mercoledì 13 gennaio 2021

3bmeteo: "Arriva il freddo russo anche sull'Italia"

BERGAMO - “Nei prossimi giorni aria gelida artico-continentale dilagherà dalla Russia su gran parte dell'Europa centro-orientale, dove sono attese temperature diffusamente e abbondantemente sottozero anche di giorno, con nevicate fino in pianura” - lo conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara che spiega - “già in Lapponia si registrano punte inferiori ai -30°C, ma nei prossimi giorni minime fino a -15/-20°C in pianura sono previste anche tra Polonia, Stati Baltici, Bielorussia, Ucraina, oltre ovviamente alla Russia (qui anche sotto i -25/-30°C). Minime sotto i -10°C/-15°C anche sui Balcani”.

FREDDO ANCHE SULL'ITALIA, MA NON SARA' OBIETTIVO PRINCIPALE DELL'ONDATA DI GELO - “Il freddo russo raggiungerà anche l'Italia” - prosegue Ferrara di 3bmeteo.com - “ma la nostra Penisola non sarà l'obiettivo principale dell'ondata di gelo. Ad ogni modo tra venerdì e sabato assisteremo ad un tracollo termico su gran parte del Paese, ma in modo particolare sulle regioni adriatiche, sotto i colpi di molto freddi venti di Tramontana, Bora e Grecale. Previste raffiche anche di oltre 60-70km/h , soprattutto su Tirreno e Isole Maggiori.”

ROVESCI E NEVE A QUOTE BASSE - “L'offensiva fredda innescherà locali rovesci o temporali in particolare su Sicilia, Sardegna, regioni del Sud e sul medio versante Adriatico; poco o nulla sul resto d'Italia salvo qualche nevicata sulle Alpi di confine. Con il calo delle temperature fiocchi di neve potranno cadere a quote collinari entro venerdì tra Romagna, Marche, Abruzzo, Molise; inizialmente dai 500-1000m al Sud ma in calo. Sabato non esclusa neve a tratti fin sulle coste sul medio versante Adriatico, in collina sul resto del Sud peninsulare, sotto i 1000m anche sulla Sicilia. Da monitorare infine un possibile nuovo peggioramento tra domenica e lunedì' non solo al Sud ma anche al Centro e parte de Nord, con neve a quote molto basse” - concludono da 3bmeteo.com

Coppa Italia: il Milan supera il Torino ai rigori

(AC Milan)

PIERO CHIMENTI - È del Milan il primo ottavo di finale di coppa Italia al San Siro contro il Torino. I tecnici dei club mischiano le carte, mandando in campo alcune seconde linee, con i rossoneri che riabbracciano Ibrahimovic dopo l'infortunio. Il primo tempo i ritmi sono blandi con poche conclusioni.

Nella ripresa padroni di casa sfortunati con Calabria e Dalot che centrano i pali in due minuti, che porta il match ai tempo supplementari.

Nei supplementari, nonostante i cambi, le squadre sembrano stanche e lo spettacolo ne risente. Si va ai calci di rigori. Dal dischetto per i granata errore fatale è di Rincon che si fa parare la conclusione di Tatarusanu e a portare il Diavolo in paradiso è Calhanouglu che batte Milinkovic-Savic per il 5-4. Milan ai quarti aspetta di conoscere l'avversario tra Inter e Fiorentina.

Speranza: "In Italia epidemia di nuovo in fase espansiva"

ROMA - Il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della sua audizione alla Camera ha detto: ”Con la campagna di vaccinazione vediamo la luce in fondo al tunnel. Il Covid ha le ore contate, ma non abbiamo ancora vinto siamo alle prime battute di una lunga e difficile maratona”. Ha poi aggiunto: “Questa settimana c’è un peggioramento generale della situazione epidemiologica in Italia, aumentano le terapie intensive, l’indice Rt e focolai sconosciuti. Non facciamoci fuorviare”. Secondo Speranza “il Governo ritiene inevitabile prorogare al 30 aprile stato di emergenza".

