Multiservizi, UGL: “Basta prese in giro. La regione dia risposte ai dipendenti ISCOT di Melfi”



“Basta proclami, basta immobilismo. I dipendenti ISCOT di Melfi non possono continuare a pagare sulla propria pelle le difficoltà dell’industria e le incertezze dell’indotto Stellantis”.

È quanto denunciano Domenico Pezzolla, segretario UGL Igiene Ambientale di Potenza, e Giuseppe Palumbo, segretario provinciale UGL Potenza, intervenendo sulla situazione dei lavoratori ISCOT impiegati nei servizi all’interno dello stabilimento di Melfi.

“Da troppo tempo assistiamo allo stesso copione: riduzione delle attività, ammortizzatori sociali, incertezza sulle ore lavorate e sul reddito, appalti e programmazione che non danno garanzie sul futuro. Nel frattempo, dalla politica arrivano rassicurazioni e annunci, ma ai lavoratori servono risposte concrete. È inaccettabile che siano sempre gli operai degli appalti a diventare il primo bersaglio quando il sistema industriale entra in difficoltà. I lavoratori ISCOT non sono un ammortizzatore umano e non possono essere considerati lavoratori di serie ‘B’. Chi governa la Basilicata – proseguono Pezzolla e Palumbo – deve smettere di limitarsi agli annunci. Se esiste una strategia per il rilancio dell’automotive e dell’indotto Stellantis, vogliamo sapere quale futuro è previsto per i dipendenti ISCOT di Melfi. La Regione non può chiedere ai lavoratori pazienza mentre le loro famiglie vivono nell'incertezza. Servono fatti, non comunicati: continuità occupazionale, garanzie sul lavoro e una programmazione seria degli appalti”.

La UGL chiede quindi l’apertura immediata di un tavolo regionale sui Multiservizi e sull’indotto, con Regione Basilicata, Presidenza della Giunta, assessorato alle Attività Produttive, Stellantis, ISCOT e organizzazioni sindacali.

“Chiediamo al presidente Vito Bardi e all’assessore Francesco Cupparo di uscire dalla logica degli annunci e di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Un tavolo senza impegni e scadenze sarebbe soltanto l’ennesima presa in giro per i lavoratori”.

Pezzolla e Palumbo concludono:

“Il tempo delle promesse è finito. Non accetteremo che la precarietà diventi la normalità e che ogni crisi venga scaricata sui lavoratori. Dietro ogni dipendente ISCOT c’è una famiglia, non un numero di matricola. Chiediamo una cosa semplice: lavoro, continuità, dignità e futuro. Se continueranno ad arrivare soltanto parole, la UGL valuterà, insieme ai lavoratori, tutte le iniziative sindacali necessarie”.

Basta proclami. Basta immobilismo. Per i dipendenti ISCOT di Melfi ora servono risposte e fatti.


 

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