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sabato 12 settembre 2020

Fca Melfi, Ugl: ”Novità lavorative per settembre”

POTENZA - Giuseppe Palumbo, segretario provinciale dell’Ugl Metalmeccanici di Potenza e Costanzo Florence, Segretaria Regionale Ugl Basilicata Metalmeccanici fanno sapere che si è tenuto un'incontro tra la Direzione Aziendale FCA e il comitato esecutivo di stabilimento. E’ stato esposto e modificato il calendario lavorativo per il mese in corso, ciò per far fronte all'attuale incremento degli ordini con ulteriori giornate di straordinario. Viene così programmato:

LINEA 1 ( Compass/ Phev ) per il mese di Settembre ci saranno ulteriori turni di lavoro straordinario nelle giornate 19 e 26 Settembre sul 2° Turno.

LINEA 2 ( Jeep Renegade e 500 X ) oltre alle domeniche di 2° Turno del 13 e 27 Settembre gia' comunicate in precedenza, sarà lavorativa anche Domenica 20 Settembre sul 2° Turno Sq C.

Andiamo a garantire la tenuta occupazionale e la produzione nella nostra Regione senza dare alibi a nessuno di poter minimamente pensare di dover mettere a rischio un solo posto di lavoro.

L’Ugl è l’altro sindacato, è il sindacato del fare: non facciamo proclami di ‘facciata’ – proseguono Costanzo e Palumbo -, abbiamo a volte sottoscritto anche accordi impopolari ma sempre nella coerenza e difesa del territorio e occupazione.

L’urgenza e priorità, considerata l'eccezionalità del momento, per l’Ugl è da complimentarsi con la Direzione poiché ha rispettato i lavoratori e gli obiettivi di produzione del settore automobilistico in essere soprattutto, per il nostro sito Fca Melfi.

Serve che il Governo elargisca immediatamente liquidità, che consenta al comparto dell'automotive il rilancio della produzione e del mercato, così da fare, ancora una volta – concludono i sindacalisti - , da traino per la ripresa dell'intero sistema economico: ricordiamo che la serietà di Fca, se pur in un momento drammatico mondiale delle pandemia, con il supporto dell’Ugl, sindacato partecipativo, prosegue spietatamente nella produzione relativamente allo stabilimento di Melfi”.

venerdì 11 settembre 2020

Messaggio dell’Ugl di Matera al nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri


MATERA - “L’esperienza del nuovo Comandante dei Carabinieri della Provincia di Matera, Tenente Colonnello Nicola Roberto Lerario, maturata in carriera dove è stato per 4 anni ufficiale addetto presso lo Shape, il Comando delle forze Nato in Europa, durante i quali ha messo la sua professionalità al servizio di vari settori, sarà un prezioso contributo per la città di Matera e la sua provincia”.

Lo ha detto, in una nota, il Segretario Provinciale dell’Ugl di Matera, Pino Giordano, porgendo a nome di tutta l’organizzazione sindacale “gli auguri di buon lavoro al nuovo Comandante di Matera”.

“Un caloroso benvenuto, siamo certi che, attraverso la grande esperienza accumulata in questi anni anche a livello internazionale, l’ufficiale Lerario saprà portare avanti l’eccellente lavoro che gli uomini della Benemerita hanno condotto in questi anni sul nostro territorio materano, al servizio del cittadino e nella strenua lotta quotidiana per il contrasto alla criminalità organizzata. Al Colonnello dell’Arma della nostra Provincia vanno i migliori auguri - aggiunge Giordano -, assicuriamo la completa disponibilità dell’Ugl a collaborare, nell'interesse di tutti i lavoratori e cittadini che come organizzazione sindacale rappresentiamo. Le nostre congratulazioni Ugl Matera anche al Tenente Colonnello Samuele Sighinolfi che dopo tre anni trascorsi al Comando dei Carabinieri della Provincia di Matera, ha lasciato la città dei Sassi per trasferirsi a Vibo Valentia dove comanderà il 14° Battaglione ‘Calabria’”.

giovedì 10 settembre 2020

La Copagri sul Patto per l’Export

 
POTENZA -  “Con il ‘Patto per l’Export’, redatto nell’ambito dei lavori della Cabina di regia per l’Italia internazionale e siglato alla Farnesina dopo un intenso percorso di ascolto coordinato dal medesimo dicastero, si indica con chiarezza a tutto il tessuto produttivo del Paese che l’internazionalizzazione è la strada maestra da seguire per superare la grave crisi economica causata dalla pandemia del Coronavirus”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina, in occasione della tappa romana del roadshow “Il Patto per l’Export. Strumenti e opportunità per le PMI”, che si tiene oggi alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio e del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

“Un intervento che vada in questa direzione è di fondamentale importanza, da un lato, per favorire tutte le realtà produttive, vera e propria spina dorsale del Paese, che con il loro lavoro vanno quotidianamente a innescare circoli virtuosi di crescita e di sviluppo dei territori e delle loro economie; una simile iniziativa, dall’altro lato, va a stimolare la crescita e lo sviluppo di tutte le aziende che non hanno ancora affrontato la sfida dei mercati esteri o che si trovano in aree del Paese dove la propensione all’export è meno spiccata, osserva il presidente, ricordando che l’agroalimentare nazionale nel 2019 ha esportato prodotti per un valore di circa 45 miliardi di euro, dando un concreto e significativo apporto alla crescita del PIL.

“Condividiamo molti dei punti delineati nel Patto per l’Export, che accoglie diverse nostre proposte, ma soprattutto lo spirito che lo anima, in base al quale si cerca di guardare alla fase post-Coronavirus come un’opportunità di crescita, di consolidamento e di sviluppo. Nel testo, infatti, trovano spazio numerosi elementi che dimostrano come si stia finalmente cominciando a comprendere la strategicità del primario, quali un forte investimento per la comunicazione e la promozione all’estero delle filiere e delle specialità agroalimentari, il rafforzamento dell’eCommerce e della partecipazione delle PMI al sistema fieristico, ma anche il potenziamento delle misure in favore dell’imprenditoria giovanile”, ricorda Verrascina.

