“Il Piano di distribuzione del personale dei ruoli ordinari degli ispettori e degli agenti e assistenti della Polizia di Stato rappresenta l’ennesima scelta miope e penalizzante per territori come la Basilicata. Una decisione che non solo non colma le gravi carenze di organico esistenti, ma rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà operative degli uffici di polizia. Condivido pienamente e faccio mia la posizione espressa dal SILP CGIL, che da tempo denuncia una distribuzione delle risorse umane profondamente squilibrata e incapace di rispondere ai reali bisogni di sicurezza delle comunità locali”. Lo dichiara il capogruppo di Bd in Consiglio regionale, Piero Marrese, che aggiunge:
“A fronte di annunci trionfalistici, la realtà dei numeri racconta tutt’altro. Le 28 unità assegnate alla Polizia di Stato in Basilicata non rappresentano alcun reale potenziamento: si tratta di assegnazioni ordinarie che non compensano i pensionamenti già avvenuti nel 2025 né quelli previsti nel 2026. Il saldo degli organici resterà infatti negativo sia a Potenza che a Matera, dove si stimano circa 50 pensionamenti nel corso del solo 2026. Oggi la tenuta del sistema sicurezza è garantita esclusivamente dal senso di responsabilità e dal sacrificio quotidiano delle donne e degli uomini in divisa, costretti a turni che superano sistematicamente le sei ore ordinarie e a un utilizzo strutturale dello straordinario, spesso retribuito in ritardo e con compensi inferiori all’ora ordinaria. Senza il ricorso allo straordinario, la macchina della sicurezza si fermerebbe. Con organici sempre più ridotti, accade inoltre che le volanti vengano distolte dal controllo del territorio per sopperire alle carenze della Polizia Stradale, con un evidente indebolimento della prevenzione e della sicurezza dei cittadini”.
“In questo contesto – evidenzia Marrese - proposte concrete e di buon senso – come l’elevazione del Distaccamento di Polizia Stradale di Policoro a Sottosezione ordinaria – continuano a rimanere inascoltate, mentre il territorio è colpito da assalti ai bancomat e da fenomeni criminali diffusi. La Basilicata continua a essere trattata come una realtà marginale, nonostante l’estensione del territorio, le criticità infrastrutturali e la necessità di garantire una presenza capillare dello Stato. Non si può parlare seriamente di sicurezza se si sottraggono risorse agli operatori, aumentando carichi di lavoro insostenibili e compromettendo l’efficacia dell’azione di prevenzione e controllo”.
“Per queste ragioni – conclude - chiedo al Governo e al Dipartimento della Pubblica Sicurezza di rivedere immediatamente i criteri di distribuzione del personale, aprendo un confronto serio con le organizzazioni sindacali e con i territori. La sicurezza non può essere gestita con logiche meramente numeriche o centralistiche, né con slogan o comunicati celebrativi. Servono organici adeguati, investimenti reali e rispetto per chi ogni giorno indossa una divisa al servizio dello Stato”.

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