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martedì 12 novembre 2019

Perrino (M5S): "Total e le dichiarazioni dell’ex Generale Conti sulla tenuta sismica dei pozzi"

POTENZA - Mentre si attendono i dettagli dell’accordo per la concessione a Total per l’avvio delle attiività di Tempa Rossa e gli sviluppi della trattativa con ENI, crediamo sia doveroso da parte nostra chiedere chiarezza sulle criticità ambientali che le attività di estrazione comportano.

Nelle settimane scorse avevamo segnalato lo strano caso delle delibere regionali che riportavano episodi di inquinamento, in alcuni casi, risalenti addirittura a 19 anni e che hanno interessato diverse zone dell'intero territorio regionale sulle quali insistono delle concessioni di coltivazione di idrocarburi.

Oggi vogliamo riportare all’attenzione della giunta quanto emerso da rivelazioni riguardo alla morte dell’ex Generale della Forestale, Guido Conti. Conti, 58 anni, si era congedato dalla Forestale ed era stato assunto proprio dalla TOTAL E&P Italia per occuparsi della sicurezza ambientale anche dell’impianto di Tempa Rossa. Un incarico durato pochissimo: Conti, infatti, decise di dimettersi dopo soli 15 giorni per poi essere ritrovato esanime, il 17 novembre 2017, nelle campagne in provincia dell’Aquila. Tuttavia in quel breve lasso di tempo, Conti aveva avuto modo di lavorare in Basilicata e prendere contezza della situazione dell’impianto di Tempa Rossa. Secondo un articolo del Quotidiano di Basilicata del 26 maggio 2019, dalle indagini sarebbero emerse le motivazioni che spinsero l’ex Generale Conti a dare le dimissioni dal suo nuovo incarico in Total: in particolare, si parla di una discussione sulle misure da adottare per il consolidamento di un vecchio pozzo ereditato da Eni assieme al resto della concessione Tempa Rossa, perché “in caso di terremoto la struttura non avrebbe una tenuta dinamica sufficiente”.

Questa affermazione che viene attribuita all’ex Generale Conti ci dà l’opportunità di porre alcuni quesiti alla Giunta Bardi anche in vista dell’accordo con Total, accordo che sarebbe in dirittura d’arrivo. Aspetti economici dell’accordo a parte, abbiamo chiesto attraverso un’interrogazione delucidazioni sulla conformità antisismica dell’impianto di Tempa Rossa e sulle eventuali verifiche poste in essere dagli uffici regionali a seguito delle indiscrezioni emerse dal tragico caso del generale Conti. Così in una nota Gianni Perrino, portavoce M5S Basilicata - Consiglio regionale.

lunedì 11 novembre 2019

Nova Siri: ieri il Gruppo Pro Ambiente ha raccolto 5 chili di mozziconi

NOVA SIRI - Ieri, 10 novembre 2019 a Nova Siri in Viale Siris si è svolto un nuovo incontro di azione ed opinione nel proseguimento degli scopi che il Gruppo Pro Ambiente si è prefisso, quelli di poter dichiarare Nova Siri città turistica accogliente ripulita completamente dai mozziconi (causa principale di morte dei pesci e inquinamento dei mari) e da altri inquinanti. Anche in questa occasione, in una sola ora, sono stati raccolti 5 chili di mozziconi che altrimenti alle prime piogge sarebbero stati trascinati in mare. Questa iniziativa è stata l’occasione per conversare amabilmente con tutte le persone che si sono avvicinate, incuriosite da tale “strana” attività. I pareri e le opinioni che sono stati raccolti rappresentano una preziosa risorsa per il Gruppo che ne terrà conto nelle prossime iniziative. 

Ancora una volta il Gruppo Pro Ambiente non è in polemica in nessuno modo con niente e nessuno: il motivo per cui è nato e prosegue nelle sue attività è quello di credere fortemente nella possibilità di creare un posto più pulito dove vivere e di proporre, nelle opportune sedi, Nova Siri come città turistica accogliente, favorendo lo sviluppo fattivo di una economia circolare legata al turismo di qualità. Nova Siri è una città meravigliosa ma bisogna saper organizzare al meglio le risorse disponibili: “IO CI STO!” possiamo farcela.

venerdì 8 novembre 2019

Gemmato interroga il Governo sulle mancate compensazioni ambientali Eni


ROMA - “Ho chiesto al Governo, tramite un’interrogazione parlamentare, di voler chiarire se sussistano elementi normativi ostativi alla possibilità di addivenire a nuovi accordi tra ENI Spa e la Regione Basilicata sulle compensazioni ambientali, tenendo in debito conto la presenza e la necessità di tutelare le aree lucane protette e appartenenti alla rete Natura 2000 sulle quali insistono proprio alcuni impianti di estrazione”.

L’on. Marcello Gemmato, responsabile del Dipartimento Politiche del Mezzogiorno di Fratelli d’Italia, commenta così la presentazione dell’atto di sindacato ispettivo, cofirmato dal deputato Salvatore Caiata, al Ministro dello Sviluppo economico e al Ministro dell’Ambiente che ha lo scopo di fare chiarezza sulla mancata conclusione degli accordi tra Eni e l’ente lucano e la conseguente mancata erogazione delle compensazioni ambientali da parte della società petrolifera che, in regime di prorogatio, continua ad estrarre e, dunque, ad inquinare.

“Ho interessato sin da subito il partito di Fratelli d’Italia circa la volontà di Eni di non voler trattare con la Regione senza la proroga della concessione - afferma l’Assessore all’Ambiente Gianni Rosa - Non mi meraviglio che gli altri parlamentari lucani, che pure fanno parte, oggi, della maggioranza di Governo tacciano. Tace anche il Sottosegretario al MISE Liuzzi, che pure è lucana e che avrebbe dovuto mobilitarsi per prima. Si tratta di una questione troppo importante che coinvolge la tutela dell’ambiente e della salute dei Lucani. Ancora una volta, Fratelli d’Italia si schiera dalla parte dei cittadini e dei territori.”.

“La vicenda Eni – conclude l’on. Salvatore Caiata - è di una gravità inaudita. Eppure il Governo tace. Pd e Cinque stelle dimostrano quanto poco gli interessino i cittadini lucani e il nostro territorio che pure sfruttano come bacino di voti. Non è possibile che nell’agenda del MISE e del Ministero dell’Ambiente non si stiano prendendo provvedimenti per evitare questo sopruso.”

Ruoti: il comune promuove il Forum dei Sindaci a difesa dell’ambiente. Conclusa la prima riunione operativa


RUOTI - Si è tenuta giovedì 21, la prima riunione operativa del forum dei sindaci nel palazzo del Comune di Ruoti, un’assemblea questa atta ad arginare il fenomeno dell’eolico selvaggio in tutta la Basilicata. Erano presenti al tavolo una decina di sindaci del potentino, compreso il vice sindaco di Potenza e la Camera Forense ambientate. Il primo atto sarà una richiesta di una moratoria alla Regione Basilicata, in attesa della realizzazione del piano paesaggistico che dovrebbe a breve essere affidata all’Unibas.

