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venerdì 22 novembre 2019

Carlo Silini pubblica il libro 'Latte e sangue'

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Lo scrittore svizzero Carlo Silini presenta “Latte e sangue”, un romanzo storico dalle tinte fosche carico di tensione e angoscia, ambientato tra il Ceresio e il lago di Como in un Seicento violento e sensuale. Un’opera che riesce a condensare la storia di un secolo pieno di contraddizioni nella disperata vicenda di Maddalena de Buziis, una donna bellissima e fiera, condannata a espiare le colpe di una società malata. Finalmente l’atteso sequel del romanzo d’esordio di Carlo Silini “Il ladro di ragazze”, entrambi pubblicati da Gabriele Capelli Editore. 

TRAMA. Secolo brumoso e sanguinario, il Seicento, nelle terre tra il Ducato di Milano e i baliaggi svizzeri a sud delle Alpi. Maddalena de Buziis è l’ultima sopravvissuta di un’atroce vicenda di rapimenti, stupri e uccisioni, commessi da un oscuro personaggio dedito alle arti negromantiche fuggito da Vimercate verso le terre elvetiche: il Mago di Cantone. La vicenda è narrata nel precedente romanzo di Carlo Silini, Il ladro di ragazze. Maddalena vive ora in un villaggio discosto della Brianza e si occupa dei nonni acquisiti, molto malati. Li cura con “erbe e sguardi” perché conosce i segreti delle piante: ella è una “strega buona”. Inquieta, cerca amore e, soprattutto, la verità su sé stessa. A volte si apparta nei boschi e danza da sola, al bramito dei cervi, perché “qualsiasi cosa succeda, l’importante è ballare”. Mentre ancora cerca di riprendersi dalla sconvolgente disavventura vissuta nelle terre svizzere, qualcuno si mette sulle sue tracce per scovarla a tutti i costi. È un sicario della più feroce banda criminale del confine italo-svizzero. Il mandante è un enigmatico religioso che elabora trame inquietanti in uno spartano riparo sul Monte Generoso: l’Uomo dei Trii Böcc. Invece di scappare per sottrarsi alla cattura, Maddalena parte al contrattacco e si mette sulle tracce dei suoi persecutori. Una trama incentrata soprattutto nel territorio di Como, che si estende dai ruvidi baliaggi svizzeri a ridosso del Ducato di Milano fino a Roma, capitale degli intrighi e della cristianità.


Nato a Mendrisio nel 1965, Carlo Silini è caporedattore al “Corriere del Ticino”. Ha vinto nel 2015 lo Swiss Press Award, il più importante premio svizzero di giornalismo, per la categoria carta stampata e nel 2017 per la categoria local. Nel 2015 pubblica per Gabriele Capelli Editore il suo romanzo d’esordio “Il ladro di ragazze”, rimasto per mesi ai primi posti delle classifiche dei libri più venduti della Svizzera italiana. “Latte e sangue” (Gabriele Capelli Editore, 2019) è il suo secondo romanzo.

giovedì 21 novembre 2019

Novità: Edoardo Francesco Taurino presenta “Sinfonia, di Rose, di Cera”




Edoardo Francesco Taurino presenta “Sinfonia, di Rose, di Cera”, il suo libro d’esordio in cui racconta la storia d’amore tra un uomo e una donna, i genitori del protagonista, e lo fa quando ormai colui che parla è adulto e ha deciso di affrontare il passato. Con questo romanzo, il narratore protagonista prova a “guardare negli occhi” la madre e il padre, ormai scomparsi. Con questo racconto l’autore racconta la bellezza dell’universo, un vero e proprio trionfo della vita. Inoltre, vuole denunciare ciò che è successo e succede tuttora in Tibet, facendosi in qualche modo portavoce delle 137 persone che si sono date fuoco in segno di protesta a partire dal 2009.

Il libro narra la storia d'amore tra un uomo e una donna raccontata dal figlio che molti anni dopo decide di riaffrontare il suo passato. Sceglie di farlo provando a guardare negli "occhi" la madre e il padre che non ci sono più. Lo scritto è uno stendardo alla bellezza dell'universo, un vero e proprio trionfo della vita. Esso vuole denunciare ciò che è successo e succede tuttora in Tibet, facendosi portavoce delle 137 persone che si sono date fuoco in segno di protesta. Il libro raffigura la solitudine che si può trovare all'interno di ognuno di noi in questo universo. Vuole far vedere che all'interno di ogni animo vi è qualcosa di veramente vivo oltre alla pura materia carnale. Nel suo interno si trovano le idee sviluppatesi nel corso della storia dai più grandi uomini passati su questa terra (Cristo, Buddha, Dalai lama, Platone, Shakespeare, Seneca e via dicendo). Il tutto è tenuto insieme da poesia e molto amore, ciò a cui ambisce ognuno e ciò in cui si trova immerso ognuno di noi senza rendersene conto. Denuncia lo spreco di vita e affronta la paura che si trova in ogni uomo. Un vero e proprio elogio alla vita e alla bellezza.

Edoardo Francesco Taurino viene al mondo sotto le stelle del 18 aprile 1997. Nato da madre francese e padre italiano, è uno tra i più giovani scrittori del nostro tempo. Custodisce nell’animo il romanticismo della cultura francese e il coraggio della cultura italiana. Di scuola Shakespeariana studia sin da piccolo i classici della letteratura greca e latina ed i maggiori esponenti della letteratura inglese, francese ed italiana. Amante della scultura e della pittura, innamorato dei grandi e della verità, aspira all’infinito e la sua bellezza.

L'artista croato Boris Kadin in scena a Matera


MATERA - Dal 22 al 24 novembre l’artista croato Boris Kadin sarà a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, per presentare Orestea#Moliterno nell’ambito di AltoFest a cura di TeatrInGestAzione. Si tratta di un ri-allestimento human-specific del primo capitolo del progetto pluriennale dedicato all’Orestea di Eschilo, Orestea. Post-Truth, realizzato in dialogo creativo con i Direttori Artistici di Lenz Fondazione Maria Federica Maestri e Francesco Pititto a partire da alcuni interrogativi: «Cosa ci tocca e cosa ci insegna ancora Eschilo nell’Orestea? Come trasformare lo spettatore in post-spettatore? Qual è il ruolo del teatro per la comunità di oggi?».

Dal 28 al 30 novembre Boris Kadin sarà a Parma, al Festival Natura Dèi Teatri, con la prima nazionale del secondo capitolo del progetto pluriennale, Orestea. Dystopian., «performance basata sull’idea di un DNA invincibile, fonte di ripetizione eterna».

Il Festival di Visual & Performing Arts Natura Dèi Teatri, giunto alla ventiquattresima edizione, nel corso degli anni si è configurato come fucina creativa multidisciplinare, ponendo Lenz Fondazione in dialogo creativo e produttivo con alcuni esponenti del panorama internazionale con i quali è stata individuata una profonda sintonia nel rigore della ricerca sul rinnovamento dei linguaggi scenici contemporanei, portando all’attivazione di composite collaborazioni pluriennali.

Nel 2019 sono sette gli artisti in residenza a Lenz Teatro e/o coprodotti da Lenz Fondazione: i musicisti e compositori elettronici Claudio Rocchetti (I) e Lillevan (D), il performer e videoartista Tim Spooner (UK), il musicista e attore Adriano Engelbrecht (I), la danzatrice sensibile Monica Barone (I), l’artista Filippo Michelangelo Ceredi (I) e, appunto, il performer Boris Kadin (HR).

Santochirico (Fondazione Sassi): pensare ad un organico piano di manutenzione delle urbanizzazioni

MATERA - Conserveremo a lungo le immagini dei filmati che dalle prime ore del mattino del 12 novembre di via Buozzi, trasformata in un impetuoso torrente, o del Ponticello su via Lombardi diventato cascata.

Nei giorni successivi tanti amici da molte parti d'Italia hanno chiamato o inviato messaggi per chiedere cosa fosse successo, in quale situazione si versasse, quanti e quali danni il nubifragio avesse causato.

Non limitiamoci a dire "pericolo scampato", archiviando superficialmente problemi e implicazioni che quelle immagini evocano.

Tornammo a lanciare l'allarme nell'ottobre scorso, quando l'incauta organizzazione di una gara di parkour aveva disseminato di free runners tetti, muretti, terrazze dei Sassi.

Lo avevamo già fatto nel dicembre scorso, quando con la cattedra Unesco dell'Unibas discutemmo per due giorni sul sostanziale abbandono di ogni attività di monitoraggio, studio, cura, programmazione, investimento, intervento sui Sassi e proponemmo la costituzione dell'Osservatorio.