“Molto promettenti sono poi le azioni individuate per contribuire a conquistare nuovi mercati, che mirano al contempo a difendere e promuovere quelli storici; in questa ottica guardiamo con favore alla creazione di un unico portale pubblico di accesso ai servizi per l’export, con un utilizzo personalizzato per settori e mercati prioritari, e all’inserimento di sei esperti di agricoltura nella rete diplomatico-consolare italiana, che avranno il non semplice compito di ottimizzare il lavoro delle Ambasciate nella promozione del Made in Italy nel mondo”, conclude il presidente della Copagri.

venerdì 4 settembre 2020

L'Alleanza delle cooperative sociali sull'approvazione accreditamento strutture sociosanitarie


POTENZA - L’Alleanza delle cooperative sociali della Basilicata esprime apprezzamento per l’approvazione, da parte della quarta Commissione consliliare regionale, del manuale di accreditamento delle strutture sociosanitarie. L’atto colma un ritardo ventennale, allineando la Basilicata alle altre regioni italiane che hanno da tempo adottato il sistema di accreditamento in ottemperanza al decreto legislativo n. 502/1992, e rappresenta la fine di un percorso che ha visto la Regione approvare, nell’arco di pochi mesi, il manuale di accreditamento prima in Giunta, con deliberazione n. 170 del 12 marzo 2020, e ieri in quarta Commissione.

Le cooperative sociali già operanti hanno nel frattempo provveduto, come previsto, a inoltrare agli uffici regionali competenti richiesta di rinnovo di autorizzazione. “Siamo pertanto in procinto di qualificare un sistema fondamentale della sanità lucana – dichiara il coordinatore dell’Alleanza delle cooperative sociali Basilicata, Giuseppe Salluce – superando una fase di incertezza e di precarietà sia nella qualità delle prestazioni dirette ai cittadini, sia per gli stessi soggetti erogatori”. L’accreditamento istituzionale rappresenta una modalità qualificante di affidamento dei servizi: al pari delle certificazioni di qualità, garantisce il miglioramento continuo delle prestazioni e maggiori garanzie per l’utenza perché è centrato su standard misurabili e controllabili, sottoposti a costante verifica. L’accreditamento risponde inoltre a criteri di economicità per la pubblica amministrazione rispetto alle procedure di gara.

“Siamo certi che la Regione renderà operativo in tempi brevi l’accreditamento istituzionale – conclude Salluce – per garantire risposte sempre più adeguate ai cittadini per una sanità moderna, efficace ed efficiente”.

giovedì 3 settembre 2020

A Marsico Nuovo (Pz) si svolgerà un concorso pubblico


MARSICO NUOVO - A Marsico Nuovo (PZ) ci sarà un Concorso Pubblico, per soli esami, per la copertura di:

n. 2 Posti nel profilo di “Istruttore Contabile" - Categoria C1 del vigente CCNL delle Funzioni Locali a tempo pieno ed indeterminato

n. 1 posto nel profilo di “Istruttore Direttivo Amministrativo” - Categoria D1 del vigente CCNL delle Funzioni Locali a tempo pieno ed indeterminato

n. 3 posti nel profilo di “Istruttore Amministrativo" - Categoria C1 - a tempo pieno ed indeterminato, di cui n. 1 posto con diritto di riserva a favore delle FF.AA. ai sensi degli artt. n. 1014 e 678 del D. Lgs. n. 66/2010

Link:

Scarica documento: Copertura di n. 1 posto di “Istruttore Direttivo Amministrativo” - Candidati ammessi al concorso
Scarica documento: """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""”""""" - Data di svolgimento delle prove di concorso

Iscrizione on line per partecipazione al concorso

https://www.gestioneconcorsipubblici.it/marsiconuovo

Bandi di concorso

http://www.comune.marsiconuovo.pz.it/it-it/amministrazione/atti-pubblicazioni/bandi-di-concorso

martedì 1 settembre 2020

Acciaieria Jindal, Ugl :”A Piombino tutto tace”


“Nell’ultimo incontro svoltosi in video call organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico tra direzione aziendale Jindal e le organizzazioni sindacali Nazionali e Territoriali, nonostante anche all’ora l’azienda non presentò nessun nuovo piano industriale chiedendo ancora altri 15 giorni, ad oggi trascorsi abbondantemente tre mesi, non si registra nessuna novità in merito.

Riteniamo che il tempo sia scaduto, ravvediamo incapacità operativa sia del Governo che della Jindal mentre come a Taranto anche a Piombino susseguono ed evidenziamo eventi e seri problemi legati alla sicurezza dei lavoratori”.

Dura è la presa di posizione del Segretario Nazionale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera e di Daniele Francescangeli, Vice Segretario Nazionale con delega alla siderurgia per i quali, “ad oggi solo numeri su contenziosi tra vecchia e nuova proprietà ma di piani industriali, neppure l’ombra. 

Non vogliamo e non saremo noi dell’Ugl a creare allarmismi, ci sembrerebbe che il gruppo Jsw non cerchi di onorare accordi presi e per Piombino non ci sia nessun forno elettrico e nessuna produzione di acciaio.

Se pur il Governo ha ribadito nei vari incontri e interlocuzioni con la proprietà, dava la disponibilità impegnandosi con partecipazioni sia economici che logistici per il rilancio delle acciaierie di Piombino – aggiungono Spera e Francescangeli -, per l’Ugl sembrerebbe un film già visto, purtroppo: solo un cieco non può subdolare quanto sarebbero inquietanti le varie nomine per le acquisizioni e interessi per le varie acciaierie italiane.

Le Istituzioni non hanno fatto e continuano a non fare nulla – tuonano forte e chiaro i sindacalisti -, abbiamo solo assistito a vari contenziosi di Jindal che mentre si affrontasse la problematica su Piombino aveva il pensiero all’acquisizione dell’Ilva di Taranto; complici dell’affare, i Governi di centro sinistra, con gli indiani i quali non mantenendo impegni e accordi di programma, mettono in repentaglio il futuro occupazionale di circa 2000 dipendenti tra acciaieria e indotto.

Per tali dipendenti, ancora oggi regge il sistema economico di sussidiarietà ma non sappiamo ancora per quando mentre, gli indiani finiranno per prosciugare la nostra nazione, proseguiranno andando avanti come carri armati per i loro affari, all’Italia non resterà che inginocchiarsi restando orfana del sistema e produzione acciaio: nella totale e indifferenza delle Istituzioni dove del resto regna il solo condizionamento di dichiarazioni e proclami.

