Mentre assistiamo in questi giorni all’ennesimo e stucchevole accanimento di politici e politicanti regionali sulla Strada Statale 7, sento il dovere morale e istituzionale di ristabilire la verità storica e documentale su un’arteria strategica che non può continuare a essere usata come terreno di scontro elettorale. C’ero io, in veste di sindaco, quando in quel fatidico 28 settembre 2022 si discuteva concretamente il progetto del By-pass di Matera e il raddoppio della statale. Ricordo perfettamente l’adunanza convocata dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per il voto sul Collegamento mediano Murgia-Pollino, un intervento complessivo da centinaia di milioni di euro in cui il By-pass di Matera rappresentava uno stralcio fondamentale per collegare la nostra città ai nodi nevralgici di Bari e alla Basentana. Ebbene, in quella sede cruciale, mentre il Comune di Matera e direttamente l'allora sindaco difendeva con i denti il territorio esigendo investimenti e impegni certi per la SS7, la Regione Basilicata brillò per la sua totale assenza, dimostrando già allora una grave distrazione istituzionale verso le urgenze del materano.
Non dimenticherò quel quel cammino in salita, come non dimentico l'intesa istituzionale che, pur nella naturale diversità politica, si era creata con l’ex assessore regionale alle infrastrutture Donatella Merra. Con lei avevamo condiviso una visione chiara, pragmatica e priva di steccati ideologici, fondata sulla consapevolezza che l'adeguamento della Statale 7 fosse una priorità assoluta per la sicurezza dei cittadini lucani e materani. Parliamo di una strada che registra purtroppo un drammatico e costante bilancio di feriti e vittime, e che per questa ragione esigeva risposte immediate. Il lavoro comune svolto allora aveva portato il progetto di fattibilità tecnica ed economica a superare i massimi livelli di screening nazionali e a ottenere l’avvio delle procedure per i necessari pareri tecnici sul potenziamento dell’itinerario. C'era una programmazione solida, c'erano impegni finanziari chiari legati ai fondi di sviluppo e coesione ed era stata tracciata una rotta per mettere finalmente in sicurezza il tratto Matera-Ferrandina.
Oggi, l'allarme lanciato proprio da Donatella Merra sul rischio che l'opera sia stata silenziosamente "derubricata" o che i finanziamenti siano stati dirottati altrove per favorire logiche localistiche non può lasciarci indifferenti. I documenti ufficiali dell'epoca dimostrano che i progetti per il completamento e la messa in sicurezza dei tratti lucani erano inseriti nei contratti di programma e nei piani pluriennali Anas con cifre e coperture definite. Vedere oggi l'attuale assessore regionale rincorrere smentite e alimentare diatribe, mentre il territorio attende risposte e la città di Matera rischia l'ennesimo isolamento infrastrutturale, è inaccettabile. La sicurezza dei lucani e lo sviluppo della nostra provincia non possono essere trattati come un fastidioso allegato da sacrificare sull'altare di equilibri politici interni al centrodestra. La comunità materana non accetterà passi indietro né scippi silenziosi su un'opera che è costata anni di lavoro istituzionale e che rappresenta una questione di primaria incolumità pubblica.

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