lunedì 15 giugno 2020

Come viaggeremo questa estate e nel prossimo futuro


ROMA - La pandemia che ha mandato letteralmente in crisi l'intero settore turistico cambierà le nostre abitudini durante i viaggi. Dalle prenotazioni ai criteri per la scelta degli alloggi.

Sono tante le previsioni relative al momento in cui tutto tornerà alla normalità, ma al dato attuale sapere quando si ricomincerà a viaggiare, anche oltre i confini, rimane piuttosto incerto. Ciò non toglie che governo, enti del turismo, agenzie di viaggio, compagnie aeree e quant'altro, siano alla ricerca di soluzioni che possano salvaguardare la salute dei cittadini, ma anche evitare il collasso del settore turistico.

A questo proposito negli ultimi giorni si è incominciato a parlare di “Turismo di Prossimità“, argomento sul quale cercheremo di fare un po’ di chiarezza.

Oltre a proteggere la buona condizione fisica degli italiani e a sostenere il settore dedicato ai viaggi, il “Turismo di Prossimità” punterebbe anche ad aiutare l’economia del nostro Paese. Un piano strategico che prevede una serie di limitazioni, ma anche altrettante libertà che, sfortunatamente, al momento sono venute a mancare.

Ma cosa si intende esattamente per “Turismo di Prossimità”? Con queste parole si vuole illustrare un modo di viaggiare che ci condurrà verso mete vicine a casa e, possibilmente, poco affollate. Saranno in pole position, quindi, i meravigliosi borghi che costellano il territorio italiano e una modalità di esplorazione che segue i principi del turismo lento.

In tutto questo, i mezzi pubblici che in numero limitato torneranno a disposizione dei cittadini, dovranno garantire l’igienizzazione delle diverse vetture e la possibilità di mantenere la fondamentale distanza di sicurezza.

Inoltre, pare che anche le mete marine potranno essere destinazioni da raggiungere in questa particolare estate 2020. È notizia degli ultimi giorni, infatti, che in alcune regioni della Nazione gli stabilimenti siano stati autorizzati ad iniziare i lavori utili alla manutenzione e alla sanificazione delle strutture.

Forse, ma come ripetiamo per ora le notizie sono incerte, verranno attuati dei distanziamenti anche tra le file di ombrelloni ed eventuali orari per alcune fasce di età più a rischio.

Insomma, non è ancora del tutto chiaro come si evolverà una situazione già precaria di suo. Tuttavia, queste soluzioni proposte e su cui si sta lavorando, ci consentirebbero di riscoprire piccoli tesori del nostro Paese e fuori dalle classiche rotte turistiche.