Dal 2018, l’acciaieria di Piombino è di Jindal e comunque ancora il sito è attivo.

Riteniamo che un atteggiamento dubbioso sul futuro è irresponsabile e non corretto nei confronti del territorio e delle maestranze, perché si continua a produrre e non far conoscere anche dati importanti, come i piani produttivi futuri: ovviamente generano anche una forte incertezza rispetto a possibili stop impiantistici che metterebbero in rischio anche la stessa incolumità dei dipendenti nel fornire assistenza e manutenzione.

L’Ugl chiede un incontro urgente con il Governo e Jindal, sosterremo che il proseguo di tali atteggiamenti aziendali, nonché di queste modalità di gestione e relazionali, non fa altro che alimentare preoccupazioni, dubbi ed incertezze tra i lavoratori generando un clima lavorativo caratterizzato da diffidenza e non serenità nelle attività quotidiane.

Riteniamo - concludono Spera e Francescangeli - che i lavoratori di Piombino meritino altri atteggiamenti, comportamenti più seri e coerenti da parte dell’attuale management”.

lunedì 31 agosto 2020

Il "collettivo DTutti" esprime solidarietà ai lavoratori del Vulture Alto Bradano


PALAZZO SAN GERVASIO - Il "collettivo DTutti" esprime solidarietà ai lavoratori stagionali in presidio ormai da alcuni giorni davanti alla struttura di Palazzo San Gervasio che dovrà, prima oi poi, fungere da Centro di Accoglienza.

Siamo vicini a chi lotta per ottenere rispetto e dignità, a chi in queste ore vuole uscire dall’invisibilità. La nostra solidarietà va anche a tutti i migranti che continuano a vivere nei diversi ghetti presenti nelle campagne del Vulture Alto Bradano, da Boreano a Mulino – Matinelle, fino a Gaudiano.

E’ inaccettabile che anche quest’anno si ripeta questo indegno teatrino che vede i migranti abbandonati per settimane in casolari e campagne mentre le istituzioni fanno proclami e promesse inutili. Inaccettabile che tutto questo accada ancora una volta, per l’ennesima volta, nella nostra Regione. Eppure il fenomeno non è affatto nuovo, tutti sanno che in occasione della campagna di raccolta del pomodoro le campagne del Vulture Alto Bradano si popolano di un esercito di schiavi che vengono utilizzati e, spesso sfruttati, per la raccolta. Tutti lo sanno tranne chi in questa Regione occupa i posti di potere e decide le sorti di questa gente. Tutti lo sanno tranne Sindaci, Presidente di Regione, Assessori regionali e membri delle task force che hanno la grande abilità di farsi cogliere ogni anno impreparati e in ritardo.

La stagione della raccolta del pomodoro è ormai iniziata ufficialmente da settimane, i lavoratori sono nelle campagne, in casolari fatiscenti ormai da mesi, eppure ancora una volta l’unica struttura che dovrebbe accoglierli e dare loro un minimo di ristoro è in ristrutturazione. Una perenne ristrutturazione visto che i ritardi di quest’anno sono anche quelli dell’anno scorso e degli anni ancora prima.

E’ allora inaccettabile che le massime istituzioni di questa Regione, ma anche quelle locali, cadano ancora una volta dalle nuvole accampando scuse di ogni tipo come se il problema fosse nuovo. Non c’è nulla di nuovo sotto il cielo di Basilicata. Anzi, di nuovo c’è il pericolo Covid 19 che avrebbe dovuto rendere maggiormente responsabili i nostri amministratori e invece è divenuta solamente una ulteriore scusante per i ritardi. Quelle istituzioni che dovrebbero solamente garantire l’apertura del centro di accoglienza per tempo, oggi non possono continuare a far finta di non sapere, di non aver potuto fare. Nelle pieghe di questa loro irresponsabilità infatti, non possiamo dimenticare che si inseriscono quei fenomeni illeciti che hanno ragione di esistere in quanto offrono a chi ha bisogno servizi e sostegno che dovrebbe essere offerto dalle istituzioni statali e locali.

Prendiamo atto che con grande difficoltà un gruppo di volontari di diverse associazioni e tanti cittadini ancora una volta provano a fare qualcosa, ma tutto questo non dovrebbe essere necessario in un Paese normale. Ai ragazzi che lottano, ai lavoratori che sono in presidio e a tutti gli altri lavoratori che ancora vivono nel ghetto diamo il nostro pieno sostegno. Noi ci siamo e ci saremo perché un lavoro dignitoso e una vita rispettosa deve essere garantita a tutti. Così in una nota il Collettivo DTutti.

venerdì 21 agosto 2020

Coronavirus: un italiano su due ha paura di tornare in ufficio


A rivelarlo una ricerca fatta da Linkedin. Il popolare social network 'professionale' rileva come moltissimi lavoratori temano che non saranno rispettate le norme d'igiene ed sicurezza una volta tornati ai loro posti di lavoro. Interessanti anche i dati sulle prospettive professionali.

giovedì 20 agosto 2020

Fca, venerdì a San Nicola di M. attivo dei delegati Fim in vista riapertura stabilimento

 
MELFI - In vista della riapertura dei cancelli dello stabilimento Fca dopo la pausa estiva, la Fim Cisl riunirà, l'attivo dei delegati, venerdì 21 agosto, alle 9, nella sede di San Nicola di Melfi, al Villaggio Piaggio. I lavori saranno introdotti dal segretario generale Gerardo Evangelista.

giovedì 13 agosto 2020

Incendio acciaieria Arvedi, Spera (Ugl): “Poteva essere evitato?”


ROMA - “Già un anno fa denunciammo che nelle acciaierie cremonesi non ci fosse sicurezza, chi tenta di far uscire una piccola parola viene immediatamente licenziato come avvenne al nostro rappresentante Ugl: ma non ci facciamo intimorire da nessuno, i nostri legali, se pur in un periodo feriale, saranno a lavoro a tutela di tutti i dipendenti e dell’intera popolazione. L’incendio di questa mattina nell'acciaieria Arvedi che, secondo le prime informazioni a prendere fuoco, a causa di un cortocircuito, è stata una porzione di una torre di raffreddamento, poteva essere evitato?”.

