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giovedì 2 aprile 2020

La Fials Basilicata scrive al ministro Speranza


POTENZA - La segretaria regionale della Fials ha scritto al ministro Speranza per sollecitare una sua iniziativa legislativa che, rispondendo alle tante criticità del sistema sanitario nazionale emerse nell'attuale emergenza, venga incontro anche alle legittime esigenze e aspirazioni del personale sanitario tutto che in queste drammatiche settimane si sta battendo in prima linea contro il, COVID 19

Il testo è:

Chi Le scrive è la segretaria regionale FIALS di Basilicata, una terra che conosce bene ed è a Lei molto cara.

Mi batto da sempre, fra le altre cose, per difendere i diritti dei malati e per la sicurezza e la valorizzazione degli operatori sanitari.

Vorrei perciò esprimere, in primo luogo, il mio personale plauso per la serietà e competenza con la quale, sin dall’inizio, sta affrontando la gestione dell’emergenza covid-19. A fronte della sua evidente e responsabile preoccupazione, invece, molte altre figure istituzionali hanno minimizzato e sottovalutato la gravità della situazione. Ho personalmente condiviso in pieno l’appello alla comunità internazionale affinché collaborasse in modo coordinato e solidale e ci sostenesse nell’affrontare questa difficile emergenza.

Mi unisco a Lei nell’accorato ringraziamento a tutto il personale sanitario che, con coraggio, competenza e lodevole senso di responsabilità sta fronteggiando questo insidioso, subdolo e invisibile nemico. Oggi, investiti da questa tremenda emergenza, che sta mettendo a dura prova il nostro sistema sanitario, travolgendo la nostra già fragile economia e risvegliando il nostro orgoglio sopito, ci siamo accorti di quale sia il valore del nostro sistema sanitario. Abbiamo timidamente riacquistato consapevolezza dell’eccellenza della nostra sanità, dei nostri professionisti, tra i migliori al mondo. La cittadinanza tutta sta plaudendo ai tanti operatori sanitari e ne è orgogliosa. Alla loro dedizione, serietà e professionalità, ci appelliamo oggi, fiduciosi.

Nell’attuale emergenza, sento con forza l’obbligo morale e professionale di ricordare a tutti che la salute delle persone è un valore supremo per un paese democratico, che il Servizio Sanitario Nazionale è un bene comune, un investimento prioritario da difendere senza indugio, non un costo.

Scrivo quindi a Lei, che, sin dall’inizio del Suo mandato, ha dato prova di grande sensibilità: dopo anni di tagli abbiamo sentito un Ministro della Salute che ha voglia di attuare una seria riforma della Sanità, condivisa con gli operatori del settore, per segnare la fine della stagione dei tagli e l’inizio di quella degli investimenti, partendo dalla centralità del paziente e del suo diritto alla cura.

È, dunque, arrivato il momento di investire nella sanità pubblica perché quest’ultima rappresenta la più grande conquista sociale di un paese veramente democratico: l’investimento non implica solo impegni finanziari, ma risorse umane, idee, modelli innovativi, ricerca… Il tutto con il fine di rilanciare e dare vigore ad un servizio pubblico che sia davvero equo e universalistico. Oggi abbiamo il dovere di metterlo in salvo per garantirlo alle future generazioni.

Mi chiedo, quindi, se vogliamo davvero dedicare alla sanità italiana l’attenzione che merita. Ebbene, Ministro, scrivo a Lei, la più alta carica della Sanità taliana, il nostro primo difensore e rappresentante nelle istituzioni, per ricordare a tutti che la Sanità è un mondo complesso, variegato, fatta non solo degli operatori sanitari in senso stretto (medici, infermieri, OSS, tecnici di laboratorio, di radiologia, ecc.), quelli che incontriamo con i camici in ospedale, ma di tante professionalità (personale tecnico, professionale e amministrativo) che pure, in questi giorni di grave emergenza sanitaria, dietro le quinte, continuano con senso di responsabilità a lavorare per continuare le procedure di assunzione, gli approvvigionamenti di farmaci e presidi, per inserire i turni, per pagare gli stipendi, preparare le pensioni, per garantire i servizi di manutenzione nei reparti ospedalieri, per pagare le fatture, ecc…

Continuerò ad insistere con tutte le energie di cui dispongo affinché sia riconosciuto il ruolo di centralità alla sanità tutta. Caro Ministro, con questa mia lettera voglio ricordarLe che i nostri incarichi di funzione, quelli, per intenderci, dei coordinatori e delle posizioni organizzative, sono i e meno remunerati di tutta la contrattazione collettiva nazionale, nonostante siano in numero molto esigui perché legati agli standard strutturali; il nostro straordinario ha un importo orario imbarazzante; gli stipendi del personale del comparto non sono adeguati al rischio connesso alla funzione specifica e alle professionalità espresse; il nostro contratto della Dirigenza APT (amministrativa, professionale e tecnica) è l’unico a non essere ancora stato rinnovato per il triennio

2016/2018; gli spazi di assunzioni nelle aziende sono risicati, a volte ridicoli per i fabbisogni, le indennità di rischio sono da rivedere per tutto il personale della sanità. In particolare, in questo momento, bisogna pensare agli operatori, spesso privi di adeguati DPI e congrue procedure di formazione, informazione ed addestramento in materia di salute e sicurezza, che, con grande senso di responsabilità, stanno mettendo a repentaglio le proprie vite e la salute delle proprie famiglie per dare risposte a tutta la popolazione. E' il caso di ricordare, purtroppo, che la nostra sanità sta registrando un elevato e inaccettabile numero di vittime imputabili prioritariamente alla cattiva organizzazione nella gestione dell’emergenza Covid-19. E potrei continuare …

E’ ora di pensare seriamente a valorizzare tutte le forze in campo, perché sono funzionali allo scopo pubblico di rendere salute all’utenza. Sarebbe quindi giusto, in questo momento, in cui, scosse le nostre coscienze, abbiamo preso consapevolezza dell’importanza del comparto sanità, adottare un provvedimento legislativo, di Sua iniziativa, che preveda percorsi di valorizzazione delle risorse umane, di progressione di carriera ad hoc, speciali, come speciale è il ruolo cui sono chiamati i professionisti della sanità. Encomiabile il tentativo del Ministro Madia di rilanciare la Pubblica Amministrazione! Ma noi non siamo semplicemente “una pubblica amministrazione”, siamo aziende e, come tali, dovremmo poter avere gli strumenti normativi che ci consentano di accaparrarci le migliori professionalità sul mercato senza passare necessariamente attraverso le procedure concorsuali (che spesso dopo un anno vanno deserte!), per acquistare i beni che ci occorrono nei reparti, per valorizzare, premiare e assicurare carriera a chi già sul campo ha dimostrato il suo valore, senza il necessario vincolo dell’evidenza pubblica. Dovremmo avere deroghe speciali, procedure ad hoc per il reclutamento del personale e l' approvvigionamento di beni e servizi, che consentano, in piena legalità, di far fronte alle emergenze ed ai fabbisogni dell’utenza. Dovremmo poter costruire i nostri reparti in modo snello e veloce.

