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giovedì 26 novembre 2020

Polizia: Pepe (Lega), Lamorgese incrementi organici a Potenza, presentata interrogazione

ROMA - "Ho presentato un'interrogazione al ministro Lamorgese perché chiarisca esaurientemente come intende intervenire per porre rimedio al progressivo depauperamento degli organici della Polizia di Stato nella provincia di Potenza. Forse il ministro non sa che le donne e gli  uomini della Polizia di Stato in provincia di Potenza garantiscono la sicurezza e l'ordine pubblico nei CAS che ospitano centinaia di cittadini stranieri in attesa di asilo, così come nel CPR di Palazzo San Gervasio che gestisce il controllo di centinaia di clandestini, oltre al presidio del territorio contro le infiltrazioni criminali. 

Dimenticarsi di ciò ed insistere con politiche di razionalizzazione degli uffici di Polizia, in breve tempo, non consentirà più di vedere garantito un adeguato livello di sicurezza pubblica sul territorio potentino, che si tradurrebbe in un vorticoso aumento di fenomeni criminosi, quale il caporalato, lo spaccio di droga, i reati predatori e quelli commessi dalla criminalità organizzata. Lamorgese si faccia dunque garante di un potenziamento significativo degli organici della Polizia di Stato negli uffici della Provincia di Potenza, consentendo così adeguati livelli di sicurezza a tutti i cittadini che risentono, ingiustamente, di scelte governative inadeguate".  Le parole del Senatore lucano della Lega Pasquale Pepe.

Sibilia (M5S): "Oggi come dopo il sisma, trasformare la disperazione in reazione positiva"

POTENZA - "I numeri del terremoto di dell'80 in Irpinia, a distanza di 40 anni, raggelano il sangue nelle vene. Dietro a quei numeri ci sono vite e famiglie distrutte, per tanti un futuro che non arrivò mai, per tantissimi la disperazione da trasformare in reazione positiva, per ricostruire quel futuro. Dalla enorme energia sprigionata dalla terra, bisognava trovare l'energia per superare quella che fu la più grande catastrofe di questo Paese.

Per chi, come quelli della mia generazione, è arrivato “dopo”, il compito più gravoso, e sono qui nel cratere a testimoniarlo, è anche quello di trasmettere a tutti il sentimento della generazione post terremoto. Abbiamo ereditato incertezze e ritardi, di quella difficile ricostruzione. Abbiamo subito gli effetti delle macerie politiche: infrastrutture mai terminate, selvaggi insediamenti industriali realizzati per sfruttare leggi favorevoli salvo poi abbandonare quelle aree, ruderi ai quali non facciamo più caso e una sequela infinita di occasioni perdute. Ancora oggi dall'Irpinia - e non solo - si emigra a causa di quelle occasioni perdute.

La scossa delle 19.34 di quella domenica di quarant’anni fa deve darci la forza di reagire nei confronti della terribile emergenza sanitaria da Covid19 che stiamo affrontando ormai da molti mesi ed è compito della mia generazione non vanificare il sacrificio di quasi 50.000 morti per covid come quello dei 3000 di allora.

Oggi la generazione post terremoto deve sentire forte il bisogno dare risposte a domande che ci poniamo da 40 anni.

Per questo lavoriamo per garantire che gli edifici siano antisismici grazie al sisma bonus e il superbonus 110%. Investiamo anche in conoscenza per l’edilizia delle aree sismiche. Ripuntiamo in maniera decisa sulle aree interne dell’Appennino meridionale con infrastrutture come quella digitale, realizzando così nuove opportunità in tempi celeri". E' la riflessione del Sottosegretario all'Interno Carlo SIBILIA, irpino, deponendo questa mattina una corona in omaggio alle vittime del terremoto dell'80 a Sant'Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino, comune tra i più colpiti nel violento sisma di 40 anni fa in Campania, Basilicata e Puglia.

PPR, Leggieri: “E’ arrivato il momento di una vera svolta green”

 POTENZA - Il consigliere regionale del M5s: “Sull’Ager Venusinus attenzioni morbose e informazione fuorviante”.

“Si inizia finalmente a parlare di Piano paesaggistico regionale. Uno strumento che deve essere considerato come un alleato per la tutela dell’ambiente anche se in questi giorni si vuole far intendere il contrario”.

E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Movimento cinque stelle, Gianni Leggieri, che aggiunge: “Non passa giorno senza che, con toni ironici, attacchi personali e prese di posizione faziose, ci si dimentichi delle nuove opportunità che si possono cogliere con un nuovo approccio verso le politiche ambientali. In questo contesto si parla sempre più spesso dell’ ‘Ager Venusinus’, collegandolo a vincoli ed impedimenti descritti come ostacoli insormontabili per lo sviluppo del territorio”.

“Ma a quale forma di sviluppo – continua Leggieri - e a quale visione di territorio facciamo riferimento? All’eolico selvaggio che ha deturpato i nostri paesaggi e arricchito pochi speculatori? L’ ‘Ager Venusinus’ balza all’onore delle cronache a seguito della pubblicazione  della D.G.R. n. 754 del 3 novembre 2020. La Giunta regionale con questa delibera prende atto della riunione del Ctp (Comitato tecnico paritetico)  svoltasi in data 7 Ottobre 2020 e  approva la documentazione tecnica  relativa alla delimitazione della zona ad interesse archeologico  - ex art 142 lettera m) del Codice dei beni culturali e del paesaggio -  denominata Ager Venusinus. Una semplice mappatura e delimitazione di un'area che non apporta nessun nuovo vincolo normativo al Vulture Alto Bradano”. 

“Il Comitato Tecnico Paritetico, è bene subito ricordarlo – dice Leggieri - viene istituito nel 2012 con D.D. n. 7502.2012/D.01284 del 19/09/2012, in ottemperanza del Protocollo di Intesa tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBACt), il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e la Regione Basilicata (Protocollo stilato  il 14 settembre 2011)  per la definizione delle modalità di elaborazione congiunta del Piano Paesaggistico Regionale (PPR). La finalità dell’intesa tra MiBACT, MAATM e Regione Basilicata, è rivolta a realizzare, oltre che all'elaborazione congiunta del PPR, ad una efficace tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico - ambientale, storico e culturale della Regione. Il Ctp non ha potere deliberativo, ma costituisce un importante  tavolo di lavoro dove siedono esperti che mappano, studiano attraverso criteri scientifici il territorio della Regione al fine di addivenire alla stesura del PPR. Il potere deliberativo è del Consiglio regionale della Basilicata e, quindi, dei cittadini lucani”.