Ennesima dura, è la condanna del Segretario Nazionale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio Spera su quanto accaduto nelle acciaierie dove, un operaio 61enne è stato soccorso e sulle cui condizioni non si hanno notizie. Grande preoccupazione dei residenti in zona, con le diverse amministrazioni che hanno invitato a non uscire e a tenere chiuse le finestre. È stata anche temporaneamente sconsigliata la navigazione sul Po, nel tratto limitrofo all'acciaieria. L’Ugl più volte aveva denunciato le carenti misure di sicurezza sul lavoro all’interno della fabbrica alle autorità competenti, ma dopo le continue segnalazioni l’azienda per mettere a tacere la nostra o.s., rispose nel 2019 con il licenziamento del delegato. Questi incidenti accadono per risparmiare e fare profitto, non fatalmente. Lo ribadiamo ad alta voce, come sempre: bisogna che gli organi preposti intervengano per fare chiarezza sull’accaduto in maniera ferma, non è possibile che venga messo a repentaglio la vita dei lavoratori ogni giorno. Possiamo ripercorrere tutte le fasi che, sempre di più, in questi anni si mettono in piedi per l’occasione, la rabbia, lo sdegno il facile compianto e la solidarietà iniziale, la chiamata in causa degli ordini vigilanti. L’Ugl non si fermerà mai a concludere che ormai siamo carne da macello, che quando usciamo di casa al mattino l’incidente non è più un accidente ma un rischio calcolato e misurato. Ci auspichiamo – conclude il Segretario Spera - che venga fatta luce sull’accaduto e non passi per inosservato anche questa volta. Sarebbe assurdo dopo che abbiamo sollecitato infinitamente l’azienda e gli enti per la messa in sicurezza dei posti di lavoro e chi ha sbagliato paghi”.

mercoledì 12 agosto 2020

Ex Ilva, Spera (Ugl): ”Ancora uno schiaffo al Governo”


ROMA - “Continua la situazione di grave criticità che interessa le imprese dell’indotto dell’ex Ilva in perenne attesa del pagamento dei crediti maturati che ammontano a diversi milioni di euro. E’ inaccettabile apprendere ancora una volta che l’amministratore delegato di ArcelorMittal, Lucia Morselli sarà disponibile a riparlarne dopo le ferie”.

Il Segretario Nazionale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio Spera sostiene che, “già il 14 luglio c.a. pubblicamente avevamo esternato una situazione intollerabile dove ribadivamo che, sempre nell’ultimo incontro di giugno c.a. con il Governo dove erano anche le Oo.Ss. e i vertici di ArcelorMittal, chiedemmo in merito di venire incontro alle esigenze economiche delle aziende dell’indotto e degli autotrasportatori tarantini che, a causa di nuovi ritardi nei pagamenti delle fatture, non potevano più continuare a lavorare e a sopprimere al pagamento dei propi dipendenti. Nuovo incontro programmato per la giornata di ieri ma rinviata a data quando l’amministratore Morselli sarà disponibile, venendo meno alla call conference che avrebbe dovuto tenersi sulla situazione delle imprese dell’indotto-appalto siderurgico fornitrici di ArcelorMittal a Taranto: non è la prima volta che salta un confronto in forma più allargata sull’indotto-appalto con ArcelorMittal. E’ paradossale, le aziende di concessione materiale vogliono essere pagate e di conseguenza le ditte e autotrasportatori hanno continuato a pagare le dovute tasse. Chiediamo – prosegue Spera – che urgentemente il Governo intervenga su tale incresciosa vicenda che vede coinvolti migliaia di lavoratori: il Presidente Giuseppe Conte, che più volte è stato chiamato in causa senza, però, aver egli mostrato particolare sensibilità verso tale imprese e i lavoratori dell’indotto faccia rispettare il mondo produttivo pugliese con il pagamento del dovuto quanto, il prosieguo delle attività lavorative in condizioni di certezza e continuità. Il Governo dia risposte esaustive, lo stato dei pagamenti delle aziende satellite all’ex Ilva vanterebbero crediti nei confronti di ArcelorMittal che, secondo indiscrezioni, ammonterebbero a circa 60 milioni di euro dove avevamo chiesto interventi in merito senza ottenere alcuna risposta. Per l’Ugl - conclude Spera - non è più tempo di rincorrere inutilmente il gruppo franco-indiano: chiediamo con forza al Governo, unico e solo interlocutore di Ami, di farsi garante nei confronti delle imprese, dei lavoratori e le loro famiglie dell’ ammontare dei crediti scaduti e, vigilare sull’uso incontrollato degli ammortizzatori sociali.

lunedì 10 agosto 2020

Carella (Femca Cisl): "Bloccare le trivelle senza una strategia energetica mette a rischio i posti di lavoro anche in Basilicata"


POTENZA - "Le voci di una ulteriore stretta alle attività di estrazione degli idrocarburi nel nostro non devono essere sottovalutate, specie in Val d’Agri e nella Valle del Sauro dove per l’attività petrolifera siamo arrivati ad una fase delicatissima in cui non sono possibili passi falsi". È quanto sostiene il segretario generale della Femca Cisl Basilicata Francesco Carella. "Oggi bloccare o ridimensionare le attività di estrazione senza una strategia di progressiva uscita dalle fonti fossili verso nuove fonti green significherebbe la perdita di tanti posti di lavoro, tra addettindiretti e indotto. Bisogna assolutamente creare le condizioni per una transizione energetica sostenibile delle aree idonee".

"Tale transizione - aggiunge Carella - non può essere fatta in modo integralista ma attraverso un piano di lungo periodo in modo da consentire la riconversione delle attuali attività. La politica nazionale non può con un colpo di spugna annullare i sacrifici fatti dai tanti lavoratori e cittadini che in questi anni hanno convissuto con le estrazioni. Per questo motivo, prima di assumere determinate scelte, bisogna creare le condizioni di una riconversione graduale e reale mettendo al centro il cittadino e il territorio che tanto hanno dato non solo ad Eni ma a tutto il paese". Per il segretario della Femca Cisl lucana "è fondamentale aprire un tavolo di confronto politico a livello nazionale con tutte le regioni interessate e le segreterie dei sindacati di categoria e confederali. Noi restiamo convinti del fatto che esistono le condizioni per tenere insieme lavoro, salute e ambiente. Alla politica chiediamo responsabilità e di tenere conto delle tante persone che rischiano il proprio posto di lavoro. Ai disoccupati non servono le ideologie politiche ma strategie concrete per creare nuove opportunità di lavoro ".

