Visualizzazione post con etichetta Ambiente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ambiente. Mostra tutti i post

mercoledì 16 gennaio 2019

Mattia (M5S): "Eolico selvaggio in Basilicata, il ministro Costa incontrerà l'associazione ambientalista EHPA"


di Mattia Presidente (M5S Basilicata) - Ho letto sulla stampa lucana la lettera aperta dell’Associazione Ehpa di Potenza "a difesa del territorio della Basilicata e del Sud" indirizzata al ministro dell'Ambiente Sergio Costa.

Le questioni poste sono molto importanti e meritano grande attenzione.

Ieri a Roma ne ho parlato con il ministro che si è immediatamente reso disponibile ad incontrare gli esponenti dell’Associazione ambientalista lucana non appena verrà in Basilicata e comunque in tempi molto brevi.

L’eolico selvaggio sta devastando il territorio grazie alle maniche larghe dei passati governi regionali. Il M5S è da sempre sostenitore e promotore di una strategia energetica che abbandoni definitivamente il fossile e si diriga verso le energie rinnovabili e pulite. Anche il rinnovabile tuttavia non può svilupparsi a discapito dell’ambiente e della tutela dei territori. Occorre sempre rispettare le leggi, l’ambiente, le vocazioni del territorio. E se le leggi sono ambigue o favorevoli a forme di devastazione, allora vanno cambiate.

Il M5S ha inserito nel proprio programma per le elezioni regionali prossime lo stop all’eolico selvaggio, nonché il ripristino immediato della legalità e dei diritti dei cittadini e dei territori nelle situazioni già denunciate sia dalla stampa sia dai comitati locali.

'Mare Magna Grecia', primo sito esclusivamente marino per la Basilicata.


POTENZA - “La Basilicata è tra le maggiori regioni europee per numero di siti di Natura 2000. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell'Unione, istituita ai sensi della Direttiva Europea per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario. La Basilicata punta sempre di più al verde e... al verde acqua! Natura 2000 è dunque la rete ecologica europea per tutelare la biodiversità. Ben presto proprio in Basilicata potrebbe nascere “Mare della Magna Grecia”, un nuovo sito a tutela della biodiversità”. Lo ha annunciato Giovanna Petrone, Coordinatrice delle Guide Ambientali Escursionistiche della Basilicata.

“AIGAE, l’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche , accoglie con entusiasmo e piacere la notizia, resa nota dall’assessore regionale all’Ambiente ed Energia Francesco Pietrantuono – ha continuato Petrone - della decisione della giunta regionale della Basilicata di proporre alla Commissione europea un nuovo sito “Natura 2000” denominato “Mare della Magna Grecia”.

I siti Rete Natura 2000 in Basilicata, ben 55 quelli già istituiti, sono da considerarsi “contenitori” di un patrimonio inestimabile di biodiversità; l’aggiunta di un primo sito esclusivamente marino garantirà la tutela, la salvaguardia e la conservazione di specie che rappresentano gioielli preziosi della costa Jonica.

L’istituzione del primo sito marino rappresenterà sicuramente anche un’ulteriore occasione per le Guide Ambientali Escursionistiche della Basilicata di mettere al servizio del territorio la loro professionalità. La guida, infatti, non solo accompagna in sicurezza, descrive, spiega e illustra gli aspetti ambientali, naturalistici, antropologici e culturali di un territorio, ma contribuisce anche al monitoraggio e al controllo dei luoghi, mettendo in atto e diffondendo buone pratiche di tutela e salvaguardia della biodiversità e dei diversi habitat”. Tale annuncio della Regione, segue di qualche giorno l’approvazione dell’accordo da parte della stessa Giunta Regionale della Basilicata con AIGAE.

“ La Giunta Regionale della Basilicata ha approvato il protocollo con AIGAE – ha concluso Petrone - ora anche tutti i Parchi e le Aree Protette di questa meravigliosa regione potranno avvalersi della nostra figura professionale di Guida Ambientale Escursionistica. E’ un risultato davvero importante. Credo che questo sia un traguardo importante per la nostra Regione che ha già recepito l'adeguamento alla normativa nazionale 4/2013 sulle libere professioni tra le quali rientra quella della GAE modificando la legge regionale ormai superata . Un motivo in più per noi guide ambientali per dare il nostro contributo di valorizzazione e promozione del nostro territorio. Siamo disposti a mettere al sevizio della nostra Regione la nostra professionalità garantendo l'incremento del turismo sostenibile ed il rispetto per i luoghi e per il loro patrimonio. Basilicata sempre più regina della biodiversità e della tutela del territorio”.

Tutto su www.aigae.org

sabato 12 gennaio 2019

Xylella, Lezzi: in DL semplificazioni norma salva-ulivi secolari


ROMA  - “Gli alberi monumentali sono un patrimonio che abbiamo il dovere di tutelare: Per la Puglia gli ulivi, in particolare, rappresentano un simbolo e un tutt’uno con il nostro territorio e paesaggio. Per questo motivo ho ritenuto necessario presentare un emendamento che preveda l’abrogazione del comma della legge di Bilancio che concedeva una deroga rispetto al decreto del Mipaaf del 23 ottobre 2014 - elenco e censimento degli alberi monumentali - per le aziende che ricadono nelle zone infette da Xylella”. Lo afferma in una nota il ministro per il Sud Barbara Lezzi.

