È una situazione che non può più essere affrontata con il silenzio o con ulteriori rinvii.
In Basilicata i sussidi destinati ai pazienti talassemici e nefropatici, compresi quelli sottoposti a emodialisi o trapiantati, risultano fermi allo scorso mese di luglio e, allo stato attuale, non c’è la necessaria copertura finanziaria per garantire la prosecuzione delle erogazioni.
Il dato più grave è che le risorse necessarie a far fronte a questa situazione non sono state previste neanche nell’Assestamento del bilancio regionale 2026-2028 approvato dalla maggioranza in Consiglio regionale il 25 settembre scorso.
L’ibrida coalizione che sostiene Bardi ha, quindi, approvato l’Assestamento senza dare una risposta concreta a cittadini che attendono da mesi un sostegno economico previsto dalla Regione.
Non siamo di fronte a un semplice ritardo burocratico. Parliamo di persone affette da patologie croniche e invalidanti, che devono affrontare cure e terapie continue e che spesso sostengono costi rilevanti anche per gli spostamenti e per tutto ciò che è necessario alla gestione della propria condizione.
A rendere ancora più insostenibile questa situazione è il particolare momento economico che stanno vivendo le famiglie.
L’aumento del costo della vita, il peso delle bollette energetiche e i vertiginosi rincari dei carburanti stanno comprimendo ulteriormente i bilanci familiari.
Chiedere a queste persone di attendere ancora mesi per ricevere somme loro spettanti significa aggravare una condizione di difficoltà già pesantissima.
La Regione deve assumersi fino in fondo la propria responsabilità e individuare immediatamente le risorse necessarie per garantire il pagamento delle mensilità arretrate e la continuità dei sussidi.
Non si può pensare di rinviare il problema al prossimo provvedimento di bilancio.
Per questo ho presentato una interrogazione consiliare per chiedere alla Giunta regionale di chiarire le ragioni per le quali i pagamenti siano fermi a luglio, quantificare le risorse necessarie, spiegare perché tali somme non siano state inserite nell’Assestamento approvato il 25 settembre e, soprattutto, indicare tempi certi per lo stanziamento delle risorse e il pagamento di quanto dovuto.
Quando sono in gioco persone fragili e famiglie che già sostengono il peso quotidiano della malattia, le risorse per garantire questi diritti devono essere una priorità.
La Regione deve intervenire subito.
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