Potenza, tra vittime incidente anche bimbo di 3 anni

E' pesante il bilancio di vittime dell'incidente stradale avvenuto nella ex SS19 ter, nei pressi dello svincolo per Buccino nel raccordo Sicignano-Potenza

domenica 26 febbraio 2017

Appalti pubblici regionali, Cisl e Fisascat lanciano allarme anarchia

POTENZA - Sulla vicenda del cambio di appalto del servizio di vigilanza armata in Acquedotto Lucano, intervengono con una nota congiunta il segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico, e la segretaria generale della Fisascat Cisl Basilicata, Aurora Blanca, che contestano il mancato rispetto di quanto stabilito nel bando di gara e nel capitolato d'appalto. La questione sarà al contro di un incontro convocato alla direzione territoriale del lavoro di Potenza per martedì prossimo alle 11. Proprio gli articoli 10 e 11 del capitolato d’appalto - spiegano i due dirigenti sindacali - stabiliscono che l’istituto subentrante, in questo caso La Torre è obbligato ad assumere tutto il personale già in forza nell'impresa cessante, ovvero l’istituto La Ronda, e a rispettare in maniera esplicita il contratto collettivo nazionale di categoria e degli accordi integrativi territoriali sottoscritti dalle sigle maggiormente rappresentative in ordine al mantenimento dell'occupazione del personale dell'impresa cessante, garantendo al contempo le medesime condizioni economiche e contrattuali in atto al momento del subentro, compresi gli scatti maturati”.

“È il caso di ricordare - continuano Falotico e Blanca - che anche la stazione appaltante, vale a dire Acquedotto Lucano, ha ravvisato in un primo momento un’anomalia nell’offerta presentata con un ribasso eccessivo dall’istituto La Torre, invitando lo stesso a giustificare tali anomalie. La società ha giustificato l’offerta con l’applicazione di un contratto di lavoro diverso da quello stabilito in modo tassativo dal capitolato. Cionondimeno, Acquedotto Lucano, in dispregio del capitolato di appalto da lei stessa redatto, ha ritenuto valide le giustificazioni e congrua l'offerta de La Torre, aggiudicandole il servizio a far data dal 1° marzo 2017”.
Per Falotico e Blanca “non c’è nulla da interpretare visto che nel capitolato si legge chiaramente ‘è fatto obbligo’. La cosa pubblica va gestita con regole chiare e trasparenti al fine di garantire i cittadini, i lavoratori e il libero mercato. In questo caso, invece, ci troviamo di fronte ad un’aggiudicazione singolare che crea un precedente dai risvolti catastrofici e inimmaginabili. Si aprirebbe infatti la strada a forme sempre più aggressive di dumping contrattuale in tutto il sistema degli appalti pubblici, con ripercussioni sui diritti dei lavoratori e sulla qualità dei servizi ai cittadini".

Per questo i segretari di Cisl e Fisascat, nell'auspicare la presenza di Regione Basilicata e Acquedotto Lucano alla riunione di martedì, considerano "necessario l’intervento della Regione Basilicata in quanto azionista di riferimento di Acquedotto Lucano per ristabilire il primato delle regole, in primis della legge regionale n. 4 del 2010 che disciplina la clausola sociale, una norma di civiltà scarsamente applicata, nonché verificare le procedure poste in campo e garantire la trasparenza sugli appalti pubblici e il rispetto delle norme che sono alla base del buon lavoro ma anche del senso civico che deve contraddistinguerci. Fare finta di niente o, peggio ancora, voltarsi dall’altra parte - concludono Falotico e Blanca - potrebbe determinare una situazione di anarchia nel sistema degli appalti pubblici regionali”.

