venerdì 3 aprile 2020

Matera: Buoni spesa, 730 le domande presentate


MATERA - Sono 730 le domande presentate fino ad oggi per usufruire del buono spesa di solidarietà per i cittadini in difficoltà in conseguenza dell’emergenza coronavirus.

L’Ufficio politiche sociali del Comune di Matera sta vagliando le richieste e a breve gli aventi diritto riceveranno un sms sul numero di telefono che è stato indicato sulla domanda presentata con un codice pin e con l’importo assegnato al nucleo familiare. Saranno poi gli operatori della Caritas, della Fondazione Monsignor Cavalla e della Casa di accoglienza Don Tonino Bello della parrocchia di San Rocco, a spiegare agli assegnatari del bonus le modalità e il luogo in cui poterlo utilizzare.

Dalla mattinata di oggi, intanto, per venire incontro alle esigenze di chi ha difficoltà a compilarlo, il modulo di domanda potrà essere ritirato nelle sedi della Caritas, della Fondazione Cavalla e della Casa Don Tonino Bello.

Il Comune di Matera ha inoltre attivato da questa mattina il servizio di “pronta emergenza psicologica”.

Tre le linee telefoniche attivate a cui saranno collegati tre psicologi che forniranno il supporto necessario alle persone in difficoltà.

Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13 e il martedì ed il giovedì anche dalle 15.30 alle 18.30.

Questi i numeri del pronto emergenza psicologica:

0835 241 434
0835 241 334
0835 241 203

Il servizio di assistenza psicologica si va ad aggiungere a quello di pronta emergenza sociale contattabile, negli stessi giorni e negli stessi orari, dai cittadini che volessero segnalare particolari difficoltà legate all’emergenza coronavirus relativamente al sostegno economico da richiedere.

I numeri del servizio sociale sono:

0835 241 278
0835 241 252
0835 241 476
0835 241 212
0835 241 204
0835 241 276

I fondi assegnati dall’Ordinanza del Capo della Protezione civile al Comune di Matera per l’emergenza sociale da coronavirus, ammontano a 394mila euro circa. Le somme sono state subito rese disponibili e fruibili per i cittadini in conseguenza dell’approvazione della delibera con cui la Giunta ha disposto l’anticipazione delle risorse con fondi comunali.

E’ possibile presentare il modulo di domanda scaricabile dal portale del Comune di Matera, all’indirizzo: http://www.comune.matera.it/buoni-spesa.

La domanda va compilata e spedita all’indirizzo di posta elettronica buonispesamatera@comune.mt.it.

Coronavirus, Carella (Femca Cisl): "Pensare subito alle misure per la ripartenza"


MATERA - "L’Italia ha fermato tutte le attività produttive ad esclusione di quelle considerate indispensabili per combattere questo nemico invisibile, ma quando l’emergenza finirà, spero presto, dovremo fare i conti nella nostra regione col rischio di un ulteriore ridimensionamento del tessuto produttivo e dell'occupazione". È quanto sostiene il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, aggiungendo che "se da un lato oggi la priorità è rispondere alle infinite emergenze di questi giorni con l'obiettivo primario di tutelare la salute dei lavoratori, dall'altro è necessario impostare fin da subito una road map per la fase post epidemia".

"Da questo punto di vista - continua Carella - ritengo che la Regione Basilicata, oltre a gestire al meglio la situazione epidemiologica, debba incominciare con celerità a studiare e definire le proposte e le strategie per la ripartenza, senza trascurare gli aiuti del governo nazionale, per irrobustire il settore chimico lucano, dalla Valbasento alle aree del potentino, settore che già era in difficoltà e rischiano di esserlo ancor di più dopo: penso a realtà come Coopobox e Brianza Plastica. Allo stesso tempo va fatto un plauso ai lavoratori delle aziende che non possono essere fermate che si sono messi a disposizione del paese con grande senso di responsabilità".

"Per queste motivazioni - conclude il segretario della Femca Cisl - credo fermamente nel fatto che istituzioni, forze sociali e imprenditoriali debbano lavorare uniti per il rilancio dell’economia lucana e per tradurre il senso di responsabilità e il coraggio in fiducia nel futuro con scelte lungimiranti".

Matera: l'assessore mariani su Tpl regionale


MATERA - A seguito della nota riguardante il piano di bacino regionale del trasporto pubblico locale, colgo l’occasione per formulare alcune osservazioni in merito.

