Zurara, esce il nuovo disco ''Postluce''


''Postluce'' è il nuovo album degli Zurara, disponibile in formato digitale e in vinile. Un lavoro che indaga quel punto sospeso nello spazio e nel tempo in cui la luce tende a svanire, lasciando campo all’oscurità attraverso un processo lento, non immediato: una soglia crepuscolare, emotiva e sonora che costituisce il fulcro concettuale dell’intero disco.

Anticipato dal singolo e videoclip “Lichen”, “POSTLUCE” nasce da un immaginario profondamente legato alla materia e al paesaggio. Le sonorità dell’album sembrano emergere dalla terra umida dell’entroterra siculo, dai crepuscoli che generano un silenzio sospeso e surreale, pronto a schiantarsi come un grido notturno nell’interiorità di chi ascolta.

«POSTLUCE è il momento in cui la luce non scompare di colpo, ma si consuma lentamente – raccontano gli Zurara – è quella soglia in cui non si è più nel giorno ma non si è ancora nella notte, uno spazio di passaggio fragile e instabile. È lì che l’individuo prende coscienza della propria sconfitta dentro la società contemporanea, del senso di immobilità e soffocamento che ne deriva, ma allo stesso tempo avverte un’urgenza: la possibilità, forse l’ultima, di cambiare direzione. “POSTLUCE” parla di questo istante sospeso, di una crepa che si apre quando tutto sembra già deciso, di una rabbia che non esplode ma resta incandescente, pronta a trasformarsi in lucidità e scelta».

“POSTLUCE” è creta, territorio sbiadito, calce viva. Il disco racconta la condizione di un individuo consapevole di stare annegando nella pochezza del presente, ma anche la tensione di chi, all’ultimo momento, decide di deviare il proprio percorso e affrontare l’insidia di un processo nuovo e sconosciuto. In un panorama musicale spesso levigato, l’album lascia affiorare spiragli di luce quasi estinta e mette in evidenza l’imperfezione che si annida negli angoli delle nostre città, dando vita a suoni ruvidi e antidiluviani, capaci di risuonare come un corpo estraneo nel mondo contemporaneo.

L’album si apre con “Il Nulla Adiacente”, un brano introspettivo che segue i pensieri di un individuo smarrito, intrappolato in un moto circolare che lo riporta sempre al punto di partenza. “Lichen”, singolo e videoclip che hanno anticipato l’uscita del disco, ribadiscono con forza la critica al tardo capitalismo e alla società che ne è derivata. Con “U.V.” il racconto si fa ancora più intimo: un blackout emotivo che, nella nudità, rivela ciò che siamo realmente. Ad aprire il lato B è la title track “POSTLUCE”, un brano che avanza come nebbia nel crepuscolo fino a trasformarsi in un muro compatto di suono. In “Palude” è un monologo interiore in cui convivono lucidità e follia, generate da pensieri che si annidano nel subconscio umano, mentre la musica ne diventa cornice instabile. La chiusura è affidata a “Caotica”, dove i “Nidi di Ragno” generano pensieri che, come fuochi fatui, illuminano per poche ore la notte, in attesa delle prime luci.

POSTLUCE è un lavoro scritto da Antonino Sileci, che firma le composizioni insieme a Sergio Sannasardo. Sileci è alla voce e alla chitarra ritmica, mentre Sannasardo cura le chitarre soliste. La band è completata da Carmelo Bellini al basso, Giusto Correnti alla batteria e Salvatore Di Giunta ai sintetizzatori e ai cori. La produzione artistica dell’album è affidata a Gioele Valenti, mentre il mastering è curato da Alessandro “Gengy” Di Guglielmo. Il disco è stato registrato e mixato presso il Piccolo Cobra Studio di Roberto Cammarata, con il contributo di Danilo Romancino al mix e la direzione artistica di Gioele Valenti (JuJu, Herself).

Nati nel 2024, gli Zurara sviluppano un linguaggio post-rock basato sulla stratificazione timbrica, sull’uso di texture noise e su strutture aperte, spesso lontane dalla forma canzone tradizionale. La scrittura nasce da una prima bozza compositiva di Sileci e si completa attraverso un lavoro collettivo in studio, integrando distorsioni controllate ed elementi elettronici. Il risultato è un sound denso e materico, orientato a una ricerca espressiva che indaga tensioni, derive e percezioni del contemporaneo. Tra i riferimenti dichiarati: Verdena, Marlene Kuntz, Afterhours, CCCP, Nirvana, Queens of the Stone Age, The Black Angels.


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