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venerdì 5 luglio 2019

Eruzione Stromboli, geologi: veicolare i piani di emergenza alla popolazione e ai turisti


ROMA - “L’esplosione del 3 luglio è un classico esempio di eruzione parossistica con rilascio di ceneri e lapilli ed alte colonne di gas e polveri superiori anche ai 2 chilometri”. È il commento di Antonio Alba, consigliere del Consiglio Nazionale dei Geologi in merito alle due violenti esplosioni nel vulcano di Stromboli che, mercoledì pomeriggio, hanno provocato la morte di un escursionista. “Nonostante l’imprevedibilità dello Stromboli, la situazione sembrerebbe rientrata nella normalità, pur continuando l’attività eruttiva” spiega il geologo siciliano.

“L’eruzione dello Stromboli può essere considerata straordinaria e imprevedibile” afferma Carlo Cassaniti del Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Abbiamo infatti avuto nel recente passato diversi episodi simili e nel 1930 si sono registrate anche vittime. Questo evento – prosegue - contribuirà ad arricchire la conoscenza degli scienziati che studiano e monitorano i vulcani siciliani al fine di capire se, nel prossimo futuro, sarà possibile individuare eventuali segnali premonitori anche su tali fenomeni esplosivi a grande energia, così da poter pianificare un’attività preparatoria per la messa in sicurezza della popolazione residente e dei visitatori in quota. Nelle prossime ore dovranno essere messe in campo tutte quelle azioni di studio e verifiche per la valutazione del rischio residuo, in quanto i parosissimi del passato, come nel 2002, hanno spesso innescato fenomeni di instabilità della parete del cono con il conseguente collasso craterico e la generazione di tsunami. In ultimo, solo una maggiore e più efficace azione di informazione alla popolazione ed ai visitatori potrà aumentare la consapevolezza che i vulcani attivi saranno sempre aree dove bisogna convivere con la pericolosità e prepararsi adeguatamente per resistere agli eventi naturali. I piani di emergenza con le relative norme comportamentali devono essere veicolati ai frequentatori del vulcano e alla popolazione, affinché si completi il ciclo delle attività di protezione civile” conclude Cassaniti.

Allarme caldo: è luglio 2019 è il mese più torrido degli ultimi anni


La multinazionale canadese Solar Power Network (www.solarpowernetwork.ca), leader mondiale nel settore del fotovoltaico industriale, lancia l'allarme: il mese più caldo del 2019 sarà quello di luglio, mentre agosto sarà il mese estivo con più temporali. Proprio a Ferragosto l'Italia sarà infatti bersaglio di gocce fredde in quota che scateneranno fenomeni temporaleschi nelle ore pomeridiane, soprattutto nelle zone interne, non escludendosi grandinate e trombe d'aria.

Durante questo mese di luglio, invece, tutto il Paese sarà interessato da correnti calde provenienti dall'Africa (anticiclone sub-tropicale) e da quelle provenienti dalle Azzorre (anticiclone azzorriano). Queste due figure bariche regaleranno ai vacanzieri lunghe fasi di bel tempo durante tutto il mese, ma anche temperature elevatissime con la colonnina di mercurio che in alcuni giorni supererà i 36 gradi in molte località, arrivando anche a picchi di oltre 40 gradi e perfino 42 gradi in Puglia e Sicilia.

Gli elevati tassi di umidità renderanno poi il caldo afoso ed insopportabile, soprattutto nelle grandi città, dove le temperature saranno alte anche di notte. Notti tropicali quindi a Roma e Milano, con temperature da allarme rosso che si registreranno anche a Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Napoli, Perugia, Rieti, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.

«Prepariamoci dunque ad un mese particolarmente torrido» avvertono gli analisti di Solar Power Network che sul fotovoltaico ha organizzato un momento di incontro e confronto dal titolo "The Rise of Solar Relief" l'11 luglio prossimo a Milano presso lo Spazio Solferino 40 (info: www.solarpowernetwork.it/the-rise-of-solar-relief - accrediti stampa e aziende: info@aj-com.net).

Il primato di estate più calda dal 1880 potrebbe dunque passare al 2019, con importanti ripercussioni non solo per i cittadini ma anche per molte aree del processo industriale, dalla grande distribuzione (logistiche refrigerate) al farmaceutico e all'alimentare, dove il mantenimento di determinate temperature è essenziale.

«Ad essere percepito a livello dei cittadini non è tuttavia tanto il riscaldamento medio quanto l'excursus climatico: gli estremi di caldo o di freddo. Eppure il fatto, anche se meno percepito a livello di opinione pubblica, è che il nostro Paese si sta riscaldando in termini di temperature medie annuali» commenta Giorgio Mottironi, senior partner di BAngel che per Solar Power Network svolge un ruolo di supporto all'analisi di mercato e sviluppo della strategia.

«Una parte importante del surriscaldamento è riconducibile alla scarsa attenzione all'ambiente» commenta l'ingegner Peter Goodman, presidente e ceo di Solar Power Network, secondo il quale un maggiore utilizzo del fotovoltaico consentirebbe non solo di diminuire considerevolmente le emissioni di gas climalteranti ma anche una mitigazione diretta del caldo, attraverso -ad esempio- impianti rinnovabili che favoriscano l'ombreggiamento.

Leader mondiale nel settore solare industriale, Solar Power Network (www.solarpowernetwork.ca) ha al suo attivo contratti per la generazione di energia elettrica per oltre 400 MW di potenza generata attraverso il sole in ben 678 località, tra siti industriali ed edifici commerciali, dal Canada agli Stati Uniti passando per il Giappone e per l'Australia e dal 2019 anche in parte dell'Africa.

«We have cracked the code» puntualizza orgogliosamente l'ingegner Peter Goodman. E vero è infatti che negli ultimi 10 anni, in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Canada, dal Giappone all'Australia passando anche per l'Africa, Solar Power Network ha ridefinito il modo per le aziende di integrare il solare all'interno delle loro strategie energetiche, rimodulando i parametri ingegneristici ed economici ed approfondendo i parametri normativi per essere in grado di massimizzare:

i) l'abbattimento dei costi, perché Solar Power Network si impegna a ridurre il prezzo dell'elettrica ed a mantenerlo fisso per tutta la durata dell'installazione, a differenza dell'energia elettrica di rete che ha un prezzo imprevedibile e variabile;

ii) la riduzione delle emissioni, perché l'energia solare auto-prodotta in loco da Solar Power Network compensa i generatori su scala industriale alimentati a gas e a carbone, consentendo -unitamente alle batterie di accumulo- di compensare fino al 100% delle emissioni di carbonio;

iii) l'affidabilità ed il miglioramento dell'immagine aziendale, perchè con Solar Power Network l'energia solare fornisce potere ed energia direttamente nelle mani degli imprenditori, riducendo la dipendenza dalla rete elettrica nazionale e migliorando perfino l'immagine perché l'azienda diventa sostenibile non solo economicamente ma anche socialmente, con una particolare attenzione all'ambiente.