Quella riflessione collettiva sarà disponibile a breve in un volume, "SASSI PATRIMONIO COMUNE. Per una nuova stagione", e la presentazione sarà un altro momento per rianimare il dibattito pubblico.

Ma sin da ora, a ridosso dello shock che le immagini del 12 novembre hanno provocato, possono indicarsi alcune esigenze impellenti, che vadano oltre la dichiarazione dello stato di emergenza.

In primo luogo pensare ad un organico piano di manutenzione delle urbanizzazioni (strade, fogne, acque bianche, illuminazione), necessario e urgente per il modificato assetto urbanistico della città sul Piano, il reinsediamento e riuso dei Sassi, la nuova, diffusa e accresciuta fruizione degli antichi rioni.

Invero, scrivendo un pamphlet a fine 2014, a ridosso dell'assegnazione del titolo di Capitale Europea della Cultura, dopo aver annotato che attività ed eventi del 2019 non sarebbero stati replicabili negli stessi termini negli anni successivi e che la migliore conservazione e fruizione dei Sassi sarebbero stati decisivi per la stabilizzazione degli accresciuti flussi turistici, avvertivo che "uno dei primi e immediati passi da fare sarebbe la messa a punto di un piano organico di manutenzione e gestione dei Sassi" e che la designazione Ecoc dava "la forza e l'occasione per richiedere allo Stato un impegno straordinario per completare il recupero dei Sassi" (Matera Capodanno 2020, pp 25-26).

Purtroppo, a fine 2019, non possiamo che annotare con rammarico che quest'occasione non l'abbiamo colta, ma sarebbe diabolico perdere anche questa, rinunciando a fare tale piano e chiedere al Governo di rifinanziare la legge 771/86, almeno per la parte pubblica.

Oltre la contingenza, però, occorre monitorare, conoscere, conservare e tutelare ordinariamente i Sassi. Guai, però, a rimanere prigionieri di una logica emergenziale e per fare ciò bisogna con rapidità e qualità ricostruire un centro di competenza dedicato al capitale di questa città, cioè l'Ufficio Sassi, superficialmente e colpevolmente desertificato negli anni scorsi.

La presentazione del volume "Sassi patrimonio comune", la costituzione a dicembre dell'Osservatorio sui Sassi, il nuovo piano di gestione del sito Unesco, saranno momenti importanti per restituire ai Sassi l'attenzione e la cura che meritano non solo per il passato, ma anche per il futuro della città. Così in una nota Vincenzo Santochirico, presidente Fondazione Sassi.

Al via la 9^ edizione del Matera Sport Film Festival

MATERA - La Città dei Sassi accoglie la 9^ edizione del Matera Sport Film Festival, manifestazione dedicata al cinema e alla cultura sportiva, che l’Asd Matera Sports Academy realizza dal 2011.

La nona edizione avrà luogo dal 21 al 23 Novembre a Matera, presso il Cinema “Il Piccolo”, e a Potenza, presso il Cineteatro “Due Torri”, tracciando un ponte tra la Capitale Europea della Cultura per il 2019 e la Città Europea dello Sport 2021. La relazione tra sport e cultura verrà proposta mediante la proiezione di 24 film in concorso, provenienti da 15 nazioni differenti, e 3 opere fuori concorso di grande pregio.

La cerimonia inaugurale, prevista per Giovedì 21 novembre, alle ore 20:00, presso il Cinema “Il Piccolo” di Matera, prevede lo spettacolo “Olimpicamente”, regia di Gerardo Sergio Ferrentino, che racconta alcuni grandi momenti della storia olimpica, entrando direttamente nella mente dei protagonisti del calibro di Jesse Owens, Muhammad Alì, Abebe Bikila e Saamiya Yusuf Omar.

A seguire, vi sarà la presentazione in anteprima nazionale di “Riace: i mondiali antirazzisti UISP nella città dell’accoglienza” per la regia di Francesca Spanò e Laura Bonasera, il racconto di una carovana itinerante per l’Italia che ha presentato numerose iniziative raccolte nell’Almanacco Antirazzista Uisp, che ha preso il via da Aprile 2019 e ha fatto tappa in molte città italiane, da Milano a Matera.

I temi dello sport sociale e della dimensione europea dello sport, quali strumenti di comunicazione, educazione e trasformazione sociale, hanno trovato la condivisione della Fondazione Matera-Basilicata 2019: i momenti salienti del progetto “Sport Tales” saranno presentati dal giornalista Luca Corsolini, che racconterà dell’inaugurazione della mostra dedicata alle Olimpiadi di Tokio del 2020 e della Biblioteca della Cultura Sportiva, intitolata a “Pietro Mennea”.

L’edizione 2019 consoliderà la collaborazione con il “Trento Film Festival”, celebrando il X° Anniversario dell’intitolazione delle Dolomiti a Patrimonio Mondiale UNESCO, proiettando i documentari “Donna Fugata”, regia di Manrico Dell’Agnola, e “Aaron Durogati – Playing with the Invisible”, regia di Matteo Vettorel e Damiano Levati.

All’interno del Festival, vi sarà uno spazio particolare dedicato ai grandi protagonisti del calcio, con la proiezione del documentario “Gigi – The Documentary”, in onore di Gigi Marulla, calciatore simbolo del Cosenza Calcio, presentato per l’occasione dal Direttore della Lucana Film Commission, Paride Leporace e alla presenza del regista, Francesco Gallo, del documentario “El Numero Nueve”, (presentato in anteprima alla 76^ Mostra Internazionale D'Arte Cinematografica di Venezia e proposto alla Festa del Cinema di Roma 2019) che narra la storia dell’attaccante argentino Gabriel Omar Batistuta, alla presenza del regista Pablo Benedetti, del cortometraggio “Goodbye Totti”, che celebra lo storico capitano dell’AS Roma, alla presenza del regista Marco Castaldi e, infine, l’episodio della serie televisiva prodotta da DAZN, “The making of”, dedicato a Josè Mourinho e la regia di Grant Best e Toby Burnett.

Da segnalare, nel corso della cerimonia di premiazione, in programma Sabato 23 Novembre alle ore 20:00, la presentazione del docufilm “Open Playful Space” (di Giuseppe Petragallo e Andrea Rospi), progetto di Matera Capitale Europea della Cultura per il 2019, co-prodotto da Uisp Basilicata e Fondazione Matera – Basilicata 2019.

www.materasportfilmfestival.it

mercoledì 20 novembre 2019

La Forgia di Sinisgalli: presentazione del Quinto volume della Fondazione e inaugurazione di due mostre sinisgalliane

POTENZA - Nell’ambito del progetto “La Forgia di Sinisgalli”, la Fondazione Leonardo Sinisgalli propone una serie di appuntamenti che attraverso la letteratura, l’arte e la scienza, intendono raccontare la poliedricità e il genio del nostro “Leonardo” novecentesco.

Il 23 novembre alle ore 18.00 nella Casa delle Muse, a Montemurro, verrà presentato il quinto Quaderno della Fondazione, Le meraviglie di Sinisgalli (FLS, Montemurro 2019) di Luigi Tassoni, professore ordinario di Letteratura italiana e di Semiotica e direttore del Dipartimento di Italianistica all’Università di Pécs, nonché membro dell’Accademia ungherese delle Scienze e direttore da 25 anni dei Seminari internazionali interdisciplinari di Pécs.

Nel volume l’autore, che in oltre quarant’anni di critica si è addentrato nel complesso mondo di Sinisgalli, ripercorre in modo unitario la sua opera, delineando l’avventura di quell’uomo semiotico che il poeta ingegnere ha incarnato, anche qui in anticipo sui tempi, e interpretando le meraviglie e gli oggetti di un mondo creativo e riflessivo tra i più originali del Novecento europeo.

Nel primo saggio del testo Tassoni, che con la grande emozione di un giovane ventenne conobbe Sinisgalli in occasione del Premio Leonardo a Firenze nel 1978, grazie a Piero Bigongiari, spiega: “Per un poeta come Leonardo Sinisgalli, la meraviglia è quella della continua scoperta di un particolare: che la consistenza del mondo riservi sempre delle sorprese, così come la consistenza della propria soggettività a confronto di universi misurabili, finiti, razionali, quanto immisurabili, infiniti, irrazionali. In questo movimento egli orienta la scena del proprio continuo stupore, nella seduzione di tutto ciò che non rimane fermo a una stabilità di superficie, ma rinnova un modo di esserci, un modo di vedere e di pensare, e di riproporsi in prospettive dinamiche e imprevedibili”.

