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lunedì 9 luglio 2018

Orsi e lupi, On. Brambilla: "Bene lo stop all’abbattimento annunciato da Costa"


“Mi sembra che questa operazione di Trento e di Bolzano suoni molto come una manovra elettorale e propagandistica. E a maggior ragione deve essere fermata”. Lo dice al “Corriere della sera” l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, che aggiunge: “Bene ha fatto il ministro Costa ad annunciare l’impugnazione delle leggi approvate dalle Province autonome e sanzioni penali più severe, fino al carcere, per i bracconieri”.

“Evidentemente – prosegue la leader animalista – l’imminenza delle elezioni spinge le amministrazioni locali della Regione a giocarsi il tutto per tutto in una partita palesemente anticostituzionale, cercando lo scontro con il governo. La fauna selvatica, a maggior ragione le specie protette di grandi carnivori, è patrimonio indisponibile dello Stato, patrimonio di tutti noi. La recente condanna dell’ex presidente Durnwalder da parte della Corte dei conti d’appello, per circa cento decreti di autorizzazione al prelievo fuori periodo di specie quali volpe, merlo, cornacchia e ghiandaia e di autorizzazione all'abbattimento per cormorano, tasso, marmotta, faina e stambecco, dovrebbe aver chiarito a tutti che il territorio alpino non è una colossale riserva di caccia”.

“Quanto alla stretta sui bracconieri – conclude l’on. Brambilla – la chiediamo da sempre, è in una delle mie proposte di legge e spero che si realizzi presto. L’abbattimento di animali selvatici fuori dalle regole non può essere punito con una bacchettata sulle dita”.

giovedì 5 luglio 2018

Leggieri (M5S) sulle problematiche relative alle estrazioni petrolifere in Basilicata,


POTENZA - Con l’obiettivo di portare all’attenzione del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa la situazione della Regione Basilicata e le problematiche relative alle estrazioni petrolifere in questo territorio, ho inviato un report con le principali questioni che attengono a questa tematica.

Il lavoro vuole dare un quadro dell’intera questione relativa alle estrazioni petrolifere in Basilicata, e offrire spunti di riflessioni al fine di poter meglio affrontare la gestione di tale problematica.

Si rende infatti necessario dare un segnale di discontinuità rispetto alle politiche dei passati governi per dare quel segno di cambiamento tanto auspicato.

Occorre rimettere al centro della discussione le tematiche della salute e della sicurezza, per anni sacrificate in Basilicata sia dal Governo regionale che da quello nazionale.

Lo Sblocca Italia è una delle tante ferite aperte che ancora i lucani sentono pulsante.

In questi 4 anni il Movimento 5 Stelle di Basilicata ha lavorato tantissimo sulla questione ambientale, affrontando tematiche che per anni sono rimaste ai margini. Il lavoro fatto ha permesso di portare in discussione più volte in consiglio regionale problemi molto sentiti dai cittadini perché coinvolgono la salute pubblica, l’inquinamento ambientale, il lavoro.

L’input che offriamo al nuovo Governo e che speriamo possa essere la base per una seria riflessione, anche in considerazione del fatto che ad oggi risultano ancora pendenti presso il MISE diverse istanze autorizzative per permessi di ricerca su terraferma, che riguardano proprio il territorio lucano.

L’aspettativa del popolo lucano è una presa di coscienza forte di questo tema da parte del Governo centrale e un’inversione di rotta rispetto alle politiche del passato, al fine di tutelare maggiormente la salute e l’ambiente e garantire condizioni di vita migliori ai cittadini lucani.

L’auspicio è che si parta da qui per dare un segnale forte di discontinuità. Così in una nota Gianni Leggieri, Portavoce M5S Basilicata.

mercoledì 4 luglio 2018

Inceneritore Fenice Melfi, interrogazione UE


POTENZA - L'eurodeputato Piernicola Pedicini ha presentato un'altra interrogazione alla Commissione Ue sui problemi ambientali provocati dall'inceneritore Fenice di San Nicola di Melfi.

In questo caso Pedicini ha chiesto di spiegare che garanzie può fornire la Commissione europea rispetto all'applicazione delle “migliori tecniche disponibili” per fronteggiare l'impatto ambientale prodotto dall'impianto e se le prescrizioni previste dall’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata dalla Regione Basilicata nel 2014, siano effettivamente attese, nel rispetto dell’ambiente, della salute umana e in ottemperanza alla direttiva 2010/75/Ue sulle emissioni industriali, la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento.

A poi chiesto di far sapere se, a seguito di una precedente interrogazione del 2015, relativamente all’impianto in oggetto, le autorità italiane hanno fornito i dati, a titolo del registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, che all'epoca la Commissione aveva ritenuto che fossero incompleti.

Nella prima parte dell'interrogazione, Pedicini ha messo anche in evidenza che rispetto alle prescrizioni previste dall’Aia rilasciata dalla Regione Basilicata, sembra che sia stato disatteso il regolare monitoraggio bimestrale delle falde acquifere e che, più volte, sia stato segnalato l’ingresso nell'inceneritore di rifiuti radioattivi incompatibili con i codici Cer (classificazione del tipo di rifiuto) per cui l'impianto è stato autorizzato.

A poi ricordato alla Commissione che già nel 2015 era stato verificato che l’inceneritore fosse la causa di un inquinamento rilevato nelle falde acquifere sottostanti l’impianto e che, ad oggi, a seguito di vari ricorsi presentati prima dalla ex società proprietaria “La Fenice S.r.l.” e ora da “Rendina Ambiente S.r.l.”, e accolti dal Tar della Basilicata, l’impianto continua ad operare nonostante, a seguito di un primo procedimento giudiziario, la magistratura lucana abbia asserito che il sito sia da bonificare e nonostante ci sia un’altra inchiesta della Procura di Potenza in corso.

venerdì 29 giugno 2018

Potenza, parte la campagna di contrasto e prevenzione degli incendi


POTENZA - A Potenza, nel corso di una conferenza stampa, il comandante dei Carabinieri forestali, il colonnello Angelo Vita, ha fatto presente che partirà dal primo luglio, la campagna per contrastare e prevenire gli incendi in Basilicata, che vedrà impegnati i Carabinieri forestali. Nello scorso anno, vi è stato un aumento dei roghi e delle aree devastate dalle fiamme, quindi vi è necessità di monitorare attentamente e maggiormente il territorio, con la presenza di ben 12 pattuglie, la cui presenza aumenterà principalmente nelle ore centrali della giornata, che vedono un pericolo massimo di insorgenza degli incendi.

Caccia: Associazioni, Consiglio Di Stato conferma bocciatura Calendario Venatorio Regione Basilicata


ROMA - Dal Consiglio di Stato è arrivata la bocciatura definitiva del calendario venatorio 2016-2017 della Regione Basilicata che aveva approvato una serie di deroghe senza tenere in alcun conto il parere dell’ISPRA. Contro il calendario della Regione Enpa, Lav, Lipu e WWF Italia avevano proposto un ricorso che era stato accolto dalla Sezione Prima del Tar di Potenza che aveva disposto contestualmente la sospensiva del calendario venatorio.