Nei giorni precedenti l’approvazione del piano di bacino regionale del Tpl, il Comune di Matera da me rappresentato è stato convocato ad un tavolo regionale per condividerne le linee guida.

In quella occasione sono state ribadite alcune proposte che come amministrazione ritenevamo indispensabili.

In particolare per quanto attiene il servizio delle navette Matera-Bari aeroporto, la nostra proposta è stata di rendere il servizio da aggiuntivo ad ordinario, cosa che in effetti ritroviamo nel nuovo piano regionale del trasporto pubblico locale con l’istituzione di 8+8 corse .

In ordine poi al contratto del trasporto pubblico locale urbano, si fa presente che lo stesso resta in capo al Comune di Matera.

Infatti, per la specificità dei servizi di tpl urbani, avevamo rappresentato in maniera unitaria con la Città di Potenza, l’opportunità di porre la titolarità dei relativi contratti di servizio ai due Comuni, perché più a diretto contatto con il territorio.

Pertanto, è vero che il tpl regionale è organizzato in tre Utor (Unità territoriali ottimali), quello in capo alla regione, l’Utor 1 gestito dalla Provincia di Potenza e l’Utor 2 di competenza della Provincia di Matera, resta tuttavia al Comune di Matera e al Comune di Potenza, la gestione dei relativi contratti di servizio di tpl urbano.

A fronte invece della richiesta presentata alla Regione per un fabbisogno di circa 1.800.000 km per le maggiori percorrenze evidenziate dai programmi di esercizio (500.000 km in più rispetto al periodo 2016/2020 per linea Sassi/belvedere e linee nuovi quartieri), la Regione ha confermato solo il fabbisogno del 2016/2020 pari a circa 1.300.000 km, lasciando in capo ai bilanci comunali il relativo incremento di percorrenza richiesto pari a 952.473 euro (come del resto anche per il Comune di Potenza) che andrebbero a gravare sensibilmente sul bilancio comunale. Ci si augura che la flessibilità del 10% prevista dal consiglio regionale consenta alla regione di rivedere la propria posizione. Così in una nota Tommaso Mariani, assessore alla Mobilità del Comune di Matera.

Fials Potenza: apprezzamento per l'iniziativa del sindaco di Marsicovetere


POTENZA - La Fials di Potenza esprime apprezzamento per l'iniziativa del sindaco di Marsicovetere che ha avviato l'iter per stipulare una convenzione con l'unico albergo presente nel territorio comunale. L'Amministrazione intende così assicurare alloggio gratuito al personale medico e sanitario dell'Ospedale "San Pio di Pietralcina" di Villa d'Agri, non residente nel territorio comunale facendosi carico dei costi. "A maggior ragione - commenta il segretario provinciale della Fials, Giuseppe Costanzo - un'iniziativa del genere si rende necessaria per il San Carlo di Potenza.

Per la Fials, riducendo spostamenti e contatti si potrà garantire la maggior sicurezza possibile al personale impegnato in prima linea negli ospedali. La dimensione di scala del personale interessato e la pluralità di soluzioni alloggiative disponibili suggerisce però che l'intesa sia sottoscritta tra regione, aziende sanitarie e associazioni degli albergatori. "Del resto - ricorda Costanzo - già numerosi alberghi e altre strutture ricettive potentine hanno offerto tariffe agevolate per i familiari dei pazienti del San Carlo".

"Questa iniziativa - conclude la nota della Fials - può essere di sostegno per gli infermieri, medici e tutto il personale sanitario impegnato nell’emergenza Coronavirus, soprattutto alla luce degli ultimi episodi di contagio registrati tra gli operatori sanitari. L'obiettivo è di ridurre gli spostamenti del personale sanitario pendolare o in quarantena, considerando l'alto rischio di contagio, si eviterà così di tornare a casa diffondendo eventuale contagio fra i familiari".

