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sabato 12 settembre 2020

Matera, con l'app “IOdifferenzio#sub1” non sbagli e fai bene la raccolta differenziata

MATERA - Dove deve finire un tappo in sughero o in silicone? Il cartone della pizza o la pellicola in alluminio, che fine devono fare? Cosa ci faccio con un pugno di viti arrugginite e con le batterie del telecomando TV? Dove, quando e come conferisco tutta questa roba? Sono domande abituali, quasi quotidiane per i milioni di cittadini italiani. Quelli raggiunti dai nuovi processi di raccolta differenziata e porta a porta dei rifiuti. Ed è così da qualche settimana anche per gli abitanti della città dei Sassi e del sub-ambito 1, Ferrandina, Irsina, Tricarico e Bernalda.

Da questa settimana le risposte ai circa 90 mila cittadini dei 5 comuni, arrivano sul proprio Smartphone dalla nuova App IOdifferenzio#sub1. È in versione Android e iOS ed è a libera disposizione dei cittadini, basta scaricarla con un clic da Apple Store o Google Play. La nuova interfaccia, facile e intuitiva da utilizzare, nasce dalla scelta di collaborare insieme di tre aziende leader in Italia nella progettazione e gestione dei servizi ambientali e dell'innovazione tecnologica: Innova, Consea e Softline. Grazie ai loro rispettivi know-how hanno riprogettato l’App Riciclario che entra ufficialmente a far parte anche della suite INNOVAMBIENTE e con IOdifferenzio#sub1 vede la sua prima uscita in questa nuova veste. L’app aiuterà a migliorare le performance di raccolta differenziata, ridurre la produzione dei rifiuti e veicolare tutte le informazioni necessarie per seguirla nel migliore dei modi.

Infatti, IOdifferenzio#sub1 guida l’utente nella verifica del calendario di raccolta, nel consultare la guida ai conferimenti, nella verifica sulla destinazione di un imballaggio mediante lettura del barcode. Ma aiuta anche l’utente a scorrere il dizionario dei rifiuti, a prenotare il ritiro di rifiuti speciali o ingombranti e a inviare segnalazioni al gestore su disservizi, oppure specifiche richieste d’informazione.

IOdifferenzio#sub1 fornisce, quindi, anche un indispensabile supporto ai comuni e alle aziende che svolgono servizi di raccolta rifiuti urbani e di igiene ambientale, aumentando l’efficacia dei servizi, migliorando la qualità dei rifiuti raccolti in modo differenziato e facilitando un dialogo costante con cittadini e imprese.

“Grazie all’integrazione di Riciclario nella nostra suite informatica INNOVAMBIENTE, con la pubblicazione dell’app IOdifferenzio#sub1, anche Matera si è dotata di un sistema di interfaccia con gli utenti allo stato dell’arte”, spiega Andrea Di Pasquale, Ad dell’azienda High Tech materana Innova.

“Siamo nati nel 1989 a Matera, per creare software e algoritmi di focalizzazione di dati radar di tipo SAR, nell’ambito delle attività promosse dal Centro Geodesia Spaziale della nostra città. Lavoriamo da 20 anni con l’Agenzia Spaziale Italiana e con la holding Leonardo (ex-Finmeccanica) e siamo partner nel programma COSMO-SkyMed. Dal 2015 abbiamo sviluppato e commercializzato sul mercato italiano, la suite informatica Innovambiente, un sistema oggi utilizzato da più di un 2 milioni di cittadini di 170 comuni, di 13 differenti regioni italiane e oltre 50 gestori ambientali, con cui soddisfiamo ogni giorno tutti i bisogni di servizio, gestionali e amministrativi di 900 mila utenze TARI – conclude Andrea Di Pasquale. Per tutti noi, vedere riconosciuta proprio a Matera la qualità del nostro lavoro, ha un valore particolare. Esprime la nostra storia e dimostra come anche su questo territorio è possibile fare crescere imprese, creare lavoro, e impegnarsi costantemente in ricerca e innovazione tecnologica”.

lunedì 31 agosto 2020

Satriano di Lucania, attivata la prima Casa dell'Acqua


SATRIANO DI LUCANIA – Da lunedì 31 Agosto entrerà in funzione la prima casa dell'acqua del comune del Pietrafesano. Posizionata in maniera strategica all'ingresso del paese, presso la fermata degli autobus e vicino alla scuola elementare, erogherà acqua potabile a km zero all'insegna del plastic free e del risparmio per la cittadinanza.

Il distributore, nuovo e certificato ad Aprile 2020, è stato decorato con disegni e slogan, realizzati dai bambini dei centri estivi, che riprendono lo spirito dell'iniziativa nata per sensibilizzare la cittadinanza ad un consumo responsabile delle risorse idriche e per disincentivare il consumo delle bottiglie di plastica limitandone l'impatto ambientale e i costi di smaltimento.

L'acqua erogata al costo di 0,6 centesimi al litro sarà microfiltrata, disinfettata con raggi UV e refrigerata. Sarà naturale e debolmente frizzante ( bicarbonatica) attraverso processi biologici e verrà sottoposta a controllo ed analisi periodiche. Per acquistarla basterà dotarsi di una tessera RFID acquistabile e ricaricabile presso l'Elettronica Store di Satriano.

venerdì 28 agosto 2020

Incendi, Gambardella: "Campagna antincendio boschivo sia prorogata fino al 15 settembre"




Estendere fino almeno fino al 15 settembre la campagna antincendio boschivo. Lo chiede alla giunta regionale è il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, che considera "l'attuale scadenza della campagna del 31 agosto del tutto inappropriata in considerazione del fatto che il persistente clima caldo e siccitoso costituisce un rischio elevato per l'innesco di incendi. Solo nella giornata di ieri - osserva Gambardella - sono stati effettuati più di 50 interventi in tutta la regione, il numero più alto dall'inizio della stagione".

"Per il numero uno della Cisl "non è possibile scaricare in questa fase tutto il peso della prevenzione e del contrasto degli incendi boschivi, tutt'ora numerosi e in alcuni casi di grande portata, sulle spalle degli organici ordinari dei vigili del fuoco, già notoriamente sottodimensionati rispetto alla complessità del territorio lucano e alle ben note difficoltà dei collegamenti stradale, specie per le aree interne della regione. Perdere a partire dal 1° settembre per insufficienza di risorse economiche due squadre in provincia di Potenza e altrettante nel materano - avverte Gambardella - significherebbe mettere seriamente a repentaglio la continuità di un fondamentale presidio del territorio".

"La proroga di ulteriori due settimane della campagna antincendio boschivo - aggiunge il sindacalista - consentirebbe invece un più capillare controllo del territorio, soprattutto nella fondamentale fase della prevenzione e dell'allerta che, notoriamente, deve essere la più tempestiva possibile per rendere efficace gli interventi, in un contesto in cui il fattore tempo è spesso la variabile decisiva per scongiurare fenomeni dalle conseguenze potenzialmente devastanti, anche nel tempo, per il nostro patrimonio boschivo e per un territorio storicamente fragile e soggetto al dissesto idrogeologico".

venerdì 14 agosto 2020

Total: Tempa Rossa, prove di produzione, false notizie su allarme

"Nonostante la pubblicazione di notizie infondate da parte di organi di informazione, nella notte tra il 12 e il 13 agosto la sirena del Centro olio Tempa Rossa non ha mai suonato, né tantomeno si sono verificati allarmi". Lo rende noto Total Italia.

"Nessun picco di rumore è stato segnalato dalle centraline di rilevazione poste nelle immediate vicinanze del centro olio.