Pertusillo, M5S: "Non ci fidiamo dei controlli dell'Arpab"

POTENZA - "Presenza di petrolio nelle acque del lago Pertusillo, i controlli e le analisi che dovrebbero garantire la certezza che non ci sono problemi per la salute pubblica, sono affidati all'Arpab, l'Agenzia per l'ambiente regionale. Noi di questa Arpab non ci fidiamo".
Lo ha dichiarato, questa mattina, in una nota l'eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini.
"I motivi che ci spingono a non fidarci dell'Arpab, che è gestita da manager nominati dal governo Pittella - ha spiegato Pedicini -, scaturiscono dal fatto che la struttura è sott'inchiesta da anni per varie vicende giudiziarie che riguardano proprio i controlli che dovrebbe garantire nelle aree a rischio, come la Val d'Agri, dove ci sono gli impianti petroliferi dell'Eni, e il Vulture-Melfese, dove opera il termodistruttore ex #Fenice.
Qui di seguito, - ha continuato il parlamentare - elenchiamo solo alcuni esempi che evidenziano perché l'Arpab ha dimostrato di non essere affidabile.
Febbraio 2017, la Provincia di Potenza infligge una multa di 800 mila euro all'Arpab per la mancata pubblicazione dei dati su analisi effettuate nel 2013 in una contrada di Montemurro (Val d'Agri), dove c'è il pozzo di reiniezione di scarti petroliferi 'Costa Molina 2'. La Provincia ha sanzionato l'Arpab perché, pur avendo rilevato tracce di idrocarburi nelle falde acquifere superiori a quelle previste dal tetto indicato dalla legge, non comunicò lo sforamento della soglia di sicurezza.
Maggio 2016 (dopo l'inchiesta Trivellopoli con vari arresti e le dimissioni del ministro Guidi), Tribunale del riesame di Potenza: 'Controlli approssimativi e carenti da parte di Arpab sui reflui che, in Val d’Agri, l’#Eni smaltiva o reimmetteva nel sottosuolo dopo l’estrazione del petrolio'. Lo hanno scritto i giudici nelle motivazioni con cui hanno confermato i sequestri della vasche del #Cova, centro oli di Viggiano, e del pozzo di reiniezione 'Costa Molina 2' di Montemurro (Potenza). Secondo il Riesame, 'i tecnici che controllavano il processo di smaltimento delle acque erano coscienti che esse superavano i valori di legge, fino al punto da filtrare preventivamente i campioni prima di inviarli al laboratorio. Tale attività letteralmente fraudolenta era basata anche sulla totale sudditanza nei confronti di Eni da parte dei laboratori che analizzavano le acque: uno degli indagati, infatti, interrogato dagli inquirenti, ammise l’irregolarità della procedura di campionamento'.
Dicembre 2015, 37 avvisi di garanzia in tutta Italia: tra questi, quattro ex dirigenti dell’Arpab, nove dipendenti dell’Eni, una decina di imprenditori, funzionari regionali e della Provincia di Potenza, varie società del settore ambientale e due rappresentanti di Tecnoparco. L’indagine era venuta alla luce a febbraio 2014, con un primo blitz dell’Antimafia che indagava per traffico illecito di rifiuti, e si è via via allargata per le emissioni nocive in eccesso prodotte dall’impianto Cova-Eni di Viggiano.
Marzo 2014, rinvio a giudizio di 16 persone nell’ambito dell’inchiesta su nomine e assunzioni all’Arpab e sull’inquinamento nascosto del termodistruttore Fenice, nonché per vicende legate all’impianto di smaltimento dei rifiuti di Potenza. L’ex direttore generale dell'Arpab dovrà rispondere di falso ideologico per aver attestato nelle denunce presentate alle procure di Potenza e Melfi che prima del 2008 non erano mai emersi superamenti delle soglie di contaminazione nella falda sotto Fenice, mentre una perizia fa risalire l’allarme al 2002.
Per queste ragioni - ha concluso Pedicini - condivido la richiesta che hanno fatto i gruppi consiliari regionali del Movimento 5 Stelle di Puglia e Basilicata, di avviare azioni congiunte sulle rispettive istituzioni regionali al fine di chiarire la situazione del Pertusillo in tempi brevissimi e attraverso organismi di controllo credibili e affidabili".
Così in una nota Piernicola Pedicini, eurodeputato del M5S.

Ex Cementi della Lucania, domani assemblea dei lavoratori a Potenza

POTENZA - Domani alle 10, nella sede Edilcassa di Potenza, in Viale Verrastro (sopra l’ufficio postale), si terrà un’assemblea dei lavoratori della ex Cementi della Lucania, storico cementificio lucano fondato nel 1892 e chiuso nel 2014, con 51 posti di lavoro andati perduti dopo un lungo periodo di cassa integrazione.