I comuni che hanno già mostrato interesse per l’iniziativa sono una quarantina tra il potentino e il materano ma il forum resterà aperto a chiunque volesse aderire. L’obiettivo è sostenere la voce dei cittadini contro il proliferare di enormi aerogeneratori e bloccare la diffusione del mini eolico. Il Comune di Ruoti è il promotore dell’iniziativa protagonista da settimane con incontri, dibatti e manifestazioni di protesta.

“Riteniamo fondamentale che siano propri i livelli territoriali più prossimi ai cittadini a farsi portavoce della volontà della gente e contribuire alle decisioni in materia di autorizzazioni regionali o statali ” - dichiara il sindaco di Ruoti Anna Maria Scalise – “Stiamo lavorando alla stesura di un documento che dia voce ai sindaci lucani nel preservare il proprio territorio stando al fianco dei cittadini, per dare un segnale concreto e di vicinanza alla popolazione” - continua Scalise - “Il mio invito è quello di costituire un forum della partecipazione locale per l’ambiente e di sottoscrivere, unitamente alla Camera Forense Ambientale, un documento che parta da noi amministratori, custodi e garanti dell’ecosistema che rappresentiamo sia in termini paesaggistici che culturali. Insieme possiamo fare osservazioni ed avanzare proposte utili a tutelare e proteggere le nostre bellezze e realtà, nell’ottica di un reale sviluppo sostenibile, tanto alla Regione quanto ai Ministeri competenti, utilizzando tutti gli strumenti che la legge ma, prima ancora, la Costituzione, mette a disposizione.” -sottolinea Anna Maria Scalise - “Infatti un’azione congiunta di Comuni e Regione potrebbe portare a proposte di regionalismo differenziato, da parte dell’ente massimo territoriale, in materia di tutela dell’ambiente e del paesaggio. Diversamente, continueremo ad essere Primi cittadini muti destinatari di scelte superiori” – conclude il sindaco di Ruoti.

A Matera il convegno "Coltivare la Biodiversità"

MATERA - “Imparare a guardare la biodiversità per prendercene cura”. In un mondo che gira in fretta sembra che tutto sia scontato e poco ci si accorge della ricchezza, della varietà e della preziosità delle “opere del Signore”, di tutto ciò che ci circonda.

La Delegazione regionale dei Problemi sociali e del lavoro, organismo della conferenza Episcopale di Basilicata, organizza per venerdì 8 novembre 2019 alle ore 17:00, presso il Salone della Parrocchia San Giacomo - Via Benedetto Croce (angolo Via Trabaci) in Matera, un Convegno a respiro regionale dal titolo: “Coltivare la Biodiversità”.

Il professor Severino Romano, Ordinario di Economia Ambientale dell’UNIBAS, la dott.ssa Simona Loperte, Ricercatrice del CNR, l’Assessore regionale all’Ambiente, Dott. Gianni Rosa, S.E. Mons. Salvatore Ligorio, arcivescovo di Potenza-Muro Lucano Marsiconuovo, e S.E. Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina, tratteranno il tema delle biodiversità alla luce dell'Enciclica "Laudato si’" di Papa Francesco e con uno sguardo al territorio.

La Giornata del Creato, che si celebra da 14 anni il 1° settembre, é un’occasione per rendersi conto di quanto anche il territorio lucano sia ricco di tante varietà e specie di esseri viventi che lo popolano e che possono essere minacciati dall’incuria, dall’inquinamento, da un’economia distorta che mette al primo posto il profitto sulla cura, dalla sopraffazione dell’opera dell’uomo sul patrimonio naturalistico.

Le Chiese di Basilicata, sensibili al destino umano, economico e allo sviluppo integrale degli abitanti della Regione, già in altre occasioni si sono occupate di temi ambientali, si vuole ora intraprendere un percorso di maggiore attenzione e di dialogo con le Istituzioni, le parti sociali e con quanti hanno a cuore lo sviluppo, la tutela e la cura della “casa comune”.

giovedì 7 novembre 2019

Petrolio, Carella (Femca Cisl): Regione apra confronto con sindacati o portiamo disoccupati in piazza


"Sul petrolio la Regione è in fase di stallo". È quanto sostiene il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, che lamenta il mancato coinvolgimento dei sindacati ai tavoli negoziali con le compagnie petrolifere. "In particolare su Tempa Rossa è stato dilapidato un lavoro faticoso di mesi che - secondo Carella - andava completato con le opportune integrazioni. Per l’attuale governo regionale, invece, il sindacato quasi non esiste, viene sistematicamente escluso dalle varie trattative, col risultato che siamo in una situazione di impasse e si corre anche il rischio di creare una frattura tra i tre Comuni principalmente interessati a Tempa Rossa e il resto della regione. Per scongiurare una tale prospettiva - continua Carella - è necessario convocare un tavolo congiunto con le organizzazioni sindacali confederali e di categoria per un confronto costruttivo nell'interesse dei lucani. Insieme bisogna costruire un progetto industriale per la crescita dell'intera regione senza commettere gli errori fatti in Val d'Agri con Eni. Occorre creare delle linee guida sulla sicurezza, sulle relazioni con le comunità, sui perimetri contrattuali da rispettare nelle aziende dell'indotto che devono essere prioritariamente quelli dell'azienda madre con l'obiettivo di evitare i fenomeni di dumping contrattuale che si sono verificati in Val d'Agri. Bisogna puntare sulla crescita del tessuto industriale e dell'occupazione con la localizzazione di aziende solide che un colosso come Total può condizionare ad investire in Basilicata, in particolare in settori ad elevata tecnologia e di prospettiva come le energie rinnovabili e la chimica verde. Il diritto al lavoro è un diritto di tutti, non solo di chi è residente nei tre principali Comuni. Diversamente al sindacato non resterà altro che invitare il popolo lucano e tutti i disoccupati della regione a scendere in piazza per rivendicare quello che la costituzione italiana pone a fondamento della Repubblica: il lavoro".

