mercoledì 20 marzo 2013

Pet Therapy, guarire con un 'amico fedele'


Concetta Padula. In Italia, solo dal 2003, il Ministero della Salute ha conferito alla pet therapy validità scientifica, mentre già nel 1997 sono stati erogati finanziamenti per il trattamento di malattie di vario genere come:psicologiche cognitive e comportamentali. Questo nuovo modo che i medici hanno d'approcciarsi al paziente è stato scoperto,in modo molto casuale,nel 1961 da Boris Levinson un neuropsichiatra infantile che notò i benefici recati dal suo cane  su un bambino affetto da autismo.

Le terapie che prevedono l'inserimento di animali da compagnia durante l' itinere di guarigione del paziente si chiamano AAA(attività assistita dagli animali) eTAA (terapia assistita dagli animali). Per affrontare al meglio sia il decorso clinico della malattia e sia la degenza ospedaliera, l'amico a quattro zampe fa da supporto e da aiuto-assistente ai medici soprattutto nella cura di malati come bambini e anziani.

L'animale ha l'abiltà di riprodurre nel paziente l'ambiente familiare, il calore dei suoi affetti, si lascia spazio ad un rapporto improntato solo su un interscambio di tipo amicale.

La pet therapy ha dimostrato la su validità in articolar modo su pazienti con dsturbi fisici e motori, su portatori del morbo di Alzheimer,ictus celebrale e trauma spinale.

Nell'interazione che viene ad insturarsi tra malato e animale vengono debellate tutte le barriere portatrici di ansia, stress e mancanza di autostima.

Nei bambini come negli anziani si acuisce il loro senso di solitudine, per cui si diventa più reattivi agli stimoli terapeutici,così si facilita di gran lunga il recupero del paziente e si arriva prima ad ottenere (se possibile) una pronta guarigione.