domenica 23 aprile 2017

"Stabilità regionale: fantascienza batte realta 47 a 0"

POTENZA - Stabilità regionale: la replica del Consigliere Perrino (M5S).

Fantascienza batte realtà 47 a 0
E’ andata in scena l’ennesima, stanca e triste, replica di uno spettacolo riproposto negli ultimi tre anni in quest’aula e che potrebbe intitolarsi: “Fantascienza batte realtà 47 a 0”

I suoi toni trionfalistici non trovano alcun riscontro nella realtà: e, mi permetta Presidente Pittella, suonano beffardi, quasi offensivi per le migliaia di famiglie in gravi difficoltà e per tantissimi cittadini lucani disoccupati. Nel 2015 in Basilicata la disoccupazione tra 15-64 anni è pari al 13,7% a fronte dell’11% degli anni precedenti alla crisi del 2008. Inoltre il tasso di disoccupazione giovanile in Basilicata 15-24 anni si aggira, comunque, su percentuali del 47%. Se questo è un successo, Presidente! Asimov aveva certo meno estro fantascientifico rispetto al suo!

La carica del 101%: ma l’emigrazione è un emorragia inarrestabile
Lei ha magnificato i 661.181.524,39 milioni di euro impiegati sui 601.749.098,98 euro (risorse totali disponibili del Programma Operativo FESR Basilicata 2007/2013): pari ad un tasso di attuazione pari al 110 per cento. Nonostante questo “successone” nella spesa dei fondi FESR c’è da chiedersi dove siano finiti i soldi: per quali impieghi, quali progetti abbiano realmente finanziato. Insomma, c’è da farsi molte domande sulla qualità della spesa: se i dati della disoccupazione sono quelli cui abbiamo fatto brevemente cenno, c’è da avere più di un dubbio sulla reale utilità ed efficacia di tali fondi. Se poi guardiamo ai dati demografici i dubbi si accrescono ulteriormente: ci accorgiamo che “il grande successo” nella capacità di spesa dei fondi comunitari non è stata capace di frenare un declino demografico che appare inarrestabile: basta vedere i dati ISTAT. Dalla Basilicata continuano ad andare via migliaia di persone: spopolamento e desertificazione delle aree interne, insomma. Nei suoi primi due anni di governo (2014 e 2015) sono andati via dalla Basilicata quasi 4700 persone! Se questo è un successo, Presidente!



Famiglie lucane… Addio!
Ad andarsene dalla Basilicata non sono solo i giovani (non solo gli “altamente scolarizzati” da Lei citati ieri sera) ma anche adulti con a seguito tutto il proprio nucleo familiare. Ma anche le famiglie se ne vanno: sempre l’ISTAT ci dice che dal 2012 il numero dei nuclei familiari ha smesso di crescere ed è in costante diminuzione: meno 1230 nuclei familiari dal 2012 al 2015! Se questo è un successo, Presidente!

Il duo Gentiloni-Padoan tagliano ma in Regione si continua a scialacquare
Nel 2017, l’ammontare dei tagli lineari del Governo Gentiloni-Padoan a carico della Regione è stato stimato in circa 52 milioni di euro. Somma cui vanno aggiunte le riduzioni delle royalties pari a circa 40 milioni di euro. Quindi vi è un “ammanco” di 92 milioni di euro. Royalties a parte, che rappresentano, l’ho già detto altre volte, vere e proprie entrate “dopanti” rispetto al bilancio regionale, balzano subito all’occhio due aspetti: la rassegnazione supina e la remissività con la quale la Regione ha accettato questi tagli lineari. A Roma evidentemente si va ancora col cappello in mano dall’amico renziano. Ma nonostante le ristrettezze finanziarie cosa fa il Governo Pittella? Non fa assolutamente nulla, insieme al Consiglio Regionale, per ridurre gli sprechi e i privilegi. Non parliamo del mancato taglio delle indennità consiliari e dei vitalizi: v’è un testo unico in prima commissione che speriamo possa essere varato quanto prima. Nulla viene fatto per ridurre i costi della macchina amministrativa regionale che assorbe 700 milioni nel triennio.

Continua la gestione fallimentare dei consorzi, nonostante la riforma, drenano decine di milioni di euro.