“Le pubbliche amministrazioni, i cittadini, le imprese e tutti i soggetti interessati al PPR – prosegue Leggieri - potranno esprimere eventuali pareri nelle conferenze di servizio che precederanno l’approvazione del medesimo Piano, e quindi esprimere pareri anche sull’ Ager Venusinus, secondo quanto esposto  dalla L.R. n.23/1999 esattamente all’art. 36 bis. In questi giorni – sottolinea il consigliere del M5s -improvvisati esperti di materie ambientali scrivono su Facebook e pubblicano la storia del Vulture a puntate. Peccato che in passato abbiano avuto altro da fare anziché denunciare i tanti scempi ambientali. Il percorso che porterà all’adozione del PPR è ancora lungo e tortuoso ed è un preciso impegno, secondo obblighi di legge, che la Regione Basilicata deve portare al termine. Sono ormai decenni, dall’ormai famoso D.lgs.n. 42/2004 che si parla di PPR”. 

“Da quanto apprendiamo – riferisce Leggieri - la Regione Basilicata, dopo anni di torpore e distrazione vuole dotarsi di un PPR. Verrà avviato, quindi, un percorso condiviso e di grande prospettiva; il PPR cancellerà le diverse frammentazioni delle politiche territoriali lucane e proietterà la nostra regione ad un livello di migliore competitività e sostenibilità. Allo stesso tempo frenerà le ambizioni dei signorotti dell’eolico, del cemento e del petrolio che, soprattutto grazie ai vulnus normativi, pensano di pilotare le politiche ambientali lucane. E’ arrivato il momento di una vera svolta green con la giusta valorizzazione dell’ambiente e del nostro patrimonio culturale ed archeologico. Ogni giorno ci tocca leggere articoli di giornali contro l’Ager Venusinus, contro l’ambiente, contro le logiche della scienza e della valorizzazione territoriale. Lettere ‘firmate’ da anonimi che dicono di fare gli interessi del territorio. Quello stesso territorio deturpato da anni dalla presenza di pale eoliche (1409 impianti), cave, inceneritori e pozzi petroliferi”.

“E’ proprio dal parere negativo rilasciato dalla Soprintendenza dei Beni Culturali della Basilicata ad un parco eolico – spiega Leggieri - che inizia la critica distruttiva verso l’Ager Venusinus ed il PPR. E i signorotti dell’eolico mandano in avanscoperta i loro giannizzeri. Non è l’Ager Venusinus a bloccare le autorizzazioni, ma la L.R. n.54 del 2015 dal titolo inequivocabile: ‘Recepimento dei criteri per il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio degli impianti da fonti di energia rinnovabile’. Proprio per questa legge, proprio per le caratteristiche del territorio del Vulture Alto Bradano, proprio grazie alle sue peculiarità archeologiche, sono 3mila i siti archeologici attraversati dall’Appia Antica, dove insistono pure i castelli di Venosa, Palazzo S.G., Melfi, che si blocca lo scempio dell’eolico selvaggio. Su questo tema i dati parlano chiaro. La Basilicata è la prima regione in Italia per numero di impianti eolici. Da ogni terremoto – conclude Leggieri - nasce un’opportunità, ma dall’Ambiente non nascono che fiori”.

Aiuti agriturismi e fattorie didattiche, Fanelli: ''Pagamenti rapidi''




“In tempi rapidi abbiamo dato una risposta concreta alle imprese agricole che soffrono da mesi la grave crisi economica causata dal Covid-19. In modo efficace ed efficiente è stata chiusa l’istruttoria dei pagamenti del bando misura 21, una misura straordinaria attivata dall’assessorato all’agricoltura per dare un sostegno alle aziende agricole attraverso un contributo a forfait e una tantum. In meno di un mese dall’approvazione della graduatoria definitiva delle istanze si è già provveduto al pagamento in favore dei beneficiari”.

Ad annunciarlo l’assessore alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli. L’operazione s’inquadra nella sottomisura 21.1 ‘Sostegno a favore delle aziende agrituristiche e fattorie didattiche’, a valere sul Psr Basilicata 2014-2020”.

Sono 216 le aziende del settore che hanno beneficiato del contributo per un ammontare complessivo di 1,5 mln di euro. “Una boccata di ossigeno – ha commentato l’assessore Fanelli – per questo segmento del mondo agricolo particolarmente colpito dagli effetti della pandemia e dalle decisioni di chiusura nella prima fase del Covid. L’accelerata impressa dagli uffici dipartimentali ha consentito il pagamento in tempi rapidi attraverso procedure semplificate e snelle. Nonostante le difficoltà dovute alla situazione emergenziale con personale che lavora in modalità smart working, gli uffici hanno istruito velocemente le pratiche consentendo di raggiungere questo risultato positivo”.

Alle aziende agricole che esercitano attività agrituristica sarà corrisposto un contributo di 7 mila euro, mentre a quelle che fanno soltanto attività di fattoria didattica, l’aiuto economico sarà di 6 mila euro.

Violenza donne, Ferraresi (Giustizia): Mai più colpevolizzazione delle vittime e stereotipi degradanti sui media

ROMA - Smontare gli stereotipi di genere sui media, prevenire la violenza lavorando sull’educazione dei giovani e infine strutturare in tutto il Paese i percorsi multidisciplinari di presa in carico delle vittime di violenza.

Questi i temi principali affrontati oggi dal Sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, intervenuto nella cabina di regia nazionale sulla violenza maschile contro le donne, che si è svolta in mattinata con il coordinamento del Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti.

“La cronaca ci dice che la pandemia sta peggiorando le situazioni di violenza e maltrattamenti soprattutto in famiglia, per questo oltre alla repressione, bisogna agire a monte sulla prevenzione e assicurare alle vittime percorsi strutturati di presa in carico in tutto il Paese come già sta avvenendo in modo virtuoso in molti Comuni. Un lavoro educativo che deve riguardare anche chi ha finito di scontare la sua pena e non deve più compiere reati. Abbiamo presentato i primi dati di un anno di Codice Rosso e sono positivi, perché nonostante il lockdown sono state avviate oltre 4mila indagini, con più di mille solo sul nuovo reato del revenge porn” ha dichiarato Ferraresi.

“Oggi che la sensibilizzazione istituzionale sui temi della violenza di genere è altissima, dobbiamo fare un passo avanti e lavorare ancora di più sull’educazione dei giovanissimi, ma anche sui media, smontando una volta e per sempre gli stereotipi di genere che sono all’origine di bullismo, violenza e danni psicofisici gravissimi per le vittime.