Alla presentazione dei volume, dopo i saluti del sindaco di Montemurro, Senatro di Leo, interverranno, insieme all’autore, la critica letteraria e saggista Milly Curcio e il Direttore della Fondazione Sinisgalli, Biagio Russo.

Il secondo appuntamento de La Forgia è in programma nella giornata del 21 dicembre, che sarà divisa in tre momenti. Alle 17.00, presso la Casa delle Muse, verrà inaugurata la mostra “Giulia Napoleone per Leonardo Sinisgalli. Quindici pastelli per le lucide visioni di un amico”, con la presentazione del cofanetto-omaggio a ringraziamento per la donazione delle opere da parte dell’artista alla Fondazione. Saranno presenti, oltre all’artista Giulia Napoleone, il sindaco, Senatro di Leo, il Presidente della Fondazione Leonardo Sinisgalli, Mario Di Sanzo, e l’artista Pietro Paolo Tarasco.

Alle 18:30 seguirà l’inaugurazione della mostra “Un carciofo in mostra. Sinisgalli e la Superficie Romana di Steiner”, a cura del saggista Faber Fabris, incentrata su un modello del Carciopholus (la superficie romana di Steiner), di cui il visitatore potrà apprezzare pienamente la presenza fisica e la complessa ‘geometria barocca’. La mostra sarà accompagnata da una relazione che riassume le evocazioni dei pannelli espositivi, precisa elementi storici e matematici della superficie romana di Steiner, propone al pubblico alcune manipolazioni con l’aiuto di modelli di carta. Interverranno insieme al curatore Faber Fabris, il direttore Biagio Russo e Sandra Lucente dell’Università di Bari.

La giornata si chiuderà alle 20.00 presso l’Ex Convento di San Domenico con il Concerto di Natale a cura degli United sounds, con Dario Fraccalvieri alla chitarra, Grazia Giusto al violino, Maria Mianulli al flauto, Michi Caroli alle percussioni e G. D’Abramo al contrabbasso. A seguire, brindisi augurale.

Nei primi mesi del nuovo anno, sono inoltre previste le presentazioni dei due volumi sinisgalliani ripubblicati da Mondadori, fra gli Oscar Baobab: la raccolta dei racconti, a cura di Silvio Ramat, e quella delle poesie, a cura di Franco Vitelli. Tali volumi completeranno, insieme al “Furor Mathematicus” fresco di stampa, la trilogia delle opere sinisgalliane che finalmente tornano fra le mani dei lettori, dopo oltre 40 anni di assenza dalle librerie.

“Mangia!” di Anna Piscopo in scena il 22, 23 e 24 novembre al TeatroPAT di Matera

MATERA - Prosegue con successo, il 22 novembre, la seconda edizione di “Performig Time”, Rassegna di Arti Performative Contemporanea a Matera, organizzata dal TeatroPAT e diretta da Marco Bileddo. In scena ci sarà Anna Piscopo, giovane pugliese trapiantata a Roma, con il suo spettacolo “Mangia!” da lei scritto e interpretato.Vincitore del Premio Nazionale di Letteratura e Teatro Italiano “Nicola Martucci”, del primo premio come Miglior Spettacolo per “Corti in Pietralata” nonché del premio per la “Miglior Attrice del Teatro Lo Spazio”, il lavoro della Piscopo approda in Basilicata per tre date consecutive. Alla messinscena del 22 seguiranno due repliche nei giorni seguenti, il 23 e 24 novembre, tutte con ingresso per il pubblico alle ore 20:45.

“Mangia!” è il confuso e tragicomico stream of consciousness di una giovane italiana allo sbando che sogna di affrancarsi dall’emarginazione che vive nella provincia in cui è nata per diventare la donna che ha sempre sognato. Un flusso di coscienza a tratti cabarettistico, a tratti drammatico, in cui più personaggi s’intrecciano nel corpo e nella voce di una sola performer per raccontare la storia di una giovane italiana che vorrebbe sbarazzarsi per sempre del ruolo da emarginata che vive nel mondo provinciale, gretto e bigotto in cui è nata, cercando confusamente la fama nel mondo dello spettacolo, senza una vera direzione, solo animata dalla fame del successo.

Anna Piscopo si forma come attrice e performer in seno ai Teatri di Bari (T. Abeliano- T. Kismet Opera), nel contempo si laurea in didattica dell’italiano per gli stranieri presso l’università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Studia drammaturgia e sceneggiatura all’Accademia Nazionale d’arte drammatica “Silvio D’Amico”. In seguito segue il Corso di tecniche di scrittura della Scuola Holden presso il Kino-Roma. Prosegue la sua ricerca come autrice-attrice nel “Laboratorio permanente sul metodo Stanislavskij-Strasberg” condotto dalla maestra dell’Actors Studio Francesca De Sapio, presso la scuola Duse International e con il regista Luciano Colavero. Lavora come attrice in svariate produzioni teatrali dei Teatri di Bari, in soli autoprodotti e produzioni cinematografiche Con la drammaturgia “Mio fratello” viene selezionata dallo Student Theatre Festival dell’Università di Rijeka, Croazia e vince la gara per l’internazionalizzazione della ricerca teatrale e coreutica pugliese del Teatro Pubblico Pugliese. Nel 2016 partecipa al Fringe Roma con lo spettacolo “La città di Nessuno” e vince il premio autori Rai-Bixio e la Targa Siae per la sceneggiatura della serie Angry Kidz.

Sono dieci gli spettacoli previsti dal cartellone della rassegna organizzata dal TeatroPAT e mostrano uno spaccato vivo della drammaturgia contemporanea italiana, attraverso diversi linguaggi, che indagano il rapporto tra l’uomo-attore e la verità dello spazio scenico. Per info e prenotazioni degli spettacoli inseriti nella rassegna del TeatroPAT a Matera è possibile rivolgersi ai numeri 3280046536 – 3475567268 o via mail a info@teatropat.com

A Matera in scena Mangiafoco, Roberto Latini e il teatro "a fuoco"


MATERA - Debutta giovedì 21 novembre, alla Serra del Sole di Matera Mangiafoco, nuova regia di Roberto Latini per il Piccolo Teatro prodotto dal Piccolo con Compagnia Lombardi Tiezzi e Fondazione Matera Basilicata 2019, in collaborazione con Consorzio Teatri Uniti di Basilicata, nell'ambito del progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 "Topoi. Teatro e Nuovi Miti".

Venerdì 22 novembre, sempre la Serra del Sole ospiterà la seconda replica, mentre dal 28 novembre al 22 dicembre Mangiafoco andrà in scena, con un mese di recite, al Teatro Studio Melato.

lunedì 18 novembre 2019

Luciana Pietraccini pubblica il nuovo libro 'Cristiano e così sia'


MILANO - La scrittrice milanese Luciana Pietraccini presenta “Cristiano e così sia”, il racconto amaro della vita di un uomo che si è sempre creduto invincibile, ma che invece era di natura fragile e arrendevole. Una condizione che l’ha spinto a perdere tante possibilità di amare e di essere felice. Una storia di accettazione dei propri limiti, di riscatto e di risalita; un romanzo famigliare che invita alla riflessione sulla tossicità di certe dinamiche amorose, e sulla dannosità dei rapporti morbosi tra genitori e figli.

TRAMA.
Cristiano e così sia racconta l’infanzia, la giovinezza e la maturità di un uomo, Cristiano, dal carattere forte e ambi­zioso; sin da piccolo rivela una determinazione fuori dal comune, una caparbietà che lo porta a scalare i gradini della società che conta, per affermarsi come medico sulle orme paterne. Professionista stimato, sotto l’apparente sicurezza nasconde una fragilità profonda che turba la serenità familiare; inesorabilmente allontana da sé gli affetti più cari e subisce il fascino di una vita libera e dissoluta, fino al fatale incontro con Vanessa. Giovane, bella, intelligente, da subito instaura con Cristiano un’intesa perfetta. Sarà l’inizio di un amore cieco, totalizzante, vertiginoso. Una storia che colpisce dritto allo stomaco e che indaga il devastante potere dei sentimenti; non possiamo per questo non sentirci profondamente vicini a Cristiano, nonostante i suoi eccessi, la sua vanità, la sua miseria. Una storia che coinvolge e fa riflettere, che oltre alla rassegnazione del “così sia”, invita a guardare avanti con speranza.

