martedì 18 dicembre 2018

Le Confindustrie di Bari-Bat e Taranto verso l'aggregazione


BARI - Un protocollo di aggregazione è stato sottoscritto oggi fra Confindustria Bari-Bat e Confindustria Taranto. Con questo accordo, sottoscritto questa mattina dai rispettivi presidenti Domenico De Bartolomeo e Vincenzo Cesareo, le due associazioni degli industriali iniziano un percorso di aggregazione che ha l'obiettivo di costituire un unico soggetto capace di dar voce ad oltre mille imprese con più di 40mila addetti , distribuiti su 15 settori economici e tre province.

"Il nostro obiettivo - ha dichiarato Domenico De Bartolomeo - è giungere alla costituzione di un soggetto unico senza però superare la tutela degli associati sui singoli territori. L'aggregazione fra le associazioni di Bari BAT e di Taranto consentirà alle imprese e alle sezioni merceologiche di generare maggiori sinergie anche al di là dei confini provinciali, ricevere più servizi e fare lobby con maggiore incisività. Oggi siamo solo all'inizio di questo percorso. Abbiamo nominato 8 imprenditori che dovranno arrivare alla definizione di uno Statuto. Il nostro auspicio è che il nostro esempio venga col tempo condiviso anche da altre associazioni territoriali della Puglia perché si giunga a costituire un'unica Confindustria regionale. Ciò che vogliamo dimostrare è che si può stare insieme senza prevaricazioni, unendo le forze per rappresentare meglio il mondo che produce, che crea lavoro e ricchezza sul territorio. "

"Questo è un protocollo che sancisce l’inizio di un percorso di aggregazione fra due compagini. - ha dichiarato Vincenzo Cesareo - L’obiettivo è giungere a costituire, al termine di un iter che prevederà vari step da condividere con i rispettivi consigli generali delle nostre organizzazioni, un’unica Confindustria Bari-BAT-Taranto, che noi auspichiamo possa portare in futuro ad un’unica Confindustria regionale. Il vantaggio sarà quello di mettere in comune servizi, fare economie di scala ed avere un miglior approccio a tematiche di portata generale, uscendo dal localismo per aprirci ad un’ottica glocale, mantenendo i presidi sul territorio e al tempo stesso allargando i nostri orizzonti, per far sì che l’interlocuzione con il governo regionale e nazionale sia più efficace.”