"Quale strategia guida la Regione Basilicata nelle sue scelte in tema di aeroporti? La domanda nasce dal contrasto sempre più evidente tra l’attenzione riservata agli scali delle regioni limitrofe e il destino della Pista Mattei di Pisticci Scalo, indicata per anni dallo stesso Governo regionale come futuro 'Aeroporto di Basilicata', ma ancora in attesa di una gestione operativa". Lo afferma la consigliera del gruppo Movimento 5 Stelle, Viviana Verri, precisando che :"poche settimane fa il presidente Bardi ha annunciato, insieme al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, la volontà di denominare 'Scalea-Maratea' lo scalo aereo di Scalea, che secondo quanto dichiarato dovrebbe entrare in attività da gennaio 2027. L’obiettivo, nelle parole dello stesso Bardi, è dare maggiore visibilità alla Basilicata sulle rotte aeree e rafforzare l’attrattività internazionale dell’intero comprensorio. Una scelta che può avere una sua logica, ma che rende ancora più evidente una domanda: perché la Basilicata continua a guardare alle infrastrutture aeroportuali delle regioni vicine senza riuscire a mettere pienamente a frutto quella che possiede sul proprio territorio?"
"Adesso apprendiamo che la Regione sta lavorando anche sul versante dell’aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi e del Cilento, dove - afferma Verri - nel prossimo mese di novembre sarà trasferita una parte dei voli normalmente operati su Napoli-Capodichino, che resterà chiuso per lavori alla pista. La Basilicata è socia con circa il 6,7% del Consorzio Aeroporto Salerno Pontecagnano, azionista di minoranza di GESAC, società che gestisce gli aeroporti di Napoli e Salerno, e la Regione ha annunciato l’intenzione di ricalibrare verso Salerno alcuni collegamenti oggi diretti a Napoli. Anche questa è un’opportunità che è giusto cogliere. Ma proprio questa situazione rende legittimo chiedersi dove sarebbe oggi la Basilicata se, negli anni agli annunci sulla Pista Mattei, fosse seguita una programmazione capace di portarla davvero all’operatività. Non ha senso sostenere che nelle condizioni attuali la struttura avrebbe potuto accogliere i voli trasferiti da Napoli. Ha senso, invece, chiedersi perché la nostra regione sia arrivata ancora una volta a un appuntamento importante della mobilità aerea senza poter contare su una propria infrastruttura pienamente operativa".
"Il confronto con quanto accade intorno a noi è significativo. Per l’aeroporto di Salerno - prosegue la consigliera - la prima fase di sviluppo ha comportato investimenti per circa 80 milioni di euro, su un programma complessivo da 223 milioni. La Regione Calabria ha previsto circa 2 milioni di euro per l’efficientamento dell’aviosuperficie di Scalea e il 24 giugno scorso ha sottoscritto con ENAC, ENAC Servizi e Comune di Scalea l’accordo per avviarne la trasformazione in aeroporto territoriale. Sulla Pista Mattei, invece, gli interventi più recenti di adeguamento infrastrutturale e impiantistico sono stati finanziati dalla Regione Basilicata con 1,5 milioni di euro, all’interno di una vicenda molto più lunga e caratterizzata negli anni da ulteriori finanziamenti, lavori, progetti e procedure che ancora non hanno portato alla piena operatività della struttura. Il problema, quindi, non è soltanto quanto si spende, ma quale risultato produce la programmazione. A Pisticci il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Matera ha pubblicato lo scorso giugno l’avviso di preinformazione per l’affidamento in concessione della gestione operativa della Pista Mattei. Il passaggio successivo dovrà essere il bando di gara vero e proprio. È certamente un avanzamento, ma arriva dopo anni di annunci sulla trasformazione della struttura nell’'Aeroporto di Basilicata'".
"Restano - continua Verri - soprattutto da sciogliere i nodi strategici. Quale funzione concreta dovrà avere la Pista Mattei nel sistema della mobilità regionale e interregionale? Come sarà integrata con la ZES unica del Mezzogiorno e con il sistema produttivo e logistico della Valbasento? Quali investimenti e quale percorso autorizzativo sono previsti per sviluppare un’infrastruttura che oggi dispone di una pista lunga circa 1.400 metri? E quale tipologia di traffico, di aeromobili e di collegamenti si intende realmente rendere possibile? Sono queste le risposte che servono per capire se esiste davvero una strategia aeroportuale della Basilicata. Per trovarle, però, Bardi e la sua Giunta dovrebbero correggere quello strabismo che continua a portare lo sguardo verso le infrastrutture delle regioni vicine mentre quella lucana continua ad aspettare di conoscere il proprio futuro".

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