“L’emendamento è stato il frutto del confronto con i senatori del M5s e con i parlamentari pugliesi in particolare. Quella della Xylella è una piaga che dobbiamo eradicare: il governo, e il ministro Centinaio in particolare, stanno dimostrando molta attenzione nei confronti del tema e la volontà di intervenire per tutelare gli operatori del comparto agricolo. A conferma di tale impegno, ricordo tra l’altro che lo scorso 28 novembre, in occasione della la cabina di regia del Fondo di sviluppo e Coesione, ho deliberato il trasferimento di 30 milioni di euro al ministero dell'Agricoltura per il contrasto al fenomeno della Xylella in Puglia”.

giovedì 10 gennaio 2019

Perrino e Leggieri (M5S Basilicata): "Piano delle aree e moratoria permessi di prospezione: primi passi di un cammino green"


POTENZA - Dopo tante polemiche, spesso create strumentalmente da gruppi in cerca di autore, è arrivato un segnale forte dal governo centrale sulle trivelle. L’emendamento proposto al Decreto Semplificazione dal Movimento 5 Stelle prevede l'introduzione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PTESAI) e la rideterminazione di alcuni canoni concessori. L’emendamento contempla anche una moratoria triennale per i permessi di prospezione e di ricerca già rilasciati, nonché per i procedimenti finalizzati al rilascio di nuovi permessi. Grazie alla moratoria, sarà impedito il rilascio di circa 36 titoli attualmente pendenti, compresi i tre permessi rilasciati nel mar Ionio.

Si sposa dunque la battaglia referendaria dello scorso 17 aprile 2016, alla quale il M5S diede il suo fattivo contributo. È bene ricordare agli smemorati che i portavoce M5S in Regione Basilicata hanno preso parte a quella battaglia, prima proponendo al Consiglio Regionale di intraprendere la via della battaglia referendaria, poi partecipando attivamente al percorso referendario con il portavoce Gianni Perrino come delegato supplente (ma in realtà sempre presente) per il Consiglio Regionale.

Il cammino è ancora lungo e irto di ostacoli, visti gli interessi in ballo e lo strapotere che hanno le lobby dell’oro nero, ma questo è un primo passo importante verso una svolta green per il nostro Paese. Dal canto nostro, continueremo a mantenere alta l’attenzione e proseguire coerenti nel cammino iniziato quando siamo entrati all’interno delle istituzioni. Dispiace tuttavia registrare l’atteggiamento di alcune associazioni alle prese con una guerra sterile nei confronti di chi, come il Ministro Costa, ha aperto al dialogo. Alle stesse associazioni, con cui abbiamo collaborato in maniera diretta e indiretta, chiediamo di abbandonare inutili protagonismi e di partecipare fattivamente per raggiungere un obiettivo che ci ha sempre accomunati. In ultimo vogliamo che arrivi forte e chiaro il nostro messaggio a chi in queste ore sta provando a mettere in dubbio il contenuto dell'emendamento 'blocca trivelle’, e in particolare al senatore leghista Arrigoni e al viceministro allo Sviluppo Economico in quota lega, Galli: la Basilicata è stanca di essere sacrificata sull'altare delle lobby e nessun passo indietro sarà tollerato dai cittadini e dal Movimento 5 Stelle lucano. Invitiamo il senatore Pepe a non prestarsi a strane ed inaccettabili manovre. Così in una nota congiunta Gianni Perrino e Gianni Leggieri, M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

Animali, WWF e LIPU: "politica venatoria Regione? Tordi e beccacce per ingraziarsi i voti dei cacciatori"


POTENZA - Per il secondo anno consecutivo la Regione Basilicata, con deliberazione del 28 dicembre 2018 (durante le vacanze natalizie, evidentemente ritenendo urgente ed improrogabile la questione) ha disposto il prolungamento della stagione venatoria per beccaccia e turdidi. Ancora una volta tale intervento viene adottato con modalità a dir poco discutibili. È evidente, infatti, come le tempistiche del provvedimento, emanato a pochi giorni dalla prevista chiusura del calendario venatorio, siano tali da rendere, di fatto, vana la proposizione di un ricorso all’autorità giurisdizionale finalizzato a dichiarare l’illegittimità della delibera medesima.

Il contenuto del provvedimento è sostanzialmente identico, per contenuti e modalità di adozione, a quello già censurato dal Tribunale Amministrativo Regionale nel 2017 e confermato poi dal Consiglio di Stato. Si ricorda, peraltro, che la definizione del calendario venatorio e le sue eventuali estensioni temporali, non possono essere adottati in maniera arbitraria ma debbono presupporre una preventiva valutazione scientifica in ossequio a quando prescritto da ISPRA: valutazione che invece la Regione Basilicata continua sistematicamente a ignorare.

La decisione di estendere il calendario venatorio, oltre ad essere illegittima, si pone in palese violazione con i principi di legalità e trasparenza dell’azione amministrativa in quanto è emanata con finalità elusive delle ordinarie procedure prescritte in materia a livello nazionale. Tali valutazioni sono poste a tutela della fauna che è patrimonio indisponibile dello Stato e per questo tutelata anche in sede penale.
Una siffatta modalità di azione politico-amministrativa, non può quindi fare altro che comportare un illegittimo e reiterato danneggiamento di tale patrimonio.
In questi giorni il territorio lucano è per la maggior parte innevato.

Proprio a causa della neve, che oggi è caduta copiosa, la caccia non è consentita, nonostante la proroga in vigore. Proprio questa situazione meteo rende ancora più necessaria e urgente la revisione della delibera da parte degli uffici preposti, essendo evidente che, in tali precarie condizioni, gli spazi vitali, sia per la beccaccia ma anche per i turdidi, si riducono sensibilmente, con il rischio di esporre tali specie, rese ancora più deboli e vulnerabili, ad una sicura e inutile mattanza, considerata anche l’esiguità dei controlli sul territorio, come peraltro avvenuto lo scorso anno e documentato sui social dagli stessi cacciatori.

Un passo indietro da parte della Regione, insieme all’intensificazione dei controlli da parte delle autorità preposte, è, quindi, non solo opportuno ma necessario per tutelare la incolumità pubblica, fungendo da deterrente per coloro i quali, nonostante le avverse condizioni meteo, decidessero di avventurarsi nei boschi per esercitare l’attività venatoria.

