sabato 5 maggio 2018

Natuzzi, Cobas-Lp: “Il Comitato Centrale ha deciso: poiché il popolo non è d'accordo, bisogna nominare un nuovo popolo”

(ANSA)
MATERA - Con queste parole l'intellettuale tedesco Bertold Brecht ironizzava sui paradossi e le contraddizioni della Repubblica Democratica Tedesca, che, anziché avviare una seria autocritica della propria classe dirigente, accusava il popolo di poca generosità verso di essa.

A dire il vero si nota una certa analogia tra i vertici della D.D.R. e quelli della Natuzzi Spa. Questi ultimi, infatti, hanno dichiarato che, considerate le ingenti spese occorrenti in Italia, meglio investire in Romania e licenziare mille addetti in loco. Tra le ingenti spese che l'azienda deve sopportare per produrre in Italia un peso preponderate è determinato dai 13,5 milioni di euro a cui deve far fronte per la perdita di controversie giuridiche. Questo passaggio merita un maggior approfondimento: centinaia di dipendenti, prima, per aver subito un trattamento diverso dai loro colleghi venendo collocati in Cassa integrazione a zero ore a differenza del restante organico che invece alternava settimane di lavoro a settimane di riposo, poi, per aver ricevuto il definitivo licenziamento dall'azienda, hanno aperto contenziosi e i giudici hanno dato loro ragione, considerando illegittima sia la collocazione in Cigs a zero ore, che il successivo licenziamento. Dopo questa batosta, non solo economica ma soprattutto d'immagine, che si fa? Si licenziano i responsabili di questa gestione autoritaria che, senza voler sentire ragioni, hanno messo alla porta tanta gente che poi è stata reintegrata, causando una ricaduta negativa nel bilancio aziendale? No, si licenziano i lavoratori perché hanno avuto l'ardire di non subire in silenzio i provvedimenti illegittimi della Natuzzi Spa.

Naturalmente, la volontà delle lavoratrici e dei lavoratori della Natuzzi Spa convocati in assemblea da Cobas-Lavoro Privato è che nessun componente dell'Organigramma aziendale perda il lavoro. Si avanza, dunque, al gruppo dirigente della Natuzzi una proposta di semplice buon senso: far tesoro delle esperienze di questi ultimi anni e dotarsi di una nuova politica industriale condivisa con i lavoratori e non imposta coercitivamente a suon di lettere di licenziamento. Se la Natuzzi vorrà avviare una fase ex novo basata sulla valorizzazione delle preziose risorse umane di cui dispone nel territorio murgiano, troverà tra i partecipanti alla stessa assemblea condivisione e linfa per affrontare in modo vincente le sfide provenienti dai mercati globali. Viceversa, se intende ostinarsi per vivacchiare un altro po' con i già verificati escamotage fatti di tagli alle retribuzioni, richieste di contributi pubblici, aumento dei ritmi produttivi e riduzione della forza lavoro troverà ancora una volta lavoratori non disposti a chinare la testa e capaci di mobilitarsi.

L'assemblea, infine, da mandato a Cobas-Lavoro Privato di chiedere all'azienda e ai rappresentanti delle Istituzioni competenti un confronto in merito ai temi sin qui esposti.

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