Ora il massimo organo della giustizia amministrativa ha messo definitivamente fine alla battaglia legale riconoscendo pienamente le ragioni alla base del ricorso presentato dalle associazioni che avevano contestato con forza il calendario varato dalla Regione Basilicata in quanto aveva ignorato gli ‘alert’ lanciati dall’Istituto Superiore per la ricerca e la protezione ambientale (ISPRA).

Quella del Consiglio di Stato è una pronuncia estremamente importante che ribadisce che la tutela della fauna selvatica e della biodiversità sono e restano di piena potestà statale. Le Regioni non possono far finta che i pareri dell’Ispra con delle prescrizioni sui periodi e le modalità dell’attività venatoria non esistano, come accaduto lo scorso anno in Basilicata.

Ora non solo la Regione Basilicata, ma tutte le Regioni non hanno più giustificazioni. Il prossimo calendario venatorio deve essere improntato al rispetto delle norme e dei pareri scientifici predisposti dall’ISPRA.

In caso contrario le associazioni procederanno chiedendo che i responsabili rispondano di tasca propria, come accaduto recentemente a Bolzano, dove gli ex amministratori sono stati condannati dalla Corte dei Conti al risarcimento nei confronti dello Stato di più di un milione di euro, per aver consentito ai cacciatori l’uccisione di animali selvatici in violazione delle disposizioni normative nazionali.

martedì 26 giugno 2018

Al via la campagna sui RAEE

MILANO – È on air dal 24 giugno la campagna radiofonica dedicata al corretto smaltimento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), promossa dal Centro di Coordinamento RAEE nell’ambito dell’Accordo di Programma con Produttori di AEE, associazioni delle aziende della raccolta rifiuti e ANCI.

L’iniziativa di sensibilizzazione, che raggiungerà 480 milioni di contatti, è stata messa in campo dai quattro soggetti firmatari dell’Accordo grazie al coinvolgimento di alcuni testimonial d’eccezione, selezionati tra i DJ delle maggiori radio nazionali: Gigio D’Ambrosio per RTL 102,5, Anna Pettinelli per RDS, Ringo per Virgin Radio, La Pina per Radio Deejay, Ylenia per Radio 105, Paoletta per Radio Italia e Cristiano Militello per R101. Ad ogni deejay è affidato uno specifico messaggio inerente i RAEE finalizzato a diffondere la conoscenza di questa particolare tipologia di rifiuti e promuovere le buone pratiche di raccolta e gestione del fine vita, generando consapevolezza che il corretto smaltimento dei dispositivi tecnologici salvaguarda l’ambiente e crea valore economico.

Il progetto, proposto e coordinato dal Centro di Coordinamento RAEE, rafforza il suo impegno per la diffusione di una cultura della raccolta tra cittadini e consumatori italiani, con lo scopo di aumentare i volumi di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche avviati a corretto smaltimento, grazie a una collaborazione attiva di cittadini e consumatori maggiormente consapevoli.

La campagna sarà on air per i mesi di giugno e luglio e riprenderà nei mesi di settembre e ottobre, arricchita da una strategia crossmedia che includerà anche digital programmatic, social media e TV.

“Con grande soddisfazione annunciamo il lancio della prima campagna radiofonica sui RAEE, realizzata grazie ai fondi messi a disposizione dai Produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche e al lavoro di tutti i soggetti firmatari dell’Accordo di Programma - commenta Fabrizio Longoni, Direttore Generale del Centro di Coordinamento RAEE. Abbiamo scelto di coinvolgere i deejay di alcune tra le maggiori emittenti nazionali come ambassador delle buone pratiche di raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici per la loro capacità di parlare in modo semplice e immediato a milioni di cittadini e consumatori. L’entusiasmo con cui hanno accolto la nostra proposta dà un importante contributo all’impegno del Centro di Coordinamento RAEE per diffondere una corretta cultura del riciclo sul territorio nazionale”.

“I Produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche sin dal 2007, data di partenza della responsabilità di gestione del fine vita, si sono impegnati per costruire un sistema che fornisse all’Italia solide basi per operare con efficienza ed efficacia in un’attività che pone il rispetto dell’ambiente al primo posto – commenta Mauro Del Savio delegato di Confindustria per l’Accordo di Programma sui RAEE. L’impegno a comunicare con i consumatori e tutti i cittadini le buone pratiche di raccolta differenziata dei RAEE assunto con la sottoscrizione dell’Accordo si traduce oggi in una campagna radiofonica ispirata dalla più nobile delle intenzioni, quella di predisporre un mondo migliore secondo i principi di una vera economia circolare”.

Per ascoltare la campagna radiofonica: https://www.cdcraee.it/GetHome.pub_do

Centro di Coordinamento RAEE

Il Centro di Coordinamento RAEE è un consorzio di natura privata, gestito e governato dai Sistemi Collettivi sotto la supervisione del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero dello Sviluppo Economico. È costituito dai Sistemi Collettivi dei produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE), in adempimento all’obbligo previsto dal Decreto Legislativo n. 49 del 14 marzo 2014.

Il compito primario del Centro di Coordinamento RAEE è garantire su tutto il territorio nazionale una corretta gestione dei RAEE originati dalla raccolta differenziata, assicurando che tutti i Sistemi Collettivi lavorino con modalità ed in condizioni operative omogenee; il Centro di Coordinamento RAEE stabilisce, inoltre, come devono essere assegnati i Centri di Raccolta RAEE ai diversi Sistemi Collettivi.

Per maggiori informazioni:
Ufficio Stampa Centro di Coordinamento RAEE
Micaela Brusa - press@mgpcomunicazione.it cell: +39 366 4070955

venerdì 22 giugno 2018

Tempa Rossa: un punto sull’acqua


POTENZA -L'acqua è una ricchezza naturale della Basilicata. I cittadini lucani sono legati alla purezza delle loro acque, che vengono condivise anche con le regioni limitrofe. Il progetto Tempa Rossa è concepito per permettere l'utilizzo di due importanti risorse naturali della regione, acqua e petrolio, con elevate garanzie di sicurezza e di protezione per l'ambiente e per la salute.

Zero produzione di acqua
Più di 750 milioni di litri di greggio sono già stati estratti dal giacimento Tempa Rossa durante le prove di produzione senza mai produrre un litro d'acqua di formazione. In effetti, l'olio proveniente dal giacimento viene pompato da strati sotterranei che si trovano tra 4000 e 5500 metri di profondità mentre i pozzi sono stati perforati fino a 7148 m di profondità verticale senza mai incontrare acqua di formazione. Sulla base di tali risultati, non è prevista alcuna produzione di acqua durante i primi dieci anni di attività. Ciononostante, in conformità con le prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), è stato costruito un centro di trattamento delle acque sovradimensionato e ultra efficiente per far fronte a qualsiasi eventualità.

Zero iniezione di acqua
L’iniezione di acqua è una pratica comunemente adottata a livello mondiale che non dà luogo ad alcun problema nelle adeguate condizioni tecniche. In ogni caso, il piano di sviluppo Tempa Rossa non consente né l’iniezione di acqua nel sottosuolo nè pozzi di iniezione dell'acqua. Non vi è quindi alcun rischio di inquinamento delle falde acquifere sotterranee, di fratturazione o di sismicità indotta.