API-Bas S.p.A, Braia: si continua ad agire senza rispetto

 

Lo sottolinea il presidente della seconda Commissione consiliare, chiedendo che la proposta dell’assessore Cupparo venga modificata. “Eliminare i profili di illegittimità e tutelare il CSI Matera garantendo totale autonomia e funzionalità”

“Sull’istituzione del Consorzio industriale ‘API-Bas S.p.A.’ si continua ad agire senza rispetto di alcuna prerogativa e in disprezzo delle più elementari regole dei buoni rapporti tra associazioni e istituzioni, si fanno convocazioni last minute e siamo sempre costretti a lottare, scrivere, per avere informazioni. Abbiamo atteso per ore la ripresa delle attività delle Commissioni, avremmo voluto ascoltare Cupparo ma nulla di fatto. Tutto è stato rinviato, con la speranza che si sia compreso il rischio che la Basilicata corre per questi metodi non ortodossi.

Andando contro tutto e tutti, vorrebbero fare in due giorni quello che non hanno fatto in 20 mesi, approvando un atto a prescindere da ogni riflessione, critica e giudizio degli stakeholder. Agire presto è indispensabile, sbagliare sarebbe irreparabile. In gioco c'è il futuro di oltre 600 imprese, anche nazionali e internazionali, che generano occupazione e sviluppo nella nostra terra, ricevendo ‘servizi’, che però spesso non pagano o sottopagano, a differenza di ciò che avviene in provincia di Matera, dove si è sempre pronti alle ingiunzioni per ogni mancato pagamento rilevato”. Lo dichiara il Presidente della II Commissione, Luca Braia (IV, facendo notare che “Tanti sono i potenziali profili di illegittimità presenti della riforma proposta, che andrebbero contro-dedotti e rimossi, a partire dalla forma di società scelta, come quella della S.p.a. (non prevista dalla legge 317 del 5 Ottobre 1991, dove all’articolo 36 si prevede che la natura giuridica di un consorzio non può che essere un Ente pubblico economico). Ciò infatti è del resto attuato in tutte le regioni italiane, a cui aggiungiamo la questione che l’ente a cui affidare la gestione, anche se transitoria dei servizi, non può essere l’Acquedotto Lucano ma in prima battuta dovrebbe essere l’Egrib”.

“Il Consorzio industriale di Matera va, in premessa, tutelato al 100 per cento e nessuna decisione può essere presa al buio – continua Braia -. Le mie istanze, a cui si sommano i dubbi della minoranza, su questo scioglimento del Consorzio industriale della provincia di Potenza e sulla costituzione della società aree produttive industriali, sono state tutte ribadite in Commissione e sono coerenti, oltre che in linea con le audizioni.  Invece, nessun dato e nessuna delle informazioni richieste da me all’Assessore a mezzo mail (oltre 10 giorni fa) e per il tramite dei Presidenti delle Commissioni prima e terza, sono state fornite. Basta con le improvvisazioni e le prevaricazioni ingiustificate che questa volta possono diventare potenzialmente molto dannose per le imprese e per i cittadini lucani e non solo, se pensiamo, per esempio, a Fiat, Barilla, Ferrero che operano sul nostro territorio. I Consorzi industriali, se gestiti con logiche manageriali e con un adeguato quadro normativo e con il giusto sostegno regionale, possono e devono svolgere un ruolo centrale nella strategia di rilancio e sviluppo industriale del territorio a Potenza come a Matera. Devono però evolvere nel ruolo e nella mission, passando da semplici esattori o pseudo ‘agenti immobiliari’ a veri e propri enti che generano opportunità per le imprese regionali ed extra-regionali. Servono politiche di investimento che, utilizzando le risorse economiche di prossima disponibilità, siano in grado di migliorare i servizi offerti, attraverso il potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali, comprese quelle legate all’energia da produrre e distribuire a costo contenuto che, soprattutto in Basilicata terra di petrolio e gas, deve diventare fattore attrattivo di investimento fondamentale per il futuro. Si recuperino le relazioni con i sindacati e le associazioni datoriali con cui si sarebbe dovuta costruire la proposta, invece li si chiama per contro-dedurre a giochi quasi fatti. Si condivida una riforma e si colga l’occasione per definire un vero e proprio rilancio della politica industriale regionale, chiaramente orientata al Green, occasione di cui la Basilicata ha maledettamente bisogno per i giovani e per dare prospettiva e speranza di sviluppo a tutti. Anche Confindustria, Confapi Potenza e Matera dopo i sindacati Cgil Cisl e Uil, infatti, hanno espresso la loro contrarietà e sollevato innumerevoli dubbi sulla futura operatività del nuovo soggetto, per la sua tenuta economica, la coerenza normativa e giuridico-amministrativa rispetto alla missione di un S.p.a. regionale ma che comprende solo l’ambito territoriale della provincia di Potenza e non quello della provincia di Matera e che può essere creata solo ed esclusivamente per svolgere servizi funzionali all’ente Regione e non a terzi”.