La sanità pubblica soffre da anni una gravissima carenza di risorse umane, che, se oggi misuriamo in modo evidente sui numeri dei profili sanitari, sono ancor più gravi nei ruoli tecnico, professionale e amministrativo, che, per troppi anni hanno (giustamente) dovuto cedere le poche risorse disponibili al personale sanitario.

Concludendo, Ministro, è giunta l’ora di fare scelte coraggiose: la sanità pubblica ha urgente bisogno di misure straordinarie, eccezionali, chiare, mirate, misure che, spero di aver dimostrato, sono assai diverse da quelle delle altre “pubbliche amministrazioni”. Davanti a noi ci sono ancora giorni difficili, ma insieme, uniti, sono convinta che ce la faremo.

Nella speranza che questa mia lettera giunga direttamente alla Sua attenzione e che Lei, comprendendo le mie preoccupazioni e condividendole, si impegni ad adottare nell’immediato atti concreti ed efficaci che riescano a restituire un po’ dell’antico lustro alla nostra smarrita e timida sanità.

Le porgo rispettosi saluti.

La Segretaria Regionale FIALS di Basilicata

Luciana Bellitti

martedì 31 marzo 2020

La Fials di Potenza denuncia le pratiche diffuse al San Carlo per fronteggiare l'emergenza Covid


POTENZA - La Fials di Potenza denuncia con forza le pratiche diffuse al San Carlo dove, per fronteggiare l'emergenza Covid, si naviga a vista facendo ruotare giornalmente il personale infermieristico tra reparti diversi. Non si riesce invece, in alcun modo, a tamponare la grave carenza di personale Oss nei reparti Covid. Proprio quest'area richiede un investimento fortissimo in risorse umane per l'assistenza a persone malate che non possono ricevere il minimo supporto familiare.

La Segreteria Territoriale della Fials ha perciò scritto alla Direzione generale per segnalare l’uso “indiscriminato e illegittimo” del personale infermieristico. Sono ormai prassi quotidiane gli spostamenti repentini in reparti diversi da quelli di appartenenza. Così si interrompe la continuità assistenziale e si disperdono le competenze accumulate dal personale in anni di attività specializzata.

"I reparti che più soffrono il turn-over - sottolinea il segretario provinciale Giuseppe Costanzo - sono Malattie Infettive, Rianimazione e Pronto Soccorso, reparti che registrano estreme carenze di personale sia infermieristico sia OSS.

La Fials contesta la modalità di spostamento. In questo modo non si può tracciare il percorso imposto a questi professionisti. Si determinano così gravi conseguenze e incertezze in materia di tutela della salute e sicurezza lavorativa. Un'aperta violazione dell’assioma che fonda i provvedimenti governativi per il contenimento del contagio COVID-19. La promiscuità del personale aumenta il rischio che il contagio si propaghi ulteriormente da un Servizio ad un altro.

La permanenza del personale nei reparti è, invece, requisito fondamentale di un ospedale impegnato nella lotta al COVID-19 . Perciò la Fials contesta i frenetici spostamenti in corso .

La Direzione Generale non si è impegnata a realizzare quanto discusso nell’ultimo incontro sindacale e comunicato alla Direzione Medica del Presidio. Non si è infatti provveduto alla formazione “sul campo” per garantire al personale spostato le competenze necessarie alla difficile gestione dei reparti di prima linea nella lotta all'emergenza Covid 19.

La caotica gestione del personale sta ingenerando frustrazione e rabbia tra i lavoratori e non aiuta a ridurre lo stress psicofisico prodotto dalle condizioni di lavoro.

Nonostante molti servizi stiano soffrendo la carenza di personale, l'amministrazione ha predisposto un piano ferie d’ufficio, determinando la chiusura di interi reparti e lo stress degli altri servizi e unità operative sotto organico.

Il segretario della Fials Costanzo chiede perciò di "stabilire criteri di valutazione trasparenti e oggettivi per le assegnazioni in questi reparti. Non si possono utilizzare graduatorie predisposte ad horas creando così personale di “serie A e serie B”.

La Fials di Potenza invita perciò la Direzione Generale a fissare un incontro per l’adozione di un protocollo comune per risolvere i problemi segnalati.

domenica 29 marzo 2020

Rionero in Vulture: "carabinieri e finanzieri aggrediti. Profonda solidarietà alle Forze dell’Ordine"

RIONERO IN VULTURE (PZ) - Abbiamo appreso con rammarico di una vile aggressione che si è consumata in mattinata (di ieri n.d.r.) nel nostro territorio nei confronti di alcuni carabinieri e finanzieri.
Purtroppo, quello che doveva essere un normale servizio di controllo e sicurezza per la nostra città, si è trasformato in un caso di aggressione ai danni delle Forze dell’Ordine. Un gesto, quest’ultimo, che offende una città sempre pronta a ripudiare e condannare qualsiasi atto di violenza.
Questo triste episodio richiama, oggi più che mai, l’impegno di tutti, nessuno escluso, al rispetto delle regole e ad avere un grande senso di responsabilità.
Alle Forze dell’Ordine, che, con medici ed infermieri sono in prima linea nell’azione di contrasto alla diffusione del COVID-19, esprimiamo gratitudine per il lavoro svolto quotidianamente. Alle persone coinvolte in questa vile aggressione va tutto il nostro affetto e l’augurio di una pronta guarigione, sperando possano riprendere al più presto il loro servizio, essenziale e fondamentale in questo particolare periodo di emergenza. Così in una nota l’Amministrazione Comunale di Rionero in Vulture.

sabato 28 marzo 2020

Coronavirus, al via commissioni Prefetture su deroghe


POTENZA - Da ieri mattina, rigorosamente in videoconferenza, sono partite le prime riunioni con sindacati e Prefetture di Potenza e Matera dei comitati che dovranno valutare, in base al recente accordo tra governo e sindacati, le autocertificazioni delle aziende che hanno richiesto la deroga alla chiusura prevista dal Dpcm del 22 marzo, decreto che ha stabilito la sospensione fino al 3 aprile delle attività produttive non essenziali per arginare la diffusione del coronavirus. Cgil Cisl e Uil, "fortemente preoccupate dei ritardi che si registravano per gli adeguamenti alle misure di sicurezza e di prevenzione dal contagio rivolti alle maestranze", hanno ottenuto dal governo una riduzione dei settori autorizzati a proseguire l'attività e l'incarico ai prefetti di convocare e presiedere delle apposite commissioni. Tali commissioni sono chiamate a verificare i requisiti di sicurezza e prevenzione nelle aziende autorizzate alla continuità produttiva e ad autorizzare eventuali deroghe. Compito dei prefetti è consentire le attività produttive e attivare i relativi controlli con le forze dell’ordine sulla scorta di quanto deciso dalle commissioni.