Per tutti questi motivi, attesa la grave e reiterata condotta tenuta dalla Regione Basilicata, in violazione di tutte le prescrizioni in materia, poste a tutela della fauna e degli habitat, la Lipu ed il WWF Italia si riservano di valutare la opportunità di agire anche in sede penale al fine di salvaguardare l’interesse primario costituito dalla tutela della fauna selvatica.

mercoledì 9 gennaio 2019

Cosimo Latronico su ricerche petrolifere Mar Ionio

POTENZA - “La vicenda dell’autorizzazione delle attività di ricerca petrolifera nel mar Ionio, questione che si conosceva da anni, per l’interesse manifestato e le istanze presentate ai ministeri competenti da diverse compagnie, non può lasciare sorpresi nè può essere giustificata come l’inevitabile conclusione di un procedimento amministrativo precedente”. E’ quanto segnala l’ex parlamentare lucano Cosimo Latronico, dirigente nazionale di Noi con l’Italia. “La verità vera è che questo Governo, nei suoi primi sei mesi di attività e nel suo stesso ‘contratto’, ha evitato di chiarire una questione dirimente come quella energetica, che peraltro era stata al centro della campagna elettorale dei grillini che propagandavano il superamento immediato del fossile. L’Italia non può nascondersi dietro posizioni incerte e mancare di darsi, da subito, una chiara strategia energetica ambientalmente sostenibile – continua Latronico - e capace di competere con le scelte energetiche almeno dei Paesi europei. L’auspicio è che si deliberi la revoca dei permessi rilasciati in materia di ricerca e concessione mineraria nel mar Ionio, in quanto area sensibile, come previsto per altri tratti di costa italiana, e nello stesso tempo – conclude l’ex parlamentare - si vari una strategia energetica capace di reggere la sfida di uno Stato, l’Italia, che è tuttora il secondo Paese manifatturiero d’Europa”.

martedì 8 gennaio 2019

DiEM 25 Matera: un santuario dei cetacei al posto delle trivelle

MATERA - In queste ore infiamma la polemica sulle autorizzazioni alle compagnie petrolifere di attivare ricerche nel mar Ionio tra l'altro praticate con l'infame strumento dell'air gun, un metodo che rischia fortemente di compromettere l'ecosistema marino nelle aree interessate.

Molte delle associazioni ambientaliste ed in particolare il coordinamento No Triv accusano il governo ed il Ministro Di Maio di immobilismo e di aver di fatto "perso" l'occasione per intervenire con una moratoria per bloccare il proliferare delle richieste di trivellazione permettendo al provvedimento promosso dal governo Renzi di concludere positivamente il suo iter.

Il coordinamento no Triv, inoltre, sottolinea l'ennesimo tradimento del governo rispetto alle promesse elettorali sui temi ambientali, denuncia le stesse modalità di nascondersi dietro impossibilità tecniche e logistiche ed evidenzia l'ennesima sconfitta nelle trattative con la lega su temi strategici, imputando la scelta del governo ad aver accondisceso alle posizioni sui temi del petrolio del partito di Salvini.

Di Maio replica che le responsabilità sono tutte del precedente governo e che il suo esecutivo si è limitato a rispettare norme e leggi e rilancia che insieme alla Regione Puglia che ha già dichiarato di voler impugnare il provvedimento sarà in prima linea per scongiurare il rischio di Trivelle nel golfo di Taranto.

A noi il balletto delle responsabilità interessa poco, a noi interessa prima di tutto che il nostro mare sia salvaguardato dal rischio di estrazioni petrolifere che sarebbero un disastro per l'ecosistema.

Per questo a tutti coloro che dicono di aver a cuore il nostro mare ma soprattutto a coloro che lo hanno a cuore veramente, proponiamo, invece, di scongiurare definitivamente ulteriori stupri del nostro territorio tutelando parte dell'area interessata con rigorosi vincoli ambientali.

Da diversi anni alcune organizzazioni scientifiche monitorano il golfo di Taranto ed hanno riscontrato la presenza di un ecosistema sorprendente nonostante la grande antropizzazione; tante specie animali di grande importanza (come i grandi cetacei) vivono nel nostro mare e giustificherebbero la creazione di un'area marina protetta come il santuario dei cetacei nel Tirreno settentrionale.

Questa sarebbe una grande opportunità per riconoscere lo straordinario valore del nostro mare e per riportare al centro della discussione sullo sviluppo la valorizzazione del territorio e non il suo efferato sfruttamento.

La proposta è stata firmata da:

DiEM25 Matera
Sinistra Italiana Matera
Associazione Ambiente e legalità
Collettivo Donne Matera

lunedì 7 gennaio 2019

Trivelle: WWF, "Subito una moratoria come in Francia e un intervento normativo"


POTENZA - Volere è potere, mai come nel caso delle concessioni petrolifere la politica deve dimostrare coerenza con gli impegni assunti in campagna elettorale e considerare la questione nel suo complesso a cominciare dalla riforma del quadro normativo.

Precedenti, anche recenti, come lo stop nel 2016 del progetto Ombrina Mare di fronte alla Costa Teatina in Abruzzo, dimostrano che quando c’è la volontà politica si può fare molto e che si può intervenire anche sul singolo caso.

Se il governo vuole davvero perseguire la via dell’uscita dai combustibili fossili indicata nel programma di governo e richiesta dall’Accordo di Parigi sul clima, deve disinnescare l’articolo 38 del cosiddetto decreto Sblocca Italia, che ha facilitato gli iter autorizzativi per le trivellazioni di idrocarburi a mare.

Il WWF chiede che il governo adotti subito un provvedimento di moratoria generalizzato come quello assunto sin da 2016 dal governo francese e tuttora vigente e intervenga con una modifica urgente di carattere normativo: una modifica coerente con una strategia di decarbonizzazione che preveda anche un piano di progressive dismissioni delle piattaforme già autorizzate e di stop a quelle nuove. Senza un piano delle aree inoltre, previsto nel 2014 poi cancellato alla fine del 2015, ci troveremo sempre a discutere di singole concessioni senza affrontare il problema sul piano strategico.

