venerdì 29 giugno 2018

Agricoltura, Rota (Fai Cisl): "Nuovo Ccnl nel segno della legalità, ma il governo affronti con noi il caporalato"


MATERA - Il segretario generale nazionale della Fai Cisl, Onofrio Rota, è intervenuto ieri mattina a Matera ai lavori del consiglio generale della federazione lucana. Il recente rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori agricoli e florovivaisti, la riforma della forestazione e il contrasto al caporalato e al racket in agricoltura, alcuni dei temi al centro dell’agenda sindacale del parlamentino regionale di categoria. “Con il rinnovo del contratto nazionale degli operai agricoli e florovivaisti, abbiamo dimostrato grande responsabilità e messo a punto un accordo che è tra i più avanzati in materia di welfare, bilateralità e salario, ed è soprattutto un contratto nato nel segno della legalità”, ha detto Rota, aggiungendo che “è fondamentale che il governo affronti con noi il fenomeno del caporalato, se vuole veramente difendere il settore dalla concorrenza sleale e dall’onta dello sfruttamento: è un tema profondamente etico ma anche dalle ripercussioni economiche molto rilevanti”.

“È importante – ha aggiunto Rota – rilanciare proprio da questa città, Capitale Europea della Cultura per il 2019, una sfida alle organizzazioni criminali che lucrano sulla pelle di lavoratrici e lavoratori infangando il nome del nostro agroalimentare, che proprio insieme alla cultura rappresenta il biglietto da visita del Made in Italy nel mondo. Siamo orgogliosi di aver avviato la nostra campagna #SosCaporalato, così come è un ottimo risultato l’aver inserito, nel nuovo accordo, importanti regole di trasparenza sugli appalti, oltre all’impegno esplicito delle parti a costituire le sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità. Ma è necessario anche il sostegno dei ministeri competenti, che impegnandosi per la piena applicazione della legge 199, anziché per indebolirla, rafforzerebbero un approccio di filiera che valorizza il lavoro agricolo e lo salvaguarda dallo sfruttamento. Solo così possiamo contrastare e prevenire anche tutti i fenomeni collaterali al caporalato, che purtroppo, come ci confermano diverse operazioni delle forze dell’ordine avvenute di recente, è diffuso anche in questi territori”.

Durante il suo intervento, il sindacalista ha affrontato anche le problematiche degli altri settori della Fai Cisl, tra cui la forestazione: “È assurdo – ha dichiarato – che in Italia si parli di dissesto idrogeologico solo davanti alle tragedie, dimenticando che i lavoratori idraulico-forestali non hanno il contratto nazionale da sei anni. Il loro è un lavoro strategico per un territorio ricco quanto vulnerabile come il nostro. L’impegno della Fai Cisl è quello di aprire al più presto un tavolo di trattativa, rilanciando il ruolo della categoria come protagonista della crescita virtuosa per molte aree del Paese, in particolare per il Mezzogiorno, con ricadute occupazionali potenzialmente molto positive grazie alla valorizzazione del nostro patrimonio forestale e paesaggistico”.

Aprendo i lavori del consiglio, il segretario generale regionale Vincenzo Cavallo ha posto l’accento sulla crisi delle aree interne, il cui “futuro si giocherà sulla capacità del settore primario nelle zone montane di produrre beni e servizi secondari, penso al turismo rurale e all'industria dell'accoglienza diffusa, anche in connessione con la grande opportunità offerta da Matera 2019. I dati ci dicono che crescono le presenze negli agriturismi lucani grazie al volano della capitale europea della cultura, anche per effetto della scarsa offerta alberghiera della Città dei Sassi”.

Parlando, infine, della recente riforma della forestazione che ha assegnato tutto il comparto al consorzio unico di bonifica, Cavallo ha sottolineato che “è una decisione storica perché riconosce il bosco come una grande opportunità di sviluppo per ridurre il divario tra pianura e montagna e riformula profondamente la governance del settore dopo anni segnati da incertezze, problemi e criticità. Da oggi avremo un interlocutore unico, il consorzio di bonifica, che dovrà avere la capacità di semplificare i processi e snellire l’intera macchina amministrativa”.

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