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Basilicata (Angelo Summa, Enrico Gambardella e Vincenzo Tortorelli) annunciano che "le richieste di deroga saranno valutate con estremo rigore perché in questa fase la priorità è la salute dei lavoratori. Sappiamo - dicono i tre leader sindacali - che alle Prefetture di Potenza e Matera stanno pervenendo numerose richieste di deroghe da parte di aziende che, pur non rientrando nei codici Ateco previsti dal Dpcm, sono intenzionate a proseguire l'attività in base al principio della continuità di filiera. Fermo restando che in ogni azienda devono essere garantiti gli standard sanitari anti-contagio stabiliti dal protocollo sulla sicurezza - continuano Summa, Gambardella e Tortorelli - in assenza del requisito sostanziale della continuità di filiera non può esserci deroga. A tal proposito ci giungono notizie di aziende che si prodigano in tentativi di aggirare il Dpcm cercando di modificare in itinere il proprio codice Ateco, una pratica che assolutamente condanniamo e riteniamo immorale”.

"Il sindacato - concludono Summa, Gambardella e Tortorelli - da sempre è impegnato per attirare investimenti produttivi nel nostro territorio, per aprire nuove fabbriche e creare nuovi posti di lavoro. In questo caso, però, stiamo parlando di uno stop produttivo temporaneo tale non mettere a repentaglio la vita delle imprese e che ha come finalità il contenimento del contagio e la tutela della salute dei lavoratori e di tutti i cittadini. È un sacrificio parziale che siamo chiamati a fare per il bene di tutti", concludono i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil.

venerdì 27 marzo 2020

Fials: Esposto all'Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Potenza


POTENZA - Vari medici di base della provincia di Potenza impediscono ai dipendenti pubblici di accedere ai benefici del Decreto "Cura Italia". La Fials lo denuncia con forza, con un esposto all'Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Potenza. denunciando l'ostruzionismo praticato nell'applicazione dell’art. 26, del Dl 18/2020 “Cura Italia”. Questa pratica procura gravissimo danno ai lavoratori beneficiari della legge 104/1992, che così non possono accedere ai benefici previsti dal decreto governativo con le misure di supporto per la lotta al Covid 19.

Numerosi iscritti della Fials hanno infatti segnalato al segretario provinciale Giuseppe Costanzo una condotta inspiegabile anche sul piano deontologico. Vari medici di base potentini opporrebbero a dipendenti pubblici in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, legge 10$/1992, n.104), o in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, atteggiamenti ostruzionistici al rilascio di documentazione di malattia attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti da patologie oncologiche o da relative terapie salvavita.

"Il fatto, ove verificato - sottolinea Costanzo nel suo esposto - porrebbe serissime questioni di responsabilità professionale, considerata la necessaria disponibilità di questa certificazione medica per accedere alla misura urgente prevista dell’art. 26 del decreto “Cura Italia” .

La Fials chiede perciò immediate verifiche all'Ordine dei Medici con comunicazioni urgenti agli iscritti allo scopo di scongiurare scelte poco ponderate.

lunedì 23 marzo 2020

I Giovani Democratici scrivono una lettera aperta al sindaco di Venosa (PZ) Marianna Iovanni


VENOSA - Preso atto che, in seguito agli aggiornamenti di ieri del Presidente del Consiglio, a partire da lunedì 23 marzo, saranno chiuse sull'intero territorio nazionale tutte le attività produttive e gli esercizi commerciali non necessari;

Che è prevedibile che un nuovo flusso di lavoratori originari del sud possa riversarsi nella nostra zona, proponiamo:

Che ogni ingresso di Venosa (PZ), alla luce dell'ordinanza n. 10 del Presidente delle Regione Basilicata, sia presidiato dalle Forze dell'ordine al fine di censire chiunque vi faccia rientro;

Che a dette persone sia ordinata la quarantena fiduciaria, con l'obbligo di restare presso il proprio domicilio per un periodo non inferiore ai 14 giorni.

Speriamo che queste misure saranno di applicazione residuale, perché preferiamo confidare nella collaborazione dei cittadini, il cui buon senso dovrebbe suggerire di restare nelle proprie case e spostarsi solo in casi di cogente necessità.

Lo scopo di tali misure, rigorosamente temporanee e servilmente sottomesse al bene supremo della SALUTE PUBBLICA, è di BLOCCARE IL CONTAGIO, unica difesa della cui infallibilità siamo sicuri contro l'attacco di questo male di cui conosciamo soltanto il nome.

Cogliamo l'occasione, inoltre, per sollecitare un impiego molto più massiccio dei tamponi, grandi alleati nella lotta all'inibizione della trasmissione del virus, la quale, poichè si perpetua soprattutto attraverso pazienti asintomatici, sarebbe senz'altro interrotta dall'individuazione e dal conseguente isolamento di questi ultimi e di tutti i loro contatti più prossimi.

L' auspico utopistico che ognuno faccia la sua parte, figlio della democrazia che tanto amiamo e difendiamo, non può sostituire una presa di posizione più ferma delle Autorità.

Così come non bisogna dimenticare che ancora oggi subiamo gli effetti dei comportamenti imprudenti di quelli che fino a due settimane fa consideravano il covid-19 una banale influenza.

Di tali effetti ci viene presentato il conto con 14 giorni circa di jet leg, pertanto la solidarietà esplosa dopo che l' hashtag #iorestoacasa è diventato virale (leggete pure una leggere ironia) non può certamente cancellare le incursioni che il virus nel frattempo aveva già messo a punto.

Non da ultimo, vorremmo ricordare che l'emergenza coronavirus (la cui urgenza fortunatamente non abbiamo ancora sperimentato con la prepotenza con cui si è manifestata in altre regioni italiane) non legittima per nessun motivo chi di competenza a trascurare pazienti già sufficientemente castigati da altre patologie.

Se, infatti, presupposto primo di questa emergenza sanitaria è che il diritto alla vita debba essere salvaguardato, sacrificando se del caso ad esso altri principi, si cadrebbe in contraddizione se si ammettesse che per far fronte alle cure degli ammalati del nuovo coronavirus si dismettessero quelle destinate ad altri infermi. Così in una nota i Giovani Democratici.

Fials Potenza: gravissima condotta della direzione sanitaria dell'Asp


POTENZA - La Fials denuncia con forza la gravissima condotta della direzione sanitaria dell'Asp che ha risposto all'appurata positività di un Operatore di un Reparto. dell'ASP di Potenza trattenendo l'intero personale in servizio per 36 ore. I dipendenti sono rimasti bloccati in reparto dalle 8 di mattina di giovedì 19 alle 20 di venerdì 20 marzo. Senza possibilità di tornare a casa, né tantomeno con cambio o ristoro. E il risultato dei tamponi è arrivato, comunque soltanto nel pomeriggio di sabato 21, i test tutti negativi.