In questi giorni abbiamo visto programmi tv con rappresentazioni femminili al limite del ridicolo e letto articoli in cui vittime di violenza cieca ed efferata vengono colpevolizzate, è ora di finirla, l’Italia deve fare uno scatto in avanti”.


martedì 24 novembre 2020

Berlusconi: ''Con Forza Italia siamo pronti a lavorare per il paese''

MILANO - "In una situazione di crisi senza precedenti", noi di Forza Italia siamo disponibili a lavorare per il Paese - afferma Silvio Berlusconi. La verità è che il Paese sta attraversando la crisi più drammatica della sua storia moderna".

''Siamo pronti a votare lo scostamento di bilancio. Ho preso atto della disponibilità di Gualtieri. Mi confronterò a breve con Salvini e Meloni" - continua. Le proposte riguarderanno la tutela dei lavoratori autonomi e poi dobbiamo trovare il modo di occuparci anche di una realtà che non mi piace ma che esiste: il lavoro nero, sul quale molte famiglie si basavano per sopravvivere". Nel concreto servono, tra l'altro, "un contributo a fondo perduto entro la fine dell'anno, per tutti coloro che non hanno avuto nulla e un semestre bianco fiscale".

Popolare di Bari, Trerotola: ''No a chiusura filiale Tito''

TITO (PZ) - Per il consigliere di Prospettive Lucane “è inaccettabile che il più grande istituto finanziario del Mezzogiorno dia impulso alla desertificazione bancaria del territorio chiudendo inopinatamente sportelli”.

“E’ inaccettabile che il più grande istituto finanziario del Mezzogiorno dia impulso alla desertificazione bancaria del territorio chiudendo inopinatamente sportelli e scaricando sui risparmiatori, l’utenza, gli operatori economici ed i lavoratori i costi della cattiva gestione del passato, che hanno fatto salire alla ribalta della cronaca giudiziaria la Banca Popolare di Bari”.

Lo sostiene il consigliere regionale di Prospettive Lucane, Carlo Trerotola che aggiunge: “Condividendo l’accorato appello lanciato dal Sindaco e dagli amministratori comunali di Tito, mi auguro che i vertici della BpB riconsiderino l’ipotesi di sopprimere la filiale di Tito, peraltro posizionata in un’area economicamente strategica, dotata anche di un’importante zona industriale”.

“Mi auguro, altresì, che il Presidente Bardi e la Giunta regionale di Basilicata – conclude - si adoperino celermente per scongiurare la ventilata chiusura dell’agenzia di Tito della Banca Popolare di Bari, anche in considerazione che il medesimo istituto bancario gestisce il servizio di tesoreria della Regione Basilicata. Eliminare questa filiale non significa soltanto creare disservizi alla clientela ma anche dare meno sostegno alle famiglie ed alle imprese per quanto riguarda l’erogazione del credito, maggiormente nell’attuale periodo di crisi determinato dalla pandemia”.

domenica 22 novembre 2020

Speranza: “Da gennaio campagna vaccinale anti Covid senza precedenti”

ROMA -  “Ci sarà una campagna di vaccinazione anti-Covid nel Paese che probabilmente sarà senza precedenti e che richiederà un impegno straordinario di tutte le energie in campo”. Lo ha affermato il ministro della Salute Roberto Speranza al congresso della Federazione Ordini farmacisti italiani (Fofi). La campagna “per il vaccino Covid che arriverà, si svilupperà ci auguriamo – ha aggiunto – fin dalla fine di gennaio, quando appare in questo momento possibile che potremo avere le primissime dosi”.

Le primissime dosi di vaccino anti-Covid che arriveranno, ha sottolineato il ministro della Salute, “saranno dedicate alle categorie più esposte a partire dai professionisti sanitari, i soggetti fragili, gli anziani nelle Residenze sanitarie Rsa e gli anziani con patologie”.

sabato 21 novembre 2020

Pandemia Basilicata, Stefàno-Cifarelli: situazione al collasso

POTENZA - “Siamo fortemente preoccupati per la gestione della pandemia e della sanità in Basilicata: è una condizione al limite del collasso. Facciamo nostre le preoccupazioni e il giudizio fallimentare espressi da Cgil, Cisl e Uil, al pari con altre organizzazioni, come Anci, dei Giornalisti, medici, operatori sanitari, insieme al mondo della scuola”. È quanto dichiarato dal senatore Dario Stefàno, commissario regionale del PD di Basilicata e Roberto Cifarelli Consigliere Pd regione Basilicata.

“I numeri dei contagi in Basilicata sono da zona rossa - continuano Dario Stefàno e Roberto Cifarelli - ma non conosciamo alcun piano di programmazione sanitaria, mentre gli ospedali continuano ad essere sotto pressione e il sistema di tracciamento sembra essere saltato”.

“In più -  sottolineano il commissario regionale del Pd e il consigliere regionale -  abbiamo constatato che non sono state adottate misure preventive adeguate, verso le scuole, i trasporti e i luoghi di lavoro con elevato numero di lavoratori, che avrebbero potuto limitare il numero di contagi. Il governo regionale ha sostanzialmente inseguito l’emergenza: l’assessore Leone ha dimostrato di non essere in partita e il presidente Bardi di non avere il timone ben stretto in mano. Una situazione questa che merita un po’ più delle pacche sulla spalla da parte del Presidente: necessita di essere affrontata con senso di responsabilità e la collaborazione di tutti. Senza assumere atteggiamenti disfattisti, temiamo che il sistema possa non farcela”.

“Senza azioni concrete da parte del governo regionale - concludono Stefàno e Cifarelli – come Pd regionale aderiremo convinti alla giornata di mobilitazione organizzata dalle sigle sindacali”

Parco del Vulture, M5s: una storia da raccontare, non da sprecare

POTENZA - Per i consiglieri Carlucci e Leggieri “non possiamo assecondare logiche di spartizione politica: bisogna razionalizzare al meglio le risorse pubbliche per perseguire progetti di investimento concreti e funzionali alla crescita del territorio”

“Siamo soddisfatti, ma allo stesso tempo restiamo vigili, dopo che il Consiglio regionale ha espresso parere negativo e rigettato la designazione dei cinque Sindaci alla presidenza del Parco del Vulture. Il gioco delle parti che ha condotto la comunità del Parco verso la scelta di auto-nomina ha dimostrato scarsa lungimiranza e mancanza di visione politica, da parte di alcuni sindaci, nell'avvio di quello che riteniamo, ad oggi, il più importante strumento di tutela e sviluppo del Vulture: il Parco”. 

