sabato 14 novembre 2015

La Asl di Lecce non riesce ad «incassare» 107 infermieri. Manca il nulla osta delle Asl dove prestano servizio

POTENZA - La mobilità infra-regionale è nel caos. Al centro del «blocco» dei trasferimenti le norme contraddittorie che si accavallano. Nel frattempo crescono i disagi e la rabbia degli infermieri che hanno già ricevuto il telegramma della Asl di Lecce che ha dato la propria disponibilità e che continuano da anni a fare i pendolari fra Lecce e la sede di lavoro fuori provincia e fuori regione. «Su 300 infermieri in graduatoria – spiega in una lettera inviata il 6 novembre al governatore Michele Emiliano, il presidente del Collegio infermieri IPASVI, Marcello Antonazzo (foto), a tutt’oggi pochi sono stati gli infermieri (pressappoco 120) che sono riusciti ad avere il nulla osta dalla azienda di appartenenza». E se non bastasse, le procedure di mobilità sono state sospese nel periodo estivo, per non creare disagi ai turisti. Il che ha complicato la situazione. Parliamo di 107 infermieri ai quali da più di 3 mesi la Asl di Lecce ha dato la disponibilità al trasferimento. Ma le aziende sanitarie “cedenti” non li lasciano andare perché vogliono rassicurazioni dalla regione che possano essere rimpiazzati da altri a tempo determinato. «Siamo convinti – aggiunge Antonazzo - che se non si interviene risolutamente sul problema del disagio in cui versano gli infermieri interessati potranno esserci delle ripercussioni negative e gravi per il nostro territorio». Alla regione però si vuole evitare che il via vai di infermieri in mobilità infra-regionale possa creare scompensi. Entro il prossimo mese di gennaio – hanno deciso in regione - ogni Asl dovrà inviare i nominativi degli interessati agli uffici competenti. Qui verranno fatte delle somme “algebriche”, per tenere conto di quanti ne perde una Asl e di quanti ne incassa. «La condizione principe però – spiega il capo del personale della Asl di Lecce, Domenico Morelli - è che, man mano che arrivano a Lecce i trasferiti, dovranno cessare i rapporti di lavoro degli infermieri a tempo determinato che li sostituivano. Presto – aggiunge Morelli - ci sarà una delibera di giunta regionale che formalizzerà queste direttive».