M5S: ''Quella tenda ha tenuto, adesso la Regione faccia la sua parte''


Oggi, nella sede di Confindustria Basilicata, è stato firmato l’accordo con cui C Industries rileva i rami d’azienda della Pmc Automotive e della Brose di San Nicola di Melfi e, insieme a essi, tutti i 150 lavoratori. Il passaggio avverrà senza interruzione del rapporto di lavoro, con il contratto nazionale dei metalmeccanici e con l’anzianità di servizio che ciascuno ha maturato. Per il 13 ottobre è previsto l’atto notarile che renderà tutto vincolante: sarà passato esattamente un anno dal giorno in cui quegli operai hanno montato la loro tenda davanti ai cancelli.

Quel 13 ottobre avevano davanti due possibilità. Potevano tornarsene a casa uno alla volta, ciascuno a cercarsi un altro lavoro come poteva, oppure restare insieme e chiedere di rientrare in fabbrica, anche sotto una nuova proprietà e con una produzione diversa. Hanno scelto la seconda strada e l’hanno percorsa per un anno intero, d’inverno e d’estate. I tavoli al Ministero, l’accordo di luglio e la firma di oggi discendono da quella scelta. Il merito è prima di tutto loro, e con loro delle organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm e Fismic, che insieme alle segreterie nazionali hanno portato quella richiesta fino a un accordo scritto.

In quella tenda siamo state molte volte. Ci abbiamo trovato persone disposte a sacrifici di cui si parla poco: chi era vicino alla pensione ha anticipato l’uscita, gli impiegati hanno accettato di rientrare con la qualifica di operaio, rinunciando a un inquadramento costruito in anni di lavoro. Li ringraziamo per averci accolte ogni volta e per aver condotto un anno di presidio con una compostezza che nessuno ha mai potuto mettere in discussione.

Adesso bisogna dire con la stessa chiarezza che cosa manca. Lo hanno scritto oggi anche i sindacati: restano da completare autorizzazioni e procedimenti amministrativi senza i quali il nuovo insediamento non può partire, e questa parte spetta alla Regione Basilicata. L’assessore allo Sviluppo economico ha rivendicato più volte il ruolo del suo dipartimento in questa vertenza. Ne prendiamo atto, e ci aspettiamo che lo stesso impegno si veda ora, nella parte che dipende soltanto dalla Regione. Il progetto prevede il trattamento di rifiuti elettrici ed elettronici e di pneumatici fuori uso, oltre a un impianto per la produzione di bitume: le autorizzazioni devono arrivare in tempi certi e con controlli seri, perché un insediamento di questo tipo ha bisogno della fiducia di chi vive intorno tanto quanto dei permessi.

Seguiremo ogni passaggio, in Consiglio regionale e fuori: l’atto del 13 ottobre, il tavolo di monitoraggio fissato al Ministero per il 23 novembre, l’avvio delle attività atteso tra la fine dell’anno e l’inizio del 2027. Considereremo chiusa questa vertenza soltanto il giorno in cui questi lavoratori torneranno a lavorare dentro uno stabilimento, e non più davanti a un cancello.

Questa vicenda parla anche all’intera area industriale di San Nicola di Melfi. Un capannone messo a disposizione da Stellantis, un imprenditore lucano che ha scelto di investire e un progetto che guarda oltre l’automotive hanno tenuto insieme centocinquanta posti di lavoro: si può fare, dunque. Le altre vertenze ancora aperte nell’indotto, però, non possono dipendere dalla resistenza di chi è disposto a passare un anno sotto una tenda. Serve una politica regionale di reindustrializzazione che si muova prima che le crisi esplodano, e non soltanto dopo.


Gli operai della Pmc e della Brose hanno chiesto oggi che la loro lotta sia di esempio per tutti i lavoratori della zona industriale. Hanno ragione. E crediamo che quell’esempio debba valere anche per chi governa questa regione.


Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)

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