Lo sostengono i consiglieri regionali del M5s, Carmela Carlucci e Gianni Leggieri che aggiungono: “Se anche si dovesse procedere ad un'istruttoria delle candidature e ad una selezione più o meno ragionevole delle stesse, persiste, nostro malgrado, il dubbio che alcuni Sindaci vogliano davvero contribuire a mettere in piedi un Ente funzionale, innovativo e lungimirante. Oggi, dopo che sono emersi profili di incompatibilità e mancanza di requisiti per titoli e meriti; dopo che cittadini, associazioni e comitati hanno insistentemente chiesto di realizzare un Parco ambizioso e competitivo, indipendente dalle logiche politiche; dopo che la Regione Basilicata ha respinto i 5 nominativi presentati dalla Comunità del Parco, chiedendone altri, qualcuno prova a insinuare, a mezzo stampa, che ‘i sindaci meritano rispetto’”.

“Esattamente – continuano - chiedono rispetto per aver trombato 26 persone che hanno avanzato la propria candidatura, e i cui curricula sono stati bellamente ignorati? Rispetto per aver utilizzato a proprio vantaggio il potere di selezionatori? Alla luce di questi fatti, siamo sicuri che non siano i Sindaci a dover chiedere scusa? Dovrebbero forse scusarsi con l'intera comunità del Vulture per l’atteggiamento, decisamente opinabile, adottato. Un atteggiamento che veicola un messaggio sbagliato, soprattutto ai giovani, che noi da sempre contestiamo e contrastiamo: per ambire a ruoli di prestigio, bisogna studiare, faticare e acquisire competenze specifiche, non è sufficiente intraprendere una carriera ‘politica’.  A coloro che replicano affermando che molti Parchi sono guidati da Sindaci, diciamo che per quanto riguarda il Parco del Vulture non ci interessa. Ci interessano solo le competenze: se i Sindaci le possiedono, ben venga, altrimenti si cerca altrove. Quel che abbiamo biasimato, negli ultimi mesi, è stato un atteggiamento poco costruttivo, ispirato al solo desiderio di ottenere cariche e poteri”.

“Chiediamo ai Sindaci che compongono il Parco – proseguono Leggieri e Carlucci - di guardare la luna, non il dito, fatto spesso di ambizioni personali e non collettive. Non possiamo assecondare logiche di spartizione politica: bisogna razionalizzare al meglio le risorse pubbliche per perseguire progetti di investimento concreti e funzionali alla crescita del territorio. Territorio in cui i Sindaci devono continuare ad essere protagonisti e fautori di iniziative politiche coraggiose nella Comunità del Parco e nei Comuni che amministrano, delegando la Presidenza al miglior direttore d'orchestra, esorcizzando il pericolo che si realizzi una Comunità Montana in versione Parco”. 

“Il Parco – concludono - può e deve fungere da collante di una frammentata macroarea di Basilicata dotata di enormi potenzialità da sviluppare attraverso una cabina di regia in grado di mettere a sistema le esigenze di nove bellissimi Comuni, con quelle innovative del turismo 4.0, con la filiera certificata dell'aglianico e dell'olio, con le acque minerali. Abbiamo una storia da raccontare e una da scrivere. Non sprechiamola”.

venerdì 20 novembre 2020

23 novembre 1980, Roberto Cifarelli: per non dimenticare

POTENZA - Per il capogruppo del Pd “bisogna ricordare le tante vittime e i tanti drammi che hanno forgiato ancora di più il carattere dei lucani e il coraggio e l’abnegazione di un popolo che non si è lasciato fagocitare da un ineluttabile destino"

“Per noi lucani il 23 novembre non potrà mai essere un giorno qualunque. Quella terribile domenica di quarant’anni fa rimane scolpita nella memoria di ognuno di noi. E’ una di quelle giornate di cui ricordiamo esattamente cosa facevamo a quell’ora. Alle 19.34 del 23 novembre 1980. I numeri di quella catastrofe ci riportano tutta la drammaticità di quelle giornate dove lo Stato non brillò in quanto a tempestività degli interventi, ma nel contempo, proprio in quella tragica esperienza maturò la consapevolezza di quanto fosse importante per il nostro Paese istituire un servizio di Protezione Civile moderno ed efficiente”.

Lo sostiene il capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli che aggiunge: “In Campania, Basilicata e parte della Puglia, la terra tremò per un minuto e mezzo provocando circa 3000 morti, 9000 feriti, 300 mila senza tetto e 150 mila abitazioni distrutte. Paesi isolati per giorni nonostante la generosità infinita dei volontari accorsi da tutta Italia e l’impegno encomiabile dei tanti amministratori locali. Nel corso degli anni, lo Stato ha stanziato circa 30 miliardi di euro destinati alla ricostruzione e allo sviluppo industriale delle aree colpite dal sisma. In Basilicata è stato ricostruito il 90 per cento delle abitazioni private con un finanziamento complessivo di circa 2,5 miliardi di euro (circa 4.840 miliardi di vecchie lire)”.

“Gli interventi programmati per la realizzazione di infrastrutture e zone industriali – dice - ha visto la Basilicata interessata con sette aree, fra queste ricordiamo San Nicola di Melfi, Balvano, Valle di Vitalba e Tito, e l’insediamento di una serie di attività imprenditoriali che con il tempo hanno avuto alterne fortune. Oggi, a testimonianza di quanto fatto allora e nonostante i ‘chiaroscuro’ amministrativi che la cronaca ci ha raccontato, ritroviamo gli esempi virtuosi degli insediamenti produttivi della Ferrero a Balvano e dei tanti piccoli imprenditori locali che sulla scia di quanto realizzato hanno acquisito con il passare degli anni una matura e innovativa cultura di impresa. Come poi non ricordare la nascita della Università degli Studi della Basilicata che indubbiamente ha segnato il momento della rinascita culturale e sociale di un intero territorio”.

“In questi giorni difficili dove ‘la memoria del cuore elimina i cattivi ricordi e magnifica quelli buoni’ - conclude Cifarelli - nel ricordare le tante vittime e i tanti drammi collettivi e personali che hanno forgiato ancora di più il carattere dei lucani, non dimentichiamo il coraggio e l’abnegazione di un popolo che non si è lasciato fagocitare da un ineluttabile destino”.

Diritti infanzia e adolescenza, Cicala: ancora molto da fare

ROMA - Il presidente del Consiglio regionale della Basilicata in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 2020

“La convenzione delle Nazioni Unite da cui sono passati quasi 30 anni e in cui, per la prima volta, i bambini vennero riconosciuti come aventi diritti civili oltre che sociali, politici, culturali ma anche economici, segnò il primissimo passo di un cammino che, per quanto mi riguarda, è ancora molto lungo e che deve coinvolgere tutti”.

Così il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Carmine Cicala, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 2020.

