Potenza-Melfi, Bochicchio: basta disagi, completare i lavori



La riapertura della Potenza-Melfi, attesa da oltre un anno, è una buona notizia. Ma cancellazioni, ritardi e carenze nell’assistenza, segnalati già nei primi giorni, richiedono risposte immediate. Chi prende il treno per lavorare, studiare o curarsi deve poter contare su un servizio affidabile". Lo dichiara il capogruppo socialista in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio.

"Abbiamo apprezzato la relazione dell’assessore Pepe sulle infrastrutture, ma tra le carte e la realtà esiste uno iato che non possiamo ignorare. Per questo avevamo suggerito di abbassare i toni di una narrazione che stride con i problemi quotidiani dei pendolari lucani. I risultati si misurano anche sulle banchine delle stazioni, nell’esperienza di chi aspetta un treno e deve arrivare in orario. La lettera di una professoressa pendolare, che insegna nei Licei di Rionero in Vulture e Melfi – prosegue Bochicchio – racconta di una corsa cancellata con un preavviso insufficiente a organizzarsi e di un ritardo che l’avrebbe costretta a cercare un passaggio privato per raggiungere la scuola. Trenitalia e RFI devono chiarire, ciascuna per le proprie competenze, che cosa sia accaduto e come intendano evitare il ripetersi di questi disservizi. I pendolari lucani non sono passeggeri di serie B. Servono informazioni tempestive, assistenza e alternative concrete quando una corsa salta. Il rimborso di un biglietto non restituisce il tempo perso e non compensa le difficoltà subite".

"La riapertura della Potenza-Melfi, inoltre, non risolve i problemi dell’intera Potenza-Foggia. Come ho già evidenziato, resta da ripristinare la tratta tra Melfi e Rocchetta Sant’Antonio-Lacedonia, interrotta per la criticità della galleria Capraia 2. Occorre conoscere lo stato dei lavori, gli interventi ancora necessari e i tempi per restituire continuità al collegamento verso Foggia. Va poi completata l’elettrificazione Rocchetta-Potenza, prevista da RFI nel 2027. Anche su questo servono scadenze verificabili e un controllo costante dell’avanzamento dei lavori. Serve chiarezza anche sulla catena di comando – aggiunge il Capogruppo socialista – perché i lavoratori della Basilicata spesso non sanno con chi confrontarsi e si sentono disorientati e abbandonati a sé stessi. Manca una regia riconoscibile e manca un rapporto stabile tra le associazioni dei pendolari e la Regione. Si ha la sensazione che l’offerta commerciale sia calibrata più sulle esigenze logistiche di Trenitalia che sulle necessità dei viaggiatori. Occorre chiarire anche la questione della chiusura della rimessa di Potenza e del ricorso al rifornimento dei mezzi diesel a Taranto, spiegando quanto questa organizzazione condizioni gli orari e limiti la possibilità di adeguare il servizio alle reali esigenze degli utenti".

"La Regione promuova subito un confronto con Trenitalia e RFI, coinvolgendo i rappresentanti dei pendolari e soprattutto i sindacati. Bisogna verificare il servizio offerto dalla riapertura e ottenere impegni precisi sulla regolarità delle corse, sull’assistenza in caso di disservizi e sul completamento delle opere. La Regione deve esercitare fino in fondo il proprio ruolo di programmazione e controllo, dando conto ai cittadini dei risultati. La qualità del trasporto pubblico – conclude il Consigliere regionale – si misura sulla possibilità di arrivare a destinazione in orario, senza vivere ogni viaggio nell’incertezza. Alla riapertura devono seguire un servizio regolare, il completamento dei lavori e collegamenti migliori. È su questi risultati che misureremo gli impegni assunti verso i lucani, che non sono cittadini di rango inferiore".

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