre dal
SIULP, cioè che queste “strutture di accoglienza” sono vere e proprie BOMBE AD OROLOGERIA.

La fuga di clandestini, in attesa di rimpatrio, non è il risultato del caso ma del caos. Pare che
l’immaginario Giano bifronte, frutto dell’appropriata metafora posta nel titolo continua sicuramente
a custodire le decisioni del Dipartimento.

I “rinforzi” in emergenza richiesti finanche dalla Segreteria Provinciale del SIULP di Matera,
esprimono le facce del Giano che porge una faccia attestando l’aumento del personale, ma dall’altra
non garantisce la sicurezza degli operatori della Polizia di Stato trovandoci quindi al punto di
partenza. Non sono state valutate attentamente le condizioni dell'organico per fronteggiare queste
situazioni. Circa 12 uomini con l’ausilio di cinque unità della del Corpo Nazionale dei Vigili
del Fuoco del distaccamento del Comune di Ferrandina, rispetto a settantotto, potrebbero
essere un numero proporzionato in condizioni diverse ma qui sottolineiamo che le ragioni che
portano i migranti a scappare dalla struttura alberghiera dove sono alloggiati è la loro posizione quali
“immigrati economici”, di cui 18 risultati positivi ai test COVID -19, che non hanno nulla da perdere,
se non quello di fuggire come già accaduto per i trentadue fuggitivi dalla struttura alberghiera.

In tutto questo marasma ogni giorno i poliziotti della Questura di Matera e dei Commissariati della
provincia della città dei Sassi, da un solo giorno supportati dal Reparto mobile di Napoli, sono
impegnati per la vigilanza, sono costretti a fare da semplici spettatori, non possono intervenire, non
possono controllare chi rientra dopo la fuga.

La mancanza di una politica certa ed univoca circa la gestione e l’accoglienza degli immigrati, ne ha
favorito una gestione da dover definire con servizi permanentemente provvisori, in cui le forze
dell’ordine e la Polizia di Stato in primis, fronteggiano l’immane problema umanitario divenuto
assurdamente un “problema polizia”. In Italia, purtroppo è di quotidiana gestione, il riuscire a
mutare la natura di un problema anche e solo in base a chi ne viene affidata la gestione
“emergenziale” pretendendo metamorfosi degne dei più famosi trasformisti che hanno visto i
poliziotti professionisti dell’ordine pubblico e del controllo del territorio, gli investigatori, i Finanzieri
ed i Carabinieri tutti, Vigili del Fuoco, diventare esperti di accoglienza, di umanità e di mediazione.

Anche se non si è verificata la fuga di massa, che avrebbe potuto rappresentare un problema
anche per la sicurezza dei cittadini, di certo il mancato controllo sanitario per presunti casi
asintomatici è di certo un serio problema per tutto il contesto. A Ferrandina scalo, un ALBERGO è
stato trasformato in centro di accoglienza, dove gli operatori della Polizia di Stato e del Corpo
Nazionale dei Vigili del Fuoco, svolgono i loro turni a bordo dei mezzi. Bisognerebbe domandarsi
secondo quale scienza, coscienza e criterio, è stata decretata l’idoneità di questo sito e chiedersi il
perché non sono state valutate altre soluzioni alternative.

I poliziotti e gli operatori del Soccorso pubblico in servizio sono a pezzi, in senso fisico e anche
morale e soprattutto allarmati per l’emergenza sanitaria a seguito della pandemia da COVID -19.
Fanno del loro meglio per evitare fughe e probabili rivolte, pur essendo consapevoli che avranno la
peggio.
Nonostante gli eccezionali sforzi profusi dalle nostre Amministrazioni per assicurare la sicurezza degli
operatori in servizio, dotando gli stessi di tutti gli strumenti necessari per la protezione dal Covid, le
interminabili operazioni successive allo sbarco, generano giustificate preoccupazioni per la sicurezza
e la salute degli agenti impiegati, delle loro famiglie, finanche dei cittadini delle località in cui vengono
successivamente ospitati tali soggetti. Non ci si può esimere da una seria riflessione che porti alla
realizzazione di un protocollo di sicurezza che garantisca che tali situazioni non vadano a generare
cortocircuiti di una gravità tale da diventare poi ingestibili
Ebbene, se già più volte il Siulp si è espresso rappresentando che l’immigrazione non può e non
deve essere considerato soltanto un problema di ordine pubblico, richiedendo a più riprese, la
partecipazione alle operazioni degli sbarchi ed alla successiva gestione della presenza di tali cittadini
extracomunitari nel territorio nazionale, di altre componenti della nostra società, adesso la situazione
già di per se insostenibile, rischia di mettere in crisi l’apparato della sicurezza che la Polizia di Stato
deve garantire.
Non possiamo permettere che giorno dopo giorno, con le fughe gli immigrati si portano via “un
pezzo di tutti i sacrifici” dovuti dal lockdown per contrastare il dilagare del contagio da COVID-19,
ma soprattutto un pezzo dell’integrità fisica dei dipendenti.