“Ci sono aree del pianeta – afferma - in cui i bambini soffrono la fame e laddove hanno cibo sono malnutriti, non hanno accesso all’acqua potabile, così come ad una casa sicura e il diritto all’istruzione è loro negato. Bambini che sono privati dei basilari diritti fondamentali dell’individuo. Bambini che vivono situazioni di violenza, abusi, abbandoni. L’emergenza sanitaria dovuta dal Covid -19 non farà altro che aumentare queste problematiche”.

Martedì 24 novembre si riunisce il Consiglio regionale

POTENZA - All’ordine del giorno, tra l’altro, la discussione sulle modalità di impiego delle risorse provenienti dal Recovery found, il ddl concernente l’istituzione dei sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale e diverse mozioni

Il Consiglio regionale della Basilicata è convocato, in seduta ordinaria, alle ore 15.00 di martedì 24 novembre 2020, nell’aula Dinardo, sita al piano terra del Palazzo della Giunta regionale, in Via Verrastro n. 4 – Potenza.

Primo punto all’ordine del giorno la discussione sulle modalità di impiego delle risorse provenienti dal Recovery found su richiesta dei consiglieri Polese, Cifarelli, Trerotola, Braia e Pittella. Seguirà l’esame del disegno di legge inerente l’istituzione dei sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale.

All’attenzione dell’Aula, poi, una serie di mozioni a cui seguiranno l’attività ispettiva e gli eventuali atti nel frattempo licenziati dalle Commissioni consiliari. Il Consiglio regionale procederà, quindi, alle elezioni del Difensore civico della Basilicata e del Garante regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Subito dopo l’Assemblea affronterà il dibattito conseguente alla comunicazione del Presidente della Giunta regionale sull'esito delle trattative con le compagnie petrolifere.

La riunione del Consiglio regionale sarà trasmessa in web streaming (su pc, smartphone e tablet) dai siti internet www.consiglio.basilicata.it e www.basilicatanet.it e potrà inoltre essere seguita attraverso il profilo Twitter @CRBasilicata.

giovedì 19 novembre 2020

Maria Grazia Cutuli e Raffaele Ciriello, il ricordo di Leggieri

POTENZA - “L'esempio di Maria Grazia e del fotoreporter lucano Raffaele è stato quello di un giornalismo attento e scrupoloso, caratterizzato dalla presenza fisica sul luogo dei fatti. Mi impegnerò per mantenerne viva la memoria”

“Il 19 novembre 2001 veniva uccisa Maria Grazia Cutuli. La giornalista del Corriere della Sera si trovava a Sarobi, in Afghanistan, a circa quaranta chilometri dalla capitale Kabul. Maria Grazia Cutuli venne assassinata insieme all'inviato del quotidiano ‘El Mundo’ Julio Fuentes e a due corrispondenti dell'agenzia Reuters, l'australiano Harry Burton e l'afghano Azizullah Haidari”. A ricordarlo il consigliere del Movimento 5 stelle, Gianni Leggieri che aggiunge: “Maria Grazia si distinse sempre per il suo giornalismo attento alle storie e per la voglia di andare sempre in profondità nel raccontare quanto vedeva. Il giorno stesso dell'uccisione il Corsera pubblicava un articolo della Cutuli su un deposito di gas nervino riconducibile a Osama Bin Laden. Memorabili gli scatti che immortalano Maria Grazia in Afghanistan e in altre parti bel mondo, mentre documentava tanti conflitti armati. Splendidi scatti del lucano Ascanio Raffaele Ciriello, fotoreporter di guerra, nato a Venosa ed ucciso dalla raffica di un carro armato israeliano a Ramallah, in Cisgiordania, nel marzo del 2002, pochi mesi dopo la morte della Cutuli. L'esempio di Maria Grazia e di Raffaele è stato quello di un giornalismo attento e scrupoloso, caratterizzato dalla presenza fisica sul luogo dei fatti. Un giornalismo forse oggi scomparso. E proprio per questo va sempre ricordato e fatto conoscere soprattutto alle giovani generazioni. Mi impegnerò per mantenere viva la memoria del lucano Raffaele Ciriello – conclude Leggieri -, affinché anche la sua figura sia sempre valorizzata nella sua terra, considerato anche che nel 2022 ricorrerà il ventesimo anniversario della sua scomparsa”.

mercoledì 18 novembre 2020

Emergenza Covid in Puglia, Emiliano: "Zona rossa per Foggia e Bat"

BARI - Il Presidente della Puglia Michele Emiliano, per contenere la pandemia di Covid-19, ha inviato una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza per chiedere l'adozione di un provvedimento che inserisca le province di Foggia e di Barletta-Andria-Trani nella "zona rossa". 

Parità di genere, la Crpo incontra la Ministra Bonetti

 

In una webinar la presidente Perretti, la consigliera di parità Pipponzi e il presidente del Consiglio regionale Cicala hanno discusso, con l’esponente di Governo, di azioni da sviluppare anche sul territorio regionale

Un confronto sulle principali tematiche afferenti la questione di genere per consentire una maggiore efficacia alle possibili azioni da sviluppare sul territorio regionale. E’ stato questo l’obiettivo dell’incontro online promosso dalla Commissione regionale pari opportunità di Basilicata al quale ha partecipato la Ministra alla famiglia e alle Pari opportunità Elena Bonetti. Presenti la presidente della Crpo Margherita Perretti, la Consigliera regionale di Parità, Ivana Enrica Pipponzi e il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Carmine Cicala si è parlato di analisi e proposte contenute nel documento “Donne per un Nuovo Rinascimento” elaborato dalla task force sulla parità di genere durante l’emergenza da Covid-19 e pubblicato il 12 giugno scorso, dell’utilizzo delle risorse del Recovery Fund in un’ottica di equità di genere attivando politiche di gender mainstreaming e di azioni di contrasto alla violenza di genere.

“L’emergenza Covid - ha detto la presidente della Commissione pari opportunità, Margherita Perretti, introducendo I lavori – ha evidenziato la particolare precarietà della condizione lavorativa delle donne, la carenza di politiche di welfare e di infrastrutture sociali che agevolino la conciliazione vita lavoro. Le donne sono state le più colpite da questa crisi, in termini di occupazione e sovraccarico del lavoro di cura, partendo già da una situazione svantaggiata.Abbiamo un’occasione unica per uscire dall’emergenza operando una svolta nelle politiche di genere grazie alle possibilità offerte dalle risorse del Recovery Fund e non possiamo perderla. Il nostro Paese ha l’occasione di mettere l’uguaglianza di genere tra le priorità, un aumento dell’occupazione femminile porta ad un aumento del PIL, ha un effetto moltiplicatore sull’occupazione e sul benessere di tutta la popolazione. Tra qualche giorno, il 25 novembre, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne ricorda a tutti una situazione radicata e diffusa in Italia, che ha natura strutturale e si basa su rapporti di forza storicamente disuguali tra I due sessi. Durante il lockdown c’é stato, purtroppo, un netto incremento dei casi di violenza domestica. E’ una problematica molto complessa e uno degli strumenti fondamentali per contrastarla é l’educazione al genere e alle differenze, oltre ad una corretta comunicazione ed informazione, scevra da stereotipi e pregiudizi, da una narrazione che vittimizza le donne una seconda volta”.