Petrolio, Amatulli (Cisl): "Basta allo scontro di fazione, si lavori insieme nell'interesse del popolo lucano"


"Sul tema del petrolio sta accadendo quanto avevamo previsto: senza concertazione la politica annaspa. Ora subito un tavolo con le parti sociali per fare fronte comune nei confronti delle compagnie petrolifere e pretendere investimenti e lavoro". Così il segretario generale aggiunto della Cisl Basilicata, Giuseppe Amatulli, che bolla come "surreale il dibattito politico sul rinnovo della concessione Eni. Con il rimpallo delle responsabilità tra vecchia e nuova giunta - commenta Amatulli - non si va da nessuna parte e soprattutto non si fanno gli interessi del popolo lucano. In tempi non sospetti abbiamo evidenziato a più riprese i limiti di una gestione priva di una visione strategica di lungo periodo. Abbiamo criticato aspramente il modo in cui sono state impiegate le royalties e l'eccessiva timidezza che la politica locale ha tenuto nei confronti delle compagnie. Abbiamo anche invocato insieme a Cgil e Uil con interventi e documenti un cambio di marcia per fare della risorsa petrolifera una leva per attivare nuovi investimenti produttivi e posti di lavoro in settori collaterali. Di questo lavoro di elaborazione e proposta abbiamo lasciato ampie tracce. Ora è il momento di essere uniti perché divisi si perde. Per questo sollecitiamo ancora una volta il governo regionale a riaprire il tavolo del confronto con le forze sociali uscendo dalla logica dell'autosufficienza e dell'autoreferenzialità della politica. Nel 'Manifesto per il lavoro e la Basilicata 2030' che Cgil Cisl Uil hanno lanciato lo scorso 18 ottobre in un bagno di folla senza precedenti nella storia recente del movimento sindacale lucano - continua il segretario aggiunto della Cisl - abbiamo posto come priorità proprio la questione energetica con la richiesta rispetto agli accordi ventennali in scadenza tra Stato, Regione ed Eni di andare al di là delle autorizzazioni e di ragionare in termini di distretto energetico, anche attraverso la razionalizzazione delle royalties. Dunque, si mettano da parte le polemiche - conclude Amatulli - e si lavori insieme nell'interesse dei lucani".

mercoledì 6 novembre 2019

#Agrofor2030 - Agronomi e Forestali a Matera per la transizione del Paese verso la sostenibilità


MATERA - Primo, sicurezza alimentare. Secondo, città vivibili e comunità sostenibili. Terzo, sicurezza ambientale. Quarto, gestione delle foreste. Quattro linee guida, individuate tra i 17 obiettivi di Agenda 2030 che l’Onu intende raggiungere. Quattro temi che saranno discussi nei prossimi giorni (dal 7 al 9 novembre) nel corso del XVII Congresso Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali affinché la categoria possa diventare artefice della transizione ecologica e sociale del Paese verso la sostenibilità. E lo si farà a Matera, città metafora della trasformazione da promuovere per i luoghi di produzione di cibo: spazi funzionali alle tecniche produttive, belli e che esprimono l’identità di una comunità.

“Nei prossimi decenni la popolazione mondiale crescerà, il tasso di urbanizzazione globale aumenterà, la qualità della vita media auspicabilmente migliorerà. Ciò significa che crescerà il bisogno di cibo, ma anche il fabbisogno di acqua, di energia, di fibre tessili, di materie prime per l’industria chimica e così via. Tutto in un contesto mondiale che sta affrontando cambiamenti sociali, economici, ambientali. – afferma Sabrina Diamanti, Presidente CONAF – In questo scenario, gli attori del settore primario dovranno diventare protagonisti per garantire a tutti l’accesso a ciò di cui si avrà bisogno, in modo sostenibile: mantenendo la fertilità dei suoli, preservando la biodiversità, riducendo gli inquinamenti di aria e acqua. E i dottori agronomi e i dottori forestali dovranno essere protagonisti in Italia e nel mondo per far sì che i principi enunciati non restino utopia ma si trasformino in realtà. Lo possiamo fare perché nostra capacità professionale ci consente di sviluppare progetti e percorsi di crescita e di cooperazione per definire una strategia tecnico-alimentare e di sostenibilità ambientale per l’intero pianeta, offrendo soluzioni tecniche avanzate, nell’ interesse generale e in un’ottica di progresso sociale”.

L'Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Bari (Odaf Bari), tra le rappresentanze più numerose d'Italia, avrà un ruolo importante nell'appuntamento di Matera. “Nella tre giorni - spiega Giacomo Carreras, Presidente dell'Odaf Bari - verranno discusse con esempi virtuosi le capacità progettuali dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, il tipo di formazione e organizzazione necessarie alla categoria per superare le sfide future e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Agenda 2030, attraverso la definizione di linee guida che confluiranno nella redazione della Carta di Matera. Siamo davvero contenti della scelta di Matera, città a noi tanto cara e vicina non solo dal punto di vista strettamente geografico ma anche come mentalità, in quanto simbolo del riscatto. Quel riscatto, anche sociale, da pretendere laddove si produce cibo grazie all'opera dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali che attraverso il loro rapporto intimo con le imprese di produzione primaria e quelle legate alla trasformazione, riescono a trasferire innovazione, a riferire circa le esigenze delle aree agricole, rurali e forestali e ad esaltare i valori di tante pregiatissime zone del nostro Bel Paese".

lunedì 4 novembre 2019

Cillis (M5S): "Basta scempio eolico sul territorio di Pietragalla"

POTENZA - Abbiamo preso atto con piacere del NO espresso dall'intero arco consiliare del Comune di Pietragalla alle richieste di creazione di altri parchi eolici sul nostro territorio.

Come tutti sappiamo, nel nostro Comune già da qualche anno è presente uno dei primi e più grandi parchi eolici della regione, che a pieno regime di produzione raggiunge quasi i 20 MW.

Con il passare degli anni oltre al Comune di Pietragalla anche il territorio dei Comuni a noi limitrofi ha visto un proliferare di impianti più o meno grandi.

Ad oggi il numero degli impianti presenti è diventato davvero significativo nella sola Regione Basilicata sono presenti già 1409 impianti per complessivi 1242 MW e tutta un’altra serie di richieste di installazioni sono pendenti presso gli uffici Regionali e Ministeriali per le relative autorizzazioni.

Di queste nuove richieste, due parchi riguardano direttamente il Comune di Pietragalla, ed in particolare, uno di questi, che dovrebbe sorgere a Contrada Poggio d’oro, è di dimensioni davvero molto grandi, ovvero, per darvi un’idea il triplo di potenza rispetto a quello già esistente, infatti a regime arriverebbe ad una potenza di circa 54,6 MW.

Per quest’ultimo, essendo di potenza superiore ai 30 MW, è obbligatorio per legge, chiedere l’autorizzazione di VIA (valutazione impatto ambientale) al Ministero dell’Ambiente, cosa che la società EXENERGY S.r.l.s ha provveduto a fare in data 10 settembre 2019.

A tale proposito, vi vogliamo far notare come: l’altra richiesta di autorizzazione all’installazione di un Parco eolico in “Cozzo Staccata” la produzione totale stimata è di 29,27 MW, appena un poco sotto il limite di legge che impone la (VIA) Ministeriale.

Tornando alla richiesta di rilascio di VIA, chiunque abbia interesse, (Comuni, associazioni, o semplici cittadini) ha per legge 60 giorni per poter presentare le proprie osservazioni ed opposizioni, alla Commissione Ministeriale che dovrà occuparsi della pratica, in modo che questa possa valutare se sono pertinenti e motivate ai fini del rilascio o meno dell’autorizzazione.