In tale contesto, non possiamo sempre e comunque lasciare il “cerino” in mano al Questore della
Provincia, benchè egli rappresenti l’Autorità Tecnica di P.S. e come tale, su di lui incombono
specifiche responsabilità di coordinamento delle Forze di Polizia, dovendo ovviamente stabilire le
modalità tecnico-operative utili al raggiungimento degli obiettivi fissati.

Per il bene di tutti, siamo quindi a chiedervi uno “scatto di reni” e fortunatamente, stiamo tutt’ora
interloquendo con persone che per quanto ci riguarda, dimostrano competenza in materia e una spiccata inclinazione nel confronto con le OO.SS. e ancor più con il SIULP e la Federazione Nazionale
Sicurezza CISL massime espressioni sindacale nel Comparto Sicurezza e Soccorso Pubblico.

Perciò, alla luce di quanto fin’ora esposto, queste OO.SS., sentono forte la necessità e il dovere di
chiamare in causa il Presidente della Regione Basilicata Vito BARDI, del Prefetto di Matera, Rinaldo
ARGENTIERI in cui il SIULP e la F.N.S. CISL lucano vorranno trovarei interlocutori giustamente
attenti alle responsabilità generali dell’O.P. e della sicurezza pubblica nella provincia e la
sovraintendenza all’attuazione delle direttive emanate in materia per assicurare unità di indirizzo e
di coordinamento dei compiti e delle attività della Forza Pubblica.

Il senso di responsabilità e il ruolo che il SIULP da oltre 41 anni ha assunto, e della F.N.S. CISL ci
pongono su un gradino più in altro rispetto a chi, almeno fino ad ora, non è stato in grado di sollevare
la questione.

Siamo quindi a rivendicare con forza il nostro ruolo, quello di un Sindacato non solo competente
nella intrinseca materia della sicurezza, ma prodromico alla tutela del personale. Pertanto saremo
intransigenti laddove qualcuno, in questa fase, vorrà relegarci ad una mera funzione di consultazione.


Siamo della convinzione che nelle relazioni più moderne, è invece necessario che le parti condividano obiettivi comuni per ridare al cittadino servizi qualitativamente più esigibili ed evitare conflittualità con il proprio datore.
Il SIULP Basilicata, e la Federazione Nazionale Sicurezza CISL nelle more di indire una specifica
conferenza stampa, fin d’ora chiedono alla politica ed al Prefetto di Matera il trasferimento degli
ospiti alloggiati presso la struttura alberghiera OLD WEST in strutture adeguate che garantiscano a
chi è alloggiato una degna permanenza, tenuto conto che in caso di quarantena potrebbe durare anche mesi, ma in particolare modo per i lavoratori della Polizia di Stato e degli operatori del Soccorso
pubblico che devono assicurare la sicurezza ai cittadini dei Comuni limitrofi alla struttura, sia da un
punto di vista prettamente di Ordine pubblico che in generale di natura sanitaria.

Sarà loro premura, in tal caso, portare lo stato della vertenza ad un livello di attenzione maggiore
coinvolgendo il Ministro degli Interni e se necessario interpellare le fonti parlamentari, benchè siamo
convinti che le Autorità locali, a ben donde, sapranno affrontare energicamente e bene la questione.

Nel porci a disposizione per qualsivoglia audizione ed in attesa di riscontro, si porgono distinti saluti.