Le prove di esercizio sono proseguite e continuano con regolarità, permettendo di testare il corretto funzionamento di ogni apparecchiatura, ogni linea e ogni sistema di rilevazione, di controllo e di allarme, identificando ed eliminando ogni inconveniente, anche minore, prima della messa in esercizio definitiva", conclude la nota.

giovedì 13 agosto 2020

Matera, raccolta differenziata: de Ruggieri firma nuova ordinanza


MATERA - Il sindaco Raffaello de Ruggieri ha firmato una nuova Ordinanza che prevede una diversa calendarizzazione dell’avvio del servizio nelle aree urbane in cui non è ancora iniziata la raccolta differenziata con il sistema porta a porta.

Le nuove date di avvio del servizio: 7 ottobre 2020 per la zona A, 15 ottobre 2020 per la zona B, 22 ottobre per la zona C e Sassi.

“In queste settimane è stata rappresentata al Sindaco – spiega de Ruggieri – da parte di numerose associazioni rappresentative delle categorie produttive, dei lavoratori e dei consumatori, di consentire ai cittadini, ai condomini, ai commercianti e ai ristoratori, oltre che agli enti, agli istituti scolastici e alle banche, di organizzarsi per poter conferire correttamente i rifiuti. E’ altresì importante che prosegua la campagna di informazione che il nuovo gestore ha il compito di assicurare per eliminare i dubbi sulle modalità di svolgimento del servizio.

Credo – sottolinea il Sindaco – che non si possa non tenere conto di queste esigenze, né mettere a rischio la riuscita del nuovo sistema di gestione del ciclo dei rifiuti che è di vitale importanza per i prossimi anni. Questi sono i motivi della nuova ordinanza”.

lunedì 10 agosto 2020

Perrino (M5S Basilicata) sui camini alternativi autorizzati senza limite di tempo nell'impianto del COVA


POTENZA - Pochi giorni fa abbiamo annunciato una richiesta di accesso agli atti presso l'Ufficio competente del Dipartimento Ambiente ed Energia della Regione Basilicata, relativamente alle comunicazioni che la compagnia che opera in Val d'Agri avrebbe dovuto inviare all'ente per ottemperare a quanto stabilito nella DGR 329/2020. In breve, con tale delibera, la Giunta autorizzava la compagnia ad utilizzare all'occorrenza, al posto del camino principale, altri due camini alternativi, senza alcun limite di tempo durante l'anno; unica condizione, non superare la quantità di massa dei vapori immessa nell'ambiente e già autorizzata per il camino principale. Stando a quanto inviato dalla compagnia alla Regione ed ai Comuni del comprensorio petrolifero nei primi giorni di luglio, durante l'utilizzo dei camini - per tre ore in data 3 luglio - sono stati superati, anche di diverse volte, i valori limite orari di ossidi di azoto e anidride solforosa in entrambi i camini. Ci apprestiamo - di conseguenza - a chiedere all'Assessore Rosa se e quali provvedimenti siano stati adottati nei confronti dell'Eni e lo invitiamo nuovamente a prendere seriamente in considerazione la nostra proposta di legge sul tema, la quale prevede sanzioni puntuali e precise a tutela della salute dei lucani, proprio in casi di sforamento dei limiti emissivi come quelli occorsi durante il giorno segnalato dalla stessa compagnia. Quando alcune associazioni ambientaliste avvertivano del pericolo di un maggiore inquinamento, a seguito dell'approvazione della delibera citata, l'Assessore Rosa rassicurava i cittadini affermando che sarebbe, invece, accaduto l'esatto contrario. I fatti, purtroppo, danno ragione a coloro che denunciavano il pericolo di un allentamento delle misure a tutela della salute dei lucani. Così in una nota Gianni Perrino, portavoce M5S in Consiglio Regionale Basilicata.

sabato 18 luglio 2020

Lunedì a Cirigliano convegno sul petrolio promosso dalla Cisl con gli assessori Cupparo e Rosa


MATERA - "Occorre rilanciare con forza il ruolo della contrattazione di sito e del tavolo della trasparenza altrimenti questa regione resterà ostaggio di vecchie logiche clientelari che sembrano tornare di moda in quest'epoca di crisi della politica". È il messaggio che il segretario generale della Cisl Basilicata Enrico Gambardella lancia alle parti sociali, datoriali e istituzionali alla vigilia del convegno promosso dalla Cisl Valle del Sauro che si terrà lunedì 20 luglio alle 18 in Piazza Carlo Levi a Cirigliano, uno dei Comuni rientranti nella concessione Tempa Rossa.

Per l'occasione la Cisl metterà davanti allo stesso tavolo gli assessori regionali Francesco Cupparo e Gianni Rosa, il presidente di Confindustria Basilicata Francesco Somma, i consiglieri regionali Luca Braia e Roberto Cifarelli, i sindaci dell'area interessata, i segretari di Fim e Femca, Gerardo Evangelista e Francesco Carella, e il referente della Cisl Valle del Sauro Franco Di Biase.

"Abbiamo esteso l'invito anche ai colleghi di Cgil e Uil poiché sul tema cruciale del petrolio e più in generale sulle questioni dello sviluppo e del lavoro intendiamo perseguire con caparbietà e responsabilità una linea d'azione unitaria, in linea con la tradizione del sindacalismo confederale lucano che proprio su un tema spinoso come il petrolio ha prodotto conquiste importanti come la contrattazione di sito". Per Gambardella "è arrivato il momento di far funzionare a pieno regime gli strumenti e le sedi negoziali già esistenti per giungere ad una governance larga e trasparente, a partire dalla regolamentazione del mercato del lavoro".

Come arrivare a Cirigliano > https://goo.gl/maps/U5VrK92HUfxLa1dWA

L’attività venatoria in Basilicata tra programmazione monitoraggio e controllo


POTENZA - La Regione Basilicata con la Legge Regionale n. 49 del 2015 “Disposizioni per il riordino delle funzioni Provinciali in attuazione della Legge 7 aprile 2014, n. 56 s.m.i.” ha recepito la c.d. “Legge Delrio” n. 56/2014, successivamente con deliberazione di Giunta Regionale n. 280 del 29 marzo 2016, è stata disposta la delega alle Province delle funzioni di vigilanza della caccia e della pesca, in quanto di competenza regionale.

Nel delegarne la funzione, la Regione si è fatta, altresì, carico del costo a copertura degli oneri connessi a tale delega per il Servizio di Polizia Provinciale del settore caccia e pesca, nonché delle Unità delle Polizie Provinciali addetti alla Vigilanza ittico-venatoria per le Province di Potenza e Matera.

Premesso che, la Regione Basilicata per avere il monitaraggio continuo, dovrebbe costantemente avere i dati e le informazioni minime sulla fauna selvatica, sulla caccia e sulla vigilanza venatoria, nonché unità degli addetti, giornate di servizio, numero di verbali redatti, illeciti penali, aministrativi ecc.., così come previsto dalla Legge n. 157/92 e dalla L.R. n. 2/95. Putroppo dal 2015 ad oggi sia lo stato dei Servizi preposti alla vigilanza in materia di caccia che la Pianificazione faunistico-venatoria (numero di abbattimenti, numero di cacciatori, capi di selvaggina immessi sul territorio ecc.) risulta carente, probabilmente per il ridimensionamento degli organici e dello spostamento ad altre mansioni del personale preposto.

A tal proposito, prendendo spunto anche dalla nota trasmessa al Governatore Vito Bardi da parte del tenente Giuseppe Di Bello ed atteso che, rispetto alla vicenda personale, lo stesso non ha bisogno della difesa d’ufficio da parte della nostra Associazione, né tantomeno il WWF è titolato ad esercitare tale attività, si vuole evidenziare come l’ufficiale di Polizia Provinciale reintegrato in servizio solo da pochi mesi nel ruolo che gli era stato ingiustamente usurpato, si trova ad oggi ancora a lottare contro un inefficiente e inefficace sistema, la cui funzione delegata di Nucleo di Polizia Ittico Venatoria resta comunque in capo all’Ente Regione.

