“Il recente dibattito riacceso attorno alle estrazioni petrolifere in Basilicata, anche alla luce delle ipotesi di nuovi pozzi e della possibile riapertura della 'partita' energetica nazionale, impone una riflessione seria, responsabile e soprattutto lungimirante. Non possiamo limitarci a inseguire l’emergenza o a rincorrere decisioni assunte altrove: è nostro dovere costruire una visione autonoma e sostenibile del futuro della Basilicata". E' quanto afferma il presidente della seconda Commissione consiliare, Roberto Cifarelli, sottolineando che: "È innegabile che, negli ultimi decenni, le royalties derivanti dalle estrazioni petrolifere abbiano rappresentato una componente significativa del bilancio regionale. Esse hanno contribuito a sostenere servizi essenziali – dalla sanità ai trasporti, dalla forestazione al sistema universitario – determinando, nei fatti, una forma di dipendenza strutturale da una risorsa per sua natura limitata. Ed è proprio qui che si annida il nodo centrale: il petrolio non può e non deve essere considerato il pilastro su cui fondare il futuro della nostra regione. Non lo è per ragioni ambientali, non lo è per ragioni economiche, e non lo è, soprattutto, per una questione di responsabilità verso le generazioni future"
"Siamo di fronte a una scadenza cruciale: nel 2029 termineranno le concessioni con le grandi compagnie estrattive. Questo appuntamento - prosegue Cifarelli - non può coglierci impreparati. Serve fin da ora un confronto pubblico ampio, trasparente e partecipato che coinvolga istituzioni, parti sociali, imprese e cittadini. Non possiamo permetterci che una decisione così strategica venga affrontata senza una visione condivisa. Al tempo stesso, non possiamo ignorare una preoccupante sottovalutazione delle questioni ambientali. I territori della Val d’Agri e della Val Camastra hanno già pagato un prezzo significativo in termini di impatto ambientale e percezione del rischio. Pensare di archiviare questi temi o di considerarli marginali significa commettere un errore grave".
"Occorre invece avviare con decisione una vera politica di transizione ecologica ed energetica. Non slogan, ma scelte concrete. Non interventi episodici, ma una strategia organica. La Basilicata - dice il consigliere - ha le potenzialità per diventare un laboratorio avanzato di sostenibilità: energie rinnovabili, economia circolare, innovazione tecnologica, valorizzazione delle risorse naturali e culturali. Ma la transizione non è solo una questione ambientale. È anche – e soprattutto – una questione sociale ed economica. Dobbiamo porci il problema del lavoro, della riconversione industriale, delle opportunità per i giovani. Le aree di Viggiano e Corleto Perticara, oggi fortemente legate all’industria estrattiva, devono essere accompagnate in un percorso di diversificazione produttiva che garantisca occupazione stabile e qualificata. Non esiste una scorciatoia. Il 'dopo petrolio' non si improvvisa, si costruisce. E si costruisce con programmazione, investimenti, competenze e coraggio politico".
"Per questo, come Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, ritengo necessario aprire una fase nuova: un piano strategico regionale che metta al centro la sostenibilità, l’autonomia energetica e la coesione sociale. Un piano che riduca progressivamente la dipendenza dalle royalties e che orienti le risorse verso settori innovativi e ad alto valore aggiunto. La Basilicata non può restare ferma ad aspettare che siano altri a decidere il suo destino. Ha tutte le carte in regola per scegliere, finalmente, la strada del futuro. Il tempo del petrolio, per quanto ancora rilevante, - conclude Cifarelli - è destinato a finire. Il tempo della Basilicata che guarda oltre, invece, deve cominciare adesso".

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