La Segreteria Regionale SIULP Basilicata

La Segreteria Regionale FNS CISL Basilicata

Il Segretario Generale Regionale Remo BUONSANTI

Il Segretario Generale Regionale Rocco SCARANGELLA

venerdì 31 luglio 2020

Gambardella (CISL): "Recovery fund occasione per rilanciare il Mezzogiorno"


“Il piano nazionale per la ripartenza da sostenere con le risorse previste dal recovery fund per essere realmente efficace deve agganciare il Mezzogiorno e ricucire i divari sociali e territoriali aggravati dalla pandemia". Questo il messaggio che il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, ha lanciato da Roma dove si è tenuta la notte per il lavoro, iniziativa promossa da Cgil, Cisl e Uil per chiedere al governo misure in favore del lavoro e della giustizia sociale. "Le più autorevoli analisi mostrano un quadro dove le disparità sociali sono aumentate a causa dell'emergenza sanitaria e del conseguente blocco delle attività produttive. Gli effetti del virus hanno colpito i ceti già fragili aggravandone la marginalità sociale, ne deriva che una strategia per la ripartenza non può prescindere dal sostegno dei ceti più deboli e dalla loro inclusione nel mercato del lavoro".

Per Gambardella "allo stesso tempo occorre intervenire sui ritardi storici che il Sud ha accumulato nel corso dei decenni, spesso per responsabilità di classi politiche distratte da altre priorità, e sull'isolamento delle aree interne del paese, rese ancora più marginali dalla crisi pandemica. In tal senso, l'ammodernamento delle reti materiali e immateriali e lo sviluppo di nuove attività produttive rappresentano la premessa per frenare lo spopolamento e invertire la curva demografica". Secondo il segretario della Cisl "il recovery fund rappresenta una formidabile sfida anche per la pubblica amministrazione che necessita di un piano di modernizzazione e assunzione di nuove professionalità con l'obiettivo di aumentarne la capacità programmatoria e di progettazione degli interventi nei territori, nonché di risposta ai bisogni delle persone".

mercoledì 22 luglio 2020

Copagri: Coronavirus, su recovery fund vittoria della diplomazia e della solidarietà, in pieno spirito Ue


POTENZA - “Dopo l’importante risultato sul cosiddetto ‘Recovery Fund’, raggiunto nella notte a Bruxelles dopo quasi sei mesi di lavoro e dopo una lunga maratona di trattative, è importante che il nostro Paese si faccia trovare pronto e stabilisca fin da subito la destinazione delle ingenti risorse comunitarie; in un tale frangente, diventa ancora più avvertita la necessità di una reale opera di sburocratizzazione e di semplificazione amministrativa, così da dare gambe all’accordo raggiunto in sede europea e così da snellire il più possibile le pratiche legate all’erogazione dei fondi”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina dopo l’intesa raggiunta tra i 27 paesi del Consiglio europeo sul pacchetto di aiuti a sostegno dei Paesi più colpiti dall’emergenza Coronavirus.

“Un risultato di tale portata, che vede l’Europa concordare sullo stanziamento di 390 miliardi di euro sotto forma di aiuti a fondo perduto e fino a 360 miliardi di prestiti, per un totale di circa 750 miliardi, è una vittoria della diplomazia, della concertazione e dello spirito di solidarietà tra paesi, che sono alla base dell'esistenza stessa dell’Unione Europea; vale la pena di sottolineare, poi, che i bassi tassi di interesse dei prestiti, da restituire in tempi lunghi, ovvero dal 2026 al 2056, facciano sì che anche questi ultimi assumano più le sembianze di trasferimenti diretti”, osserva il presidente.

“Diamo merito al Premier Giuseppe Conte di avere portato a casa un grande risultato; al nostro Paese, infatti, spetta la porzione più ampia di questi fondi, pari a circa 209 miliardi, ripartiti tra 82 miliardi di sussidi e 127 miliardi di prestiti. Ora la palla passa al governo, che deve mettere subito in campo il Piano di Rilancio, vera e propria chiave di volta per l’ottenimento dei fondi, così da poter utilizzare quanto prima le risorse comunitarie, una volta passato il vaglio del Consiglio Ecofin, destinandole a investimenti che portino ricchezza nei settori strategici della nostra economia, quali l'agroalimentare”, suggerisce Verrascina.

“Una particolare attenzione andrà dedicata alla questione del credito a disposizione delle imprese agricole, lavorando per potenziare e rifinanziare gli strumenti attualmente disponibili, partendo da quelli che hanno dimostrato di funzionare egregiamente, quali ad esempio la cambiale agraria”, conclude il presidente della Copagri, facendo notare che le ingenti risorse comunitarie potranno essere incrementate grazie al cofinanziamento e dando la massima disponibilità della Confederazione a un nuovo confronto sugli interventi di spesa in favore del comparto primario.

venerdì 17 luglio 2020

La Confsal-Fials non firma l'accordo relativo al riparto economico della premialità


La Confsal-Fials ha deciso di non firmare l'accordo relativo al riparto economico della premialità perché “mortifica per i dipendenti della Sanità lucana premiandoli con un’elemosina, una tantum per l’anno 2020”, e chiede alla Regione Basilicata di “rendersi disponibile a mettere risorse aggiuntive dal proprio bilancio per premiare realmente tutti i lavoratori impegnati nell’emergenza COVID-19”.