Luciana Pietraccini, madre fiamminga e padre italiano, nasce in Italia dove vive e lavora. Inizia a lavorare nell’editoria occupandosi di moda e giornali femminili. Diventa presto giornalista pubblicista e direttrice di alcune riviste specializzate. Successivamente si dedica all’editing per alcune case editrici, realizzando riviste di cucina, maglia, ricamo e scrivendo racconti per i giornali interessati. Nel 2019 pubblica per il Gruppo Albatros Il Filo “Cristiano e così sia”.

Alessandro, da Maratea alla pubblicazione del nuovo singolo 'Prendi la mano'


MILANO - E' disponibile in digital download e sulle piattaforme streaming “PRENDIMI LA MANO”, il primo dei quattro singoli che anticipano l’uscita di “ALESSANDRO”, il nuovo progetto acustico pop-alternative di ALE ICE, il giovane artista bellunese. 

Il brano è la miccia che ha fatto partire questo progetto – scrive ALE ICE – La scrissi quasi due anni fa, durante l’ennesimo trasloco e la scrittura di “Nirvana Mixtape”, ma non rientrò al tempo nella tracklist perché ritenevo dovesse essere maggiormente valorizzata».  Nasce dall’esigenza di Ale di esprimere i propri sentimenti in un periodo cruciale della sua adolescenza, in cui si è trovato a dover fronteggiare una delusione d’amore. La contraddizione tra il bisogno di chiedere aiuto e la voglia di farcela da solo si risolve catarticamente nella scrittura di un ritornello dalle melodie incisive, in cui l’artista cerca di ritrovare il proprio equilibrio.

In “ALESSANDRO” l’originaria matrice hip hop dell’artista viene declinata in una nuova chiave cantautorale di genere pop-alternative, mediante la quale ALE ICE denuncia in modo intimo e introspettivo il proprio senso di inadeguatezza nei confronti delle mode e dei costumi che la società attuale gli impone.

«“ALESSANDRO” sono io in musica – spiega ALE ICE – È un progetto che nasce volutamente minimal, spoglio da mode, e ispirato alla musica degli anni Settanta e Ottanta per concentrarsi unicamente sulla verità dell’essere se stessi. “ALESSANDRO” nasce infatti in un momento in cui guardandomi intorno non facevo altro che sentirmi inadatto, fuori posto, fuori tempo. Ormai la quantità conta più della qualità e per questo motivo ritrovare l’essenza della musica non può che voler dire ridurla all’osso, ai soli due strumenti di chitarra e voce».

Alessandro Minichino, in arte ALE ICE, è nato a Maratea (PZ) il 03 maggio 1999. Vive i primi due anni della sua vita in un piccolo paese della provincia di Salerno ai confini con la Basilicata. È cresciuto e si è formato in Veneto, nella provincia di Belluno. Ha dimostrato fin da piccolo grande interesse per l'arte a tutto tondo, dall'attitudine al disegno alla passione per la musica, prediligendo il cantautorato degli anni Settanta e Ottanta. Crescendo ha coltivato sempre più queste passioni; ha infatti intrapreso percorsi di studio affini (liceo artistico e ora il Mita, l’accademia internazionale di tatuaggio artistico), riempiendo tutti i vuoti con la musica, il disegno e la scrittura. A 16 anni col nome d'arte di Ale ice scrive e pubblica l’Ep "È Solo L'inizio" (2015), un lavoro prettamente rap nel quale è presente il featuring con M2k, rapper campano membro della Double Haitch Crew". Di questo e di tutti i lavori che seguono, Alessandro cura gli artwork e le cover. Negli anni successivi incide due mixtape: "Equilibrio" (2017), dalle rime dirette, in cui riflette su un mondo ingiusto nel quale bisogna trovare posto, e "Nirvana" (2018), da cui è stato estrapolato il singolo "Tieni duro" a cui ha seguito il primo street video con la regia di Samuele Dalò. Il video di "Tieni duro" è stato poi recensito dagli Arcade Boyz, noti youtuber. Ora è in cantiere un lavoro nuovo, più maturo e distante dai lavori precedenti: "ALESSANDRO", un progetto ispirato al cantautorato italiano, al cui interno troviamo anche la collaborazione con Simone Da Pra in "Nato fuori tempo".

venerdì 15 novembre 2019

I Sassi di Matera ospiteranno il progetto Land Art 50 presso Palazzo Lanfranchi


MATERA - A cinquant’anni dalla proiezione del film Land Art (aprile 1969) del regista tedesco Gerry Schum, a cui può ricondursi la nascita della definizione di “Land Art”, l’Associazione UnconventionArt – insieme a Fondazione Dioguardi e Fondazione Casa Rossa – si propone di celebrare tale anniversario attraverso la realizzazione di una serie di iniziative espositive, editoriali e divulgative pensate per ripercorrere la storia del celebre movimento artistico ma anche per attivare riflessioni inedite, aperte al nuovo e indirizzate all’elaborazione di un Documento programmatico per la promozione e valorizzazione delle opere di Land Art e di Arte Pubblica.

Il programma, curato da Fabio De Chirico e Francesco Maggiore, prevede la realizzazione di installazioni artistiche, di eventi collaterali e di tavoli territoriali presso i quattro siti UNESCO dislocati tra Puglia e Basilicata: Alberobello, Castel del Monte, Monte Sant’Angelo e Matera; siti scelti come centri di promozione culturale per la realizzazione del progetto Land Art 50.

I Tavoli territoriali, programmati tra ottobre e novembre 2019, rappresentano momenti fondamentali per l’elaborazione dei contenuti del Documento programmatico: gli appuntamenti, ciascuno con un proprio tema specifico, sono dedicati al rapporto tra arte e valorizzazione del paesaggio attraverso pratiche artistiche innovative che nascono da un rapporto dialogico tra arte e territorio, inteso sia in un'accezione fisica sia come insieme di identità, storie e memorie dei luoghi. I coordinamenti locali si pongono un duplice obiettivo: quello di favorire un processo dal basso di definizione dei contenuti rispetto ai quali orientare lo sviluppo del Convegno internazionale che si terrà a Bari nel 2020, attraverso il più ampio coinvolgimento delle comunità locali, nonché quello di favorire l’adozione e sperimentazione di modelli innovativi pubblico-privati di valorizzazione dei beni culturali nell’ottica di una più ampia strategia che superi la dimensione localistica e guardi alla creazione di una rete interregionale di siti UNESCO.

In quest’ottica, il 16 e 17 novembre 2019 a Matera - con la collaborazione del Polo Museale della Basilicata diretto da Marta Ragozzino - il Museo di Palazzo Lanfranchi ospiterà rappresentanti istituzionali, esperti, stakeholder, realtà del mondo dell’arte e della cultura nonché artisti, chiamati a riflettere intorno al tema del Terzo Tavolo Territoriale: Conservazione, valorizzazione e documentazione delle opere di Land Art.

Fondamentale, infatti, nella divulgazione e promozione delle opere di Land Art è la loro rappresentazione attraverso, disegni, fotografie e video, trattandosi spesso di opere effimere soggette a mutare nel tempo.

Oltre agli illustri ospiti invitati a prendere parte all’evento, le due giornate vedranno la partecipazione di due artisti di fama internazionale, Ninì Pasquale Santoro e Antonio Marras.

A tenere la lectio magistralis sarà Ninì Pasquale Santoro, lucano di origine, e insignito nel 2011 del Premio Presidente della Repubblica per la scultura, conferito ogni tre anni dall’Accademia Nazionale di San Luca.

Protagonista dell’intera kermesse “Land Art 50” sarà Antonio Marras, artista e stilista da sempre impegnato nell’indagare ogni forma d’arte e di espressione artistica rivolgendo la propria ricerca al recupero e alla valorizzazione della memorie, delle tradizioni e delle culture dei luoghi; per Land Art 50 realizzerà performance e installazioni appositamente ideate e strettamente legate al territorio pugliese e lucano.

Al Cineteatro Rinascente a Marconia di Pisticci sarà proiettato il corto "La notte prima"


MARCONIA DI PISTICCI - Alessandra è una giovane donna determinata e ambiziosa che si divide tra gli impegni professionali e i preparativi del matrimonio, ormai alle porte. Una diagnosi inaspettata, però, sconvolge all’improvviso la sua vita e la costringe a rivedere scelte fondamentali.

Parte da qua “La notte prima” di Annamaria Liguori: un cortometraggio d'autore dedicato alle donne con tumore al seno metastatico, che, in occasione della manifestazione “Premio #agatacontroilcancro” promossa da Agata – Volontari contro il cancro, verrà proiettato domenica 17 novembre alle ore 10:30 al Cineteatro Rinascente.

