giovedì 23 gennaio 2020

Matera conferisce la cittadinanza onoraria al trombettista Paolo Fresu

MATERA - Il Consiglio comunale conferirà al trombettista Paolo Fresu la cittadinanza onoraria di Matera nel corso di una seduta che si terrà nell’Auditorium Gervasio, in Piazza del Sedile, il 27 gennaio 2020 alle ore 17.

Il riconoscimento viene attribuito per “aver mantenuto – si legge nella motivazione - un forte legame con la città di Matera che rappresenta il segno di un passato mai dimenticato, l'entusiasmo degli esordi di una carriera poi sviluppata lungo percorsi tracciati in tutto il mondo. Parte di quelle note, dell'ispirazione che le ha rese uniche, si deve all'atmosfera, ai silenzi, ai ritmi inaspettati che Matera ha saputo diffondere, raggiungendo l'animo di questo artista che negli anni è stato testimonial istintivo, appassionato e disinteressato di questa città”.

Il rapporto del musicista con Matera è iniziato nel 1987, in occasione della prima edizione del “Gezziamoci”, la rassegna musicale organizzata dall’associazione Onyx Jazz club che è stata promotrice del conferimento della cittadinanza onoraria. E’ proseguito ininterrottamente per oltre trent’anni nel corso dei quali Fresu ha sempre evidenziato il senso di appartenenza alla città e al suo territorio: “Quei campi bruciati dalla calura estiva – ha scritto - gialli come un Van Gogh, le immense masserie desolate, depositarie di fatiche e mestieri, il mare di Metaponto, i lampascioni, la burrata e quel vino rosso sanguigno. Matera è tutto questo e questa è stata per me. Sono certo che non sarebbe lo stesso se il jazz non avesse alimentato, con le sue note a volte spigolose e spesso poetiche, lo spirito e l'anima di questa splendida città”.

Subito dopo il consiglio comunale, Paolo Fresu terrà un concerto per ringraziare la comunità materana per il riconoscimento.

Serie C: il Potenza pareggia, vince il Picerno

di FRANCESCO LOIACONO - Giornata favorevole per le squadre lucane la prima di ritorno del girone C di Serie C, cioè il recupero del turno non giocato il 22 dicembre 2019 per lo sciopero per la defiscalizzazione. Il Potenza ha pareggiato 0-0 a Caserta. Nel primo tempo i campani propositivi. Un tiro di D’Angelo è finito alto. Una conclusione di Starita è terminata fuori. Un tiro di Longo è stato salvato sulla linea dal difensore Coccia. Una rovesciata di D’Angelo ha centrato l’incrocio dei pali.

Nel secondo tempo la Casertana ha aumentato i ritmi del suo gioco. Un destro di Starita è finito a lato. Il Potenza incisivo. Ferri Marini di sinistro ha colpito la traversa. Ancora Ferri Marini con un tiro di destro non ha inquadrato la porta. Il Potenza è quarto in classifica con 41 punti.

Il Picerno ha vinto 3-1 in casa contro la Cavese. Nel primo tempo i lucani insidiosi. Melli ha calciato alto da buona posizione. I campani in contropiede. Un tiro di Sainz Maza è stato respinto con le mani dal portiere Pane. Il Picerno è passato in vantaggio con Zaffagnini di testa. Nel secondo tempo la Cavese ha pareggiato con Russotto di destro. I campani hanno insistito. Matino con un tiro cross ha colpito il palo. I lucani sono tornati in vantaggio con Pitarresi, tiro da fuori area. Il Picerno ha segnato il terzo gol con Santaniello di sinistro. La Cavese arrembante. Un tiro di Di Roberto su punizione è terminato oltre la traversa. Il Picerno è quintultimo a 23 punti.

Marco Panella presenta il libro 'Tutto in una notte'

MILANO - Lo scrittore Marco Panella presenta “Tutto in una notte”, un thriller dai ritmi serrati ambientato in una Roma violata, sporcata dal sangue di vittime innocenti. Il protagonista della storia, Giulio Vancurti, vivrà una notte all’Inferno, pedina di un gioco più grande di lui in cui realtà e apparenza si confondono pericolosamente e ogni mossa può risultare fatale. Un romanzo dalle tinte fosche e malinconiche che racconta una storia in cui l’essere umano è passato al microscopio, per rilevare quelle zone oscure che si tenta invano di occultare.