Covid-19, Giordano (Ugl): ”Urge un coordinatore dell'emergenza”

MATERA - “In queste giornate altri contagi e altre morti hanno flagellato la nostra amata regione. Uno dei degli ultimi contagi ha interessato una dipendente dell'ospedale di Policoro reparto di Ortopedia con chiusura ai ricoveri dello stesso reparto”.
Lo denuncia il segretario provinciale dell’Ugl Matera Pino Giordano per il quale, “tutto si aggiunge alle tristi vicende di professionisti della salute che hanno colpito il territorio nazionale e locale da Tricarico a Potenza, da Villa d'Agri a Matera. Se la vicina regione Puglia in breve tempo decide per l'effettuazione di tamponi ogni 7- 10 giorni per il personale sanitario e ogni 20 giorni per il personale amministrativo del Policlinico di Bari in aggiunta alla screening sierologico, i nostri vertici regionali decidono per l'immobilismo pressoché totale. Perché – tuona forte e chiaro Giordano - non fare i tamponi a tutti il personale sanitario? Perché non individuare nel comparto sanitario i portatori asintomatici? Si vuole rischiare di innescare nuovi focolai all'interno di reparti ospedalieri? Per non parlare della cronica assenza di dispositivi ad hoc per molti del comparto sanitario. Nessuna voce di allarme si è mai alzata da alcun componente della regione, come se tutto vada per il verso giusto. Alla ribalta della cronaca – conclude il sindacalista -, si segnalano tamponi non effettuati a gente in isolamento domiciliare e risultati dei tamponi che arrivano con colpevole ritardo dopo svariati giorni. Manca a parere dell’Ugl un coordinatore dell'emergenza già presente nelle altre regioni, che ci possa dare un segno tangibile di non navigare a vista, ma che sia da raccordo nel percorso di prevenzione e diagnosi di questa terribile infezione virale”.

Borrelli: "Dovremo stare a casa anche l'1 maggio"


"Dopo Pasqua e Pasquetta, anche il 1 maggio lo passeremo chiusi in casa? "Credo proprio di sì, non credo che passerà questa situazione per quella data. Dovremo stare in casa per molte settimane". Lo ha detto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli a 'Radio Anch'io' su Rai Radio 1 ribadendo la necessità di avere "comportamenti rigorosissimi". Il coronavirus, ha aggiunto, "cambierà il nostro approccio ai contatti umani e interpersonali, dovremo mantenere le distanze" per diverso tempo.

Il governo "ha garantito alle Regioni le risorse per i dispositivi di protezione individuale e per quelli necessari al superamento dell'emergenza" ha aggiunto Borrelli rispondendo a chi gli chiedeva dell'ennesimo scontro tra Governo e Regioni, in particolare con la Lombardia.

"In ordinario la sanità è una competenza che spetta alle regioni e sarebbe stato un guaio se governo e protezione civile avessero preso ogni competenza - ha aggiunto Borrelli - ma nel momento in cui c'è stata l'emergenza è dovuto intervenire il governo". E a chi gli chiedeva se fosse necessario alla fine dell'emergenza rivedere il titolo V della Costituzione per evitare in futuro gli stessi problemi e gli stessi balletti sulle responsabilità che si stanno verificando oggi, Borrelli ha risposto che "è evidente".

Presentate prime immagini al microscopio del ceppo italiano Sars-CoV-2

Foto di archivio

I ricercatori dell’ospedale Sacco di Milano, hanno mostrato le prime immagini del ceppo italiano Sars-CoV-2, giunto in Italia tra la fine di gennaio e i primi di febbraio, quindi almeno una ventina di giorni prima che fosse confermato il primo caso Italiano di COVID-19 all'ospedale di Codogno. Si tratta delle cellule del virus derivate dai primi casi di nuovo coronavirus autoctono in Italia, scoperto nell’area della Bassa Lodigiana. Le osservazioni al microscopio elettronico mostrano le “particelle virali di Sars-CoV-2 adese alle membrane sulla superficie e all’interno di cellule VERO E6 utilizzate per l’isolamento.

Una seconda immagine frutto della combinazione di due immagini a 50mila e 140mila ingrandimenti, “mostra particelle virali con la tipica ultrastruttura caratterizzata dalla corona di glicoproteine superficiali”. Secondo la prima ricostruzione del Sacco di Milano, il ceppo italiano potrebbe essere collegato a quello della Germania ed essere quindi di importazione europea ma non ci sono conferme. Teoricamente sarebbe stato possibile, per quanto assai poco probabile, l'esportazione multipla della stessa variante direttamente dalla Cina alla Germania e all'Italia.

A sostenerlo, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, un articolo pubblicato su La Statale News: “Il ceppo è strettamente correlato a quello isolato per la prima volta da un paziente ammalatosi di COVID-19 tra il 24 e il 27 gennaio 2020 in Baviera, in seguito a una riunione aziendale avvenuta qualche giorno prima vicino Monaco, a cui aveva partecipato una manager Cinese proveniente da Shanghai, che aveva riconosciuto i sintomi di COVID-19 solo al ritorno in patria”.