Non servono più cartomanti o profeti per dirlo. C’è un altro timbro della Fondazione GIMBE: la sanità territoriale in Basilicata è ferma, la riforma è rimasta sulla carta e la Giunta Bardi ha fallito.
La Basilicata è agli ultimi posti in Italia proprio sul terreno più importante: quello dell’assistenza sanitaria di prossimità. I numeri parlano da soli: 19 Case della Comunità programmate e nessuna attiva, 5 Ospedali di Comunità previsti e zero attivati. Zero.
Da anni denunciamo esattamente questo: senza personale, organizzazione e una rete territoriale vera, la riforma sarebbe rimasta solo sulla carta. Oggi GIMBE conferma che avevamo ragione: tanti annunci, nessun risultato.
La verità è che la Basilicata ha avuto a disposizione le risorse e l’occasione storica del PNRR, ma questa Giunta non è stata capace di trasformarle in servizi reali. E oggi il ritardo è così grave da rendere evidente che una grande occasione è stata gestita malissimo, mentre i cittadini continuano a non vedere alcun beneficio concreto.
I lucani stanno già pagando questo fallimento. Lo pagano con i ritardi, con i servizi che non partono, con la difficoltà di curarsi vicino casa e soprattutto con il portafoglio. È inaccettabile continuare a pagare due volte: prima con le tasse e poi di tasca propria per ottenere visite ed esami in tempi ragionevoli.
Anche sul Fascicolo sanitario elettronico la Basilicata resta indietro: documenti disponibili sotto la media nazionale e appena il 7% dei cittadini che ha espresso il consenso alla consultazione, contro una media italiana del 44%. È il segno di una Regione in ritardo sia sulle strutture sia sull’innovazione.
C’è poi un dato politico che pesa come un macigno. Tra il 2019 e il 2025, i medici di medicina generale in regione si sono ridotti quasi del 20%. Entro il 2028, inoltre, altri 107 medici raggiungeranno l’età pensionabile. Non è una coincidenza da ignorare: è la prova che mentre questa destra governa, il sistema sanitario lucano cade a pezzi anno dopo anno.
E il punto ormai è anche più ampio: non stanno solo indebolendo la sanità pubblica - per partecipare contestualmente ai banchetti di inaugurazione degli ospedali privati - stanno rendendo questa terra sempre meno vivibile. Se mancano medici, se i servizi non partono, se per curarsi bisogna aspettare troppo o andare fuori regione, il messaggio che passa è devastante: in Basilicata restare diventa più difficile. Così non fanno scappare soltanto i professionisti, ma spingono sempre più lucani a cercare altrove cure, sicurezza e futuro.
Bardi e Latronico non possono più nascondersi dietro le solite rassicurazioni. I dati li smentiscono. La Basilicata è in fondo alla classifica perché in questi anni è mancata una guida seria e appassionata alle problematiche delle lucane e dei lucani. Serve un cambio immediato, servono servizi veri e non propaganda, serve una Regione che garantisca cure accessibili senza costringere i cittadini a rivolgersi al privato per avere ciò che il pubblico dovrebbe assicurare.
Il report GIMBE non è solo una bocciatura tecnica. È l’atto di accusa definitivo contro una gestione che ha sprecato tempo, risorse e credibilità, mentre i cittadini lucani sono stati lasciati soli.
Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)

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