Questa delle osservazioni al progetto è l’unica strada percorribile, e vorrei far notare inoltre che i termini di 60 giorni per la presentazione delle osservazioni e delle opposizioni alla procedura di VIA, decorrono dal giorno 25 settembre 2019, pertanto entro il 23 novembre 2019 devono essere inviate tramite PEC (posta elettronica certificata) al competente ufficio del Ministero dell’Ambiente.

Questa per grandi linee è la fotografia della situazione attuale, pertanto, crediamo che sia davvero importante e doveroso non solo da parte di tutte le Istituzioni coinvolte ai vari livelli, ma soprattutto da parte di ciascuno di noi fare alcune riflessioni su cosa ha comportato l’eolico per la nostra comunità. Ed alla luce di questo, considerare in proiezione ed in proporzione cosa potrebbe succedere se tutte le richieste pendenti dovessero essere accolte.

Insomma, una riflessione a 360 gradi, “sui pro” ed “i contro” rispetto a questa attività, un approfondimento per cercare di focalizzare quali sono stati o potrebbero essere i costi ed i relativi benefici per i cittadini di Pietragalla.

Partiamo da quelli che dovrebbero essere benefici,

Inizialmente, per i contratti stipulati prima del 2010 ai Comuni venivano riconosciute delle Royalties annuali in proporzione alla quantità di energia prodotta dagli impianti, a causa del boom di convenzioni, sono intervenuti i giudici che hanno sancito la fine delle royalties.

Successivamente il Ministero per lo sviluppo ha adottato delle linee guida che rimetteva alla conferenza dei servizi la SOLA possibilità di chiedere le così dette “opere di compensazione” che devono essere realizzate direttamente dagli operatori degli impianti impiegando il 3% del ricavato annuo della vendita di energia: chi vuole costruire un impianto in un certo territorio, vale a dire, si impegna a fornire anche dei servizi che ne mitighino l’impatto ambientale, tenendo conto delle sue caratteristiche e di quanto è grande.

Per fare qualche esempio di compensazioni, ed è anche il caso del Comune Pietragalla, sono stati realizzati, o potrebbero essere realizzati interventi di efficientamento energetico per l’illuminazione pubblica, la piantumazione di alberi, aree giochi per bambini, parcheggi ed interventi simili.

Per quanto riguarda i “contro”

L’installazione di impianti di generatori eolici comporta due tipi di problematiche:

la prima è la rumorosità dei sistemi, quindi l’inquinamento acustico;

la seconda è l’impatto paesaggistico delle torri eoliche.

L’inquinamento acustico potenziale di una turbina eolica è legato a due tipi di rumore: quello meccanico proveniente dal generatore e quello aereodinamico proveniente dalle pale del rotore.

Altro problema che si è aggiunto agli effetti acustici e paesaggistici è quello del disturbo legato all’effetto “giorno notte” che si ha durante le giornate di sole.

Per ridurre al massimo l’impatto ambientale e paesaggistico in paesi come la Danimarca, ad esempio, la maggior parte degli impianti sono stati collocati in mare aperto oltre l’orizzonte visibile dalle coste.

In conclusione ognuno di noi ha sotto gli occhi quello che è l’impatto che gli impianti già esistenti hanno avuto sul nostro paesaggio che credo possiamo dire sia già irrimediabilmente compromesso.

Pertanto le domande che facciamo in primo luogo come cittadini e facciamo sono:

non vi sembra che come Comune di Pietragalla abbiamo già contribuito sufficientemente alla pur doverosa transizione energetica in atto?

Non vi sembra che continuare su questa linea ci porti a compromettere definitivamente il nostro paesaggio?

Siamo disposti a compromettere, perché anche questo succederà, il valore immobiliare delle nostre case e dei nostri terreni?

Siamo disposti a peggiorare la qualità della nostra vita quotidiana?

Siamo veramente disposti a tutto questo in cambio di un parco giochi? Così in una nota Luciano Cillis, Portavoce alla Camera.

domenica 3 novembre 2019

Ruoti: sit-in contro l’eolico selvaggio

POTENZA - Un esempio di cittadinanza attiva e propositiva ha caratterizzato la mattinata di domenica 3 Novembre, che ha visto l’amministrazione comunale di Ruoti, unitamente alle associazioni ed ai diversi partiti locali, organizzare un sit-in nei luoghi della possibile installazione delle mega pale Eoliche del discusso progetto di “Serra Capanne”, che prevederebbe l’installazione di cinque aerogeneratori (da 5.6 mw ciascuno) e di una parte del cavidotto, proprio nel territorio boschivo di Ruoti.

“Un posto incantevole - afferma il Sindaco Anna Maria Scalise - che verrebbe deturpato dalla installazione di questi enormi aerogeneratori in modo irreversibile; l’intento dell’amministrazione è invece quello di valorizzare il lago ed il bosco attraverso percorsi turistici rientranti nei progetti della rete dei piccoli comuni”.

Tanti sono i cittadini che hanno partecipato e che si sono resi promotori di una raccolta firma nella comunità. Nella prossima settimana si terrà anche un consiglio comunale con l’approvazione di un apposito punto all’ordine del giorno in cui verranno sollevate le diverse osservazioni volte ad evitare l’installazione delle pale. L’obiettivo è quello di partire insieme ad altri Sindaci, molti dei quali si sono dichiarati disponibili, per portare avanti un unico e solo progetto di valorizzazione dei propri territori contro l’eolico selvaggio.

Galles, capodoglio spiaggiato con la pancia piena di plastica


ABERSOCH - L'elenco è straziante: una "grande quantità di teli di plastica blu" e "masse di corda" insieme ad altri "detriti" marini nello stomaco del capodoglio spiaggiato ormai senza vita all'inizio di questa settimana sulla spiaggia di Hell's Mouth ad Abersoch nel Galles. Secondo il British Divers Marine Life Rescue (BDMLR) è il primo capodoglio che si spiaggia in una località gallese dal 1913.

Nessun segno di collisione con un'imbarcazione, ad uccidere il cetaceo lungo sette metri e pesante sette tonnellate è stata con tutta probabilità proprio quella plastica che ha finito per ostruire il canale digerente. Il capodoglio, una specie ormai a rischio di estinzione la cui sopravvivenza è dunque minacciata dal gravissimo inquinamento ambientale del nostro mare. Un esame post mortem ha infatti rivelato che i due terzi dello stomaco di un cetaceo così grande erano occupati da plastica e solo un terzo da becchi di calamaro, che sono il cibo preferito di questi animali. Gli esperti ritengono che gli oggetti possano aver influito sulla capacità dell'animale di digerire il cibo ingerito e aver contribuito al suo stato di malnutrizione.

L'esame post mortem è stato condotto dal Cetacean Strandings Investigation Program, dalla Zoological Society of London e dal Marine Environmental Monitoring. Si pensa che l'animale facesse parte di un branco di capodogli trovati nelle acque a sud del Regno Unito. E' l'ennesima terribile e raccapricciante cartolina, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che arriva da un oceano sempre più devastato dall'inquinamento da plastica che dimostra la complicità dell'enorme materiale ingerito nel decesso del cetaceo. Teli di plastica blu e masse di corda insieme ad altri detriti marini sono tanti, è chiaro che sono stati ingeriti negli anni ma quello che è importante dire è che questi capodogli mangiano in profondità.