Cisl: la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione lucana tra lavoro agile e concorsi pubblici


POTENZA - Le Amministrazioni regionali tra cui la Regione Basilicata e gli enti locali lucani, a seguito della sottoscrizione del protocollo quadro “Rientro in Sicurezza” tra il Ministero della Pubblica Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali lo scorso 24 luglio, sono in queste ore alla vigilia di un ampio ragionamento sulla definizione delle prossime linee guida per gli uffici pubblici anti coronavirus, che dovranno essere operative da settembre, al fine di affrontare i prossimi mesi in maniera più organizzata rispetto a quello che si è potuto fare sotto l’ onda della necessità e dell’ urgenza dei mesi scorsi.

Quanto messo in campo, infatti, da un lato ha consentito ai cittadini ed al sistema delle imprese di fruire di servizi e prestazioni in maniera continuativa, con inedite procedure che si sono sperimentate sul campo con i mezzi che si avevano a disposizione, ma dall’ altro lato ha messo in evidenza ritardi di natura strutturale, strumentale nonché criticità di coordinamento, che purtroppo hanno creato delle carenze di accoglimento dei bisogni sia dei cittadini lavoratori che dei cittadini utenti.

Per migliorare le criticità in maniera profonda è prevista la definizione del Piano Organizzativo Lavoro agile (POLA) che di fatto regolerà, dal prossimo anno ed in maniera stabile, il lavoro dei dipendenti pubblici per la parte e le mansioni che possono essere organizzate in modalità smart working, partendo dal presupposto che i principi chiave del vero smart working sono la responsabilizzazione, ossia il lavorare per obbiettivi e la capacità di monitoraggio del processo. Tutto questo rappresentanza una rivoluzione epocale a cui bisogna formarsi ed attrezzarsi, una sfida che non si può perdere, perché ne va del futuro di una intera regione e di intere generazioni.

In questo senso appare opportuno avviare immediatamente un processo di investimento nel campo della digitalizzazione, della formazione e del rafforzamento della capacità amministrativa della P.A lucana, che non potrà mai avvenire senza un costruttivo, intenso e rinnovato sistema di relazioni sindacali, che portino alla concreta partecipazione delle rappresentanze dei lavoratori al conseguimento degli obbiettivi quantitativi e qualitativi delle performance.

Ricordando che la qualità della Pubblica Amministrazione è l’ elemento chiave per la generazione di prodotto interno lordo, giacché moltissimi investimenti, ancor più in Basilicata, dipendono dalla capacità organizzativa e della qualità amministrativa e progettuale dell’ ente pubblico.

Nel confronto tra Pubblica Amministrazione regionale ed Enti Locali con le Parti Sindacali sul tema della riorganizzazione della PA non si può prescindere da un’ attenzione particolare sui prossimi concorsi pubblici per l’ immissione di nuovo personale.

Nella pubblica amministrazione locale, non discostandosi molto dal dato nazionale, come evidenziato dall’ indagine 2020 Forum Pa sullo stato di salute della Pubblica amministrazione, i trentenni sono meno dell’uno per cento, l’età media dei dipendenti pubblici è 54 anni, e circa il 20 per cento ha 60 anni, con le uscite favorite da Quota 100 è in corso il superamento da parte della popolazione pensionata su quella attiva e si registrano pericolose lacune di personale in numerosi uffici, che ostacolano l’ efficienza dell’ azione amministrativa e la capacità di programmazione e di spesa.

L’ingresso di nuova forza lavoro negli enti pubblici locali è un prerequisito di sopravvivenza per la Pa della Basilicata e per l’ intera economia della regione, che dovrà affrontare l’ importante sfida della programmazione e della gestione della grande mole di fondi pubblici sia provenienti dal Recovery Found, sia dallo Stato con il Piano per il Sud, sia della nuova programmazione dei Fondi Strutturali Europei 2021 – 2027.

Da troppo tempo non si investe, attraverso concorsi pubblici e piani di formazione, sulla Pubblica Amministrazione locale, che da anni vive un processo di depauperamento e di emorragia del personale attraverso il pensionamento, a cui si è supplito solo con soluzioni temporanee e precarie, senza una logica di lungo periodo e di capacitazione.

Pretendiamo oggi più che mai una P.A. innovativa, propositiva, realizzativa; concepita come una risorsa propedeutica e fondamentale per favorirne il rilancio economico; una P.A. moderna, in grado di superare le lacune del passato e che investa a pieno titolo su nuovo capitale umano, l’unico in grado di segnare e produrre un profondo cambio di marcia. Una P.A. che utilizzi al meglio l’innovazione informatica, aperta alle giuste innovazioni come fertile terreno di progresso e benessere territoriale e strutturale, ma che non dimentichi mai il contatto umano con il cittadino, che deve continuare a sentirla sempre vicina e disponibile, al suo fianco. Così in una nota congiunta Luana Franchini, Segretaria Cisl Basilicata e Giuseppe Bollettino, Segretario Generale Cisl Funzione Pubblica Basilicata.

venerdì 7 agosto 2020

Tempa Rossa, Gambardella (CISL): "No a divisioni e campanilismi, serve coesione e collaborazione"


POTENZA - "Sul petrolio le divisioni e i campanilismi sono un regalo alle compagnie petrolifere: serve un quadro di regole certe su occupazione, investimenti e tutela dell'ambiente". È quanto sostiene il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, che invita le amministrazioni locali ricadenti nella concessione Tempa Rossa a "recuperare uno spirito di forte coesione e collaborazione nell'interesse di tutte le comunità interessate".

"Il sindacato - continua Gambardella - pur con sfumature diverse, da tempo propone la necessità di un vero patto di sito come cornice giuridica in grado di disciplinare e istituzionalizzare le relazioni con le compagnie petrolifere. L'obiettivo - continua Gambardella - è rilanciare con forza il ruolo della contrattazione di sito e del tavolo della trasparenza e sottrarre il tema del petrolio, dell’occupazione locale e della tutela dell’ambiente alle vecchie logiche clientelari e alle negoziazioni al ribasso. Il recente incontro promosso dalla Cisl a Cirigliano andava proprio nella direzione di costruire una forte e organica alleanza sociale e istituzionale per rinnovare la discussione nell'alveo dei percorsi istituzionali già esistenti".