In una dichiarazione a verbale al tavolo per la definizione dei criteri di riparto dei fondi premiali, La Fials argomenta nel dettaglio la sua decisione, analizzando puntualmente le risorse disponibili e quelle realmente distribuite:

il governo ha assegnato alla Basilicata con il decreto Cura Italia del 17 marzo scorso 2.347.965 euro per premiare i lavoratori della sanità;

il dl 34/2020 del 19 maggio ha assegnato altre risorse per 1.775.313 €;

lo stesso decreto, noto come “Rilancia Italia” ha previsto che la Regione Basilicata incrementasse questi fondi con mezzi propri fino a un massimo di 4.695.930 €, per un totale di risorse complessive di 8.819.208,00

la Conferenza Stato-Regioni, per l'attuazione del Patto della Salute, ha sancito nella seduta del 18 dicembre 2019 la possibilità di un incremento delle risorse per il trattamento accessorio del personale fino al 2% del monte salari. Questa disponibilità per la Basilicata offre un ulteriore “tesoretto” di 5.317.237,80 € per la premialità;

a fronte di una ingente disponibilità la Regione ha stanziato solo i fondi ministeriali che, decurtati dei costi sostenuti dalle aziende e degli oneri riflessi, si sono ridotti a 2.234.144,86 euro da dividere tra dirigenti e comparto;

in busta paga, quindi, presumibilmente, i lavoratori si troveranno per due mesi un premio di 492,73 euro per la fascia A; 421,75 euro per la fascia B; 100, 02 euro per la fascia C.

Questa semplice analisi “aritmetica” dimostra – ha verbalizzato la Confsal-Fials – che “la proposta formulata dalla Regione Basilicata non appare in alcun modo coerente con le finalità di premialità per il personale che, con spirito di sacrificio e abnegazione e con importanti risultati per la Regione, ha dato il proprio essenziale contributo al superamento della fase più critica dell’emergenza”.

Il sindacato autonomo contesta la decisione della regione di “non rendere disponibili nemmeno le complessive risorse attribuite dallo Stato e di non impegnare in alcun modo consentite risorse regionali pur a fronte di proclami della stessa Regione riferiti alla necessità di riconoscere ai dipendenti un concreto e importante segnale di attenzione”.

“E’ molto semplice – osserva la Fials - premiare gli operatori sanitari con i residui delle risorse stanziate dal governo che si riducono a pochi spiccioli dopo aver sottratto i costi sostenuti dalle Aziende”.

La Fials, accoglie invece positivamente i riconoscimenti al personale che sono anche il frutto di numerose proprie richieste accolte dall’Assessore dr. Leone e dal Direttore dr. Esposito:

l'estensione del riconoscimento dell’indennità di malattie infettive prevista dal comma 6 dell’art. 86 , lett. C) del CCNL 2018, a tutti gli operatori del ruolo sanitario (compresi i tecnici che svolgono attività diagnostiche) e del ruolo Tecnico ( ausiliari specializzati, operatori tecnici addetti all’assistenza, operatori socio sanitari, autisti di ambulanza, assistenti sociali) direttamente impiegati nell'emergenza Covid 19 il cui profilo o ruolo non è immediatamente riconducibile ai profili previsti dalle vigenti disposizioni contrattuali;

il riconoscimento dell’indennità di terapia subintensiva al personale del ruolo sanitario e agli operatori sociosanitari e autisti che prestano servizio presso pronto soccorso, 118 e in unità direttamente impiegate nelle attività di contrasto all’emergenza epidemiologica da Covid 19, con fondi incrementati dalla Regione.

Un riconoscimento che la Fials chiede deve diventare “stabile” per gli operatori del 118 che la Regione dovrà autorizzarne il riconoscimento, come già previsto dal contratto decentrato ASP di Potenza e da estendere al Servizio DSM delle Aziende Sanitarie.

Inoltre, la Confsal – Fials ribadisce la richiesta di favorire un confronto necessario, in base all'articolo 6 del CCNL Comparto Sanità, per attribuire risorse aggiuntive regionali ai fondi contrattuali delle Aziende Sanitarie lucane.