Il contingente in Provincia di Matera di Vigilanza su caccia e pesca risulta essere composo da n. 6 unità, la Provincia di Potenza conta n. 8 unità pertanto, in linea di massima si riscontra il rapporto tra il numero di agenti di Polizia Provinciale e Comuni, in Provincia di Matera è di uno ogni 5 Comuni, mentre in Provincia di Potenza risulta un agente ogni 12 comuni circa, ciò denota uno scarso livello di controllo soprattutto nei Comuni potentini.

Emerge, quindi, oltre ad un inadeguato livello di controllo anche una mancanza di programmazione si prenda ad esempio la questione dalla sovrappopolazione di cinghiali, che hanno ormai superato le 120.000 unità. Per arginare il fenomeno sono intervenuti in questi giorni anche i Prefetti, per stabilire piani di prelievo in quanto gli ungulati sono divenuti fattori di disagio per la popolazione poichè si spingono nei centri urbani, provocano collisioni con i veicoli in transito, danni alle colture agricole ed ogni anno elevati sono i numeri dei feriti e dei morti che si registrano durante le battute di caccia.

L’eccessiva presenza di cinghiali sul territorio viene risolta con la mera autorizzazione del loro prelievo selettivo anche ad attività venatoria chiusa, ma in mancanza di opportuni controlli si potrebbe verificare anche l’abbattimento di altre specie. Pertanto per la risoluzione del fenomeno assolutamente non vengono prese in considerazione altre forme di pianificazione per la riduzione della loro proliferazione.

Inoltre, la precedente Giunta regionale ha estromesso la componente ambientalista dagli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), a favore altri soggetti come l’Ekoclub, l’Endas o F.I.P.S.A.S che pur essendo nell'elenco delle Associazioni di Protezione Ambientale del Ministero dell'Ambiente, di fatto svolgono prevalente altre attività, desumibili dalle azioni svolte sul territorio, quasi sempre riconducibili al settore sportivo, in netto contrasto con quanto previsto all’art. 13 della Legge n. 349/86, che richiede attività documentate continuative e pluriennali in campo ambientale oltreché prioritarie e prevalenti, con la capacità di suscitare interesse e coinvolgimento dell’opinione pubblica attraverso iniziative e campagne sul territorio e su questioni ambientali, portate avanti da sempre associazioni ambientaliste più rappresentative in Basilicata.

Importante è il nodo da sciogliere anche sulla funzione ispettiva rispetto alla gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia, dove le immissioni di selvaggina rappresentano una voce importante dei loro bilanci e pertanto si corre il rischio di effettuare lanci di selvaggina con una programmazione pressoché inesistente dando luogo al fenomeno definito “ripopolamento da padella”, senza alcuna forma di tutela della fauna selvatica come corridoi ecologici, ripristini ambientali e siepi.

Si ricorda infatti che la fauna selvatica è considerata “patrimonio indisponibile dello Stato”, come stabilito dalla Legge n. 157/92 ed è quindi dovere degli amministratori pubblici, anzitutto, di tutelarla e conservarla nell’interesse dell’intera comunità, compresa quella sovranazionale cui gli animali appartengono.

In conclusione, nella speranza che si arrivi quanto prima ad un nuovo modello di esercizio venatorio in grado di far emergere lo stato favorevole di conservazione delle specie, come recentemente evidenziato anche dall’Assessore regionale all’Agricoltura, e che si possa in tempi brevi:

- Ripristinare le norme in materia di caccia e di tutela della fauna;

- Risolvere il problema della carenza relativa alla vigilanza venatoria;

- Assicurare il monitoraggio del prelievo venatorio imposto dalle Direttive dell’Unione Europea;

- Verificare eventuali casi di incompatibilità tra il ruolo esercitato da taluni agenti di Polizia Provinciale e cacciatore nello stesso ambito dove viene svolto il servizio;

- Inserire nei comitati di gestione degli ATC i rappresntanti delle Associazioni ambientaliste ai fini una corretta gestione del territorio dal punto di vista faunistico e degli habitat;

- Limitare l’uso di armi a canna rigata quindi a lunga gittata (ad esempio consentendone l’utilizzo solo da postazioni sopraelevate);

- Effettuare controlli sulle licenze di caccia concesse e sulle modalità con cui vengono svolti gli esami;

- Vietare l’assunzione e la detenzione di sostanze alcoliche a tutti coloro che si trovano nell’esercizio dell’attività venatoria;

- Vietare l’esercizio della caccia nei giorni festivi e nei luoghi dove si svolgono attività sportive, ludiche, al fine di tutela della pubblica incolumità;

- Potenziare le attività di vigilanza venatoria effettuate dalle forze dell’ordine e agevolare la nomina di nuove guardie volontarie delle Associazioni di protezione ambientale, troppo spesso ostacolate da eccessiva burocrazia.

venerdì 5 giugno 2020

Giornata Mondiale dell'Ambiente: “Il Mondo che verrà: Scelte sostenibili per il rilancio della Basilicata”


POTENZA - La “Basilicata Verde” enunciata e decantata nella strategia di governo dalla massima assise regionale negli anni ’90 e condivisa dal partrnariato economico, sociale e ambientale, rischia seriamente di svanire, mentre ora più che mai potrebbe rappresentare un’occasione imperdibile, per dare subito concretezza a nuove politiche e strumenti di sostenibilità ambientale e sociale attraverso interventi sul territorio per il rilancio della Basilicata in Europa.

La Basilicata pur presentandosi come una Regione interessante dal punto di vista naturalistico con circa un terzo del territorio protetto con due Parchi nazionali (Pollino e Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese) tre Parchi regionali (Murgia Materana, Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane e Vulture); la neo istituita Area marina protette “Costa di Maratea”, due Oasi del WWF (Policoro e Pignola), una cinquantina tra aree SIC, ZPS e IBA, oltre a vaste aree ricoperte da boschi, ancora stenta a divenire “Anima verde del Mediterraneo”.

La Natura ci offre ogni giorno dei servizi essenziali e sconosciuti: dalla depurazione delle acque all'assorbimento di carbonio dei boschi, ma nonostante questo immenso patrimonio, la biodiversità in Basilicata è costantemente a rischio, per il WWF il 5 giugno rappresenta un momento importante per promuovere una migliore conoscenza e consapevolezza dei cittadini e delle istituzioni verso la tutela e l’uso corretto e sostenibile delle risorse naturali, per favorire una maggiore coscienza ambientale e per informare meglio sugli effetti del comportamento quotidiano di ognuno sull’equilibrio dell’ecosistema.

Gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 sullo sviluppo sostenibile puntano tra le altre cose a proteggere e ripristinare gli ecosistemi terrestri: utilizzare in modo sostenibile le foreste, fermare la desertificazione e il degrado del territorio, salvaguardare la biodiversità, saremmo certamente in linea se magari nel Parco Nazionale del Pollino si potesse evitare la convivenza del Pino più vecchio d’Europa, che i ricercatori hanno battezzato con il nome di “Italus” con la “Centrale del Mercure”, una centrale elettrica realizzata dall’Enel negli anni “60, alimentata inizialmente a lignite e poi a olio combustibile, dismessa nel 1997 e successivamente riconvertita a biomasse, che con l’istituzione del Parco Nazionale del Pollino nel 1993 e con l’individuazione di due Zone di Protezione Speciale (ZPS) da parte dell’Unione Europea nel 2007, non avrebbe avuto più motivo di esistere in vero scrigno di biodiverità, al cui interno vivono specie protette dalle direttive Europee anche in via di estinzione. Speravamo, inoltre, che nel Parco nazionale più grande d’Italia, la vicenda della Centrale idroelettrica sul fiume Frido fosse stata definitivamente archiviata dopo l’interruzione dei lavori nel 2017, per esecuzione delle opere in difformità dal progetto e la conseguente ordinanza di riduzione in pristino dello stato dei luoghi disposta dall’Ente Parco, invece assistiamo alla ripresa dei lavori per nel cuore dell’area naturale protetta, in Zona 1, area di massima tutela, dove lo sbancamento di una parte del versante del fiume Frido, aveva già provocato un impatto negativo con sradicamenti di alberi, aperture di piste, modifica dell’alveo fluviale, compromettendo il delicato e prezioso ecosistema tra i maggiori corsi d’acqua del Pollino.