E poi Pittella, con la sobrietà del buon padre di famiglia, continua ad elargire decine di milioni di euro proprio a quei comuni che sono stati meno attenti e meno diligenti nella gestione delle proprie finanze e che versano in stato di dissesto o predissesto, sottoposti a procedura di riequilibrio finanziario: solo Potenza assorbe 32,5 milioni di euro nel triennio 2015-2017.

Una domanda: ma l’altra centinaia di comuni lucani sono meno fortunati? Negletti?

Reddito minimo di inserimento: (rimborso) ancora non pervenuto
Tanti annunci, tante riforme “sbandierate”: tanta improvvisazione, pochissime certezze. Si pensi al cosidetto “reddito minimo di inserimento”: un programma annunciato da due anni e inaugurato più volte ma che pare solo adesso debba iniziare a muovere i suoi primi, incerti, passi. Con la propaganda non si risolvono i problemi, Presidente. Se ne può solo rinviare, prorogarne la soluzione. Tanto a farne le spese, a subirne le conseguenze sono i lucani più in difficoltà, abbandonati a se stessi. Nel frattempo del misero rimborso spese di 450 euro, dopo due anni, non si è ancora visto nemmeno un euro fino ad ora Presidente.

Libri: 'Omaggio a un capopopolo' di Antonio Calcagni

POTENZA - L’agricampeggio Le Fattizze celebra la Festa della Liberazione con un ricordo collettivo di uno dei personaggi fondamentali nella storia dell’Arneo, quella di Cosimino Ingrosso, ex bracciante e sindacalista di Guagnano. Giorno 25 aprile a partire dalle ore 10, proiezioni, letture e installazioni per celebrare Cosimino che negli anni negli anni ’50 è stato uno dei protagonisti delle lotte per il riscatto delle terre incolte dell’Arneo.

In programma un pranzo popolare “porti-con-te-mangi-con-me” e a seguire la proiezione di alcuni stralci di interviste a Cosimino "Compagno”.

Verrà presentata, inoltre, la nuova edizione del libro “Omaggio a un capopopolo” di Antonio Calcagni, di cui la prima edizione uscì nel 2008, alla presenza dell'autore.

Si potranno inoltre leggere parti della minuziosa autobiografia manoscritta di Cosimino; un prezioso documento che racconta le sue vicende quotidiane, della sua gente e delle scelte e le azioni politiche, in un momento storico di grande fermento, il cinquantennio che va dai primi anni ’40 alla fine dei ’70.

Le Fattizze presenterà inoltre un'installazione artistica nel bosco, realizzata con il contributo dell’artista Stefano Bergamo, dedicata al ricordo di Compagno Cosimino, della sua amicizia e dalla sua storia.

Cosimino Ingrosso è stato un esponente di spicco del Partito Comunista Italiano e consigliere comunale di Guagnano per diversi anni, mettendo sempre in pratica i suoi ideali di giustizia sociale, democrazia e libertà.

Le Fattizze è un antico podere nel cuore della Terra d’Arneo, un agricampeggio in cui agricoltura naturale e socialità si incontrano. È una casa di famiglia aperta all’ospitalità e allo scambio, che negli anni è diventata un laboratorio di autocostruzioni e autoproduzioni, di attività culturali e creative. All’interno del giovane bosco di 5 ettari, con circa 5000 alberi, è fruibile un percorso didattico plurisensoriale accessibile a tutti secondo i principi del design for all.

La principale produzione agricola è l’olio extravergine di oliva biologico ottenuto da due oliveti, a cui si affianca un piccolo orto domestico, fonte di ottimo cibo 100% naturale

sabato 22 aprile 2017

Liste d'attesa, Latronico: "storie che non si possono sentire"

POTENZA - Una visita ortopedica per discopatia richiesta da un giovane di Gorgoglione, nel Materano, all'ospedale ‘San Carlo’ di Potenza gli viene accordata per il lontano 9 maggio 2018. Questo cittadino lucano, afflitto da dolori lancinanti, dovrebbe attendere un anno per avere una visita medica: una storia che non si può sentire e che contraddice tutti i proclami di efficienza e di efficacia del sistema sanitario lucano”. E’ quanto denuncia l’on. Cosimo Latronico (DI). “Quella delle liste di attesa in Basilicata è una realtà che documenta disorganizzazione e zone grigie del sistema sanitario regionale lucano, che va approfondita e che mi impegno a portare in Parlamento. Intanto chiedo al Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, di aprire una indagine e di assumere i provvedimenti adeguati per assicurare ai lucani risposte adeguate ai bisogni sanitari essenziali”.