«Solar on your needs» aggiunge il presidente e ceo di Solar Power Network. La multinazionale canadese, infatti, per ogni cliente definisce una specifica soluzione, creando una specifica relazione per rendere il solare il più importante e profittevole simbolo della transizione energetica. L'idea vincente è che il solare deve essere concepito e dimensionato sulle reali esigenze delle imprese e che quindi non deve mai essere sovradimensionato, come fanno in molti.

«It's time for Italy to switch towards solar» conclude l'ingegner Peter Goodman riferendosi al Bel Paese, dove i costi dell'energia elettrica sono tra i più alti del mondo e dove più del 60% dell'energia è prodotta da fonti fossili, seppure proprio nel nostro Paese vi sia una disponibilità della risorsa solare tra le più alte al mondo. (AJ-Com.Net).

venerdì 28 giugno 2019

Comuni Ricicloni 2019: il Comune di Potenza premiato da Ricrea


ROMA - Nel 2018, in Italia, sono state avviate al riciclo 386.895 tonnellate di imballaggi in acciaio: un quantitativo di barattoli, scatole, scatolette, fusti, secchielli, bombolette, tappi e chiusure pari al peso di 13 portaerei Cavour, la nave ammiraglia della flotta italiana. Un dato da record, con il più alto tasso di riciclo di sempre per il nostro Paese pari al 78,6% dell’immesso al consumo, che può migliorare ancora grazie all’impegno dei Comuni italiani.

Per l’attenzione dedicata alla raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio, oggi a Roma il Comune di Potenza è stato premiato da RICREA, il Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio, nell’ambito della ventiseiesima edizione di Comuni Ricicloni, l’iniziativa di Legambiente che ogni anno individua le realtà italiane locali che si sono distinte nella gestione dei rifiuti, riducendo drasticamente lo smaltimento in discarica.

“Nella città di Potenza, tramite il gestore della raccolta differenziata ACTA Spa, è stato recentemente implementato il sistema porta a porta della raccolta multi materiale plastica e metalli – spiega Domenico Rinaldini, Presidente del Consorzio RICREA. Ci auguriamo che con questo nuovo sistema la città possa migliorare i risultati raggiunti, avvicinando il Sud Italia alle medie nazionali”.

Per Roberto Spera, Amministratore Unico di ACTA Spa: “Il premio ricevuto conferma il trend in crescita della percentuale di raccolta differenziata in città grazie all’attenzione dedicata ai metalli e all’acciaio rispetto al cui aumento, ruolo importante ha giocato anche il centro di raccolta comunale”.

L’acciaio è un materiale permanente che si ricicla al 100% e all’infinito; grazie a una corretta raccolta differenziata, i contenitori in acciaio possono rinascere trasformandosi ad esempio in chiodi, bulloni, tondi per cemento armato, travi per l’edilizia o binari ferroviari.

sabato 22 giugno 2019

Perrino (M5S): "La giunta Bardi passi all'azione per bloccare lo scempio dell'eolico in Basilicata"


POTENZA - Ho depositato la prima proposta di legge, a mia prima firma, di questa XI legislatura del Consiglio Regionale della Basilicata. La proposta di legge abroga alcune disposizioni in materia di energia da fonti rinnovabile approvate all'interno della L.R. 4/2019 e che mirano, tra l’altro, a raddoppiare le quote di produzione da impianti eolici. A motivare la presentazione della proposta di legge sono state, soprattutto, le modalità scriteriate con cui si è proceduto fino ad oggi all'installazione dei cosiddetti impianti di minieolico, arrivando addirittura ad installarne in aree di grande pregio paesaggistico e di interesse archeologico. Tenuto anche conto dell'impugnativa promossa dal Governo nazionale per evidenti vizi di incostituzionalità, abbiamo deciso che, lungi dall’assumere un atteggiamento passivo (analogo a quello dichiarato dalla giunta regionale che ha annunciato di non volersi costituire in giudizio), è sicuramente meglio agire subito, per assicurare certezza della disciplina regionale in materia di fonti rinnovabili, eliminando del tutto le storture provocate dalla L.R. n. 4/2019 ovvero estirpando alla radice l'oggetto del contendere, senza dover sottoporsi all’alea della seppur assai probabile sentenza di incostituzionalità della Corte Costituzionale. Ci auguriamo che la nostra proposta venga calendarizzata al piú presto e varata dal Consiglio Regionale in tempi rapidi. D'altronde la maggioranza ha dichiarato di essere contraria allo scempio provocato sul territorio lucano dalla incontrollata proliferazione di impianti eolici, per cui ci aspettiamo da tutta, o quasi, l’assemblea legislativa un convinto semaforo “verde” alla nostra proposta di legge. Così in una nota Gianni Perrino, portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

giovedì 20 giugno 2019

3bmeteo: "Weekend: qualche temporale al Nord, caldo africano al Sud"


ROMA - “Prosegue indisturbata l'estate italiana con l'alta pressione che rafforza le sue posizioni sul Mediterraneo. Tuttavia in questo primo week-end d'estate la coda di una veloce perturbazione dividerà l'Italia con temporali al Nord e sulle aree interne del centro e caldo africano al Sud” - Lo dicono in una nota gli esperti di 3bmeteo.com che aggiungono – “Una seconda più intensa ondata di caldo è prevista in avvio della nuova settimana sull'Europa centro occidentale fino a coinvolgere anche il Nord e poi anche il Centro”.

Tra venerdì e sabato temporali puntano il Nord e parte del Centro - L'anticiclone ben disteso sul Mediterraneo favorisce condizioni di bel tempo prevalente sull'Italia, anche se nelle ore pomeridiane alcuni temporali di calore si sviluppano sui rilievi. Le temperature si mantengono su valori estivi ma senza eccessi di calore. Sabato tuttavia l'alta pressione subirà un lieve cedimento a causa del passaggio di una coda di una perturbazione che porterà diversi temporali irregolari al Nord Italia. I fenomeni , localmente di forte intensità, saranno più probabili sui rilievi. Tuttavia già venerdì sera i primi temporali dalle Alpi si estenderanno verso la Valpadana centro occidentale.

