lunedì 4 settembre 2017

Aggressione medica, Ugl Medici: "Vicinanza al dott. Trentadue"

MATERA - “Piena solidarietà al dott. Dino Trentadue che nella serata di venerdì scorso ha subito, nel suo studio medico a Ferrandina (MT) una gravissima aggressione da parte di un assistito restando vittima di una violenta quanto sconsiderata aggressione”.
Condanna senza ma e senza se dal dott. Angelo Fracchiolla, commissario provinciale dell’Ugl Medici di Matera per il quale, “pur rispettando le apprensioni del paziente, legittime o illegittime a suo parere, non si può e non si deve giustificare la violenza ai danni di chi opera quotidianamente, ed in costante emergenza, a tutela del cittadino e della sua salute. Senza entrare nel merito dell’episodio, preme precisare che il medico agisce sempre nell'esclusivo interesse del paziente, nel rispetto di norme deontologiche e regolamenti sanitari che evidentemente non sempre incontrano la condivisione dell’utente, come ad esempio l’impossibilità che il medico redigesse una certificazione per il rinnovo della patente di guida pretendendo dall’assistito che il professionista omettesse l’esistenza di alcune patologie che avrebbero potuto comprometterne il rinnovo. Oltre a tutto ciò, si aggiunge che, l’impossibilità a dirige il certificato medico dal professionista, si pone non per ‘capriccio’ del dott. Trentadue ma a tutela della sicurezza di tutti i cittadini. I medici fanno il possibile per garantire un servizio all’utenza con la necessaria professionalità e tempestività e niente giustifica simili atteggiamenti da parte dell’utenza. Subire aggressioni fisiche, oltre che verbali, tanto da finire d’urgenza in ospedale riportando gravi lesioni e la frattura del femore e durante l’orario di lavoro, è davvero increscioso, paradossale  e triste. Sebbene l’Ugl, sempre fiduciosa nell’operato delle forze dell'ordine che accerteranno con maggiore esattezza le circostanze dei fatti e le relative responsabilità delle parti in causa, doverosamente condanna fermamente ogni forma di violenza e richiama l’utenza - conclude Fracchiolla - ad utilizzare tutti i canali istituzionali consentiti per esprime la propria eventuale, se ce ne fosse, insoddisfazione ma mai alla violenza”.

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