“Facciamo tutte le verifiche necessarie e le modifiche utili agli obiettivi – precisa il consigliere -. E’ assurdo oltre che irrispettoso, licenziare una norma di tale portata da cui dipende il futuro dello sviluppo industriale della Basilicata, mettendo potenzialmente e contemporaneamente a rischio il bilancio degli enti coinvolti (Egrib e Acquedotto Lucano) così come di quelli di nuova formazione (Api-Bas). Per non parlare della Regione Basilicata stessa che oggi si trova a dover sottoscrivere una S.p.a. con 5 milioni di euro di capitale sociale, di cui già oltre due erosi dalla debitoria esistente nei confronti del personale e dei dipendenti. Enormi sono le perplessità relative alla mission del nuovo ente per tipo di governance e per le competenze che vi si attribuiscono. Non abbiamo un piano industriale e nemmeno un piano economico che ne attesti la tenuta finanziaria, visto che l’attuale CSI di Potenza produce 450 mila euro di debiti al mese. Attendo ancora le informazioni che da Consigliere regionale e da Presidente della seconda commissione Bilancio e Programmazione, avevo chiesto all’assessore Cupparo per la valutazione di merito, una relazione di dettaglio della situazione debitoria del CSI di Potenza e della situazione patrimoniale che si vorrebbe lasciare alla gestione liquidatoria, per affrontarla in maniera adeguata. Il tutto per evitare ricorsi e impugnative dalle conseguenze imprevedibili. Avevo anche chiesto i dati economici per comprendere la sostenibilità finanziaria, il business plan e tutto ciò che impone un processo di costituzione di ogni società per azioni. Il rischio a cui si va incontro potrebbe essere irreversibile per la Regione e quindi dei Lucani”.

“Il capitale sarà interamente pubblico perché sottoscritto al 100 per cento dalla Regione Basilicata- conclude il consigliere Braia - per cui occorre fare una effettiva valutazione costi/benefici da parte del soggetto che, dovrebbe garantire i servizi alle imprese e le attività da svolgere, senza però avere più gli asset e la fonte principale di ricavi, come la depurazione delle acque industriali che avviene attraverso le reti e gli impianti autorizzati anche al trattamento dei rifiuti trasferiti, in maniera, anche errata ad Acquedotto Lucano (art, 2 comma 5).Pertanto, ora dobbiamo solo analizzare punto per punto ed emendare dove necessario. Facciamo presto, ma bene: Bardi e Cupparo con la maggioranza di Governo hanno oggi solo il dovere di ascoltare quanto è emerso dalle audizioni e dalle istanze di tutti. Se non vorranno farlo, si assumeranno tutte le responsabilità”.

Deposito Unico Scorie, Vizziello(FdI): “Mai in Basilicata”

 

“La nostra regione, quarta tra le regioni d’Italia per volumi di rifiuti radioattivi ospitati e terza nella classifica delle regioni italiane relativa all’attività delle scorie nucleari presenti, non ha ancora smaltito l’eredità nucleare dell’ITREC di

“Non consentiremo mai che il nostro territorio sia disponibile ad ospitare il deposito nazionale delle scorie radioattive perché in Basilicata sono ancora presenti quantitativi considerevoli di materiale radioattivo, essendo la Basilicata quarta tra tutte le regioni d’Italia per volumi di rifiuti radioattivi ospitati e terza nella classifica delle regioni italiane relativa all’attività delle scorie nucleari presenti”. E’ quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giovanni Vizziello, in relazione alla pubblicazione dell’inventario nazionale dei rifiuti radioattivi da parte dell’ISIN, vale a dire l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. “In Basilicata risultano essere presenti 3215 m3 di rifiuti radioattivi, cioè il 10,40 per cento del volume di tutte le scorie presenti sul territorio nazionale - aggiunge Vizziello - con una attività pari a 261018 GBq, vale a dire l’8,86 per cento di tutta l’attività prodotta in Italia dalle scorie nucleari. Numeri - prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia - che testimoniano quanto sia rilevante l’eredità radioattiva che ci ha lasciato l’impianto ITREC di Rotondella e quanto sia lungo e faticoso il processo di gestione e di messa in sicurezza delle scorie”.