Tutto in una notte di Marco Panella è una storia scritta con uno stile agile e asciutto, tagliente come la lama di un coltello. Uno stile che accosta il lirismo di certe immagini e suggestioni alla crudezza della narrazione. L’autore racconta una storia nera ricca di svolte impreviste, perché come i venti e la vita anch’essa ha il diritto di cambiare direzione, di mischiare le carte in tavola. È una vicenda narrata attraverso capitoli brevi e un linguaggio privo di orpelli, che si apre su un incipit potente che presenta il protagonista della storia, Giulio Vancurti. Panella entra nella mente di Giulio sezionandone i pensieri, penetrando fin nelle sue riflessioni più intime, e ne restituisce il ritratto di un uomo tutto d’un pezzo, molto presente a sé stesso; un professionista cinico e dal cuore indurito, che ha visto troppo dolore e violenza: “viveva nel silenzio dei segreti di Stato, nella penombra delle operazioni riservate”.

Giulio è un agente segreto di massimo livello appartenente a un’organizzazione occulta denominata “l’Ufficio”, un ectoplasma amministrativo nato in concomitanza con la caduta del Muro di Berlino, i cui uomini sono votati alla segretezza e al sacrificio, nascosti tra le pieghe dell’apparenza. In una Roma “dall’anima disincantata” Giulio si muove in un’unica, infinita notte spinto da una sfida impossibile e sanguinaria: risolvere un rompicapo sadico distribuito in anonime scatole, che sembra ripercorrere a ritroso i luoghi e gli eventi della sua vita pre-Ufficio. E la Città Eterna sembra acquistare sempre più mistero, e da semplice scenario diventa essa stessa protagonista con le sue strade disordinate, con i suoi colori e le sue atmosfere senza tempo. Una città che si trasforma nel labirinto in cui Giulio si perde, in cui Giulio lotta per scoprire cosa si cela dietro la nebbia che l’ha avvolto: “sapeva bene che è solo nel gioco delle ombre che la verità si può mostrare e si può vedere per quello che realmente è”. Tutto in una notte racconta una storia attraversata da una profonda vena di inquietudine, e avvolta da un’atmosfera opprimente che ingloba il lettore in una spirale discendente verso lo stesso Inferno in cui è imprigionato Giulio. Tanti sono gli interrogativi, troppe le contraddizioni, poche le certezze. E come i pezzi di donna ritrovati nelle misteriose scatole, così il lettore ottiene segmento per segmento la propria verità, fino al drammatico finale di un thriller dal meccanismo perfetto e ricco di suspense, in cui bene e male diventano concetti relativi e in cui è labile il confine tra realtà e apparenza.

TRAMA. L'Ufficio non sarebbe dovuto esistere, lo conoscevano in pochi e tra loro qualcuno era di troppo. Giulio Vancurti è un invisibile costretto a rincorrere il suo passato, ma sullo sfondo di una Roma bella e terribile, nel caldo estivo di una sola notte, il passato è solo un pretesto. Nel gioco delle ombre, verità inconfessabili si alternano in un verosimile che scorre tra colpi di scena, cronaca e storia recente; è l'intero sistema della sicurezza nazionale ad andare in crisi e a mostrare quel cuore di tenebra dove gli invisibili diventano angeli custodi. Giulio Vancurti, quando la notte lascerà il posto al giorno, non sarà più lo stesso. Nessuno lo sarà più.

Marco Panella è laureato in Scienze Politiche con indirizzo Internazionale ed è imprenditore della comunicazione e strategic advisor per l’innovazione. Esperto di storia del costume italiano e curatore di mostre e festival culturali, coniuga all’attività professionale interessi personali che spaziano dalla geopolitica all’etica della tecnologia. Pubblica nel 2019 per Robin Edizioni il thriller “Tutto in una notte”.

Nella Cattedrale di Matera la conclusione del Sinodo Arcidiocesi di Matera-Irsina

MATERA - Si concluderà sabato 25 gennaio 2020 nella Basilica Cattedrale di Matera alle ore 17, nel segno del dialogo ecumenico e con la partecipazione dell’intera comunità ecclesiale, il I Sinodo della Diocesi di Matera-Irsina.