Week-end caldo africano al Sud e Isole Maggiori – Le regioni meridionali, la Sicilia e la Sardegna saranno sotto una nuova ondata di caldo africano che da venerdì caratterizzerà tutto il fine settimana con temperature diffusamente oltre i 30 gradi e punte di 35-38 gradi nelle zone interne, specie della Sicilia.

Prossima settimana nuova e più intensa ondata di caldo - Da domenica le condizioni di instabilità tenderanno ad attenuarsi al Nord mentre al Sud sarà raggiunto l'apice di questa ondata di caldo africano. “Con l'avvio della nuova settimana ci sarà un graduale cambiamento; il caldo si intensificherà al Nord e poi anche al Centro mentre le temperature rientreranno sui canoni tipici del periodo al Sud” – concludono da 3bmeteo.

martedì 18 giugno 2019

Lomuti (M5S): "Ricorso al tar e al consiglio di stato gratuiti, per associazioni ambientaliste e di tutela"



POTENZA - I ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, in materia di protezione ambientale, saranno agevolati con l'esenzione del pagamento del contributo unificato.

L'importante novità faciliterà i ricorsi di associazioni ambientaliste, di tutela dei consumatori e di utenti, ed è contenuta in un disegno di legge del senatore Arnaldo Lomuti, vicepresidente del Movimento 5 Stelle al Senato e componente della Commissione Giustizia.

Il principio da cui parte tutto è legato al fatto che i ricorsi al Tar spesso presentano costi notevoli per cittadini e associazioni in genere di volontariato, condizione che spesso ostacola le associazioni che si muovono per proteggere l’ambiente o per tutelare la qualità della vita.

«La protezione ambientale, della salute e della qualità della vita, così come la tutela del consumatore sono interessi collettivi tutelati anche dalla Carta Costituzionale e meritano forme di salvaguardia giurisdizionali efficaci che non possono essere sminuite da ostacoli di carattere meramente economico», ha affermato il senatore Lomuti. Convinto che «in alcuni casi, l’importo del contributo unificato può raggiungere cifre rilevanti, tali da disincentivare il ricorso alla giustizia di associazioni e cittadini che già dedicano tempo e denaro a lodevoli iniziative di denuncia e di controllo».

Il principio sancito con questo disegno di legge afferma, in sostanza che l'entusiasmo, l’amore per il proprio territorio, il diritto di autotutela e la volontà di partecipazione diretta da parte della cittadinanza attiva, devono essere considerati un valore a cui fare affidamento nell’evoluzione e nel progresso della comunità.

Il disegno di legge semplificherà anche gli obblighi burocratici e sarà valido nei ricorsi davanti ai Tar, Tribunali amministrativi regionali, al Consiglio di Stato e, in casi straordinari, anche per i ricorsi al Presidente della Repubblica.

L'esenzione del contributo unificato, in caso di danno ambientale, varrà anche per le associazioni locali di protezione ambientale, non solo per quelle di rilievo nazionale o interregionale, purché dimostrino di possedere alcuni requisiti: uno stabile assetto organizzativo, uno stabile collegamento, anche di natura territoriale, e, tra le finalità statutarie, anche il perseguimento non occasionale di obiettivi relativi alla tutela dell'ambiente, della salute o della qualità della vita.

«La Democrazia è una responsabilità collettiva ha concluso Lomuti. Le associazioni ambientaliste e dei consumatori sono una risorsa preziosa, le loro azioni non devono trovare ostacoli economici nelle attività di salvaguardia di diritti e di tutela ambientali e di salute collettiva». Così in una nota Arnaldo Lomuti (M5S) Portavoce al Senato, vicepresidente del gruppo M5S Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia).

sabato 15 giugno 2019

Annullato il secondo viaggio del 'Treno dei pensieri'

POTENZA - Per intervenute cause tecniche indipendenti dalla volontà degli organizzatori, il secondo viaggio “ Acqua, ambiente e agricoltura: un nesso sostenibile” del “Treno dei pensieri”, in programma il prossimo 15 giugno, è stato annullato. A breve saranno comunicati futuri aggiornamenti.

Per informazioni:

Vincenzo Coppa (3454146026) – Presidente de LaVerde via
Elsa Sciancalepore (3667050179) - Addetto stampa evento “Treno del pensiero”.

mercoledì 12 giugno 2019

Leggieri (M5S) sulla questione Pozzo San Fele 1


POTENZA - Come sottolineato spesso da tanti studiosi ed esperti del settore ambientale i pozzi di petrolio dismessi e abbandonati rappresentano un enorme pericolo per l’ambiente e la salute dei cittadini. Purtroppo è una tematica, di cui pochi si preoccupano e che, purtroppo, in Basilicata è largamente sottovalutata e spesso del tutto addirittura ignorata, ma che può avere conseguenze devastanti sull’ambiente e sulla salute umana.

A seguito della segnalazione relativa alle anomalie riscontrate nell’area del Pozzo San Fele 1 presentata da alcuni attivisti del Movimento Cinque Stelle di San Fele, a cui ha fatto seguito un sopralluogo della Professoressa Colella, ho presentato un’interrogazione rivolta al Presidente della Giunta, Vito Bardi e all’Assessore all’Ambiente, Gianni Rosa, per sapere se gli uffici regionali siano a conoscenza della situazione in cui versa l’area del pozzo San Fele 1, quali azioni si intendano mettere in atto per capire le ragioni di questa situazione anomala, quali azioni si intendano mettere in atto per tutelare la salute dei cittadini che vivono nelle zone interessate, se ARPAB e ISPRA stiano procedendo al controllo e alla messa in sicurezza di tutti i pozzi esplorativi presenti sul territorio lucano.

Come riportato della testata giornalistica online Basilicata24, poco a valle del pozzo petrolifero abbandonato, e non bonificato, San Fele 1, e in un’area con sorgenti adibita a pascolo di bestiame, recentemente è apparsa un’anomala area con erba secca bianca che lascerebbe pensare alla fuoriuscita dal sottosuolo del velenoso idrogeno solforato a seguito della riattivazione di una frana. A segnalarlo è Albina Colella, Professore Ordinario di Geologia all’Università della Basilicata.

