sabato 22 settembre 2018

Gioco legale: Arcadio, 13 mila i lavoratori interessati


BARI - “La Fisascat Cisl Puglia ribadisce l’assoluta necessità dell’apertura di un tavolo di crisi regionale per il settore delle aziende del gioco legale”. Lo sostiene il Segretario generale regionale della categoria, Antonio Arcadio, preoccupato dagli effetti che la nuova normativa della Regione Puglia in materia di tutela dal gioco d’azzardo, che entrerà in vigore il prossimo dicembre, porterebbe ad un settore che occupa legalmente migliaia di lavoratori.

Nei giorni scorsi la Fisascat Cisl Puglia e le federazioni di categoria di Cgil e Uil, avevano inviato una lettera al Presidente Michele Emiliano e all’assessore al Lavoro Sebastiano Leo proprio per sottolineare che condividevano “la necessità di intervenire sul settore per rendere compatibili le occasioni di gioco con la sostenibilità sociale, contrastare gli abusi e combattere l’illegalità, guardando con preoccupazione al diffondersi di fenomeni difficilmente controllabili quali il gioco on line e quello illegale. Tuttavia – scrivevano ancora le segreterie regionali di Filcams-Cgil Fisascat-Cisl UilTucs-Uil – sono fortemente preoccupate da quanto emerso nei tavoli di confronto in sede sindacale nel territorio pugliese, laddove, l’applicazione della normativa sta producendo effetti negativi sui livelli occupazionali delle aziende del gioco legale e contemporaneamente rischia di creare un aumento delle attività illecite”.

Il timore di Arcadio deriva dall’analisi dei dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), aggiornati al 18 settembre 2018. “In Puglia ci sono 1.016 punti vendita autorizzati dall’ADM a raccogliere gioco (scommesse ippiche, sportive e virtuali) e ad ospitare apparecchi da intrattenimento e divertimento (AWP e VLT) – spiega il Segretario della Fisascat – e sono presenti in 187 comuni: 38 in provincia di Bari, 20 in provincia di Brindisi, 10 nella provincia Barletta Andria Trani, 29 in provincia di Foggia, 69 in provincia di Lecce e 21 in provincia di Taranto”. Più nel dettaglio si tratta di 310 Negozi (punti vendita con attività prevalente accettazione scommesse), 261 Punti di Raccolta (ex Centri Trasmissione Dati – CTD, sanati), 442 Corner (“Punti Gioco”, punti vendita con attività accessoria accettazione scommesse) e 3 Ippodromi. Un numero di lavoratori stimabile in poco più di 2.800 posti di lavoro ai quali aggiungere gli addetti alle sale bingo, i punti di concorsi a pronostico, i punti vendite a scommesse e per le lotterie. In totale quasi 13 mila lavoratori direttamente impegnati in attività di gioco legali sotto rigidi controlli. A questi vanno aggiunti i settori dell’indotto: imprese di pulizia, tecnici impiantistica, tecnici della manutenzione tecnologica, cancelleria, consulenti fiscali, del lavoro e legali.

“Un numero di lavoratori che rischia di assottigliarsi in modo spropositato se non cerchiamo una soluzione condivisa con le Istituzioni regionali – osserva Arcadio –. Per questo abbiamo scritto con Cgil e Uil di categoria al Governatore e all’Assessore al ramo, dato che siamo, come sindacati, impegnati da tempo nel contrasto ai problemi sociali connessi al gioco d’azzardo. Ma, come sottolineato nella missiva a Emiliano e Leo, ‘solo attraverso un confronto aperto e chiaro si può addivenire ad una normativa che persegua il giusto obiettivo della tutela sociale (quali rafforzamento della cultura del gioco misurato, contrasto, prevenzione e riduzione del rischio della dipendenza da gioco) senza che si trasformi in un boomerang dal punto di vista occupazionale”. Filcams-Cgil Fisascat-Cisl UilTucs-Uil di Puglia sottolineano, infine, la necessità di un incontro in tempi brevi, data l’urgenza e la delicatezza della questione, al fine di trovare le migliori soluzioni possibili, come già avvenuto in altre regioni italiane.

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