Le segreterie regionali di Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil denunciano che a distanza di due anni dalla richiesta di concordato preventivo depositato dall’azienda, il tribunale di Potenza non si è ancora espresso sull’ammissione o meno alla procedura concorsuale. “Ancora una volta a pagare le lungaggini giudiziarie e burocratiche sono i più deboli, i lavoratori”, spiegano i segretari Michele La Torre, Enzo Iacovino e Carmine Lombardi.

“Stiamo parlando - continuano i tre sindacalisti - di 51 famiglie che, oltre a perdere il posto di lavoro, non possono richiedere ai fondi di garanzia le spettanze arretrate, e tra questi molti hanno terminato il periodo di copertura assicurato dagli ammortizzatori sociali”.

'AltroCinemaPossibile', quarto appuntamento con Napolislam

POTENZA - Martedì 28 febbraio quarto appuntamento con la X edizione di “AltroCinemaPossibile”, il cinema dei Diritti Umani, rassegna cinematografica ideata e curata dall'associazione di promozione sociale “Zer0971”.

Sarà proiettato presso il ridotto del Teatro “F. Stabile” di Potenza alle h.21 NAPOLISLAM, un film di Ernesto Pagano, Documentario - Italia 2015 – durata: 75 min.

Raccomandarsi a Dio a Napoli non è poi così strano. Solo che il Dio in questione è Allah: così hanno deciso i napoletani convertiti all’islam protagonista di questo film. Sono gente comune: un disoccupato, una ragazza innamorata, un rapper, un padre di famiglia che ha  perduto un pezzo di sè.

Persone diverse che hanno trovato nel Corano una risposta all’ingiustizia sociale, al consumismo sfrenato, al blackout della speranza.

Ma la religione che hanno scelto non è solo una fede: è un sistema di regole che viene da una cultura lontana. Come conciliarla? Tra una zeppola Halal e una preghiera per strada, la loro storia quotidiana getta una  luce nuova, di volta in volta divertita e amara, sulla nostra società.

Per informazioni: info@zer0971.org

sabato 25 febbraio 2017

"Zero Privilegi: i 'vitaliziati' non mollano"

POTENZA - La saga lucana sul taglio ai costi della politica continua e si arricchisce di un ulteriore capitolo. Nelle varie sedute di commissione si era deciso di proseguire su due binari distinti: quello dei tagli alle indennità dei consiglieri in carica e quello relativo ai vitalizi.

Dopo il referendum del 4 dicembre la maggioranza sembrava orientata ad insabbiare la discussione e, dopo una serie di richiami da parte del M5S, l’argomento è tornato all’esame della commissione.

Sulla parte dei vitalizi si era giunti ad una conclusione unanime che aveva portato la commissione a licenziare la proposta per la definitiva approvazione in Consiglio Regionale. Ed è proprio nell’ultima seduta di consiglio che si è avuto l’ennesimo colpo di scena: poco prima della votazione il Presidente del Consiglio Mollica ha annunciato di aver ricevuto un documento da parte della indomita Associazione ex-Consiglieri di Basilicata, la quale chiedeva di approfondire i conteuti di una sentenza della Corte Costituzionale dello scorso luglio relativa a contributi di solidarietà e pensioni.

La lobby degli ex consiglieri, in piena ‘zona Cesarini’, è riuscita quindi a far rimandare l’approvazione del provvedimento. La sensazione è quella che l’esercito dei vitaliziati stia cercando un pretesto per posticipare l’approvazione della legge ed il susseguente taglio, peraltro temporaneo, del privilegio. Va inoltre evidenziato che gli stessi ex consiglieri hanno preso parte al processo di approvazione della legge, essendo stati auditi dalla Prima Commissione Consiliare in una seduta dello scorso ottobre. In quel caso e nelle settimane successive, la sentenza della Corte di Cassazione, pur essendo stata  menzionata, non era stata depositata tra gli atti della segreteria della commissione. Passando poi in rassegna la sentenza in questione, ci si accorge che i ricorsi relativi ad una norma che applicava il “contributo di solidarietà” per il triennio 2014-2016 (legge di stabilità 2014) sono stati ritenuti infondati e inammissibili. Non è chiaro in che maniera questa sentenza possa influire sul provvedimento che il consiglio regionale, finalmente, si apprestava ad approvare.
Nelle scorse settimane, alla proposta del M5S si è affiancata una proposta del Consigliere Romaniello, del tutto simile a quella da noi presentata, con una piccola differenza relativa alla destinazione dei fondi rivenienti dal taglio delle indennità, che il consigliere del gruppo misto vorrebbe destinare ad un fondo per la disabilità e la previsione del dimezzamento delle indennità di funzione, che noi vorremmo azzerare del tutto. Da parte nostra nessun problema ad integrare eventuali contributi per procedere all’approvazione del testo e immaginiamo che sia lo stesso per il consigliere Romaniello.