E sempre in tema di aree protette, sicuramente urge l’amplimanto della superficie compresa nel Parco Naturale Regionale del Vulture per le aree di particolare interesse naturalistico, archeologico, geologico e paesaggistico, che ad oggi sono rimaste fuori e che tra l’altro da quasi tre anni dalla sua istituzione risulta ancora privo di organismo di gestione, presidente, sede, direttore e organico. Oltretutto, nella zona, si continua a non scongiurare forme di aggressione al territorio e al consumo di suolo come la realizzazione di una cava di quarzareniti, alle falde del Monte nell’area di Monte Crugname, a circa 3 km dal comune di Melfi ai confini con il Parco Regionale del Vulture, dove l’attività estrattiva andrebbe a compromettere in maniea irreversibile sia il paesaggio, le valenze naturalistiche e ambientali con forti ricadute negative su un turismo che negli ultimi anni ha avuto momenti di crescita.

Mentre in tema di progetti di sfruttamento del territorio, il WWF pur promuovendo e sostenendo le fonti energetiche rinnovabili nella nostra regione, si assiste ad un sistematico ampliamento di eolico selvaggio in molte aree di pregevole interesse ambientale e paesaggistico dalla collina Materana al Potentino, dalla Val d’Agri Marmo al Marmo Platano, dall’Alto Bradano al Vulture-Melfese, dove in alcune zone paraddossalmente si contano più pale eoliche che alberi. Servirebbe fornire tutto il sostegno possibile per il rilancio del settore delle energie rinnovabili, anche attraverso procedure efficienti in un quadro di corretta programmazione del territorio, e sconti fiscali in particolare per per facilitare l’installazione di impianti fotovoltaici, una scelta energetica per l’uscita dai combustibili fossili e dalla coltivazione di idrocarburi in Val d’Agri e adottare strumenti per mettere in sicurezza il capitale naturale lucano, in una realtà dove aria, aqua e terrà sono state sottoposte ad immane disastro.

Gli ambienti costieri lucani sono sottoposti a numerosi fattori di pressione antropica che sono progressivamente aumentati nel corso del tempo fino a causare rilevanti trasformazioni ambientali e fenomeni di frammentazione e perdita di habitat e specie. Tra questi vi sono l’erosione costiera , il consumo del suolo, l’inquinamento e il turismo. La tutela delle nostre coste, del nostro nostro mare va fatto anche attraverso il riconoscimento e la diffusione di strumenti di cogestione della piccola pesca per le gestione sostenibile della pesca con il coinvolgimento di pescatori, associazioni di categoria, istituzioni, enti di ricerca e associazioni puntando, inoltre per far conoscere i luoghi più suggestivi dei nostri mari, raddoppiando le risorse al disponibili a queste assegnate, favorendo la definizione di piani di gestione smart e l’assunzione di personale qualificato. Se il fallimento di “Marinagri SpA” a Policoro, non rappresenta solo una procedura concorsuale nei confronti di una società, ma probabilmente come il cui fallimento di una strategia di sviluppo regionale, dove l’impatto dell’insediamento turistico risultato in antitesi con le reali vocazioni territoriali ampliate da dei due SIC su iniziativa della Regione Basilicata proprio per tutelare gli habitat di transizione rappresentati dalle foci dei fiumi. Nonstante ciò, taluni ancora si interrogano sulla bontà dell’Area marina protetta “Costa di Maratea” e dei benefici che potrà apportare non solo in termini di conservazione ma sulle opportunità derivanti dallo sviluppo durevole della comunità locale, contro il rischio di spoliazione di risorse e servizi. E’ di questi giorni la notizia di un piccolo esemplare di delfino trovato purtuppo morto lungo il litorale di Maratea, costa che si conferma come un tratto popolato oltre che dalle tartaruge marine come a Policoro, ma anche dai delfini, già in precedenza avvistati. Il delicato intreccio di biodiversità marina sia nella costa jonica che in quella tirrenica, è strettamente connesso ai valori della nostra cultura, nonché determinante per l’economia locale e in primis turismo sostenibile e pesca.

Mentre si assiste ad taglio indiscriminato di alberi sia nella città capoluogo che in tantissimi altri comuni della Regione, bisognerebbe invece ripensare a costruire città più sostenibili e resistenti e piantare alberi. Riguardo il cambiamento, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres ha dichiarato che il cambiamento climatico è una battaglia che dobbiamo combattere e le città sono il campo in cui essa si svolge, in quanto i centri abitati non solo subiscono le conseguenze del cambiamento climatico, ma vi contribuiscono. La sfida degli alberi nelle Città viene lanciata anche dal Segretario Esecutivo della Commissione Economica Europea Olga Algayerova, per combattere il cambiamento climatico e promuovere la sostenibilità e la resilienza urbana. Il WWF da anni organizza l’evento di sensibilizzazione denominato Urban Nature con percorsi guidati alla scoperta dei “Parchi al centro della Città”, con caccia ai tesori di Biodiversità e piantando alberi. Con l’obiettivo di promuovere le foreste urbane coerenti con le caratteristiche naturali e ambientali delle nostre città. Richiedere inoltre al Governo l’allargamento dell’erogazione dei benefici per l’acquisto di biciclette e veicoli per la mobilità personale anche ai piccoli comuni in quanto in Basilicata il provvedimento andrebbe a favore solo dei residenti di due comuni su 131.

Certamente le scelte sostenibili riguardano anche la gestione dei rifiuti ed è impensabile cche ancora si pensa a costruire o ampliare discariche, come quella ubicata a meno di un chilometro dal centro abitato di Guardia Perticara, uno dei borghi più belli d’Italia” e “Bandiera arancione” del Touring Club, quando invece servirebbero politiche per ridurre i rifiuti ad iniziare dalla plastica , prevenire la produzione di rifiuti di imballaggio e favorire riutilizzo degli imballaggi usati, del vuoto a rendere su cauzione stabilire obiettivi di riciclo più ambiziosi, in linea con il trend di crescita entro il 2030.

Inoltre, è di questi giorni l’allarme lanciato dai ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che affermano a causa dei cambiamenti climatici e di pratiche agronomiche forzate, la Basilicata risulta essere tra le prime 4 regioni a rischio di desertificazione per il 55% del territorio, con la conseguente degradazione dei suoli e scomparsa della biosfera: flora e fauna.

Le scelte sostenibili per il rilancio della Basilicata, per costruire il Mondo che verrà dovranno tendere a migliorare alcuni aspetti della tutela ambientale, salvaguardare le specie animali e gli ambienti naturali minacciati da inopportuni progetti di sfruttamento del territorio e limitare il consumo di suolo. Il WWF attraverso le varie iniziative svolte dagli attivisti volontari,, dai Centri di Educazione Ambientale, dai Centri di Recupero degli Animali Selvatici e dall’attivià delle Oasi, effettua azioni a tutela del territorio, conservazione della biodiversità, controllo e vigilanza, il censimento e monitoraggio del patrimonio naturalistico, educazione ambientale, al fine di promuovere e lanciare il “Brand Basilicata” che non può essere basato sul binomio “Cultura & Natura” per uno sviluppo sostenibile e propolsivo e Matera 2019 né è stato un esempio esemplare e concreto. La Basilicata porta con se uno straordinario patrimonio di di cultura, storia, ambiente e paesaggio che andrebbe valorizzato, riconosciuto e ricordato e noi del WWF lo vogliamo fare oggi nella giornata mondiale dell’ambiente.