La riflessione che va fatta quindi è che questo nostro meraviglioso mare blu e fascinoso in superficie, nasconde sul suo fondo un tappeto di rifiuti del quale non abbiamo reale contezza. Le navi che passano buttano di tutto e gli esperti credono che la tristissima morte di questo capodoglio conferma che siamo arrivati ad una "situazione estrema". Tuttavia cetacei ma non solo. Sono sempre di più le tartarughe imprigionate dalla plastica. Greta Thunberg ha ragione: la vera emergenza non è il clima. Siamo noi.

sabato 2 novembre 2019

Presentata in Senato la Guida di Repubblica dedicata al Parco Nazionale del Pollino


ROMA - Un Parco che abbraccia due regioni, tre province e cinquantasei comuni. Un Parco pieno di natura e storia che si intersecano fra loro. Un luogo dove il tempo si è fermato, ma che ha saputo rinnovarsi mantenendo fede al suo impegno di tutela delle biodiversità. Questo è il Parco Nazionale del Pollino che negli ultimi dodici anni, grazie alla gestione del presidente Domenico Pappaterra, sta vivendo un periodo di nuovo splendore e rilancio ottenendo anche le attenzioni delle istituzioni mondiali che hanno certificato, di recente, la permanenza del Parco nella rete dei Geoparchi Unesco.

Mercoledì 30 ottobre a Roma, nella Sala Isma del Senato, il Parco Nazionale del Pollino è stato protagonista di una giornata nella quale è stato celebrato il suo grande valore e dove si è fatto il punto sulle attività finora svolte. L’occasione è stata la presentazione del volume de Le Guide di Repubblica, dedicata al Parco del Pollino, alla quale hanno partecipato un ministro, un ex ministro, tre sottosegretari e tanti esperti del settore. Un grande riconoscimento per una gestione capace di coniugare una grande attenzione per la tutela e lo sviluppo del territorio.

Alla presentazione della guida, edita dal gruppo Gedi, hanno partecipato: il presidente del Parco Domenico Pappaterra; il direttore delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa; il ministro dell’ambiente Sergio Costa; i tre sottosegretari di governo Roberto Morassut del Ministero dell’Ambiente, Anna Laura Orrico del Ministero per i Beni e le Attività culturali e Salvatore Margiotta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; l’ex ministro dell’ambiente e presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio; il dirigente della Divisione II – Biodiversità, aree protette, flora e fauna del Ministero dell’Ambiente Antonio Maturani, il critico d’arte e testimonial della guida Giuseppe Appella e il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri.

Una così alta e qualificata rappresentanza istituzionale ha voluto certificare che in questo momento il Parco Nazionale del Pollino rappresenta una buona prassi a livello nazionale e internazionale da cui prendere spunto; un risultato importante non solo per i territori di Basilicata e Calabria ma per tutta l’area del Mediterraneo. La presentazione nella Sala Isma è stata l’occasione per il ministro dell’ambiente Sergio Costa di confermare il lavoro fatto fino a questo momento dal suo dicastero per i parchi nazionali ovvero quello di fornire nuovi supporti finanziari per incrementare lo sviluppo e la tutela.

«Ho tenuto molto a essere presente a questo appuntamento perché in passato sono stato comandante regionale del Corpo Forestale della Basilicata, operando nei territori del Parco del Pollino e a questi luoghi sono molto legato – ha spiegato il ministro dell’ambiente Sergio Costa, sfogliando l’album dei suoi ricordi – In questi parchi noi ci dobbiamo credere. Sono lo scrigno della natura del Paese. Sono diversi fra loro ma complementari. Preservare i parchi significa conservare per i posteri e attendo con grande impazienza che ne entrino di prossimi. Per la prima volta ho indirizzato le risorse del ministero verso i parchi facendo arrivare nelle loro casse 85 milioni di euro. Il prossimo anno supereremo i 100 milioni. Abbiamo il dovere di non fare andare via le persone dalle nostre montagne e dalle nostre colline per dare continuità alle biodiversità; si potrebbe impiegare, ad esempio, una fiscalità di vantaggio come sostegno a chi vive in quelle zone per sistemare la propria casa o alle aziende green che vi operano. Se riusciremo a fare tutto questo noi avremo nuovi territori che vorranno creare parchi e zone protette. Per il Parco del Pollino ho queste prospettive e sono venuto qui proprio per proporvele».

Prima dell’intervento del Ministro dell’ambiente, il direttore de Le Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa ha spiegato il lavoro fatto per la realizzazione del volume sul Pollino. «È una guida veramente bella e questo avviene perché il Parco del Pollino è bello – dice il direttore – Se tutti conoscessero il sistema di difesa della natura attuato dai parchi in Italia ci sarebbe da essere orgogliosi. Il Pollino ha sempre mostrato grande forza e grande bellezza. È una cosa che si percepisce subito visitandolo. Il successo di questa guida è al di sopra di ogni nostra aspettativa. È l’emblema dell’Italia che funziona e io sono molto orgoglioso di aver fatto questo lavoro».

Orgoglioso è il Presidente del Parco Nazionale del Pollino che vede concretizzarsi un lavoro che parte da lontano. «Abbiamo fatto tutto questo per far conoscere ancora di più uno dei parchi più estesi d’Europa in cui vivono moltissime persone e che mette insieme due regioni e tre province – spiega Pappaterra – Da un lato perseguiamo le linee che ci dà il Ministero dell’Ambiente che sprona i parchi a stare dalla parte della sostenibilità ambientale e dall’altro cerchiamo di mettere in atto un turismo sostenibile. Le nostre attività di comunicazione vanno in questa direzione e scegliendo questa collaborazione con Le Guide di Repubblica abbiamo voluto rinnovare lo spirito di fiducia verso le nostre zone. La Guida presenta le tantissime bellezze del Parco del Pollino ed elenca i numerosi operatori turistici presenti sul territorio, inoltre abbiamo inserito le pratiche positive che hanno fatto del Parco una struttura di riferimento per il contesto nazionale e internazionale. Nei giorni scorsi a Siviglia abbiamo avuto la conferma della nostra presenza nella rete dei Geoparchi Unesco e il 2 dicembre, a Bruxelles, riceveremo la Carta Europea per il Turismo sostenibile nella fase due, dopo aver sostenuto la prima. Il nostro è un Parco che racconta la storia intrecciata alla natura sperimentando nuove forme di turismo».