Chiusura Cova-Eni, 15 domande a Pittella

POTENZA - La chiusura del Cova Eni da parte del governatore Pittella, dopo che per venti anni la Val d'Agri è stata abbandonata e devastata con i silenzi e le complicità della politica, degli affaristi e di gran parte delle istituzioni lucane, ci deve spingere a chiedere conto a chi ha avuto la responsabilità di quanto è avvenuto e a fare tutto quello che è possibile per salvare una delle aree più belle della Basilicata.
Davanti ad un disastro senza precedenti come quello in corso in Val d'Agri, servono risposte forti e credibili che non possono essere date dagli stessi che finora hanno consentito che lo scempio avvenisse.
Pittella dal 2005 è consigliere regionale, nel 2012 è stato assessore regionale e da tre anni e mezzo è governatore della Basilicata. Ha partecipato a 12 anni di scelte sulle estrazioni petrolifere, insieme agli ex governatori Bubbico e De Filippo e al Pd, e non ha mai battuto ciglio.
Ora, invece di ergersi a paladino del rispetto ambientale e della salute pubblica, chieda scusa ai cittadini per gli errori commessi, prenda atto delle responsabilità sue e del suo partito e si dimetta.
In alternativa, se ritiene di avere la coscienza a posto, lo sfidiamo a rispondere alle 15 domande elencate qui di seguito.
1- Quanto petrolio è fuoriuscito finora dal Cova?
2- Quante persone stanno operando per evitare che il petrolio raggiunga il fiume Agri e la diga del Pertusillo?
3- Che danni ha già prodotto la fuoriuscita di petrolio e cosa si sta facendo per attenuarli?
4- Perché il blocco del Cova è stato chiesto il 18 aprile scorso, nonostante si sapesse della fuoriuscita di petrolio dal 3 febbraio?
5- Perché la Regione non ha fatto niente dal 2008, pur sapendo che i serbatoi del Cova erano già danneggiati e privi del doppio fondo di sicurezza?
6- Perché i serbatoi sono stati costruiti senza doppio fondo, chi doveva controllare perché non lo ha fatto?
7- Oltre al problema dei serbatoi, quali altri problemi di sicurezza potrebbe avere il Cova, la Regione sta facendo ulteriori verifiche?
8- Quante malattie e quanti morti sono stati provocati dall'inquinamento provocato dalle estrazioni petrolifere?
9- Perché sono state autorizzate le estrazioni petrolifere, considerato che i posti di lavoro per i lucani generati dal petrolio sono circa 3mila (compreso l'indotto) e i posti di lavoro che si sono persi in agricoltura e in attività turistiche a causa delle estrazioni petrolifere sarebbero, secondo alcune stime, circa 10mila?
10- Perché sono state autorizzate le estrazioni petrolifere, nonostante il totale delle royalties del petrolio per la Basilicata sono ammontate in circa 20 anni a soli un miliardo e 800 milioni di euro, e i danni economici all'agricoltura (chiuse 7mila attività), al turismo e al crollo dei prezzi delle case e dei terreni della Val d'Agri, ammonterebbero, secondo alcune stime, ad una ventina di miliardi?
11- A quanto ammonta il danno economico e chi risarcirà la Val d'Agri per il 15 % di spopolamento, per i lutti e le malattie scaturite dall'inquinamento del petrolio e per i posti di lavoro persi in agricoltura e turismo?
12- Se, com'è ormai noto, il petrolio sta inquinando le falde acquifere e rischia di inquinare il fiume Agri e l'invaso del Pertusillo, è stato calcolato a quanti miliardi di euro potrebbe ammontare il danno economico arrecato?
13- Chi bonificherà la Val d'Agri quando il petrolio estratto terminerà e rimarranno solo le devastazioni e i danni delle trivellazioni, è stato calcolato a quanti miliardi di euro ammonterà il danno economico?
14- Chi risarcirà i danni secolari prodotti dal petrolio alla Val d'Agri che era una delle aree più belle della Basilicata?
15- La Regione è consapevole che gli stessi danni e devastazioni verificatisi in Val d'Agri colpiranno anche le aree del Camastra-Alto Sauro quando entreranno in funzione il centro oli Tempa rossa e i pozzi petroliferi della Total?
Se Pittella risponderà a queste domande, i cittadini lo potranno giudicare e saranno anche chiariti molti punti oscuri.
Se le risposte non arriveranno è bene che Pittella si dimetta subito e ci auguriamo che almeno una parte delle risposte arrivino dall'Eni e, nei termini e nei modi che le competono, dalla magistratura di Potenza.
Così in una nota Piernicola Pedicini, Eurodeputato del M5S.