Zero scarico di liquidi
L'acqua industriale necessaria per il funzionamento del giacimento Tempa Rossa è fornita da una condotta interrata collegata alla rete pubblica dell'Acquedotto Lucano. L'acqua industriale è utilizzata principalmente per l’antincendio e per la generazione di vapore (quest’ultimo necessario per riscaldare il greggio altamente viscoso). Per ridurne il consumo, l'acqua viene completamente riciclata grazie a un processo ad altissima efficienza, lo "Zero Liquid Discharge", un processo innovativo a zero scarico di liquidi che consente una purezza dell'acqua tale da permetterne l’utilizzo per la produzione di vapore. L'acqua viene in successione separata dalle particelle solide, filtrata, degassata, disoleata, evaporata, desalinizzata, di nuovo filtrata in letti di carbone attivo per rimuovere qualsiasi traccia di componenti volatili e infine demineralizzata. Questo trattamento sovradimensionato potrebbe far fronte a una eventuale produzione di acqua del 25% con risultati eccezionali: contenuto di sale inferiore a 25 ppm, contenuto di olio inferiore a 5 ppm, BTEX inferiore a 0,1 ppm. I rifiuti solidi derivanti dal trattamento delle acque vengono trasportati nei centri autorizzati, mentre l'acqua pura viene immagazzinata in bacini di osservazione, in attesa di riutilizzo.

Scarico delle acque piovane nel Fosso Cupo e nel Torrente Sauro
Acqua piovana e acqua sanitaria, dopo trattamento e filtrazione, saranno rilasciati nel Fosso Cupo e nel Torrente Sauro. Tali scarichi sono autorizzati con i severi requisiti di legge dalla delibera di giunta regionale 1888 del 19 dicembre 2011.

Monitoraggio ambientale
Gli impianti di Tempa Rossa includono dispositivi ridondanti ad alte prestazioni per misurare e registrare in continuo, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, la qualità delle acque e degli scarichi con 29 analizzatori in linea collegati alla sala di controllo. Qualsiasi deviazione rispetto alle norme sarebbe immediatamente rilevata e i volumi di acqua non conformi sarebbero sistematicamente segregati, stoccati e sottoposti di nuovo a trattamento. In aggiunta, le acque vengono campionate secondo un dettagliato protocollo di controllo e i campioni vengono analizzati da laboratori indipendenti.

Peraltro sotto l’Autorità degli Enti competenti un dettagliato piano di monitoraggio ambientale (PMA) verifica la qualità delle acque superficiali e sotterranee. Il PMA, preparato tra gli altri da rinomati specialisti italiani sulla base di approfonditi studi idrogeologici, comprende una rete di piezometri e sorgenti per monitorare in permanenza la qualità delle acque sul territorio dei comuni della concessione.

Impegno alla trasparenza
Le misurazioni dei parametri ambientali relativi alla concessione di Gorgoglione e al progetto Tempa Rossa sono integralmente disponibili per consultazione pubblica su www.it.total.com.

mercoledì 20 giugno 2018

Agricoltura – De Bonis, Lomuti, Gallicchio , Petrocelli (M5s) – Scarsa trasparenza su Consorzio di Bonifica della Basilicata


“Raccogliamo l’appello di molti agricoltori che chiedono la trasparenza richiesta dalla legge per il procedimento elettorale relativo al Consorzio di Bonifica della Basilicata”. Questa la dichiarazione dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle Saverio De Bonis, Arnaldo Lomuti, Agnese Gallicchio e Vito Rosario Petrocelli relativa al rinnovo dell’ente sul quale nei giorni passati molti operatori hanno lasciato presagire la presenza di ombre nella gestione delle liste.

“Abbiamo ritenuto fondati – spiegano i senatori - i rilievi che ci sono stati sottoposti e per questo presenteremo immediatamente un’interrogazione parlamentare. Nello specifico in vista delle prossime elezioni del 15 luglio, diverse organizzazioni di agricoltori indipendenti hanno richiamato l'attenzione su una serie di criticità che stanno caratterizzando la presentazione delle liste, lamentando in particolare la mancata pubblicazione sul sito del Consorzio degli atti e dei documenti di riferimento. D’altra parte a certificare tale mancanza, vi è anche una perizia del Dipartimento di ingegneria elettrica e dell'informazione del Politecnico di Bari che, in data 11giugno 2018, ha attestato l'assenza sul sito ufficiale del Consorzio di informazioni riguardanti il procedimento elettorale, compresa l'assenza degli elenchi degli aventi diritto al voto e la presenza nella lista degli aventi diritto di soggetti deceduti. È stata inoltre constatata un'altra grave inadempienza, ossia la mancata pubblicazione dello Statuto. Non vi è alcuna scusante a tali mancanze dato che, a norma di legge, le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale.”

“Speriamo – concludono i parlamentari – che il Governo prenda atto di una situazione di opacità insostenibile e che faccia quanto evidentemente la Regione non fa: tutelare gli agricoltori e i loro diritti da chi evidentemente utilizza la mancanza di trasparenza perché nulla cambi.”

lunedì 18 giugno 2018

Bisogno (M5S): "Sterile polemica sull'assenza del sindaco di Melfi ad una riunione sullo stato dell'arteria Potenza-Melfi"


MELFI- Mentre si verifica l’ennesimo incidente sulla Potenza-Melfi, apprendo dalla lettura dei giornali locali di una sterile polemica in atto sull'assenza del sindaco di Melfi, Valvano, ad una riunione, avente ad oggetto proprio lo stato dell'arteria, di questo e non di altro trattasi.

Apprendo, quindi, che su un problema serio e di vitale importanza (purtroppo nel senso letterale del termine), anziché adoperarsi e lavorare per impedire che altro sangue sia versato sulle strade poco sicure della nostra regione, viene montato un dibattito più o meno acceso su un presunto disinteresse o disimpegno del primo cittadino di un paese, distraendo l'attenzione da una questione importantissima ma sulla quale, ultimamente, tutti ci hanno speculato, guarda caso in prossimità delle regionali.

Preciso, pertanto, che «il Movimento 5 Stelle di Melfi si dissocia dal comunicato a firma "Melfi 5 Stelle" o "Attivisti Melfi 5 Stelle”, poiché assolutamente non in linea con l'attività politica svolta dagli attivisti del M5S di Melfi e dall'unica portavoce locale del Movimento 5 Stelle, Angela Bisogno».

Questi sono articoletti, che hanno l’unico scopo di cercare un po’ di visibilità per qualcuno che millanta il ruolo di attivista, in vista delle prossime elezioni regionali, rappresentano un danno per l’immagine del M5S di Melfi che in questi anni ha lavorato seriamente e con coscienza nell’interesse dei cittadini.

Puntualmente coloro che rivestono una carica politica locale o ambiscono ad essa, si ricordano dei problemi infrastrutturali a pochi mesi dalle elezioni, in questo caso le regionali 2018, promuovendo tavoli, incontri, convegni che sono accomunati da un unico dato, la sterilità.

