“Accogliamo positivamente l’iniziativa annunciata dal Presidente Bardi che mette a disposizione 32 milioni di euro per l’innovazione delle piccole e medie imprese. In un mondo che corre veloce, stare al passo con le trasformazioni tecnologiche e organizzative, soprattutto in un contesto economico sempre più competitivo, non è sempre agevole per le nostre aziende, che devono trovare nelle politiche pubbliche un’alleanza concreta per lo sviluppo”. È quanto dichiara il capogruppo socialista in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, che prosegue:
“Si tratta anche di studiare meglio le caratteristiche del tessuto produttivo lucano e come possano essere valorizzate e sostenute per aiutare le imprese a raggiungere livelli di competitività adeguati alle sfide dei prossimi anni. La Basilicata è una regione caratterizzata prevalentemente da piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, che operano nei comparti dell’agroalimentare, dell’artigianato, del commercio, del turismo, dei servizi e della manifattura. Realtà che rappresentano una ricchezza per il territorio ma che, proprio per la loro dimensione, incontrano maggiori difficoltà nell’investire in innovazione, ricerca e sviluppo. La trasformazione tecnologica è ormai così rapida che occorre correre e saper guardare avanti anche solo per conservare le quote di mercato conquistate nel tempo. Per questo occorre affiancare agli incentivi una visione strategica capace di accompagnare le imprese lungo percorsi di crescita, digitalizzazione e aggregazione. Forse bisognerebbe trovare soluzioni ulteriori per essere al fianco di queste aziende, superando sia la logica dei finanziamenti a pioggia, come correttamente ha affermato il presidente Bardi, sia l’idea che i bandi rappresentino sempre la risposta più adeguata alle esigenze del sistema produttivo. Pur essendo strumenti indispensabili per garantire trasparenza e imparzialità nell’utilizzo delle risorse pubbliche, i bandi non sempre riescono a rispondere con la rapidità richiesta dalle imprese e spesso non intercettano pienamente le esigenze di chi deve prendere decisioni in tempi compatibili con il mercato. Occorrono dunque flessibilità, pragmatismo e collaborazione istituzionale”.
“I bandi – evidenzia Bochicchio - dovrebbero essere affiancati da misure strategiche meno rigide, utilizzando gli strumenti che la normativa già consente. Per questo vanno rafforzati gli strumenti finanziari e i fondi rotativi, i voucher per l’acquisizione di competenze specialistiche, il sostegno ai cluster tecnologici e alle reti d’impresa, favorendo processi di aggregazione che consentano alle aziende di affrontare investimenti che da sole difficilmente riuscirebbero a sostenere. Allo stesso tempo, la pubblica amministrazione può svolgere un ruolo attivo attraverso strumenti come il partenariato per l’innovazione, che permette di sviluppare e successivamente acquisire prodotti e servizi innovativi non ancora presenti sul mercato. Si tratta di azioni che possono contribuire a rafforzare la competitività delle imprese senza alimentare logiche assistenzialistiche, ma sostenendo investimenti, capacità progettuale e innovazione”.
“Come si dice in questi casi – precisa Bochicchio - anche se piccolo può essere agile ed efficiente, nel lungo periodo si scontano alcune debolezze tipiche della dimensione aziendale ridotta. Le aggregazioni, le reti d’impresa e le forme di collaborazione consentono invece di affrontare meglio le fasi di difficoltà economica e di competere su mercati sempre più complessi. Inoltre, dai più recenti rapporti economici emerge come le imprese continuino a confrontarsi con criticità importanti in Basilicata, dal caro energia all’aumento dei costi di produzione, fino alla difficoltà nel reperire personale qualificato e alle sfide legate alla transizione digitale ed ecologica. Su questi aspetti i bandi possono certamente fornire un aiuto, ma da soli non sono sufficienti”.
“Per questo – conclude Bochicchio - sono necessarie misure differenziate che richiedono risorse ben superiori ai 32 milioni annunciati e, soprattutto, una strategia di sistema capace di mettere in relazione politiche industriali, formazione, infrastrutture materiali e digitali, accesso al credito e sostegno all’innovazione. Le piccole e medie imprese rappresentano una componente fondamentale dell’economia nazionale e in Basilicata hanno un peso ancora più determinante. Per questa ragione le politiche strategiche diventano fondamentali e spetta alla parte pubblica predisporle con spirito di iniziativa, capacità di innovazione e visione di lungo periodo”.

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