"Moria di pesci alla diga del Basentello: fare subito chiarezza"

POTENZA - Nostro malgrado siamo costretti a parlare dell’ennesimo oscuro e inquietante episodio che palesa il sempre più debole sistema dei controlli ambientali della nostra regione. A poche ore dalla sacrosanta chiusura del centro oli di Viggiano, sui social network e su alcuni quotidiani locali sono state diffuse agghiaccianti immagini della diga del Basentello che mostrano centinaia di pesci senza vita che galleggiano fino a riva.
Dinanzi a fenomeni simili, il pensiero è subito corso agli altri episodi che hanno reso tristemente noto a livello nazionale l’invaso del Pertusillo; episodi sui quali le fumose rassicurazioni della prima ora e le parziali ammissioni di presenza di idrocarburi, non hanno fugato né i dubbi né, tantomeno, la paura di disastri ambientali “diffusi” in corso.
Sulla moria di pesci nella diga del Basentello, i primi pareri “a caldo” sono iniziati a circolare in queste ultime ore: alcuni  parlano di fenomeno indotto dalle alte temperature dei giorni scorsi; altri, invece, farebbero riferimento alla possibile presenza nell’invaso di sostanze inquinanti derivanti da fertilizzanti e pesticidi utilizzati nelle attività agricole.
La diga del Basentello, a cavallo tra Puglia e Basilicata,  è un invaso gestito dall’ Autorità di Bacino della Basilicata che dispone di un’erogazione annuale stimata in 5.000.000 di metri cubi, completamente destinata all’uso irriguo. Inoltre, l’invaso è una meta privilegiata degli appassionati di pesca provenienti da tutta Italia.
Non è nostra intenzione cavalcare l’onda emotiva che questo genere di episodi inevitabilmente riaccende nella pubblica opinione, ma proprio per mettere fuori gioco chi potrebbe strumentalizzare vicende simili, riteniamo che si debba dare seguito con la massima sollecitudine all’espletamento di serie e attendibili verifiche sulle cause scatenanti l’ennesimo inquietante episodio. Abbiamo per tale ragione presentato un’interrogazione urgente per conoscere se sono state o meno effettuate da parte di ARPAB verifiche e analisi sulle acque del Basentello e sulle carcasse dei pesci al fine di determinarne le cause della moria. Inoltre abbiamo chiesto alla Giunta regionale se sono, in ogni caso, state predisposte azioni utili a monitorare l’eventuale inquinamento del  bacino del Basentello ed a garantire la qualità delle acque rispetto all’uso irriguo delle stesse.
Così in una nota Gianni Perrino e Gianni Leggieri M5S Basilicata  - Consiglio Regionale.

Comincenter a Roma per 'Le sfide dei millennials'

ROMA - Si è tenuto ieri mattina a Roma, presso la sede nazionale della UIL, Go Beyond il V seminario Giovani e Impresa: le sfide dei millennials, organizzato da Fondazione Nenni eForum Nazionale dei Giovani. Fra i relatori, il CEO Universosud Antonio Candela ha presentato il progetto Comincenter: un processo innovativo senza precedenti e punto di riferimento a livello nazionale per le politiche attive del lavoro. Focus della giornata i temi del lavoro e delle imprese giovanili, ne abbiamo discusso con Oreste Pastorelli, Deputato, VIII Commissione Agricoltura, Ambiente, Chiara Gribaudo, Deputata, XI Commissione Lavoro pubblico e privato, Maria Freitas, Ricercatrice FEPS. Carlo Fiordaliso della UIL Nazionale ha coordinato i lavori.