La Fials ha perciò diffidato il direttore generale dell' ASP di Potenza in merito al mancato rispetto dei riposi obbligatori previsti per il personale in attesa dell'esito sui test per il COVID-19.

Il segretario provinciale della FIALS, Giuseppe Costanzo, nella diffida trasmessa ha lamentato "l’assenza totale di ogni tutela con riguardo ai riposi obbligatori da imporre ai lavoratori". In particolare, l'esposto inviato dal dirigente sindacale "segnala che il 19 marzo, il direttore sanitario, disponeva l’impedimento di ogni flusso in entrata e in uscita nell'U.O.., in quanto un'operatore assegnata al reparto, precedentemente febbricitante e con un familiare positivo COVID-19 ricoverato in rianimazione, prestando servizio, involontariamente, aveva posto a rischio l’intero reparto".

"Erano presenti all’interno del reparto - precisa Costanzo - due infermieri, un’OSS, una guardia giurata e due medici, oltre il personale che aveva montato per il turno pomeridiano, ovvero, un medico e una guardia giurata. Alle ore 15 circa, venivano effettuati tutti i tamponi per il test. Alle ore 20:00 circa, si presentavano nel reparto due infermieri per il turno di notte, ma, naturalmente, non entravano in servizio.

Tutto il personale succitato è rimasto in servizio attendendo l’esito del test".

La Fials contesta perciò la condotta dell'ASP alla luce dell’articolo 41 della Costituzione: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con la utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Invece l'Azienda sanitaria "nulla ha fatto -sottolinea la diffida - per garantire al personale il riposo dovuto e nulla ha disposto, in dette circostanze, affinché si isolasse il suddetto personale presso idonei locali di ristoro e non all’interno del servizio così da impegnarli nelle estenuanti attività di assistenza, con l’elevato e concreto rischio che si ammalassero per usura e commettessero malpractice sui pazienti".

In conclusione la Fials ritiene "gravemente lesiva la condotta perpetrata ingiustamente dall’ASP nei confronti del personale e, riservandosi in tempi migliori una tutela giudiziaria su quanto subito dal personale, chiede quali provvedimenti verranno adottati nel futuro per affrontare tali situazioni affinché si tuteli il personale dall’eccessivo e intollerante impegno assistenziale. Si auspica, inoltre, che i tamponi destinati a verificare lo stato di positività del personale in servizio abbiano la priorità, in quanto, oltre all’art. 32 Cost. che incide su ogni persona, vi è anche un ulteriore obbligo di tutela dettato dall’art. 2087 C.C., che incide esclusivamente sul lavoratore".

Naturalmente Costanzo assicura la disponibilità dell'organizzazione sindacale per un immediato incontro in cui trovare insieme soluzioni pianificate.

domenica 22 marzo 2020

Carella (Femca Cisl) lancia l'allarme: "No allo slogan 'chiudere tutto a prescindere'".


POTENZA - "In questi giorni molti lavoratori, giustamente preoccupati, sostengono lo slogan del 'chiudere tutto a prescindere'. La cosa grave è che questa teoria è sostenuta anche dagli addetti ai lavori, a caccia di consenso. A loro, che non hanno il coraggio di affrontare la verità, chiedo vivamente di essere realisti in quanto decisioni di questo tipo devono sempre essere ponderate e prese con tutte le valutazioni del caso, soprattutto da chi ne ha le competenze, ascoltando le indicazioni delle organizzazioni sindacali. La salute dei lavoratori deve essere sempre messa al primo posto - sottolinea Carella - ma ci sono aziende che, fermandosi, danneggerebbero il sistema produttivo. Senza considerare che la ripartenza potrebbe essere un bagno di sangue per tutti quanti in una regione come la Basilicata dove molte aziende fanno immani sacrifici per restare. Dove le attività possono essere fatte in sicurezza - aggiunge il sindacalista - bisogna tenere duro, azzerando i rischi come si sta facendo grazie al grande senso di responsabilità di tanti lavoratori. Voglio ringraziare quei lavoratori che ancora lavorano e che stanno aiutando a non far crollare definitivamente l'economia del nostro Paese ed in particolare della Basilicata. Come Femca Cisl siamo tutti i giorni sul pezzo e in stretto contatto con gli Rsu e gli Rls. Certo, in una fase delicata come questa, vanno monitorate con ancora più attenzione aree come la Val D'Agri e Tempa Rossa, adottando misure molto più rigide, visti gli ultimi casi. Ultima cosa - conclude Carella - la preoccupazione per i lavoratori delle aziende in cui non c'è il sindacato. Stiamo sforzandoci con ogni mezzo per raggiungere e garantire anche loro".

sabato 21 marzo 2020

Comune su ospedale di Venosa: "si preservino dialisi e 118 anche in emergenza covid-19"

VENOSA - Dopo la risposta a mezzo comunicato stampa da parte del responsabile della task force regionale, dott. Ernesto Esposito, come Amministrazione Comunale ci saremmo aspettati quanto meno il rispetto istituzionale dovuto a un documento firmato da 18 Sindaci con una risposta per le vie formali, ma evidentemente ci sbagliavamo.

Gli organi regionali competenti hanno mancato completamente di comunicazione con i territori le proprie scelte. Eppure sarebbe bastato spiegare le motivazioni di una scelta che ha portato a ritenere l’ospedale di Venosa come quello più adatto a far fronte all’emergenza da COVID-19, sarebbe bastato dare le giuste informazioni alle istituzioni di riferimento sui territori, a quei Sindaci che stanno affrontando in prima linea questa delicatissima situazione. Ma l’informazione, in quanto tale, andrebbe data prima di avviare azioni concrete, la mancanza di conoscenza dei fatti e l’incertezza non possono che generare paura e preoccupazione.

Non si stupiscano oggi, gli organi regionali, se sta montando un grande malcontento da parte della popolazione che ancora una volta vede sottrarsi servizi essenziali nel “segreto” di operazioni di trasferimento di uffici e di ambulatori (sempre che questo fosse possibile) senza nemmeno aver ricevuto adeguate motivazioni in merito.

Dal momento che si preferisce comunicare attraverso note stampa, proviamo a perseguire anche questa strada, nell’intento unico di essere ascoltati.

Venosa, fin da subito, si è detta pronta a fare la sua parte e, senza alzare muri, aveva prospettato idee e soluzioni alternative da mettere sul tavolo della discussione, ma nessuno si è degnato di ascoltare, chissà forse perché la decisione era già presa.

Quando il dott. Esposito fa sapere che “il ruolo dell’ospedale di Venosa nel piano di gestione dell’emergenza sanitaria in corso è quello di entrare a supporto degli ospedali di Potenza e Matera solo nel caso in cui questi presidi non fossero più in grado di ricevere altri pazienti affetti da Coronavirus” ha inteso anche dare risposte a tutti quei pazienti dializzati che quotidianamente fanno le loro terapie presso l’ospedale San Francesco?

