venerdì 25 novembre 2016

Referendum, sabato 26 novembre a Potenza Gioventù Nazionale per il NO

POTENZA - Sabato, 26 novembre a Potenza in Piazza Prefettura a partire dalle ore 10:00 insieme con i ragazzi di Gioventù Nazionale Basilicata saremo in piazza con un gazebo per informare sul perché sia necessario e doveroso votare NO al referendum costituzionale il 4 Dicembre. Le nostre ragioni, tutte di merito, vanno al di là di ogni posizione partitica e nascono dalla consapevolezza che il principio per il quale pur di fare si fa male non è quello da adottare, soprattutto, se di mezzo vi è la fonte primaria del nostro diritto. Certo, non ci entusiasma affatto sapere che tale riforma sia stata dettata e fortemente voluta da Renzi piuttosto che da Verdini che di certo non possono oggi vantare di rappresentare l'anti casta come tentano di farci credere in questa campagna referendaria ( risultando palesemente poco credibili).

L' errore pericoloso in cui l'elettore non deve incappare è quello di credere che la riforma possa essere la soluzione di ogni male. Riteniamo, infatti, che sia davvero amorale ( indegno persino di qualsivoglia propaganda elettorale) far passare questa revisione costituzionale come lotta alla casta piuttosto che agli sprechi della politica i quali possono essere serenamente combattuti laddove ci fosse la reale e concreta volontà politica di farlo.

Il testo sul quale siamo tutti chiamati a votare il prossimo 4 Dicembre non elimina il bicameralismo paritario(il che non sarebbe un errore) ma lo rende solo più pasticciato: il senato non viene abolito ma reso un covo di nominati pronti a dire "signor sì" al capo di turno; inoltre siederanno in Senato una marea di rappresentanti per le regioni più popolose e pochi per le più piccole come per la nostra Basilicata; quindi non sarà di certo una camera delle autonomie come la definiscono ma, piuttosto, delle supremazie di pochi su tanti.

Ancora, sulla questione della rapidità dell'iter legislativo, questa riforma non andrebbe di certo a risolverla se si considera che solo il 3% delle leggi in Italia viene approvato dopo ripetuti passaggi tra Camera e Senato ma la stragrande maggioranza dei testi legislativi si approva con un'unica lettura nelle rispettive Camere.

La lentezza e lo stagno istituzionali nascono da ben altre problematiche e lo sanno bene anche i sostenitori del sì. La grande questione, passata volutamente inosservata, riguarda, a nostro avviso, i cambi di casacca nelle aule parlamentare: avrebbero potuto inserire in Costituzione il vincolo di mandato secondo il quale se io vengo eletto in uno schieramento e decido poi di passare in un altro stravolgendo la maggioranza devo dimettermi e farmi rieleggere; si eviterebbero situazioni indecorose per le nostre Istituzioni cioè in soldoni si eliminerebbero i tanti "voltagabbana" della politica come quelli, ad esempio, che oggi mantengono in piedi proprio questo governo.

Altra occasione persa è stata quella di non inserire in riforma l'elezione diretta del Capo del Governo e prevedere un Parlamento che risponde al destino del Capo del Governo ossia se il primo viene sfiduciato il Parlamento va a casa seguendo il modello dei sindaci che lo stesso Renzi aveva prospettato come soluzione ottimale ma poi, tanto per cambiare, ha cambiato idea. L'abolizione del CNEL, inoltre, ci farebbe risparmiare solo 9 milioni di euro, pochi spiccioli a confronto ai 200 spesi da Renzi per comprare un nuovo aereo di stato: questo per dire che è veramente marginale il risparmio tanto sbandierato in questi ultimi mesi da talune forze politiche.

Ancora, c'era la possibilità di inserire, nell'art. 31 della nostra Costituzione, il valore della partecipazione giovanile alla vita politica, economica e sociale dell’Italia, ispirato al principio dell’equità tra generazioni. Un principio in cui abbiamo sempre creduto e per il quale sempre ci batteremo, affinchè le leggi italiane, soprattutto quelle economiche e previdenziali, siano orientate all’inclusione delle nuove generazioni. Nostro malgrado, però, si è persa l'ennesima l'occasione di realizzare una rivoluzione generazionale che avrebbe permesso a noi giovani, motore e futuro della Nazione, di diventare il perno delle politiche pubbliche italiane.

Questa riforma è davvero un mezzo di "distrazione" di massa che tenta, ancora una volta, di svilire ogni sovranità popolare già fortemente in crisi nel nostro Paese. Vi è bisogno di restituire sovranità ai cittadini mentre questa è una riforma che nasce da inciuci di palazzi e di questi fa gli interessi. Così in una nota Rossana Mignoli, Gioventù Nazionale Basilicata.

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