"In questo quadro - continua il segretario della Cisl - va ricollocato anche il ruolo dell'Arpab quale presidio indipendente e autorevole per il monitoraggio e la tutela dell'ambiente, ruolo - conclude Gambardella - che dovrà essere ulteriormente rafforzato dalle future nuove assunzioni per superare la logica delle informazioni unilaterali da parte delle multinazionali e assicurare un efficace controllo ambientale, anche alla luce delle fiammate che stanno allarmando le comunità locali. È necessario che il governo regionale interrompa l’inspiegabile silenzio su questi fatti e apra un confronto serio con la compagnia francese alla presenza delle forze sociali e dei sindaci dei 13 comuni della concessione. Per questi motivi riteniamo non più rinviabile uno specifico tavolo di concertazione con la giunta regionale per discutere di patto di sito, del ruolo dell'Arpab e di come costruire un corretto sistema di relazione tra i Comuni improntato alla coesione e alla cooperazione".

Agricoltura, Cavallo (FAI CISL): "Rafforzare la rete dell'accoglienza per sottrarre i migranti alle lusinghe dei caporali"

POTENZA - Il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, parteciperà oggi pomeriggio a Matera all'evento promosso, tra gli altri, da Cgil, Cisl e Uil per ricordare la migrante ignota scomparsa un anno fa nell'ex ghetto della Felandina. "È doveroso esserci per ricordare una tragedia che ha lasciato un segno profondo nelle nostre coscienze. Ci incontreremo per ricordare una vita spezzata dall'indifferenza e dal degrado e per rilanciare l'impegno contro ogni forma di sfruttamento e sul fronte dell'accoglienza delle migliaia di braccianti stranieri che lavorano nei campi della nostra regione. La storia ci insegna che dove non ci sono diritti e dove non c'è solidarietà prosperano la criminalità e lo sfruttamento disumano delle persone, spesso ridotte in una condizione di sostanziale schiavitù. Una situazione intollerabile in un paese che vuol dirsi civile. In tal senso - continua il segretario della Fai Cisl - è prioritario da un lato intensificare le azioni di contrasto penale del caporalato, dall'altro costruire un sistema di accoglienza e una rete di servizi in grado di sottrarre i lavoratori stranieri alle lusinghe dei caporali. La realizzazione di una seconda struttura di accoglienza lungo la fascia jonica e la ristrutturazione del centro di Palazzo San Gervasio sono un primo passo per restituire diritti e dignità a chi con il proprio lavoro tiene in piedi il settore agricolo nel nostro paese, purché i tempi di realizzazione di tali strutture sia celere. Questo però non è sufficiente se non si interviene per eliminare le strozzature lungo la filiera agroalimentare con interventi finalizzati ad una più equa remunerazione dei prodotti agricoli e premiando le aziende che applicano regolarmente i contratti nazionale e provinciali di settore".

giovedì 6 agosto 2020

Fials-Confsal: nomina "Barresi" la Magistratura rende giustizia ai Lucani

POTENZA - La sentenza del Tar Basilicata che di fatto decreta l’allontanamento di Barresi dall’Aor San Carlo segna la sconfitta della Giunta regionale e della politica incapace di individuare l’unica soluzione possibile ad una situazione sempre più disastrosa nella gestione del più importante ospedale lucano. E’ il commento di Luciana Bellitti, segretaria regionale della Confsal-Fials Basilicata.
C’è voluta dunque la magistratura ordinaria – aggiunge – per ripristinare i principi di legalità, trasparenza e corretta amministrazione che abbiamo, troppo spesso da soli, sempre sostenuto, sostituendosi all’incapacità politica ed istituzionale.

Noi – ricorda Bellitti – non ne abbiamo fatto mai una “questione personale” nonostante il crescere di contrasti e di tensioni con il management del San Carlo, volutamente contro il personale, quanto piuttosto di tutela e salvaguardia di interessi di tutto il personale del San Carlo, e dei cittadini che da troppi mesi non riescono ad avere la visita specialistica urgente e in tanti casi salva vita e sono costretti a rinforzare il lungo elenco dei nostri emigrati per salute in altre strutture sanitarie extraregionali.

Avevamo messo in guardia il Presidente Bardi e l’Assessore Leone sulle conseguenze di questa situazione, mai verificata in passato, chiedendo ripetutamente un intervento del presidente Bardi per sanare l’ anomalia, forse unica nel sistema sanitario nazionale. Persino l’emergenza Covid-19 non ha in alcun modo modificato l’atteggiamento in difesa di Barresi.

Adesso – dice la segretaria Confsal-Fials Basilicata – ci aspettiamo una svolta epocale che cancelli quanto di negativo è avvenuto al San Carlo negli ultimi anni e ripristini, prima di tutto, corrette relazioni sindacali. Noi continueremo a fare il nostro compito e a vigilare perché la svolta avvenga realmente.

lunedì 3 agosto 2020

Vigilanza Regione, oggi sit-in di protesta dei lavoratori Cosmopol davanti al palazzo della giunta


POTENZA - Si annuncia un agosto di mobilitazione per i lavoratori della Cosmopol che dalla mezzanotte di ieri 1° agosto non sono più in servizio nella sede della giunta regionale a seguito del subentro, con propri dipendenti, dell'Ati capitanata dall'istituto di vigilanza Città di Potenza, vincitrice della gara indetta nel 2016 dalla Sua-RB, la stazione unica appaltate della Regione Basilicata. Stamattina è in programma un sit-in di protesta dei lavoratori davanti alla sede della giunta regionale. Sono 53 i lavoratori coinvolti in un vero e proprio rompicapo burocratico che parte dal 2016, nei giorni caldi della vertenza ex La Ronda, con la pubblicazione di un bando di gara che fu aspramente criticato dalla Fisascat Cisl, sia per la tempistica, sia per il taglio al monte orario.

L'accordo per il cambio d'appalto siglato in prefettura il 31 luglio scorso, frutto della mediazione operata da sua eccellenza il Prefetto, dopo ore di trattative, è stato di fatto vanificato dalla decisione dell'istituto uscente Cosmopol di non sottoscriverlo annunciando un ulteriore ricorso al Tar oltre a quello già pendente al Consiglio di Stato contro le aggiudicazioni della Sua-RB. Così, ieri, allo scoccare della mezzanotte, il nuovo gestore della vigilanza è subentrato con propri dipendenti nel lotto n. 6. determinando una situazione di forte incertezza tra i 53 addetti della Cosmopol che sarebbero dovuti transitare nell'Ati Città di Potenza; lavoratori per nulla intenzionati - come consigliato da qualcuno - a dare le dimissioni poiché, spiega la Fisascat Cisl "significherebbero la rinuncia alla clausola sociale e quindi a qualsivoglia diritto, tra cui la certezza della riassunzione".