Per non parlare del 48 per cento di impianti offshore entro le 12 miglia dalla costa, oggi fascia off limits per le nuove trivellazioni: semplicemente insostenibili. Sono ben 44 su 94 gli impianti offshore (piattaforme o teste di pozzo) autorizzati prima del 1986 e quindi mai sottoposti alla Valutazione di Impatto Ambientale (entrata in vigore proprio quell’anno). Così come è necessario lavorare per introdurre il divieto di utilizzo per le ricerche in mare di una pratica pericolosa come l’air gun.

“Mentre siamo tutti impegnati a difendere il mare dalla plastica con una fortissima mobilitazione anche istituzionale è un paradosso che non si riesca a mettere uno stop al pericolo che, proprio per il mare e la sua biodiversità, rappresentano le trivellazioni. Chiediamo al governo di mettere fine a questo gioco perverso che, tra l’altro rappresenta un ulteriore pugno nello stomaco per gli oltre 13 milioni di cittadini che si sono chiaramente espressi all’ultimo referendum sulle trivelle”, dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi.

domenica 6 gennaio 2019

Trivelle nel Mar Ionio, Emiliano: "Regione Puglia difenderà il suo mare in ogni sede e con ogni mezzo"


BARI - “Impugneremo le nuove autorizzazioni rilasciate dal Mise a cercare idrocarburi nel Mar Ionio. Ci siamo sempre battuti in difesa del nostro mare, e continueremo a farlo” lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nell’apprendere dagli organi di stampa del via libera alle trivelle dato dal Ministero dello Sviluppo Economico nel mar Ionio; e in particolare della pubblicazione, il 31 dicembre 2018 sul BUIG (bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle geo risorse) di tre nuovi permessi (F.R43-44-45.GM) di ricerca petrolifera su una superficie complessiva di 2200 km/q a favore della società americana Global MED LLC, con sede legale in Colorado, Usa.

“La battaglia contro le trivellazioni nei mari pugliesi continua. Di Maio e Costa come Renzi e Calenda. Con la differenza che almeno Renzi e Calenda erano dichiaratamente a favore delle trivellazioni, mentre Di Maio e Costa hanno tradito ancora una volta quanto dichiarato in campagna elettorale. Avrebbero potuto nel programma di governo e quindi nella legge finanziaria bloccare tutte le ricerche petrolifere in Italia, come avevamo sempre detto di voler fare. La mia solidarietà affettuosa a tutti i militanti del Movimento 5 Stelle della Puglia che purtroppo avevano creduto alle affermazioni su Ilva, Tap, trivellazioni e su tante altre cose che si stanno svelando speranze deluse per sempre. La Regione Puglia non farà un diverso trattamento al Governo Conte rispetto ai governi precedenti, non siamo persone che fanno due pesi e due misure a seconda delle convenienze. La Regione Puglia difenderà il suo mare in ogni sede e con tutti i mezzi disponibili”.

STEA: "ENNESIMO TRADIMENTO DEI M5S" - “In linea con quanto dichiarato dal presidente Michele Emiliano, confermo la volontà della Regione di impugnare le nuove autorizzazioni rilasciate dal Mise per cercare idrocarburi nel Mar Ionio”, è quanto dichiara l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Gianni Stea che attacca il M5S: “Dopo Tap e Ilva siamo di fronte all’ennesimo tradimento da parte di Di Maio, Costa & C ai danni dei pugliesi. Ricordo che nel 2015 con il via libera all’unanimità, da parte del Consiglio Regionale pugliese, alla mozione sulle attività di prospezione, ricerca e coltivazione d'idrocarburi, la Puglia si mostrò compatta per la reintroduzione nello "Sblocca Italia" del Piano delle Aree, lo strumento di pianificazione che consente alle Regioni ed alle comunità interessate di partecipare all'identificazione delle zone di territorio e del mare dove sono consentite le attività di prospezione, ricerca e coltivazione d'idrocarburi. Non potevamo e non possiamo assistere passivamente ai continui tentativi di avviare ricerche petrolifere sottomarine davanti a coste che hanno nel mare la propria ricchezza turistica. Adesso invito tutti i rappresentanti delle istituzioni, tutti gli italiani, tutti i pugliesi alla mobilitazione attiva contro la politica assassina del nostro ecosistema messa in atto da questi dilettanti e falsi ambientalisti grillini. Altro che onestà, onestà. Da parte mia e anche per il ruolo che svolgo in seno alla Giunta della Regione Puglia, confermo la totale determinatezza a non abbassare la guardia a difesa del nostro mare e delle nostre coste, con la determinazione di dar vita ad un confronto serio in materia di tutela dell’ambiente e di rispetto della volontà popolare così come più volte espressa dai territori”.

mercoledì 2 gennaio 2019

Ambiente: da oggi in Italia è vietata la vendita dei cotton fioc di plastica


ROMA - Il nuovo anno si preannuncia all'insegna della lotta alla plastica, con l'Italia in prima fila. Entra, infatti, in vigore il divieto di produrre e vendere cotton fioc con il bastoncino di plastica. L'Italia è il primo paese dell'Unione europea ad adottare questa misura, contenuta nella legge di bilancio del 2017. Dal primo gennaio sarà possibile produrre e vendere solo cotton fioc biodegradabili e compostabili. Inoltre, i produttori dovranno indicare nell'etichetta le regole per smaltire i cotton fioc in maniera appropriata. I bastoncini di plastica dei cotton fioc, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rappresentano il 9% dei rifiuti ritrovati sulle spiagge italiane, una media di 60 per ogni spiaggia.

