venerdì 8 settembre 2017

Edilizia: sindacati chiedono convocazione osservatorio regionale opere pubbliche

POTENZA - Il settore delle costruzioni non riesce ad agganciare la ripresa economica e a risentirne è soprattutto l'occupazione. A rilanciare l'allarme è il segretario generale della Filca Cisl Basilicata, Michele La Torre, che parla di “vero e proprio salasso sociale” e torna a sollecitare una maggiore attenzione al settore da parte delle istituzioni locali. “Secondo l'ultimo rapporto congiunturale dell'Ance anche nel primo trimestre 2017 il numero dei dipendenti nelle costruzioni si è ridotto nella nostra regione di un ulteriore 2,6 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente”, spiega il sindacalista, che esprime preoccupazione per la continua spinta al ribasso degli occupati in edilizia. “La dinamica degli investimenti nel settore – continua La Torre – non lascia presagire nulla di buono per l'immediato futuro, ragion per cui o riprendono gli investimenti in opere pubbliche o si rischia la deriva con la perdita di altri posti di lavoro”.

Occhi puntati, dunque, sui tanti cantieri fermi o che si trascinano a singhiozzo, tra pastoie burocratiche e cambi di appalto: dal distretto G dello schema idrico Basento-Bradano alla Potenza-Melfi, mentre uno spiraglio si apre per l'avvio dei lavori sulla Tito-Brienza. Troppi ritardi secondo il segretario della Filca Cisl che nei giorni scorsi ha fatto partire una lettera unitaria per chiedere alla Regione la convocazione urgente dell'osservatorio regionale sulle opere pubbliche.

“L'osservatorio – continua La Torre – è uno strumento utile di confronto tra istituzioni, parti sociali, aziende e stazioni appaltanti ma occorre essere più incisivi e concreti per sbloccare i troppi cantieri fermi disseminati nella nostra regione, un vero e proprio mausoleo di inefficienza e cattiva amministrazione”. Per La Torre “l'edilizia deve diventare una priorità dell'agenda politica del governo regionale, cosa che finora non è stata, perché la Basilicata non può vivere solo di Fiat, petrolio e turismo”.

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