NOVA in Basilicata: quando la politica ascolta davvero

 


Si è conclusa ieri la giornata di Open Space Technology organizzata dal Movimento 5 Stelle in Basilicata nelle città di Potenza e Matera nell'ambito del progetto nazionale NOVA — Parola all'Italia. Oltre trecento partecipanti, con una quota significativa di cittadine e cittadini non iscritti al Movimento, si sono confrontati liberamente per rispondere a una domanda tanto semplice quanto esigente: cosa deve fare il governo progressista nei prossimi cinque anni per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani?

Come consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, ci preme innanzitutto ringraziare i team che hanno gestito gli OST di Potenza e Matera, guidati da Rosanna Giardiello e Viviana Verri, tutti gli attivisti che hanno collaborato nell’organizzazione delle giornate e i numerosi partecipanti che hanno apportato il loro contributo.  I temi emersi dai trentaquattro gruppi di lavoro formati tra Potenza e Matera — dalla sanità pubblica allo spopolamento, dalla questione idrica alle infrastrutture, dalla precarietà lavorativa alla governance democratica — non sono nuovi per chi, come noi, siede da anni sui banchi dell'opposizione regionale e in Parlamento, con ruoli di governo e di opposizione.

A Potenza come a Matera, i gruppi sulla sanità pubblica si sono ritrovati sugli stessi nodi: depoliticizzare le nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie, superare l'intramoenia, garantire stipendi dignitosi al personale, portare la spesa sanitaria dall'attuale 6% al 9% del PIL in linea con la media europea. La voce dei 300 lucani di NOVA rafforza questa richiesta: la sanità non può essere gestita come un'azienda la cui quadratura dei conti avvenga a spese dei servizi essenziali.

E’ emersa con forza la questione idrica, in tutte le sue declinazioni: la ripubblicizzazione di Acque del Sud S.p.A., la ristrutturazione di una rete che in Basilicata perde fino al 60% dell'acqua trasportata, il blocco delle concessioni per l'imbottigliamento delle acque minerali, l'inserimento dell'acqua come bene comune in Costituzione. Su questo fronte, in consiglio regionale abbiamo denunciato le conseguenze della progressiva apertura al privato nella gestione della risorsa idrica, abbiamo sollevato il tema della qualità delle acque del Pertusillo e delle sue ricadute sull'acquedotto pugliese, abbiamo chiesto che le royalties petrolifere vengano destinate — tra l'altro — alla ristrutturazione della rete idrica. La Basilicata è la regione più ricca d'acqua del Mezzogiorno: che i suoi abitanti l'abbiano vissuta in emergenza nell'estate scorsa è una contraddizione politica, non una fatalità naturale.

Il gruppo materano sullo spopolamento ha prodotto un'analisi articolata: investimenti infrastrutturali reali come condizione per la nascita di imprese, politiche di de-fiscalità per il Mezzogiorno, valorizzazione delle filiere agroalimentari locali, semplificazione delle procedure per i permessi di lavoro degli immigrati come leva demografica — citando l'esempio virtuoso di Rotondella. Queste proposte si intrecciano con le nostre interrogazioni e i nostri interventi consiliari sull'abbandono delle aree interne lucane, sulla mancanza di un piano regionale organico per i piccoli comuni, sulla gestione dei fondi PNRR per i borghi storici. 

Anche sull'energia emerge dai gruppi una posizione netta: no al nucleare, sì alle energie rinnovabili con governance pubblica, rilancio del Superbonus per le prime case con criteri selettivi, potenziamento delle Comunità Energetiche con il ruolo attivo delle amministrazioni pubbliche, applicazione della legge sull'agrivoltaico con tutela delle aree agricole. Sono posizioni che corrispondono esattamente al lavoro che stiamo conducendo sul dossier energetico lucano: vogliamo un modello energetico che sia davvero a servizio dei lucani.

Quello che è successo ieri a Potenza e a Matera non è semplicemente un evento di partito. È la dimostrazione che, quando si crea uno spazio autentico di ascolto — senza bandiere, senza palchi, senza relatori — i cittadini hanno molto da dire. E quello che dicono coincide, con una coerenza che non può essere casuale, con le battaglie che portiamo avanti da anni in Consiglio regionale e in Parlamento: più sanità pubblica, più acqua come bene comune, più tutela delle aree interne, più trasparenza nella governance istituzionale.

Prendiamo queste proposte come un mandato. Le porteremo avanti nei prossimi atti consiliari, nelle interrogazioni, nelle interpellanze, nelle proposte di legge regionale. Non è retorica della partecipazione: è il modo in cui intendiamo fare opposizione — radicata nel territorio, coerente con i valori, fondata su dati e ascolto.

Il lavoro dei gruppi di Potenza e  Matera, come quello degli altri 100 OST italiani, verrà messo a valore per creare una proposta concreta da sottoporre alla coalizione progressista. Noi partiamo dai territori, dai temi, dalle persone, ingredienti fondamentali di una proposta politica concreta.


Alessia Araneo, Viviana Verri  (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)

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