La Regione Basilicata si impegna a promuovere l'incremento del 2% del monte salari regionale, al netto degli oneri riflessi, rilevato nel 2018, nonché ulteriori risorse aggiuntive di derivazione nazionale e comunitaria per finalità premiali della professionalità.

giovedì 16 luglio 2020

Ex Ilva, Spera (Ugl): “Il Governo convochi con urgenza le parti sociali, no a campagna elettorale”


“Il Governo convochi con urgenza le parti sociali, la smetta di fare incessantemente campagna elettorale. C’è in bilico la tenuta sociale, non si facciano proclami di fuoco su una città industriale, Taranto, i cui lavoratori Ex Ilva vivono sull’angoscia della disperazione. Il Ministro dello Sviluppo economico Patuanelli non può permettersi di creare ancora un clima teso nel dichiarare, unilateralmente e con convinzione alla stampa, la previsione della chiusura dell'area a caldo e la riconversione da carbone a idrogeno del ciclo integrale con cui si produce l'acciaio: quando e con chi lo ha concordato e deciso?”.

Forte è la denuncia del Segretario Nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera per il quale, “abbiamo da sempre sostenuto e lamentato le scarse relazioni industriali con ArcelorMittal, il dialogo nei fatti perennemente assente tra le parti, ed ora ci si mette anche il Governo. Serve un chiarimento all’istante, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte deve assolutamente convocarci per capire cosa ha spinto Patuanelli a rilasciare alle agenzie dichiarazioni velenose sulla vertenza così delicata che riguarda il futuro dell’acciaio Italiano e il destino di migliaia di lavoratori: ha creato e gettato migliaia di famiglie nel panico totale, in un dramma. Ora – conclude Spera – ognuno si assuma le proprie e dovute responsabilità: al Ministro replichiamo di aver sbagliato modo e tempo per fare proclami propagandistici. Per l’Ugl, il materiale molecolare idrogeno, in particolare, non è nelle modalità previsionali come detto convintamente dal responsabile del Dicastero dello Sviluppo economico: l’Ugl è immediatamente disponibile ad una urgente convocazione affinchè si apra un tavolo tecnico per verificare l’attuale e reale situazione dell’Ex Ilva ”.

Fials, Fsi, Nursind e Usb hanno proclamato lo stato di agitazione



E' una scelta di lotta, di fronte al muro di gomma opposto dalla direzione aziendale alle più che legittime richieste dei lavoratori, quella che è emersa dall'assemblea dei lavoratori del San Carlo.

L'incontro sindacale, partecipato e coinvolgente, si è tenuto questa mattina nell'auditorium dell'ospedale di Potenza. Il cartello dei sindacati autonomi, Fials, Fsi, Nursind e Usb, che l'aveva convocato ha preso atto della volontà dei dipendenti e ha proclamato lo stato di agitazione.

La parola passa ora al Prefetto di Potenza. La legge 146/90, che regolamenta il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali (trasporti, sanità, scuola, etc.) prevede infatti che il rappresentante locale del governo convochi le parti per esperire le procedure di raffreddamento e di conciliazione.

Anche se negli ultimi giorni la grancassa mediatica ha dato grande risalto alla situazione di grave crisi della più importante azienda della sanità lucana, per numero di dipendenti e quantità e qualità delle prestazioni erogate, le sofferenze del San Carlo sono di lunga data.

Da diverso tempo nell'azienda ospedaliera si vive uno stato di estrema precarietà con gravi difficoltà per l'utenza e per i lavoratori dipendenti a causa delle persistenti carenze di personale che rischiano di peggiorare notevolmente la qualità dei servizi erogati.

A questa problematica storica si aggiungono le notevoli difficoltà economiche che gravano sull'azienda che hanno messo capo ai già annunciati tagli indiscriminati alle attività lavorative. E' un gatto che si morde la coda. La consistente riduzione delle somme assegnate al San Carlo sul riparto delle somme del fondo sanitario regionale, è dovuta infatti, molto probabilmente, a un evidente calo delle attività
verificatesi nel corso dell'anno 2019, a seguito di scelte poco lungimiranti e rigidamente ragionieristiche della direzione strategica.