Ad oggi non risulta affatto chiara quale sarà la “sistemazione” di tale reparto, che non è certo un ambulatorio con prestazioni procrastinabili, ma un servizio vitale ed essenziale. Il peso che una chiusura di tale servizio a Venosa comporterebbe per pazienti provenienti dall’intero circondario avrebbe un impatto devastante per tutti quei malati e le loro famiglie, che combattono la loro battaglia per la vita ogni giorno. Abbiamo, anche in questo caso, suggerito se fosse possibile prevedere una compartimentazione del reparto dialisi, con tutte le attenzioni tecniche e sanitarie del caso, in modo da isolarlo dal resto della struttura. I pazienti affetti da malattie croniche non possono essere lasciati indietro, se pure nell’emergenza di assoluta gravità che il COVID-19 ha creato, occorre garantire a tutti cure e terapie sempre.

Giungono addirittura voci di una sistemazione “improvvisata” del 118: una sistemazione priva di adeguate misure per tutelare la salute di pazienti e operatori, in una struttura fatiscente e inadeguata. Operatori, peraltro, privi degli adeguati DPI (dispositivi individuali di protezione), senza dei quali sono a rischio loro, le persone soccorse e al ritorno a casa anche i propri familiari! Con quali criteri vengono assunte certe scellerate decisioni?

E poi, continuiamo a chiederci che senso abbia dedicare un’intera struttura a malati di coronavirus che potrebbero aggravarsi e che dovrebbero comunque essere trasferiti perché a Venosa non è stata prevista terapia intensiva. La carenza di anestesisti e di altre figure specializzate è chiara anche a noi, ma questo non giustifica una scelta che nella peggiore delle ipotesi esigerebbe comunque delle ambulanze appositamente attrezzate per lo spostamento di pazienti verso i presidi muniti di terapia intensiva. Ribadiamo che forse la proposta di decongestionare i presidi già attrezzati per la terapia intensiva e sub-intensiva trasferendo a Venosa reparti per i quali l’ospedale ha già struttura e personale professionalmente preparato, fosse la via più facilmente percorribile.

Ringraziamo il dott. Esposito per aver precisato che “…superata l’emergenza tutto tornerà come prima. Questo il motivo per cui sulla questione non sarà fatta nessuna delibera di Giunta…” e magari ne riparleremo ad emergenza coronavirus superata, perché che i tagli sconsiderati degli ultimi anni alla sanità fossero un errore, lo sapevamo già, e oggi ne abbiamo avuto un’amara evidenza, e sicuramente si renderà necessario ripensare completamente la politica sanitaria.

Saremmo altresì grati al dott. Esposito se volesse renderci noto, anche a mezzo stampa se preferisce, le cause dei ritardi che stiamo riscontrando sui tamponi che le autorità competenti hanno richiesto e che ancora non sono stati effettuati.

Consapevoli che la competenza sulla Sanità è in capo alla Regione Basilicata, Venosa farà fronte alla situazione con responsabilità, ma ci aspettiamo che sia la stessa Regione a metterci nelle condizioni di informare correttamente la cittadinanza tutta con dati certi ed attendibili, e che la smetta di agire senza tener conto dei territori.

venerdì 20 marzo 2020

"Sospensione immediata al Cova di Viggiano"


VIGGIANO - In queste ore a destare più preoccupazione in Basilicata è sicuramente l’area della Val d’Agri. A questo punto occorrerebbe valutare in tempi brevi se fermare l'area industriale di Villa d'Agri/Viggiano.

Lo smart Working annunciato dall'Eni per il Cova pare che non sia sufficiente.

Sono strutture attorno alle quali gravitano alcune migliaia di lavoratori provenienti da diversi comuni lucani, molti dei quali impegnati anche come autotrasportatori tra il nord e il sud del Paese.

Solo il Cova si muove, ad esempio, come attività esterna a Viggiano, verso Taranto per il greggio e verso quattro diverse località italiane per i rifiuti delle attività estrattive.

Una è Pisticci Scalo, un’altra è in Calabria e le altre due verso il nord.

Questi lavoratori dell'Eni e dell'area industriale in generale, potrebbero essere sia cavie che probabili e ignari vettori dell’epidemia virale.

Bisogna agire in fretta per evitare un primo primo preoccupante focolaio della provincia di Potenza.

È urgente porre la questione allo stesso ministro Stefano Patuanelli che alle stesse società dell'area industriale, Eni compresa, dato che potrebbero accedere alla Cassa integrazione a zero ore, prevista dal decreto del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Ma occorre anche far presto.

In Val d’Agri è già stato isolato il Comune di Moliterno e messo in condizioni di essere per ora non operativo l’Ospedale di Villa d’Agri, per l’assurda storia che vede coinvolto un medico poco rispettoso delle indicazioni, risultato poi positivo insieme alla famiglia. Con un possibile effetto domino in tutta l’area dell’Alta Val d’Agri, per il numero di persone venute a contatto con il medico, che lavora all’ospedale in questione.

Inoltre, ben cinque comuni campani confinanti con la Val d’Agri lucana, sono anch’essi isolati, come Moliterno, con ordinanza del governatore regionale campano per aver fatto un incontro religioso protestante con sacerdoti venuti da Milano e risultati positivi.

Il virus si può sconfiggere, ce la faremo, ma occorre anche avere sensibilità immediate e rapidità di azione. Così in una nota Arnaldo Lomuti, senatore M5S della Repubblica Italiana.

mercoledì 18 marzo 2020

La Fials di Potenza evidenzia altre criticità sulla gestione dell'emergenza Coronavirus


POTENZA - La Fials, nella persona del Segretario provinciale Giuseppe Costanzo, chiede al Direttore Generale dell’AOR San Carlo di Potenza una serie di misure da adottare per arginare la diffusione del Covid-19.

Nello specifico:

1) Per quanto concerne l’accesso al PO di Potenza l’individuazione di un ulteriore accesso riservato ai soli dipendenti, per permettere di raggiungere rapidamente i Padiglioni E e B e per evitare assembramenti di centinaia di dipendenti in attesa di prendere servizio, in aggiunta ai due ingressi stabiliti dalla Direzione;

2) Sosta gratuita in ogni area del parcheggio aziendale (nei pressi della centrale Termica e Palazzo degli Uffici) da subito e fino alla fine dell’emergenza sanitaria.

3) Avere a disposizione dei dipendenti e gratuitamente, qualora fosse necessario e con provate esigenze, le camere dell’Aparthotel.

4) Limitare il più possibile le visite ai pazienti ricoverati e di creare un ingresso riservato solo ai visitatori esterni.