Come vedete, ce la stiamo mettendo tutta per portare a compimento la nostra battaglia sul contenimento dei costi della politica e l’abbattimento dei privilegi. Purtroppo non tutti sono pronti a compiere questo importante passo che riavvicinerebbe parte di quei cittadini ormai senza fiducia nei confronti della classe politica. Ci saremmo aspettati maggiore entusiamo e una collaborazione senza esitazioni da parte degli ex-consiglieri vitaliziati. Per questo non ci resta che attendere il parere legale degli uffici regionali, con la speranza che non ci si perda tra articoli e commi della giungla normativa e improbabili richiami alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Così in una nota Gianni Perrino, Portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

Dit, Fitto a Padova: "insieme costruiamo centrodestra alternativo che non urla ma risolve"

PADOVA - Nei territori, con 20 assemblee regionali, per presentare il progetto di Direzione Italia che ha un obbiettivo molto chiaro: costruire un centrodestra che sia alternativo alla centrosinistra. Per questo questa mattina il leader di Direzione Italia, Raffaele Fitto, è stato a Padova per la prima assemblea regionale del Veneto, che ha visto una grande partecipazione da tutte le province e un grande entusiasmo di giovani e donne.

"Vogliamo costruire una politica - ha detto Fitto - che non sia parlare contro qualcuno ma dare una prospettiva al Paese che abbia l'ambizione di governare l'Italia per invertire questa tendenza al ribasso che il nostro Paese ha preso in questi anni di centrosinistra"
"Vogliano costruire un partito e un centrodestra che vada oltre la rabbia! Girando l'Italia  - ha continuato - mi sono reso conto che ce n'è molta. Ma con la rabbia e la paura non si costruisce nulla. Dobbiamo aprire un fronte di speranza! Questo è un Paese che deve cominciare a declinare parole diverse, per alcuni versi riscoprirle, come coerenza, responsabilità, competenza, partecipazione. Non basta denunciare o peggio urlare i problemi che viviamo, occorre risolverli. Se continuiamo solo a contestare e a criticare non riavvicineremo quell'elettorato di centrodestra che non ci ha votato più. Siamo reduci da tre anni disgraziati di questo governo di centrosinistra. Ma nello stesso tempo abbiamo bisogno di essere propositivi e credibili".

"Stiamo costruendo un percorso comune - ha aggiunto -che parte dai territori con le Ammnistrative, anche in Veneto stiamo costruendo intese che rafforzino le coalizioni di centrodestra, ma che ha come obiettivo nazionale quello delle Primarie. Non basta solo dire che si è d'accordo: bisogna farle! Altrimenti prendiamo non solo in giro noi stessi, ma i nostri elettori".

"Abbiamo milioni  di elettori che si sono rifugiati  nell'astensione - ha concluso Fitto - se vogliamo che tornino a votarci dobbiamo mettere in campo una proposta seria che non abbia limiti e veti nei confronti di nessuno. Se vogliamo crescere e tornare a governare questo Paese la ricetta è questa".