A peggiorare il clima aziendale e a demotivare un personale capace di grande dedizione e spirito di sacrificio è arrivata la recente attribuzione delle progressioni economiche orizzontali del comparto, avvenuta con l'impiego di criteri palesemente ingiusti che hanno determinato un diffuso malcontento.

martedì 14 luglio 2020

I lavoratori del San Carlo di Potenza in Assemblea


L'assemblea dei lavoratori del S.Carlo convocata per domani, 14 luglio 2020, dalle 8 alle 11, è promossa da Fials, Fsi, Usb e Nursind. Si terrà all'auditorium dell'ospedale per affrontare due questioni centrali come la vertenza fasce e la carenza di personale.

Si tratta di due facce della stessa medaglia, la condizione di profondo stress e frustrazione in cui da tempo vive gran parte del personale ospedaliero e da cui non si vedono vie di uscite per un atteggiamento di totale chiusura da parte della direzione aziendale.

La recente assegnazione della progressione economica orizzontale ha lasciato delusione e malcontento tra tanti lavoratori che ancora una volta hanno subito le conseguenze dell'accordo che CGIL CISL E UIL prima hanno siglato per poi accorgersi che i criteri adottati erano sbagliati. Errori a cui ora è difficile porre rimedio. Tant'è che, confermando le perplessità da noi espresse, il collegio Sindacale ha bocciato la proposta emersa nell'incontro di inizio luglio sull'allocamento di nuove risorse per far scorrere la graduatoriaCon l'inizio del periodo ferie la strutturale carenza di organici in alcuni reparti particolarmente stressanti (dalla geriatria all'Utin, per restare a due dei casi oggetto in queste settimane di iniziative specifiche) oltre al Presidio Ospedaliero di Melfi rischia di precipitare in una situazione fuori controllo.

Da mesi le sigle autonome denunciano le carenze di organico che determinano disagi per i pazienti e i cittadini utenti ai quali non possono essere assicurati gli ottimali livelli di Assistenza.

Nei reparti e nei Servizi, vi sono difficoltà a garantire turni stabile con infermieri e Oss sufficienti a garantire un buon andamento delle pratiche quotidiane e dei protocolli assistenziali. Per altro, in particolare, la mancanza di Oss costringe sistematicamente gli infermieri a svolgere compiti che non competono per rispondere ai bisogni essenziali dei pazienti. Questo demansionamento sistematico, oltre a violare le norme, produce rischi per la salute fisica e mentale dei dipendenti chiamati a un lavoro dequalificato e a cui non sono addestrati.

Ora il rischio concreto è la chiusura e gli accorpamenti di reparti che già da mesi sono a mezzo servizio. Le OO.SS. hanno lanciato l'allarme in tempi non sospetti, ora lo diciamo con estrema preoccupazione. Sarebbe un’ulteriore beffa a danno di tutti gli Operatori Sanitari, già provati da sovraccarico e ulteriori motivi di stress, quale quello dell’emergenza COVID-19, un altro caso in cui a mirabolanti attese di incentivi e premi ha fatto seguito una realtà desolante e misera, con Regione e aziende decise a cavarsela con una manciata di fave, secche.

domenica 12 luglio 2020

Crisi industria, Spera (Ugl):” Serve shock fiscale e dare ossigeno alle imprese”


“I dati del centro studi Ugl metalmeccanici, consegnano un quadro del tutto entusiasmante che si sposa abbondantemente guardando ai termini del confronto: un orribile aprile, un pessimo maggio mese quasi interamente caratterizzato dal lockdown produttivo, un catastrofico giugno, periodo in cui sono state consentite aperture generalizzate a tutti i codici Ateco. Guardando al gap con lo stesso periodo del 2019, prendendo quindi un confronto quasi omogeneo, il divario è evidente, con nessun trend di recupero avviato, dove la gravità della situazione è ben visibile scorrendo i risultati dei singoli settori dell’economia, non si registra alcun segno positivo”.