Quello che non si può monitorare, sono gli animali marini che muoiono per aver ingerito queste plastiche. Nella stessa legge di bilancio era contenuta anche un'altra misura, quella relativa alla bando delle microplastiche, particelle di diametro inferiore ai 5 millimetri, usate di solito nei prodotti cosmetici o per l'igiene. Si tratta di minuscoli granelli di plastica che finiscono nei fiumi e nei mari, vengono mangiati dai pesci e attraverso la catena alimentare finiscono sulle nostre tavole. Un altro divieto che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020 le microplastiche nei prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente.

Altra previsione importante è l'autorizzazione ai pescatori a portare nei porti la plastica raccolta con le reti, invece che ributtarla in mare, come sono costretti a fare oggi dalla legge vigente. Anche l'Unione europea sta lavorando da tempo per mettere al bando i prodotti di plastica monouso come cotton fioc, piatti e posate di plastica, tra le principali cause dell'inquinamento degli oceani e delle acque di superficie. Lo scorso ottobre il Parlamento europeo ha approvato una proposta per vietare questi prodotti, proposta che ora dovrà essere negoziata con il Consiglio Ue, l'altro organo legislativo dell'Unione. Se non ci saranno intoppi le nuove misure dovrebbero essere approvate entro marzo, ma perché entrino in vigore nei paesi Ue bisognerà attendere fino al 1° gennaio 2021.

domenica 30 dicembre 2018

WWF Potenza: "Chiarezza su richieste petrolifere"


POTENZA - Le notizie riguardanti i permessi di ricerca petrolifera “Masseria La Rocca “, “la Cerasa” , “Monte Cavallo” e “ Pignola” continuano a destare incertezza e preoccupazione su vicenda su cui, dopo anni in cui cittadini, associazioni, comitati, istituzioni locali, si sono espressi chiaramente e con decisione contro ogni tipo di attività petrolifera nei territori interessati, sembra non si riesca mai a esprimere una decisione di chiusura definitiva. Su “Masseria La Rocca”, permesso fortemente collegato alla situazione del pozzo Monte Grosso, chiediamo che il governo nazionale formalizzi in maniera definitiva il proprio diniego chiudendo anche ogni possibile spiraglio alla possibilità che l’azione delle compagnie petrolifere possa procedere e che, oggettivamente, la costituzione in giudizio del governo contro Regione, Comune di Brindisi di Montagna e Comitato No Triv può rappresentare. Altrettanta chiarezza chiediamo sulle vicende di “Monte Cavallo”, “La Cerasa” e “Pignola”. Ci aspettiamo una decisione politica che vada in opposizione al nullaosta della commissione VIA-VAS ministeriale all’attività di ricerca petrolifera. Riteniamo che non sia più il caso che su tutta la vicenda petrolifera in Basilicata non si riesca ad avere una soluzione di diniego ad ulteriori trivellazioni e a tutte le attività connesse in ottemperanza ad una volontà generale più volte e in varie occasioni. Da parte nostra continueremo tutte le azioni di contrasto e informazione a nostra disposizioni assieme a tutti i singoli , le organizzazioni e le istituzioni interessati. Così in una nota il WWF Potenza.

lunedì 17 dicembre 2018

Perrino e Leggieri (M5S): "Odori molesti nel Potentino, richiesti chiarimenti ad ARPAB"


POTENZA - A seguito delle numerose segnalazioni che si sono susseguite nella giornata di venerdì 14 dicembre 2018 su odori molesti negli abitati di Potenza, Pignola, Cancellara e Pietragalla e dopo aver appreso che a seguito di queste segnalazioni i tecnici dell’ARPAB sono intervenuti presso l’impianto delle Ferriere Nord a Potenza, abbiamo deciso di richiedere, tramite un formale accesso agli atti, l’esito di eventuali altri rilievi effettuati da ARPAB per accertare l’entità e la provenienza degli odori molesti denunciati dai cittadini. Così Gianni Perrino e Gianni Leggieri del Gruppo Consiliare M5S Basilicata.

lunedì 10 dicembre 2018

Innova: l’azienda materana cresce e investe


MATERA -“Innova” è l’azienda informatica materana, nata nel 1989 e che a partire dalla fine degli anni ’90, grazie alla presenza del CGS (Centro Geodesia Spaziale) costruito a pochi chilometri dalla città dei “sassi”, è protagonista con Leonardo (ex Finmeccanica) nell’ambito del programma COSMO-SkyMed, il più grande investimento mai effettuato dall’Agenzia Spaziale Italiana nel campo dell’osservazione da satellite della terra. Da 4 anni l’azienda ha anche sviluppato e commercializzato sul mercato italiano, la suite informatica in cloud “Innovambiente”, destinata alla gestione del ciclo di raccolta differenziata e porta a porta dei rifiuti.

Grazie a “Innovambiente”, conto economico e numero dei clienti sono cresciuti in doppia cifra negli ultimi 24 mesi. Il fatturato è salito sopra quota 1.500.000 euro. “Innovambiente” è oggi utilizzato da più di 80 comuni ed enti di gestione di tutta Italia, con un bacino di oltre 1 milione di utenti. Questo autunno è stato adottato da capoluoghi di provincia quali Marsala, Trapani, Imperia e in 5 municipi del comune di Roma. Mentre, dai primi mesi del 2019 è in programma la sua applicazione pilota all’interno di uno dei quartieri della capitale della Bulgaria, Sofia.