Dopo la presentazione avvenuta a Roma nella Sala Isma del Senato, il volume de Le Guide di Repubblica dedicato al Parco Nazionale del Pollino torna a “casa” Venerdì 8 novembre a Civita, al Castello di Kruja dalle 17.30.

venerdì 1 novembre 2019

Matera: firmate le ordinanze per la prosecuzione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti

MATERA - Il Sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri, ha firmato l’ordinanza contingibile urgente in materia di igiene e sanità pubblica con cui intima alla società Cns di Bologna, e per esso alla sua impresa associata “Progetto Ambiente”, la prosecuzione del servizio di raccolta dei rifiuti nel territorio cittadino per il periodo dal 1° novembre al 15 novembre 2019.

Il provvedimento si è reso necessario per assicurare la continuità del servizio in seguito all’ingiustificato ritardo nella sottoscrizione dell’avvio delle attività da parte della società Cns di Bologna, che ha firmato il 12 settembre 2019 il contratto con cui si impegna a gestire il ciclo dei rifiuti nel sub ambito Matera 1. Il Cns aveva chiesto ai Sindaci del sub ambito, lo slittamento dei tempi di inizio del servizio dal 1° al 16 novembre 2019.

Con un'altra ordinanza, per motivi di igiene e sanità pubblica, il Sindaco di Matera ha disposto che la ditta Raccolio Srl di Bari, effettui il servizio di igiene urbana nelle zone artigianali Paip 1 e Paip 2 nel periodo che va dal 1° novembre al 15 novembre 2019, sempre nell'attesa della definizione dell’avvio delle attività previste dal contratto sottoscritto dal nuovo gestore (Cns).

Il servizio nelle aree di insediamento produttivo, in base alle previsioni del vecchio bando, era gestito in proprio dal Comune di Matera che non era nelle condizioni di proseguire negli interventi per la sopravvenuta indisponibilità di mezzi e uomini necessari all’espletamento delle attività.

giovedì 31 ottobre 2019

Forza Italia Basilicata sulla questione petrolio in Basilicata


POTENZA - Il 24 Marzo i Lucani, a gran voce, hanno scelto la strada del cambiamento, desiderosi di mettersi alle spalle un passato politicamente disastroso figlio di una mala gestio complessiva posta in essere dalla sinistra regionale, ed in questo senso, le donne e gli uomini di Basilicata, hanno inteso contestare aspramente la gestione politica attinente le trattive condotte in continuità di tempo dal 98 ad oggi, con le principali società petrolifere susseguitesi nelle estrazioni presso il Cova di Viggiano ed in Val d’Agri.

Troppi i punti interrogativi di questi anni, tanti i dubbi sorti in ogni cittadino rispetto a quella che sarebbe potuta essere, se ci fossimo potuti fregiare di una classe dirigente all’altezza e refrattaria ad ogni tipo di compromesso, una grande opportunità di crescita e di arricchimento del territorio.

Guardando i numeri, scorrendo le delibere di giunta approvate dalla precedente amministrazione, ci sorgono naturali alcuni dubbi che meritano una riflessione ponderata al fine di non ripercorrere i disastri del recente passato.

I 38 milioni di Euro, derivanti dalle precedenti compensazioni, non ci sembrano assolutamente in linea con i parametri comparativi, certificando senza remissione di colpa il fallimento dei governi precedenti, incapaci finanche di reinvestire in sviluppo alternativo i danari entrati nelle casse regionali.

Se a detta di qualcuno tutto ciò è storia passata, nessuno potrà negare che il petrolio avrebbe potuto e dovuto portare sviluppo, ed invece i risultati sono stati disillusi, anzi traditi: non abbiamo visto nè crescita economica, nè occupazione ma soltanto l'usurpazione di terreni, di lavoro, di storia, e devastazione ambientale; certamente la classe dirigente delegata oggi al governo della Regione deve assumersi tutte le responsabilità del caso, proiettandosi al futuro con trasparenza e lungimiranza, ma nello stesso tempo la classe dirigente dei decenni passati dovrebbe assumersi tutte le responsabilità del passato che, purtroppo, continuano ad avere effetti nefasti sul futuro.

Il primo vero cambio di passo i Lucani lo potranno leggere nei modi e nelle forme attuate dall’esecutivo rispetto alla risoluzione del dossier; la nostra classe dirigente non ha paura di metterci la faccia semplicemente perché agisce nell’unico interesse, quello della Basilicata. Lo meritano i Lucani, lo dobbiamo a quanti, in questi anni, hanno pagato dazio finanche con la propria salute le politiche attuate.

In questi primi mesi di governo, la maggioranza compattamente si è dedicata all’analisi degli accordi sottoscritti in precedenza, dando grande rilievo soprattutto alla componente tecnico amministrativa, fermo restando il ruolo determinate del governo centrale rispetto alle trattive condotte dal MISE in ambito di concessioni.

Forza Italia sosterrà con forza i tavoli di concertazione con L’Eni, soprattutto in ragione della nostra visione di sviluppo che deve saper coniugare tre indirizzi: estrazioni in linea con i regimi massimi di sicurezza per la salute dei cittadini, revisione del concetto di compensazione ambientale e rimodulazione dei ristori in proporzione allo sfruttamento del territorio ed investimenti certi in termini di riutilizzo delle Royalties.

È compito degli organi regionali regolare l’utilizzo delle risorse naturali in modo da proteggere il territorio, e assicurare un’efficace gestione delle risorse economiche da esse derivanti; si tratta di scelte politiche di elevata complessità che richiedono consapevolezza e una visione di insieme delle potenzialità e delle criticità.

Il criterio guida deve essere la destinazione delle risorse economiche al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, tenendo conto delle diverse esigenze delle comunità insediate nelle diverse parti del territorio, anzitutto delle esigenze delle comunità insediate a ridosso degli impianti, poi di quelle dell’intera comunità regionale, ed il primo obiettivo deve essere quello della sicurezza dei cittadini e dell’ambiente, nonchè le misure di controllo sistematico e di compensazione ambientale.

L’attuale Governo Regionale, guidato con grande senso di responsabilità dal Presidente Vito Bardi, seppur nella complessità di un dossier annoso ed articolato soprattutto rispetto ai parametri legislativi, intende attuare tutte quelle soluzioni consentite dalle prerogative politiche spettanti alla maggioranza; dal canto nostro ognuno di noi sia a livello Nazionale che Regionale farà la sua parte, sperando che coloro i quali oggi sono minoranza in Regione ma stranamente al Governo in Italia facciano altrettanto. Così in una nota congiunta Sen. Giuseppe Moles (Commissario Regionale Forza Italia), On. Michele Casino (Commissario Provinciale Forza Italia Matera) e l'On. Nicola Pagliuca (Commissario Provinciale Forza Italia Potenza).

"Approvata la nostra proposta di legge che cancella le norme pro eolico selvaggio"

POTENZA - Non possiamo che dirci soddisfatti per l’approvazione della nostra proposta di legge che dispone l’abrogazione di alcune norme in materia di energia da fonti rinnovabili contenute nella L.R. 4/2019 e che miravano, tra l’altro, a raddoppiare le quote di produzione da impianti eolici. La nostra proposta di legge è stata unificata ad una analoga presentata, successivamente alla nostra, da altri esponenti della maggioranza.