E’ quanto illustra il Segretario Nazionale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio Spera che riunendo in videoconferenza i quadri dirigenti della federazione sostiene: ”All’estremo opposto le cadute più ampie sono ancora al ribasso il settore dalle auto, settore che cede il 51,8% rispetto all’anno precedente. Male anche il settore industriale tessile, giù di 34 punti, mentre altrove i cali si orientano nell’ordine del 30% dove i risultati forniti dallo studio UglM portano ad allargarsi il divario dell’intero 2020; tra gennaio e maggio la produzione ha ceduto il 19,3%: i dati sul crollo della produzione industriale sono sconcertanti – prosegue Spera- , in un tracollo economico che ha colpito il nostro Paese e che sta provocando la chiusura forzata di attività produttive strategiche, con effetti devastanti sulla ricchezza nazionale e sulla tenuta sociale. Confermiamo che in tal senso, preoccupano le proiezioni del Centro Studi della nostra federazione metalmeccanica in cui, si stima oltre un milione di posti di lavoro a rischio. Urge, dunque, un immediato shock fiscale per dare ossigeno alle imprese con un programma di investimenti in grado di favorire la creazione di nuovi posti di lavoro augurandoci di non avere un autunno caldo: l’effetto Covid-19 sta avendo sull’economia e sull’attività produttiva delle nostre imprese effetti devastanti. Per scongiurare lo tsunami, perdite incalcolabili in posti di lavoro, per l’Ugl necessita continuare a concentrare risorse a beneficio delle imprese che producono e creano lavoro alla luce del supporto che potrebbe garantire il Governo per la reindustrializzazione e con l’obiettivo di sostenere investimenti industriali alla ricerca e sviluppo. L’Ugl – conclude Spera - crede che utile possa essere scegliere di eliminare gli incentivi superflui, introducendo delle agevolazioni fiscali automatiche e non collegate ad una specifica dimensione o settore industriale, lavorando sulle politiche dell’offerta e richiesta”.

sabato 11 luglio 2020

Giordano (Ugl) sull'incontro con il Ministro Bellanova


“I bonus mancati, i ritardi nell’erogazione della cassa integrazione sono inammissibili e rischiano di alimentare ulteriori tensioni mettendo in pericolo la stabilità sociale della Regione. I cittadini materani già provati dalle conseguenze economiche della pandemia attendono risposte certe e fatti concreti, non più annunci e promesse. In tal senso il Governo dovrebbe prolungare la Cig ed estendere il divieto di licenziamenti a tutto il 2020. A ciò, và ad amplificare il dramma in tutti i settori il Covid-19, causa della profonda crisi che versa anche il settore agricolo materano: ha origini antiche, la crisi stessa essendo più di tipo strutturale che di tipo congiunturale. In Europa, nel 2020, le aziende agricole hanno perso in media 22 punti percentuali di reddito nel lockdown. L'agricoltura lucana nel corso del lockdown ha dimostrato la propria centralità grazie solo alla professionalità e sudore delle mani degli imprenditori capaci a sfidare la pandemia senza alcun sostegno economico e morale. Ma sono tante le aziende italiane quelle che perdono di più e, in particolare, quelle meridionali rappresentano una perdita del 40% rispetto al 2019”.

E’ quanto ha sostenuto il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano a fine incontro con la Ministra Teresa Bellanova: invitato dal Gruppo Consiliare Italia Viva Basilicata per un confronto con i lucani in webtalk per parlare di agricoltura a 360 gradi e della politica del governo messa in campo da Italia Viva e dove ha visto partecipare anche il parlamentare Vito De Filippo, insieme al capogruppo in Consiglio Regionale Luca Braia e al consigliere regionale Mario Polese.