Convinti che non bisogna attendere il lockdown, per ridurre l'inquinamento e ridare alla natura i propri spazi, Covid 19 ci insegna è che il tipo di sviluppo finora adottato, ha messo in ginocchio i sistemi naturali, ha ridotto gli spazi vitali della natura e degli animali selvatici, favorendo la pandemia, La connessione tra crisi ecologica e sviluppo economico è una crisi di sistema in cui un pericoloso moltiplicatore di rischio è rappresentato dai cambiamenti climatici, che incombono su tutto il globo.

La giusta ripartenza va ricercata in una maggiore difesa della natura, della diversità biologica e nell’ostacolare i cambiamenti climatici: gli allarmi inascoltati.

venerdì 15 maggio 2020

Il Comune di Maratea riceve la Bandiera Blu 2020


MATRATEA - Si è tenuta ieri mattina, in diretta Facebook, la cerimonia di consegna della Bandiera Blu 2020 per il Comune di Maratea, che, dimostrando di aver rispettato i criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio, si conferma tra le principali mete turistiche italiane per l’attualità di tutti i requisiti per il conferimento per il 2020 della prestigiosa Bandiera Blu, riconoscimento che ogni anno viene assegnato dalla FEE (Foundation for Enviromental Education) alle spiagge che raggiungono un elevato standard di qualità secondo alcuni parametri quali sicurezza, servizi e qualità delle acque. Grazie alla cura dei suoi splendidi 32 km di costa con tante piccole spiagge e natura incontaminata, la Perla del Tirreno riesce ad essere inserita nell’elenco della Bandiera Blu per la ventiquattresima volta, risultato che ben poche località balneari italiane possono vantare. “Siamo molto orgogliosi di questo riconoscimento – afferma il Sindaco Daniele Stoppelli – un risultato che ci conforta per il lavoro sin qui svolto e ci dà il giusto slancio per affrontare e risolvere tutte le problematiche per garantire ai nostri ospiti una città Covid Free ed accogliente. Noi vogliamo e dobbiamo confermare l’elevato standard qualitativo della nostra destinazione turistica ed è per questo che stiamo mettendo a punto delle azioni mirate a garantire la massima sicurezza ai turisti che sceglieranno Maratea per le prossime vacanze. Con questa finalità – continua il Sindaco – stiamo lavorando su diversi piani. Per prima cosa, in collaborazione con gli operatori turistici, stiamo predisponendo il protocollo “Maratea Sicura”, una serie di buone pratiche da seguire. Inoltre, grazie alla proficua collaborazione con la Regione Basilicata, stiamo programmando le azioni per rendere operativi alcuni servizi dell’Ospedale “Giovanni De Lieto” ed assicurare un centro Covid.

Per comunicare ai turisti ed ai cittadini tutte le misure di contrasto al Covid-19 e promuovere una Maratea sicura ed ospitale, siamo pronti a lanciare un nuovo brand turistico, con un portale web e canali social dedicati: “Maratea Welcome".

giovedì 7 maggio 2020

Disinfezione spiagge, WWF: "Evitare scempi ambientali inutili"

POTENZA - Con la Fase 2 e la possibilità di svolgere attività motorie e sportive sulle nostre spiagge si pone il problema della sicurezza delle superfici. Ma alcuni rimedi potrebbero aggiungere altri problemi ambientali e per la salute a quelli che stiamo faticosamente affrontando a causa della pandemia.

L’uso dell’ipoclorito di sodio per la disinfezione delle spiagge (così come dei parchi, dei giardini, ville, prati fino al manto stradale in città) è una pratica da evitare in quanto la sua utilità ed efficacia non sono accertate mentre sono ben evidenti i gravi impatti ambientali e sulla salute che questa sostanza può determinare.

La misura, inoltre, potrebbe essere inutile perché, ad oggi, non ci sono evidenze scientifiche che attestino che le superfici calpestabili come spiagge, parchi, ville e giardini - ma anche la pavimentazione stradale - siano coinvolte nella trasmissione del virus SARS-CoV-2. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la trasmissione avviene infatti attraverso contatti ravvicinati tra persona e persona, per via respiratoria diretta oppure per via indiretta, portando le mani, che hanno toccato superfici contaminate, alla bocca, al naso o agli occhi.

Si tratta di una misura inefficace perché la capacità dell’ipoclorito di sodio di distruggere il virus su superfici complesse (come sabbia, prato o asfalto) non è accertata né è estrapolabile in alcun modo dalle prove di laboratorio condotte su superfici pulite. Inoltre, se in situazioni sperimentali è stata dimostrata una lunga sopravvivenza dei coronavirus, in condizioni “esterne” la sopravvivenza di virus potrebbe essere molto più limitata. È bene ricordare che uno degli agenti sterilizzanti più utilizzati ed efficaci, anche nelle strutture ospedaliere, è l’esposizione ai raggi UV che in giornate di sole agiscono pienamente.

La misura, invece, è certamente dannosa perché l’uso dell’ipoclorito di sodio per la disinfezione delle spiagge (ma anche di prati e della pavimentazione urbana) può associarsi ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente con conseguente esposizione dei cittadini che frequentano quelle aree e, in particolare, dei soggetti affetti da patologie allergico-respiratorie. L’ipoclorito di sodio peraltro, in presenza di materiali organici può dare origine a formazione di sottoprodotti volatili pericolosi quali clorammine e trialometani, molti dei quali noti per essere possibili cancerogeni per l’uomo. Non è, inoltre, possibile escludere la formazione di sottoprodotti pericolosi non volatili che possono contaminare le falde idriche.

Infine la spiaggia è un ambiente naturale, l’utilizzo di ipoclorito di sodio o di altri disinfettanti può alterare profondamente il suo delicato ecosistema e arrecare gravi danni alla biodiversità, sia per effetti acuti sia a lungo termine.
Sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili e consultate dal WWF, sanificare le spiagge così come gli ambienti outdoor non ha alcuna dimostrata efficacia quale misura di prevenzione contro la diffusione del SARS-CoV-2, in un quadro epidemiologico come quello attuale e d'altronde nessuna disposizione in tal senso è stata emanata dall'OMS, dalle autorità nazionali o regionali. Le implicazioni ambientali e di salute pubblica sono invece accertate e molto serie.

Il WWF, pur comprendendo l’apprensione derivante da un momento di grande preoccupazione come quello che tutti noi stiamo vivendo, invita tutti i sindaci e i presidenti di Regione, ad attenersi alle disposizioni del Governo e delle autorità sanitarie nazionali evitando la disinfezione su larga scala degli ambienti naturali. Sono invece più incisive le misure comportamentali, unite ad una sanificazione mirata e attenta delle attrezzature di cui la popolazione usufruisce in questi luoghi (sdraio, lettini e giochi per bambini).

Proprio per quanto riguarda le spiagge il WWF ribadisce l’appello ad uno smaltimento responsabile dei dispositivi di protezione individuale ossia guanti e mascherine che non devono essere abbandonati in natura. Inoltre, in questi giorni di rinnovata presenza umana sulle spiagge, il WWF ricorda anche alcune buone norme per non arrecare disturbo alla fauna che in queste settimane ha ripreso possesso degli habitat costieri, in particolare dato il delicato periodo di nidificazione di molte specie di uccelli, tra cui il fratino (Charadrius alexandrinus): un piccolo trampoliere che si riproduce sulle spiagge di tutta Italia da fine marzo a tutto luglio, in forte calo numerico e per questo tutelato da diverse normative europee e nazionali.