“Siamo cresciuti sviluppando software e sistemi in grado di elaborare i dati SAR dell’UGS (User Ground Segment). Dal 2016 abbiamo registrato una forte crescita sul piano aziendale e di mercato negli ultimi 3 anni, con lo sviluppo e la commercializzazione di Innovambiente – spiega Andrea Di Pasquale, Ad di INNOVA - Abbiamo siglato nuove collaborazioni con imprese leader di settore quali ‘Nica – Zucchetti Group’ nel campo degli ERP destinati al Waste Management e con ‘Mediacom’, in quello dei call center specialistici e abbiamo appena chiuso un importante aumento del capitale societario arrivando quasi al suo raddoppio con l’obiettivo di continuare ad investire e crescere. In quest’ottica è da sottolineare il nostro ingresso in ‘Cisambiente’ la ‘Confederazione Imprese Servizi Ambiente’ di ‘Confindustria’, arrivata all’indomani della nostra partecipazione a Ecomondo di Rimini, lo scorso novembre”.

E grazie all’adozione di un modulo di business intelligence, “Innovambiente” è in grado di monitorare e premiare i comportamenti virtuosi degli utenti. Chi consegna rifiuti al centro di raccolta, rispetta il calendario di raccolta ma conferisce meno frequentemente, prenota il rituro di rifiuti ingombranti o segnala problemi al gestore, è premiato da punteggi che compongono una sorta di “pagella” di fine anno. L’amministrazione locale e il gestore possono quindi premiare tali comportamenti, con una riduzione della tariffa. Dal 1° gennaio, gli utenti più attenti e “ricicloni” si potrebbero trovare nella cassetta delle lettere la prima fattura del 2019 più leggera rispetto al passato.

sabato 24 novembre 2018

Strage di tartarughe marine per il freddo a Cape Cod


Decine di tartarughe marine sono state trovate morte a Cape Cod, sulla costa est degli Stati Uniti, colpita da un'ondata di freddo. Lo fanno sapere associazioni di volontari andate in loro soccorso. Secondo i quotidiani locali, le basse temperature e il forte vento avrebbero ucciso la maggior parte delle 150 tartarughe trovate sulle spiagge della penisola, una piccola parte delle circa 350 censite nella Riserva naturale della baia dal 22 ottobre.Alcune di loro sono letteralmente congelate. Il freddo blocca il metabolismo di questi animali, rendendo loro impossibile muoversi. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che si batte per gli animali, una strage gravissima, l'ennesima, causata ancora una volta per colpa dell'uomo.

venerdì 23 novembre 2018

Caccia, on. Brambilla: “in circolazione potenziali omicidi ”


“Quello di ieri pomeriggio, nelle campagne di Canale Monterano (Roma), non è stato il solito omicidio venatorio, ma si distingue per due aspetti. Primo: la vittima era un signore di 72 anni, un nonno, che passeggiava dietro una siepe a pochi metri da casa sua. Secondo: lo sparatore ha 78 anni e, sembra di capire, “le carte in regola” per il porto d'armi. Come possiamo chiamare una persona, che va in giro col fucile e spara a un'ombra, perché, a quell'età, il suo divertimento è ammazzare un cinghiale? Io lo chiamo delinquente. Certo non sono in regola, con la coscienza e con il buon senso, le autorità che, con la loro totale indifferenza, consentono a potenziali omicidi di vagare per boschi e campagne e di commettere atti delinquenziali come quello accaduto ieri. Quale Stato non tutela neppure un cittadino che osa far due passi fuori di casa? E' assurdo, inaudito, intollerabile”. Lo dice l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista, commentando l’incidente di caccia in provincia di Roma.

Siamo circa a metà della stagione e in ambito venatorio vi sono già state una decina di vittime (tra cui due giovani di vent’anni) e decine di feriti (compresi due bambini). “E’ inaccettabile – sottolinea l’ex ministro - l’indifferenza delle autorità, che di fatto agevola non solo la caccia, ma “questa” caccia, con regole palesemente inadeguate, e, sempre e comunque, favorisce i cacciatori, indipendentemente dalla strage di animali (anche di specie protetta), dai catastrofici effetti del maltempo in molti territori, e dall’appuntamento settimanale con morti e feriti. Fatte le debite proporzioni, non c’è grande differenza tra la percentuale dei morti “da caccia” e quella delle vittime per incidenti automobilistici. Solo che andare in macchina è ormai una necessità, mentre la caccia è inutile e anacronistica e va semplicemente abolita. Di qui, nel frattempo, la mia proposta di prevedere il reato di omicidio venatorio, con la stessa pena base di quello stradale: da due e sette anni di reclusione. Tenere in mano un’arma letale dovrebbe comportare una responsabilità in più rispetto al normale omicidio colposo. Invece l'irresponsabilità dilaga. Bisogna inoltre introdurre il silenzio venatorio il sabato e la domenica, per tutelare chi nei boschi e nelle campagna va per godersi la natura e non per distruggerla, raddoppiare, con controlli rigorosi, le distanze di sicurezza da potenziali bersagli come case, strade, ferrovie, mezzi agricoli o animali domestici, e rendere più difficile ottenere il porto d’armi. Mentre le procedure per le richieste motivate da esigenze di difesa personale sono molto rigide, una licenza per uso sportivo si ottiene più facilmente. Vale cinque anni e il certificato medico di idoneità è necessario solo al momento del rinnovo. Troppo poco, soprattutto se consideriamo che la maggior parte dei cacciatori ha un’età compresa tra 65 e 78 anni”.

Nelle 11 stagioni di caccia tra il 2007 e il 2018, secondo l’Associazione vittime della caccia, ci sono stati 217 morti e 804 feriti, senza contare gli incidenti con armi da caccia fuori dall’ambito venatorio.

martedì 20 novembre 2018

Perrino (M5S): "La Basilicata e la strada tortuosa verso 'Rifiuti Zero'"


POTENZA - È stata pubblicata nell’ultimo Bollettino Ufficiale Regionale della Basilicata la legge regionale 16 novembre 2018, n.35 recante “Norme di attuazione della parte IV del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica di siti inquinati – Norme in materia ambientale e della legge 27 marzo 1992, n. 257 - Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”.