Oltre a segnalare la situazione anomala la Professoressa Colella ha suggerito una ipotesi sulla sua genesi, che è comunque da verificare. In pratica l’erba potrebbe essere stata disseccata in seguito a un’emissione di gas dal sottosuolo (probabilmente di idrogeno solforato), favorita dal movimento franoso e dallo sviluppo di fratture nel terreno che hanno costituito una via di fuga del gas fino in superficie.

Richiedo pertanto un intervento celere da parte delle Istituzioni e delle Autorità preposte per verificare quello è accaduto e sta accadendo nell’area del Pozzo, per metterlo in sicurezza, tutelando la salute di cittadini che vivono in quelle zone. Così in una nota Gianni Leggieri, consigliere regionale M5S Basilicata.

venerdì 7 giugno 2019

Convegno Geo_MATERA2019: Ambiente, Territorio e Recupero del Costruito


“Un evento in Basilicata in cui si evidenzierà la centralità della geologia nei processi di crescita e sviluppo sostenibile dei centri storici italiani prendendo come riferimento Matera definita ‘città geosito’. La conoscenza geologica del territorio si integra con risorse come energia, idrogeologia, recupero del costruito e sicurezza del territorio, in tal modo la geologia diventa imprescindibile nei processi di costruzione delle smart city”. Questo il commento di Raffaele Nardone, consigliere del Consiglio Nazionale dei Geologi in vista del convegno itinerante “Geo_Matera_2019: Ambiente, Territorio e Recupero del Costruito” che avrà luogo dal 12 al 14 giugno in Basilicata. “Da qui – prosegue - nasce anche la necessità di sottolineare l’importanza della conoscenza geologica del sottosuolo in contesti urbani supportando le azioni di governo del territorio e diventando così elemento imprescindibile per le valutazioni di sicurezza delle costruzioni”.

Uno dei temi che sarà affrontato durante il convegno è “Geologia urbana e recupero del costruito” nel quale interverrà Fabio Tortorici, Presidente della Fondazione Centro Studi del CNG. “Un numero cospicuo di grandi e piccoli centri urbani - afferma il geologo - è costruito su aree potenzialmente soggette a rischi naturali, rappresentando i luoghi simbolo nel disequilibrio dell’interazione tra uomo e ambiente. Le alluvioni di Firenze, Genova, Giampilieri, le frane di Sarno e Agrigento, i terremoti di Messina, dell’Aquila, per citare alcuni esempi, - spiega - non possono rientrare tra le ‘catastrofi rimosse’, dovrebbero invece essere la base conoscitiva per un recupero e sviluppo sicuro dei nostri centri urbani. Sottovalutiamo la grave e costante minaccia dei terremoti, in una nazione in cui si verifica un sisma distruttivo mediamente in meno di ogni 5 anni, in cui il 65 per cento delle costruzioni è stata realizzata prima del 1974 (anno in cui entrarono in vigore le prime norme antisismiche), in cui circa 5 milioni di edifici ricadono in aree classificate ad alto ed elevato rischio sismico ed in cui meno del 30 per cento degli edifici scolastici è stato sottoposto a verifiche di vulnerabilità sismica. E aggiungiamo che manca ancora un adeguato piano di prevenzione sismica” denuncia Tortorici.

“Una tre giorni in cui si vuole evidenziare l’importanza della cultura geologica negli aspetti quotidiani e reali della vita della popolazione sul territorio. E sarà l’occasione per sottolineare il binomio fondamentale e indissolubile tra il territorio e la cultura geologica” dice Filippo Cristallo, consigliere dell’Ordine dei Geologi della Basilicata. “Gli aspetti geologici del territorio condizionano e si correlano alle questioni antropologiche e al complesso delle manifestazioni della vita materiale, sociale e spirituale di ogni popolo o di ogni gruppo etnico, in relazione alle varie fasi di un processo evolutivo nei diversi periodi storici condizionando le diverse condizioni ambientali” aggiunge.


Al convegno sarà presente anche il nuovo Presidente della Federazione europea dei geologi, Marko Komac: “La società contemporanea si trova di fronte a sfide impegnative, alcune sono una conseguenza di fenomeni naturali, come terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami; altre invece sono una conseguenza delle attività umane che hanno portato all'attuale crisi climatica, come inondazioni, frane, surriscaldamento globale, innalzamento del livello del mare e scarsità dell'approvvigionamento idrico. L'elenco è lungo, - fa sapere - ma c’è ancora una possibile soluzione: i geologi. Soltanto noi geologi abbiamo le corrette conoscenze per affrontare queste sfide, per questo è nostro dovere dare risposte efficaci per gestire l'ambiente e tutelare le risorse di cui disponiamo. Solo così, possiamo mitigare o addirittura prevenire i futuri problemi sociali” conclude Komac.

mercoledì 5 giugno 2019

Anche a Terranova di Pollino (PZ) la ricorrenza dell''European Geoparks Week'


POTENZA - In occasione della "European Geoparks Week", l'8 Giugno, la festa che ogni Geoparco dedica annualmente alla promozione del geoturismo o della fruizione del patrimonio geologico compreso in aree protette, immancabilmente collegato al patrimonio naturale e culturale, l'Ass. #maistaticosìaccesi di Terranova di Pollino(PZ) in collaborazione con l'Ente Parco Pollino organizza un' escursione nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, precisamente ai Geositi internazionali Timpa delle Murge- Timpa Pietrasasso

Il programma è il seguente:

- Ore 9.00 Partenza da Piazza Gen. Virgallita direzione Casa del Conte (munirsi di mezzi propri);

- Ore 9.30 Partenza da Casa del Conte direzione Timpa delle Murge e Timpa di Pietrasasso accompagnati da Istruttrice di Nordic Walking;

- Ore 12.00 Arrivo a Timpa Pietrasasso.

Lungo il percorso verranno effettuate delle soste nelle quali, gli esperti del Geoparco Pollino, illustreranno le peculiarità ambientali dell'area.

- Ore 15.00 Rientro a Terranova di Pollino e visita alla Mostra fotografica

dedicata al "Palio del Grano" , presso la Sala Agorà a cura della Pro Loco di Terranova di Pollino e stand promozionale associativo a cura dell'AVIS.

LA PARTECIPAZIONE E' GRATUITA. e' gradita la prenotazione on-line al seguente link:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-european-geoparks-week-2019-62393414382

Info e prenotazioni telefoniche: 340 2658356

A Matera punto su innovazione tecnologica, raccolta rifiuti e tariffe per i cittadini

MATERA - Giornata di studio e confronto sui nuovi modelli tecnologicamente avanzati di raccolta e gestione del ciclo dei rifiuti. Adozione della tariffazione puntuale, utenti che pagano anche per ciò che conferiscono, stimolo dei comportamenti virtuosi di cittadini e imprese. I case history di successo italiani.