Interpretato da Antonia Liskova, Francesco Montanari, Giorgio Colangeli, Imma Piro, Alessandro Bardani ed Emanuela Grimalda, il corto, già presentato in anteprima internazionale nell’ambito della 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – sezione Venice Production Bridge e premiato in numerosi Festival nazionali dedicati a cinema e musica, è liberamente tratto da una delle storie di pazienti con tumore al seno metastatico raccolte nell’ambito di “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico”, campagna promossa da Pfizer con il patrocinio di Fondazione AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica, in collaborazione con Europa Donna Italia e Susan G. Komen Italia con l’obiettivo di far conoscere le esperienze delle donne che ogni giorno combattono con grande coraggio contro questa malattia.

Il primo obiettivo è quello di vincere il senso di solitudine ed emarginazione che spesso travolge chi convive con questa patologia; in questo senso è fondamentale il valore della narrazione e della comunicazione per affrontare la malattia. “La notte prima”, ispirato dal racconto “Io scelgo di vedermi splendida” di Alessandra, attraverso la potenza comunicativa del linguaggio cinematografico vuole rompere il muro di silenzio che circonda questa malattia e le donne che ne sono affette, portando all’attenzione del grande pubblico i loro sentimenti, le loro emozioni, ciò che provano e vivono quotidianamente.

“La notte prima” è disponibile per la visione online su www.voltatiguardaascolta.it, dove è possibile trovare tutte le storie e le informazioni sulla campagna.

giovedì 14 novembre 2019

Potenza: il 16 novembre chiusura della Prima Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea

POTENZA - Si svolgerà sabato 16 novembre alle ore 17.00, presso il Museo Provinciale Michele Lacava di Potenza la manifestazione di chiusura della Prima Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea

L’esposizione inaugurata lo scorso 5 settembre è stata particolarmente apprezzata da oltre cinquamila visitatori.

Un risultato positivo che lascia gli organizzatori dell’evento soddisfatti e ben predisposti ad affrontare la sfida della prossima edizione. Particolarmente soddisfatto il Presidente dell’associazione Lucana Art Commission, organizzatrice dell’evento, che negli ultimi giorni di esposizione ha avuto modo di accompagnare le scolaresche nel percorso espositivo e di valutare direttamente quanto le giovani ganerazioni siano particolarmenteinteressate al mondo dell’arte nelle sue diverse forme di rappresentazione.

“Si conclude così, con la soddisfazione di visitatori e organizzatori, un esperimento mai realizzato prima nella nostra regione e inizialmente non condiviso da molti addetti ai lavori. Sono fiducioso e mi auguro che alla luce della non trascurabile affluenza di pubblico registrata e dagli apprezzamenti ricevuti, qualcuno riformuli le propprie opinioni” è quanto ha dichiarato Raimondo Andreolo, presidente dell’associazione che ha organizzato l’evento. “Un doveroso ringraziamento va rivolto a quanti hanno creduto da subito, nella bontà dell’iniziativa offrendo la propria disponibilità e collaborazione e agli artisti che si sono messi in gioco candidando le proprie opere” - ha concluso Andreolo -

Durante la manifestazione saranno brevemente presentati e analizzati i dati di affluenza e di gradimento dell’iniziativa e saranno consegnati a tutti gli espositori gli attestati di partecipazione ed il catalogo ufficiale della mostra.

Street art a Potenza, la cabina elettrica diventa opera d’arte

POTENZA - La cabina elettrica di E-Distribuzione come una tela per la street art. L’iniziativa è stata presentata questa mattina da Luigi Lallo, responsabile della zona Basilicata di E-Distribuzione e da Alessandro Galella, assessore all’Ambiente, Energia e Turismo del Comune di Potenza.

Questo progetto nasce con l’idea di valorizzare la realizzazione di un’infrastruttura molto importante per la città: il nuovo ponte di Montereale. In occasione dei lavori per la sua realizzazione, è stato richiesto a E-Distribuzione, in linea con le esigenze tecnico-logistiche manifestate dall’amministrazione comunale, lo spostamento di una sua cabina di distribuzione dell’energia elettrica in media tensione già presente in zona. I tecnici della società elettrica si sono adoperati per realizzare la nuova infrastruttura negli spazi messi a disposizione dal Comune nel minor tempo possibile e senza intralciare i lavori del ponte. La nuova cabina è entrata in esercizio nel mese di febbraio 2018 senza alcun disservizio per i clienti serviti nella zona.

Data la posizione sopraelevata dell’area messa a disposizione, si è cercato, in vista della prossima inaugurazione del ponte, di ottenere la migliore integrazione dell’infrastruttura elettrica con il paesaggio circostante. E-Distribuzione ha deciso dunque di rivolgersi a Giulio Giordano, rinomato artista potentino già apprezzato per altre opere di questo tipo sul territorio. Giordano ha dipinto le mura della cabina elettrica ispirandosi ai simboli della città di Potenza, rappresentata nella usa opera dal Santo Patrono e dal celebre ponte Musmeci, entrambi inseriti nel contesto paesaggistico e nel rispetto della vocazione energetica rinnovabile dell'intera regione.

Dal punto di vista tecnico la cabina elettrica è stata oggetto di un intervento strutturale che rende ancora più affidabile la fornitura di energia per i clienti della zona, attraverso il potenziamento del sistema di telecontrollo da remoto e dei meccanismi di automazione, al fine di ridurre al minimo i tempi di intervento in caso di necessità.

“Questa iniziativa riflette la nostra continua volontà di essere vicini al territorio, non solo in termini di qualità del servizio elettrico ma anche attraverso iniziative sostenibili. La sostenibilità per E-Distribuzione rappresenta infatti un elemento strategico, integrato e trasversale lungo tutta la catena del nostro business e in questo caso si propone come innovativa forma di espressione artistica e positiva occasione di valorizzazione paesaggistica del territorio – ha commentato Lallo – Desideriamo rendere tangibile il valore sociale, culturale, economico legato alla nostra presenza e al nostro lavoro quotidiano sul territorio lucano.”

“Una collaborazione importante quella tra Comune ed Enel, finalizzata a garantire i migliori servizi al cittadino. Coniugare l’efficacia dell’azione amministrativa, l’efficienza del suo operato, con la piacevolezza degli interventi che si vanno a eseguire è segno di quanto si lavori perseguendo l’obiettivo del bene comune, del benessere della comunità, per rendere la realtà nella quale viviamo più commisurata alle reali eseigenze di ciascuno. Ringrazio Enel per quanto realizzato con la cabina posta nei pressi del parco di Motereale, per averne fato un esempio di street art che idealmente collega il ponte di Montereale con quello Musmeci, opere ingegneristiche importanti, ognuna con la sua peculiarità e che occupano un posto di rilievo nella storia del capoluogo di regione, ha dichiarato l’assessore all’Ambiente, Energia e Turismo Alessandro Galella del Comune di Potenza”.

martedì 12 novembre 2019

Michele Colucci, la carezza d’una voce che pulsa di cuore

di Roberto Berloco - Matera. Un’ugola che pulsa del palpito d’un giovane uomo che ama di cuore la vita e ama che la vita lo ami con il medesimo cuore. E’ questa la definizione che, probabilmente, più racchiude la statura artistica di Michele Colucci.

Nato nella città dei Sassi nel 1983, Colucci non è solo un cantautore materano di begli orizzonti. Dalla sua tiene anche un talento innato, tutto particolare e non così frequente, quello d’una umanità matura e profonda. La stessa che, come di riflesso, nella versione sentimentale, traspare dalle sue composizioni e, soprattutto, da quella sua voce che, fin dalle prime d’un qualunque motivo che interpreta, si trasforma in una carezza melodiosa per chi ascolti, fino a rapirne il cuore.

La nascita artistica di Michele Colucci sopraggiunge in tenera età. Ha solo sette anni quando, durante un matrimonio al quale era stato invitato insieme alla famiglia, gli viene chiesto di cantare. Il bambino d’allora accetterà di farlo, incantando la platea con il pezzo dal titolo “Spunta la luna dal monte”, reso famoso dalla splendida prestazione di Pierangelo Bertoli insieme ai Tazenda.

Il pubblico lo applaudirà con convinzione e, a Michele, basterà tanto come incoraggiamento per proseguire sulla strada del canto, che finirà per percorrere con ardente slancio e tutti quei crescenti raccolti che sono tipici di chi s’applica ad un’arte con costanza e determinazione.