Questo è ciò che sta succedendo in queste ore, questi sono i rumori dei motori della macchina elettorale che si sta mettendo in moto.

Ecco che temi importanti (purtroppo ne vedremo diversi), che meritano attenzione e una solerte soluzione (finalmente) come la SS n.658 Melfi/Potenza, (denominata “strada della morte”), diventano oggetto di speculazioni da campagna elettorale, alla pari delle buche stradali.

L'unica soluzione é stanziare fondi e prevedere nella programmazione pluriennale le varie fasi di progettazioni (preliminare, definitiva ed esecutiva), individuare RUP, bandire gare, tutto ciò è stato fatto? Ovviamente no!

Sono stati interessati tutti i soggetti (CIPE per i soldi, ANAS per la programmazione e progettazione, Comuni ed enti territoriali per espropri delle aree interessate ed altri adempimenti)? Ovviamente no!

Basta speculare su problematiche importanti. Noi cittadini non tolleriamo più false promesse ed io come portavoce del M5S non posso permettere che chiunque parli a nome mio o del M5S di Melfi, soprattutto non posso tollerare che lo faccia un gruppetto di facinorosi che pur di avere un po’ di visibilità, scriva un articoletto inconcludente così come il tavolo tecnico, convocato da un assessore al solo fine di farsi altrettanta pubblicità, in vista della prossima campagna elettorale.

Invito il sindaco di Melfi, Livio Valvano, a moderare le sue reazioni ed a distinguere l'attività del Movimento 5 Stelle di Melfi da quella di sedicenti attivisti. Invece di perdere tempo nel cercare di screditare il M5S si impegni, per quanto in suo potere, a risolvere il problema.

È inaccettabile che il sindaco si scagli contro il Movimento 5 Stelle di Melfi che non spreca tempo in miseri articoletti ma si adoperano da sempre in attività utili, mettendoci l’anima, il tempo e le proprie risorse, per aiutare i cittadini e per una rivoluzione gentile.

Il Movimento 5 Stelle di Melfi non recrimina al sindaco l’assenza a questo specifico "tavolo tecnico", ma la sua assenza in tutti questi anni (nonché quella di tutte le altre figure istituzionali), in merito a tale problematica, e quindi per non aver preteso, nei precedenti anni della sua amministrazione, da Anas, e dall'allora sottosegretario ai LL. PP. Nencini (suo compagno socialista) un impegno serio e concreto che non fosse solo la passerella fatta in occasione delle comunali del 2016.

Come portavoce del M5S a Melfi mi impegnerò a veicolare le idee e le necessità dei cittadini nelle sedi opportune con dati e contenuti concreti e soprattutto senza velleità elettorali per le prossime elezioni regionali alle quali non sarò candidata. Intendo a portare termine il mio mandato di consigliere comunale e tener fede agli impegni presi con i cittadini di Melfi e non solo per rispetto ad una regola interna del M5S. Così in una nota Angela Bisogno, M5S Melfi.

Zes, Vico: “Sottratti 250 ettari alla Zes di Taranto. Esclusa l’area orientale di Manduria”


ROMA - Dichiarazione dell'on.Vico (PD): Fermo restando che la Puglia è ancora alla fase “bozze” dei Piani di sviluppo strategico delle Zone economiche speciali, nell’ultima versione si legge una nuova penalizzazione per la Zes ionica interregionale Taranto-Basilicata.

Mettendo a confronto le bozze di marzo 2018 e giugno 2018, infatti, si evince che alla provincia di Taranto vengono sottratti circa 250 ettari in favore della Zes Adriatica Bari-Brindisi.

Nella prima bozza di marzo gli ettari assegnati alla provincia di Taranto erano 1750, mentre quelli destinati alla Zes Adriatica 2650. Oggi, nella bozza dei PSS di giugno, leggo che i 1750 ettari sono diventati 1542 e quelli di Bari-Brindici 2858.

Quindi, al grande ritardo della Regione Puglia nel licenziare le due Zes (ricordiamo che Campania e Calabria hanno già depositato i PSS presso l’Unione Europea), si aggiunge un movimento “ballerino” degli ettari da una Zes all’altra, a discapito dell’area ionica.

Cosa sta accadendo? Perché non c’è niente di ufficiale? Perché la Giunta regionale non delibera? E chi sta decidendo questo “balletto” di ettari? Forse la “politica” verso alcuni territori, che penalizza Taranto?

Vorrei far notare che sia nella prima, che nella seconda bozza, nella provincia di Taranto, la zona orientale – Manduria, Sava, Avetrana, Maruggio, Torricella, Lizzano, San Marzano e Fragagnano -, viene totalmente esclusa. Questo, nonostante i comuni di Manduria, Sava, Fragagnano, Maruggio, San Marzano e Torricella abbiano fatto pervenire al coordinamento regionale le proprie aree disponibili per l’inclusione della perimetrazione Zes.

A tal proposito, mentre il centro di carico intermodale di Francavilla Fontana (Brindisi), viene positivamente aggregato al PSS di Taranto, è stupefacente l’esclusione di Manduria. Eppure, quando fu istituito nel 1987, quel centro era stato concepito come cerniera intermodale nel triangolo Francavilla Fontana, Grottaglie e Manduria.

Queste bozze, che appaiono inspiegabilmente materiali secretati sebbene la procedura preveda ampie consultazioni per la strategia dello sviluppo e di dettaglio, farebbero risultare che la Zes Bari-Brindisi comprenderà 2858 ettari, mentre la Zes del mare ionio interregionale Taranto-Basilicata 2603 ettari in totale, invece di 2811 previsti.

In attesa che al più presto venga emanata la delibera di giunta per le due Zes, per essere trasmessa al Ministero del Mezzogiorno, auspico che intervengano degli elementi correttivi sull’assegnazione degli ettari ed aggiuntivi in riferimento al centro intermodale di Francavilla Fontana in favore di Manduria e dell’area orientale della provincia di Taranto.

sabato 16 giugno 2018

Innovambiente agli Stati Generali dei Rifiuti nel Lazio: “la gestione virtuosa nasce dalla differenziata”



MATERA - Un momento di confronto e discussione sulle risposte più efficaci all’emergenza rifiuti nella capitale e nel Lazio. Un dibattito a 360° sull’intero ciclo dei rifiuti: dalla raccolta, al trattamento allo smaltimento finale. È questo il panorama affrontato nelle sale della capitolina “Casa Del Cinema” di Villa Borghese, dagli “Stati Generali dei Rifiuti nel Lazio, il caso Roma”, organizzato da Ricicla.Tv, prima web tv dedicata al mondo dei rifiuti, e che ha avuto come Main Partner l’azienda materana “INNOVA”, creatrice di “Innovambiente”, sistema informatico per la gestione di raccolta differenziata e porta a porta dei rifiuti.

Un convegno a cui hanno offerto il loro contributo relatori di associazioni, amministrazioni ed enti di gestione quali: Alessandro Bratti, direttore generale Ispra, Massimiliano Valeriani, assessore regionale all’urbanistica e al ciclo dei rifiuti del Lazio, Tiziano Mazzoni, dirigente del settore ambiente di Utilitalia, Rossano Ercolini, referente di Zero Waste Italy e Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio.