Sono questi i temi al centro del convegno nazionale in programma il 12 giugno a Matera (Ipogei di San Francesco – ore 9.30): dal titolo: “Da sud a nord innovazione tecnologica e tariffazione puntuale”. Manifestazione organizzata grazie all’impegno dell’azienda high-tech Lucana “Innova” e delle società “Consea” e “Softline”, nell’ambito della settimana dedicata alla sostenibilità Materia circolare. “Apriremo i lavori presentando ciò che le nostre tre imprese hanno appena realizzato. Una piattaformatecnologica, chiamata, “SINERGIKA”, in grado di gestire per tutta la filiera del servizio di raccolta rifiuti urbani, dalla organizzazione del servizio alla sua applicazione, fino alla riscossione della TARIP – spiega Andrea Di Pasquale, ad di “Innova” – Oggi in tutto il Paese esistono esperienze importanti che coniugano innovazione e grandi risultati sul piano della tutela ambientale, di un servizio efficace e in prospettiva con costi più bassi per amministrazioni locali, gestori e soprattutto utenti”.

E al meeting di Matera arrivano anche tre casi di scuola in grado di dimostrarlo. Marco Baccaglioni, direttore di “SECOVAL srl”, illustrerà l’esperienza della Comunità Montana Valle Sabbia (BS) e Savino Lattanzio, consigliere comunale delegato al miglioramento della raccolta differenziata del Comune di Massafra (TA). Mentre, Fiorenza Pascazio sindaco di Bitetto (BA) illustrerà numeri e cifre di quanto accaduto sul suo territorio, a dimostrazione che anche nel meridione d’Italia tali modelli sono applicabili.

A Rossano Ercolini, presidente di “Zero Waste Europe”, vincitore del “Goldman Environmental Prize 2013”, unanimemente considerato l’equivalente del premio “Nobel” sui temi dell’ambiente, invece il compito di riflettere su come l’introduzione in Italia della tariffazione puntuale, possa essere un passo importante verso il traguardo dei “rifiuti” zero. Nel pomeriggio ancora spazio per Ercolini, con una presentazione e dibattito sul suo ultimo libro “Rifiuti Zero”, in libreria per i tipi “Baldini e Castoldi”.

L’evento è stato organizzato nell’ambito del ricco programma di “Imprese Possibili – Materia Circolare”, che rientra nelle attività del bando Open Future della “Fondazione Matera 2019” e Confindustria. Il programma della settimana è disponibile sul sito www.impresepossibili.it.

giovedì 30 maggio 2019

M5S Basilicata: "Bardi censura la strategia 'Rifiuti zero' e osanna il petrolio"


POTENZA - Fiacco e senza entusiasmo: ecco in estrema sintesi, il discorso sulle “linee programmatiche” presentato ieri dal presidente Bardi all’assise regionale. Una sorta di smunta e superficiale pappardella che ha manifestato limiti evidenti e destato non poche perplessità.

Come abbiamo più volte ribadito è sbagliato, anche economicamente, considerare il petrolio una risorsa. I costi sociali e ambientali delle estrazioni sono insostenibili per le presenti e future generazioni di lucani. Ma Barsi si è guardato bene dal far riferimento agli evidenti scempi che hanno distrutto in maniera irreversibile parti del nostro meraviglioso territorio.

Davvero incomprensibile la censura sulla strategia “Zero rifiuti” che, secondo lo stesso Bardi, “tanti danni ha portato anche all’ambientalismo”. Ci spieghi Bardi come intende fronteggiare la gestione dei rifiuti senza diminuirne la produzione a monte o effettuarne una valorizzazione non impattante alla fine del processo. Per noi “Zero rifiuti” significa economia circolare: superamento della plastica e dei rifiuti non riciclabili o riutilizzabili, quindi, progressiva riduzione dei rifiuti da inviare in discarica o, peggio, nei forni di qualche inceneritore o cementificio. Sono punti sui quali come M5S abbiamo spinto nella scorsa legislatura, cercando di incardinarli all'interno del Piano Regionale dei Rifiuti, rispetto al quale Bardi ci è parso poco chiaro (e informato), così come sul possibile adeguamento degli impianti alle 'effettive' necessità del ciclo dei rifiuti.

La superficialità è parsa ancora più evidente in materia “infrastrutture”: in merito, Bardi ha omesso di fare riferimento agli annosi nodi irrisolti per i quali sono già stati stanziati ingenti finanziamenti. Nessun riferimento al corridoio Murgia - Pollino sul quale si è già in avanzata fase di progettazione e che permetterebbe ai materani - e non solo - di raggiungere agevolmente la Basentana (arteria stradale che tuttora si presenta come un cantiere infinito). Stesso discorso per il completamento dell’ultimo lotto di Bradanica, al quale mancano pochi chilometri per raggiungere la Capitale europea della Cultura 2019.

Sul capitolo sanità attendiamo la convocazione della annunciata seduta ad hoc: sono tanti e tali gli aspetti sui quali occorre fare finalmente chiarezza, che mancano del tutto nelle linee programmatiche esplicitate ieri da Bardi. A tratti i proclami del neo Governatore si sono sovrapposti a quelli del suo predecessore: puzza di vecchio questo presunto cambiamento. I cittadini lucani hanno chiesto discontinuità dal “Sistema” che ci ha portato in Basilicata a questa situazione di stallo e di continuo spopolamento. Speriamo non si riveli una mutazione in peggio, per quanto ci venga difficile immaginarlo. Un’operazione impossibile, visti i disastri inanellati nei decenni scorsi, ma d'altronde gli attori politici di questa regione ci hanno abituati a questo genere di 'imprese'. Così in una nota congiunta Gianni Perrino, Gianni Leggieri e Gino Giorgetti, M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

giovedì 16 maggio 2019

A Matera "La tutela delle specie, delle aree protette e della Biodiversità"


MATERA - Il giorno 17 maggio 2019, presso l’Istituto Comprensivo “G. Pascoli” di Matera sito in Via Parini n.1, alla presenza di circa 150 alunni delle classi IV elementare, sarà tenuto un’importante incontro di divulgazione ambientale avente a tema il valore della biodiversità e l’attività dell’Arma dei Carabinieri a tutela delle specie di fauna e flora in pericolo di estinzione, con particolare riferimento a quelle della nostra regione.

