giovedì 6 giugno 2019

Ue apre procedura d'infrazione all'Italia. P.Chigi: "Rispetteremo le regole"

(afp)

ROMA - "Il Governo prende atto dell'esito della valutazione della Commissione Europea. Nel Rapporto sul Debito inviato alla Commissione, il Governo ha presentato una serie di giustificazioni (i cosiddetti fattori rilevanti) per il mancato rispetto della riduzione del rapporto debito/PIL nel 2018. In chiave prospettica, sono state fornite stime e valutazioni che indicano che nell'anno in corso l'Italia rispetterà̀ i dettami del Patto di Stabilità e Crescita. Il Governo intende continuare a dialogare con la Commissione". Lo afferma una nota di Palazzo Chigi.

La Commissione europea compie il primo passo formale per l’avvio della procedura per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia. Il collegio dei commissari presieduto da Jean-Claude Juncker, infatti, considerando la deviazione del deficit strutturale dell'Italia nel 2018, ha concluso che l’Italia “non ha rispettato il criterio del debito” e che quindi “una procedura per deficit eccessivo basata sul debito è giustificata".

"In Italia le prospettive di crescita e delle finanze pubbliche sono peggiorate, e le recenti misure politiche messe in atto costituiscono una marcia indietro su alcuni elementi di precedenti riforme, incluse quelle legate al sistema pensionistico", si legge ancora nel rapporto.

In mattinata il commissario europeo al Bilancio, Guenther Oettinger, aveva avvertito che Bruxelles potrebbe avviare una procedura di infrazione per disavanzo eccessivo nei confronti dell'Italia. "Se i numeri verranno confermati, non potremo sottrarci alla procedura di infrazione", ha detto in un'intervista all'emittente televisiva tedesca 'n-tv'. "L'Italia non dovrebbe essere un rischio per l'Eurozona", ha aggiunto Oettinger.

Il quotidiano La Repubblica aveva anticipato che la Commissione Ue avrebbe chiesto l'avvio di una procedura di infrazione contro l'Italia per debito eccessivo. Il quotidiano ha citato una bozza della risposta dell'esecutivo Ue alla lettera dell'Italia.

Secondo la bozza che ha visionato la Repubblica, l'ammontare del debito "impedisce all'Italia di stabilizzare l'economia in caso di crisi finanziarie e pesa sugli standard di vita delle future generazioni".

Le scelte del governo, continua Bruxelles, hanno contribuito al rallentamento del Pil con un effetto negativo su fiducia e accesso al credito. Sotto accusa 'Quota 100', i passi indietro sulle principali riforme, gli investimenti al palo, le mancate privatizzazioni, lo stop alle infrastrutture.