Grazie all’approvazione si invia un chiaro messaggio a chi ha fatto dell’eolico una esclusiva forma di speculazione a discapito dell’intero territorio regionale. Ricordiamo che il “Far West dell’eolico” era stato introdotto nella L.R. 4/2019 dalla maggioranza uscente grazie ad un emendamento di Vito Giuzio durante una delle ultime sedute di consiglio regionale della scorsa legislatura. La L.R. n. 4/2019 era, poi, stata tra l’altro impugnata dal Governo nazionale per violazione delle prerogative statali in materia di energia.

Ora è necessario avviare una seria e attenta riflessione sull’impostazione complessiva da dare al nuovo Piano Paesaggistico Regionale. Le notizie di cronaca, emerse nei giorni scorsi, delineano un panorama niente affatto rassicurante del settore delle energie rinnovabili in Basilicata: sono troppi gli indebiti interessi incrociati che in qualche caso olezzano di organizzazione criminale e, forse, anche di stampo mafioso. Spetta all’attuale maggioranza dare una risposta concreta per evitare che in futuro continui il saccheggio del nostro territorio. Quella che è considerata una fonte di “energia pulita” non può trasformarsi in uno strumento di stupro del territorio per l’interesse di pochi imprenditori senza scrupoli. Così in una nota congiunta Gianni Perrino, Gino Giorgetti e Gianni Leggieri, portavoce M5S Basilicata - Consiglio regionale.

mercoledì 30 ottobre 2019

Una mozione per fermare l’attività di Eni Cova di Viggiano


POTENZA - Non potevamo restare a guardare di fronte a quanto sta accadendo in queste ore sulla questione del rinnovo della concessione petrolifera in capo ad ENI in Val D’Agri.

Come abbiamo già ribadito ieri, non abbiamo nessuna intenzione di prestarci a polemiche strumentali e pretestuose, utili solo ad alimentare miseri orticelli politici. Qui c’è in ballo il futuro della nostra regione e l’unico nostro obiettivo è quello di ottenere il massimo e il meglio per questo territorio.

Oggi abbiamo presentato una mozione che ha lo scopo di impegnare il governo regionale a sospendere le attività del COVA per 90 giorni ai sensi dell’articolo 21-quater comma 2 della L. 241/1990 come s.m.i.

La norma approvata dal governo Monti nel 2012 (art. 34, comma 19, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179) che consentirebbe ad ENI, nelle more del rinnovo della concessione, di continuare ‘automaticamente’ ad operare, a nostro avviso non sarebbe applicabile alla concessione in questione. Secondo il noto principio tempus regit actum, l’innanzi richiamata norma, non può che ritenersi applicabile, ratione temporis, esclusivamente alle procedure autorizzative in corso alla data di entrata in vigore della medesima norma, il 19 dicembre 2012 (data di entrata in vigore della norma Monti). Quindi, per quanto attiene la concessione COVA, la norma del decreto Monti non è applicabile, quindi, ai procedimenti amministrativi (di aggiornamento o proroga del titolo concessorio COVA autorizzato con D.M. MISE del 23 gennaio 2012) in itinere successivamente al 19/12/2019. A nulla serve, a nostro avviso, richiamare il Disciplinare MISE del 7 dicembre 2016, peraltro impugnato dalla Regione Basilicata innanzi al TAR Lazio con D.G.R. del 03/11/2017 n. 1146, e che, contrastando con la disciplina di settore (quindi con norme di legge ordinaria, di rango primario), va disapplicato dalla Regione Basilicata. Con successiva istanza presentata dall’ENI al MISE, la concessione è stata prorogata ulteriormente dal 31 dicembre 2016 fino al fatidico, scorso, 26 ottobre 2019.

L’attuale discussione verte su un’ulteriore istanza di proroga decennale della concessione COVA presentata il 27 ottobre 2017, che a gennaio 2018 ha avuto parere negativo da parte della Giunta della Regione Basilicata. L’ENI ha presentato poi un’ulteriore istanza di aggiornamento a maggio 2019.

In questa selva di procedimenti autorizzativi, codici e normative, non si capisce bene perchè ENI non debba corrispondere nemmeno le compensazioni ambientali.

La nostra mozione, sottoscritta anche dalla maggioranza di centrosinistra, verrà discussa nel prossimo consiglio. Abbiamo accolto l’appello della maggioranza ad una collaborazione fattiva e consideriamo questo documento un primo passo sostanziale per definire alcuni punti fermi nella trattativa che si svilupperà nelle prossime settimane. Così in una nota congiunta Gianni Perrino, Gianni Leggieri
e Gino Giorgetti, Movimento 5 Stelle Basilicata - Consigliere Regionale.

lunedì 28 ottobre 2019

"La discussione sul rinnovo delle concessioni a ENI sia il primo passo per definire il futuro green del paese"

POTENZA - Fa piacere vedere che sul calvario petrolifero della nostra regione stia montando una consapevolezza bipartisan, ma fa altrettanto riflettere il clima di caciara e opportunismo politico che pervade i protagonisti della vita politico amministrativa regionale.

Nelle ultime ore sulla questione del rinnovo delle concessione Val D’Agri si è alzato un polverone a detrimento dell’informazione e della trasparenza nei confronti dei cittadini. La Giunta, dopo aver cominciato una trattativa sul rinnovo, ha deciso di abbandonare i tavoli accusando ENI di non voler cedere sul rafforzamento delle compensazioni ambientali.

La novità degli ultimi giorni sarebbe rappresentata da una norma approvata dal governo Monti nel 2012 (art. 34, comma 19, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179) che consente ad ENI, nelle more del rinnovo della concessione, di continuare ‘automaticamente’ ad operare. Tuttavia non appaiono affatto chiari sia i presupposti giuridici di automatica applicazione della norma citata, sia i motivi per i quali ENI, in questa fase di prorogatio, non sarebbe tenuta a versare alla Regione alcuna forma di compensazione ambientale.

Fermo restando che di fronte ai disastri ambientali emersi in questi anni nessuna compensazione ambientale potrebbe essere definita “sufficiente”, troviamo alquanto bizzarro e paradossale il rapporto di subalternità e sudditanza in cui la Regione si trova nei confronti di ENI nel corso di questa sofferta trattativa.

In 20 anni di estrazioni ENI ha fatto il bello e, soprattutto, il cattivo tempo in Basilicata, disponendo a suo piacimento di ampie parti del nostro territorio e provocando scempi che i portavoce del M5S hanno costantemente denunciato in questi anni. Il disastro ambientale conclamato in Val d’Agri e le vicende giudiziarie esplose negli ultimi anni appaiono la prova più evidente del censurabile operato di ENI in Basilicata.

Comprendiamo che si tratta di una multinazionale potentissima partecipata dallo Stato italiano per il 30% delle azioni. E’ forse giunto il momento che il Governo nazionale inizi a far valere il peso della sua quota azionaria agendo a tutela dei cittadini lucani, e invertendo la rotta rispetto al sottosviluppo endemico cui la “monocultura” petrolifera li condanna.