Per la Fisascat Cisl "i lavoratori sono giustamente preoccupati perché si ritrovano loro malgrado in un limbo: hanno diritto a lavorare sul lotto n. 6 per effetto della clausola sociale ma sono nella sostanza rimasti fuori per effetto del contenzioso avviato dalla Cosmopol e della conseguente impraticabilità del passaggio dei dipendenti al nuovo gestore del servizio di vigilanza armata. Il risultato è che i lavoratori ancora una volta pagano il costo della gestione scellerata e pasticciata di un bando di gara che presenta da quattro anni, non da ieri, problematiche evidenti e i limiti gestionali della stessa Sua-RB".

Secondo la sigla sindacale della Cisl, che ha sollecitato la convocazione di un nuovo e risolutivo incontro in prefettura, "la situazione che si è determinata in questa vicenda ha dell'assurdo: infatti mentre i lavoratori della Cosmopol sono letteralmente per strada, ai dipendenti di Città di Potenza sono state revocate le ferie. Ancora una volta - conclude la Fisascat - emerge l'urgenza di mettere mano in modo radicale alla governance degli appalti nella nostra regione partendo dal principio inderogabile che i contratti collettivi di lavoro vanno rispettati".

sabato 1 agosto 2020

Sanità, Giordano (Ugl):”In emergenza Covid-19 non è pensabile sperperare danaro pubblico per Medicina Veterinaria Apicultura”


MATERA - “Il Presidente della Giunta Regionale deve prendere atto che fino alla sua elezione in questa regione si sono usati solo toni trionfalistici dove non si è mai vigilato sulle necessità del cittadino ma, è stato facile esclamare e prendersi i meriti propagandistici. Ora, ad un anno dall’elezioni e lo sradicamento del potere PD, facciamo insieme un giro nelle strutture pubbliche e private all’insaputa di tutti, venga con noi a visitare ed a vedere come hanno ridotto gli ospedali dell’Asm, sia il Madonna delle Grazie che il Papa Giovanni Paolo II, si renderà conto di come la politica regionale a trazione PD ha ridotto l’ospedale di Policoro e Matera nonostante l’Ugl ha sempre replicato a più voci che non andava mai abbassata la guardia”.
E’ quanto sostiene il Segretario Provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale, “venga a vedere nel nosocomio Materano e Ionico in che condizioni oggi lavorano gli addetti di tutti i reparti dove gli ospedali scoppiano, il personale mai preso in considerazione e che l’Ugl ha rappresentato da sempre il loro malcontento. Professionisti validi e indiscutibili per serietà, professionalità, abnegazione e senso di responsabilità, attaccamento al loro dovere. Oggi registriamo causa COVID-19, una grave emergenza sanitaria per i nostri cittadini e le nostre economie: il contagio è diffuso in tutti gli Stati e certo è che il nostro territorio non è sconosciuto alla pandemia. Dunque oggi serve impegnare più risorse possibili per una risposta immediata per attenuare l'impatto socioeconomico del virus. Ma l’Ugl non accetta – tuona forte e chiaro Giordano – che in controtendenza, i vertici Asm ancora oggi, all’insaputa della nuova classe politica, tenterebbero a sperperare danaro pubblico inutilmente: ed è il caso della delibera n° 541 del 29/05/2020 dove si decide un impegno di spesa consistente, che non riveste nessun carattere di urgenza, che i vertici Asm approfittando dell’emergenza coronavirus intendono destinare per aumentare le spettanze economiche per la Medicina Veterinaria Specialistica-Branca Sanità Animale e Attivazione Servizio di Apicultura. Un paradosso per l’Ugl dove – aggiunge Giordano – non sembrerebbe normale a nostro parere che in piena emergenza Sanitaria approfittando della grave situazione in atto, con le Istituzioni impegnate a contrastare l’epidemia, e con molta parte della popolazione e degli imprenditori in grave affanno economico e sociale, si dia un segnale così vergognoso di gestione dei soldi pubblici. Ci rivolgiamo a Bardi e Leone ritenendo che, a nostro parere l’Asm di Matera ormai è in piena anarchia gestionale senza il minimo rispetto delle regole per i lavoratori e gli ammalati. Vogliamo discutere di cose serie, il cambiamento, sbandierato in campagna elettorale dal centrodestra lucano sarebbe dovuto partire dalla sanità. Oggi siamo in piena emergenza da Covid-19 oltre come Ugl, avere ormai, le segnalazioni dei cittadini materani alle prese con l’impossibilità di prenotare una visita o un esame diagnostico nelle strutture pubbliche della regione. Ai vertici dell’ASM chiediamo di incentivare i medici e sanitari che sono in trincea , diciamo di non sostituirsi alla politica e chiediamo, come sempre– conclude Giordano – che l’Ospedale di Matera e Policoro devono essere soprattutto rispettati per ciò che rappresentano per tutta la Regione Basilicata e non solo. Sarà in un altro tempo aumentare le spettanze economiche per la Medicina Veterinaria Specialistica-Branca Sanità Animale e Attivazione Servizio di Apicultura”.

venerdì 31 luglio 2020

Ugl: “Autolinee Nolè ad oggi ancora non ha garantito il viaggio domenica per area industriale Fca Melfi"


MELFI - “Siamo alle solite, egregi Assessore alle infrastrutture e trasporti della Regione Basilicata, Arch. Donatella Merra e Presidente della Provincia di Matera Avv. Piero Marrese, apprezzando il vostro impegno sull’annosa questione dei pullman di cui giornalmente gli utenti dei comuni della provincia usufruiscono, esterniamo le incresciose situazioni che attanagliano il sistema trasportistico: un problema che si ripete ad ogni minima occasione compreso a Pasqua, a Natale, durante il mese di agosto ed ora autonomamente anche di domenica. Il trasporto per gli operai degli stabilimenti Fca Melfi e Barilla, non viene assicurato. Ora, e non ultima, le autolinee Nolè, ad oggi, ancora non hanno garantito il ritiro dei dipendenti Fca domenica 02 agosto per le ore 06.00, sembrerebbe che abbiano intenzione di non effettuarla lasciando tutti gli operai appiedati. Come di consueto, anche per quest’ennesima volta l’Ugl, chiede alle Istituzioni interessate di intervenire: è una vergogna”.