Il punk rock e l’hard rock sono i principali generi musicali che egli coltiva durante l’adolescenza e la prima giovinezza. Due modi emozionalmente assai duri d’intendere la dimensione delle note e della voce. Duri, ma pure intriganti e capaci di soffiare piacere alle corde dell’anima.

Per carattere sempre assai esigente con se stesso, subito dopo la scuola dell’obbligo frequenta regolarmente i corsi dell’Istituto Alberghiero di Matera, conseguendo il diploma in regola di legge all’età di diciannove anni. Fino a questo momento, però, non ha  mai smesso di esercitare parallelamente le discipline musicali, affinando le proprie abilità e raggiungendo un livello tale da attirarsi le simpatie di altri quattro appassionati, anch’essi originari della città che fu del conte Giuseppe Gattini. L’affiatamento è tale che, nel 2004, per decisione unanime, si spingono a costituire gli “Half Past”, un gruppo rock che, presto, si farà apprezzare in molte sale del territorio cittadino.
Nel periodo che segue, la fisionomia artistica di Michele Colucci s’accresce, affermandosi, fortificandosi e raggiungendo, a Gennaio di quest’anno, la vetta della partecipazione alle selezioni per Casa Sanremo, uno dei settori per giovani promesse che ruotano intorno all’organizzazione del Festival di Sanremo.

Non poco, nella persona di Colucci, racconta d’una delicata sensibilità, non poco fuori degli schemi comuni. Si percepisce alla sua sola vicinanza, prim’ancora che dai testi delle sue canzoni, ognuno con una radice nel terreno di un’esperienza di vita impastata da sentimenti amorosi realmente vissuti, verso donne che hanno significato sempre tanto per le sue profondità, fino a spronare in lui una dolcissima idealizzazione della creatura femminile.

“Sospeso sull’orlo del tempo” - cadenza la strofa d’uno dei componimenti che portano la sua firma - “ogni ricordo viaggia nel vento, a risvegliare un desiderio spento, che dentro me si muove lento, carezze troppo trattenute, la magia di due labbra sconosciute, un bacio su due bocche innamorate, l’armonia di due anime intrecciate”.

Parole destinate a far da sfondo e da copertina alla bellezza d’una voce palpitante di calore e di passione, alla maniera di due affluenti che, d’un tratto, si congiungono in un solo corso, formando un fiume che, scorrendo, finirà per travolgere qualunque vuoto che sappia d’attesa o di noia.

Se è vero poi, come affermava il poeta libanese Khalil Gibran, che “il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta e il battito del cuore di chi ascolta”, allora si può ritenere che, di questo segreto, Michele Colucci ne sia fortunato possessore, considerando l’unico, misterioso respiro che, per effetto dello scorrere travolgente di quel fiume, sembra ogni volta sprigionarsi col proprio uditorio.

Oggi l’artista materano intrattiene contatti con diverse case discografiche italiane, in previsione d’una pubblicazione commerciale dei brani dei quali detiene la paternità, e d’un suo lancio nel firmamento nazionale dei nuovi cantautori.

Da lui, come da altri che, con le loro doti di creatività, dimorano nella città che è Capitale europea della Cultura, arricchendo con l’opera propria quell’autentico senso umano del quale ogni popolo abbisogna per radicare più saldamente la propria dignità, viene anche per tutti l’esempio di quanto raro utile possa giungere dalla sfera dell’interiorità, per i buoni frutti che, in termini di crescita morale, quest’ultima è in grado d’apportare, se educata a quei princìpi del bello e dell’armonia che sono le ineludibili direttrici di base per ogni arte che voglia dirsi tale.

lunedì 11 novembre 2019

A Matera “Centodieci” con Oscar Farinetti


MATERA - Al via a Matera il terzo appuntamento firmato Centodieci. L’evento è in programma giovedì 14 novembre alle ore 21.00 con l’imprenditore Oscar Farinetti, che si esibirà all’Auditorium R. Gervasio in Piazza del Sedile, 2. L'evento si inserisce all’interno del ciclo “Ri-Vedere Matera”, un palinsesto di 9 incontri che Centodieci, la piattaforma culturale di Banca Mediolanum, e il Comune di Matera hanno progettato per valorizzare tradizioni e identità in chiave innovativa e visionaria attraverso percorsi non solo fisici ma anche spirituali e culturali.

“Il progetto Ri-vedere Matera è un viaggio che Centodieci vuole donare al territorio lucano, nel quale il punto di osservazione è il diverso sguardo di alcuni tra i principali protagonisti del nostro tempo - dichiara Oscar di Montigny, Chief Innovation, Sustainability and Value Strategy Officer di Banca Mediolanum e ideatore di Centodieci -. Abbiamo coinvolto in questo progetto, che durerà sino a giugno 2020, 9 tra i principali interpreti del mondo della cultura, dell’impresa, della scienza e dell’arte e, con la loro guida, arriveremo a una nuova lettura del nostro tempo e dei nostri luoghi che ci permetta di RiVedere l’impianto del nostro futuro e del futuro delle nostre comunità”.

I prossimi incontri aperti al pubblico saranno con Oscar di Montigny, Massimo Recalcati, Patrizio Paoletti, Michele Placido e Stefano Boeri.

Oscar Farinetti è il fondatore della famosa catena alimentare Eataly, il primo supermercato al mondo dedicato interamente a cibo di qualità, con sedi in molti paesi del mondo. Un caso imprenditoriale di successo tutto Made in Italy, un esempio positivo di come sia possibile fare impresa oggi sviluppando e valorizzando il nostro territorio. Ha ricevuto svariati riconoscimenti per il suo impegno a trasferire il messaggio che il cibo e la cultura italiana possono portare al mondo. Farinetti accompagnerà il pubblico alla scoperta di spunti e consigli interessanti per creare e gestire un’attività di successo coniugando aspetto imprenditoriale, attenzione all’ambiente ed impegno sociale.

Lo spettacolo è gratuito previa prenotazione sul sito web www.centodieci.it

domenica 10 novembre 2019

Roberto Latini debutta a Matera con Mangiafoco


MATERA - Giovedì 21 novembre, alla Serra del Sole di Matera, debutta Mangiafoco (replica venerdì 22 novembre), per proseguire a Milano, al Teatro Studio Melato, con un mese di recite, da giovedì 28 novembre a domenica 22 dicembre.

Dopo Il teatro comico, Roberto Latini torna a firmare una regia per il Piccolo Teatro. Mangiafoco è prodotto dal Piccolo con Compagnia Lombardi Tiezzi e Fondazione Matera Basilicata 2019, in collaborazione con Consorzio Teatri Uniti di Basilicata, nell'ambito del progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 "Topoi. Teatro e Nuovi Miti".

Dopo Goldoni, continua con Collodi la riflessione-conversazione di Roberto latini sul teatro nel teatro, senza allontanarsi mai troppo dalla maniera pirandelliana. Mangiafoco, quindi, più di Pinocchio; l’interruzione di uno spettacolo più dello spettacolo stesso: questa la sospensione di tempo e azione, nella quale agiscono ed esplorano gli attori, gli stessi del Teatro comico. Il regista sceglie, di Collodi e della sua opera più famosa, che definisce un «manuale di italianità», i capitoli in cui Pinocchio, incuriosito dal Gran Teatro dei Burattini, vende l’abbecedario che tanti sacrifici era costato a Geppetto, per comprare il biglietto ed entrare a vedere lo spettacolo.

«Nel momento in cui Pinocchio fa la sua comparsa nel teatrino – spiega Latini – in palcoscenico Arlecchino e Pulcinella stanno bisticciando, come prevede la tradizione. Riconosciuto il loro “simile”, sospendono la recita per fargli festa, suscitando i malumori del pubblico. Ecco ciò che mi interessa, come punto di partenza, la situazione intorno alla quale vorrei stare: l’interrompersi di uno spettacolo e le sue reazioni, attraverso la fondamentale riflessione sull’attore, marionetta e burattinaio». Il racconto di Collodi prosegue con l’arrivo di Mangiafoco, le minacce di gettare ora uno ora l’altro burattino tra le fiamme, fino al definitivo “perdono” di Pinocchio, al quale regala addirittura cinque monete d’oro che il nostro eroe si farà soffiare dal Gatto e dalla Volpe…

«Ma lì siamo già in un’altra storia – continua Latini –. Con i miei attori, gli stessi con cui ho avuto il privilegio di lavorare per Il teatro comico, voglio esplorare gli spazi intorno alla trama e le sue sfumature. Come accadeva con Goldoni, siamo di nuovo dalle parti di Pirandello: voglio parlar di teatro attraverso il teatro. Poiché lo spettacolo nasce anche per Matera, in occasione delle celebrazioni del 2019, non potevo prescindere dalla tradizione italiana, da Pasolini o intorno al Leo de Berardinis di Novecento e Mille».