Non si tratta del Piano Rifiuti Regionale, già approvato a fine 2016, ma di una serie di disposizioni che hanno l’obiettivo di adeguare e armonizzare la normativa regionale alle disposizioni europee e statali in materia di rifiuti, siti contaminati e rischio amianto. Obiettivo della legge è anche adeguare le funzioni regionali rispetto alle previsioni del Piano Rifiuti Regionale.

Occorre ricordare che con l’art. 47 della L.R. 4/2015 ha fatto propria la “Strategia Rifiuti Zero 2020” con l’obiettivo di massimizzare la riduzione dei rifiuti, il riuso di prodotti, il riciclaggio, nonché di minimizzare lo smaltimento, l’incenerimento e la quantità di materia destinata ad alimentarne la filiera.

Come abbiamo fatto col Piano Regionale Rifiuti, anche nel corso dell’iter di gestazione e approvazione della L.R. n. 35/2018, abbiamo cercato di dare il nostro contributo, proponendo 20 emendamenti al testo approdato nella competente commissione. Non possiamo ritenerci certo soddisfatti in quanto la maggioranza ne ha recepiti solamente 7. Si tratta, tuttavia, di importanti emendamenti che spingono affinché si tagli alla fonte la quantità di rifiuti prodotti e si massimizzi la riduzione della quantità di rifiuti urbani non inviata al riciclo. Grazie ai nostri emendamenti è stato inserito un riferimento agli indirizzi della Carta di Ottawa del 1986 che mirano a prevenire e minimizzare gli impatti negativi della filiera della gestione dei rifiuti su ambiente e salute. Altri nostri emendamenti approvati sono andati a definire le competenze della regione, delle province e dei comuni nella gestione dei rifiuti, in particolare sui criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento.

Purtroppo non sono stati accolti alcuni nostri emendamenti che miravano a rafforzare l’azione delle Province attraverso il supporto attivo della Regione. Considerato lo stato pietoso e la mancanza di mezzi in cui versano le Province credevamo fosse opportuno valutare alcuni correttivi in maniera tale da meglio inquadrarne il ruolo nella delicatissima filiera della prevenzione e gestione dei rifiuti.

L’Assessore Pietrantuono ha sottolineato il drastico cambio di paradigma col passato, evidenziando aspetti come la salvaguardia del territorio lucano da ingerenze esterne ed apporti di rifiuti provenienti da altre regioni. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare ed in quel mare, purtroppo, sono ancora tante le barche piene zeppe di richieste di apertura di impianti che vorrebbero trattare quantità di rifiuti che vanno ben oltre le quantità prodotte nella nostra regione. Non dimentichiamo inoltre quegli impianti che continuano a bruciare rifiuti sotto mentite spoglie (si veda alle voci Italcementi e Costantinopoli).

Come M5S Basilicata continueremo imperterriti nel perseguire il compimento effettivo della strategia “Rifiuti Zero” per un’economia realmente “circolare”. Lo tenga bene a mente anche il Ministro dell’Interno Salvini che, a quanto pare, non ha le idee molto chiare sulla devastante pratica dell’incenerimento. Ci penserà il Movimento 5 Stelle a schiarirgliele. Così in una nota Gianni Perrino
M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

Rifiuti: firmato protocollo a Caserta. Salvini diserta conferenza


ROMA - E' stato firmato in prefettura a Caserta il Protocollo d'Intesa sulla Terra dei Fuochi. Il governo mette in campo un "piano di azione contro i roghi nella Terra dei Fuochi" ciò dimostra la "particolare sensibilità e determinazione del governo nel contrastare il fenomeno delle discariche abusive e degli incendi dolosi. Abbiamo un obiettivo ben preciso tutelare la salute delle popolazione della Terra dei Fuochi", ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Caserta. Ma la conferenza stampa in prefettura a Caserta inizia senza Matteo Salvini.

"Il governo lavora a una soluzione condivisa e senza polemiche. L’obiettivo è sempre la tutela della salute e del territorio". A renderlo noto in una nota congiunta il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini a ridosso della firma a Caserta di un protocollo che coinvolgerà più ministeri, oltre a enti locali e forze dell'ordine, nel contrasto ai roghi tossici in Campania.

"Il contratto di governo sul tema generale dei rifiuti - dice la nota - esprime un chiaro indirizzo politico-amministrativo: dobbiamo lavorare per realizzare quanto prima una completa economia circolare e rendere “verde” il nostro sistema economico. Questo significa lavorare a difendere la cultura del “riciclo” e rendere i rifiuti “prodotti”, puntando alla capillare diffusione della raccolta differenziata". In questa ottica "il governo si impegna al contempo a gestire le criticità che nel periodo di transizione dovessero manifestarsi, affidando al ministro dell’ambiente le proposte e la prevenzione di queste criticità per una soluzione innovativa, concreta, realizzabile".

lunedì 19 novembre 2018

Rifiuti, Di Maio: "Inceneritori soluzione 'vintage', investire sulla differenziata


POMIGLIANO D'ARCO (NA) - Il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, incontra gli studenti dell'Its Barsanti di Pomigliano. "Inceneritori soluzione 'vintage', bisogna investire sulla differenziata". Queste le parole del ministro a margine dell'incontro.

