martedì 1 gennaio 2019

Marcia nazionale della Pace: a Matera omelia di mons.Caiazzo

Carissimi confratelli nell’episcopato, confratelli nel sacerdozio, Diaconi, religiosi e religiose, popolo santo di Dio proveniente da diverse parti d’Italia e convenuti nella nostra città di Matera, carissimi telespettatori: Pace a voi!

Pace al mondo della politica. Come si fa a parlare di pace agli altri se poi si è in guerra continua proprio in quegli ambienti che dovrebbero garantire il convivere quotidiano? Quante volte ci capita di vedere e sentire nelle diverse sedi istituzionali (nazionali, europee, del mondo intero) insulti, litigi, violenza fisica e verbale? Si sente l’urgenza e il bisogno di seminare Pace. Viviamo un tempo di particolare confusione. Con molta facilità si vende fumo per consensi personali, promuovendo nuove forme di ideologie che seminano paura, fratture, contrapposizioni, discredito con linguaggi che tendono a infangare l'altro perchè visto come avversario da combattere e annientare. A scapito di chi? Riprendendo il messaggio di Papa Francesco per questa giornata: "La buona politica è al servizio della pace", credo che siamo tutti concordi che si avverte il bisogno di un rinnovamento che metta al centro dei diversi schieramenti un umanesimo che significa rispetto, dialogo sincero e positivo.

Una politica litigiosa diventa sterile e non serve l'uomo. Gli slogan, le promesse, le incensazioni del proprio operato passato, presente o quanto si pensa di fare per il futuro, non aiutano a creare un clima distensivo per lavorare realmente per il bene comune. Dice Papa Francesco: "La responsabilità politica appartiene ad ogni cittadino, e in particolare a chi ha ricevuto il mandato di proteggere e governare…Questa missione consiste nel salvaguardare il diritto e nell'incoraggiare il dialogo tra gli attori della società, tra le generazioni e tra le culture. Non c'è pace senza fiducia reciproca. E la fiducia ha come condizione il rispetto della parola data. L'impegno politico, che è una delle più alte espressioni della carità, porta la preoccupazione per il futuro della vita e del pianeta, dei più giovani e dei più piccoli, nella loro sete di compimento". Queste parole del Santo Padre sono un invito a quella responsabilità che coinvolga tutti in un impegno che significa: costruire pazientemente sulle macerie che gli altri procurano.

Ritengo che ogni cittadino debba sentire il bisogno di sentirsi protagonista partecipando attivamente e positivamente alla vita pubblica senza delegare. Non si possono, ad esempio, accettare vandalismo e distruzione per rivendicare diritti che sono sacrosanti ma che vengono macchiati e sporcati spesso anche con il sangue.

Pace ai paesi in guerra. Papa Francesco già da tempo denuncia con forza che nel mondo è in atto una terza guerra mondiale a spezzatino. Sono tanti, tantissimi i focolai di guerra che quotidianamente infrangono la convivenza civile, il rispetto della diversità, il diritto a professare liberamente la propria fede, il diritto ad avere il giusto per soddisfare i bisogni e le necessità di tutti e non di alcuni. In questo clima, direbbe S. Giovanni Paolo II, c'è un Occidente del mondo che schiaccia quello del Sud. "I poveri, ci ricorda Gesù, li avrete sempre con voi". Ma oggi più di ieri, fanno paura, non li vuole nessuno. Sono sempre più scarto. I ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

Un'umanità che calpesta ogni forma di diritto e che risponde alle ingiustizie subite con fame e sete di sangue è bestiale. E' in atto un silenzio assordante. Ci sono tante aeree nel mondo che sono completamente dimenticate. La concentrazione è solo su alcuni focolai accesi e alimentati, a volte, anche da una informazione superficiale. E intanto lontano, dove non ci sono telecamere che riprendono, si muore di fame, ci sono i soldati bambini, gli scudi umani, le violenze di massa, le ragazze al servizio del sesso, le teste decapitate che fanno spettacolo, gli sfruttati nelle miniere dove spesso trovano la morte, i tanti cristiani quotidianamente uccisi, solo perchè cristiani, ... .

Matera è una delle città più antiche del mondo (8.000 anni). Una città che ha avuto la forza di rialzarsi sempre, di reagire con forza e decisione a forme di devastazioni, di ingiustizie, di vergogna. Rialzata nello stile di vita, dei rapporti umani, in quei valori nei quali ha sempre creduto, capace di versare il sangue, attraverso i suoi figli, per liberare la città dall'oppressione e dare un segno di riscatto positivo a tutto il Sud e dell'Italia intera. Una città che si è posta all'attenzione internazionale come Patrimonio dell'Umanità per ciò che ha saputo realizzare e conservare. Una comunità che ha vinto una grande sfida nell'essere stata proclamata Città Europea della Cultura 2019.

Da Matera, come è sempre successo in questi millenni, camminando in mezzo ai Sassi, parte un forte annuncio per l'umanità intera: il desiderio di Pace per tutti. Pace con se stessi, con gli altri, con i popoli bisognosi di essere supportati a risalire la china della

legalità e della convivenza umana. Pace con i popoli, costruendo ponti di solidarietà e abbattendo i muri della divisione e dello scandalo, spalancando i porti del cuore per dilatare gli spazi dell'amore.

Matera, città "Madre", capace di accogliere i figli, non solo turisti che portano sicuramente benessere economico, ma anche e soprattutto umanità bisognosa di essere sostenuta, incoraggiata, condivisa nei suoi drammi e che leva il suo grido di abbandono, di sofferenza e di ingiustizia. "Madre" di tutti i popoli: nella loro diversità, vera ricchezza.

Matera, città "Madre", che invita a fare "Pace" con la casa comune, la terra, che ha bisogno di essere amata, rispettata, bonificata e non sfruttata. Fare la "Pace" con la terra perchè ognuno riceva il giusto e il necessario e sperimentare che noi e la terra siamo una cosa sola, nell'inizio di vita, voluta e creata: prima la terra, da essa la carne.

Matera, città "Madre", che dialoga, si confronta, fa cultura aprendo i suoi scrigni pieni di uomini colti, di pensiero attuale, di proposte di vita.

Da Matera, dal Sud dell’Italia, spesso mortificato a causa della malavita organizzata, parte un forte annuncio: vogliamo costruire la Pace, seminandola, coltivandola, godendola in uno scambio di relazioni umane, scrollandoci di dosso il pessimismo, il vittimismo e il piangersi addosso, che abbia come unico obiettivo: il bene comune.

E allora facciamo nostre le parole di Gesù: “In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a voi”.