Giovani, Bochicchio: la Basilicata deve offrire un futuro

 

“L’Italia non è un Paese per giovani e la Basilicata purtroppo lo è ancora meno. Le difficoltà nel trovare un lavoro dignitoso, nel rendersi autonomi e nel costruire il proprio futuro costringono troppi ragazzi ad abbandonare il territorio in cui sono nati. Ma le proteste di questi giorni ci consegnano anche un altro messaggio, quello di giovani che non intendono rassegnarsi e chiedono di partecipare alle scelte che riguardano le proprie comunità. La politica ha il dovere di ascoltarli, perché limitarsi a criminalizzare la protesta è già una forma di strumentalizzazione. Occorre distinguere le legittime manifestazioni di dissenso da eventuali episodi di violenza, che vanno sempre condannati, senza fare di tutta l’erba un fascio per nascondere i problemi reali”. Lo dichiara il capogruppo socialista in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, che aggiunge: “La partecipazione degli studenti, anche in Basilicata, alle mobilitazioni contro il carovita è un segnale importante". 

"Accanto ad agricoltori, commercianti, lavoratori e famiglie, i giovani hanno fatto sentire la propria voce, dimostrando consapevolezza delle difficoltà del territorio. Non chiedono soltanto risposte per il presente, ma prospettive per il domani. Una comunità che perde le proprie nuove generazioni rischia di perdere il proprio futuro. Da tempo – prosegue Bochicchio – sosteniamo la necessità di rivedere la legge regionale n. 11 del 2000 sul riconoscimento e la promozione del ruolo delle giovani generazioni nella società regionale". 

"Dopo oltre venticinque anni - precisa il Consigliere regionale - servono strumenti nuovi per valorizzarne la partecipazione, le competenze e il contributo alla crescita della Basilicata. In questa direzione stiamo lavorando a una proposta di legge sul Patto di rientro programmato delle competenze giovanili, che ci apprestiamo a depositare in Consiglio regionale. L’elemento innovativo è la possibilità di collegare fin dall’inizio, ove possibile, i percorsi di formazione e specializzazione dei giovani fuori regione ai fabbisogni professionali delle imprese e del territorio, programmando così le condizioni per il loro successivo rientro. L’obiettivo è valorizzare in Basilicata le competenze acquisite. Un intervento rivolto non soltanto ai laureati, ma anche a tecnici, artigiani e altre professionalità specializzate”.

“L’emigrazione giovanile non è un destino inevitabile – sottolinea il capogruppo socialista – né basta invitare i ragazzi a restare. Partire per studiare e formarsi può rappresentare un’opportunità, ma non deve diventare una scelta obbligata e senza ritorno. Occorre intervenire sulle condizioni concrete, dal lavoro alla casa, dai servizi alla formazione, per restituire ai giovani la libertà di scegliere dove costruire la propria vita”.

“Le proteste di questi giorni – conclude Bochicchio – ci ricordano che la crisi economica e sociale della Basilicata mette in discussione anche il futuro delle nuove generazioni. Ai giovani che scendono in piazza dobbiamo rispondere con l’ascolto e scelte concrete. Vogliamo una Basilicata che sia davvero una regione dei giovani, nella quale restare o tornare sia una possibilità reale e partecipare alla vita delle comunità un diritto pienamente riconosciuto”.

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