“La mia attività istituzionale, che normalmente offre un osservatorio privilegiato sulle questioni di genere – ha detto la consigliera regionale di Parità, Ivana Enrica Pipponzi - durante l’attuale periodo pandemico (segnatamente durante la fase di lockdown) ha evidenziato in maniera stringente tutte le problematiche territoriali dalle quali scaturisce il connesso gender gap. Da un lato abbiamo osservato come le donne lucane siano state protagoniste della tenuta del territorio (penso al personale medico e paramedico, alle lavoratrici delle filiere alimentari, alle mamma impegnate contemporaneamente con lo Smart working e nella Dad - pur nelle tante difficoltà date da scarse competenze digitali e dalla scarsa diffusione della banda larga) e dall’altro abbiamo osservato tutta la fragilità delle stesse donne a causa dell’insufficienza di tutele, della scarsità degli strumenti ed azioni rimediali, specie nel mondo del lavoro”. Pipponzi ha ricordato “l’elevato numero delle convalide delle dimissioni delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri in Basilicata, come emerso dai rapporti elaborati dal suo Ufficio con quello dell’Ispettorato del lavoro nel primo semestre del 2020, da cui si evidenzia come il 90 per cento delle dimissioni delle neo mamme lavoratrici riguardi la mancanza di misure strutturali a sostegno della maternità e dalle scarse misure conciliative vita/lavoro; situazione aggravata dalla nuova modalità lavorativa in smart working che, per molte donne, ha significato anche svolgere più turni lavorativi, costrette tra carichi di cura, didattica a distanza e lavoro da remoto. Da qui l’istituzione da parte del mio Ufficio del primo Osservatorio regionale sullo Smart Working, in ottica di genere, per monitorare il fenomeno e supportare le lavoratrici. Siamo fermamente convinte, infatti che solo con donne libere di scegliere se essere madri e/o lavoratrici potremo finalmente dire di aver sfondato il tetto di cristallo, realizzando pienamente l’empowerment femminile. Solo il necessario sguardo di genere potrà condurre ad una società più giusta, inclusiva ed umana”.

“Il documento “Donne per un nuovo rinascimento” – ha detto il Presidente del Consiglio regionale, Carmine Cicala - racchiude alcune delle direttrici su cui le Istituzioni devono necessariamente puntare l’attenzione e orientarsi perché la parità di genere della quale tanto si parla trovi valida e concreta attuazione. Oggi possiamo pensare a politiche di sviluppo che incentivino il sapere delle donne ed incentivino il loro talento grazie alle risorse che deriveranno dal Recovery Fund di cui una parte dovrà essere necessariamente spesa per incentivare le politiche di inclusione delle donne nel lavoro, l’incentivazione ad avviare nuove imprese al femminile ma anche per quei progetti culturali che mettano la donna al centro di quel percorso di crescita e di sviluppo delle nostre società. Un percorso che deve vedere le donne vere protagoniste. Ecco allora che, questi momenti di incontro e di confronto – ha concluso - servono proprio a stimolare noi istituzioni ma la società civile tutta su un tema molto importante che è quello della parità di genere e consentitemi di aggiungere della parità e del rispetto di genere. Non ci dimentichiamo che ancora tanto deve essere fatto per arginare quei fenomeni dilaganti di violenza contro le donne. Bisogna mettere in piedi progetti culturali che insegnino il rispetto della donna”.

“Quello di oggi – ha detto la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti – è un confronto prezioso perché una necessaria collaborazione, un dialogo e una interazione tra i luoghi istituzionali che animano il nostro Paese, è il segno di una responsabilità che vogliamo assumerci tutti assieme. Il documento ‘Donne per un Nuovo Rinascimento’ individua cinque direzioni di proposta: parità di genere, la responsabilità di progettare il futuro; lavoro, un nuovo paradigma femminile ed inclusivo; scienza, motore di un nuovo Rinascimento; solidarietà, investire per l’emancipazione di tutte; comunicazione: parole e immagini per generare un cambiamento. Sono convinta – ha detto – che la ripartenza avrà impulso proprio dalle donne e dalla loro resilienza, ed è per questo che ho costituito nel mio Ministero una task force al femminile, convinta che ripartendo dalle donne, con le donne, possiamo insieme costruire un nuovo percorso, un vero e proprio Rinascimento per il nostro Paese”.

Nel piano del recovery fund o della next generation Eu, come pilastro fondamentale, investiremo fortemente sulle famiglie e sulla demografia, oltre che sul lavoro femminile come motore di sviluppo. Il periodo che stiamo vivendo ha messo in evidenza che le donne sono capaci nel nostro Paese di avere una attitudine sociale, di resilienza, di approccio multidimensionale pragmatico nella risoluzione dei problemi e sono state le protagoniste sia nei luoghi del lavoro così come nella gestione familiare. Da qui siamo partiti con il documento per offrire un contributo di visione nuova che le donne oggi possono interpretare. Siamo partiti dalla necessità di promuovere la parità di genere non solo come tema di giustizia sociale ma come scelta strategica di investimento. Oggi investire in protagonismo femminile non è solo giusto ma è conveniente ed intelligente per il Paese perché offre una inedita prospettiva di rilancio per poter attivare una spinta propulsiva in tutti i campi. Nella legge di bilancio prevediamo l’investimento sull’imprenditoria femminile e la costituzione di un fondo di 20 milioni di euro per l’accesso al credito, per dare sostegno da un punto di vista dei servizi e della formazione e la decontribuzione del lavoro femminile: le imprese non pagheranno i contributi se assumeranno donne. Altri strumenti che vogliamo mettere in campo, quello per tutelare la maternità che favorisca il rientro al lavoro delle donne dopo la maternità”.

La ministra Bonetti ha parlato anche dell'assegno unico universale, una cifra mensile garantita per ogni figlio dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni per tutte le famiglie e per ogni tipologia di lavoratori.