Costanzo ha posto all’attenzione del Direttore anche l’area del Pronto Soccorso del Presidio Opsdalierio di Potenza chiedendo:

1) Di considerare l’opportunità di allestire una tenda da campo pneumatica, per le attività di pre-triage, montata eventualmente nell’area adiacente al pronto soccorso;

2) Dotare il personale del PS di divise monouso o di camici chirurgici dotati di prevenzione da rischio biologico sopra le divise di cotone;

3) Adeguati dispositivi di protezione individuale: presenti solo mascherine chirurgiche, utilizzate in più turni, e residue scorte di saponi e guanti esponendo tutti gli operatori ad un rischio incontrollato e incontrollabile.

4) Prevedere, necessariamente, una tenda al Pronto soccorso del Presidio Ospedaliero di Villa D'Agri.

Conclude il Segretario Provinciale di Potenza che tutto questo è gravissimo! Non c’è più tempo per le parole, agire è l’unico verbo da usare!

Ruoti (Pz): consulenze psicologiche gratuite e pronto nonno

RUOTI (PZ) - Tra le iniziative prese nel COC (Centro Operativo Comunale) di Ruoti (PZ), il Sindaco fa sapere che si è pensato di istituire il servizio di supporto psicologico in emergenza. Il servizio è stato attivato grazie alla disponibilità su base volontaria della psicologa e psicoterapeuta dott.ssa Faraone Lucia di Ruoti.

“Immagino cosa possa significare stare chiusi in casa, sopportare una imposizione, dove anche l’ordinario diventerà straordinario, pertanto è indispensabile sin da subito mettere in campo tutta la nostra creatività per rispondere al meglio a questa emergenza. A breve verrà istituito anche il servizio Pronto Nonno, per tutte quelle persone che si sentono sole e preoccupate e hanno bisogno di parlare e telefonare e a cui si dedicheranno dei volontari ” - afferma il Sindaco Anna Maria Scalise - “Adesso la cura è stare a casa tutti. Dobbiamo resistere per il bene di ognuno” – continua Scalise - “L’Italia chiamò...sì. Così si conclude il nostro inno e gli italiani e i ruotesi rispondono SI: al sacrificio collettivo e alla resilienza, così tutto andrà bene” conclude il Sindaco.

“Sarà un sostegno psicologico inteso come psicologia dell’emergenza visto il momento di crisi a livello mondiale che stiamo vivendo” – ha spiegato la dottoressa Faraone.

I consulti psicologici si eseguono solo su prenotazione telefonando al numero 349 4205675 mentre i numeri di emergenza del COC di Ruoti sono 338 5342963 e 347 0043818.

martedì 17 marzo 2020

Coronavirus: sindacati lavoratori delle Poste lamentano affluenza immotivata e chiedono più controlli


POTENZA - Le Organizzazioni Sindacali SLP-CISL, UILPOSTE-UIL ed SLC CGIL della Basilicata che seguono il settore produttivo legato ai Servizi Postali, sono state da subito impegnate nella gestione sul territorio lucano dell’emergenza COVID-19. Abbiamo cercato, ove possibile, di ridurre al minimo l’eventualità del contagio. Sono sati razionalizzati i servizi relativi agli invii raccomandati, agli invii assicurati, alla distribuzione dei pacchi.

Alcuni uffici postali hanno ridotto l’operatività e stiamo attendendo un’ulteriore riduzione del servizio postale, e su questo tema abbiamo già fortemente sollecitato l’azienda insieme alle nostre segreterie nazionali ad una rapida azione.

In aggiunta, considerando inoltre che il DL “Cura Italia” sospende i versamenti fiscali, previdenziali e contributivi nonché i termini per i procedimenti giudiziari e che non vi sono pagamenti di pensioni fino al prossimo mese, riteniamo necessario un drastico intervento delle forze di polizia teso a verificare il rispetto di tutte le ordinanze circa il motivo di spostamento e stazionamento in prossimità degli uffici postali dell’utenza fino al momento in cui l’attuale emergenza sanitaria sarà superata.

Quanto sopra per tutelare tutti lavoratori, Azienda, cittadini/clienti.

Riteniamo che, in questa drammatica situazione, pagare un bollettino o spedire una raccomandata non fosse una questione di importanza vitale per i cittadini (che peraltro se avessero necessità di una “data certa” hanno a disposizione anche il canale digitale dei servizi).

sabato 14 marzo 2020

"Perché continuano a partire treni in condizioni precarie?"


POTENZA - È davvero dura mantenere un atteggiamento positivo in questi giorni particolari. Il bollettino di guerra che viene emanato quotidianamente alle ore 18,00 dalla protezione civile è una delle routine più agghiaccianti alle quali siamo sottoposti in questi giorni.

Ieri, durante la consueta conferenza stampa, il dottor Brusaferro dell’ISS ha affermato senza mezzi termini che aumenteranno i casi al centro-sud a causa dei comportamenti sbagliati assunti nel weekend scorso.

Un’affermazione che fa tremare chi, come noi del sud, è consapevole della precarietà dei sistemi sanitari regionali. È necessaria la collaborazione di tutti per affrontare questo mostro invisibile ed in questi ultimi giorni la popolazione sembra aver metabolizzato bene le severe misure imposte dal governo.

Nonostante tutto dobbiamo ancora far fronte a notizie come quella diffusa ieri da Repubblica nella quale si annunciava una nuova fuga da Milano con treni pieni verso sud. La cosa più agghiacciante è che il personale viaggiante denuncia scarse garanzie di sicurezza sanitaria, per sé e per i viaggiatori. In pratica le carrozze ferroviarie sarebbero delle scatolette potenzialmente infettive nelle quali, tutti i comportamenti corretti suggeriti dalle massime autorità sanitarie, non potrebbero attuarsi. Lanciamo dunque un appello, oltre che ai cittadini, anche a Ferrovie dello Stato, Trenitalia e Italo affinché prendano provvedimenti per garantire la sicurezza dei mezzi sia per i lavoratori che per i viaggiatori.

Probabilmente anche il Governo ed il Ministero dei Trasporti dovrebbero pensare ad una serie di correttivi altrimenti il contrasto all’emergenza coronavirus prenderà le sembianze di un cane che si morde la coda. Così in una nota congiunta Gianni Perrino, Gianni Leggieri e Carmela Carlucci, Movimento 5 Stelle Basilicata - Consiglio Regionale.

venerdì 13 marzo 2020

La Fials Potenza: "forti criticità del San carlo di Potenza nella gestione dell'emergenza Coronavirus"


POTENZA - Il Segretario Provinciale della Fials, Giuseppe Costanzo, in una diffida indirizzata alla Direzione Generale esprime preoccupazione per le troppe segnalazioni allarmanti da tutti i Presidi ospedalieri dell’AOR S. Carlo in merito all’inadeguata risposta della Direzione Strategica per i tanti disagi che i lavoratori affrontano quotidianamente, per la scarsità e, a volte, assenza dei necessari Dispositivi di protezione individuali, che mai come in questa emergenza da Covid-19 sono indispensabili e per le altre difficoltà oggettive, come ad es. la gestione dell’utenza specie in alcuni Presidi; La nota, aggiunge Costanzo, è stata inviata per conoscenza al Prefetto e all'Assessore Leone.