“Leggendo la poco gloriosa classifica delle regioni italiane che ospitano questo tipo di rifiuti - precisa Vizziello - si può notare che subiscono un impatto maggiore di quello della nostra regione solo Lazio, Lombardia e Piemonte sotto il profilo dei volumi ospitati e Piemonte e Campania dal punto di vista dell’attività prodotta dal materiale radioattivo”.

“A cinquant’anni dall’attivazione presso l’impianto ITREC di Rotondella di un nuovo ciclo produttivo uranio-torio e a trent’anni dalla disattivazione in Italia delle centrali nucleari - conclude Vizziello -  le attività di decommissioning di molti siti che ospitano le scorie sono ben lungi dall’essere concluse, determinando così effetti negativi per le prospettive di sviluppo di interi territori, come quello lucano, votato alla sostenibilità ambientale delle produzioni industriali e alla bio economia”.

Disabili e loro accompagnatori, IV: subito i vaccini

POTENZA - Il vice presidente del Consiglio Polese e il capogruppo Braia hanno presentato una mozione con la quale chiedono alla Giunta di mettere in atto tutte le azioni affinchè vengano compresi in condizione di priorità tra le categorie da vaccinare

“Subito i vaccini ai disabili e ai loro accompagnatori”. Così il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Mario Polese e il capogruppo di Italia Viva, Luca Braia che stamani hanno protocollato una mozione consiliare a firma congiunta, in cui, facendo proprio l’appello mosso in queste settimane da più parti, chiedono alla Giunta regionale di mettere in atto tutte le azioni affinchè “vengano compresi tra coloro da vaccinare in condizione di priorità anche i disabili”.

“Il piano redatto da ISS, AIFA e Ministero della Salute – dicono - ha previsto per la prima fase la somministrazione del vaccino contro il covid-19 a circa due milioni di persone, prioritariamente operatori sanitari e sociosanitari e il personale e gli ospiti delle Rsa. L’esclusione dei disabili tra le categorie prioritarie ha provocato dure reazioni da parte del mondo della disabilità con il susseguirsi di appelli”.

Per Braia  e Polese “la richiesta è di assoluta importanza, e non si basa solo sulla considerazione dell’aspetto della loro sopravvivenza, ma si muove anche su altri aspetti che investono la più ampia sfera di vita delle persone disabili e di chi ne prende cura e carico: si tenga conto, per esempio, che le restrizioni per la prevenzione da contagio in questi mesi hanno acuito le già tante criticità della loro vita quotidiana, o che un eventuale ricovero ospedaliero per contagio, in strutture purtroppo non sempre attrezzate, può rappresentare una situazione di grandissima delicatezza e problematicità”.

“Nella mozione si chiede altresì – concludono - l’istituzione di una piattaforma telematica con cui poter acquisire le manifestazioni di interesse alla vaccinazione. La Regione Basilicata può fare anche prima di Arcuri e del Ministro Speranza”.

Calcio, Serie D: giornata positiva per le squadre lucane

FRANCESCO LOIACONO - Giornata positiva l’undicesima di andata per le squadre lucane di Serie D. Nel girone H il Picerno pareggia  2-2 fuori casa contro la Puteolana. Nel primo tempo al 43’ i lucani passano in vantaggio con Dettori, tiro di destro. Nel secondo tempo al 10’ pareggia Romeo, tiro di sinistro. Al 18’ il Picerno ritorna in vantaggio con Nossa di testa su cross di Zito. Al 93’ i campani riescono di nuovo a pareggiare ancora con Romeo di testa. Il Picerno è secondo in classifica con 19 punti. 

Il Lavello pareggia 1-1 in trasferta contro il Real Aversa. Nel secondo tempo i campani passano in vantaggio al 13’ con Chianese, tiro da fuori area. Al 40’ i lucani pareggiano con Herrera, tiro da pochi metri su cross di Vitofrancesco. Il Lavello è quarto a 17 punti. Il Francavilla in Sinni pareggia 0-0 a Gravina. Nel primo tempo i pugliesi propositivi. D’Addabbo insidioso. Chiaradia non concretizza una buona occasione. 

Nel secondo tempo al 16’ il Gravina sbaglia un rigore concesso per un fallo di Pagano su Perez. Gjonaj tira alto. I lucani in contropiede. Cappiello non inquadra la porta. Il Francavilla in Sinni è settimo con 13 punti. Nel girone I il Rotonda vince 1-0 in trasferta contro l’FC Messina. Per i lucani decisivo il gol realizzato al 36’ del primo tempo da Ferreira, tiro di destro. Il Rotonda è sesto a 15 punti.