La comunità pisticcese ha rappresentato le istanze di un territorio che, oltre ad esser minacciato insieme a tutti gli altri Comuni da nuove richieste di trivellazione, già oggi subisce le conseguenze negative determinate dall'essere l'hub terminale della filiera petrolifera, ospitando le attività di trattamento e smaltimento delle acque reflue provenienti dalla Val d'Agri.
“La Valbasento è l'epicentro dell'inquinamento regionale”, ha affermato il rappresentante del Coordinamento, intervenuto al termine del corteo sul palchetto allestito nel piazzale accanto agli uffici della Regione, dove si sono alternati i portavoce dei numerosi movimenti e associazioni aderenti alla manifestazione. “Rigettiamo questo destino scritto sulle nostre teste e sul destino dei nostri figli e nipoti. Lo Sblocca Italia vuole sacrificare ottusamente tutto il territorio, vuole sacrificare il vero oro, rappresentato dall'acqua, dal paesaggio, dall'agricoltura, dal turismo e dalle persone. Non siamo quattro comitatini, né siamo reazionari e crepuscolari. Questa piazza è un'invocazione di futuro. Riteniamo, insieme a tutti i lucani scesi oggi in piazza, di essere nel giusto”.
Insieme al Coordinamento, erano presenti a Potenza rappresentanze studentesche dell'Itas “G. Cerabona” di Marconia, del Liceo Classico “G. Fortunato” di Pisticci, dell'Istituto “F. Cassola” di Ferrandina e del Liceo Scientifico “M. Parisi” di Bernalda, che hanno deciso di aggregarsi alla protesta per testimoniare che anche i più giovani sono preoccupati dello scenario apertosi con la liberalizzazione e l'accentramento delle procedure autorizzative previste dal famoso decreto già convertito in legge.
La salvaguardia dell’ambiente deve essere al centro di una politica che sia perseguimento del bene comune e che rifugga da interessi particolari ed egoistici, che possano compromettere il benessere di tutti e la capacità di futuro delle giovani generazioni. Questa è una delle più grandi sfide della nostra epoca: convertirci ad uno sviluppo che sappia rispettare l'ambiente, senza soccombere alla dittatura di un’economia senza volto e senza uno scopo veramente umano. Pensiamo ad un cambio di prospettiva radicale che richiede l’emergere di una “biociviltà”.
La raccolta delle firme dei cittadini che chiedono a Pittella di portare davanti alla Corte Costituzionale la questione della legittimità della Legge Sblocca Italia proseguirà nei prossimi giorni, nelle piazze di Pisticci e Marconia presidiate dalle 37 sigle aderenti al Coordinamento. Ad oggi se ne contano già più di 2500.
A riferirlo in una nota il Coordinamento di Associazioni e Cittadini di Pisticci in Presidio permanente.

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