“Il Family act – ha detto - è una riforma delle politiche familiari non socio assistenziali ma di investimento, che attivano cioè processi positivi come il contrasto alla denatalità. Per riattivare il processo demografico del Paese, dobbiamo restituire alle donne e agli uomini il coraggio di fare queste scelte. Una donna deve essere libera di scegliere di poter essere madre, senza però dover escludere la dimensione del lavoro. Politiche familiari e lavorative devono andare insieme. L’investimento straordinario nell’educazione è uno dei pilastri del Family Act che abbiamo portato anche nel Recovery. In questa legge di bilancio confermiamo il bonus nido per le famiglie, diamo risorse ai comuni per aumentare i posti. Su questo capitolo intendiamo fare un ulteriore investimento economico nell’ambito del piano per Next generation UE”.

Tra gli altri temi trattati dalla Ministra la certificazione della parità di genere, la formazione straordinaria nell’ambito del digitale, l’attenzione per le nuove generazioni e l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza.

E su questo tema la Ministra Bonetti ha detto che bisogna “costruire una comunità qualificata, un sistema di una comunità intera affidabile, che c’è e sa riconoscere i segnali della violenza, sa ascoltare e sa accompagnare le donne in un divenire di un percorso. O queste donne sanno che ci sarà una mano pronta ad accoglierle, che c’è una comunità che può dare loro una prospettiva o il nulla che vivono nella casa si tradurrà in un senso di solitudine e di vuoto. Per questo, anche quest’anno abbiamo voluto rilanciare per il 25 novembre la campagna ‘Libera puoi’, che significa che le donne devono poter trovare non solo un aiuto e qualcuno che accoglie il loro grido, ma anche una possibilità di essere riconosciute come persone abilitate a una libertà personale, che sono preziose, alle quali possiamo offrire un contesto di vita, di libertà, di lavoro, non solo perché economicamente possa trovare un sostentamento per sè e per i suoi figli, ma perché nell’ambito del lavoro sia riconosciuta come persona unica, irrinunciabile per tutti, che può dare un valore e dare un contributo”.

Emergenza covid, lettera di Carlucci a Bardi

POTENZA - La consigliera del M5s scrive al Presidente della Giunta e ai cittadini lucani. “Sussidi e ristori a tutti coloro che decideranno di mettere a disposizione le proprie strutture ricettive e a chi si trasferirà, momentaneamente, in esse”.

“Tanti gli sforzi che ci sono stati richiesti negli ultimi mesi e tanti ancora quelli che saremo costretti a compiere, prima di tornare alla nostra piena socialità e alla nostra vivace quotidianità. Per la nostra Basilicata, poi, la situazione è particolarmente critica: a marzo, il Coronavirus aveva fatto appena capolino nella nostra terra; oggi, invece, è un suo ospite inquietante”. Così la consigliera regionale del M5s, Carmela Carlucci, in una lettera inviata al Presidente della Giunta regionale di Basilicata, Bardi e ai cittadini lucani.

“Un ospite, il virus, che ha – continua - brutalmente, rivelato le falle di una politica regionale che, per anni, ha depauperato il nostro territorio. E così, abbiamo ‘scoperto’ che la sanità lucana fa acqua da tutte le parti, che, nonostante il vantaggio temporale e il basso livello demografico, non siamo riusciti a praticare uno screening capillare su tutta la popolazione, a riorganizzare i trasporti e a non chiudere le scuole, ad allestire degli ospedali da campo e a preparare il nostro personale sanitario. Queste sono cose che i lucani, ahimè, conoscono bene e che in molti hanno patito sulla propria pelle”.

“Contrastare il perpetuarsi di queste cattive pratiche – aggiunge - è e resta, per me, prioritario. Oggi, però, intendo rivolgere un appello tanto alla Giunta regionale quanto ai cittadini lucani e a quello spirito di solidarietà che pur li anima, soprattutto nelle circostanze più drammatiche. Il personale ospedaliero tutto, dai medici, agli infermieri, agli operatori socio-sanitari, al personale delle residenze sanitarie assistenziali, mai come in questo momento storico, costituisce il patrimonio più prezioso che abbiamo. Dobbiamo salvaguardarlo a ogni costo, per il loro bene e per il bene di tutti. Per questa ragione, vorrei chiedere ai ristoratori e albergatori lucani di mettere a disposizione le proprie risorse per ospitare tutte queste persone che ogni giorno lavorano in corsia; vorrei chiedere a questi ultimi un ulteriore sacrificio, ossia quello di lasciare momentaneamente le proprie residenze abituali e di trasferirsi in queste strutture, al fine di proteggere sé stessi, le proprie famiglie e anche la tenuta del nostro sistema sanitario”.

“Siamo a un livello di precarietà tale – dice - che non ci consente di rinunciare neanche a un infermiere, per questo bisogna salvaguardarli. Ricordo, inoltre, che i nostri medici e infermieri, che attualmente vivono con le proprie famiglie, esposte come tutte al contagio, trascorrono molte ore nei più svariati reparti, a contatto con pazienti che versano, a volte, in situazioni già molto critiche, per cui contrarre anche il virus in ospedale potrebbe essere fatale. Chiedo, altresì, alla Giunta regionale di impegnarsi nel reperimento di sussidi e ristori necessari destinati a tutti coloro che decideranno di compiere questo sacrificio: a chi metterà a disposizione le proprie strutture ricettive e a chi si trasferirà, momentaneamente, in esse”.

“Il sacrificio richiesto è indicibile – conclude Carlucci - pertanto va sostenuto almeno economicamente. Sulla sanità e sulla salvaguardia di noi tutti, la Regione non può e non deve lesinare. Sono convinta del fatto che, anche in questa circostanza, i lucani metteranno in campo le proprie energie migliori e il proprio encomiabile spirito di collaborazione e che la Giunta regionale non negherà il proprio supporto”.

Parco Nazionale Appennino Lucano, Aliandro: basta inefficenze

POTENZA - Il consigliere regionale della Lega: "È ora di dire basta all'inefficienza dell'operato del ‘Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese’, la cattiva gestione dell'Ente sta mettendo in crisi un intero territorio"

“Persistono da mesi problematiche di varia natura che affliggono gli abitanti del territorio di pertinenza del Parco e l'Ente appare decisamente disinteressato alla risoluzione delle medesime: la sua gestione è del tutto inadeguata ed inoperosa”.

E’ l’esordio del consigliere regionale della Lega, Gianuario Aliandro, che prosegue dicendo: “Non intendo, in questa sede, elencare tutte le problematiche alle quali mi riferisco, essendo numerose, ma voglio, quantomeno, fare riferimento a quelle più rilevanti oggetto delle continue sollecitazioni da parte dei cittadini interessati. Partiamo con il dire che mesi fa la Regione Basilicata ha sottoscritto un protocollo d'intesa con l'Ente Parco, denominato ‘Regolamento per le utilizzazioni boschive ricadenti in area parco’, che ha snellito le procedure di richiesta e l'ottenimento delle relative autorizzazioni. Ebbene, questo Regolamento è rimasto lettera morta dato che tanti cittadini sono ancora in attesa delle autorizzazioni al taglio boschivo nell'area parco”.

