sabato 30 giugno 2018

L'antropologo Canestrini in Basilicata per incontri sugli oggetti di viaggio


POTENZA - Dal 2 al 4 luglio sarà in Basilicata Duccio Canestrini, antropologo del turismo e docente presso l'Università di Pisa. Tra i primi in Italia a occuparsi di turismo responsabile, Canestrini ha pubblicato diversi saggi e ha enucleato il concetto di homo turisticus come chiave di lettura per interpretare i comportamenti umani nei territori dell’alterità, affrontando i nuovi riti della modernità con paradigmi antropologici.

Si tratta di uno dei più autorevoli studiosi delle dinamiche che caratterizzano l’uomo viaggiatore, l’uomo in vacanza a partire dal suo rapporto con l’esotico e con i souvenir.

Canestrini sarà uno degli esperti che contribuiranno alla realizzazione del progetto M.E.M.O.RI. ovvero Museo Euro Mediterraneo dell’Oggetto Rifiutato, un progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, coprodotto da La luna al guinzaglio e la Fondazione Matera-Basilicata 2019.

Nei tre giorni di permanenza, Canestrini farà tappa a Matera, il 2 luglio per la Festa della Bruna; il 3 luglio terrà una formazione riservata allo staff del progetto M.E.M.O.RI., mentre il 4 luglio, alle 18.30, al MOON di Potenza, terrà un incontro aperto al pubblico sui souvenir e gli oggetti di viaggio.

Tema di questa tre giorni sarà proprio lo studio e il lavoro sull’universo degli oggetti che sono rappresentativi delle tante culture del Mediterraneo e da cui si partirà per realizzare le installazioni previste dal progetto M.E.M.O.RI..

Nello specifico si lavorerà sulla redazione di un alfabeto di oggetti per l’esplorazione dei luoghi e sulla lettura degli stessi per interpretare le culture che li hanno adottati e li hanno resi simbolicamente rilevanti.

Con Canestrini, dichiara Sara Stolfi, responsabile organizzativa del progetto, compiremo un avanzamento delle conoscenze sul mondo degli oggetti e, per il loro tramite, sulle diverse culture affacciate sulle sponde del Mediterraneo, con una particolare attenzione al modo in cui le culture elaborano oggetti tipici quali i souvenir di viaggio e al modo in cui, invece, a un certo punto le culture escludono e rifiutano gli oggetti stessi. Un viaggio alla scoperta dei luoghi fato per il tramite delle cose.

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