E al termine del dibattito Andrea Di Pasquale, Ad di “INNOVA”, ha sottolineato l’importanza della raccolta differenziata quale primo passo di un ciclo di gestione dei rifiuti virtuoso e sostenibile: “L’obiettivo UE per il 2030, “0 waste”, è certamente ambizioso ma indica la strada che tutti dobbiamo percorrere: cittadini, imprese, Istituzioni, gestori. I rifiuti vanno trattati, riciclati e solo i resti di lavorazione, il più possibile ridotti di quantità, vanno necessariamente smaltiti. La base di questo percorso può essere solo una buona raccolta differenziata e dove possibile porta a porta. Nella nostra esperienza ci sono casi di aree urbane ed extra urbane con decine di migliaia di utenti, che come nei casi dei Comuni dell’hinterland barese, sono passati in un solo anno da percentuali di differenziata al di sotto del 20% e cifre che viaggiano sopra il 70%. Questo consente un facile passaggio alla tariffazione puntuale di quanto conferito come è richiesto per legge dal prossimo anno. Soprattutto passando da tassa a tariffa l’utente diventa consapevole di come comportamenti virtuosi offrano risparmio economico e una politica ambientale corretta. Tema su cui l’opinione pubblica è fortunatamente sempre più attenta”.

giovedì 14 giugno 2018

Piano collettivo di salvataggio, presentato l’inedito programma per la sicurezza in mare


OSTUNI - Aumenta la sicurezza in mare per i tanti bagnanti che fruiscono delle spiagge distribuite lungo i sei chilometri di litorale del Parco delle Dune Costiere, dove sono sorte undici postazioni di salvataggio. Collocate in corrispondenza sia di lidi privati, che di spiagge libere, le torrette sono presidiate, dalle ore 9 alle ore 19 di ogni giorno, da personale regolarmente abilitato al salvamento in mare. I particolari del progetto, il primo ad essere avviato nella Regione Puglia mediante la formula del partenariato pubblico/privato, sono stati resi noti nella mattinata di oggi, mercoledì 13 giugno, durante la conferenza stampa che si è tenuta presso la Casa del Mare “Lido Stefan”, a cui hanno preso parte tutti i soggetti coinvolti nel programma. Presente il Comandante della Capitaneria di Porto di Brindisi Salvatore Minervino; il Presidente del Parco delle Dune Costiere Enzo Lavarra e il Direttore Gianfranco Ciola; l’architetto Marco Massari, redattore del Piano collettivo di salvataggio; il Presidente del consorzio DunAmare, organo promotore del progetto, Eliseo Gallo; mentre per il Comune di Ostuni è intervenuto il Sindaco Gianfranco Coppola, l’Assessore alla Protezione Civile Francesco Palmisano e l’Assessore all’Ambiente Luigi Nacci.

«Questo progetto – dichiara il Sindaco Coppola, aprendo la conferenza – rappresenta l’atto pratico di una sinergia reale tra amministratori e privati cittadini, volta al benessere e alla sicurezza di un’intera comunità. Ringrazio i vertici del Parco delle Dune Costiere e l’assessore Palmisano per il lavoro svolto sinora, avviando il progetto lungo il litorale che rientra nel territorio dell’area protetta. Resta alta la concentrazione sul Piano delle coste e sui diversi progetti di riqualificazione del Porto di Villanova, per cui non intendiamo lasciarci sfuggire nessuna opportunità di investimento, sia pubblico, che privato».

«Durante l’estate il principale compito della Guardia Costiera è quello di soccorrere i bagnanti in difficoltà – dichiara il Comandante Minervino – pertanto, non ho potuto fare altro che accogliere con infinito entusiasmo l’avvio di questo progetto che definirei avanguardistico, visto che è il primo in Puglia. Da una città virtuosa come Ostuni, composta da realtà sensibili che lavorano per la crescita etica ed economica dell’intero territorio, non poteva che scaturire un progetto di grande validità sociale. Tutelare la sicurezza dei bagnanti sulle spiagge libere non è automatico, perciò all’amministrazione comunale ostunese va il grande plauso di aver reso sicuro una lunga lingua di costa, peraltro interessata da tratti altamente a rischio».

«La storia ci tramanda che da secoli – dichiara il Presidente del Parco Dune Costiere Enzo Lavarra – questi luoghi sono oggetto della sensibilità di persone intente a preservarne la ricchezza biologica, paesaggistica e culturale. Il posto in cui siamo ad esempio, che fino a poco tempo fa versava da anni in uno stato di degrado e di pericolosità per la salute della collettività, è diventato il presidio della biodiversità faunistica dell’area e un contenitore di arte e sapere. Pertanto il mio sentito ringraziamento va al Direttore Gianfranco Ciola, agli operatori e a tutti i volontari che lavorano per conservare tanta bellezza. Sono oltremodo grato al Sindaco Coppola per la sensibilità con cui guarda alle attività del Parco e alla grande disponibilità che dimostra in occasioni come queste».

«Certamente l’amministrazione ha svolto un ruolo significativo nella predisposizione del Piano collettivo di salvataggio – dichiara l’assessore Palmisano – ma bisogna riconoscere che il grande merito per la realizzazione di questo ambizioso progetto vada ai privati che si sono resi totalmente disponibili, talvolta mettendo a rischio, per via delle tempistiche dilatate della pubblica amministrazione, il proprio ritorno economico. I sacrifici che gli operatori hanno fatto sinora e sono pronti ad affrontare non sono pochi, ma verranno sicuramente premiati da un ritorno economico e di immagine. Stiamo pensando infatti di estendere man mano il servizio di salvataggio all’intera fascia costiera di competenza del Comune di Ostuni».

«Il Piano collettivo di salvataggio arriva dopo un laborioso periodo di studio e pianificazione – spiega il Direttore del Parco delle Dune Costiere, Gianfranco Ciola – condotto in collaborazione con tutti i soggetti interessati. Acquisito il parere favorevole della Capitaneria di Porto, che si è trovata effettivamente di fronte a un progetto assolutamente inedito, abbiamo iniziato a progettare un nuovo “fronte” per il nostro mare all’insegna della sicurezza dei bagnanti. Sembra quasi di essere in California. Lungo i sei chilometri di costa ostunese del Parco delle Dune, sono allineate undici torrette di avvistamento, ciascuna delle quali è dotata di: stazione radio, per comunicare con le altre postazioni e con la Capitaneria in caso di emergenza, di defibrillatore e di una cima di salvataggio lunga 200 metri».

A margine della conferenza stampa, sono stati consegnati i vessilli FEE (Foundation for Environmental Education) che certificano la qualità delle proprie acque marine e dei servizi erogati dai lidi. L’ambita Bandiera Blu 2018, che il Comune di Ostuni conquista per il 24° anno di fila, è stata affidata ai gestori di Viar Beach, Playa, il Faro e Lido Morelli.

