Pic-nic all’aria
aperta
Non appena messo piede a Parigi,
il viaggiatore attento si accorgerà subito che il parigino ama da impazzire organizzare
pic-nic e cenare sulle rive della Senna o nei giardini della Torre Eiffel. Il
picnic, in primavera, si converte nello sport nazionale, e la cosa migliore è
che tutti possono partecipare! Basta mettere in una cesta un po’ di formaggio,
una baguette appena sfornata e una bottiglia di Bordeaux e il gioco è fatto.
Così, perfino la fama di antipaci dei parigini si scioglie come neve al sole.
Ma non tutti i posti sono belli allo stesso modo. Quelli da non perdere
assolutamente per un pic-nic perfetto sono: la punta dell’Île de la cité, i
giardini du Luxembourg, il poco affollato Quai de Jemmapes con il canale San
Martin e il romantico parco
des Buttes Chaumont, con tanto di laghetto e cascata.
Torre Montparnasse
Chi ha già salito i 1665 scalini della
Tour Eiffel e vuole evitare di rifare ore di coda, ma allo stesso tempo
preferisce godere di una vista mozzafiato della città dall’alto, il posto da
non perdere è la torre
Montparnasse. Costruita al centro di uno dei quartieri più vivaci della
città, non lontana dalla sua sorella maggiore Eiffel, questa torre moderna è
dotata di velocissimi ascensori che in meno di 40 secondi portano al 56º piano:
da lì, approfittando del limpido cielo primaverile, si può apprezzare una vista
a 360º dell’intera Ville Lumière. E se tutta questa bellezza ha fatto venire un
certo languarino, si può sempre fare uno spuntino nella caffetteria Cafè 360,
il bar panoramico più alto d’Europa.
Jazz al Quartiere Latino
Al calar della sera, per chi ama
scoprire posti autentici e lontani dalle frotte di turisti, il consiglio è
quello di dare un’occhiata al bar “La
Venus Noire”, in pieno Quartiere Latino, a due passi dalla piazza Saint Michel.
I muri di questo locale sono carichi di storia, giacchè si tratta di un’antica
prigione sotterranea del XIII secolo, diventata col tempo ritrovo di
intellettuali e artisti del calibro di Baudelaire, Verlaine, Rimbaud o Conan
Doyle. Oggi questo locale si propone di ridare vita a una tradizione tipica del
Saint Germain des Prés degli anni ‘30, le jam
session di jazz. Tutti i martedì e i mercoledì, a partire dalle 20h30, i
giovani artisti che frequentano questo bar si sfidano a colpi di
improvvisazione musicale, suonando soprattutto jazz manouche, nel più autentico stile di Django Reinhardt.
Nel malaugurato caso in cui
dovessi piovere (la primavera, si sa, è un po’ pazzerella...), basta rifugiarsi
nelle sale del mitico Museo d’Orsay. Qui, tra le collezioni dedicate agli
impressionisti, è in mostra fino a luglio una retrospettiva dedicata a Van Gogh
e all’interpretazione che ne ha dato il famoso drammaturgo Antonin Artaud. Da
non perdere.
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