Si evidenzia che la Direzione trasmette puntualmente sulle email aziendali ai dirigenti, coordinatori e al personale, le circolari ministeriali e regionali circa i comportamenti, le raccomandazioni ecc., rivolte al personale e all’utenza ma, in seguito a queste tempestive comunicazioni, purtroppo, non si registrano atti concreti per la loro applicazione.

La carenza e in molti casi l’assenza di presidi incidono negativamente sulla gestione dell’attività lavorativa, infatti il particolare momento che tutti viviamo comporta un ulteriore stress psicofisico al personale che quotidianamente è impegnato a prestare assistenza in questa situazione di grave disagio.

Già all’indomani della Circolare del Ministero della Salute del 22 Febbraio 2020, la Fials espresse forti preoccupazioni al Tavolo Prefettizio del successivo 28 Febbraio, in merito all’urgenza di elaborare procedure uniformi e linee di indirizzo da osservare a garanzia sia dei pazienti che degli operatori sanitari, sollecitando altresì l’Azienda alla fornitura dei DPI prescritti dalle specifiche disposizioni in materia.

Ad oggi, dichiara Costanzo, non sono chiare le misure di organizzazione e prevenzione poste in essere dall’AOR San Carlo per fronteggiare l’emergenza in atto, tantomeno le iniziative intraprese in materia di salute e sicurezza in tutti i luoghi di lavoro e nell’adozione di dotazioni strumentali e di dispositivi previsti dalle norme vigenti.

Non sono state rese informazioni e né divulgate procedure dettagliate che tengano conto delle condizioni e delle caratteristiche specifiche degli interventi che ogni operatore deve svolgere nel proprio ambito lavorativo, rilevando invece la grave carenza di DPI (gel disinfettante, guanti, maschere, tute, camici e calzari ecc).

A causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminate devono essere sottoposte ad un’attenta pulizia prima di essere nuovamente accessibili.

A tutt'oggi la ditta appaltatrice del servizio pulizia pare seguire la stessa procedura in atto prima di questa emergenza sanitaria senza un aumento della frequenza delle operazioni di sanificazione.

Prima della nota regionale del 09.03.2020, nei FRONT OFFICE aziendali, ove giornalmente transitano centinaia di persone esterne, gli operatori erano stati lasciati soli a gestire questa emergenza, violando quanto previsto dall’art 63 del D. Lgs. n. 81/2008 e determinando una serie di inconvenienti igienico sanitari dovuti a postazioni sprovviste di separatori idonei ad assicurare, nell’espletamento delle attività di front office, un’adeguata prevenzione e protezione dal rischio biologico, privando altresì gli addetti di adeguati DPI utili a proteggerli dal contatto diretto con l’utenza.

La Fials ha elencato una serie di questioni:

– Assunzioni di personale sanitario per scongiurare che episodi di quarantena possano mettere in crisi l'intero sistema operativo;

– Accelerare le procedure concorsuali per assunzioni di dirigenti medici della Disciplina di Malattie Infettive;

– Prorogare i contratti in scadenza per n. 25 infermieri professionali;

– Riassunzione degli Oss licenziati;

– Approvvigionamento di quantità superiori di DPI;

– Corsi di formazione e re-training specifici;

– Incentivazione e adeguamento delle attività di pulizia e sanificazione secondo i nuovi protocolli emergenziali;

– Attivazione della modalità di lavoro agile (Smart Working);

– Regolamentazione Assenze e Permessi Straordinari.

Costanzo ribadisce nel constatare la mancanza di una concreta risposta da parte dell’Azienda nell’indicare le procedure di sicurezza da adottare, così come previste dall’art 33 lettera c del D. Lgs. n. 81/2008, sottolinea che la diffusione conclamata in Italia del nuovo Covid-19 esige l’aggiornamento del documento di valutazione dei rischi, tenuto conto del conseguente rischio biologico e pertanto intima a codesta Direzione l’attivazione di procedure idonee a tutelare la salute e sicurezza di tutti lavoratori direttamente coinvolti, chiedendo un pieno coinvolgimento degli RLS nell’individuazione delle misure da adottare per garantire salute e sicurezza agli operatori.

La Fials rimane a disposizione dei colleghi di tutte le professioni sanitarie, che con grande senso di responsabilità sopperiscono con sacrificio ed abnegazione ai problemi organizzativi, precisando che sarà costantemente monitorata l’evoluzione del fenomeno, esorta altresì i professionisti sanitari a fornire la massima collaborazione con le autorità preposte, nel vigilare in prima persona sull’approntamento di ogni misura prevista per fronteggiare l’emergenza, al fine di scongiurare la possibilità di contagio, nonché nel rendere tempestive le segnalazioni laddove si profilassero delle possibili criticità.

Costanzo nel scrivere all'azienda che la violazione di qualsiasi misura inerente ai requisiti di salute e sicurezza sarà denunciata alle autorità competenti e duramente avversata in ogni sede dalla nostra organizzazione sindacale.

Inoltre si invita -Conclude costanzo- l’Assessore Regionale alle Politiche della Persona e sua Eccellenza il Prefetto di Potenza, che leggono per conoscenza, ad intervenire negli ambiti di rispettiva competenza al fine di arginare le situazioni di incertezza su esposte.

Alleanza delle cooperative sociali Basilicata: “Il bando asilo nido va ritirato”


POTENZA - La gara a procedura aperta per l’affidamento del servizio in concessione dell’asilo nido aziendale negli edifici di proprietà della Regione Basilicata, dell’azienda ospedaliera San Carlo e dell’università presenta gravi incongruenze e va ritirata. Lo chiede l’Alleanza delle cooperative sociali della Basilicata, che ha già presentato in data 14 febbraio una nota alla Suarb su cui, ad oggi, non è ancora pervenuta nessuna risposta.

Nella nota inviata si è sottolineato in particolare come l’importo a base d’asta determinato, nel caso di flusso ottimale dei trenta bambini previsti in tutti i giorni di apertura dell’asilo, non consentirebbe nemmeno di coprire il costo del personale impiegato, a maggior ragione di recuperare le spese dei allestimento e di gestione delle strutture previste.

Le norme di gara, dunque, sbarrano le porte di accesso al bando alle cooperative che rispettano i contratti collettivi nazionali di lavoro e che si adeguano pedissequamente al manuale regionale di autorizzazione per i servizi socio assistenziali approvato con Dgr 194/2017.