Se si dovessero rinvenire uova di fratino sulla spiaggia, non bisogna assolutamente toccarle, ma allontanarsi subito in modo che la coppia di genitori possa tornare sul nido il prima possibile.

È infine importante tenere sempre i cani al guinzaglio, eccetto nelle aree di sgambata a loro dedicate, non calpestare le dune e non raccogliere piante e fiori, ma godere della loro rinnovata bellezza magari scattando una bella fotografia.

lunedì 27 aprile 2020

Igiene urbana: ripartono gli interventi di potatura e disinfestazione delle caditoie


MATERA - Ne dà notizia l’assessore all’Ambiente del Comune di Matera, Giuseppe Tragni, che spiega: “Dopo l’interruzione dovuta ai provvedimenti emanati dal Governo per il contenimento della diffusione del coronavirus, da domani provvederemo ad avviare gli interventi di messa in sicurezza e di potatura delle alberature presenti lungo le strade e all’interno dei comprensori scolastici. Si tratta di un piano di attività programmato che recepisce le segnalazioni da parte di cittadini e di autorità di pubblica sicurezza. Il Comune ha incaricato alcuni agronomi di redigere un piano di monitoraggio e di intervento che andremo ad attuare.

Sono circa 500 gli alberi interessati. Contemporaneamente – continua Tragni – è stato dato avvio ai lavori di cura del verde urbano attraverso lo sfalcio dell’erba nei diversi rioni della città e all’interno dei parchi pubblici. Entro pochi giorni la macchina tornerà a regime. Nell’ambito del contratto stipulato con il nuovo gestore del servizio di igiene urbano nel sub-ambito metropolitano Matera 1, si sta già provvedendo anche alla pulitura delle caditoie che saranno censite e geolocalizzate per consentire il monitoraggio degli interventi futuri. Contestualmente alla pulizia, viene effettuata la derattizzazione a tappeto mentre è già stato effettuato il primo intervento di trattamento antilarvale e di disinfestazione dalle zanzare e dagli insetti. In queste settimane di fermo, il Comune ha continuato a lavorare per permettere la ripartenza immediata dei servizi”.

martedì 21 aprile 2020

Il 22 Aprile Giornata Mondiale della Terra


POTENZA - Il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani celebra la Giornata Mondiale della Terra del 22 aprile 2020, istituita come giornata delle Nazioni Unite con la risoluzione A/RES/63/278 del 2009. La prima celebrazione, tuttavia, precede la risoluzione dell’ONU e risale al 22 aprile 1970, quando 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una manifestazione a difesa della Terra, protestando contro il degrado ambientale dovuto all'inquinamento, alla progressiva desertificazione e all'estinzione della fauna selvatica.

Da 50 anni a questa parte, essa rappresenta un puntuale appuntamento di riflessione sullo stato di salute del nostro pianeta e, per il 2020, il tema individuato è l'azione per il clima. Nonostante la minaccia del virus che sta condizionando la nostra salute e la nostra libertà, l'azione sui cambiamenti climatici rimane la più urgente sfida per la sopravvivenza dell’intera umanità. La sua improrogabilità emerge dai dati sul surriscaldamento globale divulgati dall’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) delle Nazioni Unite, secondo cui le temperature raggiunte dall'aria superficiale nel 2019 sono le più elevate mai registrate.

Secondo lo studio del World Glacier Monitoring Service, inoltre, il 2019 è stato il 32° anno consecutivo in cui si è sciolto più ghiaccio di quanto se ne sia riformato ed i livelli del mare hanno raggiunto il loro massimo innalzamento da quando sono iniziate le registrazioni.

Le suddette rilevazioni suscitano il concreto timore sull’impossibilità di rispettare gli obiettivi delle Nazioni Unite fissati proprio nella giornata internazionale della Terra del 2016 in cui, nella sede di New York, venne aperto alla firma l’Accordo per combattere il riscaldamento globale raggiunto a Parigi nel dicembre del 2015.

Anche nella situazione in cui ci troviamo, in cui un virus minaccia la sopravvivenza di una consistente parte della popolazione e le nostre libertà, non bisogna distogliere l'attenzione dall'urgenza di frenare i cambiamenti climatici e azzerare le emissioni di gas serra il più presto possibile.

La vulnerabilità climatica costituisce la più grande sfida per il futuro e il benessere dell'umanità poiché rappresenta una minaccia all’abitabilità del pianeta, sia da un punto di vista biologico che sociale. Essa rischia di compromettere il nostro ecosistema vitale e le libertà umane, favorendo le discriminazioni tra i popoli e le disuguaglianze di genere.

Senza un radicale cambio di rotta, i cambiamenti climatici determineranno la perdita dei mezzi di sussistenza per le popolazioni più povere del mondo e le donne saranno le prime a farne le spese perché più povere, più esposte a malattie e dedite all’agricoltura.

Occorrono quindi delle azioni di tutela sia naturalistiche che sociali, riconducibili a quella che l’Enciclica Laudato sì di Papa Francesco chiama “ecologia integrale” in cui la preoccupazione per la

natura, l’equità verso i poveri e l’impegno nella società risultino inseparabili.

Il CNDDU propone a tutti i colleghi di promuovere percorsi educativi allo sviluppo sostenibile che  possano stimolare gli alunni ad esprimere la loro percezione della sfida climatica anche alla luce degli effetti positivi del lockdown sull’ecosistema, fino a delineare la loro “ricetta per il clima” ed esprimerla attraverso la produzione di file multimediali, brani di riflessione, poesie o immagini da​ condividere sulle piattaforme in uso per la didattica a distanza e con tutte le scuole d’Italia, attraverso il nostro sito.

Propone altresì di dare seguito al progetto delle “foreste scolastiche a distanza” realizzate con la piantagione dei noccioli disponibili in casa al fine di monitorare la crescita delle foreste multimediali e riflettere sulla semplicità delle azioni necessarie per salvare il clima. Tra le attività in programma per la giornata del 22 aprile, segnaliamo la pregevole iniziativa denominata OnePeopleOnePlanet: una maratona mediatica che sarà parte dell’evento globale Earthrise e che coinvolgerà i 193 Paesi membri delle Nazioni Unite con attività formative, ludico-educative e ricreative disponibili per l’Italia sul sito www.onepeapleoneplanet.it, mentre il 24 aprile si svolgerà il 5° sciopero globale per il clima organizzato dal movimento Fridays for Future in modalità digitale.

L’invito che ci sentiamo di rivolgere a tutti i docenti è di trasferire ai nostri alunni il messaggio che le loro azioni per il clima, anche se realizzate da casa ed apparentemente insignificanti, possono invece salvare concretamente il nostro ecosistema; che nessuno di loro è impotente nel momento in cui contribuisce allo spegnimento dell’incendio con una piccola goccia: ce lo insegna la parabola africana del colibrì.

In occasione della giornata, auguriamo a tutti gli alunni di essere come il colibrì: inarrestabili difensori della natura che, con il loro impegno, possano ispirare altri giovani fino a che tutti i giovani della terra possano ispirare anche gli adulti.

Quindi l’hashtags che lanciamo per la giornata è il seme che desideriamo germogli nei nostri alunni: <<la mia goccia spegnerà l’incendio>>. #lamiagocciaspegneràlincendio

giovedì 26 marzo 2020

Patto europeo della plastica, da oggi anche l'Italia è dentro



POTENZA - Anche l'Italia aderisce al Patto europeo della plastica, progetto lanciato da Olanda e Francia nel 2019 e volto a trovare nuove soluzioni in merito ai rifiuti in plastica e al loro smaltimento.

