Supercoppa italiana: l'Inter trionfa a San Siro




LUIGI LAGUARAGNELLA - Ad aggiudicarsi la Supercoppa 21-22 è una super Inter. Instancabile per per centoventi minuti, costretta dalla Juve, sempre attenta a difendersi, grazie alla zampata di Sanchez allo scadere dei tempi supplementari, mette in bacheca la sesta Supercoppa italiana. La Juve è decimata dalle assenze, Allegri tiene Dybala in panchina, Inzaghi si affida a Lautaro e Dzeko con i centrocampisti nerazzurri vero e proprio motore dei campioni d'Italia. Le azioni dei padroni di casa partono dai piedi buoni di Skriniar e Bastoni che, oltre a difendere, si propongono spesso nella metà campo offensiva.

I primi pericoli per Perin, titolare per Sczesny, nascono dalla testa di Dzeko e Lautaro. I bianconeri sono obbligati a poche ripartenze, ma Morata è isolato in avanti. Perisic e Dumfries danno un valoroso supporto nella fase offensiva e difensiva. Prima del vantaggio juventino ottenuto con la zuccata di Mckennie, il contatto in area bianconera Barella- Chiellini è dubbio. Bernardeschi, forse il più coraggioso tra gli ospiti, potrebbe già dare il vantaggio alla sua squadra. 

L'Inter dà sempre l'impressione di poter comandare e gestire la partita e il pari arriva da rigore. Il tacco di Perisic è illuminante per Dzeko atterrato da De Sciglio. Dal dischetto Lautaro è glaciale. La squadra di Inzaghi è davvero arrembante. Al ritorno dagli spogliatoi Bernardeschi sfiora il raddoppio dopo un'azione personale e da un colpo di testa. 

Poi l'Inter torna a ingranare le marce alte verso la metà campo avversaria. Il colpo di testa di Perisic è impreciso, Lautaro continua a cercare la doppietta personale. Poi Inzaghi, da abile stratega, cambia la coppia d'attacco facendo entrare Correa e Sanchez; inserisce Vidal per Barella. Brozovic e Bastoni continuano ad impostare palloni efficaci verso i compagni sempre reattivi a pressare alto gli avversari. 

Numerosi cross sono respinti da Chiellini, Dumfries si vede parare il suo colpo di testa da Perin. L'ingresso di Dybala non cambia il canovaccio della gara con la Juve alle corde dentro la sua metà campo e riesce a portare la gara ai supplementari in cui Sanchez stava per regalare la gioia ai suoi tifosi se fosse stato più preciso e fortunato. 

L'Inter, però, non abbassa mai l'intensità fino al centoventesimo minuti: il cross di Dimarco è verso Darmian che in area cade con la palla che Sanchez non può sbagliare. È il 2-1 da trionfo. Di rimonta, all'ultimo secondo, da Pazza Inter. Handanovic alza il trofeo, il primo della gestione Inzaghi. La Juve resta a bocca asciutta, ma l'Inter gode... di ottima salute.