«Non posso che esprimere parole d’orgoglio per l’ottimo lavoro avviato con il comparto degli operatori balneari del Parco – dichiara l’assessore Nacci – per la buona volontà e la creatività profuse nel voler integrare importanti politiche sociali. Il Comune di Ostuni, come riconosciuto dalla FEE, ha dimostrato di rispondere a tutti quei prerequisiti che determinano l’assegnazione della Bandiera Blu. L’amministrazione fa molto, l’assessorato che ho l’onore di guidare e l’Ufficio ambiente lavorano in maniera alacre per valorizzare le ricchezze naturalistiche, paesaggistiche e culturali che fortunatamente possediamo e potersi avvalere di una così sensibile e puntuale collaborazione dal privato, porta il territorio a crescere nel modo migliore. Oggi si compie un grande passo avanti verso la diffusione della nostra cultura e, al tempo stesso, verso la tutela del nostro inestimabile patrimonio. Il Piano collettivo di salvataggio in mare rappresenta l’emblema di questa virtuosa visione di sviluppo e un buon esempio da replicare in altri ambiti della gestione dei beni comuni».

mercoledì 13 giugno 2018

"Colpevoli silenzi della Regione Basilicata?"


POTENZA - Perché la Regione Basilicata non risponde rispetto al giudizio di compatibilità ambientale relativo al Parco eolico in agro del Comune di Tolve e dei comuni di Oppido Lucano, Irsina e Genzano di Lucania,? Questa la domanda che ci poniamo a distanza di tre mesi dalla presentazione di una specifica interrogazione a Pittella la cui risposta non è mai arrivata.

Il 21 marzo 2018 presentavamo un’interrogazione a risposta immediata per chiedere spiegazioni in merito alla rideterminazione dei termini di validità del giudizio di compatibilità ambientale per la costruzione e la messa in esercizio del parco eolico.

Nell’interrogazione avevamo sollevato diversi dubbi circa la regolarità della procedura che, di fatto, stante la scadenza dei termini perentori, avrebbe dovuto portare alla decadenza del Giudizio di Compatibilità Ambientale e al rinnovo di tutte le autorizzazioni.

Invece, con la DGR n.1310 del 30/11/2017, si dava parere favorevole alla rideterminazione dei termini, giustificandolo con l’assenza di modificazioni del contesto ambientale e territoriale di riferimento.

Sono trascorsi tre mesi e ancora nessuna risposta dal Governo regionale. Nemmeno la nostra richiesta di conversione dell’interrogazione, da risposta immediata a risposta scritta, è servita ad acquisire una risposta in tempi rapidi. Quanto tempo serve ancora agli uffici affinché ci forniscano gli approfondimenti richiesti? Dobbiamo forse pensare che vogliono coprire qualcosa?

Un’interrogazione non è un mero esercizio di scrittura per un Consigliere. Un’interrogazione solleva quesiti importanti, richiede una discussione in Consiglio, spesso denuncia irregolarità. E, soprattutto, è legata a una tempistica precisa, fuori dalla quale perde di significato e contestualizzazione.

In particolar modo, le questioni legate alle autorizzazioni ambientali richiedono una trattazione immediata per assicurare la regolarità delle procedure. Invece si tira dritto, ignorando richieste, denunce, diritti dei Consiglieri ad essere informati. Salvo poi ritrovarsi in circostanze emergenziali e ai limiti della legalità.

La storia continua a non insegnare nulla. Così in una nota Gianni Rosa, consigliere regionale Fratelli d’Italia Basilicata.

lunedì 11 giugno 2018

Terzo Riciclia Point a Pisticci, sconti in cambio di plastica per tutta l'estate nel borgo San Basilio


PISTICCI - La stagione turistica entra nel vivo e arriva dunque anche il terzo Riciclia Point a Pisticci. La nuova macchina “mangia-bottiglie”, che rilascia buoni sconto per fare la spesa nei negozi convenzionati in cambio di bottiglie in plastica, flaconi dei detersivi e lattine in alluminio, sarà operativa da sabato 16 giugno nel Borgo San Basilio (zona mare). Il nuovo ecocompattatore funzionerà per tutta l’estate in modo da dare un servizio in più durante il periodo di maggiore afflusso turistico, ma anche ammortizzare i maggiori consumi dovuti alle alte temperature.

Al taglio del nastro, previsto per le 18, saranno presenti il sindaco Viviana Verri e l’assessore all’Ambiente, Filippo Anio Ambrosini.

E’ possibile consultare tutte le promozioni attive e i negozi aderenti al circuito premiante scaricando l’App Riciclia disponibile sia in versione Android che in versione Apple). L’utente può inoltre utilizzare la propria tessera sanitaria come contatore personale per accumulare e memorizzare i Punti Ambiente al fine di stampare lo scontrino in un secondo momento. Ricordiamo che non devono essere conferiti nella macchina “mangia-bottiglie”: bottiglie in vetro, scatole di pelati/conserve, scatolame (cibo per animali), tetrapak.

DOVE SI TROVANO I RICICLIA POINT. Gli altri due ecocompattatori, installati in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Pisticci e la ditta Teknoservice e già operativi dallo scorso gennaio, si trovano a Pisticci in piazza Giulio Cesare e a Marconia in via San Giovanni Bosco.

venerdì 8 giugno 2018

Zes Ionica Taranto-Basilicata, Vico: "A quando i piani di sviluppo strategico da inviare al Governo?”


POTENZA - Il ritardo nella delibera del Piano di sviluppo strategico (PSS) della Zona economica speciale (ZES) Ionica interregionale Taranto-Basilicata, da parte dei governi di Puglia e Basilicata, è incomprensibile, quanto ingiustificabile. Soprattutto perché è ancora ignoto lo stato della procedura da parte delle due Regioni. Già a marzo scorso, rivolgendomi direttamente al coordinatore delle Zes pugliesi, prof. Berlinguer, avevo segnalato che per la Puglia bisognava predisporre il Piano di sviluppo strategico per Taranto e per la Basilicata, separatamente dalla Zes Adriatica Bari-Brindisi. Ad oggi, non è dato sapere nulla di tutto questo, ed inoltre, riscontro che la Basilicata dal canto suo ha predisposto un piano di sviuppo non coordinato con Taranto attraverso la Puglia. Ribadisco: è necessario stilare un solo piano di sviluppo strategico per la Zes Taranto-Basilicata, la cui area dovrà essere di 2811 ettari, di cui 1750 per Taranto e 1061 per la Basilicata.
E' noto a tutti che le Zes della Campania e della Calabria, controfirmate dal Governo Gentiloni, sono state già depositate presso l'Unione Europea . Atto che ha permesso alle due Autorità portuali di Napoli e Gioia Tauro, di esibire la costituzione delle rispettive Zes, al mercato cinese il 20 maggio scorso, in occasione della Fiera Transport & Logistic di Shanghai.
Il porto di Taranto e la sua Zes interregionale è un'opportunità inconprensibilmente sottovalutata e troppo spesso non compresa. Il punto centrale non sono solo le agevolazioni europee e regionali ai fini infrastrutturali e fiscali, ma soprattutto come la retroportualità sposterà le merci sul porto di Taranto. Sia chiaro che l'area di cui stiamo parlando va da Melfi a Tito, passando da Ferrandina fino alla Val Basento, verso la città di Taranto, per estendersi a Grottaglie, Martina Franca e Castellaneta ed infine al Centro intermodale di Francavilla Fontana. Questo è lo sviluppo di cui stiamo parlando ai fini dell'importanza del porto di Taranto, del sistema portuale, della logistica e delle politiche industriali e commerciali che stabiliranno gli assetti competitivi dello scenario commerciale nei prossimi 10 anni nel Mediterraneo e per l'Italia.
Così la retroportualità diventa un distretto che convoglia le merci verso il porto di Taranto, ai fini dell'export e nel contempo ai fini dell'import.
Per comprendere cosa rappresenta una Zes per un territorio, faccio mia la metafora utilizzata in occasione del recente convegno di Srm (Studi e Ricerche del Mezzogiorno) tenutosi a Napoli lo scorso 5 giugno: "Occorre non commettere l'errore di considerare la Zes il rimedio di tutti i mali della crescita. Essa è solo il martello di una cassetta degli attrezzi che deve contenere: chiodi solidi (le imprese), l'incudine (un porto efficiente con terminalisti, centri intermodali e/o aree retroportuali ben strutturati), la chiave inglese (un sistema burocratico solido), l'olio lubrificante (un sistema logistico di prim'ordine), un giravite (il sistema degli incentivi) e la tenaglia (il supporto delle istituzioni). Sono questi i tools (gli utensili, ndr) che devono girare insieme per far valere sul territorio di riferimento la Zes".
Assessori regionali allo Sviluppo Economico di Puglia e Basilicata, Nunziante e Cifarelli, presidenti Emiliano e Pittella, e coordinatore dei PSS Berlinguer, facciamola funzionare subito questa "tenaglia". Così in una nota l'on.Vico, Pd.