Aliandro, poi afferma: “Anche sul fronte dell'emergenza legata alla proliferazione dei cinghiali, il Parco non ha intrapreso alcuna iniziativa utile a fronteggiarla, eppure la Regione Basilicata ha stanziato, a tal fine, fondi per un importo pari a € 100.000,00. A ciò si aggiunga che le Associazioni venatorie, le uniche in grado di limitare la diffusione di tale specie di ungulati, sono state totalmente abbandonate a loro stesse: da mesi, attendono risposta alle istanze presentate per essere autorizzati al trasporto delle armi ali 'interno del territorio del Parco”.

Aliandro conclude affermando: “Alla luce di quanto detto, chiediamo con fermezza all'Ente un immediato cambio di rotta: occorre dare risposte certe e tempestive alle problematiche del territorio”.

martedì 17 novembre 2020

Caporalato, Cavallo (Fai Cisl): "Puntare sulla prevenzione"

MATERA - "L'ennesimo episodio di caporalato nella fascia jonica, questa volta a danno di braccianti italiani, dimostra che non si deve mai allentare la guardia contro i caporali, a maggior ragione in una fase di forte sofferenza sociale dove, a fronte del bisogno impellente di un reddito, i lavoratori sono maggiormente esposti ai ricatti. Motivo per cui è necessario, da un lato intensificare i controlli, dall'altro mettere un campo quelle misure di prevenzione previste dalla legge 199 che stentano ancora a diventare realtà. 

Allo stesso tempo diventa impellente la necessità di intervenire sui colli di bottiglia della filiera agroalimentare che aprono il varco allo sfruttamento con interventi finalizzati ad una più equa remunerazione dei prodotti agricoli e premiando le aziende che applicano regolarmente i contratti nazionale e provinciali di settore. Premiare il lavoro di qualità che rispetta il lavoro, l'ambiente e i consumatori è l'unica strada, insieme al contrasto penale, per sradicare in modo definitivo lo sfruttamento dalle nostre campagne”. Lo ha dichiarato in serata il segretario generale della Fai Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo.

Macchia (CISL): "Sbloccare fase due di Garanzia Giovani per ripartenza economica inclusiva"

GENNARINO MACCHIA* - Nel suo intervento agli Stati generali delle pensioni il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha posto l’accento sulla gravità del problema dell’alto numero di giovani  tra 15 e 29 anni che non studiano e non seguono percorsi di formazione, i cosiddetti Neet (Not in education, employment or training), che nel nostro paese sono oltre due milioni: il 22 per cento della popolazione in questa fascia di età, il 33 per cento nel Mezzogiorno. Secondo il governatore di Bankitalia "si tratta di un drammatico spreco di potenzialità a livello non solo economico, con conseguenze particolarmente gravi sul piano sociale. Anche in Basilicata la platea dei Neet è piuttosto ampia: circa 36.000 unità, 6.000 dei quali sono laureati.

Per contrastare questa piaga è stato concepito il programma europeo Garanzia Giovani. Gli ultimi dati aggiornati al 30 giugno parlano di oltre 1,5 milioni di giovani registrati e poco più di 1,2 milioni i giovani presi in carico dal sistema pubblico dei servizi al lavoro. I giovani avviati a una misura di politica attiva risultano 720.478, mentre il numero degli interventi è stato pari a 907.556. Il tasso di copertura, cioè il rapporto tra numero di giovani coinvolti in una misura di politica attiva e quello dei presi in carico, è pari al 60,2%. Relativamente alto è quello dei giovani con profiling medio-basso (70,9%), quindi con difficoltà medio-alta di essere rioccupati, e del Nord Ovest (76,8%). Le misure di politica attiva più utilizzate sono i tirocini extra-curriculari (56,4%) e gli incentivi occupazionali (22,9%).

In tutto gli occupati sono 407.494, con un tasso di inserimento occupazionale del 58,7% (i giovani che hanno completato il percorso di politica attiva sono 694.619).

L’85,2% dei giovani che hanno concluso un intervento ha avuto almeno un’esperienza di lavoro. Il tirocinio extra-curiculare è la misura attraverso la quale più giovani (215.281) hanno trovato lavoro con Garanzia Giovani, ma in termini relativi la più efficace è l’incentivo occupazionale (77,8%). Da notare che il 50,3% degli occupati ha un contratto a tempo indeterminato e che dopo un mese dalla fine del percorso di politica attiva il 49,4% dei partecipanti trova lavoro.

Cosa ci dicono questi dati? La riflessione che faccio deriva da una ricerca che il Centro internazionale studi famiglia (Cisf) ha redatto sulla spesa sostenuta da una famiglia per un figlio dalla nascita fino all’università, spesa che è pari a circa 300 mila euro. Se si considerassero solo i Neet laureati, questa situazione produrrebbe la condizione che 1,8 miliardi di euro investiti (con grossi sacrifici) dalle famiglie lucane in questi anni sono nei fatti improduttivi e con il grave rischio o del depauperamento o di produrre i propri frutti in altri territori. Non si concretizza così una forma di distruzione di ricchezza patrimoniale di una comunità territoriale?

Ritengo che sia necessario avviare una riflessione su come l’utilizzo di queste risorse venga massimizzato. Sono convinto che un confronto sistematico e sistemico della Regione con le parti sociali, come fortemente richiesto nei recenti Stati generali del lavoro dai sindacati e dalle associazioni datoriali, possa consentire una migliore valorizzazione delle risorse europee, a partire dal Recovery Fund, al fine di consolidare percorsi di sviluppo socio-economico sostenibili nel nostro territorio.

Eppure, a oltre un anno e mezzo dall’approvazione della seconda fase di Garanzia Giovani nella nostra regione, che prevedeva risorse per 12 milioni di euro, la Regione Basilicata non ha ancora messo in campo alcuna azione attuativa. Il problema era presente già prima del Covid-19, perciò la pandemia ne ha solo acuito la gravità. Ora l'impegno è quello di farsi trovare pronti nella ripartenza dell’economia con tutti gli strumenti possibili che consentano il coinvolgimento delle più ampie fasce sociali e produttive. Se lo dice il governatore della Banca d’Italia, che sicuramente non può essere tacciato di partigianeria a favore del sindacato, ma soggetto competente e credibile in materia, dobbiamo credergli.

*Segretario generale aggiunto della Cisl Basilicata