Rifiuti, Zullo: “La raccolta differenziata ha fallito o si cambia metodo o meglio gli inceneritori” - Dichiarazione del presidente del gruppo di Direzione Italia/Noi con l’Italia, Ignazio Zullo. “La efficace gestione dei rifiuti deve saper coniugare la tutela dell’ambiente con la minore tassazione per i cittadini. Negli ultimi anni il centrosinistra pugliese, sconfessando le politiche di centrodestra di recupero energetico dai rifiuti attraverso i termovalorizzatori, ha pensato che la racconta differenziata fosse la soluzione delle soluzioni. Ha raccontato ai cittadini che avrebbero avuto città più pulite e avrebbero pagato meno, perché il pubblico avrebbe “guadagnato” dal riciclo. In realtà li ha ingannati! Non solo ci ritroviamo con rifiuti sparsi in ogni dove, alcune strade periferie e di campagna sono diventate discariche a cielo aperto, ma soprattutto non è diminuita la tassazione. Anzi. Se vogliamo che la raccolta differenziata funzioni dobbiamo cambiare totalmente gestione: basta con la raccolta porta a porta, che ha costi altissimi e non produce nessun risultato, devono essere istituiti capillarmente gli ecocentri dove è il cittadino a conferire le materie recuperate in modo differenziato (carta, vetro, plastica metallo, legno, etc.), ricevendo in cambio una contropartita in denaro, una forma che lo invogli a fare cassa e a differenziare portando le materie nei centri. In questo modo applicheremmo quello che la legge nazionale dice: il cittadino deve pagare una “tariffa puntuale”, nel senso che deve essere tariffato per la quantità di indifferenziato che produce, perché tutto il resto è, appunto, riciclabile e quindi produce ricchezza per lui e per la collettività. Se non riusciamo a fare questo e allora ben vengano gli inceneritori di ultima generazione, a Copenaghen sul tetto dell’inceneritore d’inverno si scia, d’estate si fa trekking”.

venerdì 16 novembre 2018

Alberi per il futuro, i volontari del M5S metteranno a dimora nuovi alberi nel Comune di Melfi


MELFI (PZ) - Domenica 18 Novembre dalle ore 11.00 alle 13.00, presso la Villetta San Giustino de Jacobis di Melfi in occasione della giornata mondiale dell'albero, si terrà l'iniziativa "Alberi per il Futuro".

I Volontari del Movimento 5 Stelle di Melfi ed i cittadini, che vorranno partecipare, mettanno a dimora nuovi alberi.

L’iniziativa “Alberi per il Futuro” è giunta al quarto anno consecutivo ed è organizzata dal Movimento 5 Stelle in collaborazione con l’associazione Gianroberto Casaleggio.

«Nel 2050 la popolazione mondiale che vivrà in centri urbani supererà i due terzi del totale. Due miliardi e mezzo di persone in più rispetto a oggi. Quindi le nostre vite saranno sempre di più profondamente influenzate dai centri in cui vivremo. – dice Davide Casaleggio - Tutti noi in quanto cittadini del mondo, abbiamo una missione: trasformare le nostre città da deserti di asfalto e di cemento in foreste urbane. Se vogliamo che il mondo abbia un futuro, dobbiamo lavorare affinché le città abbiano al loro interno alberi in ogni spazio disponibile. Badate bene: non si tratta di una questione di mero arredo urbano, o di bellezza.»

Mettere a dimora alberi e arbusti in aree urbane creando future fasce boscate è una delle opere di mitigazione ambientale necessarie per combattere i cambiamenti climatici. Ogni albero, una volta diventato adulto produce ossigeno per quasi tre esseri umani.

Gli alberi modificano positivamente l’ambiente in cui viviamo moderando il clima, migliorando la qualità dell’aria, riducendo il deflusso delle acque piovane e ospitando la fauna selvatica. Così Angela Bisogno, Consigliere comunale di Melfi Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle.

giovedì 15 novembre 2018

Oltre l'80% della superficie agricola europea contiene pesticidi


Uno o più tipi di pesticidi sono stati rilevati in oltre l'80% dei terreni agricoli europei, secondo uno studio dell'Università di Wageningen nei Paesi Bassi, pubblicato mercoledì sulla rivista scientifica Science of the Total Environment. Gli scienziati hanno esaminato la presenza di 76 composizioni di pesticidi su terreni agricoli in undici paesi europei. Il team di ricerca ha analizzato campioni provenienti dallo strato superiore di 317 terreni agricoli europei, dove vengono coltivate diverse colture come patate, grano, mais e verdure, oltre ai vigneti. Hanno effettuato test in undici paesi europei: Portogallo, Regno Unito, Danimarca, Italia, Grecia, Spagna, Ungheria, Polonia, Paesi Bassi, Francia e Germania. Questi paesi sono stati selezionati perché hanno il maggior numero di terreni agricoli e utilizzano il più alto numero di pesticidi in agricoltura. I pesticidi più comunemente rilevati sono il glifosato e il suo composto chimico, l'acido amminometilfosfonico (AMPA) - vietato in Europa da decenni - e i pesticidi chimici boscalid, epoxiconazolo e tebuconazolo. Il maggior numero di pesticidi trovati nel suolo era di 2,87 milligrammi per chilogrammo di suolo. "Come abbiamo rilevato più di un residuo di pesticidi nel 58% dei campioni, si può affermare che la presenza di diversi pesticidi nel suolo è la regola piuttosto che l'eccezione", spiega la professoressa Violette Geissen del gruppo di ricerca Soil Physics and Land Management. Secondo i ricercatori, non è ancora chiaro quali effetti hanno le sostanze sugli organismi del suolo. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha già studiato gli effetti dei residui di pesticidi, ma non si sa nulla degli effetti delle miscele. Il gruppo di ricerca sta sostenendo la legislazione UE sulle soglie e gli standard di qualità per i pesticidi nel suolo, sia per un qualche tipo di pesticida sia per i composti che mettono in pericolo organismi del suolo essenziali. "In primo luogo, gli effetti di ciascuna miscela di pesticidi e pesticidi devono essere accuratamente testati prima di poter sviluppare norme adeguate per la protezione del suolo", hanno concluso i ricercatori. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il solo fatto che si trovino ancora prodotti alimentari messi in commercio sul mercato unico che presentano quantità di pesticidi oltre i limiti di legge deve far riflettere perché evidentemente gli sforzi fatti a partire dalla tracciabilità dei beni non sono ancora serviti, mentre tanti altri devono essere fatti per obbligare l'UE ad abbassare ulteriormente le soglie legali sulle dosi di prodotti e sostanze chimiche.