L'adesione al Patto è avvenuta ufficialmente lo scorso 6 marzo, allorché il Ministro per l'Ambiente Sergio Costa ha sottoscritto a Bruxelles il documento, unendosi così a 10 nazioni e cinquanta fra imprese e organizzazioni di settore già impegnate nel progetto.

Firmando questo accordo, gli aderenti – e dunque anche il nostro Governo – si impegnano ad attuare delle nuove politiche per favorire la produzione di imballaggi diversificati da parte delle aziende, unitamente a regole che mirano a gestire i rifiuti in plastica, dalla loro progettazione fino allo smaltimento. In quest'ottica un ruolo fondamentale lo avranno le imprese, che dovranno essere supportate da politiche fiscali mirate, ma anche i consumatori avranno la loro parte e certamente vanno sensibilizzati circa il riuso e il riciclo corretto di qualunque prodotto in plastica, imballaggi compresi.

Il Patto riprende l'iniziativa della Ellen McArthur Foundation “New Plastics Economy Global Commitment”, portata avanti e sostenuta dal governo francese durante la presidenza del G7, che intende inserire la plastica nel processo di economia circolare.

La definizione del testo del Patto è giunta a seguito del lavoro coordinato di quattro gruppi diversi composti dai rappresentanti della Commissione Europea e degli stati membri di Danimarca, Paesi Bassi, Francia, Finlandia, Germania e Slovenia, unitamente a imprese che producono e/o usano plastica nel loro settore. Ogni gruppo, a sua volta, è stato coordinato da un soggetto diverso – dalla Ellen MacArthur Foundation, dal ministero dell’Ambiente della Danimarca, dalla Unilever e dalla Wrap Uk. L'Italia ha presenziato sia al gruppo di lavoro “Scopi e definizioni”, che a quello “Riuso/riciclo riduzione dell'uso”.

La firma apposta su questo documento dimostra, ancora una volta, quanto il Governo e gli italiani stessi siano sensibili alla protezione dell’ambiente e concordi nel trovare nuovi modi per gestire i rifiuti, specie quelli in plastica.

A riprova di tale atteggiamento, abbiamo una recente ricerca condotta da ING, gruppo bancario da sempre in prima linea a favore dell'eco-sostenibilità. Dai dati emersi dalla ING International Survey, si evince quanto gli italiani siano attenti a seguire le 3R dell'economia circolare, ovvero riduzione dei rifiuti, riciclo e riutilizzo.

Il modello dell'economia circolare piace e coinvolge i nostri connazionali, che nel 74% dei casi si dicono favorevoli anche ad una crescita più lenta del PIL nazionale, se ciò può contribuire a tutelare l'ambiente. Per questo desta molta preoccupazione l'atteggiamento delle aziende, che ancora non riescono a tenere il passo con questo modello economico: una percentuale compresa fra il 39% ed il 35% degli italiani si dice in apprensione circa la diffusione dei rifiuti in plastica, mentre il 70% chiede alle aziende di adottare un modello di produzione più virtuoso.

Con la firma del Patto europeo della plastica si apre un nuovo e più incisivo capitolo della crescita economica sostenibile per il nostro Paese, in aderenza agli impegni sottoscritti.

venerdì 28 febbraio 2020

Cillis (M5S): "Presunta fuoriuscita di greggio al centro oli Tempa Rossa"

POTENZA - Il riferimento è alla presunta fuoriuscita di greggio da un serbatoio di pre-trattamento in data 10 gennaio 2020 nell’impianto del centro oli di Corleto Perticara, di cui abbiamo appreso solo dagli organi di stampa in data 18 febbraio che avrebbe determinato, per la pulizia dell’area interessata, l’impiego di decine di autocisterne arrivate presumibilmente dalle regioni limitrofe.

Al Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare ho chiesto:

• se e quali iniziative il Governo intenda assumere, per quanto di competenza, in relazione a quanto sopra esposto per conoscere la reale entità dello sversamento e dei danni provocati e quali misure di bonifica siano state predisposte;

• se il Governo intenda adottare le iniziative di competenza per effettuare verifiche, anche per il tramite del Comando dei Carabinieri della tutela dell'ambiente, circa i fatti esposti e sospendere, al fine degli accertamenti, in via precauzionale le autorizzazioni alla messa in produzione del centro Oli «Tempa Rossa» di Corleto Perticara.

Da quanto si è appreso (e lo ribadisco, solo dal 18 febbraio 2020 e solo dagli organi di stampa), in data 30 gennaio - quindi dopo ben 20 giorni dal presunto incidente - la Regione Basilicata ha chiesto chiarimenti in merito alla TOTAL che, ha risposto (indicando le cause dell’incidente e le misure che sarebbero state adottate) con nota del 7 febbraio 2020, ovvero il giorno dopo aver sottoscritto l’accordo con la Regione Basilicata!

È lecito quindi chiedersi se, sia la TOTAL che la Regione Basilicata, abbiano fornito o meno, ai cittadini lucani, piena informazione sull'incidente. Forse perché la probabile divulgazione di tale notizia avrebbe potuto compromettere la chiusura dell’accordo?

giovedì 27 febbraio 2020

Matera: Rifiuti Sub Ambito, l’assessore Tragni: "Regione intervenga sui costi di smaltimento"

MATERA - “Il Comune di Matera non può per ragioni giuridiche e non vuole per decisione politica riaprire la discarica di La Martella per il conferimento dei rifiuti. La Regione Basilicata ha il compito di indicare in quali impianti il gestore del servizio può conferire i rifiuti e deve assumersi fino in fondo le sue responsabilità. Il resto è solo argomento da campagna elettorale”.
E’ quanto sostiene l’assessore all’Ambiente, Giuseppe Tragni, che aggiunge: “Non possiamo più tollerare i toni e le argomentazioni dei rappresentanti del governo regionale che continuano a ignorare volutamente che esiste un contratto stipulato tra il Sub Ambito e il gestore che non prevede l’utilizzo dell’impianto di La Martella. Sull’argomento c’è inoltre un chiaro pronunciamento del consiglio comunale di Matera che non può essere disatteso. La questione dei prezzi del conferimento negli impianti pubblici e privati della Basilicata, che sono considerati elevati dagli operatori, ricade totalmente nella sfera di competenza del Governo regionale e la sua soluzione non può essere ribaltata sui Comuni. Allo stesso modo è un insuperabile obbligo contrattuale dell’impresa aggiudicataria, l’individuazione delle discariche in cui conferire i rifiuti. Le Amministrazioni del Sub Ambito stanno lavorando in armonia e al meglio, lo conferma l’avvio del servizio di raccolta differenziata nei Comuni associati”.

mercoledì 26 febbraio 2020

Wwf: "La centrale idroelettrica nel Parco del Pollino rischia di compromettere l’intero ecosistema fluviale del Frido"


POTENZA - Speravamo che la vicenda della Centrale idroelettrica sul fiume Frido fosse stata definitivamente archiviata dopo l’interruzione dei lavori nel 2017, per esecuzione delle opere in difformità dal progetto e la conseguente ordinanza di riduzione in pristino dello stato dei luoghi disposta meritoriamente dall’Ente Parco del Pollino. Invece, grazie ad una serie arzigogolata di atti, per ultima la D.G.R. n°42 del 20/01/2020 , la Regione Basilicata ha rideterminato i termini di validità del giudizio favorevole di compatibilità ambientale, rilasciato nel lontano 2013 per un periodo di 18 mesi decorrenti dalla comunicazione della data di ripresa dei lavori, riaprendo così la controversa vicenda.