Siamo esausti: non è possibile continuare a gridare al Governo regionale di sospendere la concessione COVA ogni volta che si susseguono le notizie di una fiammata (di “salutare” idrogeno solforato) oppure di sentirci raccontare la stantia filastrocca del petrolio come “opportunità” per la nostra regione, mentre lo è solo ed unicamente per le compagnie petrolifere.

Nei prossimi giorni dovrebbe essere convocata una seduta di consiglio regionale ad hoc per discutere di estrazioni petrolifere: una convocazione sollecitata da tutte le componenti di opposizione a seguito delle vicende russe che vedono coinvolto lo stato maggiore della Lega. Tuttavia, anche esponenti della attuale maggioranza in Consiglio regionale, hanno sollecitato una discussione in Consiglio per fare luce sulla trattativa “segreta” in atto con ENI per il rinnovo della concessione COVA.

Ci auguriamo che l’eventuale discussione non si trasformi nell’ennesima puerile rissa verbale. Chiediamo a tutti gli attori politico - istituzionali di ogni colore di agire in maniera responsabile e unitaria con il solo scopo di ottenere il meglio e il massimo per questa regione. Così in una nota congiunta Gianni Leggieri, Gianni Perrino e Gino Giorgetti, M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

sabato 26 ottobre 2019

Gestione rifiuti sub ambito 1 dichiarazioni del sindaco de Ruggieri


“I Sindaci del sub-ambito Matera 1 pretendono il rispetto del contratto firmato il 12 settembre con il Cns per il servizio di gestione del ciclo dei rifiuti, senza possibilità di deroga alcuna. Il Cns ha un obbligo contrattuale a cui non può venir meno pena la risoluzione per inadempimento dell’accordo e deve dar corso immediatamente alle prescrizioni contenute nel negozio giuridico. Non c’è alcuna possibilità che il Comune di Matera autorizzi la riapertura dell’impianto di trattamento dei rifiuti La Martella che è chiuso e resterà chiuso per la bonifica. Lo impone, prima di ogni altra cosa, il rispetto delle prescrizioni normative del bando di gara che non prevedevano l’utilizzo della piattaforma dei rifiuti di proprietà del Comune. Il Sindaco di Matera è pronto a utilizzare, senza timore alcuno, i suoi poteri come autorità per l’igiene, la salute e la sanità pubblica e privata per assicurare la prosecuzione del servizio di raccolta dei rifiuti sul territorio cittadino”.
E’ quanto dichiarato dal Sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri, nel corso della Commissione consiliare Ambiente, che si è svolta nel pomeriggio di oggi.

Il Sindaco ha ottenuto, su questa linea, l’unanime consenso dei consiglieri partecipanti alla seduta che lo hanno invitato a proseguire nella difesa dei diritti della comunità.

venerdì 25 ottobre 2019

Nuovo servizio di gestione del ciclo dei rifiuti sub ambito Matera1, i sindaci incontrano il prefetto

MATERA - Nel caso dovesse persistere il rifiuto da parte della società Cns di dar corso alla esecuzione del contratto sottoscritto il 12 settembre 2019, con cui l’azienda si assumeva l’onere del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti nei Comuni del sub-ambito Matera1 (Matera, Bernalda, Ferrandina, Irsina e Tricarico), i Sindaci avvieranno le procedure per la rescissione dell’accordo, in danno del contraente.

La decisione è stata presa, in serata, al termine dell’incontro che si è svolto al Palazzo del Governo, in cui i Sindaci hanno informato il Prefetto della situazione che si è verificata in seguito ai colpevoli ritardi della società Cns nell' ottemperare agli obblighi sottoscritti in sede di contratto.

Domani mattina sarà notificata al Consorzio Nazionale Servizi un ulteriore termine entro cui sottoscrivere l’avvio delle attività previste dal contratto. In caso di mancata ottemperanza, come già accaduto, da parte del Cns, i Sindaci del sub ambito Matera 1 si vedranno costretti ad intraprendere le necessarie azioni per tutelare le proprie comunità e garantire la prosecuzione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nei loro comuni.

mercoledì 23 ottobre 2019

Perrino (M5S): "Che cosa intende fare la Regione Basilicata sul rinnovo dell’AIA a Tecnoparco Valbasento?"


POTENZA - Il rapporto tra Tecnoparco Valbasento e il territorio circostante non è mai stato idilliaco. Il grosso impatto che lo stabilimento ha a livello ambientale è stato spesso al centro di polemiche e non solo.

Dal 2010, l’azienda ha modificato la sua "mission" di azienda fornitrice di servizi ed utilities alle aziende insediate in Valbasento, orientando sempre di più il suo business verso il trattamento e lo smaltimento di reflui pericolosi e non pericolosi di provenienza regionale ed interregionale (oltre 1 milione di mc di reflui smaltiti annualmente, compresi i reflui derivanti dalle attività estrattive di idrocarburi).

Tante le ombre sull’attività di Tecnoparco in questi anni. È bene ricordare che i comuni di Pisticci e Ferrandina si sono costituti parte civile nel processo per il presunto sversamento di reflui nel Basento, processo nel quale sono stati rinviati a giudizio i responsabili di Tecnoparco Valbasento, di Syndal, della Drop e dei dirigenti dell’ufficio ambiente della Provincia di Matera “per smaltimento senza autorizzazione di 31mila metri cubi di rifiuti speciali liquidi scaricati nel fiume Basento”.

Tecnoparco compare, inoltre, nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Potenza su traffico e smaltimento illecito di rifiuti del marzo 2016.

Ad oggi, le numerose modifiche apportate dalla stessa Tecnoparco all'aspetto impiantistico e i mutamenti introdotti dal codice dell’ambiente, hanno reso necessario il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA). L’azienda ha inviato l’istanza di rinnovo il 13 giugno 2016 Tecnoparco e, nel dicembre dello stesso anno, il Consiglio Comunale di Pisticci ha espresso parere relativamente al trattamento dei rifiuti pericolosi e non provenienti da aree esterne alla zona industriale di Pisticci, ponendo una serie di condizioni. La netta contrarietà del Comune di Pisticci è stata poi ribadita nel dicembre 2018 in una seduta del Consiglio Comunale aperta agli interventi dei cittadini.

Il procedimento di rinnovo sembra essersi arenato nei mille rivoli della burocrazia regionale mentre vanno avanti le vicende giudiziarie che riguardano la gestione dell’impianto. L’amministrazione e la cittadinanza del Comune di Pisticci sono ritornati a chiedere chiarezza evidenziando, a ragione, l’inerzia della regione Basilicata.

La Regione non può più voltarsi dall’altro lato: è arrivata l’ora di decidere e di dare una risposta ai cittadini di Pisticci, ma anche un segnale sul futuro sostenibile di tutto il territorio regionale. Così in una nota Gianni Perrino, Portavoce M5S Basilicata - Consiglio regionale.