UIL Nazionale con la Fondazione Nenni e FNG, hanno elogiato lo staff del Comincenter per il progetto e per le modalità in cui è stato realizzato nella città di Matera, e successivamente invitato Candela e tutto lo staff a partecipare, nelle prossime settimane, ad ulteriori appuntamenti in tutta Italia per diffondere questo modello innovativo made in Basilicata.

“Da qui parte il tour del Comincenter – dichiara Candela ringraziando il Forum Nazionale dei Giovani e la sua presidente Maria Pisani che da subito ha creduto in questo progetto – un viaggio per dire da giovani ai giovani che la parola crisi non è un limite ma un’opportunità, che ognuno di noi è una risorsa preziosa, che basta cambiare il punto di vista e ripartire da noi stessi per cambiare lo stato delle cose.”

venerdì 21 aprile 2017

Terrorismo a Parigi: riaperti Champs Elysees

PARIGI - La Francia ancora presa di mira dai terroristi dell'Isis. I due poliziotti feriti nella sparatoria di ieri sera, stanno meglio, secondo quanto riferiscono i media francesi che danno anche un nome all'assalitore ucciso, anche se la polizia non lo ha ancora reso noto ufficialmente. Si tratterebbe del francese Karim Cheurfi, 39 anni, pregiudicato, che era stato già arrestato a febbraio per avere minacciato la polizia ed era poi stato rilasciato per mancanza di prove. Resta comunque alto il pericolo di altri attacchi. La presidente del Front national, Marine Le Pen, ha detto di temere nuovi attentati prima del primo turno delle presidenziali.

"Non voglio dire di più, ma sappiamo che lo Stato islamico ha inviato almeno un terrorista per compiere attentati, e costui è ancora in giro, quindi il pericolo è massimo", ha affermato. Stamane il traffico sugli Champs Elysees ha ripreso dopo l'attacco di ieri sera contro gli agenti. Le foto pubblicate sui media online mostrano il consueto movimento di auto e di camion per le consegne. Sono stati tolti anche i cordoni che delimitavano l'area della sparatoria.

Italia, carenza di lettori: nel 2016 33 mln non hanno aperto un libro

di REDAZIONE - L'Italia è la nazione dove si legge poco o niente? Oggi ci sono oltre 4 milioni (4.300.000 per la precisione) di lettori di libri in meno rispetto al 2010. E, nel 2016 sono circa 33 milioni le persone con più di 6 anni che non hanno letto nemmeno un libro in un anno, cioè il 57,6% della popolazione. Dall'indagine viene fuori anche un identikit dei non lettori che sono soprattutto maschi: il 64,5% rispetto al 51,1% delle femmine.

Tra gli uomini dai 25 ai 74 anni si attestano sul 62-66% e arrivano al 72,9% nella fascia dai 75 anni e più. Al contrario le donne non lettrici superano il 50% solo nella fascia oltre i 65 anni. Tra i più piccoli, invece, l'aumento dei non lettori di libri oscilla tra i 6-10 anni (+9,3%), tra gli 11-14 anni (+13,9%.) e tra i 15-17 anni (11,7%). Da non trascurare che si legge meno andando avanti con gli anni: i non lettori sono il 46,8% nella fascia 11-14 anni, diventano il 61% tra 65-74 anni e il 73,5% tra 75 anni e più. Per chi ha un basso livello di istruzione, invece, sono non lettori il 77,1% tra quelli che possiedono al massimo la licenza media, mentre tra i laureati la percentuale scende al 25%.

La prevalenza di non lettori è al Sud con il 69,2% e con una punta del 73% in Calabria, il +13% rispetto al Centro (55,8%) e il +19% rispetto al Nord (49,7%). Un'eccezione è rappresentata dalla Sardegna dove i non lettori sono il 51,8%, cioè a livelli inferiori alla media nazionale. Le percentuali più basse sono a Trento (43,7%), in Friuli (44,6%) e Bolzano (46%).