La realizzazione della centrale idroelettrica nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, nel comune di Viggianello in Zona 1, l’area di massima tutela, aveva già provocato infatti un impatto negativo nell’area protetta con lo sbancamento di una parte del versante del fiume Frido, sradicamenti di alberi, aperture di piste, modifica dell’alveo fluviale, compromettendo il delicato e prezioso ecosistema del Frido, tra i maggiori corsi d’acqua del Pollino. Il progetto prevedeva la massima tutela dell’habitat della lontra e della trota fario, utilizzando la condotta forzata attraverso strade e tratturi già esistenti, come la stradina di servizio della fognatura di 3 metri massimo di larghezza e non di una strada larga in alcuni punti più di 30 metri, cancellando il bosco ripariale e occludendo l’alveo del fiume con detriti di scavo.

Vicenda oggi più che mai da biasimare in un momento di grave crisi idrica che deve essere affrontata con un’oculata gestione dei bacini idrografici, avviando urgentemente una diffusa azione di riqualificazione degli stessi fortemente compromessi dal consumo di suolo e dall’artificializzazione della rete idrica superficiale.

I parchi nazionali devono prioritariamente garantire la conservazione della biodiversità e non pensare ad ipotesi di sviluppo industriale che, al contrario, non possono che essere impattanti proprio su quei valori di naturalità da preservare. Anche da un punto di vista strettamente economico, il valore dei servizi ecosistemici che gli ambienti del Parco del Pollino offrono alle comunità è di sicuro alla lunga superiore al beneficio che la centrale potrebbe portare a pochi nell’immediato. Il quindicesimo obiettivo dell’Agenda Onu 2030 sullo sviluppo sostenibile punta a proteggere e ripristinare gli ecosistemi terrestri: utilizzare in modo sostenibile le foreste, fermare la desertificazione e il degrado del territorio, salvaguardare la biodiversità. Purtroppo la protezione delle aree protette e la salvaguardia della diversità biologica lasciano a desiderare: in l’Italia varie specie animali e vegetali sono nella lista rossa del WWF. Anche se favorevoli a forme di energia rinnovabili, dobbiamo sempre tener presente che se l’ecosistema si degrada, la vita animale e vegetale ne patisce e ne patiamo anche noi che ne facciamo parte. Per tali ragioni confidiamo ancora una volta nel buon senso delle istituzioni interessate affinché blocchino definitivamente la realizzazione della centrale che non può essere portata avanti sulla base di un’autorizzazione di quasi 10 anni fa e che sicuramente apporterebbe danni gravi ai delicati equilibri ambientali del Parco.

martedì 25 febbraio 2020

Matera: raccolta differenziata, al via la distribuzione dei kit

MATERA - Inizia la distribuzione dei kit per la raccolta differenziata dei rifiuti nei Comuni del Sub Ambito Matera 1.

E’ quanto stabilito al termine della riunione della Conferenza dei Sindaci che si è svolta in mattinata a Matera.

La distribuzione dei mastelli avrà inizio in data 27 febbraio 2020 secondo il seguente programma:

Tricarico: dal 27 febbraio 2020 - durata prevista 5 giorni - rimozione cassonetti stradali prevista tra il 2 marzo ed l’8 marzo 2020. Avvio servizio a regime dal 16 marzo 2020;

Ferrandina: dal 2 marzo 2020 - durata prevista 10 giorni - rimozione cassonetti stradali prevista tra il 13 marzo ed il 15 marzo 2020. Avvio del servizio a regime dal 16 marzo 2020;

Matera: dal 2 marzo 2020 - durata prevista 50 giorni - avvio dai borghi e zone periferiche, attualmente con raccolta stradale, secondo la logica delle aree omogenee previste dal progetto e dall’offerta. Il Cns consegnerà a giorni il cronoprogramma di dettaglio;

Irsina: dal 27 aprile 2020 - durata prevista 6 giorni. Inizio raccolta dal 4 maggio 2020;

Bernalda: dal 4 maggio 2020 - durata prevista 15 giorni. Inizio raccolta dal 19 maggio 2020

La campagna di comunicazione si conformerà al programma di distribuzione dei mastelli e di avvio del servizio. La società incaricata provvederà a definire con i singoli sindaci i giorni, gli orari e i luoghi per gli incontri con i cittadini.

lunedì 10 febbraio 2020

Satriano di Lucania (Pz), un albero per ogni abitante


SATRIANO DI LUCANIA (PZ) – Un albero per ogni abitante. E’ questo l’obbiettivo fissato dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Umberto Vita, con il progetto “Alberi” che proporrà varie iniziative volte alla riduzione dell’impatto antropico per promuovere un’azione di compensazione dell’anidride carbonica immessa in atmosfera.

L’intento è quello di piantare 2500 alberi, simbolicamente almeno un albero per ogni cittadino residente, entro il 2024.

A questo scopo, a partire dal bilancio comunale 2020, verrà istituito il “Fondo Madre Natura” che servirà per coprire le spese connesse alla piantumazione e le cui risorse verranno attinte dalle economie del bilancio comunale, da progetti e bandi, nonché da donazioni di cittadini, aziende ed associazioni.

Presso l’ufficio anagrafe del Comune verrà inoltre istituito un registro per richiedere la messa a dimora di un albero per ogni bambino nato o adottato da genitore o tutore residente nel Comune di Satriano. Gli alberi dedicati ai nuovi nati avranno una targa riconoscitiva con nome e data di nascita e verranno piantati in un terreno vicino al centro abitato.

Il Comune ha scelto di piantare solo alberi autoctoni quali castagni, noci e alberi da frutto. In ordine di priorità si procederà alla piantumazione dei castagni per la volontà dell’amministrazione comunale di unire a questa operazione anche un beneficio turistico. E’ noto che i luoghi dove sono presenti castagneti riescono ad attrarre migliaia di turisti tra ottobre e novembre.

Le piantumazioni avverranno nel periodo invernale con giornate pubbliche a ridosso della festa nazionale dell’albero alle quali potranno partecipare i bambini delle scuole, associazioni, aziende, volontari e cittadini.

giovedì 6 febbraio 2020

Cillis (M5S): "Contaminanti, riscontrati e da rilevare, nella diga del Pertusillo"

ROMA - Martedì ho presentato una interrogazione a risposta immediata, in assemblea, ai Ministri della Salute e dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con la quale chiedo - per le acque della diga del Pertusillo che fornisce acqua da bere per un milione di persone attraverso il potabilizzatore di Missanello - sia se la presenza di metalli pesanti (che perdura dal 2012) possa avere conseguenze dannose sulla popolazione e sia se l'Acquedotto Pugliese (unico ente accreditato a certificare la qualità dell'acqua dell'invaso lucano) ricerchi effettivamente tutte le sostanze chimiche usate nelle attività di ricerca e di estrazione petrolifera, compreso l’ isotopo radioattivo Americio-241.

È lo stesso Aqp che - nei suoi “rapporti di prova” sulla qualità dell’acqua potabile all’uscita del potabilizzatore di Missanello (l'ultimo è il numero 21541 del 2019) - certifica da ben 7 anni (gli stessi emersi al processo in atto a Potenza per il versamento di greggio, dal Cova di Viggiano, nel reticolo idrico della Val d’Agri) la presenza di alcuni contaminanti per i quali la legge italiana non prevede limiti di presenza come Litio, Bromuro, Bario e Berillio.

Del resto, l'invaso della diga del Pertusillo è a soli 2 km in linea d’aria dall’impianto di desolforizzazione dell’Eni, Centro Oli Cova di Viggiano, la cui attività è classificata a rischio di incidente rilevante ai sensi del d.lgs 17 agosto 1999 n. 334. Così in una nota Luciano CILLIS (M5S) Portavoce alla Camera, componente della XIII Commissione (Agricoltura).