Potenza, il 21 marzo presentazione del libro "L’odore del bianco – a tu per tu con l’endometriosi"



POTENZA - Marzo è il mese dedicato alla consapevolezza dell’endometriosi, una patologia che in Italia colpisce il 10-15% delle donne in età riproduttiva. La patologia interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficoltà a concepire. Le donne con diagnosi conclamata sono almeno 3 milioni. Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d'età più basse. “L’odore del bianco – a tu per tu con l’endometriosi” (Ed. Hermaion) - con la copertina disegnata da Giulio Giordano – è la storia che l’autrice, la psicologa e psicoterapeuta Antonella Delia Lettieri, e la curatrice, la giornalista Carla Zita, hanno dedicato a chi, in un modo o nell’altro, ha sofferto la convivenza con “una strana compagna che si chiama endometriosi”, partendo dal “bianco”, ovvero da una tela che può essere nuovamente colorata, e “dall’odore delle sale d’aspetto e degli ambulatori” degli ospedali che in questo percorso si affrontano e si vivono.

 Il libro sarà presentato a Potenza, martedì 21 marzo 2023, alle ore 18.30, negli spazi di “Pace e Bio” in viale del Basento. All’incontro parteciperanno, accanto all’autrice, la Biologa Nutrizionista Maria Carmela Padula, Presidente Vicaria PzxD, e la Ginecologa Elisa Scarpetti (sono previsti interventi programmati da parte di istituzioni e associazioni femminili). “L’associazione ‘Potenza Città per le Donne’, in continuità con varie iniziative svolte nell’ambito della Medicina di Genere, in linea con i verbi del manifesto ‘Curare e Promuovere benessere’ – ha spiegato Padula - ha scelto di organizzare l’evento con lo scopo di diffondere consapevolezza sull’endometriosi, patologia caratterizzata da ritardo diagnostico ed in grado di impattare in maniera significativa la qualità di vita delle donne affette”. 

La diagnosi di endometriosi arriva spesso dopo un percorso lungo e dispendioso, il più delle volte vissuto con gravi ripercussioni psicologiche. Negli ultimi anni sono state scritte altre storie di donne che hanno dovuto affrontare l’endometriosi, eppure il tema presenta sempre spunti diversi e risvolti psicologici in continua evoluzione. In questo libro, quindi, l’autrice ha deciso di raccontare la storia di Sibilla Zanche, un personaggio che racchiude in sé le esperienze dell’autrice, come donna e come professionista, che ha seguito e aiutato donne “al bivio”. Sibilla è una psicologa, ma è anche la sintesi delle storie ascoltate e vissute dalle molte donne affette, come lei, da endometriosi. La sua non è la testimonianza di una singola storia, ma di tante che insieme hanno dato vita al romanzo. Dall’inizio alla fine, lo stretto legame tra salute fisica e psicofisica accompagna la lettura che si sviluppa affrontando i labirinti della mente e dell’anima fino ad arrivare, dopo molti vicoli ciechi, all’uscita dal doloroso ma fondamentale percorso. “Mi chiamo Sibilla Zanche, faccio la psicologa e sono la mamma di Emma. Come tante altre donne, ho sofferto di endometriosi per molti anni. Anni durante i quali ho conosciuto numerose guerriere che hanno saputo affrontare la malattia dando prova di coraggio e forza. La mia storia inizia con un desiderio diventato realtà”. Inizia così un cammino dell’anima, oltre che del corpo, ma soprattutto la composizione di un messaggio, di una testimonianza di positività, che si chiude con un appello alle donne: “Non sentitevi come macchine rotte! Quello che siete non lo può condizionare una malattia! Cercate piuttosto di capire cosa vi limita nel vostro animo. Non dobbiamo essere perfette per essere donne desiderabili o amabili. Non dobbiamo avere paura della solitudine né di non avere figli. Piuttosto dobbiamo amarci di più e ascoltarci di più e, se necessario, chiedere aiuto, senza vergogna”.