Preceduto da un anno di studio ed approfondimento dell’Evangelii gaudium di Papa Francesco e delle quattro Costituzioni conciliari: Sacrosanctum Concilium (sulla liturgia), Dei Verbum (sulla Parola di Dio), Lumen gentium (sulla Chiesa), Gaudium et spes (su la Chiesa nel mondo contemporaneo), il sinodo si è aperto il 12 gennaio 2019 ed ha fatto “camminare insieme” sacerdoti, religiosi e laici (oltre cento i delegati sinodali, in rappresentanza di tutte le comunità della diocesi) attraverso 15 sessioni di lavoro.

Nell'immagine biblica scelta per tracciarne il percorso ”Vino nuovo in otri nuovi“ l’arcivescovo mons. Antonio Giuseppe Caiazzo ha indicato l’obiettivo da perseguire: un discernimento dei segni dei tempi per un rinnovato slancio missionario, fuori dagli schemi consueti del ”si è fatto sempre così”.

Il frutto di tale cammino non è appena un ”documento finale” da consegnare agli archivi della Diocesi: il testo è attualmente all'esame della Commissione teologica prima della valutazione ed approvazione da parte dei delegati al Sinodo, segno di un lavoro che non si interrompe ma continua.

Che immagine di Chiesa esce da questo Sinodo? Possiamo dire con Paolo VI che il popolo di Dio, questa «entità etnica sui generis», ha riscoperto la vocazione a vivere in comunione di spirito, con identità di sentimenti ed in spirito di carità com’era agli albori del cristianesimo (udienza generale del 23 luglio 1975). E' da questa «coscienza di appartenere ad una società speciale, soprannaturale, che fa corpo vivo con Cristo» che deriva la capacità di generare tracce visibili nel campo culturale, sociale e politico.

Rionero in Vulture: l'amministrazione comunale ha chiesto alla società sportiva di ritirare la squadra dal campionato


RIONERO IN VULTURE (PZ) - La tragedia che si è consumata domenica scorsa deve indurre ad una riflessione sui valori di una comunità ma, soprattutto, sul bene più prezioso: la vita di un essere umano.

È possibile che per il fanatismo sportivo degenerato in una assurda forma di violenza due genitori perdano il proprio figlio? NO, non è possibile!

È possibile che una incomprensibile forma di rivalsa sportiva tra campanili trasformi la vita normale e serena di tante famiglie in un calvario? NO, non è possibile!

Se tanti ragazzi che presi singolarmente si comportano in un modo e che in gruppo si sono resi attori, complici o semplici spettatori di un atto gravissimo, dobbiamo prendere coscienza che c’è una perdita di valori, un’emergenza sociale che va affrontata in maniera congiunta anche con le società sportive. Sarà la magistratura, verso la quale esprimiamo piena fiducia, a far luce sull’accaduto.

Abbiamo il dovere di interrogarci sulle cause sociali ed intraprendere tutte le azioni possibili per trovare le soluzioni senza trascurare che il problema non è strettamente locale ma interessa un territorio più ampio, considerato lo stato di smarrimento in cui versa la società odierna.

Come amministrazione abbiamo chiesto alla società sportiva di accogliere l’invito di S.E. il Prefetto a ritirare la squadra dal campionato pur essendo consapevoli del grande sforzo compiuto dalla dirigenza in questi anni. Il ritiro della squadra dal campionato non è una resa alla violenza, ma un gesto di grande responsabilità sociale finalizzato al recupero dei principali valori dello sport.

Ribadiamo con forza la nostra più ferma condanna per la recrudescenza drammatica di atti di violenza in occasione di competizioni sportive e faremo tutto quanto è in nostro potere per impedire il ripetersi di degenerazioni che infangano i valori dello sport o offendono la coscienza civile delle nostre comunità.

Tutti dobbiamo contribuire a creare azioni positive, a non esasperare il clima di avvicinamento alle partite. Bisogna sviluppare il senso della cultura sportiva, dell’esaltazione della bellezza del gioco e dello stare insieme in armonia.

Alla famiglia di Fabio, uomo altruista, sensibile, amico e disponibile con tutti, esprimiamo il più sentito cordoglio.