Mangiafoco

drammaturgia e regia: Roberto Latini
luci: Max Mugnai
musiche e suono: Gianluca Misiti
costumi: Gianluca Sbicca

con Elena Bucci, Roberto Latini, Marco Manchisi, Savino Paparella, Stella Piccioni, Marco Sgrosso, Marco Vergani

coproduzione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, Compagnia Lombardi Tiezzi, Fondazione Matera Basilicata 2019, in collaborazione con Consorzio Teatri Uniti di Basilicata, nell'ambito del progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 "Topoi. Teatro e Nuovi Miti"

Foto di scena: Masiar Pasquali

All'ex Ospedale di San Rocco un evento dell'AICS


MATERA - L’AICS promuove un evento nell’ambito dell’iniziativa Matera Capitale Europea della Cultura 2019 dedicato al tema della valorizzazione del patrimonio e delle attività culturali come strumenti di sviluppo.

L’esperienza maturata dalla città di Matera, che proprio sul patrimonio culturale ampiamente inteso ha basato una sostanziale componente del suo riscatto economico e sociale offre lo spunto per affrontare questo argomento nell’ottica della missione dell’AICS e del sostegno che l’Agenzia offre a programmi di cooperazione, iniziative e progetti nei paesi in via di sviluppo.

L’AICS ha promosso inoltre uno scambio tra la città di Matera e la città di Bamiyan, in quanto entrambe iscritte tra i Siti nella World Heritage List dell’UNESCO, caratterizzate da habitat rupestri storici simili e da analoghe esigenze di conservazione, restauro e valorizzazione di tali testimonianze. Nel corso della giornata sarà presentato il testo del “patto d’azione” tra le due città, finalizzato a consolidare le attività di entrambe le amministrazioni in questi settori.

Le iniziative sostenute da ingenti risorse dell’AICS a favore del patrimonio culturale di Bamiyan e della sua regione, anche per il tramite dell’UNESCO e gli interventi nel medesimo settore che la Cooperazione Italiana realizza da anni anche in paesi del Medio Oriente, come la Giordania e il Libano illustrano efficacemente l’approccio, gli strumenti e i risultati, in un ambito che viene riconosciuto nel mondo come un’eccellenza italiana.

Tra gli altri, si possono, infatti, ricordare l’Università degli Studi di Firenze - SAGAS, Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo, che ha redatto il Bamiyan Strategic Master Plan, la Missione Archeologica Italiana in Afghanistan dell’ISMEO, che opera nel Paese dal 1957, con ampio riconoscimento da parte delle autorità locali e prestigio internazionale e l’ l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro del MIBACT, che ha già operato con successo in diversi siti di questo Paese, così come in Giordania e Libano. Queste istituzioni presenteranno, nel corso della mattinata, il loro approccio operativo e i migliori risultati raggiunti per creare sviluppo, investendo nella conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.

Patrimonio e attività culturali per la cooperazione allo sviluppo
Programmi, progetti e interventi AICS in Medio Oriente e Asia
Matera, Ex Ospedale di San Rocco, Chiesa del Cristo Flagellato
Martedì 12 novembre 2019

Programma

9.30 - Saluti istituzionali

Raffaello de Ruggieri, Sindaco di Matera
Leonardo Carmenati, Vice-Direttore AICS
Luigi Ficacci, Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (MIBACT)
Muhammad Tahir Zahir Zaheer Zuhair, Governatore di Bamiyan

Moderatore - Rosario Centola (AICS-Roma)

10.30 - Presentazione del video “Patrimonio culturale per la cooperazione allo sviluppo“

10.45 – Interventi : Patrimonio culturale, da onere per la comunità a risorsa per lo sviluppo

Anna Filigenzi, ISMEO/Università di Napoli "L'Orientale" - Missione archeologica italiana in Afghanistan
Mirella Loda, Università di Firenze, SAGAS, Laboratorio di Geografia Sociale 
Giorgio Sobrà, MIBACT-ISCR, Scuola Alta Formazione - Matera
Mohammad Aman Aman, Sindaco della Città di Bamiyan
Mauro Ghirotti Direttore AICS-Kabul
Emilio Cabasino (AICS-Roma) - Moderatore

12.00 – Conclusioni

Raffaello de Ruggieri, Sindaco di Matera
Patrimonio e attività culturali per la cooperazione allo sviluppo
Programmi, progetti e interventi AICS in Medio Oriente e Asia
ISCR/Matera, Via Luigi Lavista, 5

Martedì 12 novembre 2019, h.15-18

Tavolo Tecnico

Programma

Oggetto : Gestione dei siti UNESCO, Habitat rupestre, programmi e progetti per una valorizzazione, anche turistica, sostenibile

Il Tavolo tecnico del pomeriggio vede coinvolti gli stessi relatori della mattinata, ad eccezione degli ospiti afgani, con l’intento di favorire il massimo scambio, in particolare verificando le metodologie di intervento, gli interlocutori locali con i quali ci si relaziona, gli elementi di successo e quelli critici nel lavoro sul campo e nelle relazioni istituzionali.

L’intento è quello di porre le basi per un dialogo strutturato tra soggetti italiani che intervengono nelle medesime aree geografiche e località e nello stesso ambito settoriale, con rispettive, distinte finalità e competenze. L’esercizio è destinato ad essere proseguito nel tempo e allargato ad una più vasta platea di istituzioni e organizzazioni, che operano anche in altri paesi del medio ed estremo oriente, per collaborare alla definizione di linee guida operative di settore e per favorire un approccio che valorizzi il “sistema Italia” nelle attività di cooperazione allo sviluppo in materia di patrimonio e attività culturali.

Partecipanti:

Emilio Cabasino, AICS Roma, Patrimonio culturale
Rosario Centola, AICS Roma, già Direttore AICS-Kabul
Anna Filigenzi, ISMEO/Università di Napoli "L'Orientale"- Missione archeologica italiana in Afghanistan
Mirella Loda, Università di Firenze – SAGAS, Laboratorio di Geografia Sociale
Giorgio Sobrà, MIBACT-ISCR, Scuola Alta Formazione - Matera

venerdì 8 novembre 2019

Matera: Fondazione SoutHeritage: venerdì 15 novembre, Beyond Heritage Fixing

POTENZA - Dal 15 novembre alle ore 18.30, la Fondazione SoutHeritage apre al pubblico PADIGLIONI INVISIBILI: Beyond Heritage Fixing, presentazione pubblica dei progetti finali dei partecipanti a PADIGLIONI INVISIBILI, progetto focalizzato sullo studio dell’architettura scavata e ipogea di Matera attraverso l’intervento artistico pluridisciplinare. PADIGLIONI INVISIBILI è coprodotto con Fondazione Matera-Basilicata 2019 nel quadro del programma ufficiale Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, in partnership con ENSA - École Nationale Supérieure d'Art di Bourges, Francia; Global Grand Central di Stoccolma, Svezia; BAICR Cultura della Relazione e Human Ecosystem Relations di Roma.

L’architettura scavata e ipogea, precisamente il sistema di cisterne sotterranee risalenti al XV secolo, costituiscono il soggetto visivo, spaziale e strutturale del progetto Padiglioni Invisibili, che indaga la responsabilità e le possibilità dell’estetica, dell'architettura e della ricerca umanistico-scientifica nel processo di creazione, la rigenerazione e rifunzionalizzazione dei luoghi.

Il progetto Padiglioni Invisibili offre ai visitatori l’opportunità di esperire le variabili spaziali e temporali di una parte rappresentativa del “patrimonio territoriale” della città di Matera. Un patrimonio che la Fondazione SoutHeritage sta attualizzando e valorizzando, sia attraverso il restauro e la riattivazione degli spazi, sia attraverso la produzione di opere e progetti in situ.