L’incontro sarà tenuto da militari qualificati nella didattica alle classi elementari con giochi e video illustrativi, nonché da militari specializzati nel controllo delle specie protette.

La giornata è il momento centrale di un programma di iniziative formative che l’Arma dei Carabinieri sta tenendo sul tema in tutte le scuole della regione.

Al termine, alle ore 11.15, alla presenza del Prefetto e del Sindaco di Matera, con la partecipazione dell’Ufficio scolastico regionale, gli alunni sarà donato il calendario CITES dell’Arma dei Carabinieri, che per il 2019 ha ad oggetto: la cooperazione internazionale contro il traffico di specie selvatiche.

Il calendario, edito ogni anno, intende accrescere l’attenzione sull’importanza della biodiversità nel mondo, anche portando a conoscenza degli sforzi che vengono sostenuti per proteggerla. la cultura della biodiversità.

Clima di cambiamento...in tour! 3° tappa Matera


MATERA - Il 24 maggio p.v., l' I.I.S. “A. TURI” – Istituto Tecnico Agrario “G. Briganti” di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, ospita la 3° tappa del tour “Clima di Cambiamento” di Isola della Sostenibilità 2019.

Tema della giornata sarà il Climate Change: aziende, associazioni ed enti coinvolgeranno gli studenti dell’Istituto in un dibattito sull’argomento, con un focus particolare sulle criticità presenti sul territorio. Matera si è dimostrata, infatti, sensibile alle tematiche legate al concetto di città sostenibili. Compito dei relatori sarà quello di spiegare ai ragazzi l’importanza dei contenuti trattati, spingendoli a riflettere sui propri comportamenti e sugli effetti che questi hanno sul Pianeta.

Il Sindaco di Matera, Raffaello De Ruggeri, il Presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese ed il Consigliere della Regione Basilicata, Piergiorgio Quarto, saranno presenti alla manifestazione.

Tra gli interventi della giornata Carolina Innella, ricercatrice ENEA, con un discorso sull’Economia Circolare Urbana. Per ISPRA sarà presente la ricercatrice Anna Chiesura, con un intervento ad hoc sull’importante ruolo che l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, svolge per la sostenibilità urbana; mentre CROCE ROSSA ITALIANA mostrerà ai ragazzi le attività svolte a difesa dell’ambiente.

La parola passerà, quindi, agli studenti che, prima di partecipare alle attività laboratoriali, presenteranno un progetto di semina su sodo: sistema di coltivazione che si basa sull'assenza di qualsiasi tipo di lavorazione meccanica del terreno, al fine di proporre una tecnica di agricoltura conservativa, per un’agricoltura amica del suolo.

Cos'è Isola della Sostenibilità?

Isola della Sostenibilità è un Progetto a carattere Nazionale in cui Enti di ricerca e Aziende e Associazioni virtuose cooperano con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile tra le nuove generazioni.

Le attività in programma per il 2019 sono: il Tour nelle scuole – “2019: Clima di Cambiamento”, l’Evento finale “Isola della Sostenibilità – Educare al cambiamento” e la seconda edizione del Concorso “Cambia-Menti. Upgrade Ur Mind”.

Per maggiori dettagli:

http://isoladellasostenibilita.com
https://www.facebook.com/isolasostenibile/
info@isoladellasostenibilita.com

giovedì 9 maggio 2019

Forestazione, Cavallo (Fai Cisl): "Senza giunta regionale si rischia la paralisi dei cantieri forestali"


POTENZA - Il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, esprime preoccupazione per i possibili ritardi nell'avvio dei cantieri forestali. "Siamo a maggio inoltrato - spiega il sindacalista - e ancora non sappiamo chi sarà il nostro interlocutore istituzionale e con chi dovremo confrontarci sulle problematiche che interessano il settore forestale. Se lo stallo politico e amministrativo dovesse protrarsi ancora - avverte Cavallo - il rischio di uno scivolamento in avanti della data di avvio dei cantieri sarebbe molto alto, ma questo significherebbe un accorciamento del calendario e l'impossibilità di sviluppare tutte le ore contributive pattuite, con grave danno economico per i lavoratori, in particolare per quella platea di operai forestali provenienti dal progetto Vie Blu contrattualizzati a 150 giornate lavorative. È perciò urgente far partire la macchina amministrativa quanto prima - conclude il segretario della Fai Cisl - e proseguire nel lavoro di armonizzazione incominciato nella passata legislatura a seguito del riordino del sistema forestale per dare certezze ai circa 5 mila addetti della filiera".

mercoledì 8 maggio 2019

Quale eolico in Basilicata ?


POTENZA - Il WWF Basilicata, pur promuovendo e sostenendo le fonti energetiche rinnovabili, è intervenuto di recente nella procedura VIA presso il Ministero dell’Ambiente relativa all’impianto di eolico industriale di Muro Lucano presentando le proprie osservazioni e chiedendo alla Commissione di esprimere parere negativo di compatibilità ambientale in quanto gli studi presentati dalla società proponente, la Mia WIND, erano assolutamente inidonei ad escludere impatti ambientali e paesaggistici che invece sono ben evidenti.

Il progetto, che si somma ad una ulteriore proposta di un altro parco eolico di 88 MW nella stessa area, infatti riguarda 12 aerogeneratori che a pala alzata arrivano all’altezza di 200 mt con rotori di 158 mt. di diametro. Per avere un termine di paragone si pensi che uno dei più noti grattacieli italiani, il c.d. “Pirellone” di Milano è alto “solo” 127 mt. e che per avere un grattacielo di altezza paragonabile dobbiamo prendere in considerazione il più alto grattacielo italiano, ovverosia la Torre Allianz di Milano con i suoi 209 mt. Per avere un altro riferimento si pensi che la superficie coperta dalle pale in rotazione è pari quasi a quella di 3 campi di calcio regolamentari! Come si può allora pensare che 12 torri di queste dimensioni possano avere un impatto visivo limitato “a pochi punti di osservazione” e che non arrecheranno nessun alterazioni paesaggistica? Al contrario un siffatto parco eolico si imporrà visivamente nel comprensorio territoriale sfregiandolo e predominando sulle altre caratteristiche paesaggistiche.

