Dal 21 luglio al 10 agosto la sede della BCC di Ostuni ospiterà LIMINAL, l'opera inedita dell'artista pugliese Enrica Anastasia Marangio, nell'ambito della più grande mostra diffusa d'Italia dedicata agli artisti emergenti under 35 promossa dal Gruppo BCC Iccrea
Dal 21 luglio al 10 agosto, presso la filiale Sede della BCC di Ostuni in Largo Monsignor Italo Pignatelli 2 a Ostuni, negli orari di apertura al pubblico, sarà esposta LIMINAL, opera inedita della giovane artista Enrica Anastasia Marangio.
L'inaugurazione della mostra si terrà alle ore 17:30 di martedì 21 luglio presso la stessa sede.
«Siamo profondamente orgogliosi di ospitare all’interno dei nostri locali un evento culturale di così grande rilievo che si inserisce nell'ambito di Futuri Emergenti Italiani, l'iniziativa promossa da BCC Arte&Cultura del Gruppo Bancario Iccrea per valorizzare i migliori talenti del panorama nazionale. Questa sinergia, insieme alla scelta di trasformare temporaneamente la Banca in uno spazio espositivo, rispecchia fedelmente la nostra missione di Credito Cooperativo: essere un punto di riferimento economico ma anche un motore di crescita sociale e culturale per il nostro Territorio, al quale restituire valore. Inaugurare questa mostra svelando un’opera inedita di Enrica Anastasia Marangio ci emoziona particolarmente. Sostenere una giovane designer e artista pugliese significa scommettere sul futuro e sulla creatività» - dichiara il Presidente della BCC di Ostuni Francesco Zaccaria.
Enrica Anastasia Marangio (classe 1993) è una designer e artista nata in Puglia, attualmente con base a Milano. Laureata in Design Industriale al Politecnico di Bari e con un Master in Fashion and Visual Culture presso l’Università IUAV di Venezia, sviluppa una pratica che intreccia progettazione, ricerca materica e sperimentazione.
Il suo percorso si articola tra Italia e Belgio, dove entra in contatto con contesti artistici e progettuali transdisciplinari. Ha collaborato con studi, brand e artigiani, lavorando tra product design, interior e sviluppo custom made. Dal 2017 al 2024 fonda Rito Collection Atelier, progetto che avvia una ricerca sul vetro e sulla vetrofusione come pratica narrativa e progettuale.
Oggi EAM Studio rappresenta la sintesi di una pratica indipendente orientata alla produzione di oggetti e opere sospese tra funzione e presenza scenica, sviluppate attraverso un approccio sperimentale, materico e processuale.
Esiste una soglia che non è ancora dentro e non è più fuori. La sala d'attesa di una banca è uno di questi luoghi: spazio liminale per definizione, sospeso tra il prima e il dopo, tra l'intenzione e il compimento.
Liminal abita questo interstizio. L'opera si presenta come un totem, un menhir domestico: due aste in tubolare rettangolare che reggono un disco in vetro fuso, irregolare, organico. La geometria è controllata ma non rigida — le aste saldate a L tradiscono un'inclinazione, quasi dettata dal peso, dalla stanchezza del sostenere. Come chi aspetta da troppo tempo.
Tra le due aste è sospeso un disco in vetro fuso. Irregolare, organico, volutamente imperfetto. Nella lontananza appare quieto. Per prossimità, la texture si rivela: il vetro trattiene la luce e la restituisce lentamente, come un lago immobile che riflette qualcosa che non si vede.
Due LED lo attraversano da dietro — il simbolo universale della pausa — e trasformano la materia in centro pulsante. I cavi elettrici sono lasciati a vista, dichiarando la propria presenza dentro la forma. Nessuna dissimulazione. Come in una sala operatoria, come nei circuiti di un androide che prende vita: il sistema nervoso dell'opera è esposto, visibile.
L'oggetto appare quieto, misurato. Ma quella quiete è il risultato di una forza compressa — equilibrio instabile tra controllo e fragilità, tra la solidità del metallo e la vulnerabilità del vetro.
Liminal riflette sulla condizione esistenziale dell'attesa come forma di attenzione: «L'attenzione è la forma più rara e pura della generosità.» Attendere significa rendersi disponibili, svuotarsi per ricevere. C'è qualcosa di sacro e potente nella zona d'indistinzione — in quel tempo sospeso in cui non si è ancora ciò che si sta per diventare.
L’iniziativa espositiva rientra in “Futuri Emergenti Italiani”, la mostra diffusa più grande d’Italia dedicata all’arte emergente under 35, promossa dal Gruppo Bancario Iccrea nell’ambito del macro-progetto BCC Arte&Cultura, dedicato alla valorizzazione dell’Arte e della Cultura dei territori custoditi dalle BCC e sostenuto da Fondosviluppo (Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione).
Il progetto sull’arte emergente, lanciato in anteprima a dicembre dello scorso anno a Milano, presenta al pubblico le opere del catalogo “Futuri Emergenti Italiani” (Ecra – Edizioni del Credito Cooperativo, aprile 2026), una mappatura a cura di Cesare Biasini Selvaggi e di un comitato scientifico appositamente istituito (Mario Bronzino, Simone Ceschin, Anna Mostardi, Matteo Scabeni), con oltre 100 artisti under 35 selezionati che, dal nord al sud del Paese, incontrano le loro comunità di origine grazie alle Banche di Credito Cooperativo che li ospitano all’interno dei loro spazi.

0 Commenti