La mostra offre ai visitatori la possibilità di un’immersione emozionale e sensoriale nel “mondo di sotto”, risignificato in termini spaziali e simbolici, analogici e digitali attraverso l’interazione tra arte, architettura, scienza e nuove tecnologie su cui si basano i progetti di Angelo Vermeulen e Nils Faber (BE) – SEADS collective; Giuseppe Fanizza e Matteo Balduzzi (IT); Eric Aupol, Thomas Bontemps, Ferenc Gróf, Kyo Kim, Clara Noseda(ENSA, Bourges); Lucio Fumagalli e Gabriella Gilli (IT). Allestiti nei suggestivi ambienti ipogei di Palazzo Viceconte, i progetti intendono suggerire ipotesi di rifunzionalizzazione degli spazi ipogei attraverso il superamento della logica binaria che separa il visibile e l’invisibile, il fisico e il trascendentale, il naturale e il culturale. Essi ci portano a riflettere sulla scala della nostra visione, sulla dimensione di limite e di soglia, sull’intangibilità del paesaggio urbano e rurale e la tangibilità delle risorse sotterranee, e sulle antiche proprietà spaziali e culturali ipogee come fattori privilegiati per sperimentare i luoghi del futuro.

Il progetto, ideato, coordinato e diretto da Giusy Checola e Angelo Bianco, con la consulenza di Philippe Nys, filosofo e studioso di ermeneutica dello spazio e del paesaggio, ricercatore presso l'unità AMP – Architecture Milieu Paysage dell' École Nationale Supérieure d'Art Paris-La Villette, invita i visitatori ad abitare temporaneamente alcuni dei luoghi nascosti che, sebbene invisibili, caratterizzano le questioni fondanti e infrastrutturali che hanno fatto di Matera una città-laboratorio nei campi dell’architettura, dell’urbanistica, delle scienze sociali e dell’antropologia culturale, inteso come base imprescindibile di elaborazione critica, teorica e sperimentale dei futuri possibili di questi luoghi.

La terza sessione pubblica del progetto Padiglioni Invisibili prevede:

GEOTRAUMA LAB

Geotrauma Lab è un progetto di Angelo Vermeulen (biologo, artista, ricercatore in space systems) e Nils Faber (designer, artista concettuale, 3D Generalist), entrambi membri del collettivo SEADS (Space Ecologies Art and Design). Geotrauma Lab ha l'obiettivo di esplorare il futuro dell'umanità nello spazio dall'interno di un antico ipogeo. Grazie alle loro proprietà geologiche e morfologiche, gli spazi sotterranei di Matera sono adatti a testare la progettazione degli spazi abitativi in altri corpi planetari del Sistema Solare, come la Luna o Marte. Geotrauma Lab si compone di una performance e da una geoarchitettura temporanea, installata nelle cisterne sotterranee di Palazzo Viceconte. L'installazione geoarchitetturale si propaga strutturalmente dall'interno della sala espositiva nel cuore di una delle antiche cisterne, e opera come spazio interstiziale, sospeso tra dimensioni sia contemporanee che storiche.

È all'interno di questo terzo spazio che il pubblico dialogherà sul futuro lontano con Vermeulen. Attraverso questi dialoghi, gli abitanti e i visitatori di Matera saranno invitati a contribuire alle indagini sulla stratificazione della conoscenza e sull'estrapolazione speculativa che la dimensione ipogea suscita. Vermeulen vivrà in isolamento all'interno della cisterna per l'intera durata della performance. Lavorerà, coltiverà cibo, mangerà e dormirà, in riferimento alle condizioni di isolamento dei colori spaziali. Durante il soggiorno ipogeo, le informazioni raccolte attraverso i dialoghi verranno archiviate, annotate e elaborate dall'artista per la produzione di opere che saranno fruibili dopo la performance. Attraverso il dialogo Geotrauma Lab "pre-mette in atto" la colonizzazione dello spazio nella terza città più antica del mondo continuativamente abitata, rigenerandolo come prototipo del futuro lontano dell'umanità.

PHREATIC BANK

Progetto collettivo elaborato dal gruppo di lavoro proveniente dall'ENSA – École Nationale Supérieure d'Art di Bourges in Francia (in ordine alfabetico: Eric Aupol, Thomas Bontemps, Ferenc Gróf, Kyo Kim, Clara Noseda), è una struttura site-specific sviluppata sulla condizione aporetica della geologia dell'area materana. Tale condizione si realizza quando diverse ipotetiche “verità” di un luogo entrano in contatto o conflitto tra loro: in questo caso, quando all'aridità visiva del paesaggio materano e regionale, che caratterizza la sua immagine nel mondo e segna una forma appartenenza alla regione del Mediterraneo, corrisponde dal punto di vista geografico e geologico al suo contrario, ossia a una grande ricchezza di acqua di ben quattro fiumi, simbolo dello stemma della regione Basilicata, oggi imbrigliata in un sistema di tre dighe costruito dal 1955 al 1983. Phreatic Bank è una scultura, un’installazione e un database allestita negli spazi ipogei di Palazzo Viceconte, dedicato agli “studi freatici” e all’acqua come elemento geologico, metaforico e geopolitico.

ISTITUTO POPOLARE PANORAMA

Un progetto dell’artista Giuseppe Fanizza con la collaborazione di Matteo Balduzzi, curatore del Museo di Fotografia MuFoCo di Milano, è un esperimento di riappropriazione della narrazione del paesaggio materano da parte delle comunità che lo abitano. Il lavoro intende promuovere una riflessione sull'esplosione esponenziale delle immagini digitali scattate da visitatori, turisti e “cittadini temporanei” di Matera, sulla bellezza / sui fattori estetici e visivi del paesaggio urbano, rurale e periurbano come collettore di approvazione e di consenso ai fini della costruzione di una identità digitale dei luoghi. Il progetto è stato concepito in continuità con Azure Watch, esperienza realizzata da Giuseppe Fanizza a Malta nell'ambito del programma de La Valletta 2018, unendo idealmente due regioni del Mediterraneo che affidano al turismo di massa una parte significativa dello sviluppo economico e delle trasformzioni sociali e culturali, in chiave territoriale e regionale.

TESSUTI DIGITALI

Un contributo per una progettualità̀ non invasiva ma pervasiva ideato e sviluppato da Lucio Fumagalli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale nonché co-fondatore di 4changing,
società focalizzata sull’analisi di big data e sulla Data Science, Docente presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “Sapienza” di Roma, e da Gabriella Gilli, psicologa, Professoressa di Psicologia Generale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e studiosa di Neuroscienze affettive.

Tessuti Digitali costituisce un’occasione privilegiata per osservare le evoluzioni emozionali manifestatisi tra centinaia di migliaia di conversazioni digitali da e verso Matera, rivelando sistemi e tessuti relazionali invisibili che pure costituiscono le mappe relazionali locali-globali del presente e potenzialmente quelle del futuro prossimo. Come l’acqua, tali sistemi spesso sono celati e conservati nel sottosuolo, rimanendo sostanzialmente sconosciuti. Con il supporto di dispositivi tecnologici di ultima generazione, sarà possibile conoscere i giacimenti digitali della città e le sue insospettabili connessioni regionali e internazionali; sarà possibile rivelare progressivamente le mappe relazionali ed emozionali del luogo, e i flussi cognitivi e comportamentali, al fine di alimentare ricerche e strategie spaziali, culturali, economiche e sociali nel prossimo futuro.

mercoledì 6 novembre 2019

'Incontrarte' ritorna a Brienza per la V° edizione di Arte Contemporanea


POTENZA – IN ARTE EXHIBIT e la rivista “In Arte”, in collaborazione con il Comune di Brienza, organizza la V° edizione di“INCONTRARTE”, rassegna internazionale di arte contemporanea che si propone di diffondere l'arte contemporanea attraverso la contaminazione tra differenti forme ed espressioni artistiche, per mezzo di una mostra collettiva della durata di 20 giorni, che avrà luogo a Brienza (PZ), presso il Palazzo Comunale - ex Convento dei Frati Minori Osservanti, dal giorno 8 al 28 dicembre 2019.

L’ evento e rivolto a tutti gli artisti che operano nei campi della pittura, scultura, installazione, fotografia, arte digitale e grafica. Il tema del concorso è libero, come anche le tecniche e i materiali che possono essere utilizzati. È possibile iscriversi alle selezioni fino al 4 dicembre 2019. Le opere che verranno proposte all’organizzazione saranno vagliate da una giuria costituita dai componenti della redazione di “In Arte”, che ne selezionerà 50 per esporle all’interno della mostra collegata alla mostra.

La collettiva è un incrocio temporaneo di esperienze artistiche inevitabilmente diverse tra loro, ma che possono costituire un insieme armonico quando alle spalle c’è una ragionata scelta curatoriale. Le edizioni precedenti hanno riscosso molto interesse per il suo elevato valore divulgativo, nonché grande adesione da parte di artisti provenienti da ogni parte d’Italia, tanto da richiedere per la quinta edizione l’utilizzo di spazi espositivi più ampi e prestigiosi, oltre che di rilievo storico e artistico.