giovedì 7 giugno 2018

M5S: "Approvata la risoluzione sulla tutela dell’acqua, ma le risposte sul caos dei mesi scorsi sono insufficienti"


POTENZA - Nonostante l’approvazione della risoluzione sulle recenti interruzioni idriche e sulla valorizzazione e tutela della risorsa idrica della nostra regione, sono ancora tanti i dubbi che aleggiano sul sistema di controlli dell’acqua che arriva ai rubinetti dei lucani.

Pittella ha ricordato i limiti previsti dal decreto n. 31 del 2001 e la possibilità di richiedere deroghe sulla falsariga del Lazio, Sicilia e Puglia, possibilità che la Regione non ha preso in considerazione. Pittella ha inoltre annunciato che nelle settimane scorse si è proceduto alla creazione di un tavolo di esperti per avviare studi ed approfondimenti che garantiscano di recuperare serenità alle popolazioni.

A nostro avviso è davvero difficile garantire serenità quando si è costretti ad assistere ad un odioso batti e ribatti tra quelli che sono gli organi adibiti al controllo, situazione questa che ha creato confusione tra la popolazione e alimentato pericolose dinamiche sulla questione.
Occorre ricordare che il caos dei trialometani non ha interessato solo la costa metapontina: nel novembre 2017 ha riguardato anche il Comune di Irsina con le stesse dinamiche.

Non sono arrivate dalla Giunta le risposte sulla discrepanza dei controlli incrociati effettuati da ASM e ARPAB. Si spera che ne arrivino dal Ministero competente alle interrogazioni dei nostri portavoce a Roma, Cillis e De Bonis.

Nella risoluzione approvata abbiamo dato il nostro contributo chiedendo un approfondimento sulla possibilità di adottare le “Linee guida per la valutazione e gestione del rischio nella filiera delle acque destinate al consumo umano secondo il modello del Water Safety Plan” redatte dall’Istituto Superiore di Sanità.

Si tratta di una pubblicazione sulla gestione del rischio delle acque potabili, cui hanno collaborato Arpa Piemonte, l'ARPA Emilia Romagna, l'ARPA Veneto, l'ASL di Asti, l'ASL TO5, L'ASL di Modena, l'ASL di Vicenza e la Regione Piemonte. L'adozione dei Water Safety Plan è auspicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanita' e lo studio illustra l'applicazione sperimentale condotta in Italia e il punto di vista italiano sulla loro implementazione. Così in una nota congiunta Gianni Perrino e Gianni Leggieri, M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

lunedì 4 giugno 2018

La 23a edizione del Pollino Music Festival nel Parco nazionale più grande d'Italia


Saranno due nomi di punta della nuova scena musicale italiana, Motta e Cosmo, con il producer britannico Neil Perch, anima degli Zion Train, gli headliners della ventitreesima edizione del Pollino Music Festival, che si svolgerà dal 3 al 5 agosto a San Severino Lucano, in provincia di Potenza, sul percorso che conduce verso le serre e i monti del Parco del Pollino, il parco nazionale più grande d'Italia.

La location delle prime due serate, inaugurata nella scorsa edizione, sarà l'area campeggio di Mezzana Salice, frazione di San Severino, dove, a partire dalle ore 20, si svolgeranno i concerti a pagamento. Il terzo giorno, invece, la carovana del festival si sposterà a valle, presso il Parco Avventura nella splendida cornice di Bosco Magnano, per ospitare il progetto Sound Adventures previsto in orario pomeridiano e ad ingresso libero.

Il Cosmotronic Tour di Marco Jacopo Bianchi (Cosmo), dopo aver fatto ballare circa 25 mila persone tra sold-out e date raddoppiate in tutta Italia, farà tappa in Basilicata per una notte in cui l’area concerti del PMF si trasformerà in un gigante superclub a cielo aperto sotto le stelle del Parco Nazionale del Pollino.

Motta, uno dei più stimati cantautori del nuovo panorama musicale italiano, il 4 agosto proporrà dal vivo brani tratti sia dal suo primo disco che dall’ultimo, “Vivere o Morire”, uscito lo scorso aprile. L’album ha ottenuto un grande consenso di pubblico e critica, posizionandosi sin dalle prime settimane in cima alle classifiche musicali e porterà Francesco Motta e i suoi musicisti in tour fino allo Sziget Festival di Budapest, uno dei più importanti festival europei contemporanei.

Sound Advertures è una produzione originale del Pollino Music Festival che vedrà due storici Sound System meridionali (I&I Project e Gianpy Sound) dar vita, con alcune crew lucane e il producer inglese Neil Perch, ad una dancehall diurna partecipata che animerà il Parco Avventura di Bosco Magnano e che si intreccerà, dalle ore 14 fino al tramonto, con un pic-nic collettivo e le attività ludico-sportive offerte in loco.

Neil Perch, giovane studente e dj dell'università di Oxford, nel 1988, in uno scenario prepotentemente permeato dal nascente fenomeno house music, decide di formare un sound system per suonare musica dub. Cultura giamaicana, dunque, che in Inghilterra trova, grazie agli immigrati caraibici, una sua nuova collocazione. Originario delle Barbados, 30 anni dopo celebra una carriera sontuosa fatta di grandi riconoscimenti e idee musicali che hanno influenzato tutte le generazioni di musicisti a venire. Dopo migliaia di live, da solo e con i suoi Zion Train, Neil Perch rinfresca l'inconfondibile sound e al crepuscolo del 5 agosto, nello splendido scenario di Bosco Magnano, presenterà il suo dj set arricchito da nuove empatie.