“Anche nel settore agricolo lucano – ha detto Giordano – per l’Ugl Matera occorre intervenire in tempo con misure coraggiose per prevenire il rischio che si verifichino licenziamenti di massa. Se da un lato va assicurata l’assistenza a chi ha perso il lavoro, in via complementare è necessario proteggere chi in questo momento vede il proprio impiego minacciato da una crisi senza precedenti. E’ urgente, pertanto, mettere in campo politiche attive del lavoro, individuare meccanismi di incentivo alle assunzioni e stanziare ingenti risorse al fine di rilanciare l’occupazione e agevolare la ripresa: in primis per le aziende e lavoratori italiani. Come Ugl, riteniamo delirante la visione che questo Governo ha del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Non bastassero gli sbarchi mai fermati di clandestini, anche positivi al covid-19, i porti mai chiusi, ora il Governo, per il tramite del ministro Bellanova, ha pensato di mettere le mani anche sul comparto agricolo. Ma come si può pensare - si chiede Giordano - di regolarizzare un eventuale contingente di clandestini di proporzioni più che ingenti, di cui non si potrebbe conoscere nulla, tantomeno le condizioni di salute, per poter supplire alle mancanza di manodopera nelle nostre campagne? Per l’Ugl, si chiamino i disoccupati che percepiscono il reddito di cittadinanza, si reinseriscano immediatamente i voucher, si dia la possibilità ai tanti giovani desiderosi di lavorare nel comparto: basta con le ricette di terza mano, basta con la tolleranza dell' illegalità, basta con l'arroganza di un Governo che non ascolta e che ha cancellato il Sud dalla sua agenda politica. Tanti sono i disoccupati in Italia: il Governo pensa agli immigrati. Nel confronto ha illustrato le ultime azioni, i provvedimenti per il comparto agricolo e la politica che lo stesso ministro vorrebbe che si metta in campo da Italia Viva: ma – prosegue il segretario Ugl – nel volto della Bellanova si legge sofferenza, nelle sue stesse parole si comprende che dall’esecutivo non viene ascoltata. Il comparto agricolo è complesso: la Pandemia ha fatto il suo, la questione contributiva pregressa e futura, i costi dei concimi, spesso non controllati, dell’energia e delle materie prime, i rapporti non sempre idilliaci col mondo del credito, sono solo alcuni degli aspetti legati alla crisi e intorno ai quali, và ad aggiungersi una situazione di disparità della gestione acque del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto per effetto del diverso costo dell’acqua che le varie aziende sono costrette a subire, oltre alla disparità di trattamento nell’accesso alle bocchette causato dalla scarsità delle stesse. Da evidenziare il punto di maggiore criticità dove vede il Consorzio fortemente deficitario nell’azione di tutela del territorio. Infatti, manca del tutto l’opera di pulizia dei canali – ricorda ancora Giordano -. Ed oggi si registra la crisi di mercato delle albicocche e delle pesche, ossia di tutto il prodotto agricolo, a causa della quale come Ugl saremo vicini a sostegno degli agricoltori qualora minaccino azioni pacifiche di proteste. Il mondo agricolo è in ginocchio, versa in uno stato di profonda agitazione a causa della frutta rimasta a marcire sulle piante per gli irrisori prezzi di vendita del prodotto raccolto. La governance nazionale, anche per effetto pandemico, non è stata in grado di effettuare una politica di supporto economico per le fasce agricole e produttive del materano/ionico/metapontino. Le aziende agricole sono in grande difficoltà ed al cospetto di un sistema creditizio che crea ulteriori problematiche, con tempi lunghi nell’erogazione dei prestiti o con richieste di maggiori garanzie, per l’accesso al credito legale. Purtroppo gli ultimi dati in possesso consentono di affermare che anche nella nostra regione l’usuraio resta l’unico soggetto pronto a intervenire. La vera novità di quest’ultimo periodo – conclude Giordano – è che tra chi chiede una mano non ci sono più soltanto italiani disoccupati, senza tetto, emarginati, oltre a impiegati, operai, professionisti, avvocati, categorie che nell’immaginario collettivo sono al riparo da problemi economici: aumentano in maniera esponenziale anche i titolari di aziende agricole e loro dipendenti, persone che si rivolgono alle diocesi per avere un aiuto, per una bolletta che non si riesce a pagare. La situazione, insomma, è diventata davvero incandescente e l’intero sistema della solidarietà, di fronte alle pressanti richieste, rischia di andare in tilt mentre il Governo, caro Ministro Bellanova, è totalmente disinteressato a ciò che accade”. 

Elezioni Rsu, Femca Cisl primo sindacato alla Orma di Pisticci


Con il 55,6% delle preferenze la Femca Cisl è risultata di gran lunga l'organizzazione sindacale più votata alle elezioni per il rinnovo della Rsu alla Orma, azienda di Pisticci del settore gomma-plastica che dà lavoro a 68 addetti. Le altre due sigle sindacali in lizza, la Filctem Cgil e la Uiltec Uil, si sono fermate entrambe al 22,2%. Un dato in netta crescita per la federazione della Cisl che per pochi decimali non è riuscita ad eleggere il secondo delegato. La Rsu sarà pertanto composta da Fabrizio Guida per la Femca, Vincenzo Farina per la Filctem e Salvatore Mastroluisi per la Uiltec. Guida, in quanto candidato più eletto, sarà anche Rls. Soddisfazione è stata espressa dal segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, che rivolge un ringraziamento ai candidati per l'impegno e ai lavoratori per il consenso tributato auspicando un percorso unitario per il bene di tutti i lavoratori: "Orma è una realtà importante del nostro martoriato territorio - ha spiegato Carella - una delle poche aziende che continua a fare investimenti senza contare sui contributi regionali. E le aziende sane che investono producono anche più posti di lavoro, tanto è vero che la Orma ha assunto negli ultimi mesi circa 15 nuovi addetti".