L’Alleanza delle cooperative sociali della Basilicata chiede dunque alla Regione Basilicata di ritirare la procedura in corso, scongiurando così il rischio di un’ennesima corsa indiscriminata al massimo ribasso, e di riconfigurarla per consentire alle imprese partecipanti di formulare una proposta rispettosa della qualità di un servizio così importante e delle professionalità coinvolte; chiede altresì di individuare risorse aggiuntive da destinare alla specifica misura per non gravare eccessivamente sulle famiglie che usufruiranno del servizio.

mercoledì 11 marzo 2020

Latronico (Pz): al via il servizio di consegna farmaci e beni primari

LATRONICO - In questo momento di difficoltà per tutta la popolazione, alle prese con le limitazioni e le paure derivanti dal cosiddetto Coronavirus, il Comune di Latronico attiva un servizio di utilità sociale rivolto a tutte le persone anziane, fisicamente fragili a causa di patologie croniche e/o in quarantena a causa del virus.

Il servizio, erogato grazie alla collaborazione volontaria e gratuita dell’ANPAS – Valle del Sinni, sarà operativo da domani mercoledì 11 marzo e durerà per tutto il periodo legato all’emergenza della diffusione del COVID-19. Verranno consegnati su richiesta dei diretti interessati i medicinali ed i beni di prima necessità in via del tutto gratuita.

Gli interessati possono contattare i numeri 0973.853209 e 338.5630191, operativi dal lunedì al venerdì, dalle 09:00 alle 16:00. La consegna sarà effettuata recandosi presso il domicilio del richiedente, recuperando la lista spesa o la ricetta medica e i relativi fondi e, una volta acquistato il tutto, lasciando il materiale fuori dall'abitazione del richiedente in modo da evitare contatti e minimizzando i rischi per i beneficiari e per gli operatori.

“Al di là di quanto previsto dai provvedimenti nazionali, abbiamo a cuore la salute di tutti i cittadini, in particolare di quelli più fragili, come gli anziani – commenta l’Assessore alla Sanità Franca Gesualdi – in quanto sono la fascia di popolazione più a rischio in caso di contagio e non devono muoversi da casa in questo delicato momento. Per questa ragione, anche in considerazione del fatto che le disposizioni nazionali prescrivono ai Comuni di assistere la popolazione, abbiamo attivato questa specifica iniziativa di consegna di beni di prima necessità e farmaci a domicilio.”

“Ringrazio l’Amministrazione Comunale – commenta il Presidente di ANPAS Egidio Ciancio – nell’averci coinvolto in questa iniziativa. Siamo felici di rispondere presente e di mettere a disposizione gratuitamente i nostri volontari e mezzi in un progetto dall’indubbio valore e impatto sociale”.

Maggiori informazioni sono disponibili sul portale web comunale www.latronico.eu

martedì 10 marzo 2020

Serie C: pareggia il Potenza, ko il Picerno

di FRANCESCO LOIACONO - Giornata positiva a metà l’undicesima di ritorno per le squadre lucane del girone C di Serie C. Il Potenza ha pareggiato 0-0 fuori casa contro la Cavese. Nel primo tempo i campani insidiosi. Un tiro di Russotto ha centrato il palo. I lucani propositivi. Una conclusione di destro di Giosa da fuori area è stata respinta con le mani dal portiere D’Andrea. Nel secondo tempo la Cavese incisiva. Un tiro di Sainz Maza ha colpito il palo. Il Potenza arrembante. Un colpo di testa di Murano ha visto l’opposizione con i pugni di D’Andrea. Un tiro di Ricci ha trovato il numero uno dei campani pronto a salvare con un piede. D’Angelo tutto solo in area ha calciato a lato. Il Potenza è quarto in classifica a 56 punti.

Il Picerno ha perso 2-0 in casa con la solitaria capolista Reggina. Nel primo tempo i calabresi sono passati in vantaggio con Paolucci di destro su cross di Rivas. I lucani hanno replicato. Un colpo di testa di Esposito non ha inquadrato la porta. Un destro di Santaniello è stato bloccato con le mani dal portiere Guarna. Nel secondo tempo il Picerno ha insistito. Un tiro di Santaniello è finito oltre la traversa. I calabresi in contropiede. Un tiro di Bellomo è stato respinto in angolo dal portiere Pane. La Reggina ha raddoppiato con Sarao di sinistro su passaggio di Bianchi. Il Picerno è quintultimo con 32 punti.

lunedì 9 marzo 2020

Strutture sanitarie: Fials chiede lo stop delle attività non urgenti programmate

POTENZA - La Segretaria regionale Fials, Luciana Bellitti, ha inviato una nota All'Assessore alla salute e alle Direzioni Generali delle Aziende sanitarie ed ospedaliere

alla luce della gravità e dei rischi connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Alcune Aziende Sanitarie della Regione Puglia e Campania, in coerenza con i protocolli ministeriali ed al fine di porre in essere adeguate misure precauzionali, hanno già disposto l’emanazione di urgenti direttive e più precisamente la sospensione di una serie di attività quali: visite ambulatoriali, esami strumentali di diagnostica per immagini, prestazioni in regime di day service, diagnostica di laboratorio, attività ALPI, etc. etc., con la sola esclusione di prestazioni urgenti ed indifferibili.

La Belliti chiede l’urgente emanazione di apposita disposizione che preveda, peraltro, anche la sospensione di tutte le attività CUP, potenziando adeguatamente i sistemi di prenotazione telefonica e online ed in analogia anche le attività degli sportelli Ticket, che alla stessa stregua dovranno essere sospese, salvo per le prestazioni urgenti, potenziando forme di pagamento alternative (bollettino postale, bonifico, bancomat, etc.).

La Segretaria Fials interviene anche considerando il crescente livello di preoccupazione del personale amministrativo, onde evitare l’affluenza dall’esterno di persone, siano esse dipendenti o meno, e con l'obiettivo di evitare spostamenti e ridurre al minimo i "contatti" si chiede di disporre l’immediata chiusura al pubblico, fino a nuova disposizione, tenuto conto che tutti i documenti potranno essere inviati a mezzo mail, PEC o eccezionalmente via fax e che le informazioni potranno essere fornite telefonicamente dal personale amministrativo in servizio.

La Segretaria regionale Fials conclude confidando in un sicuro accoglimento di quanto attenzionato alle Regioni e alle Aziende Sanitarie, considerando il delicato momento d'urgenza che sta vivendo la nostra Italia e non solo.

domenica 8 marzo 2020

Coronavirus: aumentano le chiamate al numero verde


POTENZA - Ieri "al numero verde istituito dalla Regione Basilicata per l'emergenza coronavirus sono arrivate 462 chiamate, il numero più alto registrato in una giornata". A renderlo noto la task force regionale, aggiungendo che "sono 36 i tamponi giunti oggi dalle province di Potenza e Matera: l'analisi è iniziata nel pomeriggio. I risultati verranno resi noti nella mattinata di domani".