«Oggi Irsina vivrà una giornata che, da cittadino prima ancora che da amministratore, considero davvero speciale: la Chiesa di San Francesco sarà ufficialmente restituita alla comunità dopo un importante intervento di recupero e ristrutturazione».
A sottolinearlo è il consigliere regionale Nicola Morea, alla vigilia della cerimonia di inaugurazione della storica chiesa irsinese, uno dei luoghi di culto e dei beni culturali più preziosi della città, conosciuto anche per la straordinaria ricchezza artistica della sua cripta e dei suoi affreschi.
«Quello di San Francesco – sottolinea Morea – è il risultato di un lavoro iniziato diversi anni fa e portato avanti con determinazione, attraverso un percorso istituzionale non semplice ma nel quale abbiamo sempre creduto.
Appena insediato nel ruolo di Sindaco, nell’ormai lontano 2015, iniziammo un percorso con la Prefettura teso a salvaguardare l’inestimabile patrimonio. Dopo un primo finanziamento per gli affreschi della cripta, nel 2022 fu stanziata la somma di 1,85 milioni di euro destinata all’intervento sulla chiesa, nell’ambito delle risorse del Ministero dell’Interno – Fondo Edifici di Culto. Da quel momento è iniziato un percorso fatto di progettazione, autorizzazioni, tavoli tecnici e procedure amministrative che oggi ci consegna un risultato concreto».
Un percorso nel quale Morea, allora sindaco di Irsina, rivendica il ruolo dell’Amministrazione comunale: «Da sindaco ho combattuto, insieme ai miei compagni di viaggio, ai Sindaci Gaetano Garzone e Giuseppe Candela e a tanti amministratori e rappresentanti delle istituzioni, perché questo sogno diventasse realtà. Abbiamo insistito, sollecitato, seguito ogni passaggio e costruito una rete istituzionale con un unico obiettivo: restituire a Irsina uno dei suoi gioielli più preziosi».
Il consigliere regionale rivolge quindi un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento dell’obiettivo: «Voglio ringraziare innanzitutto i Prefetti Sante Copponi e Cristina Favilli, che hanno seguito nelle diverse fasi questo importante intervento, l’attuale prefetto di Matera Maria Carolina Ippolito, la già Soprintendente Luisa Tomaj, il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, il RUP ingegner Enzo Galdiero, i progettisti, gli uffici e tutte le professionalità che hanno lavorato al progetto. Un ringraziamento particolare va anche all’impresa appaltatrice, che ha eseguito gli interventi con grande professionalità e nei tempi attesi».
La restituzione della chiesa si inserisce, inoltre, in un più ampio percorso di recupero del patrimonio storico e artistico di San Francesco. «Parallelamente – ricorda Morea – sono stati realizzati importanti interventi sugli straordinari affreschi della cripta, per i quali sono state stanziate ulteriori risorse. E l’Amministrazione Comunale sta lavorando alla piena valorizzazione del convento di San Francesco, attiguo alla chiesa, attraverso il finanziamento del Bando Borghi.
Questa è la dimostrazione di come, quando le istituzioni lavorano insieme, sia possibile non soltanto mettere in sicurezza un bene, ma restituirgli una funzione, un futuro e una nuova capacità di raccontare la storia della nostra comunità».
«Oggi – conclude Morea – possiamo finalmente vedere il risultato di una battaglia iniziata anni fa. San Francesco non è semplicemente una chiesa che riapre: è un pezzo dell’identità di Irsina che torna alla sua comunità. È un luogo che potrà nuovamente essere vissuto, visitato e ammirato e che rappresenta una straordinaria opportunità anche per la valorizzazione culturale e turistica del nostro centro storico.
Da Sindaco avevo promesso che avremmo fatto tutto il possibile per riportare questo gioiello alla luce. Oggi quella promessa è mantenuta. E la soddisfazione più grande è sapere che San Francesco torna finalmente a essere di tutti gli irsinesi e le irsinesi».

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