I segretari provinciali Ugl di Potenza e Matera, Giuseppe Palumbo e Pino Giordano, scrivono a Merra e Marrese, ricordando che, “probabilmente non si è consapevoli che in Basilicata da 28 anni c’è un sito industriale Fca che porta ricchezza alla regione: la misura è colma, noi ripetiamo incessantemente che è troppa la sopportazione degli operai. Cari Merra e Marrese, finora nulla è cambiato: pubblico servizio della Nolè specificatamente a chiari lettere, creerebbe ciclicamente dei notevoli disagi all’utenza. Disagi – proseguono Palumbo e Giordano -, imputabile alla indifferenza anche degli Organi preposti, Enti e Co.Tra.B. che l’Ugl sollecita l’Ente provinciale di Matera e alla regione Basilicata e tale per conoscenza al Prefetto di Matera: l’Ugl in Basilicata è stanca di queste ‘tarantelle carnevalesche’, sopprimere delle determinate corse significa non dare la possibilità a centinaia di operai che dovranno essere presenti normalmente a lavoro di rientrare a casa la domenica mattina. Siamo alle solite, un problema che si ripete: il trasporto da e per la provincia di Matera a Melfi, direzione stabilimenti Fca e Barilla, non è stato mai ben garantito e assicurato da questa azienda. Non ci sembra davvero giusto che si debba gravare così pesantemente sulle già provate forze dei lavoratori. E’ davvero un disagio a ‘senso unico’: nel senso che le altre concessionarie di trasporti viaggiano sempre tranquillamente come, le autolinee Grassani & Garofalo, Grassani, Smaldone e Tito. Siamo sicuri – concludono Giordano e Palumbo – che Merra e Marrese, persone serie e affidabili, con urgenza della questione ci daranno una spiegazione, risolveranno anche tale problema facendo ben comprendere alla ditta Nolè che sul trasporto pubblico non può fare a suo piacimento il bello o il cattivo tempo. Inoltre sollecitiamo gli amministratori nel darci anche risposta in particolar modo, per il problema pullman nel mese di agosto e festivi dove per anni si è dovuto far comprendere alle Istituzioni che, Fca Melfi in questi particolari periodi non chiude, ma sospende l’attività produttiva. Regolarmente va comunque a lavoro tutto quel personale comandato a svolgere attività particolari e che sono in tantissimi: manutentori, pompieri, personale dell’indotto, addetti linea per inventari e prove. Insomma, un piccolo esercito di operai che, sempre grazie alla Fca, anche in quei periodi lavora e ancora in 28 anni alle Istituzione non siamo riusciti a farlo comprendere. L’Ugl ripropone, “nell’ottica del risparmio nei bilanci degli enti, che le autolinee interessate al servizio predispongano per quel periodo, autobus più piccoli oppure di accorpare qualche pullman con altri delle direttrici maggiori: basterebbero due pulmini, uno che parta da Nova Siri direzione Fca Melfi via SS Bradanica, uno che parta da Montalbano Ionico direzione Fca Melfi via SS Basentana e il problema è risolto”.

mercoledì 29 luglio 2020

Copagri: Coronavirus, quarantena attiva o tamponi per salvare la vendemmia


ROMA - “Ci troviamo alle porte della vendemmia e i produttori, alle prese con una maggiore richiesta di manodopera agricola, si trovano a doversi confrontare con una ulteriore problematica legata nuovamente all’emergenza Coronavirus; l’aggravarsi della situazione mondiale legata ai contagi, infatti, ha portato nuove restrizioni relative al movimento delle persone e, in particolare, dei lavoratori provenienti dall’Europa orientale, la cui importanza è fondamentale per le operazioni vendemmiali”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina a proposito dell’obbligo di quarantena per tutti coloro i quali arrivano nel nostro Paese dalla Romania e dalla Bulgaria.

“Nella piena consapevolezza della gravità della situazione pandemica e nel pieno rispetto delle normative nazionali e comunitarie in materia di salute, riteniamo di fondamentale importanza avviare immediatamente un confronto con le autorità preposte, valutando possibili soluzioni alternative che permettano ai viticoltori del nostro Paese di reperire la qualificata manodopera della quale necessitano”, continua il presidente.

“Pensiamo a soluzioni quali la cosiddetta ‘quarantena attiva’, già prevista in altri paesi europei, che dà ai lavoratori, a determinate condizioni, la possibilità di svolgere il proprio compito senza perdere 14 giorni di attività; mettiamo sul tavolo del confronto anche misure alternative, quali l’effettuazione di tamponi entro 24 ore dall’arrivo del lavoratore straniero, o anche durante le visite preassuntive, legando l’assunzione alla negatività dello stesso. Va da sé che ognuna di queste misure non possa prescindere dalla misurazione della temperatura, vincolante per l’ingresso in azienda, e dalla fornitura di gel igienizzante e di dispositivi di protezione individuale-DPI”, suggerisce Verrascina.

“Contestualmente, bisogna continuare a sviluppare misure che favoriscano e incentivino il reperimento della manodopera nazionale, sfruttando tutte le possibilità offerte dall’applicazione ‘Resto in Campo’, affiancando ad essa la creazione di una apposita banca dati, così da ampliare il più possibile il bacino di utenti di riferimento della app e da andare a coinvolgere tutti i potenziali interessati, partendo dai disoccupati, dai cassaintegrati e dai percettori di sussidi assistenziali”, prosegue il presidente.

“E’ importante tenere a mente che problematiche di questo tipo, che oggi si verificano in relazione alla vendemmia e con riferimenti ai lavoratori dell’Est Europa, possono in futuro ripresentarsi, pur se con tempi e modalità anche profondamente differenti, per altri Paesi e per altre attività di raccolta; è pertanto fondamentale studiare da subito un ventaglio di possibili contromisure da mettere in atto nel breve periodo per evitare di arrecare un ulteriore danno al primario, che è ancora alle prese con conseguenze della pandemia”, conclude Verrascina.