M5S Puglia e Basilicata: "azioni congiunte sulle rispettive istituzioni regionali al fine di chiarire la situazione del Pertusillo"

POTENZA - Il recente episodio assurto alle cronache della stampa locale, riguardante la colorazione anomala delle acque della diga del Pertusillo,  è molto preoccupante ed ha spinto alcuni a parlare addirittura di disastro ambientale. Sicuramente quello che sta accadendo all’invaso non è un fatto normale e i timori sono del tutto legittimi e giustificati.
La storia di questo invaso insegna che non possiamo sottovalutare quanto sta accadendo in questi giorni perché negli anni sono molti gli studi, le rilevazioni ed i controlli che si sono susseguiti e che hanno dato luogo a forti dubbi sulla qualità delle acque in esso contenute. Si tratta di una vecchia storia  che negli ultimi mesi è tornata alla ribalta, non solo per la forte pressione esercitata dal Movimento 5 Stelle sulle istituzioni, relativamente alla annosa questione petrolifera che interessa la Basilicata, ma anche per una più generale politica di controllo e salvaguardia del bene acqua che i consiglieri pugliesi e lucani hanno chiesto di portare avanti, consapevoli che la vera risorsa di cui disponiamo e che deve essere salvaguardata è proprio quella magnifica e vitale  sostanza incolore ed inodore che si conserva tra il suolo ed il sottosuolo.
Una risorsa che merita maggiore rispetto, attenzione e controlli, ma che purtroppo è stata a lungo penalizzata dalle politiche scellerate perseguite dalla Regione Basilicata e dal Governo centrale.
La diga del Pertusillo, è bene ricordarlo, è un invaso strategico perché la sua acqua serve anche la popolazione pugliese  e quindi la sua salvaguardia è, senza tema di smentita, materia di interesse generale.
In questo momento è necessario capire cosa si nasconde nelle acque del Pertusillo, capirlo in tempi strettissimi. Solo dopo aver fatto questo primo passo, si potranno valutare tutte le azioni da mettere in campo.
L’appello che ci sentiamo di lanciare è quello di fare in fretta, ma soprattutto di mettere in campo tutti gli strumenti di cui le due Regioni dispongono per garantire la salute pubblica e l’ambiente e scongiurare il peggio.
Abbiamo il dovere di dare risposte in tempi rapidi perché i cittadini devono essere messi al corrente di eventuali rischi. Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di capire cosa sta accadendo per attivare tutte le procedure previste nel caso in cui dovesse essere confermato quello che noi ci auguriamo che non sia.
Così in una nota il Portavoce Movimento 5 Stelle di Puglia e Basilicata.

venerdì 24 febbraio 2017

Mike P: 'Nuovi colori' è il suo singolo d'esordio

MILANO - Arriva in tutti i digital store e nelle radio italiane “Nuovi Colori” il singolo d’esordio del rapper pugliese Mike P. Il brano è prodotto dal producer salentino Walter Suray e dal rapper Marmo, entrambi già noti nel panorama musicale italiano.

Mike P, in questo brano, racconta una vicenda personale, un vero e proprio dramma: l’arresto di suo padre. Il giovane rapper, nato e cresciuto a Bari, racconta del malessere che ha vissuto in prima persona e cerca di mandare un messaggio preciso e diretto a tutti i suoi coetanei, che purtroppo, vivono certe situazioni delicate. 

In 'Nuovi colori' il rapper racconta del giorno in cui i carabinieri hanno fatto irruzione nella sua abitazione. Lui venne svegliato dalle urla della madre e da una forte luce che un carabiniere gli puntava in faccia. Michele Panza, meglio conosciuto con il nome di Mike P, nasce a Bari il 1 Agosto 1998, lo chiamano così sin da piccolo, da quando si giocava a calcio negli androni e nei campetti popolari della periferia di Bari. 

Un’infanzia piena di alti e bassi, una situazione famigliare non delle migliore, ma ha sempre vissuto tra l’amore del fratello maggiore, della madre e del padre, che non sempre è stato presente, dati i suoi trascorsi giudiziari e penali. A 17 anni Michele decide di abbandonare la scuola e dato che la scelta non era accettata dalla madre lui decide di scappare via di casa, trovando alloggio da alcuni amici d’infanzia per un periodo della sua vita. 

La sua storia poteva approfittarsi della sua debolezza fisica e mentale per inserirlo sulla strada della criminalità, ma Lui è forte e decide di fare della sua forza e dei suoi drammi benzina per alimentare i testi delle sue canzoni.