Come negli anni precedenti, sarà ricca l'offerta di attività parallele al festival: area campeggio libero, escursioni gratuite guidate, visita alle opere di arte contemporanea presenti sul territorio (ArtePollino), esposizioni e laboratori.


Programma dettagliato su: www.pollinomusicfestival.it.

Il Pollino Music Festival è realizzato in collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di San Severino Lucano e l’Associazione Culturale Multietnica di Potenza, che ne cura la progettazione, l’organizzazione e la direzione artistica, ed è co-finanziato dall'Ente Parco Nazionale del Pollino e dalla Regione Basilicata, nell’ambito delle azioni volte a potenziare il sistema lucano di offerta turistica, culturale e di spettacolo.

"Riconoscere bonus gas anche a Calvello"


(ANSA) - POTENZA, 01 GIU - Il Comune di Calvello (Potenza) ha chiesto alla Regione Basilicata, all'Eni e alla Shell - nell'ambito del giacimento "Val d'Agri" - e al Comune di Viggiano (Potenza) la "riapertura degli accordi del 2015" con cui si riconosce agli enti locali il "Bonus gas", che consiste "in un contributo economico di 45 mila smc (metro cubo standard) di gas naturale al giorno".

"Tali attività - ha spiegato nella nota il sindaco di Calvello, Maria Anna Falvella - sono effettuate in maniera rilevante anche nel nostro territorio, con sette pozzi e altri due in fase di allestimento".

venerdì 1 giugno 2018

Pisticci, sabato 2 giugno la passeggiata culturale 'Le vie dell’acqua'

PISTICCI - Le vie dell'acqua è il tema della passeggiata culturale in programma a Pisticci il prossimo sabato 2 giugno promossa dall'Associazione PLUS e dal gruppo social “Noi Pisticci. le nostre radici, il nostro futuro” con il patrocinio del Comune di Pisticci.

La comunità viaggiante degli esploratori culturali guidata dai "ciceroni" Daniele Marzano e Leo Andriulli percorrerà i luoghi dell'agro pisticcese caratterizzati dalla presenza di antiche fontane e sorgenti le cui tracce esistenti e visibili ai partecipanti saranno messe a confronto con le mappe storiche.

Obiettivo è conoscere il paesaggio culturale del territorio per scoprirne identità e mutamenti.

L'iniziativa si svolgerà secondo la metodologia della ricostruzione storica partecipata, già sperimentata in altre occasioni di successo ( "Riscatti", Ago 2017 e "Dai palazzi medievali della terravecchia alle casedde contadine del Dirupo", Dic 2017).

"Le vie dell'acqua" si inserisce nell'ambito di un "pacchetto" di iniziative promosse da PLUS e "Noi Pisticci..." nell'ambito del "Calendario degli eventi estivi" di Città di Pisticci e rappresenta uno dei quattro temi che caratterizza la proposta candidata al bando comunale.

L'evento si svolgerà nel pomeriggio di sabato 2 giugno.

Alle 15:30 i partecipanti si ritroveranno nel piazzale adiacente al campo sportivo Stadio Michetti in località San Gaetano a Pisticci per poi spostarsi, tutti insieme, verso il luogo di inizio della passeggiata.

Il percorso, di circa 3 km, è di media difficoltà, l'inizio è previsto alle 16:00, il rientro alle 18:30 circa.

La partecipazione è libera e gratuita.

Si raccomandano puntualità, abbigliamento comodo e possibilmente un bastone e dell'acqua.

Al tema storico dell'uso dell'acqua si intende collegare il messaggio legato all'uso sostenibile delle risorse idriche oggi a rischio a causa dell'inquinamento, di una cattiva gestione e dei cambiamenti climatici.

giovedì 31 maggio 2018

Valle del Mercure, De Bonis, Gallicchio, Abate (M5S): "Meno potenza e più controlli per la centrale a biomasse"


POTENZA - “La Centrale Enel a biomasse presente nella Valle del Mercure continua ad operare al di là delle condizioni previste dal decreto che ne ha consentito la realizzazione”. E’ questa la denuncia che, tramite interrogazione parlamentare, i senatori del MoVimento 5 Stelle Saverio De Bonis, Agnese Gallicchio e Silvana Abate, hanno formulato al ministro dell’Ambiente relativamente all’impianto operante nel Parco del Pollino.

“Com’è noto – spiegano i tre parlamentari - l’impianto è localizzato nel Comune di Laino Borgo in provincia di Cosenza, ma al confine con la Basilicata, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. La relazione di Piano per il Parco del Pollino del 2011 precisava come il progetto di riattivazione in esercizio con impiego di biomasse quale combustibile, apparisse improponibile, per la scarsa efficienza dell’impianto con rendimenti di appena il 26% e le eccessive dimensioni dello stesso, in contrasto con un modello di filiera biomassa-energia sostenibile. Inoltre nel vecchio regolamento del Parco del Pollino era sì prevista l’attività di impianti del genere, ma a patto che non superassero i 3 MW elettrici. L’11 giugno del 2015 il Consiglio dei Ministri, dopo che più volte la Giustizia amministrativa, accogliendo i ricorsi dei Comuni di Rotonda e Viggianello, delle associazioni e dei comitati, aveva annullato le autorizzazioni rilasciate poiché palesemente illegittime, aveva approvato, a firma del presidente Matteo Renzi, una deliberazione in cui si dava atto che sussisteva la possibilità di procedere alla riattivazione e all’esercizio di un impianto di energia elettrica alimentato a biomassa vegetale prodotta in via diretta con l’esclusione di prodotti classificabili come rifiuti, della potenza di 35 MW netti, a condizione che fossero rispettate le prescrizioni impartite in sede di conferenza di servizi, che fossero attuate le disposizioni contenute nell’Accordo di compensazione sottoscritto il 14 ottobre 2014, e che in sede di approvazione del Piano del Parco da parte delle Regioni interessate venisse apposta espressa deroga relativamente alla potenza installata. Ad oggi quest’ultima condizione non è senz’altro rispettata, visto che non è stato modificato il Piano del Parco e anche per le altre ci sarebbe molto a cui ridire. Non è chiara infatti la provenienza delle biomasse che alimentano la centrale, che certamente non derivano da processi virtuosi e di filiera corta. D’altra parte la maxi inchiesta Stige della DDA di Catanzaro, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri, ha certificato che la criminalità organizzata ha messo in atto un modello organizzativo estremamente efficace che si è ampiamente infiltrato nelle forniture a tutte le centrali calabresi e quella del Mercure, per il notevole fabbisogno di forniture che richiede e l’ assenza di validi controlli è, ad oggi, proprio quella più appetibile.”

“In conclusione – spiegano i senatori – sulla Centrale Enel di Laino Borgo non è possibile continuare a far finta di nulla: l’impianto va ridimensionato e lo Stato deve intervenire affinchè non vengano compiuti abusi. Al momento, per come sta operando, questo insediamento rappresenta infatti uno sfregio su uno dei patrimoni naturalistici più rilevanti del nostro territorio, una ferita che non possiamo tollerare.”