A tutte le famiglie coinvolte esprimiamo vicinanza e solidarietà.

mercoledì 22 gennaio 2020

M5S Basilicata: "Viabilità a Venosa, ennesima denuncia per strade provinciali disastrate"


POTENZA - Lo scorso 21 Gennaio 2020 abbiamo inviato al Presidente della Provincia di Potenza, Rocco Guarino, una nota relativa alla situazione degradante in cui si trova l’ormai famosissima S.P. 109 di Piano Regio (Venosa) che rappresenta un’importante arteria di collegamento con la Z.I. di Melfi, Lavello e con la Provincia di Foggia.

Una strada “infernale”, la S.P. 109 è ripetutamente oggetto di denunce da parte degli automobilisti che ogni giorno percorrono questo tratta di strada, che, come riportato da numerose segnalazioni non presenterebbe nessun tipo di manutenzione né ordinaria e né straordinaria, anzi, risulterebbe soggetta ad allegamenti, invasione di fango nella carreggiata, e sarebbero presenti numerose e pericolose “buche”.

Gioverebbe ricordare che in qualità di rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Venosa e di Consigliere Regionale abbiamo già da tempo denunciato il pericolo e la situazione di disagio che presentano anche le altre arterie di collegamento provinciali con la città Oraziana. Abbiamo infatti effettuato un sopralluogo con l’Assesorre alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Donatella Merra, con il Consigliere Regionale Massimo Zullino, su diverse arterie provinciali che collegano Venosa a Maschito (SP 10), a Melfi e Rapolla (SP 168) e alla vicina Lavello (sp168).

La Città di Venosa, candidata capitale italiana della Cultura per il 2021, presenta una situazione infrastrutturale stradale al limite di ogni possibile paradosso, isolata dal Vulture e dal resto della Basilicata. Una situazione vergognosa a cui si dovrebbe porre repentino rimedio.

Una situazione al limite della sopportazione umana che vede costretta l’Amministrazione Comunale di Venosa a presentare un’ennesima richiesta di sollecito d’intervento sulla strada provinciale. Così in una nota congiunta Marianna Iovanni – Sindaca di Venosa e Gianni Leggieri – Consigliere Regionale M5S Basilicata.

Fials: la segreteria regionale chiede a Leone l’attivazione del tavolo tecnico sulla contrattazione Integrativa

POTENZA - La Bellitti, congiuntamente con il Segretario Provinciale di Potenza, Giuseppe Costanzo, e di Matera, Gianni Sciannarella, in linea di quanto previsto dal citato Contratto, sostengono la necessità di un confronto nell’avviare le linee guida generali di indirizzo per lo svolgimento della contrattazione integrativa aziendale; Considerato, tra l’altro, che le ultime linee generali di indirizzo del personale comparto sanità, risalgono all’anno 2010. 

I punti da trattare, secondo la sindacalista Bellitti, sono svariati: innanzitutto si rende necessario che le linee riguardino, tra le altre cose, l’utilizzo delle risorse aggiuntive regionali per la contrattazione integrativa destinate all’istituto della produttività sempre più orientata ai risultati;

La revisione delle linee di indirizzo in materia di prestazioni aggiuntive del personale;

Le metodologie di utilizzo da parte delle aziende o enti di una quota dei minori oneri derivanti dalla riduzione stabile della dotazione organica del personale;

Le modalità di incremento dei fondi in caso di aumento della dotazione organica del personale rispetto a quello preso a base di calcolo per la formazione dei fondi.

Per i sindacalisti Fials si rende necessario e improcrastinabile l’avvio di un confronto nell’individuare al personale Infermieristico del DEU e nell’ambito dei Dipartimenti della Psichiatria, o altri contesti lavorativi, il riconoscimento dell’Indennità per particolari condizioni di Lavoro: “Indennità di sub-Intensiva”;

Passaggio obbligatorio, come avviene da anni in altre Regioni essendo di competenza regionale nel rispetto del contratto vigente, per valorizzare e riconoscere al personale della Regione Basilicata tale indennità.

La Bellitti -conclude- che le materie previste dal nuovo contratto rendono pressoché obbligatoria l’attivazione del confronto sindacale, a tal fine gioco forza è necessario la costituzione del tecnico con le OO.SS.