Nello scorso mese di marzo come WWF eravamo anche intervenuti nella procedura di VIA relativa all’impianto eolico industriale di Acerenza di 18 pale con potenza di 36 MW di I.V.P.C. Power e nella procedura di VIA regionale per un impianto eolico a ridosso dell’Oasi di Pignola con analoga richiesta, ovverosia di parere negativo per le stesse ragioni, affiancandosi così alle amministrazioni locali che pure hanno espresso la loro contrarietà agli impianti.

In realtà tutti gli studi di impatto ambientali presentati dalle società erano lacunosi, frutto di copia ed incolla talvolta persino manifesto, con intestazioni di altri progetti lasciati in bella vista, tal’altra con dichiarazioni veramente bizzarre come quella di evidenziare che in Basilicata è estinto l’orso “una volta frequente nelle selve lucane” (evento che risale forse a mille anni fa) o addirittura sostenere che le pale eoliche costituiranno un attrattore in grado di rilanciare il turismo delle aree interne.

Esempi questi che secondo la delegazione regionale del WWF mostrano il pressapochismo e l’arroganza delle società proponenti che in nome del benessere del pianeta non si stanno facendo scrupoli a modificare il volto intero della Basilicata dove si è già arrivati probabilmente ad una situazione di “saturazione territoriale“ degli impianti eolici industriali ed una ulteriore proliferazione rischierebbe di compromettere le valenze ambientali, naturalistiche, paesaggistiche e con esse quella vocazione turistica e di un’agricoltura di qualità della Regione in maniera forse irreversibile, sommandosi al destino della Val d’Agri e della Val Camastra già profondamente segnate dalle attività petrolifere.

Infatti già a fine 2018, secondo i dati desunti dal sito Atlaimpianti-Gse risultano in esercizio complessivamente tra mini e macro eolico 924 impianti in provincia di Potenza e 106 in Provincia di Matera, di questi, 48 di grandi dimensioni si trovano in Provincia di Potenza e 9 in Provincia di Matera, con una potenza installata al 31.12.2017 pari a circa 1200 MW. Insieme agli impianti realizzati bisognerebbe considerare anche i progetti di eolico industriale presentati, il più recente su Banzi di 33,6 MW, che risultano per una ulteriore potenza complessiva da installare pari a circa 350 MW.

Per queste ragioni il WWF chiede che non siano più autorizzati parchi eolici industriali in Basilicata almeno fino a quando la Regione non sarà in grado di garantire una seria programmazione territoriale ed energetica cioè fino a quando non approverà il piano Paesaggistico Territoriale ed aggiornerà il Piano Energetico regionale, oramai inadeguato. Il WWF chiede inoltre la sospensione ed il ritiro della Legge regionale n. 4 del 13 Marzo 2019 che prevede il raddoppio dell’eolico in Basilicata e riduce ulteriormente le distanze di detti impianti da strade e abitazioni.

lunedì 6 maggio 2019

Potenza: Contaminazione reticolo idrografico, cinque sospesi dal servizio


E' stata determinata la sospensione dal servizio per un periodo di otto mesi, per cinque persone, che erano componenti del Comitato tecnico regionale della Basilicata. La decisione è stata presa dal gip del Tribunale di Potenza, nell'ambito dell'inchiesta che ha visto il reticolo idrografico, situato vicino al Centro Oli di Viggiano (Potenza) dell'Eni, contaminato. Il fattaccio, è avvenuto per via dello dello sversamento, due anni fa, di una quantità pari a 400 tonnellate di petrolio.

venerdì 3 maggio 2019

Fai bella l'Italia: in Basilicata appuntamento nei Calanchi di Montalbano Jonico


MONTALBANO JONICO (MT) - In Basilicata sarà la Riserva regionale dei Calanchi di Montalbano Jonico a fare da scenario, domenica 5 maggio, alla prima Giornata nazionale per la cura dell'ambiente. L'iniziativa è promossa dalla Fai Cisl e vedrà mobilitati in tutta Italia dirigenti e attivisti del sindacato, nonché volontari e comuni cittadini, in concrete iniziative di salvaguardia del territorio. Una ventina i siti di particolare valore naturalistico e paesaggistico che saranno adottati per un giorno dalla Fai Cisl: si tratta perlopiù di fiumi, spiagge, riserve naturali, parchi pubblici e boschi che saranno risistemati e restituiti alla comunità. I volontari lucani del sindacato, in collaborazione con il circolo di Legambiente di Montalbano e con il supporto dell'amministrazione comunale e della Provincia di Matera, si ritroveranno alle 9 nella zona del Belvedere e saranno impegnati nella sistemazione e nella messa in sicurezza di alcuni sentieri della Riserva a ridosso del centro abitato.

"Lo spirito di questa iniziativa - spiega il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo - è accendere i riflettori sul nostro straordinario patrimonio naturalistico e sulla necessità di preservare tale patrimonio per le generazioni future. È un gesto concreto ma anche simbolico per dire che prenderci cura del territorio è un dovere per tutta la comunità. Ringrazio per questo il sindaco Piero Marrese che, anche in qualità di presidente della Provincia di Matera, ha voluto patrocinare questa nostra iniziativa di tutela e valorizzazione del territorio e di costruzione dal basso di una nuova sensibilità ecologica. Allo stesso tempo - continua il sindacalista - con questo evento poniamo l'accento sul valore sociale del lavoro forestale, spesso bistrattato, e sull'importanza di avere delle sentinelle preparate e attrezzate a presidio di un territorio fragile come quello lucano, di cui i calanchi sono l'espressione ad un tempo drammatica e suggestiva".

I Calanchi di Montalbano si estendono per circa 25 Km quadrati e sono il geosito più grande della Basilicata. Riserva regionale dal 2011, quest’area calanchiva, nelle sue profonde e caratteristiche incisioni, custodisce e restituisce spesso reperti fossili di grande valenza scientifica che ne fanno un sito unico al mondo per gli aspetti geologici e paleontologici e di particolare pregio paesaggistico, ambientale, archeologico e culturale. "Basta passeggiare lungo i sentieri della Riserva per imbattersi in quantità copiose di fossili", spiega Maurizio Rosito, presidente del circolo di Legambiente di Montalbano e uno degli animatori del Centro di educazione ambientale che organizza all'interno della Riserva regionale escursioni e visite guidate.

Di particolare interesse storico, ma anche pratico, sono le antiche mulattiere - le storiche appiett' - che fino agli '70 erano utilizzate dai contadini per raggiungere i terreni irrigui della Val d'Agri e che oggi costituiscono un prezioso reticolo di sentieri per visitare la Riserva. Caratteristiche che rendono i Calanchi di Montalbano unici rispetto ad altri calanchi della regione e che richiamano ogni anno un numero crescente di curiosi, appassionati e studiosi, non ultimi alcuni ricercatori del dipartimento di geologia e geofisica dell'Università di Bari che sono riusciti a ricostruire il calendario geologico dell'area, diventata ormai un punto di riferimento stratigrafico per le ricerche sul Quaternario.

mercoledì 24 aprile 2019

“25 aprile”: resistenza contro le trivellazioni in Basilicata


POTENZA - Ancora una volta la Basilicata torna alla ribalta per fatti di cronaca legati all’annosa questione dell’inquinamento in Val d’Agri, il WWF ha sempre sostenuto la propria contrarietà alle attività petrolifere evidenziando come sia assolutamente insensato pensare ancora di fondare la propria politica energetica ed economica sullo sfruttamento dei pozzi di petrolio nella nostra Regione. Scelte che hanno messo a rischio non solo i delicati equilibri ambientali delle aree interessate ma hanno fortemente compromesso interi settori economici legati all’agricoltura e al turismo su cui molte comunità locali avevano fondano la loro sussistenza.

Alla luce delle note vicende giudiziarie, il WWF di Basilicata chiede al nuovo governo regionale di valutare la questione anche da un punto di vista politico-amministrativo e di adottare una inversione di marcia in forza delle quali si sono potuto verificare fenomeni illeciti. In tale ambito vanno a collocarsi, oltre all’enorme sversamento di idrocarburi dal Cova a Viggiano, anche le questioni delle emissioni in atmosfera del Centro Olio, delle operazioni di reimmissione delle acque di separazione provenienti dal ciclo produttivo del greggio nel pozzo Costa Molina 2, dalla gestione dei rifiuti prodotti all’interno dello stesso Centro Olio Val d’Agri.

Probabilmente, la logica del “tuttappostismo” non è servita, come non sono servite le vessazioni che hanno dovuto subire gli ambientalisti per le loro battaglie in difesa della natura e della biodiversità, considerato che la “contaminazione e la compromissione di 26mila mq di suolo e sottosuolo dell’area industriale di Viggiano” è realtà così come è realtà la contaminazione dell’invaso del Pertusillo, la cui acqua oltre all’uso irriguo per oltre 35mila ettari di terreno, è destinata al consumo umano di buona parte della popolazione lucana e pugliese.

I reati ambientali, oltre le gravi ripercussioni sulla biodiversità e sul clima, hanno avuto enormi ricadute sociali ed economiche, in un’area di grande pregio naturalistico dove insiste il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano - Val d'Agri – Lagonegrese, tali reati non possono non essere considerare come veri e propri crimini ambientali, quindi crimini contro l’umanità.

Il WWF crede che ora più che mai servono azioni forti di tutela del territorio della Basilicata evitando forme di assoggettamento agli interessi delle compagnie petrolifere, che non hanno fatto che ledere l’immagine di “Regione Verde” e di “Matera Capitale Europea della Cultura 2019”. Si rende sempre più urgente delineare una proposta di modello di sviluppo regionale eco-sostenibile basato sull’efficienza energetica e sulle rinnovabili non impattanti, valorizzando le opportunità derivanti dall’applicazione dei criteri per l’occupazione e l’ambiente.

Certamente l’inchiesta sul petrolio avrà un peso nelle decisioni politiche che la nuova giunta regionale si appresterà a prendere, noi crediamo che le opportunità per percorrere un modello “green” siano possibile, soprattutto per offrire soluzioni occupazionali a quei lavoratori che attualmente lavorano negli impianti e nell’indotto petrolifero, facendoli uscire fuori dal ricatto occupazionale.

Questo 25 aprile anche per noi è la Festa della Liberazione, quindi oltre a ricordare la liberazione dell’Italia al nazi-fascismo, vogliamo riflettere sulla liberazione della Basilicata dalle trivelle e dagli inquinatori.

Perrino e Leggieri (M5S Basilicata) sullo sversamento di greggio a Viggiano


POTENZA - Amarezza e sconforto si provano nel leggere le drammatiche conferme che ieri sono arrivate attraverso le parole del Procuratore Capo di Potenza, Francesco Curcio, a margine della conferenza stampa per dettagliare le misure e motivazioni a seguito dell'inchiesta sullo sversamento di greggio dal Centro Oli dell'ENI a Viggiano.

Durante la scorsa legislatura le tragiche vicende della Val D’Agri sono state costantemente al centro della nostra azione politica. Una costante operazione di fiato sul collo durata 5 anni che quasi sempre si è scontrata con il tuttappostismo delle istituzioni regionali e con gli interessi particolari del cane a sei zampe. A maggio 2017, assieme al portavoce in Parlamento Europeo, Piernicola Pedicini, avevamo presentato un atto di esposto e di contestuale denuncia-querela presso la Procura di Potenza sulla fuoriuscita di petrolio dal Cova di Viggiano.

Forte della sua potenza economica e mediatica, Descalzi aveva anche cercato di derubricare tutto parlando di “fake news” e “disinformazione”, ma le sue parole si sono sistematicamente dissolte nelle falde inquinate a Viggiano e nelle innumerevoli fiammate tossiche che hanno continuato a susseguirsi in questi mesi.

Fa ancora più rabbia apprendere che tra gli indagati vi sono i membri del Comitato Tecnico Regionale composto da membri dei Vigili del Fuoco, ARPAB, Comune di Viggiano e INAIL che, secondo i magistrati avrebbero agito con “consapevole inerzia” in seguito allo sversamento, perché prima prescrissero controlli più frequenti ma poi non sanzionarono l’immobilismo di ENI.

Possiamo dire che ad aprile 2019 si apre l’ennesimo sciagurato capitolo sull’avventura petrolifera di questa sfortunata regione: siamo di fronte al disastro ambientale. Massima fiducia nell’operato della magistratura con l’augurio che questa inchiesta possa ridare dignità a questa terra e a quei territori violentati.

Un ultimo pensiero lo vogliamo dedicare all’Ingegner Griffa che, prima di suicidarsi, aveva messo nero su bianco tutto quello che non andava nei serbatoi colabrodo del COVA di Viggiano sin dal 2012. Una morte che porta con sé innumerevoli misteri. Un po’ come il capitolo “Lampi sull’ENI” del romanzo “Petrolio” di Pier Paolo Pasolini, capitolo di cui oggi conosciamo solo il titolo. Così in una nota congiunta Gianni Perrino e Gianni Leggieri, M5S Basilicata.